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lunedì 26 novembre 2012


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!

Quando lo scorso anno Apartment 23 debuttò sulla Abc con la prima (ahimè brevissima) stagione, bastò una manciata di episodi appena per definire la comedy di Nahnatchka Khan (American Dad, Malcom in the Middle) come uno stracult indiscusso.
A seconda stagione inoltrata, non posso che confermare il mio parere iniziale sullo show, che si contraddistingue nel panorama delle sitcom per l’umorismo politicamente scorretto, la sagacità e un’ironia fuori dall’ordinario. L’unico dettaglio su cui devo invece in parte ricredermi, riguarda la protagonista della serie. Mi spiego meglio: Krysten Ritter nei panni della “bitch” Chloe è a dir poco irresistibile, e come già affermato in passato, magnetica come poche altre attrici del piccolo schermo. La puntualizzazione riguarda semplicemente il suo ruolo all’interno di Apartment 23: se lo scorso anno infatti pensavo fosse lei il centro focale di tutto, dopo i primi quattro episodi della season 2, mi trovo “costretta” a sottolineare l’importanza dell’inimitabile James Van Der Beek, che grazie al ruolo (di sé stesso) interpretato nella comedy, è riuscito a mettere da parte i panni (noiosi e sfigati) del buon vecchio Dawson. Messo da parte lo sguardo stucchevole da teenager, James brilla finalmente in tutto il suo talento. È lui l’arma vincente di Apartment 23, con la sua ironia, il suo prendersi in giro con leggerezza, la sua capacità di capovolgere lo stereotipo del “divo della tv” per diventare macchietta di sé stesso e allo stesso tempo un uomo nuovo e irresistibile.


A Ryan Murphy piace distinguersi: lui ama il chiasso, le chiacchiere, i rumors, i pettegolezzi.
Gli piace che in giro si parli di lui, nel bene o nel male.
Lo ha dimostrato, seppur velatamente, anni fa con Popular, ne ha dato ulteriore riprova con Glee per poi sottolinearlo definitivamente con American Horror Story.
Ed eccolo qui anche quest’anno, con The New Normal, a turbare la “quiete altrui”, i benpensanti, i bacchettoni, i qualunquisti, gli stessi che a tempo debito non si risparmiarono dall’additare Modern Family e Fisica e Chimica quali serie “politicamente scorrette”.
E in un attimo, già prima del debutto, il suo The New Normal è stato censurato nello Utah, dall'emittente KSL-TV, ha suscitato lo scontento e l'indignazione delle One Million Mom, ha fatto esplodere un polverone e ancora prima che andasse in onda, ha fatto sì che si parlasse di Murphy e del suo voler sempre render solito l'insolito.
Partiamo dall’inizio: la nuova comedy del creatore di Glee, in onda dall’11 settembre sulla NBC, racconta le bizzarre vicissitudini di una coppia gay decisa a tutti i costi ad adottare un bebè e ad affittare così una madre surrogato.
Dopo un’accurata analisi, la scelta dei due ricade su una giovane disoccupata incasinata e alquanto bislacca già madre di una bambina, la fotocopia della piccola (e indimenticabile) protagonista di Little Miss Sunshine.
A completare il surreale quadretto familiare, la nonna delle due, la classica donna poco propensa a invecchiare, coi capelli ossigenati, le perle al collo e l’ironia di un serpente a sonagli.
Nel ruolo di David e Bryan, i futuri papà, rispettivamente Justin Bartha di Hangover e Andrew Rannells; in quello della madre surrogato Georgia King, mentre la sua tenera canaglia Shania, è interpretata dall’irresistibile Bebe Wood, e dulcis in fundo, nei panni della terribile granma, una strepitosa Ellen Barkin.
Il tono della sitcom è fresco, leggero e godibile e i personaggi deliziosi, ma il plot, nonostante l’iniziale polverone, non è per nulla originale: il tema della coppia gay, dell’adozione con tutti gli annessi e connessi, lo avevamo senza dubbio già visto in Modern Family, e anche la humour, diciamocelo, non è certo quella che lascia il segno. Troppi e a volte eccessivamente stucchevoli i cliché, che fan sì che The New Normal si conquisti il titolo di stracotto della settimana.

sabato 2 giugno 2012

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!


Nei giorni scorsi molte serie sono giunte al termine, alcune salutandoci definitivamente, altre prendendosi semplicemente un break di qualche mese.
Oggi la rubrica Stracult&Stracotti indossa una veste speciale, per eleggere la “top 3” dei migliori Stracult dell’anno “girlpower edition”.

Al terzo posto, 2 Broke Girls, sitcom di casa CBS firmata Michael Patrick King (Sex and the City, Will & Grace) e Whitney Cummings (Chelsea Lately). Le due protagoniste non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra: da una parte Max, ragazzaccia sboccata e cinica, mascolina e dalla lingua tagliente, interpretata dalla conturbante Kat Dennings; dall’altra Caroline (l’eterea Beth Behrs), ex miliardaria ed ereditiera dell’Upper East Side stile Paris Hilton, oggi in bancarotta e nullatenente poiché figlia del truffatore più famoso di Manhattan. Coinquiline, cameriere in una tavola calda che sembra rimasta ferma agli anni Ottanta, “imprenditrici” in erba nel commercio di cupcakes, Max e Caroline non potrebbero essere più diverse e allo stesso tempo più in sintonia tra loro. Il feeling tra le due dà vita a momenti di humour sagace e brillante, in pieno stile ‘80s, mai fuori moda.

Al secondo, direttamente dalla Abc, Apartment 23, tagliente comedy che ha per protagoniste la superlativa Krysten Ritter, nei panni di un’irriverente e super sexy it girl di New York, e Dreama Walker, in quelli della sua timida roommate appena arrivata in città direttamente dall’Indiana. Magnetica la Ritter, un po’ più debole la Walker, spalleggiate dall’ironia di James Van Deer Beek nei panni di stesso: Apartment 23 ha convinto da subito pubblico e critica, assicurandosi così, non solo un rating di ascolti da far invidia a molti altri show, ma anche una seconda assicurata sin dopo pochi episodi. Perfetto il connubio tra le due protagoniste, bilanciato e ben strutturato, capace di tirar fuori gag e sketch davvero irresistibili.

Sul podio, lo show della Nbc dedicato alla superlativa Marilyn Monroe, Smash. Anche in questo caso, al centro delle vicende del musical drama, due donne incredibilmente diverse l’una dall’altra, Ivy (Megan Hilty) e Karen (Katherine McPhee), attrici esordienti con un comune sogno nel cassetto: portare in scena la vita dellla celebre vita di Hollywood. Entrambe ossessionate dall’emblematica figura dell’attrice di Someone Like It Hot, entrambe insicure e fragili come l’attrice stessa, nello show compensano l’una le fragilità dell’altra, nonostante la forte e spiccata rivalità che le divide. A rincarare l’alto tasso di di competizione tra loro, l’arrivo di un’altra importantissima figura femminile, quella di Uma Thurman, anche lei in lizza per il ruolo di Marilyn. Tutto ruota intorno alle protagoniste donne in Smash, nonostante i numerosi personaggi maschili a fare da spalla: una serie dedicata a una grande donna, e in un certo senso, dedicata a tutte le donne in cerca di amore, equilibrio, serenità.



sabato 14 aprile 2012


Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!


L’attesa febbrile per Don’t Trust The Bitch in Apartment 23 è finita: il primo episodio, in onda pochi giorni fa sulla Abc, ha riscosso ben 7 milioni di spettatori, un risultato ottimo per la nuova comedy in midseason.
Un cast di tutto rispetto aveva spianato la strada al debutto dello show già parecchi mesi fa, grazie a un trio di attori di grido: James “Dawson” Van Der Beek, Krysten Ritter (6 Degrees, Breaking Bad) e Dreama Walker (The Good Wife, Royal Pains).
Facile per Apartment 23 con un cast del genere, trasformarsi da subito in uno Stracult: lo humour tagliente, irrefrenabile e sagace conquista dopo pochi minuti appena, la Ritter esercita un fascino magnetico a cui è davvero impossibile resistere e il personaggio che interpreta, Chloe, è a dir poco strepitoso. Inarrestabile (e inaspettata) la comicità dell’ex protagonista di Dawson’s Creek, che qui interpreta il BFF nonché la spalla di Chloe, e che insieme a lei è al centro di battute irriverenti e ciniche e situazioni a dir poco paradossali. Loro alter ego, la dolce e ingenua June, appena arrivata in città in cerca di lavoro e nuova roomie di  Chloe nell’appartamento 23.
Quella che all’apparenza sembra “la” coinquilina perfetta, si trasforma per June in una iena perfida e senza scrupoli, capace di andare a letto col suo fidanzato, nel giorno del suo compleanno, sopra la sua torta! Le carte in regola per sfondare, la serie le ha tutte, speriamo solo non le sprechi e ne faccia invece tesoro!

Una comicità frizzante e spudorata, totalmente agli antipodi rispetto a quella di Bent, la romantic comedy appena conclusa sulla NBC. Lei, Charlie (Amanda Peet, Studio 60, Jack & Jill), è un avvocato in carriera, divorziata da un mese appena, con un ex marito in prigione e una figlia di dieci anni alla quale badare. Lui, Pete (David Walton, Perfect Couples) è un aitante carpentiere, donnaiolo e sciupafemmine, appassionato di surf e con un lungo trascorso nel gioco d’azzardo. Rigida e impostata lei, passionale e superficiale lui:
come finirà?
Ecco, è proprio questo il problema! Sin dai primi minuti infatti, è facile immaginare immediatamente cosa accadrà: ovvero un infinito ed estenuante tira e molla tra i due, infarcito da frecciatine scontate ed eventi più che prevedibili.
In Bent tutto ruota intorno alla più classica delle unrisolved sexual tension che diverte poco, e spesso arriva anche ad annoiare e che fa sì che questa settimana la serie si porti a casa il temuto titolo di “Stracotta”.

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