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mercoledì 8 luglio 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Carradine, il cyber-funerale di Facebook manda ko i media
Ci sono notizie e notizie. Quelle che colpiscono nel profondo l'immaginario collettivo, quelle da prima pagina "per forza", quelle da insabbiare. Tra le prime, la morte di David Carradine in un hotel a Bangkok, dove l'ex indimenticato interprete di "Kung Fu" e icona rilanciata da "Kill Bill" di Tarantino si trovava per girare un (ultimo) film. Personalmente sono cresciuto con gli insegnamenti televisivi del monaco shaolin Chang Caine in un orecchio e Deejay Television nell'altro. Prima di Caine avevo avuto modo di apprezzare il piccolo schermo dagli occhi a mandorla in un'altra serie - ancora più pulp - qual era "Samurai", dove il protagonista e il figlio carrozzellato a rimorchio massacravano senza pietà chiunque gli si parasse di fronte, senza quasi proferir verbo. Un pò quello che facevo io appena presa la patente, a chi mi tagliava la strada alla guida del mio maggiolone cabriolet. Con Caine s'insidiava un principio di morale zen che struggeva il protagonista - più che altro con i flashback dei suoi trascorsi glabri nel ritiro shaolin - dopo aver consumato vendetta (o giustizia) di spada. Carradine, era perfetto. Imperturbabile ma espressivo. Non come Eastwood, che "sa recitare i due modi: col cappello e senza". Bucava lo schermo. Così come lo ha bucato nel bianco e nero sgranato di "Kill Bill", quando irrompe nella scena madre (madre in tutti i sensi!) in cui Bill incontra la sposa incinta interpretata da Uma Thurman fuori dalla chiesa dove la futura vendicatrice in tuta gialla si sta per sposare (con un altro). Quella sequenza prima del massacro è a mio avviso un capolavoro, con tanto di omaggio alla filosofia di "Kung Fu" (Carradine-Bill soffia nello stesso flauto della serie tv del 1972). Il tutto per dire che la scomparsa dell'attore ha scioccato più d'uno - oltre che per il mistero dell'accaduto nelle prime ore riguardo al suicidio - e Facebook, più che i portali di grande informazione, ne è stato la prova. Nel giro di poche ore la notizia si è impossessata dello status-casella "a cosa stai pensando?", mentre le agenzie di stampa e le home-page dei grandi quotidiani si affannavano di capire come si erano svolti i fatti, rimandando al giorno successivo (sulla copia cartacea) o in tarda serata il commento sulla scomparsa dell'attore. Il TG5 della sera stessa, tanto per dire, evitava clamorosamente di dare la notizia (ma annunciava in pompa magna il contratto in esclusiva di Bonolis fino al 2011!). Tuttavia il "vuoto" lasciato da Carradine negli animi di molti si respirava già dal social network, che ormai è la vera Piazza mediatica che fa da termometro degli umori, gioie e delusioni della società, civile o incivile che sia. E che in questo caso ha celebrato un cyber-funerale sentito, da prima pagina se si dovessero misurare i "contatti" e i commenti personali. Sembrava che fosse scomparso un parente, in taluni casi. E' emerso un humus popolare che si smarca dalle scalette dei telegiornali, che viene prima del discorso sull'Islam di Obama, degli appelli politici prima delle elezioni europee, dell'emergenza inquinamento a Ischia (con tutto il rispetto per gli ischitani). E' un battito emozionale, talvolta poco politically correct, senza ipocrisia, ancor più forte quando tocca qualcuno dei personaggi (ancor prima delle persone) che ti hanno accompagnato giorno dopo giorno, puntata dopo puntata. Sono cresciuti con te. Personalmente ho raggiunto l'apice con la scomparsa di Leroy Johnson (pardon, Gene Anthony Ray) di "Saranno Famosi", finito male qualche anno fa: prima di morire, era stato arrestato per aver rubato una bottiglia di vino alla SMA di Via Padova a Milano. Prima che la sete, l'aveva tradito la "Fame" che lo ha reso popolare e immortale ai nostri occhi. Prima dell'avvento di Facebook e dell'Esselunga. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Luglio)

mercoledì 10 giugno 2009

NEWS - Ci mancava! Ku Fu, dall'aldilà con furore. A uccidere Carradine è stato lo spirito di Bruce Lee...(il gioco di chi la spara più grossa continua...)
Articolo di Massimo Morello su "Il Foglio"
"Il fantasma di Bruce Lee è indiziato dell'assassinio di David Carradine. E' l'ipotesi di un "maaw phi", un esorcista, del talad Tha Phra Chan, il mercato degli amuleti di Bangkok. L'attore americano David Carradine, 72 anni, noto soprattutto per il ruolo di Bill, nei due episodi di "Kill Bill" (2003 e 2004) di Quentin Tarantino, è stato trovato morto nella suite 352 del Park Nai Lert hotel di Bangkok alle 11 del mattino di giovedì 4 luglio. Secondo la polizia il decesso risale ad almeno dodici ore prima. L'ispettore Worapong Siewpreecha ha comunicato che la causa della morte potrebbe essere un gioco autoerotico. Considerando che a cinque minuti di taxi da quell'albergo si raggiunge uno dei più noti quartieri a luci rosse della Città degli Angeli, quello di Nana, dov'è possibile soddisfare ogni fantasia, la scelta di Carradine appare bizzarra. Ma nella suite non sono stati trovati segni che facciano supporre una colluttazione o la presenza di altri esseri umani, mentre l'ipotesi del suicidio appare improbabile proprio per la complessità della tecnica di corde utilizzate. Quindi potrebbe avere ragione il maaw phi (letteralmente il cacciatore di fantasmi): Carradine potrebbe essere stato indotto a compiere quel gesto da un phi, uno spirito. Nel qual caso il fantasma di Bruce Lee è tra i maggiori indiziati. Bruce Lee, icona dei film di arti marziali, morto in circostanze misteriose nel luglio del 1973 a Hong Kong, aveva un ottimo motivo per vendicarsi di Carradine. Era stato lui, infatti, a essere scelto per un ruolo che Lee riteneva suo: quello di Kwai Chang Caine nella serie tv degli anni Settanta "Kung Fu". Carradine interpretava un sangue misto cinese educato nel monastero di Shaolin, l'origine di tutte le arti marziali, che si era rifugiato nel west per sfuggire a un complotto. Da allora, oltre film d'autore quali "L'uovo del Serpente" di Ingmar Bergman (1977), ha interpretato soprattutto film in cui metteva in pratica le sue conoscenze marziali. Rispetto al monaco Kwai Chang Caine, tuttavia, era spesso schierato con le forze del Male, come accade in "Kill Bill". Nel frattempo era anche diventato un cultore di discipline quali il Tai Qi Quan, la boxe delle ombre, o il Qi Gong, l'arte della respirazione. Forse è stata proprio la conoscenza di tali tecniche che, anche in questo caso, lo ha indotto a praticarne il lato oscuro. La sua morte, dunque, si presta a interpretazioni esoteriche. Che sembrano confermate da inquietanti coincidenze. Carradine, infatti, era arrivato a Bangkok pochi giorni prima per girare alcune scene di un nuovo film, "Stretch". Tradotto letteralmente significa tendere, allungare. In senso figurato indica un abuso, un eccesso. La sua vicenda sembra lo specchio delle luci e delle ombre che compongono la storia di Shaolin, il monastero della foresta di Mon Song, una delle montagne sacre della Cina, circa settanta chilometri da Luoyang, capoluogo della provincia dell'Henan. Fu in quel monastero che nel 527 concluse il suo cammino il monaco indiano Bodhidharma, padre della scuola Ch'an, più nota col nome giapponese Zen. Stando alla leggenda fu lui a comporre in una trama di corpo e spirito le arcane discipline del combattimento a mani nude che avrebbe svelato ai suoi discepoli. La storia racconta che nel 630 i monaci di Shaolin salvarono dal pericolo dei mongoli il trono dell'imperatore Tai Tsung. Nei secoli successivi la loro fama si diffuse in Cina, tanto che le società segrete cinesi come la Tiandhihui - che a sua volta avrebbe generato le Triadi - vantavano una specie di discendenza spirituale dai monaci Shaolin. Nella loro pratica buddista questi furono perseguitati dal governo della Repubblica popolare. Coloro che reggevano le fila delle Triadi, specie a Hong Kong, furono e sono, sia pure in modo occulto, sostenuti. Negli ultimi anni, con il nuovo corso cinese, la tradizione Shaolin è stata utilizzata per esaltare antichi valori morali e culturali. Proprio a Shaolin, si è formato Jiang Qing, uno dei maggiori teorici del confucianesimo contemporaneo. E il nuovo idolo dei film di kung fu, Jackie Chan, ricollegandosi all'originaria disciplina monastica, ha dichiarato che "la democrazia non è adeguata allo spirito cinese". Secondo la regola dei "wuxia xiaoshuo", i romanzi di arti marziali e cavalieri erranti, non resta che attendere la vendetta del fantasma di Carradine. Se nel salone del Park Nai Lert di Bangkok sentite una musica ma non vedete il pianista potrebbe essere lui. Secondo il manager dell'hotel "suonava benissimo".

venerdì 5 giugno 2009

NEWS - Kaz Fu! Carradine morto per gioco autoerotico appeso coi genitali all'armadio (se andava all'Ikea era ancora vivo!)
Bangkok, 5 giu. - (Adnkronos) - David Carradine potrebbe non essersi suicidato, ma essere rimasto vittima di un gioco autoerotico. E' quanto ha rivelato la polizia di Bangkok fornendo maggiori dettagli sulla morte del 72enne "Bill" della saga di Quentin Tarantino, trovato con un cappio al collo nella sua camera d'albergo nella capitale thailandese. "Aveva un corda legata al collo ed un'altra ai suoi organi genitali, le due corde erano legate tra di loro ed appese al soffitto della cabina armadio" ha detto il comandante della polizia il generale Worapong Siewpreecha. "Di fronte a queste circostanze non possiamo essere sicuri che si sia suicidato, ma potrebbe essere rimasto vittima di un gioco autoerotico" ha poi aggiunto il comandante della polizia, precisando che al momento non viene neanche esclusa l'ipotesi di un assassinio. Ipotesi pero' che non trova riscontro dall'autopsia: "non ci sono segni di lotta o di aggressione" ha detto Nanthan Siripap, il capo dei medici legali dell'ospedale di Chulalongkorn dove e' stata condotta l'autopsia e che hanno stabilito che l'attore, diventato famoso negli anni settanta con la serie Tv "Kung Fu", e' morto per soffocamento. "La morte di Carradine appare molto insolita" ha pero' aggiunto il medico legale.

giovedì 4 giugno 2009

NEWS - Ultima ora! RIP Bill: trovato morto (impiccato) David Carradine, storico volto di "Kung Fu" (e "Kill Bill")!
(ANSA) - NEW YORK, 4 GIU - David Carradine, la star di "Kill Bill" (n.d.r.: e della serie-cult "Kung Fu"), e' stato trovato morto a Bangkok. Lo riporta la AbcNews citando fonti dell'ambasciata americana in Thailandia. Carradine aveva 73 anni e si trovava a Bangkok per girare un film. Secondo quanto reso noto sul sito del settimanale "People", Carradine e' stato trovato morto nella sua stanza d'albergo dal produttore del film che l'attore stava girando a Bangkok. Lo ha confermato il manager di Carradine, Chuck Binder, che si e' detto ''sotto shock''. ''La sua morte e' una notizia scioccante, e tristissima - ha detto Binder -. David era cosi' pieno di vita, sempre desideroso di lavorare. Una grande persona''. Il sito del giornale "The Nation" riporta che l'attore sarebbe stato trovato impiccato, ma le autorita' al momento non hanno fornito alcuna conferma ufficiale. Figlio di John e fratello di Keith Carradine, entrambi attori di Hollywood, David Carradine aveva 72 anni. La sua popolarita', oltre al personaggio di Bill nel famoso film di Quentin Tarantino 'Kill Bill', era legata al ruolo di Kwai Chang Caine nella famosa serie televisiva degli Anni '70 'Kung Fu'. Nel 1976 David Carradine aveva vinto una nomination all'Oscar per l'interpretazione del cantante Woody Guthrie nel film 'Bound for Glory'. Secondo quanto riportato da alcuni siti americani, che riprendono a loro volta il sito del
quotidiano thailandese "The Nation", David Carradine sarebbe stato trovato impiccato nella suite del Park Nai Lert Hotel di Bangkok, dove viveva da quando stava girando il suo ultimo film. L'attore si sarebbe impiccato ad un armadio utilizzando la corda di una tenda. A trovarlo sarebbe stata una cameriera dell'albergo, che ha dato immediatamente l'allarme. Il possibile suicidio sarebbe stato confermato nel suo rapporto anche dalla polizia thailandese, secondo la quale l'attore quando e' stato trovato era morto da almeno 12 ore.

(Adnkronos/Dpa) - L'attore americano David Carradine, storico interprete di "Kung Fu", e'
stato trovato morto impiccato in un albergo di Bangkok. L'ambasciata americana in Thailandia ha confermato la morte di David Carradine. Il portavoce, Michael Turner, ha comunicato di essere stato informato dalle autorita' che il decesso e' avvenuto tra mercoledi' sera e giovedi' mattina. Ulteriori dettagli non sono stati diffusi per rispetto verso la famiglia dell'attore. Secondo i media locali, Carradine - a Bangkok per girare un film - si trovava nell'albergo in cui si e' impiccato da martedi' scorso.

OMAGGIO
Guarda la scena-madre di "Kill Bill 2" con David Carradine

venerdì 17 novembre 2006

ESCLUSIVA ANTEPRIMA - Dal telefilm al film: in attesa di "Sex and the City", è sempre più boom per le traduzioni cinematografiche di telefilm cult. In arrivo sul grande schermo "CHiPs", "Kung Fu", "Magnum P.I.", "A-Team", "Strega per amore", "Dallas"
Dopo le recenti versioni cinematografiche di "Miami Vice", "Hazzard", "Vita da strega" e "Starsky&Hutch", in attesa di vedere su grande schermo "Sex&the City", è sempre più boom a Hollywood per i film tratti dai telefilm di culto. Sull'onda del successo sempre più trasversale dei telefilm nel mondo (basti vedere l'exploit senza freno del mercato dei DVD di serie tv anche vintage), a Hollywood sono infatti già in lavorazione alcune attese traduzioni cinematografiche di indimenticati serial di successo. In cima alla lista spicca "CHiPs", il serial del 1977 su due agenti della polizia autostradale della California con protagonisti il bruno Erik Estrada e il biondo Larry Wilcox (al momento si sa solo che nella versione per il grande schermo Estrada sarà sostituito dal giovane emergente Wilmer Valderrama). "Kung Fu", telefilm epico del 1972 sulle gesta di un monaco Shaolin nella Cina di metà '800, sarà interpretato dallo stesso attore della serie, ovvero quel David Carradine rilanciatissimo dopo "Kill Bill" di Quentin Tarantino. Mentre si è sempre alla ricerca di un volto che possa interpretare al cinema "Magnum P.I." dopo il rifiuto di George Clooney e dopo che l'interprete del telefilm anni '80 Tom Selleck si era auto-candidato senza successo, si attende spasmodicamente la traduzione cinematografica di "A-Team", il cui primo ciak è previsto per il 2008 con un cast ancora da definire (si è parlato addirittura di contatti con Brad Pitt per il ruolo di "Sberla"). Sebbene il film di "Dallas" sia stato colpito da una disavventura dopo l'altra, la certezza di avere John Travolta nel ruolo di J.R. dopo l'addio di Jennifer Lopez nei panni di Sue Ellen garantisce la possibilità di poter vedere la sua realizzazione nel giro di due anni con una sceneggiatura completamente riscritta rispetto a quella originale. Regista della pellicola sarà l'indiana Gurinder Chadha - già dietro la cinepresa di "Sognando Beckam" - la quale sarà impegnata a dirigere in quasi contemporanea un'altra pellicola tratta da una serie tv di culto: "Strega per amore", la storia di un ammiraglio dell'Aeronautica che scopre in riva alla spiaggia un'antica bottiglia contenente lo spirito di una donna-genio sexy e un pò pasticciona che esaudisce i suoi desideri, potrebbe avere Jimmy Fallon nel ruolo che fu di Larry Hagman - guarda caso, il futuro J.R. del serial "Dallas" - nella versione tv del 1965.

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