L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
Con "Riviera" intrighi più soap che crime
"Più soap che crime, Riviera è la nuova serie proposta da Sky Atlantic in 10 puntate, creata dal regista e sceneggiatore Neil Jordan, da un'idea dello storico manager degli U2 Paul McGuinnes. La Riviera in questione è la magica Côte d'Azur, quella in cui Alfred Hitchcock ha ambientato Caccia al ladro. Ma di quel film rimangono solo alcune labili suggestioni. Georgina (Julia Stiles) è una ragazza originaria del Midwest degli Stati Uniti (suo padre è intanto rinchiuso nelle patrie galere) che diventa l'intraprendente seconda moglie del filantropo Constantine Clios (Anthony LaPaglia), dopo essere stata la sua consulente per l'acquisto di quadri celebri. Dopo appena un anno di matrimonio, la vita da sogno alla quale la giovane donna si era rapidamente assuefatta va letteralmente in fumo, quando il marito rimane ucciso in un'esplosione a bordo dello yacht di un'oligarca russo trafficante d'armi. Ovviamente, dietro quella morte, c'è dell'altro: risentimenti che minano i rapporti familiari, i conflitti fra la prima e la seconda moglie di Constantine, gli affari oscuri legato alle aste («Il mondo dell'arte è l'ultimo mercato senza regole»), i traffici dei paradisi fiscali, le manipolazioni. Tutto sembra ruotare attorno a un quadro di argomento mitologico: «Giunone affida Io ad Argo». Giove si innamora della bellissima ninfa Io che vuol possedere ad ogni costo. Lui, il potente re dell'universo, deve esercitare il suo potere e nessuno e niente può impedirglielo. Tuttavia Giove, per nascondere alla moglie Giunone il tradimento, trasforma Io in bianca giovenca... Interessanti sono i ruoli di Delormes (Amr Waked), ispettore di polizia di Nizza e di Jukes (Phil Davis) l'investigatore anti-frode britannico che cercherà di arrivare al cuore degli affari sporchi di Constantine. Qualcosa è andato storto e a risarcimento dei loro sogni infranti, gli eredi cercano di spartirsi il bottino, anche quello (im)morale". (Aldo Grasso)
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giovedì 13 luglio 2017
martedì 11 luglio 2017
NEWS - Fa caldo? Tutti in "Riviera". Da stasera ci sventola il premio Oscar Neil Jordan
Da stasera 11 luglio arriva su Sky Atlantic HD, dalle 21.15 con i primi due episodi, Riviera, la nuova imperdibile produzione originale Sky che sullo sfondo mozzafiato dell’assolato sud della Francia racconta gli intrighi e gli scandali dell’opulentissima e glamour élite della Costa Azzurra. La serie tv, in 10 episodi, è stata creata dal regista e sceneggiatore premio Oscar Neil Jordan (La moglie del soldato, Intervista col vampiro, Il buio nell’anima), da un'idea dello storico manager degli U2 Paul McGuinnes. I primi due episodi sono stati diretti da Phillip Kadelbach (Anna Winter - In nome della giustizia) e portano la firma del vincitore del Booker Prize John Banville (The sea), che ha collaborato alla sceneggiatura. Lo show, una produzione paneuropea che Sky trasmette in 5 paesi (Regno Unito, Irlanda, Italia, Germania e Austria) per una platea complessiva di 21 milioni di utenti, vanta un cast internazionale guidato da Julia Stiles (Save the last dance, la saga di Jason Bourne, Il lato positivo – Silver linings playbook), Lena Olin (Remember me, The reader – A voce alta, Chocolat), Iwan Rheon (l’odiatissimo Ramsay Bolton de Il Trono di Spade, Misfits), Adrian Lester (Hustle) ed Anthony LaPaglia (Senza Traccia). Un po’ dramma familiare un po’ serie crime, Riviera offre un ritratto nerissimo e insieme sfavillante del jet set della Costa Azzurra, a base di scandali, sesso, segreti e inganni. Julia Stiles guida il cast nel ruolo di Georgina Clios, la brillante e intraprendente seconda moglie del filantropo Constantine Clios (Anthony LaPaglia) morto in circostanze misteriose. La scomparsa del miliardario innesca un domino che porta presto la donna, pronta a tutto per salvare la sua famiglia e la sua fortuna, a rendersi conto di quanto poco conoscesse quell’uomo e il mondo in cui viveva. Lena Olin interpreta invece l’ex moglie di Constantine Clios Irina Atman: a seguito della morte dell’ex marito tramerà nell’ombra per tornare ad essere la matriarca del clan dei Clios. Le sue armi? La sua posizione nell’alta società della Riviera e…i suoi figli. Adam, interpretato da Iwan Rheon, è il figlio maggiore di Constantine e Irina, aspira a condurre un’esistenza semplice come scrittore. Nonostante rifiuti in ogni modo l’ostentata opulenza della famiglia, dentro di sé cova un risentimento che lo porterà a oltrepassare i limiti dal momento che potrebbe essere la chiave per scoprire cosa è successo a Constantine. Christos, interpretato da Dimitri Leonidas (The Monuments Men), è l’erede dell’impero economico dei Clios ma dopo la morte del padre si renderà conto di quanto quella posizione sia scomoda e pericolosa. Il grande peso delle responsabilità sulle sue spalle inizierà ben presto a schiacciarlo e a minare le sue sicurezze. Quindi Adriana Clios, personaggio complesso e problematico. É la figlia minore di Constantine e Irina, il suo rapporto con la madre è minato da anni di domande senza risposta. Ha sempre sentito una certa distanza tra sè e i suoi genitori e si sente fuori posto nella sua stessa casa. É l’amore per la sua famiglia, però, che la incoraggerà e rimetterne insieme i pezzi. A prestarle il volto, l’attrice franco-austriaca Roxane Duran, conosciuta per il suo ruolo in White Ribbon.
venerdì 30 dicembre 2016
NEWS - Achtung, compagni! Ecco le serie tv più attese del 2017 in Italia
Articolo tratto da "La Stampa"
Se il 2015 è stato l'anno del lancio, il 2016 è stato l'anno del successo. Non si conoscono i numeri - non sono stati diffusi - ma Netflix è riuscita a ritagliarsi un posto al sole anche in Italia, stravolgendo il mercato. Ed è solo l'inizio. La produzione e la distribuzione delle serie tv è aumentata. Anche la Rai ha dovuto mettersi al passo: prima, un anno fa, con Non uccidere, esperimento riuscito a metà; poi, quest'inverno, con I Medici, kolossal magari criticabile dal punto di vista qualitativo ma non da quello quantitativo, e Rocco Schiavone. Sky non è rimasta a guardare e ha prodotto una delle «serie tv più attese del 2017» negli Stati Uniti, parola di Time: The Young Pope. Insomma: le serie tv, da futuro sono diventate realtà. Sono il nuovo modo di raccontare storie nell'audiovisivo.
E l'anno prossimo sarà così, ugualmente: si produce tanto, si produce anche con più attenzione. Innanzitutto, portando avanti serie di successo: il 2 gennaio, distribuita da Netflix, arriverà la quarta stagione di Sherlock, un episodio a settimana in contemporanea con il Regno Unito; poi toccherà a Twin Peaks di David Lynch con la nuova stagione, in Italia distribuita in primavera da Sky; e quindi a Il Trono di Spade, a Gomorra 3, arrivo previsto in autunno, alla terza stagione di Fargo e alle nuove puntate di House of Cards, sempre mandate in onda da Sky.
Non mancheranno le novità. Tra le serie più attese, vanno sicuramente segnalate Taboo di e con Tom Hardy, che qui in Italia non ha ancora una data d'uscita né un canale; Roadies, creata da Cameron Crowe e ispirata al suo film Quasi famosi, dal 30 gennaio su Mediaset Premium; Una serie di sfortunati eventi, ispirata ai libri di Lemony Snicket, che farà il suo esordio su Netflix il 13 gennaio; Legion, serie tv sui mutanti della Marvel che andrà in onda a febbraio su Fox; Big Little Lies, con Nicole Kidman, che farà il suo esordio il 13 marzo su Sky Atlantic; Iron Fist, nuova serie originale Netflix su uno dei supereroi di Casa Marvel, il quarto (su quattro) dei «Difensori», rilasciata il 17 marzo; e le due nuove produzioni di Sky Europa: Riviera e Britannia. E questa è solo la prima metà del 2017.
In cantiere ci sono tantissimi progetti, alcuni ancora in corso di scrittura, altri arrivati quasi alla fine della lavorazione. C'è la chiacchierata serie tv ispirata alla saga letteraria de L'amica geniale di Elena Ferrante, che verrà prodotta da Wildside (e di cui, a oggi, ancora non si conosce il broadcaster). C'è 1993, il sequel di 1992, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, che dovrebbe andare in onda nella prima metà del 2017; c'è In Treatment, di cui solo pochi giorni fa è stato annunciato il nuovo cast (insieme a Sergio Castellitto, anche Giovanna Mezzogiorno e Giulia Michelini). E poi c'è Suburra, la prima produzione originale di Netflix in Italia: non sarà un sequel del film diretto da Sollima, ma nel cast sono stati confermati alcuni degli attori che abbiamo già visto al cinema, come Alessandro Borghi.
Non bisogna dimenticare che, a partire da dicembre di quest'anno, in Italia è arrivata anche Amazon Video, con le sue serie originali: a oggi, non sono state ancora rese disponibili Crisis in Six Scenes di Woody Allen, o Fleabag. La sensazione, comunque, è che anche il mercato italiano - con tutte le sue limitazioni, e i suoi rallentamenti - si stia sempre più avvicinando a quello internazionale. Buona parte del merito va riconosciuta a Sky, che in questi anni, in una progressione piuttosto veloce, è diventata leader delle produzioni made in Italy di qualità; e pure alla direzione della Rai, che ha stretto più di un accordo con Netflix per la diffusione delle proprie serie.
Articolo tratto da "La Stampa"
Se il 2015 è stato l'anno del lancio, il 2016 è stato l'anno del successo. Non si conoscono i numeri - non sono stati diffusi - ma Netflix è riuscita a ritagliarsi un posto al sole anche in Italia, stravolgendo il mercato. Ed è solo l'inizio. La produzione e la distribuzione delle serie tv è aumentata. Anche la Rai ha dovuto mettersi al passo: prima, un anno fa, con Non uccidere, esperimento riuscito a metà; poi, quest'inverno, con I Medici, kolossal magari criticabile dal punto di vista qualitativo ma non da quello quantitativo, e Rocco Schiavone. Sky non è rimasta a guardare e ha prodotto una delle «serie tv più attese del 2017» negli Stati Uniti, parola di Time: The Young Pope. Insomma: le serie tv, da futuro sono diventate realtà. Sono il nuovo modo di raccontare storie nell'audiovisivo.
E l'anno prossimo sarà così, ugualmente: si produce tanto, si produce anche con più attenzione. Innanzitutto, portando avanti serie di successo: il 2 gennaio, distribuita da Netflix, arriverà la quarta stagione di Sherlock, un episodio a settimana in contemporanea con il Regno Unito; poi toccherà a Twin Peaks di David Lynch con la nuova stagione, in Italia distribuita in primavera da Sky; e quindi a Il Trono di Spade, a Gomorra 3, arrivo previsto in autunno, alla terza stagione di Fargo e alle nuove puntate di House of Cards, sempre mandate in onda da Sky.
Non mancheranno le novità. Tra le serie più attese, vanno sicuramente segnalate Taboo di e con Tom Hardy, che qui in Italia non ha ancora una data d'uscita né un canale; Roadies, creata da Cameron Crowe e ispirata al suo film Quasi famosi, dal 30 gennaio su Mediaset Premium; Una serie di sfortunati eventi, ispirata ai libri di Lemony Snicket, che farà il suo esordio su Netflix il 13 gennaio; Legion, serie tv sui mutanti della Marvel che andrà in onda a febbraio su Fox; Big Little Lies, con Nicole Kidman, che farà il suo esordio il 13 marzo su Sky Atlantic; Iron Fist, nuova serie originale Netflix su uno dei supereroi di Casa Marvel, il quarto (su quattro) dei «Difensori», rilasciata il 17 marzo; e le due nuove produzioni di Sky Europa: Riviera e Britannia. E questa è solo la prima metà del 2017.
In cantiere ci sono tantissimi progetti, alcuni ancora in corso di scrittura, altri arrivati quasi alla fine della lavorazione. C'è la chiacchierata serie tv ispirata alla saga letteraria de L'amica geniale di Elena Ferrante, che verrà prodotta da Wildside (e di cui, a oggi, ancora non si conosce il broadcaster). C'è 1993, il sequel di 1992, con Stefano Accorsi e Miriam Leone, che dovrebbe andare in onda nella prima metà del 2017; c'è In Treatment, di cui solo pochi giorni fa è stato annunciato il nuovo cast (insieme a Sergio Castellitto, anche Giovanna Mezzogiorno e Giulia Michelini). E poi c'è Suburra, la prima produzione originale di Netflix in Italia: non sarà un sequel del film diretto da Sollima, ma nel cast sono stati confermati alcuni degli attori che abbiamo già visto al cinema, come Alessandro Borghi.
Non bisogna dimenticare che, a partire da dicembre di quest'anno, in Italia è arrivata anche Amazon Video, con le sue serie originali: a oggi, non sono state ancora rese disponibili Crisis in Six Scenes di Woody Allen, o Fleabag. La sensazione, comunque, è che anche il mercato italiano - con tutte le sue limitazioni, e i suoi rallentamenti - si stia sempre più avvicinando a quello internazionale. Buona parte del merito va riconosciuta a Sky, che in questi anni, in una progressione piuttosto veloce, è diventata leader delle produzioni made in Italy di qualità; e pure alla direzione della Rai, che ha stretto più di un accordo con Netflix per la diffusione delle proprie serie.
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