venerdì 15 febbraio 2019

GOSSIP - Cole Sprouse sulla collega fidanzata di "Riverdale" Lili Reinhart: "non ci nascondiamo e non ci esibiamo...è una relazione che esiste!"
Cole Sprouse is featured in GQ magazine’s March 2019 issue!
Here’s what the 26-year-old Riverdale star had to share with the mag…
On his relationship with Lili Reinhart: “It’s not something that we hide, or it’s not something that we show off. It’s just something that exists.”
On being a child actor: “Many of the jobs we were taking were the things that were keeping my small family afloat. There was this constant pressure to secure jobs, which in turn were money.” 
On social media: “I think social media and the Internet reward extremes. I’m a firm believer that a lot of that experimentation should be done in private. Ultimate privacy.”
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giovedì 14 febbraio 2019

NEWS - Am(m)azon, che notizia! Al via progetto prima serie tv italiana prodotta dalla società di Jeff Bezos, ambientata nella Milano degli anni '80
Arriva la prima serie tv italiana di Amazon Prime Video. Racconterà la storia di una ragazza adolescente che, in una Milano nel pieno del boom degli Anni 80, diventa la componente più giovane di un clan mafioso. Non per soldi, ambizione o desiderio di potere, ma per conquistare l'amore di suo padre. Il crime-drama, ancora senza titolo, è stato scritto da Nicola Guaglianone e Menotti, la stessa coppia dietro "Lo chiamavano Jeeg Robot". Le riprese inizieranno nel 2019: la serie, prodotta da Wildside, sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in più di 200 Paesi. «Siamo felici — ha commentato Lorenzo Mieli, ceo di Wildside — di iniziare questa collaborazione con un progetto che, grazie ad una combinazione unica di toni e linguaggi narrativi, tra crime, comedy e drama, si fonde in una storia che è una rappresentazione dell'Italia, ma che esplora temi universali come quello del rapporto tra genitori e figli, la maggiore età di una ragazza e la famiglia. Tutto da un punto di vista femminile».

martedì 12 febbraio 2019

NEWS - Catch the trailer! On line il promo di "Catch-22" di/con George Clooney (+ Hugh Laurie), da maggio su Sky Atlantic
Rilasciato il primo trailer di Catch-22, l’attesissima coproduzione Sky – con Hulu, Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Pictures - prodotta e diretta da George Clooney. Nella serie tv, in sei episodi girati interamente in Italia, il premio Oscar per Syriana si è ritagliato anche un ruolo da comprimario, accanto ai protagonisti Kyle Chandler e Christopher Abbott. Nel cast anche Hugh Laurie e Giancarlo Giannini.  La serie arriverà su Sky a maggio ed è ispirata ad un classico della letteratura americana del XX secolo, l’omonimo capolavoro antimilitarista del 1961 scritto da Joseph Heller (noto in Italia con il titolo di Comma 22). Catch-22 è diretta da George Clooney con Grant Heslov e Ellen Kuras, registi di due episodi ciascuno. La sceneggiatura è firmata da Luke Davies e David Michôd. I due sono anche produttori esecutivi insieme a Richard Brown e Steve Golinper Anonymous Content, e ai già citati Clooney e Heslov per la loro Smokehouse Pictures. Catch-22 sarà trasmessa in esclusiva per l’Italia da Sky Atlantic a maggio. Negli Stati Uniti la serie sarà disponibile su Hulu.

lunedì 11 febbraio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"You" al confine tra amore e ossessione
"'You' (creata da Greg Berlanti, quello di «Dawson Creek», insieme, a Sera Gamble), racconta l'incubo perfetto di ogni appartenente alla Generazione Z: lo stalking sui social (Netflix). Come ha scritto Francesco Abazia, «cos'è la Generazione Z? La classificazione — originariamente nata a fini commerciali, come pure successo per la Gen X e i Millennial — deriva da un report di Sparks e Honey, che identificò i nati tra 111995 e il 2006 come appartenenti a questa categoria, che va ben oltre la semplice dipendenza da Facebook e Instagram. Ad esempio, la Z è stata la prima generazione che ha rivalutato il concetto di genere, ha reso la sessualità più fluida, salvo poi finire per fare meno sesso di tutte le altre». Joe Goldberg, giovane manager di una libreria, è ossessionato dalle vite delle persone che incontra. Un giorno, la sua strada incrocia quella di Beck, una giovane cliente del negozio, di cui si innamora. «You» è un classico teen drama: a interpretare Joe è Penn Badgley (il Dan di «Gossip Girl»), mentre da «Pretty Little Liars» viene Shay Mitchell, che qui interpreta il personaggio scomodo di Peach, un'amica intima di Beck (Elizabeth Lail). Al netto di alcune banalizzazioni, «You» rappresenta un tentativo tutto sommato riuscito di affrontare con occhi nuovi il confine antico che separa l'amore dall'ossessione, il sentimento dallo stalking; lo fa mettendoci in guardia dall'uso sconsiderato dei social, chiavi non sempre del tutto comprese nella loro potenza di scardinare la privacy e scandagliare i segreti di ciascuno di noi. La sceneggiatura insiste sulle personalità nascoste; Joe e i suoi monologhi (rivolti al pubblico, ma in realtà indirizzati alla giovane protagonista) ci rivelano una persona narcisista e deviata che si nasconde dietro i modi gentili; la stessa Beck, apparentemente sicura e solare, nasconde dietro la sua ordinarietà segreti e fragilità". (Aldo Grasso)

venerdì 8 febbraio 2019

NEWS - Achtung, compagni! Fox punta a portare in Italia le serie di FX (e gli altri network non stanno a guardare)

News tratta dal "Sole 24 ore"
Anche De Agostini e Fox entrano nella partita legata alla vendita dei canali in chiaro (il 45 e il 55) che Sony (come anticipato dal Sole 24 Ore del 2 gennaio) ha messo sul mercato. Secondo indiscrezioni i più attenti sarebbero Viacom e Mediaset, mentre l'altra papabile della prima ora, Discovery, nonostante i contatti rimane più defilata. Con questi due "Lcn" che entrano in circolo in un mercato italiano della tv free che è fra i più competitivi del mondo, si creano dunque i presupposti per l'ultima possibilità di "risiko" nella tv in chiaro in Italia dopo i movimenti degli scorsi anni. Ora a entrare in gioco sono due player che nel panorama tv hanno già un loro peso. De Agostini è presente in Spagna (dove in jv con Planeta è il secondo editore con Antena3 e La Sexta, dietro a Mediaset España) e in Italia è nel free-to-air conAlpha, canale maschile a1 59 e Super!: canale 47, per bambini e ragazzi, in joint venture con Viacom. A quanto risulta al Sole 24 Ore il gruppo ha avuto contatti con Sony. Ora la situazione sarebbe comunque in stand by, senza accelerazioni sul dossier. Del resto, va detto, non c'è la corsa per due canali in una situazione di grande affollamento. Per De Agostini i rumors puntano soprattutto su un ruolo in jv con Viacom, media company considerata al primo posto per interesse al dossier per vari motivi. Innanzitutto, con la concessionaria Viacom Pubblicità e BrandSolutions raccoglie lapubblidtà dei due canali in vendita (Pop, per bambini, al 45 e CineSony al 55). E proprio nel segmento kids gli editori concorrenti hanno due canali: Rai Yoyo e Rai Gulp; Discovery ha K2 e Frisbee; Mediaset in joint venture con Turner ha Boing e Cartoonito. Viacom e DeAgostini sono invece fermi a Super!. A gestire la questione è l'headquarter europeo di Sony Pictures Entertainment, ma tutto a stretto contatto con il quartier generale worldwide di CulverCity (LosAngeles). E incontri, di recente, ci sarebbero stati anche con Fox. Ora la media company è passata nella galassia Disney; da qui il possibile interesse per la posizione 45, nell'area kids. Ma a quanto risulta al Sole 24 Ore un'ipotesi di lavoro riguarderebbe anche lo sbarco sulla tv in chiaro di National Geogmphic, edito da Fox in esclusiva su Sky. Il vincolo con la pay tv ora passata sotto il cappello di Comcast non è vissuto come uno scoglio insormontabile dal momenta che il contratto fra Fox e Sky scade a giugno e la discussione sul futuro sta per entrare nel vivo, con una Comcast intenzionata a rivedere al ribasso i contratti in essere. Non è escluso tuttavia che Fox, in caso di avanzamento sul dossier, possa voler portare in Italia brand come FX. In questo quadro, per i canali Sony, in particolare per il 55, resta vivo l'interesse di Mediaset. Che potrebbe aver interesse a spostare Italia 2. Come detto, nessuno si straccia le vesti. Ma per Mediaset la tv free è core - tanto più con il depotenziamentodi Premium - e a Cologno restano attenti sul dossier.

giovedì 7 febbraio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Passage", on the road in un futuro allegorico
"Allegorie, distopie, tenerezze, horror, fantasy: è possibile affidare il futuro dell'umanità nelle mani di una bambina di dieci anni? E su questo espediente fortemente simbolico (la fine del mondo che solo la purezza dell'infanzia può salvare) che si gioca l'attacco di «The Passage», in onda su Fox. La serie, tratta dall'omonima trilogia di Justin Cronin e prodotta tra gli altri dal regista Ridley Scott, appare già dal ricco pilot come un concentrato di eventi, relazioni e piani di lettura differenti; le linee narrative si susseguono e si mescolano restituendo un'architettura complessa, ma sempre equilibrata. L'innesco della serie è tra i più classici del genere horror e dei vampire Brama: un'epidemia di un virus si è scatenata in tutto il mondo trasformando chiunque ne venga contagiato in creature simili ai vampiri. Tra questi, anche il povero Tim Fanning, un ricercatore che in Bolivia viene trasformato in vampiro. Il caso s'intreccia con il lavoro di un gruppo di scienziati del «Progetto Noah», una struttura medica che sta testando un virus che può avere conseguenze opposte sull'umanità: distruggerla o salvarla. Quando l'equipe, che sperimenta su un gruppo di detenuti e sullo stesso Fanning, decide di verificare il virus su una bambina rimasta orfana (senza legami affettivi, per cui «non mancherà a nessuno»), il compito di rintracciarla e trasferirla presso la struttura spetta all'agente federale Brad Wolgast. Ma il poliziotto decide di metterla in salvo evitando di trasformarla in carne da esperimenti, proprio mentre le cavie sottoposte al virus si trasformano in esseri assetati di sangue. C'è tanto Ridley Scott ma c'è soprattutto lo struggente legame tra i due protagonisti che, proprio come il padre e figlio de La strada di Cormac McCarthy, attraversano insieme un'America sull'orlo dell'abisso e dell'apocalisse". (Aldo Grasso)

mercoledì 6 febbraio 2019

NEWS - Glenn is walking again! Steven Yeun risorge con l'ideatore di "TWD" Robert Kirkman 
News tratta da "Uproxx"
After seven seasons on The Walking Dead, Steven Yeun’s character, Glenn Rhee, was killed off the series in the same fashion as his comic-book counterpart. It was a death that Yeun both thought went too far and a death that he was very excited about. It’s been two-and-a-half years since Glenn’s death on The Walking Dead, and now Steven Yeun is getting back in business with its creator, Robert Kirkman. Yeun will provide voice for the lead character in the animated Invincible, the first series to come out of Kirkman’s production deal with Amazon. It’s based on Kirkman’s comic of the same name, which ran for 144 episodes, beginning in 2003, the same year that Kirkman’s The Walking Dead comic began printing issues. Yeun will play Mark Grayson, “a normal teenager except for the fact that his father is the most powerful superhero on the planet. Shortly after his 17th birthday, Mark begins to develop powers of his own and enters into his father’s tutelage. The series is described as suspenseful, action-filled, and emotion-packed, yet builds upon poignant and heartwarming moments of love, friendship, and humanity.” Yeun will join an all-star roster of talent that will also include the voices of Sandra Oh, Seth Rogen, Gillian Jacobs, Andrew Rannells, Zazie Beetz, Mark Hamill, Walton Goggins, Jason Mantzoukas, and Mae Whitman, among others. What’s also interesting is that while Seth Rogen is doing voice-work for the Amazon animated series, he is also writing and directing a feature film based on the same Kirkman property along with his partner Evan Goldberg. The comic’s run of 144 issues should provide plenty of material for both the animated series and the feature film. The source material is both violent and funny, and it takes destructive aim at a number of superhero tropes. The comic has a sizable following that also happens to include two high-profile devotees: Carl and Enid from The Walking Dead.

martedì 5 febbraio 2019

GOSSIP - Ecco come si fa una bella X...ega! Gillian Anderson insegna come si "smanetta" ad arte in "Sex Education"!

lunedì 4 febbraio 2019

GOSSIP - Tori! Tori! Tori! La Spelling conferma il reboot di "Beverly Hills" e lancia l'appello a Shannen Doherty: "se ci sei batti un colpo!"
Tori Spelling is confirming the news: Beverly Hills, 90210 is coming back! “We were having coffee in between meetings with networks. It’s confirmed. We’re doing a new 90210,” Tori said during an interview with Access. She went on to explain that the upcoming reboot “is the OG crew back together and we’re playing heightened versions of ourselves. The fans will be pleasantly surprised, though, because we will intercut that with scenes from the show. So it’ll be a whole ensemble cast playing a heightened version of themselves. Almost everybody.”
Luke Perry, who plays Dylan McKay and is on Riverdale, “will do as many [episodes] as he can do…but almost the whole original cast.” As for Shannen Doherty? “No status right now. But if she’s watching, we would love to have you do it.”

giovedì 31 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"This is us" 3, la grandezza della normalità: non solo cattura lo spettatore ma lo orienta
"La straordinaria grandezza della normalità. La terza stagione di This Is Us riparte da dove ci aveva lasciati, insistendo sulla Jforza dei legami familiari, sulle piccole grandi vicende che rendono speciale la vita di ciascuno (Fox Life). Le storie quotidiane della famiglia Pearson, i loro dubbi, le gioie, le incomprensioni e i turbamenti sono al centro anche del nuovo atto della serie che, come sempre, si dipana mescolando diverse linee temporali. Le vicende dei fratelli Jack (morto nella seconda stagione, ma ancora saldamente protagonista), Rebecca e Randall si susseguono tra passato e presente mettendo in luce uno spaccato di una famiglia tipica americana, ma allo stesso tempo portatrice di dinamiche potenzialmente universali in cui tanti possono riconoscersi. Ciò che rende This Is Us un caso rilevante nel panorama televisivo contemporaneo è, in primo luogo, la sua origine produttiva; negli Stati Uniti, infatti, va in onda su Nbc, uno degli storici network corrispondenti grosso modo alle nostre reti generaliste. In un'epoca in cui la serialità di qualità sta diventando sempre più materia da servizi pay e on demand (le cable americane, da un lato, Netflix e Amazon dall'altro), This Is Us, nella sua pezzatura lunga da 18 episodi, rappresenta una fortunata eccezione, un modello che l'ha portata ad essere una delle serie più viste dal pubblico statunitense nel 2018. Merito della semplicità delle storie, dell'accortezza di parlare a un pubblico generalista, della straordinaria capacità di emozionare, coinvolgere, strappare un pianto di commozione che non è mai forzato o preparato a tavolino, ma autentico, frutto di una scrittura empatica, lontana da eccessi e ricami. This Is Us non cattura semplicemente lo spettatore, ma lo orienta, lo rassicura e lo mette a nudo allo stesso tempo, con delicatezza e disincanto. Una rarità nello scenario di fiction attuale".

mercoledì 30 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Le occasioni mancate di "You"
"Libri? Addirittura una libreria, intesa come negozio con i clienti tra gli scaffali? Non sono luoghi frequentati dalle serie. E certo si notano di più dopo la sparata di Marie Kondo sui trenta e non più trenta. Sostiene la sacerdotessa dei calzini ("adagiateli mollemente nei cassetti, hanno faticato tanto, cosa sono quei grovigli per non farli scompagnare?") che in una casa ordinata trenta libri bastano, di più è vizio. Ecco, appunto: sappia la maniaca dell'ordine mondiale che il vizio è premio a se stesso molto più della virtù (trenta libri bastavano per un mese di vacanza, prima del Kindle). Non è solo la prima scena: la bella ragazza bionda entra in libreria, il commesso che ha qualcosa di Anthony Perkins in "Psycho" la adocchia e ne fa la sua ossessione. La pista dei libri, in "You" - con poco successo su Lifetime, poi rilanciata da Netflix che ora minaccia la seconda stagione-prosegue e si complica per tutti e dieci gli episodi. Senza lasciarsi tentare dal campionario di sciocchezze: "i libri rendono migliori, la lettura apre al dialogo, vicino alle biblioteche di quartiere la criminalità scende". La bionda Guinevere Beck (era tanto che i poemi cavallereschi non avevano il loro momento) curiosa tra gli scaffali, dalla lettera F alla K. Il commesso esclude William Faulkner (la ragazza non sembra voler fingere interesse per uno scrittore ostico) e pure Stephen King (la ragazza ha l'aria troppo sana e abbronzata). La bella chiede "Desperate Characters" di Paula Fox, scrittrice che ha avuto un suo momento di culto, non disgiunto dal fatto che risultò essere la nonna di Courtney Love. Chiacchiere, flirt, pedinamento. "La fantascienza sbaglia, la tecnologia è amica", dice il commesso che si chiama Joe. In un battibaleno sottrae lo smartphone, trova l'indirizzo di casa, scopre che le finestre sono senza tende, quindi può dedicarsi al voyeurismo. Troppo facile e troppo veloce, non sarà l'unico buco della trama. Beck è talmente tarda ad accorgersi dello stalker da far venire il sospetto che abbia capito, e prolunghi il gioco della seduzione. Joe da parte sua sembra stranamente distratto di fronte a un segnale: l'account Twitter di Beck ha un gioco di parole con il `Bechdel Test", inventato dalla fumettista lesbica Alison Bechdel per giudicare il femminismo nei film. Servono due donne parlanti, e le due non devono parlare di maschi - "You" non lo supera, le amiche di Beck classificano per categoria i selfie osceni che ricevono. Netflix ha dichiarato 80 milioni di spettatori per Sandra Bullock bendata in "Bird Box", 20 milioni per la serie "Elite", e 40 milioni per "You", che appartiene al filone "Gone Girl" ("spettatore" significa che ha guardato almeno il 70 per cento di un episodio). Viene da un romanzo di Caroline Kepnes (Mondadori) e sta pericolosamente in bilico tra la perfidia e l'idiozia. Magnifico il ritrattino del rivale, un hipster di ottima famiglia che ha deciso di produrre soft-drinks biologici ("rappresenta tutto quel che ha portato gli Stati Uniti alla rovina", dice Joe, cresciuto in famiglie affidatarie). Man mano che la trama avanza, sospendere l'incredulità diventa sempre più difficile. Resistendo, facciamo in tempo a goderci un festival "Charles Dickens", gente che si diverte indossando abiti e cappellini vittoriani. Guinevere Beck vuole scrivere (se no che ci farebbe in libreria?): al corso di scrittura, con esercizi svolti e corretti, gli showrunner Greg Berlanti e Sera Gamble - o forse solo lui, o forse solo lei - ritrovano il veleno". (Mariarosa Mancuso)

martedì 29 gennaio 2019

NEWS - Tutti schiavi di Schiavone! La serie tv della Rai conquista la Germania e la comprano Starz e Amazon

News tratta da "Italia Oggi"
Rocco Schiavone conquista la Germania. Rocco Schiavone è la prima serie italiana, dai tempi de La Piovra, ad essere trasmessa sul canale pubblico tedesco Ard. In onda sabato 26 gennaio, la prima puntata della serie tratta dai romanzi e racconti di Antonio Manzini, scritta da Antonio Manzini e Maurizio Careddu e coprodotta da Rai Fiction, Cross Productions e Beta Film, ha totalizzato 3,1 milioni di telespettatori con quasi il 12% di share. Alla soddisfazione per gli ascolti si aggiunge quella per le vendite di Rocco Schiavone a player televisivi come Starz (Usa), AB I France Television (Francia), Fox Germany (Germania), Canal+ (Polonia) ORF (Austria), Europa Europa (Gruppo Amc - America Latina), Teleseriya (Russia + Cis), Veronia Tb (Olanda) e Amazon Prime Video e in territori come Cina, Bulgaria, Repubblica Ceca ed Ex Jugoslavia.

lunedì 28 gennaio 2019

NEWS - Più vinci premi, più rinegozi il contratto. "The Marvelous Mrs. Maisel" sbanca i SAG Awards e il cast tira la corda sui compensi

News tratta da Deadline.com
It’s been a longtime TV industry tradition for the cast of successful series to renegotiate their contracts and get salary bumps after the first two seasons. The practice has been employed by the broadcast networks for decades, with NBC’s This Is Us as a recent example, and also has been adopted by the streaming platforms, illustrated by the recent salary bumps after Season 2 for the actors of Netflix’s Stranger Things and 13 Reasons Why. Add Amazon’s breakout dramedy The Marvelous Mrs. Maisel to the list. Originally picked up with a two-season order, the period series from Amy Sherman-Palladino was renewed for a third season in May, months ahead of its November premiere. Since its launch, Mrs. Maisel has been an awards juggernaut, winning a slew of  top awards, including Emmys and Golden Globes. At tonight’s SAG Awards, where the show had another sweep with statuettes for Emmy and Golden Globe winner Rachel Brosnahan, co-star Tony Shalhoub and the cast in the comedy ensemble category, Shalhoub referenced the renegotiations. It was the first time since 30 Rock in 2008 that one series won all three comedy categories. “I want to thank everyone in Amazon, Jen Salke, and especially James Sterling in legal affairs and not just because I’m in the middle of renegotiation,” Shalhoub quipped in the acceptance speech for his third SAG Award in the actor in a comedy series category, first for Mrs. Maisel (He previously won twice for Monk.) Shalhoub went on to “thank my incredible cast and crew.”Salke is the head of Amazon Studios, while Sterling is Senior Business Affairs Executive. According to sources, the renegotiations are ongoing with no major issues, and the deals, which are said to include sizable salary increases for the main actors, are expected to close to pave the way for Season 3. In addition to Brosnahan and Shalhoub, the core cast of The Marvelous Mrs. Maisel includes Emmy winner Alex Borstein, Michael ZegenKevin Pollak and Marin Hinkle. 

domenica 27 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
Con "Professor T" il Belgio tiene alta la bandiera della serialità europea
"La nuova serie di La7, «Professor T», aveva più di una ragione d'interesse. Si tratta di un titolo pluri-premiato proveniente dal Belgio, un piccolo caso di quella rinascita della fiction europea in corso ormai da qualche tempo. E centrata su un personaggio eccentrico e iconico, di quelli cui ci si affeziona facilmente, interpretato magistralmente dall'attore Koen De Bouw. Jasper Teerlinck è un professore di criminologia e consulente per la polizia di Aversa: ha una mente geniale, capace di scandagliare nel profondo le psicologie umane, soprattutto quelle criminali, e stabilire connessioni tra i fatti laddove nessun altro le vede. Per questo il commissariato di polizia lo convoca di frequente per farsi aiutare a risolvere i casi più spinosi, pretesto che il professore apprezza particolarmente per evadere dalla noiosa vita in Facoltà. Ma Teerlinck è anche agitato da diversi demoni interiori e fragilità: per iniziare, una pesante sindrome OCD (ossessivo-compulsiva) che gli impedisce di partecipare alle riunioni senza indossare i guanti di lattice. Poi, un carattere diretto e irascibile, che lo porta sempre a dire quello che pensa senza alcun filtro di politicamente corretto perché non gli importa di risultare simpatico alle altre persone (anche se in realtà ha un cuore d'oro). I riferimenti ai grandi personaggi della serialita televisiva non si contano: da Dottor House a Monk, passando per The Good Doctor, senza dimenticare un tocco di Sherlock Holmes. Non sempre a «Professor T» riesce quell'alchimia che ha permesso ad altre serie tv straniere di funzionare anche sui canali italiani generalisti, cosa mai facile. La cosa curiosa è che facciamo più fatica ad assimilare gli aspetti culturali del contesto belga, di quanto ne abbiamo fatta in passato per assimilare analoghe situazioni legate alla cultura americana". (Aldo Grasso)

venerdì 25 gennaio 2019

NEWS - Giù la maschera! La Fondazione Dalí mette sull'attenti "La Casa di carta"
News tratta da "Il Fatto Quotidiano"
"Stiamo procedendo a regolarizzare gli usi del diritto di immagine di Salvador Dalí". Con questo breve comunicato la Fondazione Gala-Salvador Dalí - fondata dallo stesso pittore nel 1983 con l'obiettivo di promuovere e difendere la sua eredità e la sua immagine - ha fatto sapere di aver messo sotto la lente d'ingrandimento La casa di carta, la serie tv i cui ladri utilizzano maschere con l'aspetto, i baffi egli occhi sporgenti del pittoresurrealista. Nel mirino ci sono anche tutte le maschere utilizzate per Carnevale o per Halloween. La fondazione di Figueres (Girona), pur ricordando di aver "assegnato la gestione dei diritti esclusivamente allo Stato spagnolo", osserva che "non è solo un problema economico. Qualsiasi persona che desideri esercitare o sfruttare uno di questi diritti deve avere l'autorizzazione preventiva della fondazione".

giovedì 24 gennaio 2019

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Di padre in figlio: Michael Gandolfini eredita dal padre James lo scettro de "I Soprano" nel film prequel al cinema

News tratta dal "Corriere della Sera"
La somiglianza è impressionante. Stesso ovale del viso, stesso sorriso e, più di tutto, stessi occhi, con quel taglio che può sembrare così simpatico ma, un istante dopo, anche così poco rassicurante. Michael Gandolfini interpreterà il ruolo che per molti ha reso un'icona suo padre James. E' stato scelto lui per riportare in vita Tony Soprano. Succederà nel film The Many Saints of Newark, che in realtà de I Soprano è un prequel. «E un vero onore portare avanti il lavoro di mio padre indossando i panni di un giovane Tony Soprano. Sono entusiasta dell'opportunità di lavorare con David Chase e con i talenti incredibili che ha coinvolto», ha commentato il giovane Gandolfini. Aveva 13 anni Michael quando ha dovuto affrontare un momento terribile come la morte di suo papà. Era stato proprio lui a trovarne il corpo senza vita, nella stanza del lussuoso albergo di Roma dove, i119 giugno del 2013, l'attore è stato stroncato da un attacco di cuore, a 51 anni. Doveva essere una bella vacanza per loro. Si è trasformata in un momento capace di cambiare per sempre il corso delle cose, anche per il giovane Michael. Solamente due anni dopo, giovanissimo, sceglieva di iniziare, a sua volta, la carriera di attore. Il primo ruolo nel 2015, in Flower, un corto da lui anche scritto, ambientato in un futuro post apocalittico. Poi una parte nella serie Hbo The Deuce: La via del porno (2017) e nel recente Ocean's 8 (2018). Ma sicuramente questo ruolo è quello in grado di permettergli un salto nella sua carriera e forse anche, in qualche modo, di fargli chiudere il suo personale cerchio con il destino. Non è facile seguire le orme dei padri e lo è ancora meno se queste ombre si sono avventurate in modo credibile — in tv — lungo le strade della malavita. Tony Soprano è diventato nell'immaginario pop uno dei più credibili boss della mafia italoamericana: le sue connessioni con la malavita newyorkese ma anche con le radici mafiose italiane, i suoi attacchi di panico, i suoi rapporti difficili con la madre e con la moglie erano diventati di culto per milioni di fan che avevano seguito la serie dal 1999 al 2007. Ora toccherà a Michael spiegare a tutti perché Tony Soprano è diventato Tony Soprano, raccogliendo un'eredità che forse mai come in questo caso è giusto definire tale.

martedì 22 gennaio 2019

NEWS - 300 di questi "Supernatural"! La serie cult viene celebrata da "Entertainment Weekly" con un poker di cover per la trecentesima puntata
The stars of Supernatural are on four different collector covers of the latest issue of Entertainment Weekly, out now.
Here’s what Jared PadaleckiSamantha SmithJensen AcklesMisha Collins and Jeffrey Dean Morgan had to say…
Jeffrey, on the show’s 300th episode: “Like a father would be, I’m very proud of the guys. It makes me get choked up because they’ve done so well here. Episode 300? That’s unheard of.
Jared, on John’s return: “This episode gives Sam a chance to forgive.”
Jenson, on John’s return: “For Dean, the whole episode is a dream that he doesn’t want to wake up from. But he knows he has to.”
Samantha, on the couple’s reunion:“Everything’s right in the world in this bubble of time. It’s very romantic.”
Misha, on his life changing after the season 4 premiere: “Right before my scene, [then writer] Sera [Gamble] said, ‘Your life is about to change…I was like, ‘You’re so full of yourself.’”

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lunedì 21 gennaio 2019

NEWS - C'era una volta il predominio di Netflix. Il 2019 segna la "rivoluzione" del mercato Svod
Articolo tratto da "Corriere Economia"
"C'era una volta Netflix. La domanda è se vivrà felice e contenta? Una trama provocatoria forse, ma non così lontana dal vero. A essere in discussione non è il suo modello. Al di là delle varie critiche e polemiche sorte negli ultimi anni (come l'opportunità di far partecipare ai festival cinematografici i film prodotti da Netflix e mai usciti in sala), il modello Svod — video on demand — resta vincente. E in questo Netflix resta pioniere. Quello che molti analisti si stanno chiedendo è se questo stesso modello, proprio perché vincente, non rischi di essere, assorbito e rimodellato sul profilo di altri colossi dell'intrattenimento. Quando Netflix si è affacciata sul mercato statunitense dello streaming nel 2008, ha trovato una nicchia da conquistare. Da subito Reed Hastings, (che fondò il gruppo nel 1997 per il noleggio con consegna porta a porta di videocassette, capendo però che il futuro stava andando in un'altra direzione) impostò il business di Netflix su un doppio binario: contenuti propri e accordi con altre case e major per avere titoli allettanti nella propria libreria. Presupposto fondamentale: tanta cassa a disposizione. E infatti uno dei problemi di Netflix è sempre stato quello di far quadrare i conti tra abbonati paganti e potenza di fuoco da impiegare per produrre i propri titoli. Il quarto trimestre 2018 si è chiuso con margini operativi in calo al 5,2% dal 7,5% di 12 mesi prima proprio fino a tre volte il suo budget per il lancio di nuovi titoli. È grazie a questo equilibrio costi/abbonamenti che sono nate serie cult come House of Cards che ha fatto da volano alla crescita mondiale di Netflix. Sul piatto degli investimenti Hastings ha sempre messo cifre importanti quantificabili in 8 miliardi solo per il 2018. Cifre «irraggiungibili» per i principali competitor: Amazon Prime ha investito nel 2018 per produzioni originali circa 5 miliardi, Hbo nel 2017 ha speso 2,5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda Apple Tv, la cifra non raggiunge i 2 miliardi. Di fronte a questi numeri, Netflix vince facile. Ma questi erano i principali rivali fino a ora. Perché negli ultimi mesi slo scenario è cambiato nel panorama dell'intrattenimento Usa, con la fusione tra AteT e Warner, quella tra Comcast e Sky e non ultima quella tra Disney e Fox.
In sostanza Netflix deve fare i conti ora con dei giganti, nelle insolite vesti di novello Davide. Secondo gli analisti di Ampere Analysis, con le due fusioni Comcast/Sky e Disney/Fox, per ogni 5 dollari investiti negli Usa in produzione di contenuti originali, due escono dalle casse dei neo colossi (uno a testa), proporzione che scende a 1 su 5 se si calcolano gli investimenti a livello globale. Come si legge nella ricerca, Disney-Fox potrà spendere fino a 22 miliardi in contenuti, 21 il tandem Comcast-Sky. Di fronte a cifre del genere, gli 8 miliardi di Netflix rischiano di impallidire. A maggior ragione se si considera che a breve vedrà ridotta del 20% la libreria di titoli dato che Disney si prepara a lanciare nei prossimi mesi la propria piattaforma streaming Disney Plus. E ormai della sua galassia, dopo l'accordo con Fox, fanno parte anche i titoli prodotti dalla Fox Searchlight Pictures molti dei quali sono nel palinsesto Netflix, ma anche i diritti per saghe cinematografiche come Star Wars o X-Man. Per non parlare dei Simpson. Con l'accordo inoltre, Disney ha aggiunto un ulteriore 3096 del capitale di Hulu (piattaforma di streaming e live tv che conta 25 milioni di abbonati) fino a ora di proprietà di Fox. Per Netflix insomma potrebbe essere un duro colpo. Ma Hastings non sta a guardare. Negli scorsi giorni ha annunciato a sorpresa una mossa in chiave anti-competitor, aumentando il costo degli abbonamenti negli Usa: quello popolare passa a 13 dollari, quello «premium» da 13,99 a 15,99. L'abbonamento base passa da 8 a 9 dollari. Prezzi comunque inferiori rispetto ai 35 dollari mensili di Hbo o ai 13 dollari di Amazon. C'è un altro nemico però per Netflix. Si chiama «saturazione del mercato». Con 58 milioni di abbonati negli Usa e 78 extra Usa, gli analisti ritengono che un ulteriore incremento significativo di utenti in patria sia poco probabile. Nell'ultimo trimestre sono saliti solo del 2% contro il +42% nel resto del mondo. Il punto sarà ora tenere la posizione senza retrocedere. Come? Continuando a investire, alla ricerca di un altro Frank Underwood".

domenica 20 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Le dimenticanze e le incongruenze dei Golden Globes
"Scorriamo le nomination ai Golden Globe per la migliore serie drammatica e niente, "Succession" non si trova. Scorriamo le nomination ai Golden Globe perla miglior serie comica (i membri della stampa estera hanno fatto un po' di confusione quest'anno, per esempio candidando "A Star is Born" con Lady Gaga come film drammatico, ma le parti migliori sono cantate): "Succession" non compare neanche lì. Dimenticata. Sparita. Forse snobbata. Eppure la serie Hbo di Jesse Armstrong - cresciuto alla scuola di Armando Iannucci e di "The Thickof It", preso a modello da "Veep - Vicepresidente incompetente" con Julia Louis-Dreyfus - è un magnifico prodotto Hbo. Una serie che parte veloce, continua velocissima, coltiva la perfidia e l'arte di organizzare ogni episodio con il suo arco drammatico. Magnifici gli attori, da Brian Cox a Hiam Abbass a Sarah Snook a Kieran Culkin. Eterno il tema: un ricco patriarca cerca tra i figli - e una figlia- il suo successore. Per sparigliare, fa entrare nell'asse ereditario la nuova moglie. Fatalità: dopo la festa per i suoi 80 anni ha un coccolone, e il nuovo assetto societario - operano nei media con la Cina e il Digitale che premono- non è stato ancora firmato. Trama da "Re Lear", non era difficile da capire. Neppure per la stampa estera a Los Angeles che dà il suo contributo all'imperante nostalgia candidando come attrici Debra Winger per "Will e Grace" (revival della serie anni 90) e Candice Bergen per "Murphy Brown" (revival della serie anni 80). Pub essere che siamo entrati nell'età di mezzo: giornalisti troppo giovani per capire, se non lo leggono nelle note per la stampa, che una serie può rifare Shakespeare. Ma abbastanza stagionati per non provare neanche un po' di curiosità per una serie come "Maniac". "Too Netflixy", sicuro, intendendo con questo che la serie soffre di esibizionismo. Di esibizionismo soffre anche il regista Cary Fukunaga, assieme allo sceneggiatore Patrick Somerville. Ma è meglio questo modo di essere Netflix del modo che ha "Il metodo Kominsky" di essere Netflix. "Maniac" esagera con l'originalità, "Il metodo Kominsky" esagera con il modello "strana coppia di vecchietti con gli acciacchi", vista e stravista al cinema. Michael Douglas (candidato come attore comico protagonista) assieme al compagno Alan Arkin (candidato come attore comico non protagonista, solo la stampa estera può spiegare la disparità di trattamento) regge benissimo il gioco. Sono assai più bravi, e senza rete, Emma Stone e Jonah Hill in "Maniac". Per di più, essendo i votanti della stampa estera, si sperava che almeno qualcuno fosse a conoscenza della serie norvegese che ha fatto da modello. I giornalisti esteri a Los Angeles hanno esaurito la loro voglia di stranezze candidando tra le serie comiche "Kidding- Il fantastico mondo di Mr Pickles", showrunner Dave Bolstein (la mania di spiegare i titoli ha contagiato anche Sky Atlantic). Da quando crede di essere la reincarnazione del comico Andy Kaufman, Jim Carrey ha l'occhio ancora più spiritato del solito (vedere, per credere, il documentario "Andy e I"). Mr Pickles è il presentatore di un programma tv per bambini, in un'interpretazione a metà tra "lo spettacolo deve andare avanti" e "Ridi pagliaccio sul tuo amore infranto..."-anche l'attore ha avuto la sua candidatura. Nella stessa categoria, Sacha Baron Cohen per i travestimenti di "Who is America?". Sempre in parte, il comico ha già chiesto a Sarah Palin di accompagnarlo alla cerimonia, a Beverly Hills". (Mariarosa Mancuso)

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