mercoledì 13 dicembre 2017

NEWS - Fermi tutti! "Gomorra" è un atto di denuncia realistico (e quindi a rischio emulazione) o fantasy privo di fondamento (e quindi inattaccabile dalle censure e dalle critiche)? Il dibattito è aperto
Articolo di Giovanni Belardelli sul "Corriere della Sera"
"Con l'arrivo in tv della terza serie di Gomorra sono tornate le polemiche. La fiction — si è detto — fornisce una rappresentazione indulgente se non addirittura positiva della camorra, con il rischio di indurre i giovani all'emulazione. A questa o altre critiche si è risposto evocando il pericolo della censura (un po' a sproposito, direi, perché criticare e censurare sono cose diversissime), secondo uno schema di discussione a ruoli fissi già sperimentato in passato. Eppure il successo internazionale di Gomorra dovrebbe indurre a porre la questione in modo meno superficiale. Anzitutto, sgombriamo il campo da un falso problema, la mancata presenza di protagonisti positivi, che non si può pretendere da una fiction come Gomorra, che si fonda sul presupposto di una rappresentazione crudamente realistica del male. Ma il problema è proprio questo: siamo sicuri che la rappresentazione della camorra fornita dalla serie tv (per il libro di Saviano o il film di Garrone il discorso sarebbe diverso) sia realistica? O non è vero piuttosto che la vita concreta del camorrista è più squallida di quanto non appaia dalle puntate di Gomorra? Quella del camorrista è la vita di uno che non può neppure andarsi a prendere un gelato o portare i figli a fare un bagno al mare, è un'esistenza disgraziata, ha osservato Salvatore Striano, aspirante camorrista da ragazzino e poi diventato attore e scrittore di successo. La rappresentazione fornita dalla fiction, invece, è quella di vite «fino all'ultimo respiro», veloci e violente come un videogioco; è una rappresentazione che rischia di far diventare Ciro l'Immortale e Genny Savastano, oltretutto impersonati da due attori bravissimi, dei modelli per tanti ragazzini napoletani e non solo. La rappresentazione della realtà fornita da Gomorra è inverosimile anche per un altro aspetto: la completa assenza di qualunque figura o istituzione riconducibile allo Stato. A un cittadino qualunque può capitare d'essere fermato per un controllo o anche soltanto di vedere un poliziotto camminare per strada. Nel mondo di Gomorra no: si può andare più volte in auto da Roma a Napoli con la assoluta certezza di non fare incontri del genere; si può trasportare qualche chilo di droga o un cadavere nell'auto sapendo che nessuno ci fermerà mai. La geografia urbana di Gomorra è abitata infatti solo da camorristi. In una delle puntate della nuova serie si vede — fatto quasi incredibile — un'aula di tribunale. Ma è impossibile ricordare qualunque particolare sulla corte: la scena serviva solo a mostrare per qualche secondo una testimone che ritrattava, indotta da minacce e denaro, l'accusa di omicidio formulata contro la camorrista Scianel. Lo Stato qui compare per un attimo, il minimo indispensabile ai fini del meccanismo narrativo di una vicenda che si svolge — proprio a causa di questa totale assenza — non nel mondo reale, sia pure reinventato come avviene in ogni fiction, ma in un mondo largamente immaginario. Un mondo dominato soltanto dal crimine e dalla guerra, con alleanze tra gruppi camorristici che continuamente si disfano e si formano; senza che nessuna autorità non dico intervenga a contrastare questa situazione, ma neppure tenga aperta, con la sua esistenza, questa possibilità. Una simile condizione di totale assenza dello Stato configurerebbe un mondo fantasy più che la realtà; non fosse che questo mondo, invece che essere collocato in qualche Terra di Mezzo o in qualche staterello immaginario come per le operette di un tempo, assume poi la concretissima ambientazione di Napoli o di Secondigliano. Ma dunque, se le cose stanno così, se Gomorra non fornisce una rappresentazione effettiva, per quanto crudele, della realtà, viene meno anche ciò che i suoi ideatori e realizzatori continuamente rivendicano: cioè il fatto che la serie rappresenti un «fortissimo atto di denuncia», come ha dichiarato Marco D'Amore/Ciro l'Immortale a questo giornale. Peraltro sarebbe anche legittimo qualche dubbio sul fatto che rappresentare crudamente e senza un qualche distacco critico la realtà possa mai costituire un atto di denuncia. In che senso potrebbe essere considerata una denuncia della pedofilia una serie tv che raccontasse, dall'interno e senza alcun personaggio positivo, le vicende di un gruppo di «turisti sessuali» in Thailandia? Dopodiché, certo, Gomorra è un successo internazionale. Ma che in tanti Paesi ritengano che questa sia una rappresentazione realistica dell'Italia o di una sua parte è qualcosa che forse dovrebbe farci riflettere.

martedì 12 dicembre 2017

NEWS - Golden Globes 2018, le nomination e le scelte di Telefilm Cult (in verde)


Miglior serie tv drammatica
The Crown
Game of Thrones
The Handmaid’s Tale
Stranger Things
This is Us
Miglior serie tv di genere comedy
Black-ish
The Marvelous Mrs. Maisel
Master of None
SMILF
Will & Grace
Miglior miniserie o film per la tv
Big Little Lies
Fargo
Feud: Bette and Joan
The Sinner
Top of the Lake: China Girl
Miglior attore in una serie tv drammatica
Sterling K. Brown, This is Us
Freddie Highmore, The Good Doctor
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schreiber, Ray Donovan
Jason Bateman, Ozark
Miglior attrice in una serie tv drammatica
Caitriona Balfe, Outlander
Claire Foy, The Crown
Maggie Gyllenhaal, The Deuce
Katherine Langford, Tredici
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Miglior attore in una serie tv comedy o musical
Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari Master of None
Kevin Bacon, I Love Dick
William H. Macy, Shameless
Eric McCormack, Will & Grace
Miglior attrice in una serie tv comedy o musical
Pamela Adlon, Better Things
Alison Brie, Glow
Issa Rae, Insecure
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Frankie Shaw, SMILF
Miglior attore in una miniserie o in un film per la tv
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Jude Law, The Young Pope
Kyle MacLachlan, Twin Peaks
Ewan McGregor, Fargo
Geoffrey Rush, Genius
Miglior attrice in una miniserie o in un film per la tv
Jessica Biel, The Sinner
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, Feud: Bette and Joan
Susan Sarandon, Feud: Bette and Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies
Miglior attore non protagonista in una serie o film per la tv
Alfred Molina, Feud
Alexander Skarsgard, Big Little Lies
David Thewlis, Fargo
David Harbour, Stranger Things
Christian Slater, Mr. Robot
Miglior attrice non protagonista per una serie o film per la tv
Laura Dern, Big Little Lies
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale
Chrissy Metz, This is Us
Michelle Pfeiffer, The Wizard of Lies
Shailene Woodley, Big Little Lies

domenica 10 dicembre 2017

venerdì 8 dicembre 2017

NEWS - Achtung, compagni! Domenica 10 dicembre una valanga di gadget, cimeli e memorabilia seriali al "Bagagliaio" di Milano (Novegro). Padiglione C, Posto 35. Imperdibile: pezzi unici, occasione unica!
Domenica 10 dicembre c'è un'occasione unica e irripetibile per tutti gli amanti delle serie tv. Al "Bagagliaio" di Milano (Parco Esposizioni di Novegro) c'è una svendita di gadget, cimeli e memorabilia seriali da collezione cult.
Siete fan di "Game Of Thrones", "Breaking Bad", "The Walking Dead", "The Vampire Diaries", "Pretty Little Liars", "The Big Bang Theory", "Doctor Who", "Sex and the City", "Lost", "Blindspot", ""Downton Abbey", "Sons of Anarchy", "Buffy", "Battlestar Galactica", "Desperate Housewives", "Gotham", "Dexter"...e in generale delle serie tv? Bene, allora correte! Troverete pane per i vostri denti affamati! Gadget, cimeli, memorabilia delle vostre serie tv preferite. L'apertura cancelli è dalle ore 8.30 (costo ingresso: 3 euro). Be there!

giovedì 7 dicembre 2017

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Irriconoscibile Blake! La Lively di "Gossip Girl" adotta look inedito per il suo prossimo film
Blake Lively has been busy filming her new film The Rhythm Section, and is rocking a totally new look for the movie. Last month, the 30-year-old actress was seen filming and looked unrecognizable. Now, she’s wearing a black short wig on the set of the film on Sunday (December 3) in Dublin, Ireland. If you missed it, Blake‘s husband Ryan Reynolds took to social media to comment on his wife’s on-set look last month.

mercoledì 6 dicembre 2017

NEWS - A(m)mazon, che botta! Lo scandalo Weinstein costa alla piattaforma di Jeff Bezos 2 milioni di dollari per le serie cancellate

News tratta da "Deadline"
The nuclear cloud that has enveloped the Weinstein Company after the explosive revelations of decades of alleged sexual harassment and sexual assault by Harvey Weinstein just got thicker by more than $2 million in a fraud and breach of contract lawsuit“TWC had lured Plaintiffs into a trap,” producers Scott Lambert and Alexandra Milchan say of the company’s role in the now-shuttered David O. Russell series that was set to be played by Amazon Studios on its streaming service. “Unknown to Plaintiffs, TWC’s former co-chairman, Harvey Weinstein, had engaged in multiple acts of sexual misconduct. This misconduct — which TWC knew very well, but concealed from Plaintiffs — was effectively a ticking time bomb.” A bomb that blew up after the October 5 New York Times exposé on Weinstein’s behavior and about 80 women that have come forward since. Having put in nearly all the financing, Amazon pulled the plug on October 13 when the Jeff Bezos-led company decided that it “no longer plans on moving forward” with the 20-episode, two-season order for the series starring Robert De Niro and Julianne Moore and directed by Russell. While then still going ahead with The Romanoffs series Matthew Weiner, who now also is accused of sexual harassment, Amazon’s action led the two actors and The Fighter director asserting that “out of respect for all those affected we have decided together that it is best to not move forward with this show.” And, with agreed-upon backend profits, credits, relocation costs, $50,000-an-episode fee each and $250,000 development fee about to disappear, that’s where industry vets Lambert and Milchan’s professional world crashed down. “In October 2017, the time bomb exploded with the revelation of Weinstein’s sordid history of sex abuse,” the EMJAG Production execs add in their complaint (read it here). “The Project was one of its casualties, as Amazon, seeking to distance itself from Weinstein, withdrew from the Project. TWC then withheld the compensation that it had promised to pay to Plaintiffs.” In sum, after “several years” developing what was supposed to be a $160 million-budgeted two-season series, Lambert and Milchan have been left with nothing for getting caught in a toxic situation they had nothing to do with.“Plaintiffs negotiated with TWC under the belief that they were dealing with a reputable company,” notes the fairly restrained suit of their fraud claim. “During the time of the negotiations and at the time that they entered into the Contract, they had no knowledge of Weinstein’s history of sexual misconduct,” it adds of the two producers who dealt extensively with TWC exec David Glasser and even moved to NYC for the series. “Had they known of his sordid history, they would not have entered into the Contract, as it would have exposed TWC’s appearance of reputability to be a sham.”An alleged sham situation that the producers represented by Freedman+Taitelman LLP now want the unstable TWC to pay up for throwing them under Harvey’s bus, so to speak. The four-claim complaint for “damages well in excess of $2,000,000,” was filed Friday in Los Angeles Superior Court. Facing several lawsuits arising from the vile situation, a potential battle with Michael Moore and making it past the holiday, TWC did not respond to request for comment on the civil lawsuit. It will have to reply in court, eventually.

martedì 5 dicembre 2017

GOSSIP - Sotto il lenzuolo con Joel! Kinnaman coperto strategicamente da uno scampoletto nel trailer di "Altered Carbon"
A teaser trailer for Joel Kinnaman‘s upcoming series Altered Carbon has been released and he is seen covering up with just a sheet to stay modest! The 38-year-old actor stars in the new series based on the book of the same name, set in a future where the human mind can now be digitized and downloaded into a “cortical stack” and placed into new bodies, called sleeves. Altered Carbon follows Envoy soldier Takeshi Kovacs (Kinnaman), who is brought back to life centuries later to investigate the attempted murder of Laurens Bancroft (James Purefoy), the wealthiest man on Earth. As the investigation progresses, Kovacs comes to learn that his past isn’t nearly as buried as he thought. The series will debut on Netflix on February 2.
NEWS - Ius primae Netflix. In America il mercato tv si basa sulla concorrenza, in Italia (grazie a Franceschini e alla sua legge capestro che obbliga a trasmettere il 60% di serie tv italiane dal 2018) sull'assistenza obbligata

Articolo tratto da "Il Foglio"
"L'America contrasta i big digitali con la concorrenza, l'Italia con l'assistenza. Gli operatori tradizionali si trovano, e da tempo, spiazzati dalle iniziative dei protagonisti del consumo digitale. Negli Stati Uniti la più grande catena di distribuzione di farmaci, la Cvs Healt, ha annunciato l'intenzione di acquistare Aetna, terza compagnia di assicurazione sanitaria americana, per69 miliardi di dollari. Il matrimonio è una mossa per contrastare l'arrembaggio di Amazon all'industria farmaceutica dopo aver ottenuto licenze per la vendita all'ingrosso di farmaci in alcuni stati americani. Nel settore dell'intrattenimento, dopo un mese di stallo, la 21st Century Fox di Rupert Murdoch ha ripreso le trattative con Disney per cedere studi televisivi, canali via cavo, e parte del business internazionale come una quota di Sky in Europa. La combinazione Fox-Disney deriva dalla volontà di raggiungere un'offerta di contenuti in grado di competere con società come Amazon e Netflix che hanno costruito popolari piattaforme globali per servizi di trasmissione in streaming. Se in America la risposta alle trasformazioni dei big digitali in vari settori è in chiave concorrenziale, in Italia invece è assistenziale per sostenere l'industria cinematografica nazionale, o parte di essa. In una recente intervista il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha proposto di "obbligare" un operatore privato come Netflix a dare più visibilità alle produzioni italiane e "costringere anche tutte le piattaforme online a valorizzare prodotti italiani, su home page, menu, banner". Bisogna pensare che così Netflix dovrà obbedire alla Cinecittà "sovrana", a prescindere dalle preferenze dei suoi utenti? Una prerogativa che ricorda l'obbligo per la sposa novella di un servo di giacere col signore feudale la prima notte di nozze".

lunedì 4 dicembre 2017

NEWS - Achtung, compagni! Quel gran genio del Ministro Franceschini insiste nella sua campagna contro le serie tv straniere: "obbligheremo Netflix e Amazon a investire, trasmettere e pubblicizzare serie tv italiane, così come lo dovranno fare le tv tradizionali! In Francia ha funzionato. Serve a migliorare la nostra qualità...". Primo: qualcuno gli spieghi che Netflix e Amazon, e pure Sky, non sono come le tv tradizionali (e che così provocherà solo una cosa: l'aumento prezzi degli abbonamenti ). Due: non siamo la Francia e non basta una legge-capestro taglia&incolla. Tre: ricordiamoci di Franceschini quando si andrà a votare

Dall'intervista di Dario Franceschini a "La Stampa"
«Anche Netflix o altre piattaforme come Amazon Prime avranno gli stessi obblighi, compatibilmente a una programmazione senza fasce orarie. Stiamo pensando a meccanismi per assicurare la visibilità di serie e film italiani. Il modello è quello che ha permesso di risollevare il cinema francese. Il sistema delle quote esisteva già ma non venivano applicate le sanzioni. Era prevedibile che le tv protestassero. Ma adesso dovranno rispettare i nuovi obblighi, soprattutto nel prime time, la fascia oraria più importante. Non se la possono cavare mandando un film italiano alle due di notte. Netflix avrà quote di programmazione e obblighi di investimento come le tv tradizionali. Stiamo lavorando su diverse ipotesi per costringere anche tutte le piattaforme online a valorizzare prodotti italiani, su home page, menu, banner. Sono rimasto allibito nel leggere che avremmo danneggiato la raccolta pubblicitaria o anche che cinema e fiction italiani non sono in grado di reggere la concorrenza. Il tax credit al cinema e l'obbligo di trasmissione e di investimento servono appunto a migliorare la qualità. Abbiamo creato una moratoria per il 2018. Così avranno il tempo di produrre film e serie tv che possono reggere il prime time».

sabato 2 dicembre 2017

NEWS - Il ratto della Sabrina. Dopo la prossima evaporazione delle serie Marvel su Disney, Netflix corre ai ripari e rapisce una comic-series a CW

News tratta da "Vulture"+"Variety"+"THR"
The TV adaptation of the comic Chilling Adventures of Sabrinapreviously in development at the CW, has moved to NetflixRoberto Aguirre-Sacasa, chief creative officer of Archie Comics, and the man responsible for giving us Riverdale and Hot Archie, will be the show’s writer and executive producer, according to Variety. Sources told Variety the CW passed to focus on developing their Charmed reboot. Netflix has given the one hour drama series a two-season, 20 episode order. The seasons would shoot back-to-back, according to The Hollywood ReporterThe CW’s previously established shortlist of actresses to play Sabrina will be reevaluated given the move to Netflix. Chilling Adventures of Sabrina — or “Dark Sabrina,” if you will — reimagines Sabrina’s story as a twisty coming-of-age narrative, complete with witchcraft and horror. The tone is described as similar to Rosemary’s Baby or The ExorcistPer Variety, the series will be a companion to Riverdale, which is also dark and full of horny teens and hot dads.

venerdì 1 dicembre 2017

GOSSIP - La Cuoco non poteva che sposare un...Cook! La protagonista di "TBBT" presto all'altare dopo la proposta (su Instagram)
Kaley Cuoco and Karl Cook are getting married! The 32-year-old Big Bang Theory actress’ new fiance popped the question on Thursday (November 30) – and shared a video of a super emotional Kaley right after the proposal!
“We’re engaged!” Kaley said through tears before Karl jokingly responded, “You still haven’t said yes yet!” 
Kaley and Karl have been together for almost two years after they were first linked to each other back in April 2016. “Who knew my prior post was oracular. Well after nearly two years I finally got up the courage to ask her to marry me. This is the best night of my life and I think the video shows it is the best night for kaley as well…..of she said yes!!!!!” 
NEWS - Sempre più anni '80! Al via progetto di una serie tv su Ronald Reagan prodotta da...Rambo

News tratta da "Vulture"+"THR"
Call it Big Little Lies, Oval Office edition: A limited series about Ronald Reagan is heading to USA Network. Per The Hollywood Reporter: “The untitled limited series will explore his early days as a lifeguard, time in Hollywood and his victories and failures as a president as well as what made him an American paragon, beloved husband and complex father.” Reagan’s daughter, Patti Davis, is working with the network to develop the series, and it is the first project about the president to come with his family’s authorization. (CBS developed a memorable TV movie titled The Reagans starring Judy Davis and James Brolin in 2003, but it was was pushed to Showtime after conservatives complained.) David Rambo (Empire, TNT’s Will) will write and produce USA’s series, so expect Sexy Reagan.

giovedì 30 novembre 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Con "Mindhunter" il binge-watching è d'obbligo
Mindhunter» è ambientata negli anni Settanta ed è tratta da un libro del 1996, pubblicato anche in Italia dello scrittore Mark Olshaker e dell'ex agente dell'Fbi John Douglas, uno dei primi esperti americani di profilazione criminale dei serial killer (visibile su Netflix). In parte thriller e in parte procedurale, «Mindhunter» ricostruisce la dinamica di omicidi efferati e apparentemente inspiegabili di donne grazie all'acume di Holden Ford (Jonathan Groff). Il carattere empatico del racconto ci costringe a ripensare i modelli di scrittura delle serie. Nell'epoca della peak tv (nella storia della tv non c'è mai stato un momento di eccesso di offerta come il nostro), della parcellizzazione dei consumi, dello streaming e del binge watching (tutto e subito), i modelli tradizionali di scrittura sono saltati. Tutti gli espedienti retorici del passato (a cominciare dal classico cliffhanger) non hanno più senso, o quasi, dal momento in cui lo streaming sta cambiando le modalità di percezione. «Mindhunter» è immersivo, non tollera interruzioni, va visto tutto d'un fiato. Negli studi sulla tv, ormai fa testo l'esperimento fatto su «Breaking Bad». Il tempo della storia è di circa due anni. La messa in onda di tutti gli episodi sul canale tradizionale è durata più di cinque anni. Seguita in binge watching, la visione porta via in media da una a tre settimane. Lo spettatore televisivo ha visto il cambiamento di Walt in forma dilatata, al ralenti. Poco per volta, è diventato sempre più cattivo, in un modo che ha enfatizzato il suo graduale cedimento al compromesso morale. Il binge-watcher, invece, l'ha visto cambiare in time lapse, velocemente, in un modo che ha suggerito come tendenza all'arroganza e la cattiveria fossero presenti in lui da sempre. Nessuna delle due percezioni è sbagliata. Ma è il come si guarda che influenza la storia che vediamo. Per questo c'è chi sostiene che lo streaming sta creando un nuovo genere". (Aldo Grasso)

mercoledì 29 novembre 2017

GOSSIP - "Ho lasciato 'The Vampire Diaries' perché interpretando Katherine ho scoperto di essere una donna...": Nina Dobrev si auto-analizza su "The Rogue"
Nina Dobrev takes the cover for Rogue Magazine‘s Print Issue No. 7, on newsstands today! Here is what the 28-year-old TVD actress had to share: 
On leaving The Vampire Diaries before the show ended: “I’ve always wanted to take big risks. I started Vampire Diaries when I was 20, and I was playing a young teenage girl. I also played Katherine, this ancient vixen who was manipulative and crazy. Then I grew into myself as a woman– I found that part of myself while playing that role– I grew with the show and I wanted to continue to grow outside of it. Mentally, it was a crazy time. I was 27 when I left the show, I was ready to do something different. I wanted to prove everyone wrong who said I would play this one role my whole life or be stuck playing younger roles.”
On her new movie Flatliners: “It’s such a unique concept, the idea of dying and coming back to life– everybody at some point wonders what happens after we pass away– where do we go? Are we just here for a short amount of time and then nothing? Is that it? There are so many questions. I’ve always wondered about it, so the fact that this film explores that concept was very intriguing to me,”
On losing her cat: “My cat passed away a couple months ago. I’ve had her since I was nine, and it wasn’t until she passed that I ever lived truly alone– I realized how important her companionship was to me. The day that she died, I cried myself to sleep.”
Vedi la gallery completa su

martedì 28 novembre 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
Con "The Good Fight" la nostalgia dell'era Obama
"Per tutti i nostalgici di «The Good Wife», la piattaforma Tim Vision offre in questi giorni un rimedio, portando per la prima volta in Italia il suo spin-off, la serie «The Good Fight» creata da Robert e Michelle King, con protagonista l'avvocatessa Diane Lockhart (Christine Baranski) uno dei personaggi più amati e riusciti della serie originale. Tra gli aspetti più affascinanti di «The Good Wife» c'era il continuo intreccio tra il racconto dei casi legali, le vicende personali della «brava moglie» Alicia Florrick Julianna Margulies), finita a suo malgrado al centro di uno scandalo provocato dal marito e costretta a ricostruirsi una vita da zero, e i riferimenti stringenti ai temi più caldi dell'attualità degli Stati Uniti, soprattutto politica. Molti personaggi, tra cui la stessa Diane, erano di solidi ideali democratici, vicini al partito dell'asinello. Replicare quelle atmosfere era una sfida non da poco e l'impressione è che da «Good Fight» (la giusta battaglia) emerga una forte nostalgia non solo per le vicende dello studio legale di Alicia ma anche per l'America dell'era Obama, come se il presente trumpiano fosse solo il realizzarsi di una distopia. «The Good Fight» riparte da Diane: come Alicia, anche lei è costretta a reagire in un momento di grande difficoltà quando tutti i suoi risparmi finiscono vittima di un truffatore che applica uno schema alla Madoff, la sua pensione dorata sfuma e deve ricominciare a lavorare in uno studio di avvocati di colore che a Chicago (la città degli Obama) si occupa in particolare di difendere persone afroamericane vittime di pestaggi e abusi da parte della polizia e delle autorità. Caso vuole che la figlia del truffatore sia una giovane e talentuosa avvocatessa che inizierà a lavorare con lei. Si sente la mancanza di Alicia, ma la serie (nata comunque con ambizioni e budget minori rispetto a quella originale) resta davvero godibile". (Aldo Grasso)

lunedì 27 novembre 2017

GOSSIP - Shemar, prendi freddo al pancino...! Il tartarugato Moore di "Criminal Minds" mostra l'abs fuori stagione 
"Criminal Minds" and "S.W.A.T." star Shemar Moore is showing off his hot, shirtless beach body on the cover of one of CBS’ Watch! magazines new issues. The 47-year-old actor did his shirtless beach shoot at the Wailea Beach Resort in Maui, Hawaii. During his interview, he spoke about career, spirituality, food splurges, travel, and more. Be sure to catch Shemar on S.W.A.T., airing on Thursdays on CBS. Also seen on separate covers are CBS Sunday Morning anchor Jane Pauley and actor Michael Weatherly. For more from the CBS stars, visit Watch!magazine‘s website.

domenica 26 novembre 2017

GOSSIP - Petto (nudo) in fuori! KJ Apa di "Riverdale" si spoglia per "The HERO"
KJ Apa takes a bite out of his necklace while gracing the cover of the first The HERO Winter Annual magazine. The 20-year-old Riverdale actor went shirtless for most of his cover shoot. “I’m on the cover of the launch issue of The HERO Winter Annual 2017!The HERO Winter Annual full mag will be released on Tuesday (November 21) and features a few of our other favorites too! 13 Reasons Why‘s Brandon Flynn and Alisha Boe, as well as Karen Gillan will also be in the magazine. Stay tuned for the rest!

Guarda la gallery completa su
www.telefilmcult.tumblr.com

venerdì 24 novembre 2017

GOSSIP - E' un Black Friday? No, rosso sangue! L'ex "Nikita" Maggie Q testimonial contro le pellicce per la PETA
Maggie Q is starring in a new campaign for PETA in order to urge holiday shoppers to avoid buying fur products during the busy shopping season. The 38-year-old actress, who stars on the ABC series Designated Survivor, is pictured holding a bloodied and skinned “rabbit” for the anti-fur ad.Here’s the Rest of Your Fur Trim,” the ad proclaims. “Eyewitness exposés of fur farms in China, the world’s largest exporter of fur, have revealed that animals are confined to barren wire cages—exposed to all weather extremes—and that many go insane from the constant confinement and frantically pace and circle [in] their cages,” Maggie said in a statement. “I want people to make the connection that the choice to wear fur is directly contributing to mass suffering.” Maggie joins a list of celebs, including Taraji P. Henson, Olivia Munn, who have starred in ads for PETA.

giovedì 23 novembre 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Riverdale", bentornato teen-drama!
"Ben tornato teen drama! La serialità americana aveva costruito intorno al mondo dei teenager un vero e proprio genere narrativo: «Beverly Hills», «Dawson's creek», «The O.C.», «Buffy»... Il teen drama si configurava come un prodotto esplicitamente indirizzato a un pubblico giovanile (i millennials), con al centro della rappresentazione proprio quell'audience. Basato su alcuni personaggi della Archie Comics, arriva anche da noi «Riverdale», una serie che negli Stati Uniti sta avendo molto successo (Premiun Stories). L'inizio è una citazione di «Twin Peaks», con tanto di benvenuto stradale: «Welcome to Riverdale. The Town With Pep». Rispetto alla versione a fumetti, infatti, «Riverdale» ha un approccio più dark, proprio per mescolare diversi generi, dal crime al gossip. Nell'apparentemente tranquilla cittadina dell'America profonda, dopo una triste estate in cui Jason Blossom è rimasto ucciso in un incidente in barca, è tempo per i ragazzi di tornare a scuola. Il tormentato Archie (KJ Apa), deve scegliere tra la passione per la musica e i desideri del padre, che lo vuole nella sua impresa di costruzioni. ll ragazzo nasconde un segreto: il giorno della scomparsa di Jason, ha sentito un colpo d'arma da fuoco. Non ha detto niente a nessuno per non rendere pubblica la sua relazione con l'insegnante di musica, che era con lui... L'high school è lo scenario classico dei teen drama, il luogo dove s'intrecciano i primi amori, si sperimentano le difficoltà di rapporto con gli adulti, si scatenano le competizioni. Pep è un termine che si sua molto nei licei americani perché è associato allo school spirit, all'essere orgogliosi della propria scuola, della propria città che ha «una marcia in più) . «Riverdale» è prodotta da Cbs Television Studios e Warner Bros e realizzata da The CW. Le riprese sono state realizzate a Vancouver, nella Columbia Britannica". (Aldo Grasso)

mercoledì 22 novembre 2017

NEWS - Achtung, compagni! Ci sono più serie tv che doppiatori: grido di allarme delle voci che danno parola ai beniamini seriali ("tempi troppo stretti, si abbassa la qualità"). Diventeremo come il resto d'Europa che impara l'inglese, anche, dalle serie tv in originale (o coi sottotitoli)?
Articolo tratto da "Avvenire"
"Sono i protagonisti del successo degli altri, la loro presenza è essenziale perché noi possiamo vedere, e soprattutto capire, le serie tv e i film prodotti all'estero ma da qualche tempo a questa parte il loro lavoro sta attraversando un momento difficile. Per questo ora hanno deciso di far sentire la loro voce e mai frase è stata più adatta visto che stiamo parlando dei doppiatori. Giovedì prossimo all'Auditorium Parco della Musica di Roma, si terrà il Gran Premio del Doppiaggio, la manifestazione che, da nove anni, riconosce le migliori voci del cinema e delle serie tv, gli adattatori dei dialoghi, i direttori del doppiaggio e i tecnici in sala. A condurre la serata saranno Pino Insegno e Monica Marangoni, la giuria sarà presieduta da Paolo Genovese. A precedere l'evento, nei giorni scorsi, sono state diverse iniziative tra cui il convegno intitolato "Il doppiaggio, un'eccellenza italiana" che si è svolto martedì scorso all'Università Luiss e nel quale sono stati snocciolati i dati che dimostrano non solo l'importanza del doppiaggio italiano ma anche i suoi importanti risvolti economici. Alcune cifre: sono 570.000 i minuti doppiati ogni anno, 2.100 i professionisti coinvolti, 90 i milioni di fatturato, 60 i milioni di utenti in Italia e 20 in tutto il mondo. Nonostante la mole di lavoro e il fatturato che, in controtendenza con le condizioni generali del mondo del lavoro, aumenta, come dicevamo i problemi non mancano. Anzi, nascono proprio da questo e dalla mancanza di regole che stabiliscano i requisiti minimi al di sotto dei quali non si deve mai scendere per mantenere lo standard italiano che ne fa una delle eccellenze del mondo. A scompaginare le carte è stato l'arrivo di piattaforme come Netflix o Amazon che, avendo continuo bisogno di contenuti, hanno cominciato ad imporre tempi a volte troppo veloci. Lo spiega Rodolfo Bianchi, doppiatore che ha prestato e presta la voce ad attori del calibro di Al Pacino, Jeremy Irons, Jeff Bridges, Mickey Rourke e, persino, a Dio nel film d'animazione L'arca di Noè: «Le urgenze, insieme alla necessità di abbassare i costi, provocano un aumento continuo di produttività nei turni di doppiaggio. Il problema è che più si va di fretta e meno si può tenere conto della qualità recitativa e della qualità linguistica. Ci stiamo specializzando nella velocità ma tempi più umani ci farebbero riconquistare un po' della qualità che stiamo perdendo». Non dimentichiamo, infatti, che i doppiatori sono attori e, dunque, non si limitano a leggere la traduzione in italiano dei dialoghi dei protagonisti ma le recitano e le interpretano: «Quando il doppiatore arriva in studio non ha visto il film che deve doppiare — aggiunge Bianchi —. Lo vede lì, gli viene spiegato il personaggio perché, insieme alla voce, possa restituire anche le atmosfere e le emozioni. Se andiamo di fretta, rischiamo di avere sempre la stessa voce senza sfumature». Antonio Visca, direttore di Sky Atlantic, canale tematico interamente dedicato alle serie e ai film per la tv, ammette: «Quando ho iniziato questo lavoro potevo decidere autonomamente se mandare in onda una serie o aspettare l'anno successivo per avere il doppio delle puntate. Ora purtroppo trasmettere, e dunque doppiare, in tempo reale rispetto agli Stati Uniti le serie americane è l'unico modo per dare allo spettatore il servizio migliore ed evitare che si diffondano mezzi non legali per vedere le puntate. Mi rendo conto che la fretta crea difficoltà ma la nostra fretta è data dalla voglia di soddisfare le esigenze dei telespettatori». La fretta, riprende Bianchi, «impedisce anche un ricambio generazionale. Io sono entrato per la prima volta in sala di doppiaggio da bambino, mi portarono Rina Morelli e Paolo Stoppa. Allora i giovani potevano assistere, guardare i doppiatori che spiegavano loro il lavoro. Così si formavano le nuove leve. Oggi invece, per andare veloci, non ci si può permettere di perdere tempo e si finisce per affidarsi a chi già conosce il mestiere e non ha bisogno di spiegazioni. In questo modo, pert), non si ha mai il tempo di sperimentare nuove voci».

martedì 21 novembre 2017

GOSSIP - Bocca di rosa Emilia Clarke! "La gente scopa per piacere", ammette candida e fiorita la protagonista di "GOT" dalle pagine di "Harper's Bazaar" (mica "Playboy" o "Le Ore"...)
Emilia Clarke is surrounded by flowers on the cover of Harper’s Bazaar magazine’s December/January issue. Here’s what the 31-year-old actress had to share with the mag:
On nudity in Game of Thrones: “I’m starting to get really annoyed about this stuff now because people say, ‘Oh, yeah, all the porn sites went down when Game of Thrones came back on… There are so many shows centered around this very true fact that people reproduce. People f**k for pleasure—it’s a part of life.”
On not having the ‘right look’ as an actress: “It pushed me into another casting type; forced me to be an actor. Instead of playing Juliet and doing the light, airy stuff, I would be the granny who cracks wise, or a down-and-out hooker who has seen better days.”
On worrying about how others perceived her at the start of her career: “I think in the early days I second-guessed everyone. I mean, I do that in life anyway, but especially with fame and become successful, and strangers knowing you more than your circle of friends, I would worry about what people thought of me. Then you get to a point where you’re like, ‘You know what? I’m okay.”
FYI: Emilia is wearing a Dolce & Gabbana dress on the cover.
For more from Emilia, visit HarpersBazaar.com.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
E "Gomorra" diventa un'imperdibile resa dei conti delle insicurezze
"A volte anche il Male soffre di una sorta di disperazione, di tristezza diurna, ancora più vile e abietta perché incapace di misurarsi con la potenza delle tenebre. Don Pietro Savastano è morto e attorno al suo cadavere si consuma la cerimonia della spartizione delle spoglie. Il figlio putativo Ciro (Marco D'Amore) è costretto a fuggire, trascinandosi dietro il fantasma della figlia assassinata, il figlio vero, Genny (Salvatore Esposito) è più Caino di Caino, ma dovrà vedersela con il suocero, tornato dal carcere. Dopo anni di guerre, le piazze di spaccio sono ora presidiate dalle forze dell'ordine e non rendono più come un tempo: i boss di Secondigliano devono cercare nuovi sbocchi. Non è più la droga il mercato principale, ma quello disumano dei posti di lavoro o quello degli appalti. La terza stagione di «Gomorra» è un formidabile affresco di cupezza, di orfanità, di resa dei conti (Sky Atlantic, venerdì, 21.15). Se nelle prime due stagioni, la malavita era in fase espansiva (l'odio sognante: si uccideva per allargare il mercato), qui la morte è figlia di trappole, di doppi giochi, di ricatti. I personaggi sono rischiarati dalla luce del crepuscolo e, paradossalmente, diventano più riflessivi, più insicuri: «Se ho imparato una cosa — dice Genny — è che della famiglia non mi posso più fidare». Il pregio maggiore di «Gomorra 3», la serie diretta da Claudio Cupellini e Francesca Comencini, scritta da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Ludovica Rampoldi, è il sapersi offrire come autopsia di una criminalità organizzata ripiegata su se stessa. Per questo la scrittura (la fotografia è di altissima qualità) si esalta nel raccontare il disastro incombente, ma più ancora nel pedinare i protagonisti che corrono verso il disastro. Bisogna essere molto bravi a descrivere la lebbra della società. Intanto le donne, Scianel (Cristina Donadio) e Patrizia (Cristiana Dell'Anna), diventano spietatezza fatale... (Aldo Grasso)

sabato 18 novembre 2017

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

Lick it or Leave it!