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venerdì 7 agosto 2020
giovedì 9 aprile 2020
sabato 20 ottobre 2018
GOSSIP - Sofia, come sei generosa! La Vergara si (s)veste per beneficenza
Stella McCartney’s annual lingerie campaign for National Breast Cancer Month stars actress Sofia Vergara. The ‘Modern Family’ star poses in the ‘Rose Romancing’ lace bralette as well as a knit coverup. Priced for $145 for a bra and $110 for briefs, proceeds from the sale will go towards breast cancer treatment centers and charities. Take a closer look at the lingerie below, and shop the line at StellaMCartney.com.
Stella McCartney’s annual lingerie campaign for National Breast Cancer Month stars actress Sofia Vergara. The ‘Modern Family’ star poses in the ‘Rose Romancing’ lace bralette as well as a knit coverup. Priced for $145 for a bra and $110 for briefs, proceeds from the sale will go towards breast cancer treatment centers and charities. Take a closer look at the lingerie below, and shop the line at StellaMCartney.com.
lunedì 19 febbraio 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Quando è meglio chiudere una serie tv. Ovvero quando l'avanguardia è diventata maniera
"Spegnimento programmato. "Modern Family" chiuderà con la decima stagione - la nona per gli spettatori italiani parte su Fox il prossimo 16 marzo. Lo hanno annunciato gli showrunner Steve Levitan e Christopher Lloyd. Meglio fermarsi lasciando un po' di voglia agli spettatori, sostengono. Sicuramente hanno ancora ben presente il dispendioso rinnovo di contratto alla fine della stagione numero otto. Con un occhio all'audience a un altro ai cinque Emmy vinti come migliore commedia, gli attori (e i loro agenti) ne approfittarono per far schizzare in alto i loro compensi. Non è solo questione di soldi. La serie che nel 2009 portò sullo schermo le famiglie moderne ("ricostituite" dice qualcuno, facendo venire in mente i pannelli di legno truciolare, altri preferiscono "arcobaleno", così capiamo subito che capiterà un "genitore 1" e un "genitore 2" ) comincia ad avere qualche problema. Situazione di partenza: il capofamiglia Jay molla la moglie coetanea (un po' fuori di testa già da prima, poi peggiora) per la più giovane colombiana con un figlio. In stile mockumentary - i personaggi spesso guardano i macchina e si rivolgono allo spettatore - "Modern Family" racconta il nuovo matrimonio, i figli adulti del primo (Claire e Mitchell, ex coppia di pattinaggio artistico), i loro figli. Militarmente parlando, l'attacco arriva da due fronti. Dieci anni sono tanti, quel che una volta era avanguardia dopo un po' diventa maniera. Il successo di una serie come "Transparent" - prima che Jeffrey Tambor fosse accusato di molestie, l'epidemia dei nostri tempi - ha costretto gli sceneggiatori al pedaggio di un bambino transgender. Si presenta come amico/a di Lily, la ragazzina vietnamita adottata da Mitchell e Cameron, coppia gay che duetta in stile "Vizietto". Pochino, rispetto al padre di tre figli che all'età della pensione annuncia "adesso siete adulti, far) la donna con la gonna". Non basta il ragazzino incerto sul genere per riportare la serie al gusto del giorno: le battute da sit-com son vicine alla data di scadenza, per esempio rispetto alle lacrime che molti spettatori amano versare sulle complicanze di "This Is Us". "I ragazzini di Modern Family" crescono, nella nona stagione un paio vanno al college. Con innesti - parliamo di sceneggiatura - di teen drama e di "The Big Bang Theory" (su Infinity dal 24 gennaio c'è l'undicesima, e pure gli arretrati). Altra serie in scadenza. Potrebbe finire alla dodicesima stagione, scrive Vulture "arriva il momento in cui neanche per decine di milioni di dollari vorresti dire ancora una volta "Bazinga". Abbiamo un'altra teoria: la serie dei nerdissimi ha perso smalto quando sono arrivate le fidanzate e le proposte di matrimonio. Neanche la serie prequel "Young Sheldon" (sempre Infinity) ha funzionato come consolazione. Sul fronte "modernità" la serie è rimasta indietro, anche come linguaggio. Su un altro fronte si trova spiazzata perché troppo avanti. "Modern Family" è un prodotto Fox in onda su Abc; ora che la Fox è entrata nel gruppo Disney, la famiglia pare lontana dai modelli fin qui messi in circolazione dalla ditta del papà di Topolino, dove lo scoiattolino sta con la scoiattolina (e per il resto si va di zio in nipote). L'unico modo per uscirne a testa alta è appunto lo spegnimento programmato. La famiglia Pritchett (e addentellati) non sono "I Simpson", eternamente (ora un po' stancamente) fissi nei loro caratteri. Non sono neppure "I Soprano", che dieci anni fa si sono spenti davvero, lasciandoci orfani di una scrittura da romanzo che vorremmo tanto ritrovare da qualche parte". (Mariarosa Mancuso)
IL FOGLIO
Quando è meglio chiudere una serie tv. Ovvero quando l'avanguardia è diventata maniera
"Spegnimento programmato. "Modern Family" chiuderà con la decima stagione - la nona per gli spettatori italiani parte su Fox il prossimo 16 marzo. Lo hanno annunciato gli showrunner Steve Levitan e Christopher Lloyd. Meglio fermarsi lasciando un po' di voglia agli spettatori, sostengono. Sicuramente hanno ancora ben presente il dispendioso rinnovo di contratto alla fine della stagione numero otto. Con un occhio all'audience a un altro ai cinque Emmy vinti come migliore commedia, gli attori (e i loro agenti) ne approfittarono per far schizzare in alto i loro compensi. Non è solo questione di soldi. La serie che nel 2009 portò sullo schermo le famiglie moderne ("ricostituite" dice qualcuno, facendo venire in mente i pannelli di legno truciolare, altri preferiscono "arcobaleno", così capiamo subito che capiterà un "genitore 1" e un "genitore 2" ) comincia ad avere qualche problema. Situazione di partenza: il capofamiglia Jay molla la moglie coetanea (un po' fuori di testa già da prima, poi peggiora) per la più giovane colombiana con un figlio. In stile mockumentary - i personaggi spesso guardano i macchina e si rivolgono allo spettatore - "Modern Family" racconta il nuovo matrimonio, i figli adulti del primo (Claire e Mitchell, ex coppia di pattinaggio artistico), i loro figli. Militarmente parlando, l'attacco arriva da due fronti. Dieci anni sono tanti, quel che una volta era avanguardia dopo un po' diventa maniera. Il successo di una serie come "Transparent" - prima che Jeffrey Tambor fosse accusato di molestie, l'epidemia dei nostri tempi - ha costretto gli sceneggiatori al pedaggio di un bambino transgender. Si presenta come amico/a di Lily, la ragazzina vietnamita adottata da Mitchell e Cameron, coppia gay che duetta in stile "Vizietto". Pochino, rispetto al padre di tre figli che all'età della pensione annuncia "adesso siete adulti, far) la donna con la gonna". Non basta il ragazzino incerto sul genere per riportare la serie al gusto del giorno: le battute da sit-com son vicine alla data di scadenza, per esempio rispetto alle lacrime che molti spettatori amano versare sulle complicanze di "This Is Us". "I ragazzini di Modern Family" crescono, nella nona stagione un paio vanno al college. Con innesti - parliamo di sceneggiatura - di teen drama e di "The Big Bang Theory" (su Infinity dal 24 gennaio c'è l'undicesima, e pure gli arretrati). Altra serie in scadenza. Potrebbe finire alla dodicesima stagione, scrive Vulture "arriva il momento in cui neanche per decine di milioni di dollari vorresti dire ancora una volta "Bazinga". Abbiamo un'altra teoria: la serie dei nerdissimi ha perso smalto quando sono arrivate le fidanzate e le proposte di matrimonio. Neanche la serie prequel "Young Sheldon" (sempre Infinity) ha funzionato come consolazione. Sul fronte "modernità" la serie è rimasta indietro, anche come linguaggio. Su un altro fronte si trova spiazzata perché troppo avanti. "Modern Family" è un prodotto Fox in onda su Abc; ora che la Fox è entrata nel gruppo Disney, la famiglia pare lontana dai modelli fin qui messi in circolazione dalla ditta del papà di Topolino, dove lo scoiattolino sta con la scoiattolina (e per il resto si va di zio in nipote). L'unico modo per uscirne a testa alta è appunto lo spegnimento programmato. La famiglia Pritchett (e addentellati) non sono "I Simpson", eternamente (ora un po' stancamente) fissi nei loro caratteri. Non sono neppure "I Soprano", che dieci anni fa si sono spenti davvero, lasciandoci orfani di una scrittura da romanzo che vorremmo tanto ritrovare da qualche parte". (Mariarosa Mancuso)
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martedì 8 agosto 2017
sabato 5 agosto 2017
martedì 21 marzo 2017
NEWS - "Sono il primo personaggio genderqueer delle serie tv e datemi del...'Loro'!": Asia Kate Dillon interpreta l'analitica Taylor in "Billions"
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
Salve, sono Taylor. Vorrei che si rivolgesse a me con il pronome "loro"». Poche parole per una rivoluzione: Taylor Mason è il primo personaggio genderqueer della tv. Stagista di Bobby Axelrod nella seconda stagione di Billions, la serie con Damian Lewis e Paul Giamatti ispirata alle scorribande di Wall Street, in onda su Sky Atlantic il lunedì sera. L'identità genderqueer è quella di chi non si riconosce nel binarismo di genere uomo/donna. Come l'attrice che interpreta Taylor, Asia Kate Dillon, già vista in Orange Is the New Black nel ruolo della suprematista bianca Brandy. «Wall Street è tra le istituzioni più refrattarie ai cambiamenti», spiega il co-creatore e produttore esecutivo Brian Koppelman. «Abbiamo pensato d'introdurre un personaggio fuori dagli schemi». Una svolta, dopo gli eccessi di machismo della prima stagione. Androgina nell'aspetto, Taylor è persona analitica, e intelligentissima; la sua scala di valori diversa dal classico operatore di un hedge fund. Attira presto l'attenzione di Axe, che le affiderà responsabilità sempre maggiori. «Hai un punto di vista unico», le dice. «E un grande vantaggio». Gli sceneggiatori sono bravi a non cadere nei cliché. Taylor non è definita dalla lotta per farsi accettare, ma già inserita nel contesto. Sono i colleghi, casomai, a dover fare lo sforzo. Inciampano coi pronomi, Axe li corregge con nonchalance. Si smontano preconcetti sciocchi e altri più profondi. «Perché pensi che sia vegan?», chiede Taylor al sodale Mafee (Dan Soder) nel primo episodio. E quello, stupito: «Non lo sei?». Più tardi, al torneo di poker, Todd Krakow (Danny Strong), nemico di Axe, la insulta bollandola «quella cosa re». Lei si rifarà battendolo. Funzione del personaggio Taylor è quella di agire da contrasto, sottolineando così il machismo di Wall Street affinché gli spettatori non vi si assuefacciano. E se non tutte le persone genderqueer preferiscono i pronomi plurali, Dillon dice che il ruolo di Taylor l'ha aiutata a scoprire se stessa. «Quando, prima ancora di ottenere la parte, ho letto nella descrizione, "sesso femminile, genere non-binario", ho capito. Già un palo d'anni fa avevo rinunciato al pronome "lei", preferendo semplicemente Asia. Ma non sapevo ancora che esistesse una terminologia per ciò che sono. Magari ci fosse stato alla tv un personaggio come Taylor quand'ero ragazzina». Oggi, le «nuove» identità di genere sono più rappresentate sul piccolo schermo, anche da giovanissimi. Se nella terza stagione di Transparent, appena conclusa su Sky Atlantic, l'attrice trans Sophia Grace Gianna era, in un flashback, un pre-adolescente Mort (la protagonista Maura, Jeffrey Tambor) alla scoperta della propria identità, nella nuova stagione di Modern Family, in onda su Fox in prima serata, c'è un bambino transgender: Tom, l'attore trans di otto anni Jackson Millarker. Succede nell'episodio A Stereotypical Day, dove Cameron e Mitchell, genitori gay di Lily, permettono alla figlia d'invitare a casa il nuovo amico trans, e un incidente spingerà tutti a una maggiore tolleranza. «Questo è Jackson, viene da Atlanta e il caso vuole che sia transgender, ha scritto in un post di Facebook Ryan Case, tecnica del montaggio e regista dell'episodio. «Uno dei tanti motivi per cui amo far parte di questa serie».
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domenica 2 ottobre 2016
sabato 1 ottobre 2016
GOSSIP - Ariel Winter di "Modern Family" si difende su "Rogue", con un tris di foto tettoniche, dalle accuse di volgarità su Instagram e fuori dal set: "è lo show-business , bellezza, se mi critichi sei sessista!"
Ariel Winter is no stranger to criticism. The Modern Family star has been at the center of numerous controversies involving her wardrobe and body, but she explains that this is unfortunately just something that happens in Hollywood when you're a female. When asked about her sometimes-racy Instagram photos and the backlash that she would receive from it, Winter tells Rogue magazine, "It's called being a woman in the industry. It's complete sexism. It's really degrading, annoying and sad that this is what the media puts out, it's disgusting to me".
Ariel Winter is no stranger to criticism. The Modern Family star has been at the center of numerous controversies involving her wardrobe and body, but she explains that this is unfortunately just something that happens in Hollywood when you're a female. When asked about her sometimes-racy Instagram photos and the backlash that she would receive from it, Winter tells Rogue magazine, "It's called being a woman in the industry. It's complete sexism. It's really degrading, annoying and sad that this is what the media puts out, it's disgusting to me".
venerdì 23 settembre 2016
News tratta da "Forbes"
CBS finished the 2015-2016 television season as the most-watched broadcast network, so it may not come as a surprise that the stars that propelled it to the top of the TV heap have taken the top five spots on FORBES’ 2016 list of television’s highest-paid actors.
The Big Bang Theory’s Jim Parsons once again tops this list, this year with a $25.5 million take earned between June 1, 2015 and June 1, 2016. As was the case with last year’s list, a lucrative Big Bang contract counted for the lion’s share of Parsons’ earnings, as it did for his fellow castmates Johnny Galecki (#2 on the list, with $24 million in earnings during the period analyzed by FORBES), Simon Helberg (whose $22.5 million in earnings gave him the #3 spot) and Kunal Nayyar (#4, with $22 million).
Though Helberg and Nayyar have a slightly lower per-episode salary than do Parsons and Galecki (who both command a Friends-like $1 million per episode), side projects – like Helberg’s role in Florence Foster Jenkins and Nayyar’s bestselling book, “Yes, My Accent Is Real” – helped secure their spots in the top five.
Rounding out the CBS-dominated top-five is NCIS’ Mark Harmon, who once again made $20 million thanks to his role as series lead and executive producer. NCIS was the third-most watched television program in the 2015-2016 season, behind only the Super Bowl and, of course, The Big Bang Theory.
New to the list this year — due in part to the highly-anticipated reprisal of his role as Fox Mulder – is The X-Files’ David Duchovny. His $10 million take during the period analyzed by FORBES was enough to tie him for the 13th
spot with CBS’ Michael Weatherly, another newcomer. This cycle,
Weatherly’s salary came from his role as fan-favorite Tony DiNozzo on NCIS; whether his new Bull) strikes just as much resonance with fans remains to be seen.
venture as Dr. Jason Bull (on CBS’
Helping to clear space for Duchovny and Weatherly were Ashton Kutcher, Jon Cryer, Patrick Dempsey and Simon Baker – all of whom appeared on last year’s list but did not make repeat appearances due to either their shows being cancelled (Kutcher and Cryer’s money-maker was Two and a Half Men, while Baker’s earnings driver was The Mentalist – both of which ended in February 2015) or their character getting killed off (RIP, McDreamy).
While stars of the Tiffany Network dominated the top of the 2016 list, the leading actors from the Alphabet Network dominated the rest of it. The men of Modern Family – Ty Burrell, Jesse Tyler Ferguson, Ed O’Neill and Eric Stonestreet – once again benefited from per-episode salaries in the mid-six figures, a cut of the back end profit and varying side projects. Burrell, for instance, starred in an ad campaign for the National Association of Realtors (in-character, no less!); while Ferguson got a boost from an ad campaign with Voya and Fully Committed, the one-man Broadway show he anchored this past spring and summer.
Other actors repping ABC on the list: Nathan Fillion and Justin Chambers. Fillion’s last season as Castle’s titular character (the show was cancelled this spring) helped him earn a $12 million haul, a figure good enough to tie him with Ray Romano and Ferguson at the #7 spot. Chambers, who has played Alex Karev on Grey’s Anatomy since its inception in 2005, came in at #15 with $9.5 million.
All told, the 15 men on this list earned $225 million – a figure that outpaces the $208.5 million brought in by television’s top-earning actresses. The gender wage gap still persists — though it’s not as large in TV-land as that which women face outside of Hollywood. As FORBES’ Maddie Berg explains here, this is due in part to the beauty of cast-wide salary negotiations, which is common for large ensemble shows. Big Bang’s Parsons and Galecki earn the same per-episode salary as Kaley Cuoco, while Burrell, Ferguson et al. earn the same Modern Family paycheck as co-star Sofia Vergara — though Vergara, of course, outpaced her male co-stars in annual earnings thanks to a bevy of endorsement and licensing deals.
FORBES’ earnings estimates are based on data from Nielsen, Box Office Mojo and IMDB, as well as interviews with agents, managers, lawyers and industry insiders. Our list of the world’s highest-paid TV actresses was published last week, while the lists of the highest-paid film actors and actresses were published in August. All earnings figures are before management fees and taxes.
venture as Dr. Jason Bull (on CBS’
Helping to clear space for Duchovny and Weatherly were Ashton Kutcher, Jon Cryer, Patrick Dempsey and Simon Baker – all of whom appeared on last year’s list but did not make repeat appearances due to either their shows being cancelled (Kutcher and Cryer’s money-maker was Two and a Half Men, while Baker’s earnings driver was The Mentalist – both of which ended in February 2015) or their character getting killed off (RIP, McDreamy).
While stars of the Tiffany Network dominated the top of the 2016 list, the leading actors from the Alphabet Network dominated the rest of it. The men of Modern Family – Ty Burrell, Jesse Tyler Ferguson, Ed O’Neill and Eric Stonestreet – once again benefited from per-episode salaries in the mid-six figures, a cut of the back end profit and varying side projects. Burrell, for instance, starred in an ad campaign for the National Association of Realtors (in-character, no less!); while Ferguson got a boost from an ad campaign with Voya and Fully Committed, the one-man Broadway show he anchored this past spring and summer.
Other actors repping ABC on the list: Nathan Fillion and Justin Chambers. Fillion’s last season as Castle’s titular character (the show was cancelled this spring) helped him earn a $12 million haul, a figure good enough to tie him with Ray Romano and Ferguson at the #7 spot. Chambers, who has played Alex Karev on Grey’s Anatomy since its inception in 2005, came in at #15 with $9.5 million.
All told, the 15 men on this list earned $225 million – a figure that outpaces the $208.5 million brought in by television’s top-earning actresses. The gender wage gap still persists — though it’s not as large in TV-land as that which women face outside of Hollywood. As FORBES’ Maddie Berg explains here, this is due in part to the beauty of cast-wide salary negotiations, which is common for large ensemble shows. Big Bang’s Parsons and Galecki earn the same per-episode salary as Kaley Cuoco, while Burrell, Ferguson et al. earn the same Modern Family paycheck as co-star Sofia Vergara — though Vergara, of course, outpaced her male co-stars in annual earnings thanks to a bevy of endorsement and licensing deals.
FORBES’ earnings estimates are based on data from Nielsen, Box Office Mojo and IMDB, as well as interviews with agents, managers, lawyers and industry insiders. Our list of the world’s highest-paid TV actresses was published last week, while the lists of the highest-paid film actors and actresses were published in August. All earnings figures are before management fees and taxes.
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giovedì 15 settembre 2016
NEWS - Regina Sofia! La Vergara di "Modern Family" è l'attrice più pagata della tv americana (5° anno consecutivo). Segue Kaley Cuoco (guadagna la metà) di "TBBT" e sale sul podio Mindy Kaling di "The Mindy Project". Nella Top Ten entra di prepotenza Priyanka Chopra(zzemolina) di "Quantico" (8°)...Tra le prime 10 anche Stana Katic, Ellen Pompeo, Kerry Washington, Julianna Margulies, Mariska Hargitay e Julie Bowen
News tratta da "Variety"
Sofia Vergara is the reigning queen of television.
The “Modern Family” star is the world’s highest-paid TV actress for the fifth year in a row, according to Forbes. With $43 million (before management fees and taxes), her salary is almost $20 million more than that of runner-up Kaley Cuoco, who earned $24.5 million. Unlike the list of film stars, she makes more than her male counterparts.
Aside from the hit ABC sitcom, Vergara can also thank a handful of lucrative product endorsements (from Head and Shoulders to Ninja Coffee Bar to Careisma Scrubs — a line of medical scrubs) for the 66% spike in earnings over the previous year.
Cuoco, who stars in “The Big Bang Theory,” tied with Vergara on last
year’s Forbes list, when both actresses netted $28.5 million. Unlike the
Colombian actress, Cuoco’s haul is based almost solely from her pay as
Penny on the CBS comedy, for which she commands $1 million per
episode. Like Vergara, Cuoco and her TV ensemble costars negotiated
their salaries together, making the gender wage gap on TV narrower than
on film.
Mindy Kaling is the biggest climber on this year’s ranking, rising from eighth to third place with $15 million, between June 2015 and June 2016.
“Quantico’s” Priyanka Chopra cracked the list for the first time, coming in eighth with $11 million. The Bollywood star can also soon be seen on the Hollywood big screen alongside Dwayne Johnson, the world’s highest-paid actor, in the “Baywatch” movie.
Mariska Hargitay and Ellen Pompeo rounded out the top five, while Kerry Washington, Stana Katic, Julianna Margulies, and Vergara’s “Modern Family” co-star Julie Bowen made this year’s top 10. The 15 highest-paid stars commanded a combined $208.5 million — $43.5 more than last year’s total of $165 million.
Her’s the full list of TV’s highest-paid actresses:
1. Sofia Vergara — $43 million
2. Kaley Cuoco — $24.5 million
3. Mindy Kaling — $15 million
4. Ellen Pompeo — $14.5 million (tie)
5. Mariska Hargitay — $14.5 million (tie)
6. Kerry Washington — $13.5 million
7. Stana Katic — $12 million
8. Priyanka Chopra — $11 million
9. Julianna Margulies — $10.5 million
10. Julie Bowen — $10 million
11. Pauley Perrette — $9.5 million
12. Patricia Heaton — $8.5 million
13. Emily Deschanel — $7.5 million (tie)
14. Julia Louis-Dreyfus — $7.5 million (tie)
15. Zooey Deschanel — $7 million
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Sofia Vergara is the reigning queen of television.
The “Modern Family” star is the world’s highest-paid TV actress for the fifth year in a row, according to Forbes. With $43 million (before management fees and taxes), her salary is almost $20 million more than that of runner-up Kaley Cuoco, who earned $24.5 million. Unlike the list of film stars, she makes more than her male counterparts.
Aside from the hit ABC sitcom, Vergara can also thank a handful of lucrative product endorsements (from Head and Shoulders to Ninja Coffee Bar to Careisma Scrubs — a line of medical scrubs) for the 66% spike in earnings over the previous year.
Mindy Kaling is the biggest climber on this year’s ranking, rising from eighth to third place with $15 million, between June 2015 and June 2016.
“Quantico’s” Priyanka Chopra cracked the list for the first time, coming in eighth with $11 million. The Bollywood star can also soon be seen on the Hollywood big screen alongside Dwayne Johnson, the world’s highest-paid actor, in the “Baywatch” movie.
Mariska Hargitay and Ellen Pompeo rounded out the top five, while Kerry Washington, Stana Katic, Julianna Margulies, and Vergara’s “Modern Family” co-star Julie Bowen made this year’s top 10. The 15 highest-paid stars commanded a combined $208.5 million — $43.5 more than last year’s total of $165 million.
Her’s the full list of TV’s highest-paid actresses:
1. Sofia Vergara — $43 million
2. Kaley Cuoco — $24.5 million
3. Mindy Kaling — $15 million
4. Ellen Pompeo — $14.5 million (tie)
5. Mariska Hargitay — $14.5 million (tie)
6. Kerry Washington — $13.5 million
7. Stana Katic — $12 million
8. Priyanka Chopra — $11 million
9. Julianna Margulies — $10.5 million
10. Julie Bowen — $10 million
11. Pauley Perrette — $9.5 million
12. Patricia Heaton — $8.5 million
13. Emily Deschanel — $7.5 million (tie)
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15. Zooey Deschanel — $7 million
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sabato 5 marzo 2016
GOSSIP - Sofia Vergara: "figli col Manganiello? Non è che non ci dormiamo la notte" (anche perchè magari di notte fanno altro...)
Sofia Vergara
looks stunning in a cream dress on the cover on Harper’s Bazaar Arabia,
on sale on March 1. The 43-year-old Modern Family actress
opened up about having children with her new husband Joe Manganiello,
being a single mom while she paved her way in Hollywood and her thoughts about
feminism. See what she had to say:
On having children with Joe:
“Well, I don’t think you can think about it seriously when you’re already 43
years old. It is what it is and I cannot just expect anything natural any more.
So we’ll see what happens. It’s not something that doesn’t let us sleep. But
it’s not something I am completely opposed to.”
On being a single mom while forging a
career path: It’s not something I chose consciously, it’s just
something that happened in my life. Now that I look back, I never really needed
the help of anyone. Of course I had help, my manager and my agent, but not
really someone that was a husband or a boyfriend. So yeah, it does feel great
to look back and know I’ve done it all by myself. It’s rewarding. Not that
there’s anything wrong with a man taking care of you and helping you.”
On whether she considers herself a feminist:
“Umm… I’m in the middle ground. As a Latin woman, I love having a husband,
someone to be there waiting for me, supporting me. I don’t see anything bad
with getting help from somebody that loves you and treats you well. That’s an
amazing job and a lot of effort to do it right. I think the beauty of a woman
nowadays is that we can do everything. We have more options and we should do
everything we can. But why not have support and love? And if somebody can help
you in any way, why not take the help?”
martedì 5 gennaio 2016
LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Sono strane e anche serial. Viaggio tra le "strambe" delle serie tv (a cominciare dalla "friend" capofila Phoebe)
Articolo di Arnaldo Greco per "Rivista Studio"
Quando ho visto Lisa Kudrow sul palco assieme a Taylor Swift per cantare Smelly cat (“Gatto Rognoso”) ho capito che la rivincita era completata. Non che la cosa non fosse chiara già da un pezzo, ma quell’immagine la rendeva palese. Ciò che resta maggiormente di Friends è Phoebe Buffay. Il resto vivacchia, resiste come eco, come ricordo, al massimo come citazione. Ma di Phoebe è zeppa la televisione di oggi. Si girano un bel po’ di sit-com classiche in cui si continua a usare l’amico strambo come contorno – il tizio con la sensibilità fuori dal mondo che non ha pudore a dire ai protagonisti che il re è nudo ogni puntata, perché fa ridere – ma non mi capita mai di vedere una delle serie tv che “fanno parlare”, quelle che prendono i premi, senza la certezza che a un certo punto uno dei protagonisti mi faccia pensare “pure qui un’altra Phoebe Buffay”.
Durante le oltre duecento puntate di Friends, il bilanciamento tra i vari personaggi non è mai cambiato. Poteva capitare che a uno dei sei protagonisti nascesse un figlio, morisse un parente o perdesse il lavoro, ma gli altri cinque non potevano fare da comprimari. Avevano la loro trama. Striminzita o secondaria nei termini del coinvolgimento emotivo degli spettatori, non come spazio. A Ross nasceva il primo figlio, Joey assisteva al parto di una ragazza madre appena conosciuta, Rachel flirtava con un dottore, Phoebe faceva da paciere tra Ross e la nuova compagna della moglie, etc. Era, però, altrettanto chiaro che il centro dell’azione fosse il salotto di Monica e Rachel (poi Chandler), al massimo l’abitazione di fronte o il locale sotto casa. Tutto orbitava lì attorno. Ci si allontanava un po’, a turno, ma si ritornava sempre lì. L’orbita più distante è sempre stata quella di Phoebe, persino negli episodi in cui abitava in quella casa. Là cercava il saltuario calore della famiglia mentre gli altri, chi più chi meno, cercavano un luogo fisso dove evitare la propria. A volte perfino in maniera un po’ forzata. Tant’è vero che chiunque almeno una volta ha pensato: “Perché è amica di queste persone?”.
Per farla breve ho sempre avuto l’impressione che Phoebe fosse la più sacrificabile tra i sei. Non che non fosse simpatica – era anzi la preferita di molti fan – e spesso risultava essere la cosa migliore di un episodio, ma il suo apporto allo sviluppo della storia, sulla lunga durata, era praticamente nullo (per esempio non troverà la conclusione della “sua” vicenda, unica tra tutti e sei, nell’ultimo episodio. Si sposerà a metà dell’ultima serie mentre tutti gli altri cambieranno la propria vita nelle ultime scene). Abbiamo sempre avuto l’impressione che avesse tanto da dire e niente di raccontabile. Ci piaceva la sua alienità, ma poi ci interessava di più che Ross e Rachel si mettessero assieme o che Monica e Chandler si comportassero da persone serie. O che tutti trovassero un lavoro vero. O che lo trovassero il più tardi possibile in modo da continuare a cazzeggiare.
Avevo torto. Perché oggi delle vite delle Monica e delle Rachel non ci interessa quasi niente. Da quanto tempo non vediamo una serie con un personaggio ordinario come Monica Geller protagonista non lo so neanche. Guardereste una serie su una ragazza maniaca della pulizia che vuole fare la cuoca? La cuoca ancora ancora, ma facciamo che intanto è incinta perché il fratello le ha chiesto di impiantare nel suo utero il figlio che vorrebbe avere con l’anziana professoressa di scuola con cui è fuggito (cosa davvero successa a Phoebe). Una serie su una figlia di buona famiglia che vuole provare a farcela da sola a New York e fa la cameriera in attesa che le si presenti un’occasione? Siamo seri. È troppo poco. Facciamo che uno spirito è migrato in lei così che possa alternare espressioni proprie a esclamazioni dello spirito (altra cosa successa in Friends). O che la mamma s’è suicidata ma – attenzione – lei crede che il suo spirito sia trasmigrato in un gatto (successo anche questo, ovviamente). Ecco che il pitch già suonerebbe più attuale.
Se non vestisse come un personaggio di un film del Sundance in uno sketch del Saturday Night Live non ne guarderemmo neanche il pilota. Ora, non è che voglia sopravvalutare Friends o Phoebe oltre quanto già meritino, dopotutto negli stessi anni dello show cresceva il Sundance che è il vero mandante morale del “quirky”, geniale definizione di qualcosa che sa essere “strano e carino” al tempo stesso (non a caso nell’Urban dictionary “Phoebe” risulta come primo esempio della definizione di “quirky”). Ma Phoebe è stata fondamentale per abituare al quirky quelli che poi avrebbero adorato Dharma & Greg, Miranda July, Little Miss Sunshine, eccetera.
Phoebe ha anche avuto l’obbligato difetto della stanchezza del personaggio: alla nona stagione potevano pure decidere che avrebbe raccolto chewing-gum dai marciapiedi per fare qualcosa per la pace nel mondo (no, questo non l’hanno fatto davvero), ma così ha anche sdoganato quella stanchezza che ci fa passivamente accettare qualsiasi stramberia all’insegna dell’ormai vale tutto. Che dal mio punto di vista è il grande difetto di, per esempio, Unbreakable Kimmy Schmidt, qui messo giù bene in un inaspettato autodafé.
O Transparent, in cui da contorno a Maura che vive il vero conflitto, per cui siamo curiosi di vedere gli episodi, dobbiamo sorbirci le bizzarre avventure senza capo né coda dei tre figli e fingere di credere davvero che una risposta come questa che segue alla domanda «Che cosa mangi?» sia spiazzante o rivelatoria di qualcosa e non solo quirky. (Nota bene: stiamo usando quirky senza alcun significato dispregiativo).
Potrei trovare analoghi esempi pure in Modern Family o in The Last Man on Earth o Parks and Recreation (quasi tutti show che guardo avidamente, intendiamoci, l’intrattenimento davvero scarso è altrove) ma soprattutto Girls che, per me, è l’apoteosi del Phoebismo. Tra le quattro protagoniste ci sono almeno tre Phoebe e nessuna Monica. A malapena una Rachel, cioè Marnie. Le altre: Shoshanna è evidentemente una Phoebe rimasta sotto qualche acido, Hannah è una Phoebe che deve ancora rinunciare all’idea che per stare bene devi combinare qualcosa nella vita e perfino Jessa è chiaramente una Phoebe a cui è stato brutalmente sradicato ogni senso dell’umorismo. Anche perché, dopotutto, noi sappiamo perfettamente come sarebbe una Phoebe senza senso dell’umorismo. Ogni tanto, in Friends, faceva capolino Ursula, la sorella gemella “cattiva” di Friends. Che non era solo una parodia delle gemelle cattive delle telenovelas, ma anche una parodia di Phoebe stessa. Ed ecco qui una scena: ditemi se non è uguale a Jessa, perfino nell’espressione.
Ovviamente per non cadere negli stereotipi c’è anche un quirky maschile. Per rimanere sempre in tema Girls.
O, ancora meglio, Master of None.
Non ho citato tutti questi show per accusarli di limitarsi al “quirky” (tranne forse UKS, quello è solo quirky e basta), ma perché a mio parere personaggi che richiedono una sospensione dell’incredulità perfino superiore a quella richiesta dai Fantastici 4 diventano meno efficaci – è il loro limite – quando l’ambizione sarebbe, oltre a intrattenere, anche quella di raccontare cose “significative”. Da un po’ di anni a queste parte usiamo “superficiale” anche come complimento. Ne capisco il senso. Ma è altrettanto vero che certi show possono essere superficiali e basta, senza alcuna nuova accezione.
Al momento c’è, però, in onda un personaggio che a suo modo rappresenta già una presa in giro del quirky ed è Peggy Blumquist, interpretata da Kirsten Dunst nella seconda stagione di Fargo.
Perché mentre la naiveté dei personaggi citati finora è l’espediente per farla franca sempre e comunque, in qualsiasi situazione, episodio dopo episodio, per Peggy è una condanna (no spoiler, non ho ancora idea di come prosegua la serie mentre scrivo, basta un episodio per comprendere quanto sia una condanna a prescindere dallo sviluppo). La sua stramberia la mette in pericolo, la costringe a mentire, la fa impazzire. È perfettamente in linea con la serie: le storie di Fargo sono piene di stupidi. Ma se il marito è più simile agli stupidi della prima stagione, stupidi evangelici, del tipo “beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli”, la stupidità di Peggy, invece, è negativa. È un quirky antipatico. Che sia, però, l’anticipo di una nuova tendenza è forse più una speranza che una possibilità.
Articolo di Arnaldo Greco per "Rivista Studio"
Quando ho visto Lisa Kudrow sul palco assieme a Taylor Swift per cantare Smelly cat (“Gatto Rognoso”) ho capito che la rivincita era completata. Non che la cosa non fosse chiara già da un pezzo, ma quell’immagine la rendeva palese. Ciò che resta maggiormente di Friends è Phoebe Buffay. Il resto vivacchia, resiste come eco, come ricordo, al massimo come citazione. Ma di Phoebe è zeppa la televisione di oggi. Si girano un bel po’ di sit-com classiche in cui si continua a usare l’amico strambo come contorno – il tizio con la sensibilità fuori dal mondo che non ha pudore a dire ai protagonisti che il re è nudo ogni puntata, perché fa ridere – ma non mi capita mai di vedere una delle serie tv che “fanno parlare”, quelle che prendono i premi, senza la certezza che a un certo punto uno dei protagonisti mi faccia pensare “pure qui un’altra Phoebe Buffay”.
Durante le oltre duecento puntate di Friends, il bilanciamento tra i vari personaggi non è mai cambiato. Poteva capitare che a uno dei sei protagonisti nascesse un figlio, morisse un parente o perdesse il lavoro, ma gli altri cinque non potevano fare da comprimari. Avevano la loro trama. Striminzita o secondaria nei termini del coinvolgimento emotivo degli spettatori, non come spazio. A Ross nasceva il primo figlio, Joey assisteva al parto di una ragazza madre appena conosciuta, Rachel flirtava con un dottore, Phoebe faceva da paciere tra Ross e la nuova compagna della moglie, etc. Era, però, altrettanto chiaro che il centro dell’azione fosse il salotto di Monica e Rachel (poi Chandler), al massimo l’abitazione di fronte o il locale sotto casa. Tutto orbitava lì attorno. Ci si allontanava un po’, a turno, ma si ritornava sempre lì. L’orbita più distante è sempre stata quella di Phoebe, persino negli episodi in cui abitava in quella casa. Là cercava il saltuario calore della famiglia mentre gli altri, chi più chi meno, cercavano un luogo fisso dove evitare la propria. A volte perfino in maniera un po’ forzata. Tant’è vero che chiunque almeno una volta ha pensato: “Perché è amica di queste persone?”.
Per farla breve ho sempre avuto l’impressione che Phoebe fosse la più sacrificabile tra i sei. Non che non fosse simpatica – era anzi la preferita di molti fan – e spesso risultava essere la cosa migliore di un episodio, ma il suo apporto allo sviluppo della storia, sulla lunga durata, era praticamente nullo (per esempio non troverà la conclusione della “sua” vicenda, unica tra tutti e sei, nell’ultimo episodio. Si sposerà a metà dell’ultima serie mentre tutti gli altri cambieranno la propria vita nelle ultime scene). Abbiamo sempre avuto l’impressione che avesse tanto da dire e niente di raccontabile. Ci piaceva la sua alienità, ma poi ci interessava di più che Ross e Rachel si mettessero assieme o che Monica e Chandler si comportassero da persone serie. O che tutti trovassero un lavoro vero. O che lo trovassero il più tardi possibile in modo da continuare a cazzeggiare.
Avevo torto. Perché oggi delle vite delle Monica e delle Rachel non ci interessa quasi niente. Da quanto tempo non vediamo una serie con un personaggio ordinario come Monica Geller protagonista non lo so neanche. Guardereste una serie su una ragazza maniaca della pulizia che vuole fare la cuoca? La cuoca ancora ancora, ma facciamo che intanto è incinta perché il fratello le ha chiesto di impiantare nel suo utero il figlio che vorrebbe avere con l’anziana professoressa di scuola con cui è fuggito (cosa davvero successa a Phoebe). Una serie su una figlia di buona famiglia che vuole provare a farcela da sola a New York e fa la cameriera in attesa che le si presenti un’occasione? Siamo seri. È troppo poco. Facciamo che uno spirito è migrato in lei così che possa alternare espressioni proprie a esclamazioni dello spirito (altra cosa successa in Friends). O che la mamma s’è suicidata ma – attenzione – lei crede che il suo spirito sia trasmigrato in un gatto (successo anche questo, ovviamente). Ecco che il pitch già suonerebbe più attuale.
Se non vestisse come un personaggio di un film del Sundance in uno sketch del Saturday Night Live non ne guarderemmo neanche il pilota. Ora, non è che voglia sopravvalutare Friends o Phoebe oltre quanto già meritino, dopotutto negli stessi anni dello show cresceva il Sundance che è il vero mandante morale del “quirky”, geniale definizione di qualcosa che sa essere “strano e carino” al tempo stesso (non a caso nell’Urban dictionary “Phoebe” risulta come primo esempio della definizione di “quirky”). Ma Phoebe è stata fondamentale per abituare al quirky quelli che poi avrebbero adorato Dharma & Greg, Miranda July, Little Miss Sunshine, eccetera.
Phoebe ha anche avuto l’obbligato difetto della stanchezza del personaggio: alla nona stagione potevano pure decidere che avrebbe raccolto chewing-gum dai marciapiedi per fare qualcosa per la pace nel mondo (no, questo non l’hanno fatto davvero), ma così ha anche sdoganato quella stanchezza che ci fa passivamente accettare qualsiasi stramberia all’insegna dell’ormai vale tutto. Che dal mio punto di vista è il grande difetto di, per esempio, Unbreakable Kimmy Schmidt, qui messo giù bene in un inaspettato autodafé.
O Transparent, in cui da contorno a Maura che vive il vero conflitto, per cui siamo curiosi di vedere gli episodi, dobbiamo sorbirci le bizzarre avventure senza capo né coda dei tre figli e fingere di credere davvero che una risposta come questa che segue alla domanda «Che cosa mangi?» sia spiazzante o rivelatoria di qualcosa e non solo quirky. (Nota bene: stiamo usando quirky senza alcun significato dispregiativo).
Potrei trovare analoghi esempi pure in Modern Family o in The Last Man on Earth o Parks and Recreation (quasi tutti show che guardo avidamente, intendiamoci, l’intrattenimento davvero scarso è altrove) ma soprattutto Girls che, per me, è l’apoteosi del Phoebismo. Tra le quattro protagoniste ci sono almeno tre Phoebe e nessuna Monica. A malapena una Rachel, cioè Marnie. Le altre: Shoshanna è evidentemente una Phoebe rimasta sotto qualche acido, Hannah è una Phoebe che deve ancora rinunciare all’idea che per stare bene devi combinare qualcosa nella vita e perfino Jessa è chiaramente una Phoebe a cui è stato brutalmente sradicato ogni senso dell’umorismo. Anche perché, dopotutto, noi sappiamo perfettamente come sarebbe una Phoebe senza senso dell’umorismo. Ogni tanto, in Friends, faceva capolino Ursula, la sorella gemella “cattiva” di Friends. Che non era solo una parodia delle gemelle cattive delle telenovelas, ma anche una parodia di Phoebe stessa. Ed ecco qui una scena: ditemi se non è uguale a Jessa, perfino nell’espressione.
Ovviamente per non cadere negli stereotipi c’è anche un quirky maschile. Per rimanere sempre in tema Girls.
O, ancora meglio, Master of None.
Non ho citato tutti questi show per accusarli di limitarsi al “quirky” (tranne forse UKS, quello è solo quirky e basta), ma perché a mio parere personaggi che richiedono una sospensione dell’incredulità perfino superiore a quella richiesta dai Fantastici 4 diventano meno efficaci – è il loro limite – quando l’ambizione sarebbe, oltre a intrattenere, anche quella di raccontare cose “significative”. Da un po’ di anni a queste parte usiamo “superficiale” anche come complimento. Ne capisco il senso. Ma è altrettanto vero che certi show possono essere superficiali e basta, senza alcuna nuova accezione.
Al momento c’è, però, in onda un personaggio che a suo modo rappresenta già una presa in giro del quirky ed è Peggy Blumquist, interpretata da Kirsten Dunst nella seconda stagione di Fargo.
Perché mentre la naiveté dei personaggi citati finora è l’espediente per farla franca sempre e comunque, in qualsiasi situazione, episodio dopo episodio, per Peggy è una condanna (no spoiler, non ho ancora idea di come prosegua la serie mentre scrivo, basta un episodio per comprendere quanto sia una condanna a prescindere dallo sviluppo). La sua stramberia la mette in pericolo, la costringe a mentire, la fa impazzire. È perfettamente in linea con la serie: le storie di Fargo sono piene di stupidi. Ma se il marito è più simile agli stupidi della prima stagione, stupidi evangelici, del tipo “beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli”, la stupidità di Peggy, invece, è negativa. È un quirky antipatico. Che sia, però, l’anticipo di una nuova tendenza è forse più una speranza che una possibilità.
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mercoledì 19 agosto 2015
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Fresh off the boat", comicità intelligente al largo dal cinismo
"«Fresh off the boat» è un'espressione in slang americano che si potrebbe tradurre con qualcosa di simile a «da sbarco», ed è usata, con una certa dose di politicamente scorretto, per indicare gli immigrati da poco arrivati su suolo americano (spesso anche con viaggi fortunosi, da qui il riferimento alla barca), alla ricerca di una possittile integrazione nella nuova terra promessa. È anche il titolo di una recente sit-corn, che negli Usa va in onda su Abc e in Italia è proposta dal canale Fox Comedy, tutta giocata sul tema della «differenza» e sui piccoli e grandi problemi legati all'integrazione in un nuovo contesto sociale e culturale (venerdì, ore 23.15). Luis (l'attore Randall Park) e Jessica (la bravissima Constance Wu) sono una coppia molto innamorata, con tre figli: hanno origini taiwanesi e sono immigrati negli Stati Uniti alla rincorsa del loro personale «sogno americano». Nel 1995 decidono di trasferirsi dalla Chinatown di Washington a Orlando, per aprire una steak house molto poco in linea con lo stile estivo e solare della Florida. La serie è tratta dall'omonimo libro autobiografico di Eddie Huang, che è stato un piccolo caso editoriale. Le puntate di «Fresh Off the Boat» seguono, tra stereotipi e giochi sulle caratteristiche di una comunità molto connotata come quella degli Asian American, le vicende della famiglia I luang tra lavoro, scuola e una nuova rete sociale tutta da costruire. Ma, nello stile di Abc (la casa di un'altra sit-corn molto importante degli ultimi anni, «Modern Family»), le stone sono anche fortemente incentrate sul nucleo della famiglia, sulle dinamiche relazionali interne alla coppia e tra genitori e figli, con una comicità intelligente ma temperata e tradizionale, indirizzata idealmente a un pubblico molto ampio e forse anche per questo priva del cinismo che è invece una tendenza forte ed esasperata di molta narrazione seriale televisiva contemporanea". (Aldo Grasso)
CORRIERE DELLA SERA
"Fresh off the boat", comicità intelligente al largo dal cinismo
"«Fresh off the boat» è un'espressione in slang americano che si potrebbe tradurre con qualcosa di simile a «da sbarco», ed è usata, con una certa dose di politicamente scorretto, per indicare gli immigrati da poco arrivati su suolo americano (spesso anche con viaggi fortunosi, da qui il riferimento alla barca), alla ricerca di una possittile integrazione nella nuova terra promessa. È anche il titolo di una recente sit-corn, che negli Usa va in onda su Abc e in Italia è proposta dal canale Fox Comedy, tutta giocata sul tema della «differenza» e sui piccoli e grandi problemi legati all'integrazione in un nuovo contesto sociale e culturale (venerdì, ore 23.15). Luis (l'attore Randall Park) e Jessica (la bravissima Constance Wu) sono una coppia molto innamorata, con tre figli: hanno origini taiwanesi e sono immigrati negli Stati Uniti alla rincorsa del loro personale «sogno americano». Nel 1995 decidono di trasferirsi dalla Chinatown di Washington a Orlando, per aprire una steak house molto poco in linea con lo stile estivo e solare della Florida. La serie è tratta dall'omonimo libro autobiografico di Eddie Huang, che è stato un piccolo caso editoriale. Le puntate di «Fresh Off the Boat» seguono, tra stereotipi e giochi sulle caratteristiche di una comunità molto connotata come quella degli Asian American, le vicende della famiglia I luang tra lavoro, scuola e una nuova rete sociale tutta da costruire. Ma, nello stile di Abc (la casa di un'altra sit-corn molto importante degli ultimi anni, «Modern Family»), le stone sono anche fortemente incentrate sul nucleo della famiglia, sulle dinamiche relazionali interne alla coppia e tra genitori e figli, con una comicità intelligente ma temperata e tradizionale, indirizzata idealmente a un pubblico molto ampio e forse anche per questo priva del cinismo che è invece una tendenza forte ed esasperata di molta narrazione seriale televisiva contemporanea". (Aldo Grasso)
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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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