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lunedì 28 ottobre 2019
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Con "The Politician" Ryan Murphy passa a Netflix con le sue ossessioni
"La vita da liceali americani può essere un inferno (lo sappiamo da innumerevoli film, in mancanza di esperienza diretta). Le campagne elettorali per la presidenza degli Stati Uniti lo sono altrettanto (oltre al cinema, innumerevoli cronache illustrano giochi sporchi e colpi bassi). A mischiarle, esce un film come "Election" di Alexander Payne: Reese Witherspoon vuole diventare a tutti i costi capo del consiglio scolastico, il professor Matthew Broderick inventa un candidato da opporle: non è educativo vincere senza avversari. Oppure esce una serie Netflix come "The Politician", firmata Ryan Murphy con Brad Falchuk e Ian Brennan. Da quando aveva sette anni, Payton Hobart vuole diventare presidente degli Stati Uniti. Non si può a rigore chiamare sogno: è sicuro che la Casa Bianca toccherà a lui, intanto studia le biografie dei presidenti passati cercando di trarne utili lezioni. Qualcuno veniva da famiglia ricca, altri si sono fatti da sé. Il giovanotto ha il perfetto equilibrio: gli Hobart che lo hanno adottato sono miliardari, ma la madre era cameriera. Prima tappa Harvard, e prima ancora le elezioni scolastiche - purtroppo nei dibattiti suda come Richard Nixon nel duello tv contro J. F. Kennedy. Payton è anche bruttino, a confronto con il suo primo avversario e ai fratelloni acquisiti, freddo e privo di empatia. Ma c'è rimedio. Per "ammorbidire l'immagine" serve un vice che attiri le simpatie dei votanti e rispetti le sempre più assurde casistiche della correttezza politica. Basterà una ragazza nera sovrappeso? Diciamo ragazza per far presto, lei preferisce definirsi "Gender Nonconforming": non rientra né nell'una né nell'altra delle rigide categorie. 0 è meglio una studentessa malata di cancro, pallida e con la bandana in testa? All'avversario - atletico, insegnate di cinese, ahimè suicida al secondo tentativo - si sostituisce la di lui fidanzata. Parlando di emozioni, la mossa equivale per Payton allo scacco matto. Dopo "Nip/Tuck", la serie sui chirurghi plastici, Ethan Coen non guarda (o finge di non guardare) la televisione, sennò l'avrebbe messa nella sua conversazione alla Festa di Roma, intitolata "Surgery!" con l'esclamativo finale, come nelle riviste pulp - Ryan Murphy ha inventato "American Horror Story", la serie antologica "Feud", "American Crime Story" che pesca nel genere "true crime": la seconda stagione, molto premiata, era dedicata all'assassinio di Gianni Versace. E molto altro inventerà. Ha sul tavolo una quindicina di progetti, per inclinazione personale (divide la giornata in quarti d'ora, mezz'ora al massimo, non conosce sabati né domeniche) e perché ha firmato con Netflix un contratto da 300 milioni di dollari. Mamma Gwyneth Paltrow si dà al giardinaggio nella magnifica villa losangelina, con uno strepitoso abito lungo rosso, cappello e guanti, roba da film hollywoodiano degli anni 50. Del resto, come fanno notare a Payton i suoi tre addetti all'immagine: "Hai tre Picasso nella stanza della governante, e le foto di Natale in casa vostra le scattava Annie Leibowitz". Arriva un'altra guest diva: Jessica Lange malvestita e maltruccata, che sfrutta la malattia della figlia per concedersi qualche piccolo lusso (al cinema, avevamo visto la famiglia di Jake Gyllenhaal in "Stronger" di David Gordon Green). Molte saranno le sorprese, tutte sul tema del vero, del falso, della sopravvalutata autenticità. Ryan Murphy è passato a Netflix con le sue ossessioni e il suo gusto per il camp. L'algoritmo che tutto spiana finora non è riuscito a levarglieli". (Mariarosa Mancuso)
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domenica 12 maggio 2019
venerdì 28 dicembre 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "AHS: Apocalypse" tutto ritorna
"Nelle serie tv, come nel cinema, la fine del mondo è forse il migliore espediente per raccontare la selezione naturale dell'umanità, per vedere da vicino chi riuscirà a salvarsi e chi sarà costretto a soccombere e scomparire. E su questa cinica frattura che si colloca American Horror Story — The Apocalypse, l'ottava stagione della serie antologica che ha riscritto, almeno in parte, i canoni dell'horror di matrice americana (Fox). Un missile nucleare distrugge il pianeta Terra; una miliardaria di nome Coco St. Pierre Vanderbilt scappa dalla distruzione di Los Angeles insieme a poche altre persone fidate. Contemporaneamente, una misteriosa organizzazione seleziona giovani adulti destinati a sopravvivere. Una serie antologica, per definizione, si compone di stagioni diverse, slegate tra loro dal punto di vista narrativo e tenute insieme dall'adesione a un filo rosso, a un'idea; così, la fortuna di AHS è stata proprio quella di cambiare continuamente storia, ma di mantenere saldo lo schema di fondo, spesso anche i volti del cast. The Apocalypse rappresenta un cross-over tra la prima e la terza stagione (rispettivamente Murder House e Coven), di cui riprende alcuni dei personaggi più noti e riusciti. Con il pretesto dell'apocalisse, la serie ci mette di fronte all'antico dilemma delle disuguaglianze, dell'ingiustizia sociale; compito della severa Miss Venable è proprio quello di ristabilire un nuovo ordine fondato sulla gerarchia del denaro, su una distinzione, anche estetica, di classe. I viola, cioè le élite, da una parte, e i grigi, le «formiche operaie disposte a servire», dall'altra. «La tecnologia ha distrutto il mondo. I social media hanno dato l'illusione alle persone di essere uguali, ma questo non esiste più», sentenzia Miss Venable, decisa a perseguire un micro-cosmo sociale semplice nella sua brutalità. È il denaro che seleziona e divide, non le capacità o l'intelligenza. Tutto ritorna". (Aldo Grasso)
CORRIERE DELLA SERA
In "AHS: Apocalypse" tutto ritorna
"Nelle serie tv, come nel cinema, la fine del mondo è forse il migliore espediente per raccontare la selezione naturale dell'umanità, per vedere da vicino chi riuscirà a salvarsi e chi sarà costretto a soccombere e scomparire. E su questa cinica frattura che si colloca American Horror Story — The Apocalypse, l'ottava stagione della serie antologica che ha riscritto, almeno in parte, i canoni dell'horror di matrice americana (Fox). Un missile nucleare distrugge il pianeta Terra; una miliardaria di nome Coco St. Pierre Vanderbilt scappa dalla distruzione di Los Angeles insieme a poche altre persone fidate. Contemporaneamente, una misteriosa organizzazione seleziona giovani adulti destinati a sopravvivere. Una serie antologica, per definizione, si compone di stagioni diverse, slegate tra loro dal punto di vista narrativo e tenute insieme dall'adesione a un filo rosso, a un'idea; così, la fortuna di AHS è stata proprio quella di cambiare continuamente storia, ma di mantenere saldo lo schema di fondo, spesso anche i volti del cast. The Apocalypse rappresenta un cross-over tra la prima e la terza stagione (rispettivamente Murder House e Coven), di cui riprende alcuni dei personaggi più noti e riusciti. Con il pretesto dell'apocalisse, la serie ci mette di fronte all'antico dilemma delle disuguaglianze, dell'ingiustizia sociale; compito della severa Miss Venable è proprio quello di ristabilire un nuovo ordine fondato sulla gerarchia del denaro, su una distinzione, anche estetica, di classe. I viola, cioè le élite, da una parte, e i grigi, le «formiche operaie disposte a servire», dall'altra. «La tecnologia ha distrutto il mondo. I social media hanno dato l'illusione alle persone di essere uguali, ma questo non esiste più», sentenzia Miss Venable, decisa a perseguire un micro-cosmo sociale semplice nella sua brutalità. È il denaro che seleziona e divide, non le capacità o l'intelligenza. Tutto ritorna". (Aldo Grasso)
giovedì 27 dicembre 2018
NEWS - Fermi tutti! L'eterosessualissimo Darren Criss ha deciso che non interpreterà più omosessuali: "non sarò un altro attore etero a interpretare gay!"
News tratta da Deadline.com
Darren Criss has played numerous characters on TV, film, and stage, but he is best known for his roles as Blaine in Glee and his recent turn as the real-life Andrew Cunanan in The Assassination Of Gianni Versace: American Crime Story for which he has won an Emmy and, most recently, a Golden Globe nomination. In addition, he played the titular character in Broadway’s Hedwig and the Angry Inch. The characters are members of the LGBTQ community and Criss, who identifies as heterosexual, said that those will be the last queer characters he will play. During a recent event for Clorox’s What Comes Next in New York, Criss said that the gay roles that he has played are wonderful. He followed that up with saying, “But I want to make sure I won’t be another straight boy taking a gay man’s role.” Hollywood is currently in transition when it comes to authentic representation of LGBTQ characters, people of color and other members from marginalized communities — and Criss is very cognizant of that. He admits that he no longer feels comfortable playing these roles and that it is “unfortunate.” “The reason I say that is because getting to play those characters is inherently a wonderful dramatic experience,” he said. “It has made for very, very compelling and interesting people.”
News tratta da Deadline.com
Darren Criss has played numerous characters on TV, film, and stage, but he is best known for his roles as Blaine in Glee and his recent turn as the real-life Andrew Cunanan in The Assassination Of Gianni Versace: American Crime Story for which he has won an Emmy and, most recently, a Golden Globe nomination. In addition, he played the titular character in Broadway’s Hedwig and the Angry Inch. The characters are members of the LGBTQ community and Criss, who identifies as heterosexual, said that those will be the last queer characters he will play. During a recent event for Clorox’s What Comes Next in New York, Criss said that the gay roles that he has played are wonderful. He followed that up with saying, “But I want to make sure I won’t be another straight boy taking a gay man’s role.” Hollywood is currently in transition when it comes to authentic representation of LGBTQ characters, people of color and other members from marginalized communities — and Criss is very cognizant of that. He admits that he no longer feels comfortable playing these roles and that it is “unfortunate.” “The reason I say that is because getting to play those characters is inherently a wonderful dramatic experience,” he said. “It has made for very, very compelling and interesting people.”
domenica 2 dicembre 2018
martedì 23 ottobre 2018
martedì 25 settembre 2018
NEWS - Achtung, compagni! Dal 30 novembre al 2 dicembre a Milano c'è "Fox Circus", 52 ore non-stop per interagire con le serie tv Fox
Dal 30 novembre al 2 dicembre a Milano arriva il FOX Circus, il grande evento organizzato da Fox Networks Group Italy che per tre giorni regalerà ai suoi fan l’esperienza di vivere e toccare con mano il mondo delle grandi serie tv di Fox, in onda sulla piattaforma Sky. Esperienze immersive e interattive, incontri, panel a tema con ospiti italiani e internazionali, première e maratone delle serie tv più amate, ma anche concerti e dj set, senza dimenticare le attività pensate per i più piccini. L’evento si svolgerà presso lo spazio The Base di Milano, Via Bergognone 34, che per l’occasione sarà trasformato in un vero e proprio “circo” con 52 ore di intrattenimento non-stop: un percorso esperienziale di oltre 3500 metri quadri aperto 24 ore su 24 che farà vivere al pubblico in modo totalmente inedito alcune delle serie più amate come The Walking Dead e Grey’s Anatomy, passando – tra le altre - per American Horror Story e naturalmente I Simpson. Esperienze interattive che permetteranno ai fan di immergersi totalmente negli universi immaginari delle serie in onda sui canali FOX, interpretando i personaggi che più amano o trovandosi nel bel mezzo di un attacco zombie, nell'ospedale psichiatrico di AHS Asylum o nella sala operatoria di Meredith Grey. Sarà lo spettacolo delle Serie TVcome non l'avete mai visto. L’ingresso al FOX Circus è gratuito e libero fino ad esaurimento posti.
sabato 2 giugno 2018
GOSSIP - Evan Peters rivela: "ancora un personaggio insoddisfatto per Ryan Murphy in 'Pose'!"
Evan Peters looks so handsome in the latest issue of The Journal through Mr. Porter.
In the feature, the 31-year-old American Horror Story actor opened up about his role in the highly-anticipated new series Pose from Ryan Murphy.
On his character on Pose: “My character has a lot of unrest and doesn’t feel very good about where he’s at. How did he get here? And to what end? It’s this life that you’re supposed to want, but is it really true to you? The whole show is about being authentic. I’ve got this thing inside of me that’s been there a long time…My character does.”
giovedì 5 aprile 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani
CORRIERE DELLA SERA
Con "9-1-1" Murphy tenta di essere popolare senza banalità
"'9-1-1' è il titolo della nuova serie firmata da Ryan Murphy, uno dei più importanti autori della tv americana di oggi (Fox Life, martedì sera). Il termine autore è da leggersi come showrunner, quella personalità creativa e manageriale che ha la responsabilità finale sulla serie (in Italia è un ruolo che ancora fatica ad affermarsi nonostante qualche tentativo). Recentemente Murphy ha fatto molto parlare firmando un accordo per passare da Fox a Netflix. Il suo è il secondo caso dopo quello di Shonda Rhimes, a testimonianza che la competizione tra questi colossi mediali si gioca molto sul talento dei creativi, risorsa scarsa e preziosa. Murphy è in effetti uno degli autori contemporanei più prolifici: ha ideato Nip/Tuck e Glee, ha curato serie di prestigio come American Horror Story, Feud, Scream Queens. Quello che stupisce è la sua capacità di parlare a più destinatari: serie più raffinate e «di nicchia», pensate per un pubblico abituato alle sfide della complessità, vedi il caso recente di American Crime Story - Versace (che non ha pienamente convinto). E serie più popolari, potremmo dire generaliste, destinate a un pubblico più largo ma non meno esigente. È il caso appunto di Nine One One, la serie dedicata alle operazioni di salvataggio condotte da vari corpi specializzati: i First Responder del gu, i vigili del fuoco, la polizia. La struttura è quella classica dei «procedurali», casi di puntata che si aprono e chiudono e, a fare da collante, le vicende private dei soccorritori, che spesso aiutano il prossimo anche per non pensare ai drammi personali: dipendenze, matrimoni in crisi, familiari ammalati. Come se lenire le sofferenze altrui fosse un balsamo per le proprie. La sfida è ancora più difficile che parlare alle nicchie: essere popolari senza cedere alla banalità. Certo, un cast di primo piano che va da Angela Basset a Peter Krause aiuta e non poco". (Aldo Grasso)
CORRIERE DELLA SERA
Con "9-1-1" Murphy tenta di essere popolare senza banalità
"'9-1-1' è il titolo della nuova serie firmata da Ryan Murphy, uno dei più importanti autori della tv americana di oggi (Fox Life, martedì sera). Il termine autore è da leggersi come showrunner, quella personalità creativa e manageriale che ha la responsabilità finale sulla serie (in Italia è un ruolo che ancora fatica ad affermarsi nonostante qualche tentativo). Recentemente Murphy ha fatto molto parlare firmando un accordo per passare da Fox a Netflix. Il suo è il secondo caso dopo quello di Shonda Rhimes, a testimonianza che la competizione tra questi colossi mediali si gioca molto sul talento dei creativi, risorsa scarsa e preziosa. Murphy è in effetti uno degli autori contemporanei più prolifici: ha ideato Nip/Tuck e Glee, ha curato serie di prestigio come American Horror Story, Feud, Scream Queens. Quello che stupisce è la sua capacità di parlare a più destinatari: serie più raffinate e «di nicchia», pensate per un pubblico abituato alle sfide della complessità, vedi il caso recente di American Crime Story - Versace (che non ha pienamente convinto). E serie più popolari, potremmo dire generaliste, destinate a un pubblico più largo ma non meno esigente. È il caso appunto di Nine One One, la serie dedicata alle operazioni di salvataggio condotte da vari corpi specializzati: i First Responder del gu, i vigili del fuoco, la polizia. La struttura è quella classica dei «procedurali», casi di puntata che si aprono e chiudono e, a fare da collante, le vicende private dei soccorritori, che spesso aiutano il prossimo anche per non pensare ai drammi personali: dipendenze, matrimoni in crisi, familiari ammalati. Come se lenire le sofferenze altrui fosse un balsamo per le proprie. La sfida è ancora più difficile che parlare alle nicchie: essere popolari senza cedere alla banalità. Certo, un cast di primo piano che va da Angela Basset a Peter Krause aiuta e non poco". (Aldo Grasso)
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domenica 10 dicembre 2017
martedì 4 ottobre 2016
GOSSIP - Sarah Paulson: "devo tutto a Ryan Murphy"!
Here’s what the American Crime Story and American
Horror Story actress had to share:
On what her Emmy win means to her: “This
means someone else will ask me to do something great.”
On feeling like she belongs: “As an actor,
you’re always afraid that you don’t belong, especially when you keep getting
let into rooms that you’re not sure you should be in, with more people that you
respect and admire. You say to yourself quietly, ‘I hope they don’t realize
that they let me in here and make me leave.’ Somehow, standing there with all
of those people, their reaction made me think that I belonged.”
On Ryan Murphy:
“He wanted [success] for me because I think he really sees me,” she says. “He
knows the why of it. He knows it’s going to make me feel that I’m tethered to
something in this business that we’re in. He knows that I come from a fractured
home and that this is going to make me feel more linked to something in my family
of choice — this community that I work in. He wanted it for me because deep
down he’s one of the more vulnerable, caring, gentle people you could possibly
meet.”
lunedì 21 marzo 2016
GOSSIP - Stephanie Corneliussen, la top model più desiderata dalla tv Usa, da "Mr. Robot" a "Legends of Tomorrow"
Segnatevi questo nome (e soprattutto il cognome, che essendo di orgini nordiche, ispira già alla pronuncia bellezza da tutti i pori): Stephanie Corneliussen. E’ attualmente l’attrice con passato (e presente) da modella più inseguita dal piccolo schermo a “stelle e strisce”. E’ di pochi giorni fa la notizia che l’attrice-modella danese – è di Copenhagen – è stata promossa a presenza fissa nella 2° stagione di “Mr. Robot” (la 1° inedita in anteprima su Premium Stories ogni giovedì o su Premium Play ad libitum), dopo essere apparsa in 7 puntate su 10 nella prima stagione. E non è tutto: gli americani la fermano per strada anche per la sua interpretazione di Valentina Vostok in “Legends of Tomorrow” (in arrivo su Premium Action in anteprima assoluta), anche conosciuta col nome da super-eroina di Negative Woman, un ex tenente russa che acquisisce super-poteri “per caso”.Corneliussen ha ottenuto una laurea in grafica e design – oltre che essersi diplomata in balletto in patria – prima del suo trasferimento a Los Angeles avvenuto nel 2011. Dopo aver posato per “GQ”, “Vogue” e pure “Playboy”, dopo essere stata testimonial di campagne per Armani, Lexus
e Nikon, la nostrasi è fatta notare in alcuni momenti di “American Horror Story” e nel film tv della HBO “Hello Ladies”, nominato agli Emmy Awards. Quelli in “Mr. Robot” e “Legends of Tomorrow” sono i suoi primi ruoli da protagonista ricorrente. Ma la domanda sorge spontanea anche per una super(modella)eroina come lei: riuscirà a gestire l’impegno di due set contemporanei?
Segnatevi questo nome (e soprattutto il cognome, che essendo di orgini nordiche, ispira già alla pronuncia bellezza da tutti i pori): Stephanie Corneliussen. E’ attualmente l’attrice con passato (e presente) da modella più inseguita dal piccolo schermo a “stelle e strisce”. E’ di pochi giorni fa la notizia che l’attrice-modella danese – è di Copenhagen – è stata promossa a presenza fissa nella 2° stagione di “Mr. Robot” (la 1° inedita in anteprima su Premium Stories ogni giovedì o su Premium Play ad libitum), dopo essere apparsa in 7 puntate su 10 nella prima stagione. E non è tutto: gli americani la fermano per strada anche per la sua interpretazione di Valentina Vostok in “Legends of Tomorrow” (in arrivo su Premium Action in anteprima assoluta), anche conosciuta col nome da super-eroina di Negative Woman, un ex tenente russa che acquisisce super-poteri “per caso”.Corneliussen ha ottenuto una laurea in grafica e design – oltre che essersi diplomata in balletto in patria – prima del suo trasferimento a Los Angeles avvenuto nel 2011. Dopo aver posato per “GQ”, “Vogue” e pure “Playboy”, dopo essere stata testimonial di campagne per Armani, Lexus
e Nikon, la nostrasi è fatta notare in alcuni momenti di “American Horror Story” e nel film tv della HBO “Hello Ladies”, nominato agli Emmy Awards. Quelli in “Mr. Robot” e “Legends of Tomorrow” sono i suoi primi ruoli da protagonista ricorrente. Ma la domanda sorge spontanea anche per una super(modella)eroina come lei: riuscirà a gestire l’impegno di due set contemporanei?
mercoledì 30 settembre 2015
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
venerdì 28 agosto 2015
NEWS - Clamoroso al Cibali bis!
Due "story"-bomb lo stesso giorno:
1. Nel 2016 forse addirittura ben 2 "AHS" (non solo "Hotel")
2. Non è detto che Jessica Lange dia l'addio
News tratta da "Entertainment Weekly"
The appetite of American Horror Story has grown from year to year in terms of ratings and awareness, with last year’s Freak Show garnering the biggest audience and most Emmy noms than any iteration preceding. So, it’s not altogether surprising that Ryan Murphy and his writing team are considering doing two iterations of the series going forward. “Next year we might do a fall American Horror Story and a spring,” says Murphy. “We have to decide.” He adds, “We’re doing something that we’ve never done before on the show where we’re doing two different groups of writers rooms. Some of our writers will be bouncing around but a whole different group coming in late August. The next thing we’re crafting up is very, very different than this. Not smaller. But just not opulent. More rogue and more dark.” To continue reading more about the upcoming season of American Horror Story, pick up the new issue of Entertainment Weekly, on newsstands Friday, or buy it here.
News tratta da "Vulture"
When Jessica Lange announced that she wouldn't be appearing in American Horror Story: Hotel, fans were distraught. She's been an integral part of the show since its inception, first appearing in a pivotal supporting role in Murder House and then taking the lead with bravado in Asylum. In Freak Show, she basically performed showstoppers exclusively, including her super-uncomfortable versions of David Bowie's "Life on Mars?" and Lana Del Rey's "Gods and Monsters." She's starring in the road-trip comedy Wild Oats this fall, opposite Shirley MacLaine and Demi Moore, and will return to Broadway next year for a revival of Long Day's Journey Into Night. But Lange isn't gone from American Horror Story for good. Speaking with Entertainment Weekly, series creator Ryan Murphy said:
Due "story"-bomb lo stesso giorno:
1. Nel 2016 forse addirittura ben 2 "AHS" (non solo "Hotel")
2. Non è detto che Jessica Lange dia l'addio
News tratta da "Entertainment Weekly"
The appetite of American Horror Story has grown from year to year in terms of ratings and awareness, with last year’s Freak Show garnering the biggest audience and most Emmy noms than any iteration preceding. So, it’s not altogether surprising that Ryan Murphy and his writing team are considering doing two iterations of the series going forward. “Next year we might do a fall American Horror Story and a spring,” says Murphy. “We have to decide.” He adds, “We’re doing something that we’ve never done before on the show where we’re doing two different groups of writers rooms. Some of our writers will be bouncing around but a whole different group coming in late August. The next thing we’re crafting up is very, very different than this. Not smaller. But just not opulent. More rogue and more dark.” To continue reading more about the upcoming season of American Horror Story, pick up the new issue of Entertainment Weekly, on newsstands Friday, or buy it here.
News tratta da "Vulture"
When Jessica Lange announced that she wouldn't be appearing in American Horror Story: Hotel, fans were distraught. She's been an integral part of the show since its inception, first appearing in a pivotal supporting role in Murder House and then taking the lead with bravado in Asylum. In Freak Show, she basically performed showstoppers exclusively, including her super-uncomfortable versions of David Bowie's "Life on Mars?" and Lana Del Rey's "Gods and Monsters." She's starring in the road-trip comedy Wild Oats this fall, opposite Shirley MacLaine and Demi Moore, and will return to Broadway next year for a revival of Long Day's Journey Into Night. But Lange isn't gone from American Horror Story for good. Speaking with Entertainment Weekly, series creator Ryan Murphy said:
"It’s always possible. I’m trying to deal with her play schedule. Jessica is always about the character. She’ll be back—she’s not gone forever. But that’s the fun and fresh thing about the show: sometimes somebody has to go away before you realize how much you miss them. She wants to come back we just have to come up with something."So while we'll certainly enjoy Lady Gaga's Countess and her bloodlust and that "drillbit dildo" on Hotel, we can take solace knowing that Lange will one day return to chew scenery with glorious gusto. Considering that Murphy told EW there might be two AHS seasons next year, she'll have double the chance.
giovedì 27 agosto 2015
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"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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