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sabato 17 novembre 2018

NEWS - Il reboot di "Roswell" è contro Trump e la sua politica anti-immigrati: la protagonista è figlia di due irregolari...(oggi come oggi gli alieni sono il male minore...)
A reboot of the classic show Roswell is coming to television next year and the premiere date was just announced! Roswell, New Mexico is set to debut on The CW on Tuesday, January 15.
The new series revolves around the daughter (Jeanine Mason) of undocumented immigrants who, after reluctantly returning to her tourist-trap hometown of Roswell, New Mexico, discovers a shocking truth about her teenage crush (Nathan Parsons) who is now a police officer: he’s an alien who has kept his unearthly abilities hidden his entire life. She protects his secret as the two reconnect and begin to investigate his origins, but when a violent attack and long-standing government cover-up point to a greater alien presence on Earth, the politics of fear and hatred threaten to expose him and destroy their deepening romance. Roswell, New Mexico honors the magic of the original but delivers a fresh perspective, current storylines and beautiful, diverse casting. Shiri Appleby, who played Liz in the original series, will be back to direct a future episode in the first season.

venerdì 16 novembre 2018

NEWS - Anteprima! Le prime immagini dei "Diavoli" Patrick Dempsey-Alessandro Borghi sul set. La new entry del cast Kasia Smutniak se li contenderà mentre la coppia intonerà "Questa nostra stupida canzone d'amore"?
Sono state diffuse le prime immagini di Diavoli, la nuova serie originale Sky, prodotta da Lux Vide, basata sull’omonimo best seller (ed. Rizzoli) di Guido Maria Brera, una eccezionale storia di finanza, potere e disinganni le cui riprese, iniziate a settembre, sono in corso fra Londra e Roma. Nelle foto rilasciate, relative al set romano, si vedono per la prima volta con il look di scena Patrick Dempsey e Alessandro Borghi nei panni dei due protagonisti della serie Dominic Morgan e Massimo Ruggero. E vengono annunciati oggi due nuovi e prestigiosi interpreti della serie: Kasia Smutniak (Loro, Made in Italy, Perfetti Sconosciuti, In Treatment) che sarà Nina Morgan, la bella e sofisticata moglie del personaggio interpretato da Patrick Dempsey e Lars Mikkelsen (The Killing, Sherlock, House of Cards – Gli intrighi del potere) nel ruolo di Daniel Duval, il carismatico leader di un’organizzazione internazionale che pubblica informazioni segrete di ambito finanziario. Completano il cast di livello internazionale già annunciato: Laia Costa (Victoria), Malachi Kirby (Radici), Paul Chowdhry (Live at the Apollo), Pia Mechler (Everything Is Wonderful), Harry Michell (Chubby Funny) e Sallie Harmsen (Blade Runner 2049). Diavoli è ambientata nella sede londinese dell’americana New York – London Investment Bank (NYL), una delle più grandi banche di investimento nella città, dove lo spregiudicato Head of Trading Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è stato accolto dall’Italia e cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan (Patrick Dempsey), CEO della banca. Massimo è il perfetto esempio di self-made man: italiano e di origini umili, si è guadagnato il suo posto al sole nell’olimpo della finanza grazie al un intuito straordinario che lo rende il migliore nel suo campo. Dominic è uno degli uomini più potenti della finanza mondiale, ha un profondo legame con Massimo che lo considera il suo mentore, e ha però degli interessi che lo stesso Massimo non può nemmeno immaginare. Quando Massimo si troverà coinvolto in una guerra finanziaria intercontinentale che colpisce l’Europa, dovrà scegliere se allearsi con il suo mentore oppure combatterlo. Alla regia di questo nuovo progetto internazionale l’inglese Nick Hurran, nome legato a serie tv di grande successo: Sherlock (per cui è stato nominato agli Emmy), Doctor Who, Fortitude, Altered Carbon, The Prisoners. A Hurran è affidata anche la supervisione artistica della serie. Lo affiancherà nel team di regia l’italiano Jan Michelini (I Medici). Il team di scrittura include Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri, Elena Bucaccio, Guido Maria Brera, Chris Lunt,Michael Walker, Ben Harris, Daniele Cesarano, Ezio Abate e Barbara PetronioLa serie, in 10 episodi prossimamente in Italia su Skyè co-finanziata e distribuita a livello internazionale da Sky Vision ed è realizzata in collaborazione con Orange Studio e OCS.

giovedì 15 novembre 2018

NEWS - LaF sempre più "British"! Il network della Feltrinelli sigla un accordo con BBC e ITV per trasmettere serial inglesi DOC

News tratta da "Italia Oggi"
Effe Tv, la media company di Feltrinelli con il canale laF (Sky 135), ha siglato una serie di accordi per l'Italia con Bbc Studios, Itv Studios Global Entertainment, Endemol Shine ed Entertainment One (eOne). Gli accordi riguardano sei nuove serie tratte da classici e bestseller della narrativa mondiale: Cardinal, In The Dark, I misteri di Pemberley, La guerra dei mondi e le terze stagioni di Victoria e de I Durrell - La mia famiglia e altri animali. «Siamo soddisfatti e orgogliosi», ha spiegato Riccardo Chiattelli, direttore di laF, «di avere arricchito il nostro palinsesto con tante nuove serie di qualità tratte dai libri e di essere i primi a portarle in Italia, come già avvenuto in passato con serie ormai cult come il Maigret di Rowan Atkinson, Guerra e pace, Poldark, Vanity Fair - La fiera delle vanità, Apple Tree Yard - In un vicolo cielo, L'ispettore Wallander, Omicidi tra i fiordi - I gialli di Camilla Läckberg, Fred Vargas: Crime Collection, Borgen e tante altre».

mercoledì 14 novembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "Kidding" la declinazione della tristezza del clown
"Mr. Pickles, protagonista di uno show per bambini e maschera di Jeff Pickles, a sua volta maschera di Jeff Piccirillo, a sua volta maschera di Jim Carrey, è il classico clown che strappa una risata mettendo in scena il dramma dell'uomo ridicolo. Perché Mr. Pickles, protagonista di una trasmissione che piace a milioni di bambini ha il cuore spezzato? Perché gli è morto un figlio, perché l'altro è problematico, perché la moglie (Judy Greer) lo ha lasciato, perché il padre (Frank Langella), produttore del suo programma, lo tiene imprigionato in un personaggio che è anche una macchina da soldi, perché la sorella Didi (Catherine Keener), costumista e creatrice di pupazzi, ha la sua buona dose di guai. Sono tanti i perché che attraversano Kidding, Il Fantastico mondo di Mr. Pickles, un comedydrama creato da Dave Holstein, diretto da Michel Gondry e prodotto da Showtime (Sky Atlantic). Un bravissimo Jim Carrey interpreta la star di un programma per bambini della PBS intitolato Mr. Pickles' Puppet Time traendo ispirazione dall'amatissimo Fred Rogers, leggendario autore e conduttore di Mr. Rogers' Neighborhood, che ha cresciuto milioni di americani coni suoi modi pacati e le sue lezioni illuminate. E l'eterno dilemma del clown: dev'essere triste per essere un buon clown, ma per lui la tristezza è una faccenda seria da morire. Quando la vita di Jeff va in pezzi, il suo personaggio porta sulla scena il dolore dell'uomo, mettendo in pericolo l'esistenza dello show. Nessuna favola e nessun pupazzo sembrano aiutarlo a superare questa inarrestabile crisi. E così cominciano a mescolarsi vari registri narrativi: humor e pathos, tv dei ragazzi e tv del dolore, normalità e stramberie. La sola salvezza è la sua maschera (che Jeff tenta persino di sfregiare con un rasoio elettrico), l'unica capace di tenere in vita il personaggio e nascondere l'individualità dell'attore. Fino a quando?". (Aldo Grasso)

martedì 13 novembre 2018

lunedì 12 novembre 2018

GOSSIP - Clamoroso al Cibali! A "Riverdale" presto nudi Cole Sprouse e Kj Apa...

News tratta da "Cosmopolitan"
Important PSA for all Riverdale fans: This week's episode is the highly-anticipated flashback chapter, and if you weren't excited already, you're about to be. The showrunner announced via Twitter that there will be a nude scene... with Cole Sprouse and KJ Apa. YEP, you read that right. The episode follows young versions of all the show's parents as they play a game that ends with a "shocking mystery" that's been plaguing them all ever since. As you can see, Cole plays young F.P. while KJ plays young Fred. There's really not a ton of context to what the streaking scene will entail, but you can probably safely assume there are butts involved. BUTTS. Set your DVRs STAT.


venerdì 9 novembre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Senza Spacey "House of Cards" vacilla
"'Detesto "Signora". Suona come se gestissi un bordello e non una nazione' risponde Claire Underwood al giovane soldato impacciato e incerto su come rivolgersi al presidente. E, subito dopo, di fronte a un'altra recluta che dubita del suo piano strategico militare, si rivolge così: «Me lo avrebbe chiesto se fossi stata un uomo?». La sesta e ultima stagione di House of Cards (Sky Atlantic) si apre nel segno di una donna alla guida degli Stati Uniti e tradisce una doppia impronta: la rivendicazione orgogliosa del primo presidente americano di sesso femminile, e quell'inestirpabile senso di subalternità di genere che spesso popola i luoghi del potere. L'ultimo atto del political drama più riuscito e apprezzato degli ultimi anni vive e prolifica sul mito dell'assenza: Kevin Spacey-Frank Underwood non c'è più, scopriamo che è morto nel letto accanto alla moglie, eppure incombe nei ricordi dei protagonisti, nelle vecchie e nuove trame della politica americana. Tolto di mezzo Spacey per le vicende di molestie, la sesta stagione consacra la figura di Claire, nella sempre impeccabile interpretazione di Robin Wright; si carica sulle spalle non solo il governo degli Usa e il vuoto lasciato dal marito ma cerca di tenere viva e accesa l'intera serie, a rischio di sbandamento. Ed è proprio lei, la glaciale Claire, la più decisa a liberarsi del peso ingombrante del marito, a non voler apparire come una vedova illustre. E quando si rivolge al pubblico, in quell'espediente narrativo shakespeariano, lo fa per smarcarsi dal fantasma del marito («Vi ricorda Francis?», «Io non farò come lui, io ho intenzione di dirvi la verità»). Ma l'unica verità, a ben vedere, è che senza Spacey l'intero impianto rischia seriamente di vacillare e la sua assenza percepita e cosi costantemente esibita è in realtà l'unico modo per tenerlo dentro la storia, per farci credere che non sia cambiato nulla". (Aldo Grasso)

giovedì 8 novembre 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Anche i Rick piangono! Non fai in tempo a dare addio al personaggio più "dem" degli ultimi anni seriali - che coincidenza il suo semi-addio in "TWD" con le mid-term, eh! - che ti riciccia fuori con l'annuncio del film! Anzi, di una saga!

News tratta da "Deadline"
To paraphrase another voice from another apocalypse, Andrew Lincoln will be back. While the much hyped tonight’s episode of The Walking Dead would be the last fans see of the actor on AMC’s zombie apocalypse series, Lincoln and his seemingly fatally impaled Rick Grimes character have a future with the franchise. A series of AMC Studios original films, starring Lincoln and written by Chief Content Officer Scott M. Gimple, are planned to continue the story of Rick Grimes, with the first expected to begin production as early as 2019. “It’s not the beginning of the end, it’s the end of the beginning,” a clean shaven Lincoln said later on aftershow Talking Dead of himself and the character he has played since the very beginning of TWD in 2010. “And I like the idea that we get to tell a bigger story, maybe with a sort of wider vista,” Lincoln told Yvette Nicole Brown in a sitdown interview. “And I’ve always been interested in what’s going on out there, you know, whether or not there is contact with the wider world. I want to know the meta of it all. And I suppose to be able to kind of touch upon that in a contained story for me is a very exciting proposition … Maybe it’s the start of a bigger story.” The Rick Grimes movies are among the first projects in development from Gimple as part of a multi-year plan for The Walking Dead Universe, which also includes other projects currently in the works: additional films, specials, series, digital content and more. According to Gimple, some of the stories will relate to The Walking Dead as fans know it while others will be standalone stories that break into new creative territory. “We have a lot on the horizon – starting with a new epic featuring one of the greatest leading actors in television history and one of the best people I’ve ever met,” said Gimple. “These films are going to be big evolutions of what we’ve been doing on the show, with the scope and scale of features. We’re starting with the first part of the continuing story of Rick Grimes, and there is much more on the way, featuring yet-unseen worlds of The Walking Dead and faces from the show’s past, as well as new characters we hope to become favorites, told by TWD veterans and emerging voices. We want to break new ground with different, distinct stories, all part of the same world that’s captured our imagination for nearly a decade of the Dead.” Starting with a TWD and spinoff Fear The Walking Dead crossover bridged by Lennie James’ Morgan this year, AMC has made it very clear they see a larger Walking Dead world coming. In September, AMC CEO Josh Sapan told an investors’ conference that “we have a plan to manage it over the next decade plus …a very careful plan.” With that mandate, to shepherd “potential brand extensions on a variety of platforms,” former Walking Dead showrunner Gimple was named Chief Content Officer for the brand back on January 13.

mercoledì 7 novembre 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Breaking News o 'Breaking Bad', il film della serie tv più cult dell'ultima decade si farà! Ma non si sa ancora se per il cinema o la tv...

News tratta da "TvLine"
Break out the blue meth: Breaking Bad creator Vince Gilligan is working on a two-hour movie extension of the Emmy-winning drama, according to The Hollywood Reporter. Details are frustratingly scarce at this point: We don’t know whether the Breaking Bad movie will be released theatrically, or air on AMC, as the series did from 2008 to 2013. We don’t know if it’s a continuation of the original series, or a prequel, or a spinoff. And we don’t know if original stars Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris and others will return to reprise their roles. We do know that Gilligan will pen the script and executive-produce the film, and possibly direct it as well. The movie “will be set in the existing Breaking Bad franchise,” according to sources. The plot involves “the escape of a kidnapped man and his quest for freedom” (does that sound like Jesse Pinkman to anyone?), and production is set to begin in (where else?) New Mexico next month. Breaking Bad starred Cranston as chemistry teacher Walter White, who turned to manufacturing meth after being diagnosed with cancer. It was a critical darling and cult hit, winning a pair of Emmys for Outstanding Drama Series, along with 14 other Emmy wins. The cast of Breaking Bad reunited at this summer’s San Diego Comic-Con to celebrate the show’s tenth anniversary. The Breaking Bad universe, of course, already lives on in AMC’s prequel series Better Call Saul, which just wrapped up its fourth season last month and is already renewed for a fifth, which will air next year. Gilligan serves as a co-creator and executive producer on that series as well.

martedì 6 novembre 2018

NEWS - Ultima ora! Ufficiale: Mediaset ha ceduto Premium a Sky. Unico ostacolo adesso l'Antitrust sul pericolo monopolio 
News tratta da "Il Sole 24 ore"
Mediaset esercita l'opzione put, di cessione a Sky della società R2: la vendita della "piattaforma" su cui gira Premium. L'ufficialità, a quanto risulta al Sole 24 Ore, c'è stata nella giornata di ieri, con una comunicazione fra le società che dà così il via a tutto il processo per la cessione di ciò che Mediaset ha già inserito nel veicolo societario R2, controllato al 100% e quindi l'infrastruttura su cui poggia il tutto. Come l'ad di Mediaset PierSilvio Berlusconi ha voluto didascalicamente precisare ai suoi stessi manager in un incontro di metà ottobre, non è Premium che sarà venduta a Sky, ma un perimetro in cui rientrano circa 130 contratti di lavoro subordinato; il contratto con Nagravision che è la società che fornisce a Premium software e hardware per il criptaggio del segnale televisivo utile all'attività pay e poi tutta la parte "operation". ll tutto previsto all'interno di un accordo complessivo, siglato a marzo che ha portato i canali di cinema e serie Premium visibili sulla piattaforma Sky, con i canali free di Mediaset che lo diventeranno da gennaio 2019 e Sky a lanciare la sua offerta sul digitale terrestre. Ora, con un outsourcing agreement Sky passerà a ospitare l'offerta pay di Premium. Ma per questo sarà necessario il closing e l'ok incondizionato dell'Antitrust, senza il quale Sky potrebbe fare marcia indietro. Quindi Mediaset in un tempo congruo potrebbe comunque decidere di chiudere l'attività pay. Con l'esercizio dell'opzione put adesso parte l'attività di notifica all'Antitrust e all'Agcom. Intanto ieri è stato il giorno della visita del numero uno di Comcast nel quartier generale di Sky a Milano. L'ad del colosso Usa di broadband e contenuti - possiede anche Nbc Universal- ha parlato davanti ai dipendenti insieme con il ceo di Sky Plc Jeremy Darroch, il ceo di Nbc Universal e Senior Evp Comcast, Steve Burke, e il ceo di Sky Italia Andrea Zappia. Un incontro, quello di ieri, frutto di un'operazione fortemente voluta, ha detto Brian Roberts, perché «Murdoch voleva dare Sky alla Disney». C'è anche chi, come Berenberg, in un report prevede che nulla da ora in avanti sia da dare perscontato nei rapporti fra Disney e Sky su film e serie. L'unione di Comcast con una realtà consolidata come quella di Sky, è stato definito da Roberts come «un punto di partenza sul mercato europeo» in una direttriche in cui broadband e contenuti viaggeranno insieme per creare valore. Nel primo caso c'è l'accordo con Open Fiber che permetterà di muoversi da subito. Sul secondo versante c'è il plus di Sky che continuerà a essere centrale. E con ampia autonomia. «Nessun manager - ha chiosato - può conoscere il Paese meglio di un manager di quel Paese».
NEWS - Altro che la Guerra dei Cinque Re! Qui si fa sul serio: al tweet di Trump in stile "Game Of Thrones" risponde pan per focaccia il generale iraniano Soleimani anch'esso con grafica alla "GOT" (adesso HBO dovrà prendere le distanze pure da lui, se ne ha coraggio...)

Articolo tratto da "La Repubblica"
C'è il conflitto sul terreno, nei diversi paesi del Medio Oriente in cui Stati Uniti e Iran si confrontano per interposti alleati; c'è la guerra economica, con le sanzioni decise dall'America. E c'è la propaganda. Dopo la decisione di Donald Trump di annunciare via Twitter l'entrata in vigore della seconda tranche di sanzioni all'Iran usando un'immagine di "Game of Thrones" (vedi post precedente), la risposta da Teheran è arrivata via Instagram ed è firmata da una personalità molto celebrata in patria: il generale iraniano Qasem Soleimani, il comandante della Niru-ye Qods, il corpo speciale delle Guardie rivoluzionarie che controlla la politica e l'impegno militare estero di Teheran e ha il compito di esportare fuori dalla Repubblica islamica l'ideologia khomeinista. Soleimani ha postato una sua immagine sul social in cui appare di profilo, con lo sguardo rivolto verso il basso, su uno sfondo blu scuro e la scritta "Io ti affronterò", un richiamo esplicito al Re della Notte, che nella serie "Il trono di Spade" comanda l'Armata degli EstraneiLa grafica scelta e i toni scuri dell'immagine ricalcano lo stile dei White Walker della serie e appaiono come un gioco al rialzo dopo che Trump ha pubblicato su Twitter una sua foto con il messaggio "Le sanzioni stanno arrivando - 5 novembre", un richiamo al mantra della serie "L'inverno sta arrivando". Su Instagram il generale iraniano ha anche aggiunnto: "Venite! Stiamo aspettando. Io sono il vostro nemico. La Forza Quds è il vostro nemico. Voi avete cominciato questa guerra, noi la finiremo", una minaccia spesso ripetuta dagli iraniani. Ma al di là della fiction, la tensione tra Washington e Teheran è reale e sempre più alta. Oggi il leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei ha risposto a Trump via Twitter: "L'obiettivo degli Stati Uniti nell'imporre sanzioni è quello di paralizzare e impedire la crescita dell'economia nazionale, ma ha portato ad un movimento verso l'autosufficienza. La nazione iraniana ha importato tutto per anni, ora ha sviluppato l'abitudine di produrre tutto".

lunedì 5 novembre 2018

NEWS - La HBO prende le distanze dal tweet simil-"GOT" di Trump sulle sanzioni: "non si usi il marchio di 'Game of Thrones' per fini politici!"

News tratta da "Tv Line"
More like the cease and desist order is coming. HBO on Friday distanced itself from a Game of Thrones-themed tweet issued earlier in the day by President Trump, telling TVLine in a statement: “We were not aware of this messaging and would prefer our trademark not be misappropriated for political purposes.” Trump’s GoT-esque “ad” — which appropriated the prestige drama’s “Winter is Coming” tagline, superimposed over a stern-looking image of himself — was seemingly intended as a warning shot to Iran. Early Friday, Trump administration officials announced the imminent reimposition of sanctions on the country.


venerdì 2 novembre 2018

NEWS - Che derby rosa! Da stasera la first lady Robin Wright ("House of Cards") sfida la deb Julia Roberts ("Homecoming"). E Netflix gode tra le due litiganti con le teen "Baby" (dal 30) in un novembre seriale cult


Articolo tratto da "La Gazzetta dello Sport"
Uno scontro titanico apre un novembre rovente in tv per quanto riguarda le serie. Rivedremo le due attrici americane da oggi, in due titoli diversi: una alle prese con un finale di stagione, l'altra al debutto in una nuova serie. Robin Wright torna infatti ad essere la protagonista degli intrighi politici di House of Cards 6, su Sky Atlantic, mentre Julia Roberts è alla sua prima prova in una produzione seriale nel thriller psicologico Homecoming, su Amazon Prime Video.
La Roberts è Heidi, assistente sociale in un centro che aiuta i veterani a reinserirsi nella vita civile. Ma sono dubbie le motivazioni della struttura nella quale lavora. La serie è diretta da Sam Esmail (lo stesso regista di Mr. Robot) e arriva in originale: la versione doppiata sarà disponibile a partire dal 2019. Per quanto riguarda gli Underwood, la scelta di fare morire il marito Frank dipende dal licenziamento di Kevin Spacey a causa dello scandalo sessuale nel quale è rimasto coinvolto. Claire adesso è la presidente e la protagonista di questa stagione. Accanto a lei, arrivano alcuni personaggi nuovi interpretati da Diane Lane e Greg Kinnear nei panni di due fratelli lobbisti. Gli episodi della serie Netflix sono otto.
E proprio su Netflix debutta alla fine del mese la terza serie italiana della piattaforma di streaming; dopo Suburra e prima di Luna nera, il 30 arriva Baby, vicenda liberamente ispirata al giro di squillo minorenni dei Parioli, diretta da Andrea De Sica e Anna Negri. Due settimane prima, il 16, è la volta di Narcos: Messico, costola di Narcos, scritta dagli stessi autori, ambientata negli Anni 80. Stesso giorno di debutto per una commedia, Il metodo Kominsky, serie ideata da Chuck Lorre (quello di The Big Bang Theory) con due interpreti come Michael Douglas e Alan Arkin: il protagonista è un ex attore di successo che insegna recitazione a Hollywood. Torna in tv anche Jim Carrey con Kidding - Il fantastico mondo di Mr. Pickles, serie diretta da Michel Gondry già regista di Se mi lasci ti cancello (2004), in onda su Sky Atlantic dal 7 novembre. Carrey impersona un personaggio all'apparenza di successo, e dai grandi interessi economici, ma la cui vita privata va sgretolandosi. Due giorni dopo su Prime esordisce la seconda stagione di Patriot, con l'agente segreto John Tavner, interpretato da Michael Dorman, costretto a lavorare sotto copertura in un'impresa di tubature del Midwest. In arrivo su Rai 1 (la data di debutto ancora non confermata è il 19), Nero a metà, commedia poliziesca in sei puntate con Claudio Amendola.

mercoledì 31 ottobre 2018

martedì 30 ottobre 2018

GOSSIP - Kerry Washington su "Marie Claire" svela chi siano i suoi due "maestri"
Kerry Washington is on the cover of Marie Claire magazine’s November “Power” 2018 issue, on newsstands October 18.
Here’s what the Scandal star and American Son Broadway actress had to share with the mag…
On her family: “The last time I did theater, it completely transformed my life. That’s where I met my husband [Nnamdi Asomugha]. I love being with my family. My days off look like homework, reading and watching stuff. Just hanging out, doing things we love to do.” 
On learning from her children, Isabelle, 4, and Caleb, 2,: “My children are my teachers. We get sent by God the kids we need so we can grow in order to be the parents they need us to be. The children I got sent came in perfect, and I have to figure out how to grow and evolve so that I can support the truth of them. I’m in a constant state of learning and challenging myself to make room for their perfection and beauty.”
On her work with Times Up: “Our priority has been to not reinvent the wheel, to not feel like, ‘Oh we’re going to come in and do what nobody has been able to do,’ but rather to acknowledge that there are so many communities of powerful women committed to advocacy, and our job is to leverage whatever power we have to support that work, grow that work, shed light on that work.”
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lunedì 29 ottobre 2018

NEWS - Ma Netflix è come l'Italia! Lancia un bond di 2 miliardi per continuare a crescere (ma se non succede, son cazzi...)
Articolo tratto da "Libero"
Netflix si prepara al lancio di un altro "senior unsecured bond", vale a dire un titolo obbligazionario ad alto rischio e quindi ad alto rendimento. I tassi elevati sono necessari quando ci si rivolge al mercato con un "junk bond", un'obbligazione "spazzatura". Questa volta lancia un bond da 2 miliardi per raccogliere nuove risorse da investire principalmente per produrre nuovi contenuti ma anche, precisa la società per «acquisire nuovi contenuti, per spese in conto capitale, per investimenti e potenziali acquisizioni strategiche». È la sesta volta in meno di quattro anni che Netlix utilizza bond per raccogliere almeno un miliardo. Operazioni che hanno gonfiato il debito a lungo termine della compagnia: nella trimestrale chiusa a settembre ha raggiunto gli 8,34 miliardi di dollari, in aumento del 71% anno su anno. Netflix sta riservando enormi investimenti (8 miliardi nel 2018) alla produzione e all'acquisizione di nuovi film e serie tv. Durante la pubblicazione dell'ultima trimestrale, la compagnia ha rassicurato gli azionisti sostenendo che le risorse sono fondamentali per continuare a crescere, sia in termini di profitti che di utenti. Per il ceo Reed Hastings, la qualità e al quantità dei contenuti (capace di soddisfare utenti dai gusti diversi) sono l'unico modo per reggere alla concorrenza delle case produttrici (come Warner e Disney) e delle società tecnologiche (come Amazon e Apple) impegnate nello streaming. Netfiix ha chiuso il terzo trimestre con 7 milioni di nuovi utenti un utile di 402,8 milioni di dollari (oltre le previsioni degli analisti) e ricavi a 4 miliardi (in crescita del 34% anno su anno). Il peso degli investimenti in contenuti, oltre che sul debito di lungo periodo, si vedrà sui margini del prossimo trimestre. Alcune spese sono state rimandate, tenendo il margine operativo del terzo periodo al 12%. Ma nell'ultimo quarto dell'anno dovrebbe calare, secondo le previsioni di Netflix, al 4,9%.

venerdì 26 ottobre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
Tra sentenze e doppie sfide, "I Medici" è un inno al...Unesco
"'Goditi il vino della giovinezza, è un coppa che si beve una volta sola'. 'A volte è necessario fare del male per fare del bene'. La sentenziosità di certe battute, che assurgono a regola di vita, è anche il sintomo dell'ambizione, del respiro internazionale de I Medici, alla sua seconda stagione (Rai1, martedl, ore 21,25). Firenze, anno di grazia 1469. Piero de' Medici (Julian Sands) resta ferito in un agguato, Lorenzo (Daniel Sharman) deve farsi carico delle responsabilità di famiglia: non solo assume il controllo della banca, che negli ultimi anni ha attraversato una crisi, ma affronta anche i nemici di sempre della sua famiglia, i Pazzi, guidati da Jacopo (Sean Bean), deciso ad approfittare di questa situazione per prendere il controllo di Firenze (la grande rivalità delle famiglie culmina con la famosa congiura dei Pazzi del 1478). Per Lorenzo (bello come il vero Magnifico non è mai stato) inizia una doppia sfida: difendere la propria famiglia dagli attacchi dei Pazzi e fare in modo che Firenze resti al centro del mondo, sia economicamente che culturalmente. Dal punto di vista politico Lorenzo dimostra una notevole abilità diplomatica e politica che gli permette di consolidare il suo potere sia in Firenze sia in relazione agli altri stati italiani. Rafforza il prestigio della sua città e fa diventare la Signoria di Firenze lo stato moderatore delle contese fra i vari potentati della penisola. La serie, creata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, sembra trovare ora una maggior spigliatezza in un contesto storico e artistico che più ricco non si può (anche se una certa ridondanza risulta necessaria per capire tutte le connessioni). Inutile chiedere al racconto la fedeltà storica: meglio viverlo come un grande inno al patrimonio dell'Unesco (Volterra, Sabbioneta, Montepulciano, Pienza, Tivoli...) e al mecenatismo del Rinascimento". (Aldo Grasso)

lunedì 22 ottobre 2018

NEWS - Netflix, +7 milioni di nuovi iscritti nell'ultimo trimestre (ben oltre le previsioni), +15% in Borsa e sempre più "generalista" e "da avere". Di contro: share frammentato e investimenti altissimi (3 miliardi nel 2018)

Articolo tratto da "Il Foglio"
Nelle ultime settimane c'è stata molta attesa intorno ai risultati trimestrali di Netflix, pubblicati martedì notte: tutti pensavano che avrebbe fatto un tonfo e che sarebbe cominciato un momento di crisi per l'azienda di streaming di Reed Hastings, visto che le ultime trimestrali erano andate così cosi e il numero di nuovi abbonati si andava assottigliando sempre di più. Al contrario, Netflix ha battuto le previsioni degli analisti, aggiungendo 6,96 milioni di nuovi iscritti nel terzo trimestre dell'anno, molti di più dei 5 milioni previsti. Di questi, 1,09 milioni di nuovi iscritti arriva dal maturo mercato americano, che tutti pensavano fosse ormai saturo. I mercati sono stati cosi deliziati dalla sorpresa che il titolo di Netflix è salito del 15 per cento, trascinando al rialzo buona parte della Borsa americana. Netflix ha ormai raggiunto uno stadio avanzato della sua strategia di produzione di contenuti, nella quale ha speso miliardi di dollari (è prevista una spesa di tre miliardi per il 2018 e una altrettanto grande per l'anno successivo, poi dovrebbe calare). L'azienda ha fatto il passaggio definitivo da "servizio di streaming che distribuisce in gran parte contenuti altrui" a "casa di produzione vincitrice di premi internazionali con annesso un servizio di streaming", e un dato in particolare contenuto nella lettera agli azionisti sembra confermare il successo della strategia: nel totale delle ore che gli spettatori trascorrono a guardare contenuti video su Netflix, anche i titoli di maggior successo ammontano soltanto a una "percentuale molto inferiore al dieci per cento". "La nostra crescita non è attribuibile in nessun trimestre a un contenuto specifico", si legge nella lettera, e questo significa: anche i successi più fenomenali, le serie di cui tutti parlano, quelle incensate dalla critica e dal pubblico, quelle che sembra che tutti abbiano visto, da "House of Cards" a "Stranger Things", in realtà fanno un 4-5 per cento dello "share" totale di Netflix.
Questa è una notizia notevole per l'azienda, perché significa che Netflix è diventato un operatore generalista. Il suo successo non dipende da pochi titoli di eccezionale qualità - come può essere per Hbo, che ha già il problema di trovare un sostituto a "Game of Thrones" - ma dalla marea di contenuti, spesso frivoli, che Netflix riversa in massa sulla sua piattaforma e che la rendono ancora più generalista di un mezzo come la televisione: mentre in tv è normale che un programma faccia il 10-15 per cento di share, su Netflix lo share è eccezionalmente frammentato, perché tutti guardano tutto, lo spettatore trangugia i contenuti più disparati, e non abbandona la piattaforma quando è finita la stagione della sua serie preferita. Questo non significa che le serie di alta qualità non servano più, anzi. Il giornalista Derek Thompson, nel suo libro recente "Hit Makers", spiega che gli operatori come Netflix dipendono grandemente da quei titoli che definiscono il servizio come un "qualcosa da avere" anche se magari al momento in programmazione non c'è niente che ci interessi. Tutti sanno che Netflix produce serie e film di qualità, e si abbonano (o mantengono il loro abbonamento) perché si fidano del fatto che Netflix continuerà a sfornare una serie di cui tutti parleranno e che sarà da vedere. In attesa della suddetta serie, però, divorano i documentari sul cibo, i cartoni animati, i film scadenti, le vecchie sitcom, i reality, trasformandosi nel pubblico più variegato della storia. Il fatto che Netflix non abbia un prodotto di punta testimonia la sua forza davanti agli spettatori, ed è un monito per gli operatori tradizionali: più che concentrarsi sui prodotti della fascia più alta e orchestrare boicottaggi molto pubblici durante i grandi festival del cinema, dovrebbero preoccuparsi per il fatto che Netflix va fortissimo dappertutto, anche nei settori più popolari, dai reality ai cartoni animati.

sabato 20 ottobre 2018

GOSSIP - Sofia, come sei generosa! La Vergara si (s)veste per beneficenza 
Stella McCartney’s annual lingerie campaign for National Breast Cancer Month stars actress Sofia Vergara. The ‘Modern Family’ star poses in the ‘Rose Romancing’ lace bralette as well as a knit coverup. Priced for $145 for a bra and $110 for briefs, proceeds from the sale will go towards breast cancer treatment centers and charities. Take a closer look at the lingerie below, and shop the line at StellaMCartney.com.

venerdì 19 ottobre 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Magnum PI", reboot da vedere all'aperitivo dimenticando l'originale
"Il paradosso del reboot (il riavvio, il rilancio di una serie attraverso nuovi protagonisti) è che si riprende qualcosa che appartiene ancora all'immaginario diffuso («raccontala ancora» è la richiesta che i bambini fanno a ogni favola), ma che esigerebbe l'oblio dell'esperienza precedente. Dopo Hawaii Five-O e MacGyver il canale generalista americano Cbs ha sfornato il remake (rifacimento) di un altro telefilm degli anni 8o, Magnum PI (Fox, martedì, ore 21.15). La reazione di molte critiche uscite negli Usa è stata unanime: il precedente era meglio. Per forza di cose: allora c'erano la forza e l'ingenuità della prima volta. La nuova serie ricalca fedelmente le vicende andate in onda negli Usa tra il 1980 e il 1988 (da noi ha debuttato nel 1982 su Canale 5). Siamo sempre alle Hawaii, ci sono sempre le «fiammeggianti» Ferrari e la polizia locale continua a non essere proprio contenta delle indagini alternative. Il nuovo Magnum PI (Private Investigator) è anche lui ospite di uno scrittore facoltoso (ricco perché vende bestseller le cui storie di guerra sono racconti di Magnum), ma veste in maniera più sobria di Tom Selleck. L'interprete, Jay Hernandez, è di origini latine, non ha fatto la guerra del Vietnam ma è stato in Afghanistan ed è leggermente meno spavaldo del suo predecessore. Il cambiamento più significativo riguarda il personaggio di Higgins, il manager della tenuta dello scrittore Robin Masters: ora è una bella donna (Perdita Weeks) con un passato nei servizi segreti britannici. Ovviamente i rapporti fra Magnum e Higgins rappresentano una «corposa» sottotrama. Nella fedeltà all'originale — il caso si risolve sempre al termine di ogni puntata — e nell'esibizione di paesaggi esotici e festaioli, Magnum PI è la classica serie di «scarico» (da vedersi prima di cena, quasi una camera di compensazione dopo il lavoro)". (Aldo Grasso)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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