Telefilm Cult su Twitter

venerdì 25 maggio 2018

NEWS - Netflix si mangia la Mela! La piattaforma di Reed Hastings è il media più quotato in Borsa (superata Disney)
News tratta da "Il Sole 24 ore"
I nuovi media battono quell tradizionali. E'successo ieria Wall Street dove Netflix la piattaforma di video in streaming ha superato il colosso di Walt Disney in termini di capitalizzazione di mercato. Il passaggio è simbolico per la società della Silicon Valley che vanta il core business nella Tv digitale valorizzata dagli investitori più del famoso brand di Hollywood. I titoli Netflix sono saliti dallo 0,659.6 a 346,82 dollari per un valore di 15146 miliardi di dollari mentre Disney ha perso l'142% a 151,1 miliardi di dollari, appesantita dall'attesa guerra di offerte con Comcast per gli asset di Fox. Sempre ieri Netfiix ha superato anche Comcast per valore di mercato e al momento guadagna il 70% dall'inizio dell'anno sostenuta dall'aumento delle sottoscrizioni che stanno andando meglio delle attese. Al mercato sono piaciuti anche i recenti accordi di coproduzione firmati con l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dalla top star Tv americana Ryan Murphy.

giovedì 24 maggio 2018

NEWS - Uguali sul serial. Le attrici (e qualche attore) delle serie tv (nonché del cinema, dei media, della politica ecc...) chiedono in una lettera aperta la "gender equality". Tra le 140 firmatarie Lena Dunham ("Girls"), Natalie Dormer ("GOT"), Robin Wright ("House of Cards"), Danai Gurira ("TWD"), Thandie Newton ("Westworld"), Connie Britton ("Nashville"). Tra gli uomini, Michael Sheen ("Masters Of Sex") e Neil Patrick Harris ("HIMYM")

News tratta da "Deadline"
Movie and TV heavyweights including Oprah WinfreyMeryl StreepNatalie Portman and Lena Dunham are among those to sign an open letter calling for action against gender inequality. The 140 signatories from the entertainment arena are putting political leaders “on notice” in the letter which is spearheaded by international charity ONE. Also among those to sign are Robin Wright, Danai Gurira, Neil Patrick Harris, Michael Sheen, Thandie Newton, Connie Britton and Natalie Dormer.
The 140 signatories call for a commitment to help every girl get an education and for leaders to use their power to deliver “historic changes for women.” The letter describes poverty as sexist and says, “We won’t stand by while the poorest women are overlooked.”
The campaign — which hopes to attract many more signatories — has also been endorsed by prominent names outside the entertainment biz, including former U.S. Secretary of State Madeleine Albright, Facebook’s Sheryl Sandberg, Chelsea Clinton and Huffington Post founder Arianna Huffington. According to a World Economic Forum report from last year, the equality gap between men and women would take 100 years to close at its current rate.
The letter reads:
“Dear World leaders,
We’re putting you on notice. 
For 130 million girls without an education. For one billion women without access to a bank account. For 39,000 girls who became child brides today. For women everywhere paid less than a man for the same work.
There is nowhere on earth where women have the same opportunities as men, but the gender gap is wider for women living in poverty.
Poverty is sexist. And we won’t stand by while the poorest women are overlooked.
You have the power to deliver historic changes for women this year. From the G7 to the G20; from the African Union to your annual budgets; we will push you for commitments and hold you to account for them. And, if you deliver, we will be the first to champion your progress.
We won’t stop until there is justice for women and girls everywhere.
Because none of us are equal until all of us are equal.”

mercoledì 23 maggio 2018

GOSSIP - Lucy, rimetti la testa a posto! La Liu di "Elementary" è diventata inguardabilmente bionda...
Lucy Liu is rocking a new look! The 49-year-old actress stepped out with blonde locks while attending the Obie Awards on Monday night (May 22) at Terminal 5 in New York City. Lucy hasn’t revealed the reasoning behind her hair color change but it could be for her next movie Stage Mother, which is currently in pre-production.

martedì 22 maggio 2018

NEWS - Ultima ora! Claire Danes: "ho bisogno di una pausa da Carrie di 'Homeland'...". E se la fa con Jim Parsons di "TBBT" al cinema

News tratta da "Vulture"
As stressful as it can be watching Carrie Mathison’s exploits on Homeland, it’s clearly no less relaxing actually being Carrie Mathison on Homeland — a feeling Claire Danes confirmed while discussing her latest film A Kid Like Jake at Vulture Festival 2018. The actress was joined by co-star Jim Parsons, director Silas Howard, and writer Daniel Pearl, who also wrote the play the film is based on. Jake explores the difficulties two parents face while dealing with the prospect of sending their gender-questioning 4-year-old to kindergarten. Even though the film is far from a comedy, Danes said it was still a nice change of pace for her. “We work really intensely on our respective television gigs, but it’s also a really wonderful relief to experiment with a different style of storytelling and a different character,” the actress told the crowd. “I mean I love my Carrie, but we need some time apart.” Can someone please let Claire Danes know she’s allowed to do a fun beach movie next?

lunedì 21 maggio 2018

NEWS - Ultima ora! Giancarlo Giannini al fianco di George Clooney e Hugh Laurie in "Catch-22"
Giancarlo Giannini entra nel cast della nuova produzione internazionale Catch-22, co-prodotta da Sky Italia con Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Pictures. La serie evento in sei episodi è basata sull’omonimo romanzo antimilitarista del 1961 scritto da Joseph Heller (noto in Italia con il titolo di Comma 22), uno dei classici della letteratura americana del XX secolo e vero e proprio romanzo di formazione. Il popolare attore italiano interpreterà Marcello, proprietario di una casa d’appuntamenti, uomo un tempo molto bello e ancora decisamente piacente, sebbene con qualche anno in più. Tra i produttori esecutivi della sera c’è George Clooney - che sarà anche regista e interprete della serie - insieme al suo partner Grant Heslov. Nel cast anche Hugh Laurie (Dr. HouseThe Night ManagerVeep) nel ruolo del Maggiore de Coverley, Christopher Abbott (The Sinner e Girls) nei panni del giovane soldato americano John Yossarian Kyle Chandler (Friday Night LightsManchester by the SeaArgo) in quelli del Colonnello Cathcart. Catch-22 sarà trasmessa in esclusiva per l’Italia da Sky Atlantic nel 2019.

venerdì 18 maggio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
"IL VENERDI'" DE "LA REPUBBLICA"
"The Terror", il nuovo tassello sontuoso delle serie tv
"Ancora per qualche giorno si potrà sfruttare il vantaggio - avendo conoscenti americani a cui si vuole fare un dispetto - di rivelare a tradimento il finale delta serie, che negli Usa va a chiudersi la prossima settimana mentre da noi è disponibile per intero già da tempo. Cose da serialità di oggi, cose da servizi in streaming con ampia disponibilità di mezzi - i soldi, si quelli. E allora Amazon Prime Video - disponibile per chi è abbonato al servizio di spedizioni - e il fantasmagorico The Terror. Che non é solo il titolo, é anche il nome di una delle due navi protagoniste e che vediamo sullo schermo - tra i produttori c'è Ridley Scott - mentre cercano disperatamente il pacctggio a Nord Ovest. Siamo a metà Ottocento e quelli della Royal Navy inglese hanno deciso di andare a cercare il famoso pertugio. La serie è tratta da una storia quasi vera e soprattutto da un libro del 2007 La scomparsa dell'Erebus di Dati Simmons. Quel che è pazzesco è che pnma venne il libro con la storia delle due navi scomparse e poi, pochi anni dopo, avvenne il ritrovamento di due relitti. Su storia e leggenda del perché e del percome il Polo Nord non solo si rifiutò di concedere il passaggio ma anzi condannò a morte tutti i valorosi degli equipaggi si può costruire una serie spettacolare, piena di misteri e umanità, un ma-come-fanno-i-marinai con immagini da urlo, riprese pazzesche - tanta computer-grafica, certo - suono impeccabile, ghiaccio bollente e fascino supremo. Ci sono anche i flashback, che servono anche e soprattutto a immettere nella stona qualche personaggio femminile (c'è anche Greta Scacchi), ma soprattutto ci sono mistero e terrore: corne in Alien, c'è qualcosa di soprannaturale che incombe sulla spedizione. Chi si sente solo vagamente attratto da quanto descritto sommariamente finora, converga con fiducia sull'obiettivo. Da qui, non si può fare altro che rilevare il nuovo tassello sontuoso che il genere serie tv di livello internazionale aggiunge alla sua età dell'oro, ovvero quella in corso". (Antonio Dipollina)

mercoledì 16 maggio 2018

NEWS - Fermi tutti! Preparatevi al gender-balance (o genderometro), l'app che garantisce l'equità di genere (anche) nelle serie tv

News tratta da "Il Foglio"
Il bilanciamento di genere (spartizione equa al millimetro tra donne e uomini) è un duro lavoro. Non tanto per la mole imponente, quanto perché capita che a ostacolarlo siano i suoi stessi impiegati (non che lo facciano volontariamente: la mano del patriarcato è invisibile). Si capisce, allora, l'importanza e l'urgenza di meccanizzarne i processi, poiché, in fondo, è solo davanti alle macchine che siamo tutti uguali. Christina Hodson, sceneggiatrice e attivista Time'sUp, ha pensato: non sarebbe bello se, prima di mandare un film in sala o una serie in tv, se ne potesse monitorare la sceneggiatura attraverso un software speciale, in grado di conteggiare velocemente quante donne e quanti uomini ci sono, per quanto tempo ciascuno di essi parla, quanto sono più o meno frivole le loro battute, per presentare poi un conto, un punteggio, insomma un'indicazione seria, puntuale, scientifica di come il lavoro analizzato rispetti o infranga l'equità di genere? E - ahinoi - qualcuno l'ha aiutata a renderlo possibile. Manifestare la necessità di aggiustare le quote (non solo nel cinema) attraverso studi e statistiche sui gap prodotti dal sessismo non è stato sufficiente, né hanno sortito effetto i test di autovalutazione della rappresentazione delle minoranze destinati soprattutto agli scrittori (come il Bechdel, che consiste nel rispondere a tre domande su come e se, nel proprio racconto, si sono tratteggiate le figure femminili) o il lavoro culturale e di sensibilizzazione per l'inclusione femminile: dicono i numeri che le donne sono ancora in minoranza, in soggezione, in ombra. Abbiamo stabilito con fatica che tra numeri e persone c'è una sana incoerenza e che i dati non esauriscono la realtà, eppure ai numeri e ai dati affidiamo la massima esplicazione della condizione femminile, tanto da appaltarne la correzione a rilevazioni e criteri algoritmici. "Durante il processo di scrittura, non sei sempre consapevole di quanto poco i tuoi personaggi femminili interagiscano o parlino", ha detto al New York Times John August, al quale Christina Hodson si è rivolta per creare il genderometro.
Ci sono volute un paio di settimane e voilà: Highland2, software per sceneggiatori intenzionati a non sgarrare di mezzo punto percentuale il gender-balance, è disponibile sull'App Store. Gratis. Hodson lo ha testato personalmente e - sorpresa! - ha scoperto che molti suoi lavori non superano la prova del 50 e 50, deducendone che anche gli insospettabili hanno dei pregiudizi e che, per stanarli, la disciplina metodologica e l'autogoverno non bastano: bisogna ricorrere a strumenti neutri di rilevazione matematica. Poiché il problema è quantitativo e pure qualitativo, esiste un software che valuta quanto variopinta e non stereotipata sia la presenza femminile in un racconto o in una sceneggiatura: si scarica online il WriterDuet, che include anche un test di Bechdel più affidabile, poiché automatizzato. Meno robotizzata è l'operazione che propone David Leonhardt, giornalista, che ha raccontato sul New York Times di aver creato una newsletter nella quale si è imposto di citare fonti per metà di colleghi uomini e per l'altra metà di colleghe donne. Ha dato notizia di una petizione che tutti gli accademici, i giornalisti, i relatori possono firmare per garantire che mai e poi mai parteciperanno a un incontro pubblico in cui venga data parola solo a uomini e di un Tumblr che raccoglie, per parodiarle, le locandine di tavole rotonde, panel, presentazioni di libri, dove non siano interpellate donne. A casa nostra come va? Cosi: all'hashtag #tuttimaschi si indirizzano foto delle prime pagine di Corriere e Repubblica, evidenziando che le firme sono tutte maschili o che quelle femminili non si occupano di politica, ma "solo" di costume, o al massimo di cultura (ammissione involontaria: la cultura è roba di quart'ordine, robetta per angeli del focolare). Si è, intanto, proposta per gioco una puntata di Piazza Pulita in cui tutte le ospiti siano donne. E state certi che, infilata nello stesso genderometro che boccerebbe "La banda degli onesti" e "The Wolf of Wall Street", passerebbe il test con tanto di applausi. 

lunedì 14 maggio 2018

NEWS - Guerra a Netflix e Amazon! L'Europa dichiara guerra ai colossi dello streaming con legge capestro che impone il 30% di produzioni europee (in Italia si è andati oltre grazie a Franceschini e la sua legge che impone il 60% di produzioni italiane dal 2020, se è per questo...)
Netflix e piattaforme streaming straniere tassati per finanziare il cinema e la serialità locale. Questa è la strada presa da Berlino per trovare nuove risorse al fine di promuovere la cultura tedesca. Decisione questa, che secondo la Commissione europea risulta in regola con i principi del diritto europeo sugli aiuti di stato. Non è di quest'opinione il colosso dello streaming Netflix, che a novembre 2016 aveva presentato ricorso alla decisione della Commissione europea. Gli avvocati di Netfiix contestano che l'imposta tedesca sia contraria al principio «del paese di origine» e viola le norme sugli aiuti di stato. Il caso riceverà verdetto mercoledì 16 maggio. Intanto, secondo una proposta presentata dalla Commissione europea, i fornitori di streaming come Netfiix e Amazon Prime Video sarebbero tenuti a dedicare almeno il 30% dei loro contenuti a film di produzione europea. In base alle regole proposte, sarà anche necessario che i servizi streaming finanzino serie TV e film prodotti in Europa.

venerdì 11 maggio 2018

NEWS - Ultima ora! Microsoft pronta a comprare Netflix!

News tratta dal "Corriere della Sera"
Un matrimonio d'amore e di convenienza. E su queste basi che Porter Bibb, managing partner di Mediatech Capital Partners e autorevole analista del settore media e entertainment, ha lanciato l'ipotesi di una prossima acquisizione di Netflix da parte di Microsoft. Secondo Bibb questa operazione permetterebbe a Microsoft di entrare nel business dello streaming senza dover acquisire direttamente i contenuti. Per Netflix, che investe mediamente 7-8 miliardi di dollari in nuove produzioni la ricca riserva di cassa del gigante di Redmond fornirebbe le risorse necessarie cui attingere. Né Microsoft, né Netflix hanno commentato la notizia, ampiamente ripresa dai media specializzati negli Usa.

giovedì 10 maggio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Il Miracolo", scrittura alta e autoriflessiva tra quotidiano e soprannaturale
"Uno dei personaggi più enigmatici de II miracolo, padre Marcello (Tommaso Ragno), un prete tossico, truffatore, feticista, cita un brano delle Scritture, quasi a suggerirci una chiave interpretativa: «Quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace» (Romani, 8,5). La serie di Niccolò Ammaniti è un'accorta commistione di carne e spirito, di satanico e di celeste, di soprannaturale e quotidiano, in una lunga schermaglia mossa da un'esasperazione impura che accende tutti i possibili contrasti (Sky Atlantic). La storia comincia quando in un covo del boss della `ndrangheta viene trovata la statua di una Madonnina che piange sangue. C'è un trucco? Cosa nasconde quel mistero che nessuno riesce a spiegare? II sangue che scorre in abbondanza (lacrime, cadaveri, autopsie) stringe in una fatale coazione a reagire un gruppo di persone: il premier Fabrizio Pietromarchi (Guido Caprino), sua moglie (Elena Lietti), un generale dei carabinieri che guida le indagini (Sergio Albelli) e la biologa che analizza il sangue (Alba Rohrwacher). Ammaniti considera la serialità come i suoi romanzi, un esercizio di scrittura alta, autoriflessiva, un continuo oscillare di teatralità, dove ogni inquadratura è carica di un'intensità violenta, dolorosa e, a tratti, di disperata dolcezza (come II mondo di Jimmy Fontana). L'aspetto più curioso de II miracolo è il dispiegarsi di vari registri narrativi: Ammaniti condivide infatti la regia con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini, due registi tra loro molto differenti, e la sceneggiatura con Francesca Manieri, Francesca Marciano e l'indispensabile Stefano Bises. Il miracolo è prodotto da Wildside, in co-produzione con Arte France e Kwà". (Aldo Grasso)

mercoledì 9 maggio 2018

GOSSIP - Wed and the City! Sarah Jessica Parker diventa stilista per le future spose (nella speranza che trovino il loro Mr. Big e non le induca al..."Divorce")!
Actress turned designer Sarah Jessica Parker teams up with Gilt on an exclusive bridal collection. The SJP by Sarah Jessica Parker line offers up ten pieces ranging from bodysuits to dresses and skirts. Available in white, pink, blue, red and black, prices start at $295 and go up to $2,395. Beading, feathers, bow accents and pleating decorate the elegant designs. See some of our picks from the collaboration below, and shop more at Gilt.com.

martedì 8 maggio 2018

NEWS - Ultima ora! Sky si fidanza anche con Paramount e produce "Catch-22" di/con George Clooney. Riprese tra Roma e la Sardegna, nel cast anche Hugh Laurie
Sky Italia sarà tra i co-produttori della nuova produzione internazionale Catch-22, prodotta da Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Pictures. La serie evento in sei parti è basata sull’omonimo romanzo antimilitarista del 1961 scritto da Joseph Heller (noto in Italia con il titolo di Comma 22), uno dei classici della letteratura americana del XX secolo e vero e proprio romanzo di formazione, un “romanzo eccellente” per il Guardian «capace di avere, ancora dopo oltre 50 anni, una indimenticabile presa comica sul lettore». Tra i produttori esecutivi spicca George Clooney - che sarà anche regista e interprete della serie - insieme al suo partner Grant Heslov. Un sodalizio che nel 2013 ha portato loro un Oscar® per la produzione di Argo, premiato come Miglior Film. Tra i registi anche Ellen Kuras (Se mi lasci ti cancello) che dirigerà la serie al fianco di Clooney ed Heslov. “È davvero emozionante poter lavorare con Sky Italia per portare Catch-22 sul piccolo schermo. È una partnership formidabile al servizio di un classico della letteratura", ha dichiarato George Clooney.
La serie – ambientata in Italia durante la seconda guerra mondiale – racconta la storia del giovane soldato americano John Yossarian (interpretato da Christopher Abbott, noto per The Sinner e Girls), un bombardiere dell'aviazione. Il suo vero problema, in realtà, più ancora che i nemici, sono i suoi stessi superiori, che continuano ad aumentare il numero di missioni da completare prima di poter ottenere il congedo e tornare a casa. Un modo per evitare di dover combattere ancora ci sarebbe e Yossarian vorrebbe provarci. Per riuscirci, però, il giovane finirebbe per incappare nel paradossale Comma-22, che stabilisce che chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma nel momento stesso in cui fa tale richiesta, dimostra automaticamente di non essere pazzo, perché solo un pazzo vorrebbe continuare a volare quelle missioni.
Nel cast anche Hugh Laurie (Dr. HouseThe Night ManagerVeep) nel ruolo del Maggiore de Coverley, soldato a capo della squadra di stanza nella base aerea di Pianosa. Il suo personaggio è descritto come una presenza nobile e imponente, che ricorda un generale della Guerra Civile e che segue un ritmo tutto suo. È ammirato dagli uomini che lavorano con lui, passa il tempo a parlare di ferri da cavallo, ascolta musica jazz dal suo fonografo, si prepara martini ed affitta appartamenti per i suoi ufficiali in ogni nuova città che gli americani conquistano.
 Tra i protagonisti poi anche Kyle Chandler (Friday Night Lights, Manchester by the Sea, Argo) che interpreterà il Colonnello Cathcart, colui che manda fuori di testa Yossarian continuando ad aumentare il numero di missioni assegnate ai soldati.
Andrea Scrosati, Executive Vice President Programming di Sky Italia ha commentato: “Siamo davvero orgogliosi di essere parte, con Sky Italia, di questo nuovo, ambizioso progetto, con partner produttivi di primo livello ed un team creativo e di interpreti che rappresentano l’eccellenza in ambito internazionale. Ulteriore soddisfazione è che un progetto come Catch-22 – una storia che ha formato e continua ad appassionare intere generazioni - venga girato quasi interamente proprio in Italia, che negli ultimi anni ha saputo mostrare appieno, anche a livello internazionale, le proprie potenzialità creative e produttive. Potenzialità ed un patrimonio creativo in cui per primi abbiamo creduto e che, anche grazie a progetti come The Young Pope, sono oggi riconosciuti e apprezzati anche all’estero”
“Siamo davvero contenti di lavorare con Sky Italia per portare questo nuovo entusiasmante progetto nelle case degli italiani", ha dichiarato Dan Cohen, President Worldwide Television Licensing della Paramount Pictures. "Con un cast eccezionale e un team creativo pluripremiato, siamo fiduciosi che questo adattamento di Catch-22 possa diventare un grande successo di pubblico a livello internazionale".
La sceneggiatura dei sei episodi è firmata da Luke Davies, nominato all’Oscar® e vincitore del premio BAFTA per la Miglior Sceneggiatura con Lion - La strada verso casa, e David Michôd, vincitore del Premio della Giuria al Sundance Film Festival con Animal Kingdom. I due saranno anche produttori esecutivi insieme a Richard Brown (True Detective) e Steve Golin (Il caso Spotlight, Revenant – Redivivo) per Anonymous Content, e ai già citati Clooney e Heslov per la loro Smokehouse Pictures.
La serie sarà girata in Italia, tra la Sardegna e Roma, e il primo ciak sarà battuto nel corso del mese maggio. Catch-22 sarà poi trasmessa in esclusiva per l’Italia da Sky Atlantic nel 2019. Negli Stati Uniti la serie sarà disponibile su Hulu.

lunedì 7 maggio 2018

NEWS - Il canone contro Netflix! La Rai capeggia l'alleanza di network europei per contrastare l'avanzata dei big dell'on demand 

Articolo tratto da "Italia Oggi"
Rai, France Télévisions e la tedesca Zdf vogliono unire gli sforzi per coprodurre e distribuire nuove serie tv. Obiettivo: contrastare la concorrenza di Netflix ma anche di Amazon e Hbo, insomma di tutti gli over-the-top (ott). L'Alleanza è il nome italiano dell'accordo tra le tre emittenti che fanno già parte di European broadcasting union-Ebu, associazione dei servizi tv pubblici (non solo europei). Quindi alla nuova Alleanza potranno aggiungersi anche altre emittenti tra cui Rtve dalla Spagna, Rbtf e Vrt entrambe dal Belgio, Rts dalla Svizzera. Insomma, Italia, Francia e Germania hanno dato vita sul fronte media a quella che, in politica, è stata chiamata un'Unione europea ristretta, a maggior velocità. Per le altre tv del Vecchio continente, comunque, c'è la possibilità di unirsi. Tanto più che a un Netflix europeo, in chiave anti straniero, ci aveva già pensato Vincent Bolloré con la sua Vivendi, oggi però impegnato nella lotta contro il fondo Elliott in Telecom e nei tribunali contro Mediaset (di entrambi il finanziere bretone è azionista). Non solo, in Nord Europa una cooperativa simile (Nordvision) riunisce già le tv pubbliche. «I nostri network tv operano nei limiti dei confini nazionali ma i telespettatori guardano titoli che provengono da tutte le parti del mondo», ha dichiarato ieri Delphine Ernotte, a.d. di France Télévisions. «Eppure European broadcasting union investe 14 miliardi di euro l'anno in format originali mentre Netflix ne spende solo 7. Condividendo parte di queste risorse, noi possiamo assumere una rilevanza mondiale». Al festival Séries Mania, in calendario a Lille in Francia, da dove è stata annunciata l'Alleanza, per Viale Mazzini c'è Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction che sulla tv pubblica tricolore ha portato titoli e format particolari come Braccialetti Rossi, Il Cacciatore, La linea verticale e coproduzioni internazionali come L'Amica geniale con Hbo. Al momento la Triplice Alleanza dei servizi tv pubblici ha reso noto un solo progetto comune: Leonardo, sulla vita di Leonardo da Vinci in occasione del 500° anniversario della morte. Realizzata da Lux e Beta Film, attesa sul mercato l'anno prossimo, la coproduzione conferma l'intenzione congiunta di rafforzare «l'identità culturale comune» europea, visto che l'artista è nato in Italia e ha vissuto anche in Francia. In generale, comunque, viene fatta salva la libertà per ogni membro dell'Alleanza (e di Ebu) di muoversi in modo autonomo o assieme solamente ad alcuni partner. Per esempio, Rai con France Télé farà rivivere La Città Eterna, ossia la Roma degli studi di Cinecittà agli inizi degli anni '60.

venerdì 4 maggio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA
In "The Handmaid's Tale" una tragedia che colpisce tutti
"II fatto che spesso le serie tv migliori siano drammi non è casuale. C'è qualcosa di appagante nel raccontare il peggio. Dal punto di vista della scrittura, qualcosa di più semplice. Le commedie sono difficili. Far ridere, soprattutto, è difficile. Le tragedie sono lineari. C'è un inizio, c'è uno svolgimento e c'è una fine. Tra questi tre punti possono accadere mille altre, ma sappiamo già quello che succederà dopo una certa scena o una particolare battuta. In televisione c'è chi riesce a dare vita a un mondo alternativo e disturbante che mette a nudo quello che siamo e che nel profondo abbiamo sempre saputo di essere. Con la seconda stagione di The Handmaid's Tale, disponibile ogni giovedì su TimVision con un nuovo episodio, la tragedia diventa estenuante, terribile; a tratti quasi insopportabile. La distopia di un futuro prossimo schiaccia ogni cosa. Le donne sono oggetti: isolate, accondiscendenti, schiavizzate. In nome della sopravvivenza, non c'è più nessuna libertà. Si subisce. E la speranza, che pure c'è, appare come una luce soffusa alla fine di un tunnel che sembra essere infinito. Tra la prima e la seconda stagione di The Handmaid's Tale, le differenze ci sono. C'è stato un passaggio. Tra prima e dopo, fondamentalmente. E i personaggi - a partire dalla protagonista, interpretata da Elisabeth Moss - sono cambiati. Tema: come le persone, messe davanti all'orrore, reagiscono. C'è un'ambientazione più grande, inedita e diversa. II libro di Margaret Atwood, a cui la serie tv si rifà, rimane alla base di ogni cosa: è il centro nodale del racconto. Ma in nome della tragedia la scrittura e la regia si prendo- no qualche libertà. L'obiettivo è sempre quello: il dramma. Prendere una cosa, un'idea condivisa e accettata, e stravolgerla. Portare all'estremo, a volte anche oltre, una situazione. Giocare con le paure, aizzarle contro lo spettatore. Raccontare una storia possibile, magari impensabile, e cercare un equilibrio tra due estremi. Una terza via, ecco. The Handmaid's Tale è fisico, brutale, assolutamente sconvolgente in alcuni momenti. Non è più solo la storia di una donna che soffre; è una narrazione corale e più ampia di qualcosa che riguarda tutti, della voglia di essere liberi piuttosto che della libertà in sé. E non è un caso che Hulu, la piattaforma streaming dietro questa serie, abbia deciso di rinnovarla per una terza stagione: c'è tanto materiale, qui, e tante cose da dire". (Gianmaria Tammaro)

giovedì 3 maggio 2018

GOSSIP - Hunnam, you are Son of a Beach! L'ex protagonista di "SOA" si rimette con la fidanzata storica al mare
Charlie Hunnam embraces his longtime girlfriend Morgana McNelis while having fun in the sun this week in Honolulu, Hawaii. The 38-year-old actor went shirtless and bared his buff muscles while wearing a pair of green swim trunks. Morgana wore a floral bikini and shielded herself from the sun with a fedora. Charlie and Morgana were seen flaunting PDA after some time apart. He has been in Hawaii filming his upcoming movie Triple FrontierRumors about the state of their relationship were swirling after Charlie hit the beach with a mystery woman the other day, but clearly the couple is happier than ever!

mercoledì 2 maggio 2018

GOSSIP - Che Dolores! Look avveniristico improbabile per la protagonista di "Westworld" su "C Magazine"
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lunedì 30 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Se quella serie ritrovata di Fassbinder ricorda "Westworld" e "The Handmaid's Tale"
"Viene voglia di porre un argine ai drammi che stanno per abbattersi sullo spettatore seriale. Questa settimana su Hbo - per noi su Sky Atlantic, in contemporanea o in leggera differita, doppiati o sottotitolati, così si conquista il pubblico abituato al fai da te - è cominciata la seconda stagione di "Westworld", showrunner Jonathan Nolan e Lisa Joy. Ambientazione: un parco giochi per adulti, popolato di androidi da violentare e uccidere. Sennonché gli androidi son sempre a rischio di coscienza, o di qualcosa che alla coscienza somiglia (seguono complicazioni). Questa settimana su Hulu - per noi su TimVision, a 24 ore di distanza dalla messa in onda americana - comincia la seconda stagione di "The Handmaid's Tale", showrunner Bruce Miller. Ambientazione: Gilead, il regime teocratico dove non nascono quasi più bambini, e le poche donne fertili sono schiave e ridotte a fattrici. La stagione non era prevista nel romanzo di Margaret Atwood Il racconto dell'ancella, ma la scrittrice ha supervisionato gli orrori, ora estesi alle colonie. Sono state consultate l'Onu e le organizzazioni umanitarie, per evitare che una serie femminista scivolasse nel torture porn. Pare strano imbattersi, cercando un raggio di sole e un filo di speranza, in una serie girata da Rainer Werner Fassbinder per la Wdr, WestDeutscherRundschau. Il regista aveva appena girato "Le lacrime amare di Petra von Kant": la più amara delle storie lesbiche che sia mai capitato di vedere. Nulla lasciava immaginare una serie familiare e tutto sommato tranquilla come "Acht Stunden sind kein Tag", "Otto ore non fanno un giorno". Girato nel 1972, fu un grande successo popolare. Ma a differenza di "Berlin Alexanderplatz" - altre 14 puntate per la televisione dal romanzo di Alfred Döblin - usci presto dal radar dei critici. Restaurata, la serie si trova in Dvd. Le famiglie raccontate da Rainer Werner Fassbinder sono solitamente un nido di vipere. In "Martha" un marito salta addosso alla moglie che si è appena scottata al sole. In "Il diritto del più forte" l'amore con un giostraio finisce quando il giostraio portato in società non sa da come cavarsela con i cannoncini alla crema (abbiamo scelto apposta le torture più Tight). La famiglia di Colonia fa eccezione. Ci sarebbero gli estremi per un dramma, ma la sceneggiatura vira subito verso la commedia. L'operaio specializzato Jochen corteggia e poi sposa Marion, la segretaria con i ricciolini biondi (lavora in un giornale, quando ancora i piccoli annunci venivano telefonati e battuti a macchina). I mobili di casa, le tende, i completi con i pantaloni appena un po' svasati, oggi fanno l'effetto di un film in costume: sessant'anni sono più che sufficienti per finire in un museo del modernariato. La più simpatica è la nonna, che porta i cappellini a fiori e rimorchia ai giardinetti. La sorella di Jochen ha sposato un uomo ricco che la tratta male, ma anche qui la situazione non precipita. Troverà un altro che la merita e la farà felice. Dopo "Otto ore non sono un giorno", l'infaticabile Fassbinder- una quarantina tra film, testi teatrali, progetti per la tv in appena 37 anni di vita, è morto nel 1982 - girö il fantascientifico "Welt am Draht". Tratto da un romanzo del 1964 intitolato "Simulacron 3", "L'uomo sul filo" racconta un mondo virtuale fabbricato al computer. Gli abitanti non sanno di esserlo, naturalmente. Visto oggi, oltre a qualche ridimentale somiglianza con "Westworld", si godono gli ambienti. Dovrebbero essere futuri, e restano fatalmente anni 70". (Mariarosa Mancuso)

domenica 29 aprile 2018

NEWS - Fenomeno "SKAM" anche in Italia (su TimVision): la serie "usa e getta" norvegese fa boom nella versione made in Italy "cercando di dare un'educazione sentimentale ai ragazzi di oggi senza volgarità"

Articolo tratto da "Il Messaggero"
In Norvegia, dove è nata, la chiamano "la Dawson's Creek dei millennials". Ma la definizione più calzante è un'altra, "il Fight Club delle serie tv": vietato parlarne, vietato dire che esiste, vietato rivelare dove trovarla. O almeno: vietato agli adulti. Perché non si può spiegare il successo di SKAM, serie rivelazione da poco adattata in Italia (prima produzione originale TimVision), senza prendere coscienza di due fatti: i ragazzi non guardano più la tv e la tv non guarda più i ragazzi. «In Norvegia hanno studiato il fenomeno - ha spiegato Ludovico Bessegato, regista di SKAM Italia, ospite al Napoli Comicon - Per un anno hanno intervistato i "giovani" e sono giunti a una conclusione: noi adulti non sappiamo più cosa vogliono e di cosa hanno paura. Eppure continuiamo a proporgli storie in tv seguendo modelli paternalisti. SKAM invece racconta quello che fanno e che dicono veramente. E se è qualcosa che va fuori dal canone, che sia bere, tradire i fidanzati e fare sesso a 16 anni, la serie ha il coraggio di dirlo senza censure». Già adattata in Francia, e presto anche negli Stati Uniti (dove a distribuirla sarà Facebook), in Italia SKAM è arrivata a marzo, in un silenzio mediatico imposto dal format di partenza: nessun lancio ufficiale, nessuna pubblicità. Come già accaduto in Norvegia, l'obiettivo era che gli adolescenti la scoprissero da soli, condividendone i contenuti senza che fosse il marketinga richiederlo. Anche perché l'altra novità di SKAM, oltre al linguaggio spregiudicato, è la modalità frammentata con cui la serie è distribuita: in clip "usa e getta" di pochi minuti, cancellate dopo 24 ore, sul sito della serie; in episodi, 13, di circa mezz'ora, diffusi su TimVision; e ancora sotto forma di storie Instagram, post su Facebook, chat di Whatsapp con cui il pubblico può interagire con i protagonisti. Ma di cosa parla, SKAM? La storia segue l'originale norvegese, concentrandosi nella prima stagione (in Nord Europa sono arrivati alla quarta, in Italia si starebbe lavorando alla seconda) sulla vita di Eva (Ludovica Martino), una sedicenne romana che ha da poco litigato con la sua migliore amica, è legata a un fidanzato ingombrante (Ludovico Tersigni) e non riesce a socializzare con le compagne di classe. «Ma la storia non è la ripetizione di SKAM Norvegia: la ragione del successo dell'originale derivava dallo studio sugli adolescenti, e cosi abbiamo fatto anche noi», ha detto Bessegato, che nei due mesi di preparazione ha condotto oltre 100 interviste con liceali italiani. «I problemi degli adolescenti sono gli stessi, ma cambiano i dettagli. Il liceo in Norvegia inizia a 16 anni, età in cui i ragazzi smettono di vivere con i genitori. La loro cultura scolastica è all'americana, la nostra è più fluida. E per loro bere una birra è già una trasgressione». Ed è proprio su questo fronte che SKAM Italia supera a destra qualsiasi tentativo della tv generalista: «Non è una serie diseducativa, blasfema o volgare. Anzi. Cerchiamo di dare un'educazione sentimentale ai ragazzi, di veicolare dei messaggi, ma non li caliamo dall'alto. Ovvio che rispetto agli standard della tv pubblica sui minorenni abbiamo fatto passi avanti: qui si parla di sesso orale, di consumo di alcolici e marijuana, di tradimenti disinvolti. E dalla prossima stagione di omosessualità». E per chi non ci credesse e avesse bisogno di un riscontro nella realtà, TimVision dal 5 maggio mostrerà ogni sabato ai suoi abbonati i "veri" giovani con la do- cuserie originale Dark Polo Gang. La Serie, 12 episodi sull'omonima band indie rap romana entrata di recente nel "giro" di Fedex e J-Ax. Raccontati per la prima volta nella loro quotidianità fatta di belle macchine, ragazze docili, "bombe" in studio e party mondani, i quattro ragazzi si mostrano senza filtri nel periodo che ha preceduto la realizzazione di British, il nuovo singolo in uscita I'll maggio. E la realtà supera la fantasia: i ragazzini di SKAM, in confronto a loro, sembrano I ragazzi del muretto.

sabato 28 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
LA STAMPA
E se "The Looming Tower" fosse la miglior serie tv del 2018?
"Con buone probabilità, la serie migliore di questi primi mesi del 2018 è The Looming Tower. Omonimo adattamento del libro di Lawrence Wright, giornalista del New Yorker, racconta i mesi - e anche gli anni - immediatamente precedenti all'attentato dell'll settembre. E una mini-serie, quindi si conclude con la sua fine. Presenta una visione decisamente diversa rispetto alla narrazione mainstream di quello che è successo tra agenzie americane e del perché un attentato del genere sia stato possibile sul suolo di uno dei Paesi più controllati e militarmente più avanzati del Pianeta. Ci sono diverse prospettive da cui, volendo, poter seguire la storia. C'è la prospettiva dell'Fbi, sempre messo in disparte dalla Cia e mai informato sulle indagini; c'è la prospettiva della stessa Cia, e c'è anche quella del governo americano, prima sotto Clinton e poi sotto Bush. La ricostruzione dei fatti che offre The Looming Tower, già disponibile su Prime Video di Amazon, si alterna a video di repertorio (soprattutto delle udienze della commissione post-11 settembre). E come un moderno The Wire, si concentra sui protagonisti, sulla loro umanità e sulla loro fallibilità; non mostra eroi invincibili e incorruttibili. John O'Neill,  per esempio, interpretato da un bravissimo Jeff Daniels, è uno dei migliori uomini dell'Fbi: e però ha anche un pessimo carattere, ha più di un'amante e ha un rapporto difficile con i suoi superiori. C'è New York e c'è il resto del mondo. In alcuni momenti arrivano quasi a sovrapporsi: i grattacieli sulle case polverose, i quartieri affollati alle moschee. Poi c'è Al Qaeda: com'è vissuta da chi ne fa parte e come, alla fine, viene vista da chi la combatte. I bombardamenti, gli attacchi contro i civili; quella che, per il mondo arabo, è stata vissuta come un'invasione. Paradossi su paradossi. Errori su errori. Sappiamo già come andrà a finire, e più ci avviciniamo alla conclusione più sentiamo crescere la tensione. Ma ci sono anche il modo e il tempo per comprendere una delle più importanti vicende della storia contemporanea, una che ha letteralmente plasmato il futuro e il presente in cui, oggi, viviamo. Può suonare banale e in un certo senso lo è, ma in The Looming Tower c'è uno sforzo considerevole nel non fare di tutta l'erba un fascio, nel non voler generalizzare e nel non voler etichettare nessuno e nessuna parte come buoni e cattivi, giusta o sbagliata. E una storia di uomini, questa. Uomini che si odiano e uomini, soprattutto, che non si parlano". (Gianmaria Tammaro)

venerdì 27 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
L'ossessione Usa per l'impeachment, da "Scandal" a "Homeland"
"Chiamiamola ossessione narrativa. Chiamiamola aspirazione. Chiamiamola non so come, ma nelle serie americane che si occupano di potere, di presidenza degli Stati Uniti, di deriva autoritaria c'è un grande tema attorno cui si aggrovigliano tutte le vicende e questo tema si chiama impeachment, il procedimento d'accusa contro il Presidente, sospettato di aver violato la legge nell'esercizio delle proprie funzioni. In questi giorni circola una curiosa fotografia ufficiale scattata al termine dei funerali di Barbara Bush: la foto racchiude gli ultimi 30 anni della Casa Bianca: Bush senior (1989-1993), Bill Clinton (1993-2000), George W. Bush (2001-2008), Barack Obama (2009-2017). C'era anche l'attuale first lady, Melania Trump. Manca solo lui, l'ossessione narrativa. In realtà, l'impeachment contro Trump è al momento una prospettiva molto remota: non solo per ciò che è accaduto finora nella questione Trump-Russia-Comey, ma anche per come funziona la procedura negli Stati Uniti. Tuttavia, questo assillo è presente in Scandal, in The Good Fight (lo spin-off di The Good Wife), in The Designated Survivor e soprattutto nella settima stagione di Homeland che è appena iniziata su Fox. Qui, l'ossessione narrativa si concentra su una vicenda tutta interna alla presidenza degli Stati Uniti. Dopo un tentato omicidio ai danni della presidente eletta Elizabeth Keane (Elisabeth Marvel), duecento membri dell'intelligence americana vengono fatti arrestare, fra cui Saul Berenson (Mandy Patinkin). La sua protetta, la protagonista Carrie (Claire Danes), è costretta a lasciare la Casa Bianca per impegnarsi a liberare gli altri membri dell'intelligence. Intanto la figura presidenziale è sempre più caratterizzata da comportamenti che ricordano quella vera. Che potere hanno le serie televisive? Il loro soft power ha una decisa forza di convincimento? E a chi si rivolge? Gli elettori di Trump guardano le serie?". (Aldo Grasso)

giovedì 26 aprile 2018

GOSSIP - Una (altra) bionda per "Mr. Robot". Rami Malek si fidanza con la co-protagonista del film "Bohemian Rhapsody" dove lui è Freddie Mercury
News tratta da "Page Six"
Rami Malek may have found a new love interest right at work. Malek and his “Bohemian Rhapsody” co-star Lucy Boynton are dating, Us Weekly reports. Fan accounts on social media also show that they aren’t necessarily hiding PDA, holding onto each other and looking affectionately into each other’s eyes in one shot. They met while filming ‘Bohemian Rhapsody’ in London,” an insider told the publication of 24-year-old Boynton and 36-year-old Malek. “He is so into her. He goes and visits her in London all the time.” Malek plays Queen frontman Freddie Mercury in the movie, while Boynton plays Mercury’s muse Mary Austin. Malek was previously connected to his “Mr. Robot” co-star Portia Doubleday, though they split in 2017. 

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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