martedì 20 giugno 2006

NEWS - L'Enterprise vola ancora, i fans girano il sequel di "Star Trek"
(Apcom) - I Trekkies colpiscono ancora: per ovviare al fatto che per la prima volta dopo quasi vent'anni sul piccolo schermo non viene trasmessa alcuna serie di "Star Trek" né è previsto alcun film ispirati all'universo creato da Gene Roddenberry, sono gli stessi fan a imbracciare le telecamere digitali per girare episodi autoprodotti e trasmessi via internet. Come fa notare il quotidiano britannico "The Independent", a detenere i diritti della serie è la statunitense Paramount, che tuttavia pare aver deciso di chiudere un occhio - almeno fino a che le iniziative dei fan non dovessero venire sfruttate commercialmente.Tra gli zelanti "volontari" che vogliono mantenere l'Enterprise in rotta "là dove nessun uomo è mai giunto prima" anche una delle sceneggiatrici della serie classica, D C Fontana, che ha scritto uno degli episodi prodotti dalla New Voyages; una società dilettante che però ha registrato oltre trenta milioni di contatti sul suo sito, tanto che alcuni attori della serie hanno accettato di fare dei cameo negli episodi girati nello Stato di New York."Star Trek: Enterprise", il prequel della serie fantascientifica più famosa del piccolo e del grande schermo, era stata chiusa nel marzo del 2005, dopo 4 anni di ascolti non esaltanti."Enterprise" era ambientata qualche tempo prima della "serie classica", che dal 1966 al 1969 vide protagonista l'immortale equipaggio comandato dal capitano James T. Kirk, ovvero l'attore canadese William Shatner: sulla poltrona di comando era salito il meno carismatico capitano Jonathan Archer, interpretato dal veterano dei telefilm made in Usa Scott Bakula, già protagonista del fortunato "Quantum Leap".Un compito ingrato non facilitato dal fatto che occorreva dare un'idea di tecnologie più primitive rispetto a quelle ideate dagli sceneggiatori trent'anni fa pur potendo disporre di effetti speciali distanti anni luce da quelli possibili negli anni Sessanta - quando la fase di post-produzione necessaria per fissare sulla pellicola rudimentali raggi laser ed alri effetti luminosi quali il teletrasporto era più lunga delle riprese vere e proprie.La chiusura della serie ha significato, per la prima volta dopo 18 anni, l'assenza di un nuovo Star Trek sui piccoli schermi americani: dall'inizio della "Next generation" (1987-1994) si erano infatti alternati "Deep Space Nine" (1992-99) e "Voyager" (1995-2001), tutte ambientate nello stesso periodo. La Paramount aveva tuttavia auspicato di poter presentare "un nuovo capitolo di questa serie nel futuro".
NEWS - Gossip, Mischa Barton patita dei "ribelli": dopo Ryan tocca alla rockstar Cisco Adler
Dietro la sua aria perfettina, Mischa Barton sembra nascondere una sorta di attrazione fatale per i "ribelli senza causa". Prima il personaggio di Ryan in "The O.C", poi, fuori dal set, l'ultima fiamma: la rockstar irsuta e capellona Cisco Adler, frontman dei Whitestarr. I due sono stati ritratti insieme a Toronto, nelle pause di registrazione del di lei film, "Closing the ring". Gli addetti ai livori dicono che lui da dietro - senza che mostri la barba incolta - sembra l'ennesima conquista bisex di lei, complice un fisico minuto e un fondoschiena per cui le fans, dicono, assiepano i suoi concerti all'urlo di "faccelo vedè, faccelo toccà"...(naturalmente, debitamente tradotto).

lunedì 19 giugno 2006


NEWS - Gossip, Eva Longoria sempre più sulla cresta dell'onda coi delfini e con Tony
Dopo l'annuncio-shock di voler mollare "Desperate Housewives", chiedendo ai produttori di far addirittura morire il personaggio di Gabrielle, Eva Longoria è sempre più sulla cresta dell'onda (si veda a tal proposito l'ultima copertina di "Io Donna", l'inserto femminile del sabato del "Corriere della Sera"). Ma lo è non solo in senso metaforico: la bella Eva ha trascorso questo weekend in compagnia del fidanzato spilungone Tony Parker al delfinario di Cablo San Lucas in Messico, dove le acque - a guardare l'espressione prima del tuffo - non sembravano riscaldatassime. Più "hot" il feeling tra Eva e Tony: quest'ultimo non ha badato spese e ha portato la sua bella in Messico sulle ali (oltre che dell'amore) di un jet affittato per l'occasione.
SONDAGGIO - In vista della fiction in pillole "Cotti & Mangiati" su Raiuno, cosa ne pensate delle sketch-comedy alla "Camera Cafè"?
Oggi il "Corriere della Sera" annuncia in pompa magna l'arrivo dal 3 luglio della mini-fiction "Cotti & Mangiati", subito dopo il Tg1. Sei minuti al giorno, lungo 200 puntate, con protagonista Marina Massironi - l'ex volto femminile al fianco di Aldo, Giovanni e Giacomo - seguita da una telecamera fissa posta sui fornelli a riprendere lei e il co-protagonista Flavio Insinna. Tecnicamente si parla di sketch-comedy (attenzione, non sit-com, come erroneamente le etichettano i giornali specializzati), ovvero mini-gag di pochissimi minuti con pochi mezzi tecnici e il più delle volte con format comprati all'estero. Se i due esempi più di successo sono stati "Camera Cafè" e (meno) "Love Bugs", gli antesignani sono stati due inglesi: "Benny Hill" prima di tutti (utilizzato sia all'interno del "Drive In", sia successivamente da trait d'union nel palinsesto di Italia 1), quindi "Mr.Bean" (anche se si trattava di storie già più lunghe). In Italia pochi si ricordano l'esperimento di "I-Taliani" (1989), lanciata come "la prima day-comedy italiana" (si veda il terzo "Dizionario dei Telefilm" Garzanti, pag. 453). Ma cosa ne pensate di questo genere di fiction? Trovata originale o pochezza di idee? Semplice riempitivo dei palinsesti o linguaggio sui generis? Insomma: vi piace? Dite la vostra...

venerdì 16 giugno 2006

NEWS - Raoul Bova, lascio "What about Brian" per "Nassiriya"
(ANSA) - ROMA, 16 giu - Raoul Bova lascia l'America, ma solo per girare 'Nassiriya', la miniserie prodotta da Valsecchi per Canale 5. Un cosa che l'attore ci tiene a sottolineare con forza, visto che si era vociferato che la sua assenza alla seconda parte del telefilm americano 'What about Brian' fosse dovuta a una sua non riconferma. Le cose sono totalmente diverse, spiega Bova:" il fatto e' che ai primi di luglio parte il progetto Mediaset di Nassiriya di Michele Soavi e ho sentito la responsabilita' di fare questa miniserie che coincideva proprio con le riprese del telefilm americano". Cosi', continua Bova, "ho dovuto scegliere e ho chiesto agli americani di poter rinunciare. E loro mi hanno dato piena liberta' di farlo casomai utilizzandomi, come guest star, in
qualche puntata della nuova serie". Ma a prevalere in questa scelta dell'attore anche la sua partecipazione in 'Io e l'altro' di Mohesen Melliti, film low cost (800.000 E.) in post-produzione:"mi sono messo in questa operazione che mi ha fatto tornare la voglia di fare cinema e mi ha anche fatto ripensare alla mia esperienza americana". Comunque gli States, dice, "mi hanno dato la possibilita' di avere contatti con persone, una popolarita' accresciuta. E poi in 'What about Brian' mi sono misurato con la commedia, ovvero uscire dai mie soliti ruoli". Di "Nassiriya", che racconta dell'attentato che ha visto morire in Iraq il 12 novembre 2003 una ventina di italiani, tra soldati e civili, "ho amato subito la sceneggiatura. Questa voglia di raccontare queste vittime non come degli eroi tradizionali, ma degli eroi di fatto. Ma si parlera' anche, non solo dei soldati, ma della missione di pace e soprattutto dell'impatto che tutti questi uomini hanno avuto con una realta' cosi' diversa". In questa miniserie "saro' molto probabilmente un maresciallo", ma Bova non conferma ne' smentisce la possibile partecipazione di Claudia Pandolfi e di Giulio Scarpati ("il cast e' ancora tutto da definire"). Nel futuro di Bova, "una grande voglia ci concentrarmi solo sul cinema. Fare storie vere, anche a basso budget, ma storie anche un po' folli che possano anche essere esportare anche all'estero". Insomma, conclude l'attore, "dall'America ho imparato anche l'umilta' di attori come Sean Penn e Al Pacino, capaci di fare film commerciali, senza vergognarsi, e poi passare al teatro e cinema indipendente".

giovedì 15 giugno 2006

NEWS- Ultima ora, Raoul Bova lascia serie americana "What about Brian"
Raoul Bova lascia la serie dell'ABC "What about Brian" che lo vedeva tra i protagonisti, presentata allo scorso "Telefilm Festival" a Milano e da settembre in onda su FoxLife. Lo annuncia il sito dell'Accademia dei Telefilm, riprendendo una notizia apparsa sul sito del magazine americano "Tv Guide". Il telefilm, non avendo raggiunto ascolti eccezionali in patria, era stato dapprima sospeso, per poi essere riconfermato per la prossima stagione. Tuttavia Bova non farà più parte del cast. La storia della serie firmata da J.J.Abrams - già dietro i successi di "Lost", "Alias" e "Mission Impossible III" - è quella di un gruppo di amici che cerca di accasare il trentenne Brian (interpretato da Barry Watson, già visto nei panni di Matt Camden nella serie cult di Italia 1 "Settimo Cielo"). Tra gli altri attori presenti nel cast, al fianco di Bova spiccava la presenza di Rosanna Arquette. In questi giorni, proprio Raoul Bova è uscito allo scoperto con una dichiarazione di amore-odio per lo star-system americano: "La serie per me è stata un successo. Lavorare in America è una bella esperienza, ma la concorrenza a Hollywood è spaventosa, all'inizio ho vissuto momenti di frustrazione. Ti accolgono a braccia aperte, con grandi sorrisi, però difficilmente ti fanno entrare nel loro mondo".

mercoledì 14 giugno 2006

BOLLETTINO - Telefilm al Top 2/Stephen King diventa pazzo per…le serie tv
Se “Entertainment Weekly” mette sull’altare i telefilm di nuova generazione, all'osanna si accoda anche un fans insospettabile qual è Stephen King, che sullo stesso settimanale confida tutta la sua passione senza freni: “i miei figli e mia moglie pensano io sia un romanziere, ma ormai sono uno schiavo della tv. E’ successo 3 anni fa. Fino a quel periodo leggevo libri, andavo al cinema, suonavo la chitarra e, qualche volta, parlavo pure con qualcuno. Ma poi mi sono accorto di come la televisione sia cambiata in meglio e grazie al TiVo mi ci sono appassionato a tal punto da passare dalle 25 alle 30 ore settimanali davanti al piccolo schermo". E via con l'elenco dei telefilm che lo incatenano alla poltrona e i motivi della sua schiavitù. "The Shield": "esplora la redenzione dell'onore di un uomo che vuole espiare le proprie colpe". "Veronica Mars": "è come se Nancy Drew incontrasse Philip Marlowe: pura nitroglicerina!". "Lost": "mistero, scenari meravigliosi, cast attraente: è il miglior programma in tv". "Battlestar Galactica": "anche se non arriva ai livelli di 'Lost', è meglio di 'Star Trek' in tutte le sue incarnazioni". "I Soprano": "Gandolfini ha reso Tony Soprano un americano comunque meraviglioso e sorprendente". "24": "anche se è diventato un serial ridicolo, passerei sul corpo di mia nonna piuttosto che perdermi un episodio". Alla fine giunge la conclusione di Stephen King che potrebbe assurgere negli annali del genere telefilmico: "è la potenza della tv: i suoi personaggi entrano nella tua vita a ripetizione e diventano reali". Tv is (Stephen) King!
(Articolo di Leo Damerini tratto dal "Bollettino dell'Accademia" sul "Telefilm Magazine" di Giugno)

martedì 13 giugno 2006

NEWS - A Roma l'autore di "Lost" Damon Lindelof che si rifà ad Orson Welles e promette: "il serial diventerà sempre più mistico"
Attenzione, contiene Spoiler!
(ANSA) - ROMA, 13 giu - Damon Lindelof non e' un nome che dice molto ai piu', ma e' riuscito a
riempire, con tanto di posti in piedi, la sala de 'La casa del cinema' di Roma come era successo solo a Mel Brooks. E' solo uno degli effetti del fenomeno planetario di 'Lost' la serie tv americana pluripremiata di cui appunto Lindelof e' co-creatore insieme a J.J. Abrams. Occasione dell'incontro la presentazione del libro 'Lost-La guida' (Edita da Buena Vista Libri), con news, curiosita' sulla lavorazione del serial e l'uscita del Dvd il 28 giugno di 'Lost - Prima serie seconda parte', cofanetto con i 13 episodi conclusivi della prima serie (edita sempre da Buena Vista). Venduto in 210 paesi in tutto il mondo e trasmesso al pubblico italiano prima su Fox e poi su Raidue con lo share piu' alto mai registrato per un telefilm americano negli ultimi sette anni, 'Lost' che negli Usa e' arrivato alla terza serie arrivera' di nuovo sulla Rai, per la seconda serie a febbraio-marzo 2007. Spiega Lindelof, laurea della Tish School of the Arts, e vero creatore del serial (e' lui che lo ha proposto ad Abrams Ndr.): "sono sempre stato un tv dipendente. Ma mia madre mi permetteva di vedere la televisione solo due ore al giorno e cosi' io mi alzavo presto al mattino per fare il pieno di programmi. Allora ero un grande fan delle storie di avventura". Ma il vero mentore per il giovane autore e' stato il padre: "con lui ho visto oltre che molta tv, una passione che condividevamo, molto cinema. E chiaramente anche i film di Welles, un genio capace di mescolare mistero e realta', a cui mi sono ispirato e da cui ho copiato per la serie 'Lost"'. 'Lost', che racconta la storia di una ventina di naufraghi tutti dal passato oscuro e problematico, piombati su un'isola piena di misteri e apparentemente deserta, "e' una serie innovativa - spiega Lindelof - proprio perche' non segue un tempo lineare, ma e' piena di flashback che approfondiscono la vita di ogni personaggio tornando al loro passato prima del naufragio". Certo, aggiunge, "questo continuo tornare al passato, oltre ad essere difficile da girare come da produrre, puo' creare qualche problema anche allo spettatore. Anche se e' vero che ormai il pubblico americano e europeo si e' molto raffinato nei gusti". Sulla seconda serie di 'Lost' andata gia' in onda in America, di cui e' stato anticipato il primo episodio stamani a 'La casa del cinema', dice solo qualcosa ("chi vuol saper tutto quello che succede basta che vada su Internet"): "l'ambientazione cambiera', come d'altronde per la terza serie e la quarta, e si aggiungeranno nuovi personaggi. Esattamente quelli che erano nella coda dell'aereo e che si credevano morti". Della terza serie, gia' in onda negli States, e in corso di scrittura (la sceneggiatura viene consegnata, di volta in volta, solo due giorni prima del girato) spiega poi: "sara' la piu' cupa di tutte, un po' come l'episodio de 'L'impero colpisce ancora' sta agli altri episodi della serie di Guerre stellari. Ma sara' anche la serie dove verranno svelati molti misteri". Se i personaggi di 'Lost' subiscono tutti una sorta di fascinazione mistica (" si sentono come in un Purgatorio per qualcosa che si devono far perdonare") dipende anche "dall'influenza che ha avuto su di me mia moglie fervente cattolica". Si' e' vero ci tiene a dire Lindelof: "uno dei temi di questa serie e' la paura; ognuno ha la sua. E tutti sono sull' isola un po' come dei colpevoli che hanno voglia di redimersi". Da 'Lost' anche un gioco interattivo, forse il piu' grande del mondo derivato da una serie di tv, dal titolo 'Lost Experienxe'. "Tutti i fan di Lost - spiega con orgoglio Lindelof - possono giocare, investire e essere in qualche modo presenti sull'isola. Un gioco pero' comprensibile e giocabile solo per chi e' a conoscenza dei segreti della seconda parte del serial". Infine, nel futuro di Lindelof, sempre insieme ad Abrams, un progetto di una rivisitazione di 'Star Trek' ("ci stiamo lavorando").
BOLLETTINO - Telefilm al Top, le serie tv regine della cultura pop americana
Il numero di fine marzo di “Entertainment Weekly” – la Bibbia americana dello spettacolo – è da collezione e segna un diktat storico: in copertina il titolo strilla “Tv is king”. Nel pezzo interno il critico cinematografico (sì, cinematografico, non televisivo) Lisa Schwarzbaum, una delle firme a “stelle e strisce” più influenti, decreta i punti chiave della tesi. In sintesi, nell’epoca del TiVo (n.d.r: il metodo di registrazione che consente di rivedere un programma senza le pubblicità), la televisione sta conoscendo una nuova “golden age”: “dai polizieschi ‘24’ e ‘The Shield’ ai drammatici ‘I Soprano’ e ‘Desperate Housewives’, fino a ‘Prison Break’ e ‘Lost’, la televisione è dove la cultura pop nasce, viene celebrata, psicoanalizzata, giudicata e rimessa in circolo puntata dopo puntata”. “Ma mai come ora – prosegue l’articolo – le migliori menti creative americane crescono in tv o addirittura la preferiscono alle buie sale dei cinema. Un episodio di ‘Law&Order’ è meglio di molti film in circolazione, ‘The Office’ supera in acume molte commedie hollywoodiane, ‘The Wire’ meriterebbe l’Oscar. Non per niente Paul Haggis, nato e cresciuto in tv, dopo aver vinto l’Oscar per ‘Crash’, ha deciso di tornare nel piccolo schermo”. L’articolo-peana è corredato da classifiche sui culti a puntate. Nella Top Ten intitolata “L’ora da non perdere” svetta al primo posto “24” (“Sutherland interpreta qualcuno che va al di là della semplice brutalità ed è capace di rinnovarsi ad ogni stagione”), seguito da “I Soprano” (“l’ultima stagione alterna sequenze oniriche a manovre politiche all’interno della gang di Tony Soprano: la serie rivela il senso della vita anche se appare il più delle volte di pessimo sapore), “C.S.I.: Scena del crimine” (“c’è qualcosa di poetico nell’indagare con così tanta curiosità nell’efferatezza di chi vuole distruggere la vita”), “Battlestar Galactica” (“invece dei soliti temi fantascientifici, il serial è meritevole di dialoghi politici e religiosi che concernono più l’umanità che gli umani”), “Lost” (“è ‘Survivor’ con un cuore, è come se ‘Il Mago di Oz’ avesse fatto un incubo e tutti noi ne fossimo rimasti ipnotizzati”), “Everwood” (“è una sorta di soap familiare senza dive o malvagi, ma con persone sensibili e genuine che non sempre fanno la cosa giusta e per questo ci fanno innamorare di loro”), “Una mamma per amica” (“ci sono due cuori che battono come uno solo e nell’ultima stagione mai sono stati così all’unisono”), “Law&Order” (“è il migliore telefilm legale di tutti i tempi, con i suoi vari serial-franchising sempre al passo con i tempi”), “Veronica Mars” (“la teen-detective per eccellenza rivaleggia con ‘Lost’ per i misteri disseminati nel racconto!”), “The Shield” (“l’ingresso di Forest Whitaker ha regalato nuova tensione alla serie che vanta il miglior cast di tutti i tempi”). Nella categoria “Serie procedurali” vince “Senza traccia” (“Anthony LaPaglia è il migliore indagatore di tracce di scomparsi di sempre”), mentre nei “Telefilm con alieni” la spunta “Smallville” (“la quinta stagione ha una nuova sferzata di energia, con antagonisti che si rivelano mostri di culto in ogni puntata”). Nelle “Sit-com” è in vetta "Scrubs” (“l’energia di Zach Braff contagia tutto l’ospedale con un segno distintivo inequivocabile”), mentre nelle “Serie girate in un luogo che non vorresti mai visitare” prevale “Prison Break” su “Dr.House”. Infine anche una classifica delle “Serie con l’ultima chance”, praticamente una previsione di “de profundis”: 1. “Will&Grace” 2. “West Wing” 3. “Alias” 4. “Streghe”.
(Articolo di Leo Damerini tratto dal "Bollettino dell'Accademia" sul "Telefilm Magazine" di Giugno)

lunedì 12 giugno 2006

NEWS - "Gli amici di Oskar", ecco il primo telefilm gay italiano
Oskar è un pesciolino che vive in casa di Marcello (Francesco D’Alessio), un ragazzo gay con due grandi sogni: trovare l’amore della sua vita e realizzarsi come attore. Nello stesso appartamento vivono Alberto (Luca Busnengo), il migliore amico di Marcello, che sta per sposarsi, e Alessia (Giulia Troiano), innamorata di Mirna (Elisa Cassissa), una ballerina, in partenza per un viaggio di studi. E' linizio della trama de "Gli amici di Oskar", il primo telefilm gay italiano presentato in anteprima, tra l'altro, in una delle scorse edizioni del "Telefilm Festival". Marcello si troverà a convivere con due nuovi inquilini: Daniele (Lucio Viglierchio), un ragazzo che ancora non è riuscito a superare una dura storia d’amore con un ragazzo “etero”, e Alex (Daniele Turina), diciottenne strafottente che vivrà una situazione disadattata quando i genitori scopriranno la sua omosessualità. Altre storie si intrecciano con quelle dei protagonisti: situazioni da sit-com si alterneranno con contesti più difficili. Il tutto condito con una colonna sonora anni ’50. Atmosfere da sogno, tanghi argentini, nonne con autista e cagnolino al seguito, matrimoni, amicizie, sguardi, uomini innamorati, ragazzi arroganti, ragazze innamorate di ragazze androgine, sorrisi, provini, schiaffi, corsi di recitazione, outing, passioni, genitori autoritari, diversità, normalità, mentalità aperta, mentalità troppo chiusa, CAPIRSI, NON CAPIRE NULLA DI NULLA E MOLTO ALTRO ANCORA…Si segnala che il prossimo 14 giugno, in attesa del Gay Pride, presso El Barrio, Strada Cuorgné 81 a Torino, si terrà una nuova proiezione dell’episodio pilota di questo primo progetto tv italiano incentrato sui gay. La proiezione è un’iniziativa organizzata dai Centri per il protagonismo giovanile El Barrio ed Electronic Free Lab, in collaborazione con la casa di produzione RtaMovie e il Comitato TorinoPride 2006. A seguire approfondimento: I media: qual è il messaggio che trasmettono rispetto al tema dell’omosessualità? I Pacs: a che punto siamo? un privilegio per pochi o un diritto per tutti? Interverranno: Enzo Cucco, coordinatore del Torino Pride 2006; Nicoletta Bosco, docente di Comunicazione Pubblica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Torino; Gigi Malaroda, Circolo GLBT Maurice; Francesca Polo, presidente di Arcilesbica. L’ingresso sarà libero e gratuito. Per maggiori informazioni potete chiamare i seguenti numeri: 011.2625526 / 011.2629089 o contattare: info@elbarrio.it. Si può anche creare un link alla pagina di "Oskar". In home page c'è anche il trailer del telefilm scaricabile gratuitamente.
Trailer: http://www.rtamovie.com/Oskar.zip;
storia e personaggi: http://www.rtamovie.com/oskar.php;
il forum: http://rtamovie.forumup.it/.

domenica 11 giugno 2006

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
A cura di: Leo “Grant” Damerini

CORRIERE MAGAZINE
Gli orientamenti generazionali di "The O.C."
"'The O.C.' orienta i comportamenti dei giovanissimi, tanto da incuriosire i sociologi. Anche l'omosessualità femminile è mostrata come un fatto naturale e non una eccezione, tanto poi le stesse vanno anche con i ragazzi. Il gruppo è la sorgente dei propri valori usa e getta, perchè mutano a seconda dell'umore. Che bel modello educativo!".
(Rosa Alberoni, 23.02.06)

VANITY FAIR
"Patrick Dempsey l'ho scelto io!"
"Al provino di 'Grey's Anatomy' mi hanno fatto vedere 6 uomini. Ho puntato il dito e ho detto: 'voglio Patrick Dempsey!'".
(Ellen Pompeo, 23.02.06)

L'UNITA'
Peter Falk meglio di Berlusca
"Ce l'abbiamo con Berlusconi per ragioni propriamente televisive. Infatti domenica sera, mentre ci apprestavamo come altri fans a registrare un episodio della serie del tenente Colombo, ci siamo trovati il premier rialzato e rimboschito che imperversava su Rete4. E occupava lo spazio di Peter Falk ripetendo le boiate pazzesche con le quali ci va ammorbando da mesi. E' troppo! Un editore non può sostituirsi a un telefilm. Agnelli non ha mai tentato di farsi passare per una Cinquecento".
(Maria Novella Oppo, 07.03.06)

IL GIORNALE
Mannaggia a "C.S.I.", evviva "Sex and the City"!
"Il vero competitore del 'Grande Fratello' non è 'Don Matteo ma 'C.S.I.'. Faremmo 2 o 3 punti in più senza la serie di Italia 1. Comunque io non vedo l'ora che mi offrano un ruolo in una serie stile 'Sex and the City'. Se qualcuno la fa, mi metto subito in lista"
(Alessia Marcuzzi, 15.03.06)

CORRIERE DELLA SERA
"Basta recitare in bikini a 'Lost'!"
"Ogni volta che mi arriva un copione tremo, chiedendomi in quante scene dovrò apparire nuda o quasi. Le mie inquadrature senza veli, diciamolo, sono perlopiù gratuite, e per fortuna non mi hanno ancora assoggettato al nudo integrale nè mi hanno imposto di fare sesso con 6 uomini alla volta".
(Evangeline Lilly, 20.03.06)

ANSA
Don Matteo come Trinità
"Piu' passa il tempo piu' Don Matteo, specie in questi ultimi episodi che stanno chiudendo la quinta serie, finisce con l'assomigliare a Trinita' per una sua ironia e un gusto del vivere che e' anche il mio nel recitare questi due personaggi".
(Terence Hill, 27.03.06)

LO SPECCHIO
I telefilm, la traccia comune degli adolescenti
"'Lost', 'The O.C.', 'Una mamma per amica' sono la traccia comune su cui gli adolescenti confrontano la loro esperianza di relazione. Le strutture narrative di questi telefilm non sono affatto rozze o distanti dal reale. Nella maggior parte dei casi hanno un forte collegamento con le esperienze individuali più diffuse, si possono permettere di costruire un'epica del quotidiano, i personaggi riscuotono consensi che in alcuni casi sono moltiplicati attraverso capillari dissertazioni in rete: Internet ne riflette le vicende attraverso i fans club che si scambiano trame e notizie".
(Gianluca Nicoletti, 15.04.06)

sabato 10 giugno 2006


BOLLETTINO - Pink Power: quote rosa anche nei telefilm?
Tu chiamala se vuoi voglia di parità, ma se il mondo dei telefilm si tinge sempre più di rosa, sempre più oscuro appare il destino delle sue protagoniste che mai come oggi rivendicano pari dignità e trattamenti rispetto ai colleghi maschietti. L’ultimo capitolo di discriminazione riguarda la chiusura di “Commander in Chief” con la Presidentessa degli Stati Uniti interpretata da Geena Davis. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui l’attrice scorrazzava con Susan Sarandon per l’America dei torti (maschili) subiti vendicandosi pistole in pugno in “Thelma e Louise”. Eppure se il Presidente in gonnella non ha resistito più di un ciclo nonostante il titolo di serie esordiente più vista (ma non abbastanza secondo i dirigenti dell’ABC), più concessioni ha goduto il collega presidenziale maschile interpretato da Martin Sheen in “West Wing”, anch’esso in deficit d’ascolti da almeno in paio di stagioni. Altro sintomo di rivendicazione femminista giunge dalla topolona Evangeline Lilly di “Lost”, la quale intervistata dal “Corriere della Sera” ha confessato che “ogni volta che mi arriva un copione tremo, chiedendomi in quante scene dovrò apparire nuda o quasi. Le mie inquadrature senza veli, diciamolo, sono perlopiù gratuite, e per fortuna non mi hanno ancora assoggettato al nudo integrale nè mi hanno imposto di fare sesso con 6 uomini alla volta”. Su “Vanity Fair” Evangeline ha rincarato la dose svelando che quel maschilista di J.J. Abrams l’avrebbe voluta in topless nella puntata-pilota, ma lei è riuscita a convincerlo affinchè indossasse il reggiseno. Chissà se tra le ipotesi da lei sottoposte all’ideatore di “Lost” c’era anche il vestito da suora. Tipa tosta invece la sua collega di spiaggia Michelle Rodriguez, che invece di smaltire 240 ore di servizi sociali dopo essere stata beccata a guidare in stato di ubriachezza, ha preferito farsi 5 giorni dietro le sbarre. Se mai la cacciassero da “Lost”, le porte delle celle di “Prison Break” le si spalancherebbero in un attimo. Ha avuto vita più serena Ellen Pompeo di “Grey’s Anatomy” (nella foto) che ha rivendicato, sempre a “Vanity Fair”, di essere stata lei a scegliere il co-protagonista maschile: “mi hanno fatto vedere 6 attori e ho puntato l’indice dicendo che volevo Patrick Dempsey!”. Forse ha avuto gioco facile facendo comunella con l’ideatrice Shonda Rhimes, l’unica donna crea-serial della tv americana. Se fossimo in Evangeline Lilly ci informeremmo sui suoi prossimi progetti…
(Articolo di Leo Damerini tratto dal "Bollettino dell'Accademia" sul "Telefilm Magazine" di Giugno)

venerdì 9 giugno 2006

NEWS - Michelle Trachtenberg di "Buffy" fidanzata col bassista "buzzico" dei Fall Out Boy
Si sono fatti vedere insieme mercoledì scorso al Club Element, uno dei locali più in di Hollywood, dove si presentava un numero speciale della trendyssima rivista "Nylon". Michelle Trachtenberg, l'indimenticabile Dawn Summers di "Buffy", starebbe assieme a Pete Wentz, il bassista un pò buzzico dei Fall Out Boy, vagamente rassomigliante a Er Piotta (a proposito, che fine ha fatto?). Che i due si frequentino aldilà della discoteca sembra inequivocabilmente stabilito dalla mano sinistra del buzzico nella foto qui sopra...
NEWS - Attenzione, Spoiler. Le anticipazioni della terza stagione di "Lost". Non leggere se non si vuole conoscere in anticipo le vicende di Jack e compagni sopravvissuti...
L'attore Harold Perrineau che nella serie tv "Lost" interpreta Michael, il padre di Walt, non ci sarà nella terza stagione, tuttora in lavorazione nella Kualoa Ranch alle Hawaii e in onda sulla ABC a partire da ottobre. Lo ha detto lo stesso attore che ha aggiunto: "E' vero, ora come ora non ci sarò nella prossima stagione...e probabilmente non ritornerò più". L'acclamata fiction su un gruppo di sopravvissuti perderà quindi uno dei personaggi principali e più interessanti. Nell'ultima puntata della seconda stagione "Live Together, Die Alone" (andata in onda sulla ABC il 24 maggio scorso) in una delle scene finali si vede Michael che parte per il mare a bordo di una barca assieme al figlio. Perrineau ha detto al "Arizona Daily Star" di non essere più sotto contratto con la produzione di Lost che lo ha quindi escluso a partire dalla terza serie. "Non ho la più pallida idea come continuerà la serie", ha aggiunto l'attore, già interprete in "Oz" e "Matrix". L'attore americano ha lasciato le Hawaii e il set assieme alla famiglia qualche mese fa e tuttora si trova a New York. Perrineau: "Al momento sto valutando nuove proposte di lavoro." "L'ho saputo appena qualche mese fa di non essere più nel cast della terza serie. Ma i produttori sono stati chiari: 'Michael lascerà l'isola assieme al figlio Walt'. Punto e basta. Questo stava scritto nel copione. Non ci sarà quindi un mio ritorno. Ammetto che appena letto, ero un po' confuso, ma i creatori hanno voluto così". In una delle ultime puntate Michael ha scioccato il pubblico uccidendo le due nuove arrivate Ana Lucia e Libby (Michelle Rodriguez e Cynthia Watros). A questo punto si infittiscono ancora di più le possibili teorie sulla terza serie, che stando alle anticipazioni non ufficiali del creatore J.J. Abrams, dovrebbe anche essere l'ultima. In Italia, su RaiDue, la seconda stagione partirà dalla primavera 2007, su Fox di Sky invece da settembre 2006...

mercoledì 7 giugno 2006

NEWS - Ultima ora, Mischa Barton di "The O.C." si sposa per Richard Attenborough
La foto è di ieri e giunge come un fulmine a ciel sereno: Mischa Barton, l'interprete di Marissa Cooper in "The O.C.", vestita da sposa. Che Ryan la porti finalmente all'altare? Che finalmente il loro tira-e-molla stia per trovare giusta conclusione? No, Mischa è in Canada a girare il film "Closing the ring" diretto da Sir Richard Attenborough. La storia è quella di un giovane alla ricerca del legittimo proprietario di un anello appartenuto ad un aviatore della Seconda Guerra Mondiale precipitato in Irlanda. Nel cast, oltre a Mischa, spiccano Neve Campbell ("Cinque in famiglia"), Shirley McLaine e Christopher Plummer. La Barton aveva allertato gli amanti del gossip già lunedì scorso, quando si è precipitata da un veterinario a Toronto dopo che la sua cagnetta, Ziggy, si era lussata una zampa.
NEWS - E' in edicola il numero di Giugno del "Telefilm Magazine". Copertina dedicata al poker di "Streghe". Articoli su "I Soprano", "Alias", "Prison Break", "Una mamma per amica", "Invasion", "Joey"...e naturalmente sul "Telefilm Festival" di maggio!
Ecco, un po’ più nel dettaglio, i contenuti del "Telefilm Magazine" di Giugno.
"Streghe": l'ultima magia. Tornano le sorelle Halliwell e questa volta sarà davvero l'ultima. Dopo 8 stagioni di incantesimi, amori, intrighi ed avventure le Streghe più popolari del piccolo schermo dicono addio ai loro fedeli spettatori... E per l'occasione abbiamo intervistato in esclusiva la nuova streghetta venuta a dar man forte a Phoebe, Piper e Paige: è Kaley Cuoco, la protagonista di "8 semplici regole", venuta a dar man forte alle leggendarie Halliwell.
"I Soprano": la famiglia mafiosa più problematica d'America (e non solo) riparte, anzi è ripartita da zero con le repliche su Mediaset Premium. Semplicemente stracult parola di Dizionario dei Telefilm!
Telefilm On Demand: la tv quando vuoi come vuoi e dove vuoi è sempre più una realtà da una parte e dall'altra dell'Oceano... Breve excursus tra iPod, TiVo, digitale terrestre, Streaming per scoprire come le innovazioni tecnologiche siano destinati a stravolgere il mondo della serialità...
"Alias": che ne sarà di Sydney Bristow? Che ne sarà di Michael Vaughn, dopo il terribile incidente che chiudeva la quarta stagione? Breve guida alla visione dell'ultimo e decisivo ciclo della spy story più emozionante di questo inizio secolo... E per saperne di più siamo andati a chiedere qualcosina al mitico J.J. Abrams! Il papà di Felicity, Alias, Lost a Roma per la premiere di Mission Impossible 3, confessa il suo amore incondizionato per Bristow&co e ci avverte: il finale non ve lo dimenticherete facilmente...
"Prison Break": è giunto il momento di fare la conoscenza con il grande protagonista del serial più caldo di questa estate, Michael Scofield, al secolo Wentworth Miller.
"Una mamma per amica": in attesa di goderci la sesta stagione inedita da questo mese su Italia1, abbiamo deciso di "fare a pezzi" il mondo Gilmore per ricostruire da capo il puzzle dei loro rapporti sentimentali, famigliari e professionali...
"Invasion": presentata in anteprima al Telefilm Festival di Milano, arriva in anteprima su Canale 5 una prima visione da brividi, Invasion. La serie targata ABC ci racconta cosa capita quando un uragano decisamente fuori dall'ordinario colpisce una tranquilla cittadina della Florida.
"Entourage": se il luccicante mondo delle stelle hollywodiane vi ha sempre intrigato Entourage è davvero la vostra serie! La prima visione di Jimmy di questo mese vi porta a fare la conoscenza del backstage dello starsystem tra attori di successo, modelle mozzafiato, amici parassiti e tanto, tanto divertimento!
"Joey" e "Due uomini e mezzo": per la serie a tutta sitcom, Rai Due propone a partire da questo mese un preserale a base di buonumore e divertimento. Protagonisti l'ex "Friends", Joey, qui alle prese con una serie tv tutta sua e la sitcom più seguita d'America Due Uomini e mezzo con il popolare Charlie Sheen.
Telefilm mon amour: reportage in esclusiva dall'evento telefilmico della stagione italiana, il Telefilm Festival edizione 2006. Giorno per giorno, ora dopo ora, il quadro degli appuntamenti che hanno costellato quest'indimenticabile edizione con le foto più curiose ed interessanti. E le due interviste esclusive agli ospiti d'onore del Festival: Ben e Kelly di "The O.C"!
E in più come sempre tantissime rubriche, curiosità e notizie dal mondo dei telefilm!
Tutto il resto scopritelo in edicola!

martedì 6 giugno 2006

NEWS - Da domani su Italia 1 la sesta e inedita serie di "Una mamma per amica" in prima serata
(ANSA) - ROMA, 6 giu- 'Una mamma per amica', la serie americana sulle relazioni familiari, la distanza generazionale e l' amicizia, torna in Italia con la sesta serie (gia' trasmessa negli USA), che andra' in onda su Italia 1 da domani alle 21. Le protagoniste sono sempre Lorelai (Lauren Graham), madre single sulla trentina e la figlia adolescente Rory (Alexis Bledel), che Lorelai cerca di proteggere dal non commettere i suoi stessi errori. La sesta serie apre con la decisione di Lorelai e Luke di sposarsi anche se quest'ultimo ha delle difficolta' ad affrontare il tradizionalismo dei suoi concittadini nel momento in cui diviene di dominio pubblico che la proposta di matrimonio e' stata avanzata dalla promessa sposa. Da parte sua Lorelai e' arrabbiata con i genitori perche' hanno permesso a Rory, che ha lasciato l'universita', di vivere nella depandance della loro casa. Lorelai decide cosi' di affidar loro la responsabilita' di Rory, che deve scontare 300 ore di lavoro gratuito per il furto dello yacht del padre di Logan. Tra gli sceneggiatori compare Jane Espenson (gia' autrice di 'Buffy'), mentre tra i registi dei diversi episodi, firmano anche Bruce Seth Green ('Buffy') e Micheael Katleman ('Smallville').
NEWS - Ultima ora, Adam Brody e Rachel Bilson di "The O.C." riavvistati insieme!
Già i cronisti di rosa si erano allertati per il fatto di vedere sempre più spesso Rachel Bilson frequentare feste e ricevimenti da sola, senza l'amato Adam Brody al fianco (vedi post dell'1 giugno). La super-coppia di "The O.C." era data fino a qualche settimana fa come una delle più stabili, tra quelle meno improbabili di rottura ed etichettata dagli esperti di gossip come "hot", ovvero ancora al top dell'attrazione reciproca. Poi gli scatti sempre più frequenti di Rachel alle prime e ai party senza Adam (ma neanche con un altro accompagnatore, a dire il vero), con il successivo sussurro che forse tra i due, se non era proprio separazione, fosse maretta. Infine il lieto fine: la foto che vedete, risalente a lunedì 5 giugno scattata a West Hollywood. Adam e Rachel di nuovo insieme, con lui recante in mano un sacchetto pieno di bacchette da batteria che gli serviranno per il tour da batterista del suo gruppo, i Big Japan. E se Rachel non lo seguirà come una vera groupie, già s'immagina i denti affilati dei gossippari: che ci fa Adam da solo sul palco...?

lunedì 5 giugno 2006

NEWS - Eva Longoria vuol lasciare "Desperate Housewives" per il cinema: "Vi prego, uccidete Gabrielle!"
«Per favore, ammazzatemi: voglio tornare a vivere». Così ha pregato Eva Longoria, la donna più «bollente» del mondo secondo la rivista Maxim. Ha scongiurato i produttori di «Desperate housewives» di far passare a miglior vita Gabrielle, il suo personaggio, in modo da poter reinventare la propria esistenza. Al momento però le hanno risposto che il paradiso può attendere, a meno che gli ascolti in calo non impongano una svolta drammatica e spettacolare. Eva, forse insieme a Teri Hatcher, è la casalinga disperata che ha conquistato più popolarità. I critici l’hanno snobbata a lungo con i premi concessi allo show televisivo, forse perché pensano che la buona recitazione sia una condizione irrinunciabile per il successo di un’attrice, oppure perché sono afflitti da un antico pregiudizio contro la bellezza. Fatto sta che lei è andata avanti, è diventata ancora più popolare, si è fidanzata col campione di basket dei San Antonio Spurs, Tony Parker, e ogni volta che apre bocca pare l’oracolo di Delfi. Tutti vogliono sapere cosa pensa, dal sesso alla politica, e la considerano il simbolo della riconquista ispanica degli Stati Uniti. La cattiveria di chi l’ha snobbata, in poche parole, si è ritorta contro i suoi critici, che si sono dovuti rassegnare a vedere la sua stella sempre più splendente.In cerca di fama. Il problema è che adesso, per continuare l’ascesa, Eva ha bisogno di stupire con effetti speciali. Ha bisogno di mollare il serial televisivo che l’ha resa famosa, e misurarsi con le parti cinematograche che le vengono offerte in continuazione. Il calendario delle casalinghe disperate, però, è tiranno e non concede distrazioni. Ogni giorno c’è un marito da tradire, un’amica da rovinare, un conoscente da togliere dalla faccia della terra. In queste condizioni di superlavoro non c’è tempo per dedicarsi ad altro, e quindi la Longoria vorrebbe darci un taglio. Oltrettutto quest’anno lo show non ha fatto impazzire, e un colpo di scena aiuterebbe a sollevare l’audience, rilanciando le casalinghe disperate verso un futuro brillante. La morte fa parte della vita, soprattutto quella che si campa lungo Wisteria Lane. Perciò, in fondo, non ci sarebbe nulla di strano se Gaby uscisse di strada con l’auto, venisse avvelenata, o magari fosse sanguinosamente assassinata da qualcuno che le vuole male. Il problema è la popolarità di Eva, e quindi decidere se la sua uscita di scena drammatica aiuterebbe lo show oltre il vantaggio immediato, oppure lo condannerebbe a morte nel lungo periodo.Morti vere e presunteLa risposta dei produttori al momento è stata negativa, ma non mancano i precedenti fortunati. Pochi mesi fa il serial «West Wing» era stato costretto ad immaginare una soluzione simile, ma stavolta senza che nessuno l’avesse voluta. A dicembre John Spencer, che nella Casa Bianca fittizia del presidente Bartlet interpretava l’amatissimo capo dello staff Leo McGarry, era morto davvero per un attacco di cuore. McGarry era anche il candidato alla vicepresidenza, nel ticket con il candidato ispanico democratico Matt Santos, e quindi la sua fine aveva messo nei guai lo show. Gli sceneggiatori sono stati costretti ad inserire la morte di Spencer nel copione, e hanno deciso anche di cambiare la fine dell’intera serie. La corsa alla Casa Bianca, che in principio doveva andare al candidato repubblicano Vinick, l’hanno lasciata vincere a Santos, perché fargli perdere il vice e le elezioni in un colpo solo sarebbe stato troppo per i fans.La storia di Eva Longoria è assai più fortunata. Proprio per questo, però, i produttori stanno facendo il possibile per convincerla ad abbandonare i suoi piani di trasferirsi al più presto in paradiso.
(Articolo di Paolo Mastrolilli da "La Stampa" di oggi)
NEWS - In alto i bisturi: per i due protagonisti di "Nip/Tuck" paga doppia per la quarta stagione
I due protagonisti della serie tv "Nip/Tuck", Julian McMahon e Dylan Walsh, riceveranno il doppio salario per la prosecuzione del telefilm dopo il successo di ascolti. L'ultima puntata della terza serie, trasmessa lo scorso dicembre in America, è stato il programma più visto nella storia del canale americano FX. McMahon (il dottor Christian Troy) e Walsh (il dottor Sean McNamara) riceveranno oltre 81.000 euro per ognuno dei 15 episodi della quarta serie che comincerà le riprese la settimana prossima. Negli USA la quarta stagione andrà in onda da settembre 2006, in Italia vanno tuttora in onda le repliche del telefilm su Jimmy (SKY) ogni mercoledì alle 22.00, mentre presumibilmente dal prossimo autunno la quarta stagione partirà anche su Italia 1...

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

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