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venerdì 13 maggio 2016

NEWS - Ecco perchè "Krypton" sarà "una specie di 'Game of Thrones' nello spazio"...


News tratta da "Uproxx"
You’d think the idea of hanging around a superhero’s home turf before they were a hero would sound boring. Then Gotham came along and reminded us that in the right hands, nothing is boring, especially when your network will let you get away with blowing up characters with a rocket launcher. So now the long-rumored Krypton is finally getting a shot, or at least a pilot.
We’ve known a pilot was coming for a while, but it appears that SyFy is planning to take the show to series. The plot follows the House of El, two generations before Jor-El fires his baby into space, as they’re unjustly disgraced and attempt to return to prominence. In other words, it’s Game of Thrones, but probably less violent and in space. They’ve already locked in a showrunner, Sleepy Hollow‘s Damian Kindler, and even though Supergirl is struggling with CBS, it seems likely to return in some way. And, of course, Smallville kept up the Superman prequel business for a solid decade.
Of course, a pilot order and preparing for a series is not the same thing as making a series. Still, there’s a lot of leeway here. Krypton has been everything from a sterile, emotionless society in the hands of John Byrne to a vibrant pulpy space adventure setting in the Silver Age. If handled right, even Superman’s grandpa will be fun to watch. Especially if they give him a rocket launcher.

giovedì 12 maggio 2016

GOSSIP - Shay Mitchell di "PLL" su "Cosmo": "Io lesbica? Amo chi mi va, chissà chi amerò da qui a 3 anni..."
On the gender of a potential partner: "When I started, people were like, 'What are you?' I'm like, right now I'm dating a guy. I don't know what it's going to be in three years. You love who you love. Black, white, polka dot, that's what my dad always said. I'm never going to label myself. I could be 50 and dating a woman and then what? I said I was straight and now I'm not?'"  
On auditioning during the day and working bottle service at night pre-Pretty Little Liars: "I have so much respect for waiters, waitresses, girls who work in clubs. It's tough. I'd have old guys saying 'You're so pretty, why are you working?' or, 'Come live with me, honey.' Like, what, so I can be taken care of? That's the last thing that I want. What I wanted to say was, '[I work] so I will never end up with someone like you.'"
On where she's headed post-Pretty Little Liars: "I'd rather have a company. I don't want to be dependent on a call from my agent — taking projects I'm not OK with because I need to. To be honest, winning an Oscar is not one of my goals." 
On handling each social media platform with a marketer's precision: "My Instagram is like an art gallery — no blurry photos. Come to Snapchat and see it all being made. Instagram is the appetizer. Snapchat is the meal."
For more of  Shay Mitchell's exclusive interview and photo shoot with Cosmopolitan, pick up the June 2016 issue on newsstands May 10 or click here to subscribe to the digital edition!
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mercoledì 11 maggio 2016

NEWS - Clamoroso al Cibali! Jeff Daniels rifà Will McAvoy nella scena iniziale di "The Newsroom" su Trump! 
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Night Manager", bella serie con un'idea distorta
"'The Night Manager' è sicuramente una delle serie più interessanti attualmente in onda: per tensione, per narrativa, per recitazione, per spietatezza della trama (Sky Atlantic, mercoledì, ore 21.10). E una di quelle serie da binge watching: dopo la prima puntata non ti staccheresti mai dagli altri cinque episodi, senza prendere fiato. Però qualcosa non torna e proverò a spiegarlo dopo aver inquadrato il racconto. «The Night Manager» è tratto dal romanzo di John Le Carré Il direttore di notte. Racconta le avventure dell'ex militare inglese Jonathan Pine (Tom Hiddleston) che dopo aver abbandonato l'esercito si è reinventato direttore d'albergo. Pine viene reclutato da Angela Burr, un'agente dei servizi segreti (Olivia Colman), da anni al lavoro per incastrare Richard Roper (Hugh Laurie), un potente quanto corrotto uomo d'affari, capo di un'organizzazione criminale mascherata da rispettabile filantropia. Il libro di Le Carré è del 1993 e, con il suo consenso, lo sceneggiatore David Farr ha provveduto ad attualizzarlo, con tanto di Primavera araba e accenni alle agitate situazioni di Egitto e Siria. L'impianto però resta il medesimo: al centro degli intrighi c'è «l'uomo peggiore del mondo», che è diventato tale grazie anche alle complicità delle perverse multinazionali, dei servizi deviati e corrotti, delle politiche imperialiste delle grandi potenze. Le atmosfere noir della serie prodotta da BBC One, Ink Factory, AMC in coproduzione con Sky sono già così cariche da rendere del tutto inutile l'opera di attualizzazione. Anzi. Possibile che nel descrivere quanto succede in quei Paesi, l'impianto narrativo sia fermo a vecchi stereotipi? Possibile che l'Occidente abbia sempre qualcosa da farsi perdonare e la cattiveria individuale sia più perniciosa del fondamentalismo islamico? Possibile che il Male del mondo, a sentire Le Carré, sia sempre e solo colpa di Israele? Una gran bella serie retta da un'idea distorta". (Aldo Grasso, 06.05.2016)

martedì 10 maggio 2016

NEWS -  Tatuatevelo in testa: da stasera "Blindspot" su Italia 1 
Un borsone abbandonato in mezzo all’affollata Times Square. Un poliziotto lo nota. Arrivano gli artificieri. D’un tratto qualcosa all’interno della sacca si muove. C’è qualcosa dentro… o meglio, qualcuno! La cerniera si apre. Esce una donna. E’ completamente nuda! E tutta tatuata…E’ la scena-shock iniziale – e di questi tempi tremendamente attuale – della serie tv al debutto risultata la più vista della stagione in America con 15 milioni e 200 mila spettatori. “Blindspot” arriva in anteprima esclusiva su Italia 1 dal 10 maggio, ogni martedì in prima serata. Essendo priva di memoria, la donna ritrovata nel borsone a Times Square assume il nome di Jane Doe (Jaimie Alexander), l’appellativo dato a coloro che perdono coscienza della propria identità. Tra i fantasiosi tatuaggi che ricoprono il suo corpo vi è il nome dell'agente dell'FBI Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Si scopre che il DNA della donna corrisponde a quello di Taylor Shaw, la vicina di casa di Weller quando erano bambini, che era scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Il detective e la sua squadra iniziano ad indagare per decifrare i numerosi tatuaggi per risalire all'identità della donna e risolvere i misteri a lei legati che puntata dopo puntata formano un puzzle di misteri e collegamenti. La serie è ideata e prodotta da Martin Gero (di origini svizzere) e Greg Berlanti, quest’ultimo definito “il Re Mida della nuova Hollywood” dopo i successi di “Arrow”, “The Flash”, “Supergirl”, “Legends of Tomorrow” (tutti titoli in orbita Italia 1 tra presente e futuro). A proposito del serial, Berlanti ha chiosato: “Un buon thriller, se davvero buono, è universale”. Per la bibbia tv “Entertainment Weekly” la serie è risultata “il miglior successo dell’anno”. “Blindspotsi è aggiudicata il Critics’ Choice Awards quale “miglior nuova serie” della stagione tv. Sono circa 200 i tatuaggi che ricoprono la protagonista.  Per venire “truccata” con i tatuaggi, Jaimie Alexander si è sottoposta fino a  6 ore e mezza di make up al giorno. L’attrice aveva già interpretato una donna senza memoria nella serie “KyleXY”; per interpretare la protagonista ha rinunciato al ruolo di “Wonder Woman” nell’omonimo film al cinema. Durante i ciak, Jaimie ha pilotato realmente un elicottero. In originale i titoli degli episodi sono anagrammi. Il claim originale di lancio della serie è stato: “Piecing together her past. One tattoo at a time”. Le riprese sono avvenute interamente nella Grande Mela. Tra gli
sceneggiatori c’è anche un esperto di puzzle del “NewYorkTimes”. Proprio il “New York Times” ha così commentato l’avvento del serial: “è un’intrigante variazione sul tema dei puzzle, oltre a scavare nelle paure più recenti dei newyorkesi, come avviene nella scena iniziale che ipotizza un atto terroristico in mezzo a Times Square”. Se “Hollywood Reporter” ha strillato “finalmente qualcosa di nuovo da…memorizzare!”, “Variety” ha chiosato: “sebbene sulla carta richiami ‘Memento’ e ‘Bourne Identity’, la nuova serie di Berlanti in pausa super-eroica desta sicuramente impressione”. Per gli storici del caso, il termine identificativo “Jane Doe” dato alla smemorata protagonista, è stato inaugurato ai tempi di Edoardo III di Inghilterra (all’epoca venne utilizzato al maschile, “John Doe”, per determinare un ipotetico proprietario terriero). Col tempo l'espressione cominciò ad essere usata per indicare una persona la cui identità è sconosciuta, come ad esempio nel caso del ritrovamento di un cadavere non identificato fino al momento del suo riconoscimento. In Italia è l'equivalente di Ignoto o NN (dal latino nomen nescio). Nomi fittizi usati per riferirsi a persone non specificate sono Mario Rossi, Tizio, Caio e Sempronio e Pinco Pallino.

lunedì 9 maggio 2016

NEWS - Lupo Hulu-lì! Contro Netflix e Amazon, Hulu lancia la tv "ibrida" (canali e contenuti visibili via cavo)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
"Personalizzata, di nicchia e su misura. Il futuro della televisione passa da questi tre concetti che segnano il cambio di passo del settore. La «rivoluzione» (se così si può chiamare) arriva, senza sorprese, dagli Stati Uniti, pionieri in molti settori e anticipatori di tendenze che regolarmente vengono poi assorbite anche dal Vecchio Continente, pur con tutti i limiti del caso. E guardando quello che sta succedendo oltreoceano nelle ultime settimane, se non addirittura giorni, sembra proprio questa la tendenza. Finisce l'epoca delle tv generaliste? Dei mille canali a disposizione? Forse è presto per arrivare questo punto (soprattutto nel mercato italiano) ma negli Stati Uniti dove la tv on demand in streaming sta di fatto soppiantando quella lineare la direzione sembra proprio essere questa. E la conferma arriva dalle recenti dichiarazioni di Mike Hopkins, amministratore delegato di Hulu, nomi ancora sconosciuti da noi ma che sono portabandiera di un nuovo modello di fruizione televisiva. Nato nel 2007 con Aol (America on Line), Msn, MySpace e Yahoo! come partner distributivi, Hulu è un servizio Internet di video on demand, per il momento diffuso solo negli Stati Uniti e in Giappone, che offre film e spettacoli televisivi in diretta, soprattutto della rete Nbc, di Fox e di altri network via cavo. Oggi Hulu conta oltre 10 milioni di abbonati. E, come annunciato sulle pagine del Wall Street Journal da Hopkins (nominato amministratore delegato nel 2013), la piattaforma si sta preparando per lanciare nel 2017 un contenitore «ibrido» in grado di offrire in streaming a chi si abbona, canali e contenuti per ora visibili solo via cavo o sulla tv broadcast. Si tratterebbe in sostanza di proporre una selezione studiata sul profilo dell'utente, dei canali più seguiti, dallo sport all'intrattenimento, entrando così in concorrenza non solo con le pay tv tradizionali, ma anche con i protagonisti digitali. La novità nella proposta di Hulu sta proprio nella «selezione» che si contrappone all'offerta opulenta delle altre reti. A spingere verso questa svolta sono (ovviamente) i tre principali proprietari di Hulu: 21st Century Fox, Walt Disney Company e Comcast's NbcUniversal che in questo modo riuscirebbero ad avere nuovi sbocchi per i loro contenuti e i loro programmi. Nulla di ufficiale per quanto riguarda i dettagli: non si sa quali canali saranno coinvolti (verosimilmente qualcuno targato Fox), ma alcune voci sui costi hanno cominciato a girare e secondo alcuni dei vertici della piattaforma, l'abbonamento dovrebbe costare 40 dollari al mese, meno di una pay tv, decisamente di più rispetto a Netflix, arrivata a 9,99 al mese. «Vogliamo intercettare quella parte di pubblico che è stanca della tv lineare e cerca alternative nello streaming» ha spiegato Hopkins sul quotidiano americano. Quanto ai concorrenti, Amazon e Netflix in primis, non si può parlare ancora di una sfida vera e propria, sia per i numeri sia per i contenuti. Si tratta sì dello stesso mercato, ma l'evoluzione è costante e continua «Stiamo vivendo le novita del mercato assieme. Per il momento non li vedo come dei veri e propri rivali» ha commentato Hopkins. Qualità vs quantità Non solo Hulu, anche Vimeo ha deciso di puntare su un pubblico selezionato. La società guidata da Kerry Trainor ha annunciato il 2 maggio scorso di aver acquisito Vhx, piattaforma digitale di distribuzione che permette a registi e artisti indipendenti di vendere contenuti video al pubblico diret. tamente dal loro sito web, mone tizzando con abbonamenti il pro prio lavoro. Un partner perfetto per Vimeo ( sito web su cui gI utenti possono caricare condivide re e guardare video nato nel no vembre del 2004) che con i suo 280 milioni di utenti vuole trovan la sua nicchia di mercato ed emer gere sugli avversari, puntando su video più artistici e impegnati rispetto a quelli di YouTube. E senza pubblicità. Come le trasmissioni televisive via cavo anche i canali streaming si stanno moltiplicando, «ma — ha commentato Trainor— mentre l'universo video continua a frammentarsi, Vimeo offre gli strumenti ideali per la prossima generazione di canali video premium pronti a servire un pubblico globale di appassionati». E il pubblico ci sarà: sempre più gente è disposta a pagare per accedere a contenuti che li interessano veramente, scappando dalle super offerte pay dagli sport di nicchia che le reti televisive non trasmettono a documentari particolari. La risposta Attaccato su più fronti, anche YouTube si sta organizzando e secondo Bloomberg, starebbe lavorando a «Unplu }: ed», un servizio che consentirà di vedere sulla sua piattaforma dei canali televisivi via cavo dopo la sottoscrizione di un abbonamento. II progetto potrebbe già essere operativo all'inizio del 2017. Per il momento la controllata di Google non ha voluto commentare le indiscrezioni, ma secondo alcune fonti, sarebbe in contatto con compagnie come Viacom, e le stesse NbcUniversal e 21st Century Fox ma non avrebbe ancora sottoscritto alcun contratto per i diritti delle trasmissioni. Già lo scorso anno YouTube si era avvicinata ai servizi a pagamento con «Red», che consente di vedere i video senza interruzioni pubblicitarie pagando un abbonamento mensile di 10 dollari, sul modello di Spotify. «Red» è al momento attivo solo negli Stati Uniti ma dovrebbe diventare disponibile in Europa nei prossimi mesi".

domenica 8 maggio 2016

GOSSIP - Turner la casinara! 
Sophie Turner, who plays Sansa Stark on the hit HBO series Game of Thrones and will soon be soon as Jean Grey in X-Men: Apocalypse, is the May 2016 cover star for Just Jared Spotlight. The 21-year-old actress is one of the few people who have access to knowing all the secrets to the sixth season of GoT, though she doesn’t indulge! Sophie says she only reads her scenes in each script so she can watch the show and be surprised just like everyone else. I haven’t read anyone else’s parts in the script, I only know my part. Sophie told us in our exclusive interview.
Not because I’m lazy, but because I wanted to watch it as a fan so I can only really tease you about my stuff,”
Sophie also opened up to us about why she wants Sansa to die eventually, what happened when Jennifer Lawrence punched her in the vagina, and the advice she got from X-Men‘s original Jean Grey, Famke Janssen. Visit JJSpotlight.com right now for the full feature, including the stunning photo shoot.
JJ: Can you believe that the show is on season 6? At this point, do you remember life before GOT?
ST: I don’t remember life before Game of Thrones. Well I kind of do, but because I started when I was 13, all my formative years have been spent on the Game of Thrones set. I remember bits and pieces, but it feels like it’s flown by. It really does. I feel like we should still be on season 3 to be honest and I still feel like a 15-year-old.
JJ: What’s the beauty in being able to portray the same character for a lengthy amount of time?
ST: Oh my God, it’s amazing. You dream to be able to have a storyline that spans hours and hours and hours but in reality, half of the people who are acting these days get like an hour and a half to portray a huge storyline. And it’s just not enough. When people ask me, “Who is Sansa?” I can’t really tell them because she’s come so far from where she was and had such an insane storyline. It’s amazing. And I’m so excited to see where it goes as well because you know in a couple of years she’s going to be a whole different person from where she is now.
JJ: What would you ultimately like for her?
ST: I want her to get revenge. I want her to avenge her family’s death and everything. But then I kind of want her to die at the end because I want a big death scene. I want her to die and I want Littlefinger to end up on the throne. I don’t really care about anyone else.

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Lick it or Leave it!

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