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martedì 13 ottobre 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Ottanta Revival: iniezione retrò in attesa del futuro
Chissà se la riforma sanitaria fortemente voluta da Barack Obama entrerà presto nelle sceneggiature telefilmiche. Quale sarà la prima serie ad aggiudicarsela, a sventolarla nei credits, a inglobarla nei plot? Quale titolo si schiererà per primo, pro o contro? “Grey’s Anatomy”, “Dr. House”, “Nurse Jackie”? In attesa di risposte, c’è una gran voglia di ritorno al passato. Non necessariamente con punte di nostalgia. E non solo telefilmicamente parlando. Nella musica son tornati prepotentemente i suoni anni ’80: è un tripudio di synth con La Roux, IAMX, Lady Tron, Little Boots, Junior Boys, Rubicks, Fisherspooner…Provate a mixare “Poker Face” di Lady Gaga con “Sweet Dreams” degli Eurythmics e ne avrete la prova. Tornano in scena pure gli Spandau Ballet, dopo le reunion già salutate da entusiasmo dei Duran Duran, Yazoo, Ultravox, DAF. Torna in auge la New-Wave, addirittura con un festival ad hoc (a Fano, a fine luglio scorso). Stili Eighties anche nella moda: bretelline sottili alla Kajagoogoo, trucchi marcati alla Human League, eyeliner e mega-orecchini alla Visage, t-shirt sotto la giacca con immancabili spalline alla Mazinga-Z. Su Facebook non si contano più i gruppi che rivorrebbero in commercio lo Slaim o la Micronite. Il Subbuteo è più vivo che mai e conta migliaia di praticanti – oltre che di irriducibili fedeli – in tutto il mondo, Italia in primis (si veda: http://oldsubbuteo.forumfree.net/). C’è in giro voglia di leggerezza tipica di quegli anni, ma anche di quella creatività che ha caratterizzato la decade dell’era Thatcher. Il vento mediatico di FoxRetro spira in questo senso. Non è stata tanto una geniale invenzione di marketing, quanto la capacità di intercettare la moda del momento. Voglia di fermarsi, più che di guardarci indietro con la lacrima pronta. E’ come se ci volessimo prendere una pausa in una piazza di sosta per uno spuntino, per poi ripartire più veloci di prima. E’ come quando da bambino non vedi l’ora di arrivare all’autogrill costruito come un ponte, per gustarti i maccheroni al sugo guardando le macchine che passano sotto: dopo l’iniziale stupore che ti distoglie dal piatto fumante, fissi nella memoria una macchina o un camion per vedere se dopo il pranzo ormai freddo li risorpasserai. Scorgi la Ford Torino di Starsky e Hutch o le Ferrari di Magnum P.I. e Sonny Crockett: non vedi l’ora di tornare in macchina e fiondarti nella loro scia. Telefilmicamente, siamo alla finestra, con la faccia incollata al vetro. La sensazione è che viviamo una versione anni ’80 di “Life on Mars”. Le storie dei nuovi titoli d’Oltreoceano sembrano voler raccontare meno la realtà quotidiana, quella sociale e quella politica, per farle semmai emergere dai volti dei protagonisti, dalle loro vicende personali. A piccole dosi, di sguincio. In passato, nel recente passato, si è sfiorato l’eccesso. Poi il reflusso: l’inizio dell’uso (smodato) dei flashback, titoli “a ritroso” come, appunto, “Life on Mars” (inglese non a caso: è in Europa che questa spinta al passato tipicamente Ottanta è risultata più propulsiva), “The Class”, “Everybody hates Chris”. Con il recente “Dollhouse” è come se si volesse impedire che qualcuno ci cancelli tutta la memoria: abbiamo diritto al ricordo, seppure di “strange days” ed emozioni non sempre piacevoli…E’ come se si volesse costruire un ponte (come quello dell’autogrill) per vedere passare sotto i personaggi: taluni decisi, altri disperati, altri ancora storditi. Non si sa in quale direzione s’incamminino: c’è la carreggiata che li teletrasporta al futuro e quella che li riporta al passato. Tu con loro. Dipende da dove ti siedi a gustarti i maccheroni. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Ottobre)

venerdì 12 settembre 2008

LA VITA E' UN TELEFILM - Alessandra Comazzi: "Sono le parole e le sceneggiature a reggere i telefilm"
"Gli autori partono da un presupposto, enunciato fin dal titolo: 'La vita e' un telefilm'. Basta accendere la tv a qualsiasi ora per accorgersene, anche nelle giornate ferragostane dedite alle repliche e alla sempre trionfante 'Signora in giallo'. Non c'e' reality che tenga: sono le storie inventate quelle che meglio descrivono la vita, nell'eterno corto circuito fra realta' e finzione. Chiara Poli e Leopoldo Damerini, (che ha fondato l'Accademia del telefilm e ne ha scritto un Dizionario) hanno selezionato per Garzanti «la saggezza del nuovo millennio nelle 2020 migliori battute delle grandi serie televisive». Hanno diviso le battute per temi che vanno da «abilita'» a «vivi e lascia vivere» passando per amore, bugie, denaro, guerra, matrimonio, politica, sesso. Di tutto un po'. Esempi. Da 'Scrubs', su Internet: «Sono quasi sicuro che se da internet togliessero i siti porno, resterebbe un solo sito chiamato ''Ridateci il porno'». Da 'Will & Grace', sull'omosessualita': «Quale mostro puo' regalare a un bambino di dieci anni un guantone da baseball, quando aveva chiesto una foto autografata di Elton John?». Da 'Ally McBeal', sulla depressione: «Ogni volta che sono depressa mi accorcio le gonne. E se le cose non cambiano, fra poco verro' arrestata». Da 'Tutti odiano Chris', sull'amore: «Amare significa non dover mai dire: impiccati». Le battute sono rappresentative di sceneggiature scintillanti: le immagini contano, ma sono poi le parole, quelle che reggono i telefilm".
(Alessandra Comazzi, "La Stampa")

martedì 4 luglio 2006

NEWS - Cambiano le regole degli Emmy Awards. "Grey's Anatomy" e "Everybody hates Chris" già in corsa
(ANSA) LOS ANGELES, 4 LUG Cambiano le regole per le nomination agli Emmy Awards, gli Oscar delle serie televisive che verranno assegnati il 27 agosto a Los Angeles. Da quest'anno l'Academy of Television Arts and Science scegliera' le 15 migliori serie nelle due categorie, commedia e drammatico. Sara' poi un numero piu' ristretto di giudici a scegliere i cinque nominati per la finale. Lo stesso metodo varra' per la scelta dei migliori attori. I critici sperano che questo criterio possa aiutare la visibilita' di show nuovi e canali meno visti, come Fx. Potenziali candidati di questa edizione sono i collaudati 'The Sopranos', 'West Wing' e 'Will & Grace' ma anche la saga medica 'Grey's Anatomy', il serial 'Rescue Me', in cui Dennis Leary interpreta un pompiere, il gia' vincente 'The Office' o il nuovo 'Everybody Hates Chris'.

mercoledì 3 maggio 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - Le agenzie di stampa raccontano la conferenza stampa di stamattina
L'Ansa e l'Adn Kronos, le due agenzie stampa più importanti, raccontano quanto emerso stamattina alla conferenza di presentazione del IV "Telefilm Festival".

Con il telefilm il divano di casa diventa il lettino dell'analista. Al "Telefilm Festival" di Milano 'Freud incontra Warhol'
(ANSA) - Milano, 3 mag - Il divano di casa promette di trasformarsi nel lettino dell'analista grazie ai nuovi telefilm, sempre piu' basati sull'immedesimazione tra spettatore e personaggi che, anche quando hanno vite esasperate, non dimenticano i problemi quotidiani. E' la tesi attorno alla quale ruota la quarta edizione del 'telefilm festival', che si terra' al cinema Apollo di Milano dal 5 al 7 maggio. Non a caso, molti protagonisti delle serie tv ricorrono a cure psicanalitiche, a partire da Tony Soprano, capo gang inflessibile, ma fragile e insicuro in famiglia. Anche i due chirurgi estetici del serial cult 'Nip/Tuck', che affondano i loro bisturi nelle cicatrici dell'anima, finiscono per rappresentare piu' uno specchio dell'io che un segno dei tempi, esattamente come la Carrie di 'Sex and the city', nota tanto per le sue Manolo Blahnik quanto per le sue difficolta' nel reggere relazioni durature. Persino il supereroe Clark Kent di 'Smallville' ha degli struggimenti e dei desideri di normalita' in cui grandi e piccoli finiscono per immedesimarsi. E anche le nuove sit-com come 'Everybody hates Chris', dove Chris Rock rilegge con ironia la sua infanzia newyorchese negli anni '80, inducono sempre piu' a mettersi in discussione, anche grazie a finali che di rassicurante non hanno piu' nulla. Bandito, o quasi, l'happy end, il divano di casa - commenta Leo Damerini, ideatore del festival - diventa il luogo dell'incontro tra Freud e Warhol, tra l'introspezione e il genere popolare, termini solo apparentemente antinomici in un panorama di proposte dove non trovano piu' spazio telefilm 'scacciapensieri' stile 'Arnold'. Non a caso le serie tv hanno sempre piu' peso anche nei palinsesti: dallo scorso settembre a oggi - secondo i dati forniti dagli organizzatori del Festival - hanno occupato il 17% della programmazione, nel 2004-2005 erano al 12%, nel 2000 al 10%. "Oggi i telefilm sono il genere piu' amato dai pubblicitari italiani, mentre in America - dice Leo Damerini - hanno superato per fatturato anche il cinema, con un miliardo e 87 milioni di dollari contro un miliardo e 25 milioni". Anche le star del piccolo schermo godono ormai di una celebrita' paragonabile solo a quella dei divi del cinema: non a caso l'Apollo e' subissato di richieste per domenica pomeriggio, quando a Milano arrivera' come ospite del telefilm festival il divo di 'Oc' Benjamin McKenzie, accompagnato da Kelly Rowan. La kermesse milanese e' anche una vetrina sulle novita' delle prossime stagioni, con diverse anteprime nazionali ed europee, a partire proprio dalla sitcom 'Everybody hates Chris', gia' di culto in America grazie al suo interprete Chris Rock, che Paramount Comedy mandera' in onda dall'8 maggio. Hanno vite particolari anche i protagonisti di 'Big love', storia di un poligamo che convive con tre mogli di tre eta' differenti, e 'Weeds', ispirato al film 'L'erba di Grace', con un'anziana che inizia a coltivare e spacciare marijuana per integrare la pensione da vedova. Pensati per i giovanissimi il paranormale 'Supernatural' (prossimamente su Rai Due), il thriller 'Bones' con David Angel Boreanaz (Retequattro), la sit com 'Stacked' interpretata da Pamela Anderson, il thriller fantascientifico 'Invasion' e 'What about Brian', con Raoul Bova, in onda da settembre su Fox Life. I telefilm non dimenticano l'attualita', a partire da 'Sleeper cell', la prima serie sui terroristi islamici cresciuti in seno alla societa' occidentale, passando per 'Commander in chief', dove Geena Davis e' la prima presidentessa degli Stati Uniti, per finire con 'The Unit', firmato da David Mamet, storia di un'unita' paramilitare segreta impiegata nelle zone piu' calde del mondo. Oltre alle anteprime, per i piu' affezionati il telefilm festival offre le puntate inedite di serial di successo come 'The Oc', 'Desperate housewives', 'Six feet under', 'Er', 'Csi' e 'Veronica Mars' che pare sia il telefilm piu' amato da Stephen King, ma anche retrospettive come quella dedicata a Paul Haggis, che ha iniziato la sua carriera con 'Love boat' e 'Il mio amico Arnold' e, tra l'Oscar per 'Million dollar baby' e quello per 'Crash-contato fisico', e' tornato al suo primo amore, al serial di cui e' ideatore, snobbatissimo dalla critica e amatissimo dal pubblico, 'Walker Texas Ranger'. (ANSA)

IV "Telefilm Festival" a Milano: "Quando freud incontra Warhol"
Milano, 3 mag. - (Adnkronos) - Al via venerdi' prossimo a Milano la quarta edizione di 'Telefilm Festival'. "Si tratta del primo evento al mondo aperto al pubblico interamente dedicato alle serie tv- spiegano gli organizzatori nella conferenza stampa di presentazione- sia quelle che hanno fatto la storia, sia quelli disponibili prossimamente sugli schermi italiani". La quarta edizione, che si svolgera' il 5, 6 e 7 maggio nell'ambito dell'Apollo spaziocinema in Galleria de Cristoforis, promette dibatti, tavole rotonde, ospiti e soprattutto proiezioni di puntate inedite. Il Festival, al fianco dell'Accademia dei telefilm, si avvale della collaborazione di "Tv Sorrisi e Canzoni". "Attraverso le edizioni scorse, -dice Leo Damerini, direttore artistico del Festival, insieme a Fabrizio Margaria- convinti che i telefilm fossero la massima espressione di quella cultura Pop alla Andy Warhol e alla Roy Lichtensteint, abbiamo trasportato il telefilm tra la gente". Un'idea che fa intendere il titolo dell'edizione di quest'anno: "Quando Freud incontra Warhol", sottotitolo "I telefilm sono (come o meglio di ) una seduta di analisi". Damerini spiega cosi' questo tema riferendosi al concetto di transfert: "Tra le serie tv e il telespettatore si crea un gioco virtuale, in cui il telespettaotore, privo dell'happy end, si crea lui stesso il finale che vorrebbe". E poi aggiunge: "il fatto che i protagonisti somiglino sempre piu' ad anti-eroi, li avvivina molto ai
telespettatori, che come in una Play Station, si identificano con loro e riescono a vivere soggettivamente le vicende". Damerini riporta poi dei dati per far capire l'entita' del fenomeno in Italia: "In questa stagione cioe' da settembre a ieri, i telefilm occupano il 17% della programmazione, il 7% in piu' rispetto al 2000". Massimo Donelli, direttore di Tv Sorrisi e canzoni, conferma il dato facendo riferimento al "successo delle vendite dei dv delle serie, dimostrato da "Sex and the city", "Buffy" e "The O.C.". Il Telefilm Festival si presenta come una vetrina internazionale sulle nuove tendenze e sulle nuove proposte seriali con anteprime
nazionali ed europee. Tra le altre spiccano: l'anteprima europea di "Everybody hates Chris", dall'8 maggio su Paramount Comedy, e due serial-shock: "Big Love", che racconta la vita di un uomo poligamo che vive con tre donne, e "Weeds", la storia di una madre vedova che diventa spacciatrice di marijuana. "La tv americana ha aumentato di molto la produzione -dice Fabrizio Margaria- per questo il Festival quest'anno non dara' molto spazio alle repliche". Tra le puntate
inedite, le anteprime di "The O.C." e "Smalville", "C.S.I: Miami", "C.S.I: New York" (in onda prossimamente su Italia 1) e "I simpson", con gli episodi doppiati dalla Cucinotta e Giorgia. Tra gli ospiti attesi al IV Telefilm Festival: Benjamin McKEnzie e Kelly Rowan, i due attori del telefilm "The O.C.", che incontreranno il pubblico domenica 7 maggio alle 14 e la capitana Kathryn Janey di "Star Trek: Voyager". (Sap/Pn/Adnkronos)
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mercoledì 19 aprile 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - In Anteprima Europea domenica 7 maggio "Everybody hates Chris", la serie più Rock della tv
Tutti amano Chris Rock, altro che odiarlo. Eletto dalla bibbia americana "Entertainment Weekly" al top dei 5 programmi da vedere nel 2005, "Everybody hates Chris" - in Anteprima Europea al "Telefilm Festival" domenica 7 maggio e in onda dall'8 maggio, il lunedì, su Paramount Comedy - è l'erede black della sit-com stracult "Tutti amano Raymond", conclusasi proprio nel 2005 in America. Solo che qui si narrano le vicende autobiografiche di Rock, l'attore di colore più amato dalla critica e dal pubblico a "stelle e strisce", il quale oltre ad aver presentato gli Oscar nel 2005 è cresciuto nella palestra comica del Saturday Night Live (dal 1990 al 1993) ed è stato insignito, sempre da "Entertainment Weekly", del titolo di "attore più comico d'America". I critici vedono in lui l'erede di Eddie Murphy (non per niente era al suo fianco nel cast del film Beverly Hills Cop II), ma reputano che Chris abbia maggiori potenzialità (Murphy non ha mai sfondato in televisione). Logico quindi che la serie costruita a sua immagine e somiglianza abbia fatto sfracelli e nel 2006 abbia conseguito 2 Image Awards (i premi assegnati annualmente dalla comunità afro-americana ai programmi meritevoli di diffondere la propria cultura). La storia parte da quando il nostro aveva 13 anni a Brooklyn, nel 1982. "Ma non aspettatevi una ricostruzione accurata - confida il quarantenne Chris Rock - in realtà quando avevo 13 anni correva l'anno 1978. Solo che non volevamo toccare gli anni '70, già così ipersfruttati, quanto vivere la moda revival degli anni '80, così cool e pieni di spunti comici, a partire dall'abbigliamento eccessivo...". Rock, che nella serie si prodiga nelle vesti di voce narrante e da produttore esecutivo, vede nell'attore che lo interpreta da adolescente - uno strepitoso Tyler James Williams - una sorta di perfetto alter ego in flashback. "In lui rivedo il mio passato con la possibilità di riviverlo con ironia: è meglio di una seduta psicanalitica". "Ci siamo rifatti a molti particolari e feticci degli anni '80 che rivisti oggi fanno ridere solo a vederli - spiega Ali LeRoi, fedele collaboratore-sceneggiatore di Chris Rock - come nell'occasione dell'episodio in cui il protagonista, ad una festa di Halloween, si traveste da Prince. Con quei stivaloni zatterati, la camicia con le rouches e la giacca con le spalline aerospaziali, la troupe si è messa a ridere appena Tyler è uscito dal camerino...". A parte il cameo di Adam Sandler, la serie non prevede volti famosi a far capolino sul set. "Questa non è una serie che vive di guest-stars come Will&Grace - sottolinea un Chris più Rock che mai - Io faccio il comico, non l'addetto al casting...". Bandite anche le risate in sottofondo, contravvenendo alle regole delle sit-com classiche ma in linea con il nuovo corso post 11 settembre 2001, come ha dimostrato ad esempio Arrested Development. Inutili le spezie quando il prodotto è già buono, si rischia di contaminare l'ottimo sapore naturale.

mercoledì 22 marzo 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 -
Al via dal 5 al 7 maggio a Milano la Quarta edizione dell'unica manifestazione interamente dedicata alle serie tv
Dopo le oltre 12.000 presenze dell’anno scorso, le oltre 40 anteprime europee e nazionali, nonchè il forte interesse a livello mediatico con oltre 200 giornalisti accreditati, torna anche quest’anno il “Telefilm Festival”. Si tratta del primo evento al mondo aperto al pubblico interamente dedicato alle serie tv. Sia quelle che hanno fatto storia diventando dei classici del nostro vivere quotidiano, sia quelle che vedremo prossimamente sui piccoli schermi nazionali. Un genere, quello dei telefilm, sempre più in auge e sulla bocca di tutti. La vera alternativa alla tv-trash, ha detto qualcuno, la vera televisione di qualità. Un genere che nel corso delle stagioni ha via via proposto eroi ed anti-eroi, modelli e modi di dire, tormentoni e guizzi innovativi. Spesso travalicando il piccolo schermo e incidendo nel costume e nella cultura. Sempre più sovente attirando l'attenzione di critici, sociologi, investitori e pubblicitari.

La quarta edizione, che si svolgerà il 5, 6, 7 maggio a Milano – nell’ambito dell' Apollo spazioCinema in Galleria De Cristoforis 3 – promette, sempre più, anteprime attesissime, ospiti illustri, retrospettive a tema, dibattiti ad hoc, incontri e confronti non solo per i fans.

Ricchissimo il menu offerto dal Quarto “Telefilm Festival” (http://www.telefilmfestival.it/), che anche quest’anno, al fianco dell’Accademia dei Telefilm - l'associazione culturale ideatrice e organizzatrice dell'evento - si avvale della prestigiosa collaborazione di “Tv Sorrisi e Canzoni”, a riprova dell’importanza e dell’unicità di una manifestazione che sa intercettare uno dei generi televisivi più amati di sempre e si pone come vetrina internazionale di gusti e tendenze.

GLI OSPITI

Molti i momenti da non perdere del IV “Telefilm Festival” di quest’anno, che vedrà tra gli ospiti già confermati due super-belli del genere seriale come Lorenzo Flaherty di "RIS" e l'amatissimo David Boreanaz di "Angel", nonchè protagonista del nuovo ed atteso "Bones". In attesa di conferme definitive: Raoul Bova, protagonista della sit-com "What about Brian", presentata in anteprima al "Telefilm Festival" e Kelly Rowan di "The O.C.", colei che interpreta Kirsten Cohen nel teen-cult di Italia 1.

LE PUNTATE INEDITE

Da segnarsi sull'agenda le anteprime delle puntate inedite di "The O.C.", "Smallville" (con le puntate-chiave in cui Clark Kent rivela la doppia identità di Superman e quella in cui compare Aquaman, personaggio che darà vita ad uno spin-off a sua immagine e somiglianza "bagnata"), "Una mamma per amica", del trittico di episodi finali del primo ciclo di "Lost" (in anteprima rispetto a Raidue) e l'anticipo delle prime del secondo ciclo, di "DR. House - Medical Division", di "Desperate Housewives", di "Angel", dell'attesa puntata-finale di "Six Feet Under" (non ancora trasmessa da Italia 1), di "ER - Medici in prima linea" (con la premiere della puntata-shock del disastro aereo che colpisce Chicago), di "Medium" (con l'imperdibile puntata girata in 3D: al pubblico in sala sarà distribuiti gli appositi occhialini per la visione), di "C.S.I.: Scena del crimine" (l'episodio diretto da Quentin Tarantino farà un certo effetto visto sul grande schermo!), del cross-over tra "C.S.I.: Miami" e "C.S.I.: New York", di "Alias", "One Tree Hill", "I Simpson" (con gli episodi mai trasmessi doppiati da Maria Grazia Cucinotta e da Giorgia).

LE ANTEPRIME

Come ogni anno, il "Telefilm Festival" diventa una sorta di vetrina internazionale sulle nuove tendenze e sulle nuove proposte seriali con molte anteprime nazionali ed europee. Tra le altre, spiccano: "Everybody hates Chris" (dall'8 maggio su Paramount Comedy, ogni lunedì alle ore 21.00), la sit-com più celebrata da critica e pubblico a "stelle e strisce" sull'adolescenza autobiografica anni'80 della star Chris Rock; il tris di serial-shock formato da "Book of Daniel" (il serial che in America è stato boicottato dalle associazioni cattoliche che vede protagonista un prete dipendente dagli antidolorifici con un figlio gay, la figlia tossicodipendente, la moglie alcolizzata e Gesù che gli compare in carne ed ossa), "Big Love" (che racconta la vita di un uomo poligamo che convive con tre donne, diverse per caratttere e fascie d'età, sotto lo stesso tetto), "Weeds" (la storia di una madre di periferia rimasta vedova che diventa spacciatrice di marijuana); i due serial più attesi dai giovanissimi, ovvero il cult paranormale "Supernatural" con Jensen Ackles e Jared Padalecki - i due idoli più osannati dalle teenagers non solo americane - e il thriller "Bones" con David "Angel" Boreanaz, quest'ultimo in arrivo al "Telefilm Festival" per la presentazione-anteprima; "Stacked", la nuova sit-com che vede il grande ritorno sul piccolo schermo di Pamela Anderson; "Prison Break", la serie al fulmicotone girata all'interno di un carcere di massima sicurezza. I telefilm d'attualità internazionale: "Sleeper Cell", la prima serie-evento sui terroristi islamici cresciuti in seno alla società occidentale; "Commander in Chief", il serial che vede Geena Davis nei panni della Presidente(ssa) degli Stati Uniti; "Over There", la prima serie ad essersi paracadutata in Iraq. E ancora: "Veronica Mars", il telefilm più amato da Stephen King; "My name is Earl", l'altra sit-com che ha messo d'accordo pubblico e critica in America; "Surface", la serie "ai confini della realtà" girata quasi interamente sull'acqua; la coppia di sit-com che vedono il ritorno di due ex "Friends", ovvero "The Comeback" con Lisa Kudrow e "Joey" con Matt LeBlanc; due sit-com "rosa" con due bionde da ridere, "Pepper Dennis" con Rebecca Romijn e "Courting Alex" con Jenna Elfman ("Dharma e Greg").

GLI INCONTRI

Sempre di grande richiamo gli incontri a tema del "Telefilm Festival" per confrontarsi su spunti classici, attuali o futuri del genere seriale.
Tra gli appuntamenti previsti nella quarta edizione della kermesse, emerge il confronto tra "Lost" e "L'Isola dei famosi", dal titolo provvisorio "Stessa spiaggia, diverso mare: le due isole televisive", ovvero le analogie e le differenze di linguaggio tra il telefilm e il reality-show che usano una stessa cornice "on the beach" ma diversi contenuti e svolgimento.
Atteso è anche il faccia-a-faccia in programma tra Lorenzo Flaherty, ovvero il Capitano Riccardo Venturi di "R.I.S.", e il suo alter ego francese, Jean-Pierre Michael protagonista del "RIS" francese nei panni del Capitano Marc Venturi.
Di stretta attualità l'incontro organizzato da Discovery Channel sul confine tra fiction e realtà, ovvero quando la prima si ispira alla seconda o quando la seconda è meglio della prima. Il network in onda sulla piattaforma SKY - canale 420 - non per niente propone nei suoi palinsesti la serie "Scene del crimine" (da giugno, ogni giovedì alle ore 22.00), ovvero tutte storie vere in cui si presentano i crimini così come sono avvenuti e le tecniche scientifiche usate per risolverli anche a distanza di anni. Il tutto al motto che il direttore di Discovery Channel, Claudio Scotto di Carlo, riprende per l'occasione da Mark Twain: "La realtà è più bizzarra della fiction".

LE RETROSPETTIVE

Come gli anni scorsi, una parte del “Telefilm Festival” sarà dedicata alle retrospettive. In pochi l'hanno notato, ma il premio Oscar Paul Haggis, vincitore quest'anno per "Crash" e l'anno scorso per "Million Dollar Baby", è cresciuto nella grande palestra delle serie tv americane. Addirittura, il suo debutto nella sceneggiatura è avvenuto nella situation-comedy "Giorno per giorno" nel 1975, per poi passare a scrivere i testi di due cult del piccolo schermo a "stelle e strisce" come "Love Boat" (1977) e "Il mio amico Arnold" (1978). Dopo essere stato dal 1987 autore del "Tracey Ullman Show" - uno dei programmi più popolari d'America - Haggis è stato l'ideatore del serial "Walker, Texas Ranger" con Chuck Norris (passato a più riprese su Retequattro), per poi cimentarsi nelle sceneggiature del telefilm legale "L.A. Law" (1994), del poliziesco "Due South" (1995), di cui è stato anche produttore, del tesissimo telefilm "EZ Streets" (1996) e della serie noir "Michael Hayes" (1997) con protagonista David Caruso. Nel 2005, subito dopo l'Oscar per il film "Million Dollar Baby", Haggis ha ripreso in mano le sceneggiature di "Walker Texas Ranger" per firmare un film per la televisione sempre con Chuck Norris. Al regista-produttore-sceneggiatore Paul Haggis, simbolo vivente di come i telefilm siano diventati ormai la culla dei successi cinematografici - in questo caso da Oscar - l'Accademia dei Telefilm dedicherà una retrospettiva dei suoi lavori seriali al prossimo "Telefilm Festival".

LE PREMIAZIONI

Top Seven. Nel corso del “Telefilm Festival”, saranno inoltre resi noti i risultati del Maxi Sondaggio sulle Serie Tv lanciato da “Tv Sorrisi e Canzoni” e dall’Accademia dei Telefilm per eleggere il “miglior telefilm della stagione”: una sorta di Oscar delle serie tv, dalla settima posizione alla prima, votate via sms dal folto pubblico dei serial tv.

La manifestazione “Telefilm Festival” è firmata dall’Accademia dei Telefilm, l’associazione culturale che si promette di promuovere la cultura dei telefilm in cinquant’anni di televisione in Italia.

Il “Telefilm Festival”, Mostra Internazionale delle Serie Tv, è nato nel 2003 dopo il successo del “Dizionario dei Telefilm” (Garzanti) – più di 15.000 copie vendute e di cui è uscita a dicembre 2005 la nuova ed aggiornata edizione allegata a "Tv Sorrisi e Canzoni" con oltre 10.000 aggiunte – nonché come espressione concreta e sul campo dell’Accademia dei Telefilm – associazione culturale che si promette di promuovere e tutelare la qualità delle serie televisive.

Non è un caso che gli ideatori e i direttori artistici del Festival siano gli stessi delle iniziative precedenti e dell’ultimo “nato”, il “Telefilm Magazine”, l’unica rivista interamente dedicata alle serie tv diretta da Antonio Visca.
Leo Damerini e Fabrizio Margaria spiegano: “dopo il Dizionario e l’Accademia, il Festival dei Telefilm è il passo successivo per raccontare un genere che da sempre ha caratterizzato la televisione, che conserva in sé quella matrice di cultura-pop che sarebbe piaciuta ad Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Un punto d’incontro che vuole essere l’occasione per celebrare questa fiction spesso sottovalutata, nobilitarla dal piccolo al grande schermo e renderla ancora più “pop” (nel senso di “popular”), “teletrasportarla” tra la gente suscitando discussioni, opinioni, ricordi. Un viaggio tra i telefilm del passato, del presente e del futuro: quelli che ci hanno emozionato e quelli che vedremo prossimamente, molti dei quali destinati a diventare supercult”.

Anche quest’anno Tv Sorrisi e Canzoni fa parte della squadra del “Telefilm Festival”. Il periodico leader in Italia nel settore dei televisivi - da sempre punto di riferimento per oltre 6 milioni di lettori, che ne riconoscono il prestigio e l’autorevolezza nel “raccontare”, prima e meglio di tutti, i programmi televisivi più amati – è particolarmente attento al fenomeno delle serie tv.

Per la produzione dell’evento, si è scelto di affidarsi a MN - agenzia di comunicazione e di Media Relation - posizionata efficacemente sul mercato nazionale grazie alla varietà di servizi offerti in diverse aree di interesse, dall’entertainment alle istituzioni passando per le aziende; a Marketing Factory, società di comunicazione e organizzazione di eventi che coordina la gestione del festival curando i rapporti con gli sponsor, con le case di produzione e con l'Accademia dei Telefilm; a The Culture Business – fanaticaboutfestivals - società specializzata in consulenze e servizi integrati per manifestazioni cinematografiche.

Il successo di questa manifestazione non sarebbe possibile senza il fondamentale supporto di Seven spa, che ha scelto con entusiasmo di aderire al progetto diventando main sponsor della manifestazione, al fine di coinvolgere il pubblico dei giovani, particolarmente attenti al mondo dei telefilm.

Ancora fondamentale il contributo ed il supporto dei principali gruppi televisivi, ed in particolare di Mediaset, Rai – Radiotelevisione Italiana, La7, SKY, FOX, Paramount Comedy, Discovery Channel, Jimmy.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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