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lunedì 19 febbraio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Quando è meglio chiudere una serie tv. Ovvero quando l'avanguardia è diventata maniera
"Spegnimento programmato. "Modern Family" chiuderà con la decima stagione - la nona per gli spettatori italiani parte su Fox il prossimo 16 marzo. Lo hanno annunciato gli showrunner Steve Levitan e Christopher Lloyd. Meglio fermarsi lasciando un po' di voglia agli spettatori, sostengono. Sicuramente hanno ancora ben presente il dispendioso rinnovo di contratto alla fine della stagione numero otto. Con un occhio all'audience a un altro ai cinque Emmy vinti come migliore commedia, gli attori (e i loro agenti) ne approfittarono per far schizzare in alto i loro compensi. Non è solo questione di soldi. La serie che nel 2009 portò sullo schermo le famiglie moderne ("ricostituite" dice qualcuno, facendo venire in mente i pannelli di legno truciolare, altri preferiscono "arcobaleno", così capiamo subito che capiterà un "genitore 1" e un "genitore 2" ) comincia ad avere qualche problema. Situazione di partenza: il capofamiglia Jay molla la moglie coetanea (un po' fuori di testa già da prima, poi peggiora) per la più giovane colombiana con un figlio. In stile mockumentary - i personaggi spesso guardano i macchina e si rivolgono allo spettatore - "Modern Family" racconta il nuovo matrimonio, i figli adulti del primo (Claire e Mitchell, ex coppia di pattinaggio artistico), i loro figli. Militarmente parlando, l'attacco arriva da due fronti. Dieci anni sono tanti, quel che una volta era avanguardia dopo un po' diventa maniera. Il successo di una serie come "Transparent" - prima che Jeffrey Tambor fosse accusato di molestie, l'epidemia dei nostri tempi - ha costretto gli sceneggiatori al pedaggio di un bambino transgender. Si presenta come amico/a di Lily, la ragazzina vietnamita adottata da Mitchell e Cameron, coppia gay che duetta in stile "Vizietto". Pochino, rispetto al padre di tre figli che all'età della pensione annuncia "adesso siete adulti, far) la donna con la gonna". Non basta il ragazzino incerto sul genere per riportare la serie al gusto del giorno: le battute da sit-com son vicine alla data di scadenza, per esempio rispetto alle lacrime che molti spettatori amano versare sulle complicanze di "This Is Us". "I ragazzini di Modern Family" crescono, nella nona stagione un paio vanno al college. Con innesti - parliamo di sceneggiatura - di teen drama e di "The Big Bang Theory" (su Infinity dal 24 gennaio c'è l'undicesima, e pure gli arretrati). Altra serie in scadenza. Potrebbe finire alla dodicesima stagione, scrive Vulture "arriva il momento in cui neanche per decine di milioni di dollari vorresti dire ancora una volta "Bazinga". Abbiamo un'altra teoria: la serie dei nerdissimi ha perso smalto quando sono arrivate le fidanzate e le proposte di matrimonio. Neanche la serie prequel "Young Sheldon" (sempre Infinity) ha funzionato come consolazione. Sul fronte "modernità" la serie è rimasta indietro, anche come linguaggio. Su un altro fronte si trova spiazzata perché troppo avanti. "Modern Family" è un prodotto Fox in onda su Abc; ora che la Fox è entrata nel gruppo Disney, la famiglia pare lontana dai modelli fin qui messi in circolazione dalla ditta del papà di Topolino, dove lo scoiattolino sta con la scoiattolina (e per il resto si va di zio in nipote). L'unico modo per uscirne a testa alta è appunto lo spegnimento programmato. La famiglia Pritchett (e addentellati) non sono "I Simpson", eternamente (ora un po' stancamente) fissi nei loro caratteri. Non sono neppure "I Soprano", che dieci anni fa si sono spenti davvero, lasciandoci orfani di una scrittura da romanzo che vorremmo tanto ritrovare da qualche parte". (Mariarosa Mancuso)

venerdì 16 febbraio 2018

SGUARDO FETISH - The Wanking Dead! Ci mancava pure questa: nelle nuove puntate di "TWD" si vedrà il primo zombie completamente nudo (full frontal). Suspence ai massimi livelli: sarà uomo o donna?

News tratta da "Uproxx"
There have been memorable zombies over the first eight-plus seasons of The Walking Dead: little girl with bunny slipper zombies, obese stuck-in-a-well zombies, gas mask zombies, Winslow. But there’s one kind of zombie (or walker, or biter, or… they have a lot of names) we haven’t seen on the show: a stupid, sexy zombieIn a decision that will fulfill someone’s specific fetish, The Walking Dead will have a naked zombie in the second half of season eight. “There’s an episode where we did our first fully nude walker,” executive producer Greg Nicotero teased. “We’ve never done that before.” It’s unclear whether the zombie will be a man or a woman. In that same interview with Entertainment Weekly, Nicotero also said there’s “much less talking about what’s going on” in the second half of the season. “Clearly, the balance has shifted. Now that Negan and his group have escaped the Sanctuary, there’s not as much talking about what the ramifications are of what we’re going to do, but now our group has to be on the defensive because Negan’s out and he’s pissed and it’s definitely a different dynamic than the first half of the season.” Maybe Rick can distract Negan with a zombie that’s wearing nothing at all.

giovedì 15 febbraio 2018

NEWS - Fermi tutti! Comcast vuole sottrarre le serie tv di Fox a Disney con una controfferta di 60 miliardi di dollari

News tratta da "La Stampa"
Comcast torna all'attacco su 21st Century Fox, aprendo un nuovo capitolo nella guerra per consolidare il settore mediatico su scala globale, che sembrava aver trovato un momento di pace quando il colosso televisivo di Murdoch aveva deciso di consegnarsi a Walt Disney. Il gigante americano della tv via cavo starebbe considerando una controfferta da 60 miliardi di dollari per strappare Fox a Disney, con cui la società di Rupert Murdoch ha raggiunto un accordo due mesi fa. Era dicembre e Disney aveva chiuso a 52,4 miliardi di dollari in azioni. Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Fox allora avrebbe rifiutato un'offerta alternativa, da parte di Comcast, principalmente a causa di timori sulla risposta delle autorità antitrust: un'integrazione verticale avrebbe consegnato a Comcast ulteriori asset nella tv via cavo. L'amministrazione Trump aveva già fatto resistenza alla proposta di un'acquisizione di Time Warner da parte di Atet. L'offerta di Comcast riguarderebbe una buona parte degli asset di Fox, fra cui la produzione di film e serie tv, il 39% di Sky plc, alcuni canali indiani e alcune pay tv come National Geographic. A dicembre il management di Fox aveva ritenuto l'offerta di Disney migliore per gli investitori: la fusione avrebbe portato la vastissima potenza di fuoco di Disney in termini di contenuti, un asset importante di fronte alla concorrenza agguerrita di rivali come Netflix. Per facilitare l'accordo, Disney aveva offerto a James Murdoch, figlio di Rupert, una posizione da manager nel gruppo post-fusione. Ora tutto torna in discussione. 

mercoledì 14 febbraio 2018

GOSSIP - Tacchi in fronte! La saga d'odio post "Sex and the City" continua: la Cattrall accetta le condoglianze di Cynthia Nixon dopo aver sfanculato quelle di Sarah Jessica Parker
Kim Cattrall responded to Cynthia Nixon in a very different way than she responded to Sarah Jessica ParkerEarlier this month, Kim‘s brother suddenly passed away and two of her former Sex and the City co-stars, Cynthia and Sarah Jessica wrote comments on Kim‘s Instagram post, expressing condolences.
“Hey Kim, such awful news. So sorry to hear. Sending you love. XO,” Cynthia wrote. Sarah Jessica posted, “Dearest Kim, my love and condolences to you and yours and Godspeed to your beloved brother. Xx.”
Later, Kim thanked Sarah Jessica and Cynthia publicly for their kind words, but then suddenly, Kim lashed out at SJP for “exploiting” her family’s tragedy.
According to Us WeeklyKim wrote in response to Cynthia‘s comment, “Cynthia, hearing your voice meant so much to me. Thank you for reading out. Love Kim.” It appears as of right now, Kim has decided to prohibit commenting on her Instagram posts, so we cannot verify that Kim left the comment at this time.

lunedì 12 febbraio 2018

NEWS - Netflix, Apple, Disney, Amazon...occhio alla CBS che si (ri)allea con Viacom. Sarà sempre più un 2018 delle (sante) alleanze
News tratta da "L'Economia" del "Corriere della Sera"
Li chiamano i Liz Taylor e Richard Burton del mondo dei media. Come i due famosi divi hollywoodiani, sposati due volte e divorziati altrettante, Cbs e Viacom stanno infatti trattando il loro secondo matrimonio dopo quello finito con la separazione del 2006. A far tornare insieme il gruppo Cbs, che controlla la rete tv più popolare in America e quello che possiede gli studios Paramount è la nuova realtà del mercato dell'intrattenimento. Dove stanno andando in porto le mega fusioni fra la telecom ATeT e Time Warner e fra Disney e Fox, mentre si fanno avanti i giganti tecnologici che producono e distribuiscono contenuti video, da Amazon a YouTube (Alphabet), da Netflix a Facebook ed Apple. «Adesso dobbiamo competere contro società-mostro — ha detto Leslie Moonves, amministratore delegato (ceo) di Cbs —. Disney è grande sei volte noi Comcast anche. Il valore di Borsa di Netflix è enorme». La capitalizzazione a Wall Street di quest'ultima società infatti è di oltre 115 miliardi di dollari con un fatturato di soli u,7, contro la capitalizzazione di 2o,6 miliardi di Cbs e quella di 13 miliardi di Viacom, nonostante i due «promessi sposi» fatturino di più, cioè oltre 13 miliardi. Wall Street, in altre parole, scommette sul futuro delle piattaforme online e i marchi storici del piccolo e grande schermo si devono adeguare.
A spingere per la nuova fusione CbsViacom è Shari Redstone, la vicepresidente di entrambe le società. Lei, 63 anni e il padre Sumner, 94, controllano sia Cbs sia Viacom con circa l'80% dei diritti di volto attraverso la loro holding di famiglia National amusements. Nel 2016 Shari Redstone era uscita vincitrice da una complessa lotta di potere in cui era stata accusata di manipolare il padre ed era riuscita a far cacciare il ceo che aveva guidato Viacom dal 2006, Philippe Dauman. Dal dicembre 2016 il nuovo ceo di Viacom è Bob Bakish, 53 anni, che finora ha cercato di stabilizzare il gruppo siglando contratti di distribuzione, cambiando la leadership di Paramount, tagliando i costi, investendo in contenuti digitali e focalizzandosi sui sei principali canali tv posseduti: Mtv, Nickelodeon, Nick Jr., Comedy central, Bet e il nuovo Paramount network (ex Spike). Mentre Bakish è apprezzato dalla Redstone come gestore operativo e finanziario, Moonves, 68 anni, è un veterano dello show business con un buon intuito nella scelta delle storie e dei talenti su cui puntare, dicono gli esperti. I due ceo si conoscono bene, perché erano colleghi durante i sei anni in cui Viacom e Cbs hanno convissuto sotto lo stesso tetto, dal woo al 2006. Le due società hanno annunciato all'inizio di questo mese di aver creato dei comitati speciali per valutare l'eventuale nuova fusione. L'investitore italo-americano Mario Gabelli, l'azionista maggiore dopo i Redstone sia di Viacom sia di Cbs, è da tempo favorevole alla riunione dei due gruppi. «La combinazione funziona secondo la logica del numeri — ha detto Gabelli problema è chi la guiderà».
Non c'è problema invece per le sinergie, perché gran parte delle attività di Cbs e Viacom non si sovrappongono ma sono anzi complementari. Sul fronte televisivo, Cbs è leader sul mercato americano in termini di spettatori ed è anche all'avanguardia nei servizi di streaming: quelli indipendenti dei programmi di Cbs e del canale premium Showtime hanno oltre 4 milioni di abbonati, più della metà dell'obbiettivo di 8 milioni previsto dai manager entro il 2020. Viacom è più indietro sullo streaming e quindi non può che imparare dall'esperienza di Cbs; però ha anche una divisione Paramount television che produce contenuti tv di successo, come la serie Tredici trasmessa da Netflix. Per quanto riguarda il cinema, Paramount è reduce da un anno magro di incassi e arriva alla notte degli Oscar senza nemmeno una candidatura. Dallo scorso aprile ha un nuovo responsabile, l'ex Fox Jim Gianopulos, che ha promesso il rilancio ma i risultati devono ancora materializzarsi. Anche Cbs ha una divisione film, lanciata nel 2007, che ha prodotto alcuni titoli apprezzati dalla critica, come A proposito di Davis (2013) dei fratelli Joel ed Ethan Cohen. Una prima tomata di discussione fra Cbs e Viacom per fondersi c'era stata nel 2 16, naufragata per il disaccordo su come valutare le due società. Ma dal dicembre di quell'anno le loro quotazioni sono calate rispettivamente del 15 e del 596 contro un rialzo del 20% dell'indice SePSoo delle azioni Usa. Così gli investitori premono per le nozze riparatrici.

domenica 11 febbraio 2018

GOSSIP - Volano stracci (firmati) tra le attrici, sul serial! Dopo gli sfanculamenti tra Rose McGowan-Alyssa Milano di "Streghe" e Annalynne McCord-Shenae Grimes di "90210", tocca a Kim Catrall-Sarah Jessica Parker di "Sex and the City". Al motto di #theytoo...?
Kim Cattrall is not interested in Sarah Jessica Parker‘s support. The Sex & The City actress posted a very direct message to her former co-star on her Instagram on Saturday morning (February 10). “My Mom asked me today ‘When will that @sarahjessicaparker, that hypocrite, leave you alone?’ Your continuous reaching out is a painful reminder of how cruel you really were then and now. Let me make this VERY clear. (If I haven’t already) You are not my family. You are not my friend. So I’m writing to tell you one last time to stop exploiting our tragedy in order to restore your ‘nice girl’ persona,” she wrote. Kim recently lost her brother, ChrisShe also included a link to a New York Post article in her post. See the post below.

giovedì 8 febbraio 2018

GOSSIP - C'eravamo tanto odiate! AnnaLynne McCord svela odio reciproco sul set di "90210" con Shenae Grimes (ma adesso sono amiche per la pelle...)
AnnaLynne McCord is opening up about about her relationship with 90210 co-star Shenae Grimes and how they didn’t get along while filming the popular series. The 30-year-old actress says that Shenae reached out to her in 2013 when the series ended so that they could end their feud.
Shenae and I, who played Annie, we were at each other’s throats for five years and the day before we wrapped, Shenae calls me and was like, Hey… I can’t believe it’s over.’ I’m like, ‘Bitch?!’” AnnaLynne said on Wendy.
She explained her behavior, saying, “I just was removed from everything. I had social anxiety and I didn’t know it so it makes you seem like a real, little piece of work.” 
“We hash it out the day before we wrap, all five years, and I end up at her wedding in England and now were friends. We have dinner dates. It’s awesome, I love her,” AnnaLynne added about their new relationship.

mercoledì 7 febbraio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Britannia", non convince il vice "GOT"
"Nell'anno 43 dopo Cristo, l'esercito romano vara una sanguinosa campagna alla conquista della Britannia, dopo quasi novant'anni dal primo, fallimentare tentativo di invasione condotto da Giulio Cesare. L'isola è ostile, con alte e impervie scogliere, e soprattutto abitata da una popolazione tenace di Celti e i Druidi, misteriosi sacerdoti con forti connessioni ai cicli della terra e della luna, capaci di interpretare i segni provenienti da fauna e della flora. Al comando della spedizione c'è Aulo Plauzio, deciso in tutto e per tutto a compiere l'impresa con successo, ma anche appesantito da un segreto torbido che potrebbe bloccargli la strada. Le tribù dei Celti sono divise tra loro e i Romani sperano di approfittare delle lotte intestine per imporre la loro supremazia all'isola. Sono queste le premesse della serie Britannia, una nuova produzione internazionale di Sky arrivata da poco anche in Italia, su Sky Atlantic (lunedì, 21.15). L'impressione avuta dai primi episodi è che la serie cerchi di capitalizzare l'attenzione suscitata in tutto il mondo dal Trono di Spade: per tutti gli orfani della serie che tornerà nel 2019 ci sono non poche strizzate d'occhio all'immaginario fantasy che ha fatto del Trono uno dei più importanti successi televisivi degli ultimi anni. Il racconto di Britannia vorrebbe proporsi come una sorta di romanzo di fondazione della Gran Bretagna, intrecciando storia e mitologia (gli aruspici, i riti di iniziazione druidi e via così). L'impressione è però che, almeno per ora, gli manchi quell'afflato epico che ha fatto del Trono di Spade molto più di un fantasy. Al di là dei diversi budget produttivi (quelli del Trono sono stellari), in Britannia è la scrittura a non convincere pienamente: nei primi episodi la carne al fuoco è tanta, sia in termini di trame sia di personaggi presentati, e si fatica a individuare quale direzione prenderà il racconto". (Aldo Grasso)

lunedì 5 febbraio 2018

NEWS - Achtung, compagni! Netflix e Amazon corrono il pericolo della "normalizzazione": dovevano essere rivoluzionarie, rischiano di diventare generaliste

Articolo tratto da "La Stampa"
"Ogni rivoluzione ha la sua normalizzazione. E sembra che alla regola non sfugga una delle grandi rivoluzioni dell'ultimo decennio: quella delle serie tv. L'era pionieristica aperta da Netflix è al capolinea? Speriamo di no, ma i segnali non sono positivi. Erano in pochi, all'inizio, a frequentare quella nicchia di web. Era un po' come entrare in una libreria indipendente e andare alla ricerca di libri fuori catalogo, ululando dalla gioia per un remainder introvabile. Era una comunità ristretta di drogati delle serie web, che si sparavano tutte le puntate in una notte per poi presentarsi in ufficio con le occhiaie. Avevano passato una notte brava e ne andavano fieri. Erano pionieri. E pionieri erano anche quelli che queste serie le pensavano. Le serie in streaming attraevano grandi talenti incuriositi dal nuovo mezzo e che su quei vascelli corsari si sentivano liberi di tentare nuove vie. Essere nicchia aveva i suoi vantaggi. Era il periodo in cui queste serie le vedevano sul computer i pochi fortunati che potevano godere di connessioni Internet abbastanza veloci. Ogni tanto si bloccavano e la rotellina iniziava a girare in mezzo allo schermo. Non restava che attendere che il video si caricasse, non potendo tirare pugni sul televisore, alla vecchia maniera. Poi sono arrivate le fibre, i giga per tutti, le apple tv e tutto il resto, e i carbonari delle serie tv si sono diluiti nel pubblico generalista. Se prima gli spettatori si dividevano tra chi guardava le serie sul computer e chi guardava la televisione tradizionale, ora questa distinzione è sempre meno netta. Una fluidità che non porta bene alla tv in streaming, pare. Gli ex corsari stanno diventando generalisti. Addio sperimentazione. Qualche esempio, per spiegarsi meglio. A novembre Amazon aveva rilasciato l'episodio pilota per una sitcom assolutamente nuova. Si intitolava Sea Oak e schierava un mix di nomi interessante: alla regia Hiro Murai, americano di origine giapponese super premiato per Atlanta e Snowfall. Sceneggiatore George Saunders, vincitore del Man Booker Prize per Lincoln nel Bardo (in Italia pubblicato da Feltrinelli), protagonista Glenn Close. Raccontava la storia di una pensionata uccisa durante una irruzione in casa che torna in vita come un celestiale angelo sterminatore. Roba forte, che non diventerà però mai una serie, perché, appunto, è troppo forte e non va bene per il pubblico generalista. Quindi parola d'ordine normalizzazione. Al posto di George Saunders ecco The Grand Tour, con il trio di machi motorizzati guidati da Jeremy Clarkson: auto, sgommate e bevute di birra. Licenziato dalla Bbc per un pugno a un collaboratore, il gentiluomo è stato ingaggiato per racimolare i milioni di spettatori rimasti orfani di Top Gear (conosciuto come TG, da cui il furbo nome di Grand Tour, che ne ribalta le iniziali in GT). Al posto di chicche come I Love Dick e One Mississippi arriva invece una serie sul Signore degli Anelli, piuttosto dozzinale a giudicare dai trailer, una sorta di trasposizione serializzata di un videogioco da playstation. Addio navi corsare, siamo agli stessi prodotti delle emittenti tradizionali.
Netflix non fa di meglio, cassando un altro gioiello come Lady Dynamite, una serie in linea con lo stile degli esordi. Raccontava le surreali avventure della protagonista Maria Bamford, che dopo sei mesi in manicomio per un disturbo bipolare cerca di ricostruire la sua esistenza: la storia è parzialmente basata sulla sua vita vera. Cestinata dopo due stagioni per lasciare spazio ai nuovi 20 episodi di The Ranch, con Ashton Kutcher, serie che si svolge in una famiglia di cowboy del Colorado. Molto yankee e molto trumpiano, poco nello stile del vecchio Netflix.
È la fine di un'era? I segnali ci sono. Confermati da fatti inquietanti, come lo scivolone sul Racconto dell'Ancella. Netflix si è fatta scappare la serie di Bruce Miller ispirata al romanzo di Margaret Atwood che ha poi fatto incetta di Emmy, Golden Globe e altri svariati premi. Hanno poi rimediato accaparrandosi Alias Grace (L'altra Grace), sempre ispirata alla narrativa della Atwood, ma la questione rimane aperta. Intanto - in Inghilterra almeno - la Bbc si muove nella direzione opposta: produce serie come McMafia, ispirato al libro di Mischa Glenny sulle connessioni globali della criminalità organizzata. Se anche non ha lo stesso sapore di lucida follia che caratterizzava la prima web tv di Netflix, non la si può certo catalogare come il prodotto di una emittente tradizionale".

domenica 4 febbraio 2018

GOSSIP - Non le Mandy a dire! La Moore di "This Is Us" descrive Milo Ventimiglia "senza limiti" dalla cover di "Cosmopolitan"
Mandy Moore is looking smokin’ on the cover of Cosmopolitan magazine’s March 2018 issue.
Here’s what the This Is Us star had to share with the mag:
On how she’d describe her This Is Us co-stars with one word:
·Milo Ventimiglia: Boundless (+ just the greatest in every way)
·Chrissy Metz: Spectacular (one of the funniest / crazy talented)
·Sterling K. Brown: Majestic (brilliant doesn’t even cover it)
·Justin Hartley: Magnificent (+ tall + utterly handsome)

On This Is Us: “Before I got the part, I was making massive changes in my personal life and was looking to echo that in my work. I was waiting for something different that would allow me to dig deep. I knew I was capable, but I couldn’t get any momentum, and I had just been crushed by three failed pilot seasons. When I read the script for This Is Us, I told my agent, “I will do absolutely anything to be a part of this.””
On the current climate in Hollywood: “We’re having a real cultural reckoning—one that’s definitely past due. Men have been using their positions of power to take advantage of women, and it’s so prevalent…I can only hope that what’s happening encourages more women [to speak out] and it serves to put women in more powerful positions across the spectrum and in entertainment specifically…as studio heads, directors, writers, and produces. I think it’s going to help women ascend to the top faster.” For more from Mandy, visit Cosmopolitan.com.

sabato 3 febbraio 2018

GOSSIP - "Streghe" come loro nessuna! Le ex colleghe di set Rose McGowan e Alyssa Milano ai ferri corti in nome della difesa delle donne dagli abusi sessuali
Rose McGowan poses with her book “Brave” at a 92Y conversation with Ronan Farrow on Thursday (February 1) in New York City. The night before, the 45-year-old actress appeared on Nightline and shared her thoughts on her former Charmed co-star Alyssa Milano.
When asked if she’s proud of Alyssa for her work with the Me Too movement, Rose said, “I don’t like her” and added, “’cause I think she’s a lie.”
“Do you think I don’t know these people? I’m not looking at this from the outside. I have a lot of experience. I know she’s married to a CAA agent [Dave Bugliari],” Rose said. “I do the math. Who’s behind Time’s Up? CAA. Where do they meet? CAA. Who needs good PR? CAA. Who are part of the pimp problem? CAA.”
When the reporter said, “these are very powerful people you’re talking about,” Rose replied, “They are. So am I.”
Alyssa provided a statement in which she voiced support for Rose.
“I am and always have been completely supportive of Rose and admire her bravery in speaking about her experiences,” she said. “Everyone is entitled to their own opinions and perspectives, and I cannot speak to anyone else’s motivations. My goal throughout the past few months with both #MeToo and the Time’s Up movement has been to use my platform to give others a voice so we can all work together to stamp out sexual harassment and sexual assault.”

venerdì 2 febbraio 2018

NEWS - Copia...Carbon. Da oggi il futuro prevedibile di Netflix è on line

Articolo di Gianmaria Tammaro per "La Stampa
Gli skyline e le ambientazioni ricordano le città decadenti e futuristiche di Blade Runner. I personaggi, invece, sono una via di mezzo tra il classico action hero del cinema americano e una versione più romantica del detective romanzesco. La storia è un insieme di tante cose. In breve: un ex-terrorista viene risvegliato dal sonno criogenico e costretto da un multi-miliardario a investigare sulla sua morte. Altered Carbon, la nuova serie tv di Netflix, disponibile da domani, creata da Laeta Kalogridis e ispirata al libro di Richard K. Morgan, è l'ennesimo esperimento fantascientifico del piccolo schermo. Ci sono tante, piccole novità rispetto alla tradizione più classica. Innanzitutto, in questo mondo, non si può morire. Non veramente, almeno. Le intelligenze artificiali sono state messe al bando e gestiscono vecchi alberghi che vengono evitati dai clienti perché proprietà di «non umani». 
Anno 2384. Il protagonista, Takeshi Kovacs, è un ex-mercenario, ex ufficiale militare ed ex-rivoluzionario che dopo un centinaio (e più) di anni si ritrova nel corpo di un ex-poliziotto. Non più asiatico, ma occidentale e biondo. Ha delle abilità particolari, un istinto fuori dal comune e un corpo potenziato (quello di Joel Kinnaman). Poi, più o meno a metà delle puntate, la storia cambia. Abbandoniamo il caso, quello del presunto omicidio del multimiliardario, e ci spostiamo indietro nel tempo, nel passato, quando ancora viveva la rivoluzione. Il tema di fondo è quello della vita senza fine, di una tecnologia che fmisce per corrompere l'essere umano e per trasformarlo in qualcosa che non era stato progettato per essere. Altered Carbon è una serie ricca di action e d'azione, di fantascienza e di trovate a tratti brillanti e a tratti anche prevedibili. L'effettistica è un valore aggiunto, che dà spessore a personaggi e situazioni. Forse alcuni momenti peccano di ingenuità: ci sono sequenze che si ripetono sempre uguali; soluzioni che vengono suggerite allo spettatore prima ancora che possano profilarsi e concretizzarsi in scena. Eppure Altered Carbon è una produzione importante. Apre a un genere che, fino a questo momento, fatta eccezione per Black Mirror e Star Trek, Netflix aveva quasi evitato. E il futuro: prossimo, possibile, terribilmente uguale al presente. E quelli che lo vivono sono, in un certo senso, come noi. Cambia la tecnologia e cambiano le possibilità; ma certe cose restano sempre uguali. Eccola l'amara verità.

giovedì 1 febbraio 2018

NEWS - TimVision ha più abbonati di Netflix ma se ne parla meno (nonostante "The Handmaid's Tale"). Il 2018 l'anno del sorpasso? Dipende dal nodo Mediaset+Vivendi...
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
TimVision gira la boa del primo anno di vita toccando quota 1,5 milioni di abbonati e inizia il 2018 giocando la carta dei diritti della Serie A per accelerare la crescita. L' offerta della piattaforma pay di Tim per il calcio è stata spedita nell'ultimo giorno utile per partecipare al bando, e riguarda il lotto «C» per la trasmissione via Internet dei match per il triennio 2018/2021 - base d' asta 160 milioni - per cui si sono fatte avanti anche Sky e la piattaforma Perform. Se la mossa dovesse andare a segno, si aprirebbero scenari nuovi per TimVision, che sarebbe l' unica piattaforma online a trasmettere le partite del campionato di Serie A per i prossimi tre anni. Un vantaggio soprattutto nei confronti di quelle concorrenti che dalla telefonia si sono spostate sui media. Ma anche verso le Ott (Over the top) come Netflix o Amazon Prime che puntano soprattutto su film e serie tv.
«Non ci sentiamo concorrenti di Netflix ma complementari a loro - spiega Daniela Biscarini, responsabile multimedia entertainment & consumer digital services di Tim e presidente di TimVision -. I nostri clienti hanno anche Netflix oltre a TimVision: hanno qualcosa in più degli altri». Secondo la manager a determinare la crescita dei clienti della piattaforma di Tim - +60% da fine 2016 per la maggiora parte acquisite con le offerte «Smart» che includono la tv senza costi aggiuntivi - sono stati più elementi: «Il modello commerciale che offre TimVision ai nostri clienti stimolandone l'interesse, come ad esempio l' importante accordo con Rai Cinema che ci ha permesso di offrire un' importante library di film, accelerando l'acquisizione di altri contenuti, come alcune serie tv di grande successo». Secondo i dati rilevati da Tim, nel 2016 i clienti hanno visto TimVision in media per 16 ore al mese (pari a due serie o a circa 10 film) prevalentemente attraverso il Tim Box.
La presenza di Vivendi come azionista di controllo rappresenta senza dubbio un vantaggio per Tim, nonostante gli stop&go che stanno ritardando il decollo della joint-venture tra TimVision e Canal+. «La collaborazione con Vivendi e con il sistema Canal+ - secondo Biscarini - è importante, soprattutto guardando al mercato globale. Può dare un contributo allo sviluppo dei contenuti, creare sinergie e anche dotare Tim di quell' expertise che le manca e che invece Vivendi ha maturato». Questo dovrebbe consentire l' accelerazione nella produzioni di contenuti propri e nelle cooproduzioni, in cui Tim è già attiva. Ora il gruppo attende di capire se riuscirà a vincere i diritti per la Serie A, la «killer application» per qualunque piattaforma di web-tv che punti alla leadership in Italia. Intanto TimVision si è assicurata un ricco pacchetto di sport grazie alla partnership siglata lo scorso anno con Eurosport e Discovery Communications, che permette di seguire i principali eventi sportivi italiani e internazionali fino a tutto il 2020, inclusi i prossimi Giochi Olimpici.

mercoledì 31 gennaio 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Fidatevi! Danny Boyle sfida Ridley Scott: dopo il film "rifatto" dal regista di "Blade Runner", il sequestro Getty approda nella serie tv "Trust" su Sky Atlantic. Donald Sutherland nei panni del magnate interpretato dallo sventurato Kevin Spacey al cinema. Nel cast Hilary Swank, gli italiani Battiston-Marinelli e Crialese regista di una puntata
Sarà Sky Atlantic HD a trasmettere in esclusiva in primavera Trust, la serie tv ideata e prodotta dal team di Premi Oscar per The Millionaire formato da Danny BoyleSimon Beaufoy e Christian Colson e interpretata da Donald Sutherland e Hilary Swank. Nel cast anche Luca Marinelli e Giuseppe Battiston. Uno degli episodi è stato diretto da Emanuele CrialeseTrust racconta la controversa storia del sequestro di John Paul Getty III, erede dell’impero petrolifero dei Getty. La serie, in 10 episodi, sarà disponibile in esclusiva su Sky non soltanto in Italia, ma anche in Gran Bretagna, Irlanda, Germania e Austria nella primavera 2018. È stata realizzata da FX e distribuita dalla Twentieth Century Fox Television Distribution. Ispirata a fatti realmente accaduti, Trust scava a fondo nelle disgrazie e nei successi di una delle famiglie più ricche e infelici d’America, i Getty. Mix perfetto tra storia famigliare, saga dinastica e analisi del potere corrosivo del denaro, Trust esplora i misteri racchiusi nel cuore di ogni famiglia, ricca o povera che sia. La serie antologica, che attraverserà gran parte del ventesimo secolo, prende le mosse nel 1973 con il rapimento di John Paul Getty III (Harris Dickinson), erede della fortuna petrolifera di Getty, da parte della mafia italiana a Roma. I suoi rapitori confidano in un riscatto di svariati milioni di dollari. Il nonno di Paul, J. Paul Getty Sr. (Donald Sutherland), enigmatico magnate del petrolio e forse l’uomo più ricco del mondo, confinato in una sfarzosa villa in stile Tudor nella campagna inglese, sembra poco propenso ad assecondare le richieste dei rapitori. Il padre di Paul, J. Paul Getty Jr. (Michael Esper), è in stato confusionale a Londra e si rifiuta di rispondere al telefono. Solo la madre di Paul, Gail Getty (Hilary Swank), sfortunatamente al verde, è costretta a negoziare con dei rapitori sempre più frustrati. Trust ripercorre l'inferno del nipote adolescente in mano ai sequestratori, che non riescono a capire perché nessuno faccia qualcosa per riportare a casa il giovane. La sceneggiatura di Trust è di Simon Beaufoy (Premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale di The Millionaire) mentre i produttori esecutivi della serie sono Danny Boyle (Premio Oscar® per la regia di The Millionaire), Beaufoy e Christian Colson (Premio Oscar per la produzione di The Millionaire). Daniel Boyle dirige i primi tre episodi della serie, prodotta da FX Productions, Cloud Eight Films, Decibel Films e Snicket Films Limited.
Nel cast figurano il vincitore di Emmy e Golden Globe Donald Sutherland (la saga di Hunger Games), che vestirà i panni di J. Paul Getty, e l’attrice vincitrice di due premi Oscar e di due Golden Globe Hilary Swank (Million Dollar Baby), nella parte di Gail Getty. Insieme a loro Harris Dickinson (Some Girls) interpreterà il ruolo di J. Paul Getty III, nipote adolescente idealista e ribelle di J. Paul Getty. Brendan Fraser (The Mummy) interpreta invece James Fletcher Chace, l’investigatore privato ingaggiato da J. Paul Getty, mentre Anna Chancellor (The Hour) interpreta Penelope Kittson, confidente di J. Paul Getty. Nel cast anche Norbert Leo Butz e Charlotte Riley.
TWITTER-JAM - Le (fredde) reazioni dei colleghi di "Glee" di Mark Salling (e manca ancora quella di Lea Michele, come mai?)
Fredde reazioni dei colleghi di "Glee" alla morte di Mark Salling. Matthew Morrison: su Instagram (ma non su Twitter, dove continua a postare le date dei suoi concerti!), Jane Lynch ha commentato solo con "è tragico" al sito TMZ (ma nessun tweet personale di ricordo), Jenna Ushkovitz ha messo un cuore al post di Instagram di Morrison...ma tra tutte manca ancora, in un silenzio assordante, quella di Lea Michele, solitamente prodiga in circostanze tragiche. Nessuna reazione manco da Dianna Agron e Heather Morris. Come mai?

martedì 30 gennaio 2018

NEWS - The Killing Instinct! Sharon Stone davanti alla cinepresa di Steven Soderbergh in "Mosaic", al via da stasera 
Un brutale omicidio, a Summit, nello Utah, la notte di Capodanno. E i quattro anni di ricerche, da parte degli agenti delle forze dell’ordine e dei cittadini, per arrivare alla verità. È la storia, fatta di passioni, bugie e inganni, raccontata da Steven Soderbergh in "Mosaic", la nuova, misteriosa e attesissima serie tv che porta la firma del regista premio Oscar® per Traffic e debutterà su Sky Atlantic HD il 30 gennaio dalle 21.15, con il primo episodio in contemporanea con gli Stati Uniti la sera del 23 gennaio. "Mosaic", prestigiosa e ambiziosa produzione HBOsegna il ritorno in tv di una diva del calibro di Sharon Stone (CasinoBasic Instinct), nel cast dei protagonisti della serie assieme a Garrett Hedlund (MudboundTron: LegacyUnbrokenOn the road). Thriller in sei episodi - che saranno disponibili anche su Sky On Demand -, Mosaic è un mistery drama tortuoso e ricco di colpi di scena concepito e diretto da uno dei migliori e più poliedrici registi della nostra generazione, Steven Soderbergh (Ocean’s 11, 12, 13, Erin Brokovich, The Knick, Dietro i candelabri) e sceneggiato da Ed Solomon (dietro ai successi di Men in Black, Charlie’s Angels, Now you see me). La storia si concentra sulla brutale scomparsa di Olivia Lake, membro di alto profilo della pittoresca Summit, cittadina di montagna di una delle aree più impervie dello Utah. Autrice e illustratrice di successo di libri per bambini, la donna viene risucchiata in un vortice di inganni, bugie, corruzione e…omicidio. Accanto a Sharon Stone e Garret Hedlund, completano il cast Frederick Weller (Banshee, Altruisti si diventa), Beau Bridges (Jerry Maguire, Intrigo a Berlino, Paradiso amaro), Paul Reubens (Blow, Matilda 6 mitica, The Blacklist), Jennifer Ferrin (The Following, Hell on Wheels), Devin Ratray (Mamma ho perso l’aereo, Nebraska), Michael Cerveris (Fringe, Gotham, The good wife), James Ransone(The Wire, Sinister, Tangerine), Jeremy Bobb (The Knick) and Maya Kazan (The Knick).

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

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