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mercoledì 21 agosto 2019

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Un secondo film di "Downton Abbey"? "Porte aperte" (Michelle Dockery dixit)
Michelle Dockery is on the cover of InStyle magazine’s September 2019 subscribers issue cover. Here’s what the 37-year-old actress had to share with the mag…
On returning to her Downton accent: “I’d been so used to playing Americans [accents] that when we filmed Downton Abbey [the upcoming movie, out on September 20], I think [my character] Lady Mary started off being a little too posh.”
On returning to Downton: “Three years, but it felt like no time had passed at all. [I realized] I’d taken some things for granted. Like driving up to that house [the setting for Downton Abbey], it honestly took my breath away. But I think the three-year gap was perfect, because we’d all been off doing our own thing, and it was enough time to really, really miss it.”
On Downton doing more than one movie:“I mean, we’ll see. As Elizabeth McGovern, who plays my mother, just said, ‘All doors are left open.’”

giovedì 13 settembre 2018

NEWS - Che coppia! Tatiana Maslany di "Orphan Black" reciterà con Bryan Cranston di "Breaking Bad" a Broadway 
News tratta da "Deadline"
Orphan Black star Tatiana Maslany will make her Broadway debut this November opposite Bryan Cranston in Network, director Ivo Van Hove’s take on Paddy Chayefsky’s great Oscar-winning 1976 film. Maslany will play Diana Christensen, the icy network executive so memorably performed by Faye Dunaway in the movie. (She won a Best Actress Oscar for the role). Downton Abbey’s Michelle Dockery played the character when the play premiered in London last year. The casting was announced today by producers David Binder, the National Theatre, Patrick Myles, David Luff, Ros Povey and Lee Menzies. Network is presented in association with Dean Stolber. Additional casting will be announced shortly. Network begins performances Saturday, Nov. 10, at the Belasco Theatre (not the Cort Theatre, as previously planned). Official opening date is Thursday, Dec. 6. Maslany, who won a 2016 Emmy Award for her lead role in BBC America’s Orphan Black, is currently featured in Destroyer, the Nicole Kidman-starrer premiering at the Toronto Film Festival (theatrical release set for Dec. 25). She also appeared opposite Jake Gyllenhaal in Stronger, and made her New York stage debut earlier this summer in Second Stage Theater’s Off Broadway production of Mary Page Marlowe. Network, which stars Cranston as the mad-as-hell newsman Howard Beale, world premiered at London’s National Theatre last November. Van Hove directs from Lee Hall’s adaptation of the Chayefsky film. Jan Versweyveld, Van Hove’s longtime collaborator, is the scenic and lighting designer.

mercoledì 12 settembre 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - "Downton Abbey", al via il primo ciak del film (con regista cambiato)
News tratta dal "Corriere della Sera"
Grazie a Lady Mary, ora tutti gli appassionati di Downton Abbey possono stare tranquilli: le riprese del film, prosecuzione ideale della fortunata serie tv, sono iniziate. E bastato che Lady Mary (interpretata da Michelle Dockery) postasse su Instagram una foto in bianco e nero del set con la semplice didascalia «E... si comincia», per una conferma (di fatto) ufficiale dell'avvenuto primo ciak. Erano tre anni che i fan aspettavano questo momento, da quando cioè è andata in onda l'ultimo dei 52 episodi della serie televisiva ambientata fra il 1912 e 111926 nella tenuta fittizia di Downton Abbey nello Yorkshire. Premiato con decine di Emmy, il serial è considerato uno dei migliori prodotti di sempre. Il film, scritto dal creatore della serie Julian Fellowes, non è diretto, come sembrava all'inizio, da Brian Percival (che aveva firmato l'episodio pilota). Il suo posto è stato preso Michael Engler, già regista di qualche puntata.

lunedì 16 luglio 2018

PICCOLO GRANDE SCHERMO - "Downton Abbey", il cult prosegue al cinema!
II film di «Downton Abbey» si farà. Promessa da tempo, la trasposizione della celebre serie inglese in costume ambientata fra il 1912 e il 1926, ha finalmente ricevuto il via libera. Le riprese dovrebbero cominciare già quest'estate con tanti componenti del cast storico come Maggie Smith (la Minerva McGranitt di «Harry Potter»), Michelle Dockery e Hugh Bonneville. La sceneggiatura è di Julian Fellows, l'ideatore della serie, mentre dietro la macchina da presa ci sarà l'inglese Brian Percival, già noto per «About a Girl».

venerdì 29 giugno 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Aiuto, siamo tutti sceneggiatori di serie tv (per la gioia degli showrunner). Il fanatismo seriale tra spoiler, teorie fantasiose spesso azzeccate, commenti accademici, recap e "Rickrolling"
"La domanda "Chi ha ucciso Laura Palmer?" riuscì a intrattenere gli spettatori per 17 episodi e sette mesi (cominciavano gli anni 90). La domanda "Chi ha sparato a J. R.?" li aveva in precedenza intrattenuti per 5 episodi e otto mesi (cominciavano gli anni 80). Gli spettatori italiani vivevano in un mondo tutto loro: negli Stati Uniti avevano già sparato a J. R. e noi mai avevamo visto il cattivo con il cappello texano e il ranch di Dallas. Esercizio pratico: calcoli il candidato quante ere televisive sono trascorse, facendo il confronto con la cagnara scoppiata quando all'inizio degli anni 10 si seppe - con largo anticipo - che Matthew di "Downton Abbey" moriva in un incidente proprio la notte di Natale (l'attore Dan Stevens preferiva Broadway e mollò la serie). Il prossimo traguardo (leggi: il prossimo traguardo finora conosciuto) è un fake di Jonathan Nolan e Lisa Joy, showrunner di "Westworld": la serie che quanto a complicanze e ribaltamenti fa sembrare "Lost" un racconto lineare. Una fake news creata ad arte, perché tale finora era il loro regno (prima di attaccare i lamenti per le ricadute nel reale, fate mente locale sul fatto che nel 1938 Orson Welles finse alla radio che i marziani erano sbarcati sulla terra e molti credettero alla notizia). Jonathan Nolan e Lisa Joy non hanno mai davvero pensato di riunire in un video di mezz'ora tutti i colpi di scena di "Westworld" seconda stagione. Allo scopo di placare i fanatici che dopo ogni puntata cercano di immaginare "come andrà a finire", mettendo la parola fine a una pratica che sui social mischia spoiler e fantasiose teorie. Anche sulla mania dei "recap" - minuziosi riassunti per chi ha perso la puntata, che in realtà servono a chi la puntata non l'ha affatto persa, ma come i maniaci (o i bambini) non si stanca di ascoltare sempre la stessa storia - ci sarebbe qualcosa da dire. Credevamo che l'ossessione per il commento fosse un'attività per noiosi accademici. Scopriamo che nell'èra della velocità e della distrazione ha insospettabili adepti. Motiva il fake (oltre a un giochetto che si chiama "Rickrolling" e consiste nel promettere video imperdibili, reindirizzando su un video musicale di Rick Astley datato 1987) la disperazione degli sceneggiatori. "Voi a scrivere siete tanti, e io a leggere sono solo" lamentava Massimo Troisi. "Noi a inventare trame siamo pochi, e voi a smontarle e anticiparle siete migliaia e migliaia" è il lamento degli showrunner, nell'era della sovrabbondanza televisiva. Matt Zoller Seitz sul New York Magazine - un fantastico numero tutto sulla tv- ricorda che la prima stagione di "Westworld" fu cambiata in corsa, i fan avevano azzeccato troppi dettagli guastando la sorpresa. Quando i fan scoprirono a metà stagione che in "Mr Robot" c'era un tocco di "Fight Club" (tanto per non fare altri spoiler) lo showrunner Sam Esmail lasciò la storia tale e quale. Una soluzione al "siamo-tuttisceneggiatori" ci sarebbe: mettere a fuoco meglio i personaggi e non puntare tutto sui colpi di scena". (Mariarosa Mancuso)

venerdì 8 dicembre 2017

NEWS - Achtung, compagni! Domenica 10 dicembre una valanga di gadget, cimeli e memorabilia seriali al "Bagagliaio" di Milano (Novegro). Padiglione C, Posto 35. Imperdibile: pezzi unici, occasione unica!
Domenica 10 dicembre c'è un'occasione unica e irripetibile per tutti gli amanti delle serie tv. Al "Bagagliaio" di Milano (Parco Esposizioni di Novegro) c'è una svendita di gadget, cimeli e memorabilia seriali da collezione cult.
Siete fan di "Game Of Thrones", "Breaking Bad", "The Walking Dead", "The Vampire Diaries", "Pretty Little Liars", "The Big Bang Theory", "Doctor Who", "Sex and the City", "Lost", "Blindspot", ""Downton Abbey", "Sons of Anarchy", "Buffy", "Battlestar Galactica", "Desperate Housewives", "Gotham", "Dexter"...e in generale delle serie tv? Bene, allora correte! Troverete pane per i vostri denti affamati! Gadget, cimeli, memorabilia delle vostre serie tv preferite. L'apertura cancelli è dalle ore 8.30 (costo ingresso: 3 euro). Be there!

giovedì 22 giugno 2017

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Udite, udite! E' giunta l'ora del film di "Downton Abbey" (prossimo anno...che con questo caldo sembrerà un secolo)

News tratta da "TvLine"
Less than two years after the Crawleys bade farewell to their international audience, a plan is in motion to reopen the doors of Downton Abbey. “There’s a movie in the works,” Michael Edelstein, president at NBCUniversal International Studios, told the Associated Press this week at the opening of Downton Abbey: The Exhibition in Singapore. “It’s been in the works for some time. We are working on getting the script right, and then we’ve got to figure out how to get the [cast] together. … But we’re hopeful to make a movie sometime next year.” But getting the original stars back together could be easier said than done. When asked about the movie’s prospects, Sophie McShera (who played cook Daisy Mason) told the AP, “We have no idea if it’s happening … but we would all love to be part of the film if it was to happen.” Laura Carmichael (aka Lady Edith) also quipped, “Tell my agent, because we’re still waiting to know [if the movie is coming together]. We’re hoping that will happen soon.” Many cast members from the British import, which aired Stateside on PBS from Jan. 2011 to March 2016, have already gone on to other projects since the show wrapped production: Michelle Dockery (aka Lady Mary Crawley) is now stirring up trouble on TNT’s Good Behavior; Dan Stevens (the late, great Matthew Crawley) is headlining FX’s Legion; and Brendan Coyle (John Bates) is cleaning up on the Esquire Network’s Spotless.

giovedì 9 febbraio 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Basta un foulard per innamorarsi di "Legion"
"Giusto contrappasso, visti il sussiego e la serietà — oltre alla quantità — con cui arrivano sugli schermi. D'accordo, c'è stato un momento in cui i vendicatori mascherati raccontavano qualcosa del mondo, e un altro in cui i registi sfoderavano idee brillanti. Tempo scaduto: appena arriva qualcosa di originale, per esempio il mercenario parolaio "Deadpool" di Tim Miller, spunta una candidatura ai Golden Globe. L'ultimo Batman è un pupazzetto Lego (nel film "Lego Batman" di Chris McKay, esce giovedì prossimo). Vive in rancorosa solitudine mangiando aragosta e sfoggiando gli addominali (nove, l'uomo pipistrello ne ha uno più del dovuto). Superman organizza feste nel suo nascondiglio e non lo invita mai. Affidata alle cure di Noah Hawley — showrunner della serie "Fargo": finora due stagioni che rendono omaggio ai fratelli Coen con grande originalità — la metamorfosi del supereroe chiamato Legion è ancora più clamorosa. La serie è partita negli Usa (per gli spettatori italiani sarà su Fox dal 13 febbraio). Il protagonista è imparentato con gli X-Men: suo padre Charles Xavier, colui che nell'universo Marvel riunisce e protegge i mutanti, lo ha avuto in Israele da una sopravvissuta all'Olocausto. Tutti i supereroi sono ebrei, non solo le supereroine Masada e Sabra — lo sostiene Simcha Weinstein nel suo saggio "Up Up and Oy Vey: How Jewish History, Culture and Values Shaped The Comic Book Superhero". Legion è più ebreo degli altri. Vi diranno "Personalità multipla", e vi verrà la voglia di scappare (come è venuta a noi, anche perché eravamo reduci, con danni, dal "Split" di M. Night Shyamalan). Restate, almeno fino a quando compare il Clockworks Psichiatric Hospital. "A Clockworks Orange" — un'arancia a orologeria — era il titolo del romanzo scritto nel 1962 da Anthony Burgess (lo scrittore ha sempre odiato "Arancia meccanica", il film diretto Stanley Kubrick dieci anni dopo). Segno che Noah Hawley non ha visto solo serie tv, e neppure soltanto film dei fratelli Coen. Segno che l'orizzonte si allarga — perlomeno — ai condizionamenti e al libero arbitrio. Legion nasce con il nome di David Haller. Lo vediamo nelle prime scene moccioso in culla e poi bambinetto e poi adolescente, mentre cominciano a manifestarsi i superpoteri che ne faranno un reietto e un ricercato. L'ospedale psichiatrico fornisce ai ricoverati felpe arancione Guantanamo (solo un po' sbiadito, devono essere i troppi lavaggi). Ritroviamo la classica scena manicomiale, gente catatonica o agitatissima attorno al nuovo paziente, in un'edizione a metà tra l'hipster e il retrò. Ammiriamo il lavoro dello scenografo, del direttore della fotografia, del costumista che spengono i colori e li illividiscono (i supereroi di solito hanno tute fiammanti in colori saturi). Il giovane David ha già capito come funziona il Comma 22 psichiatrico: "Se dico sto bene' pensano che sono matto; se dico sono matto' aumentano il dosaggio delle medicine". I supereroi hanno di solito il volto mascherato. Qui godiamo ogni sfumatura sul volto di Dan Stevens (era Matthew in "Downton Abbey": lasciò la serie perché voleva provare ruoli diversi, lo fecero morire in un incidente d'auto), già candidato al titolo di schizofrenico più sexy mai visto su uno schermo. Soprattutto quando si innamora di Syd (di cognome le hanno messo Barrett, come il fondatore dei Pink Floyd che lasciò nel 1968 il gruppo perché fuori di testa). Lei non vuole essere toccata. Si tengono per mano afferrando le estremità dello stesso foulard. Basta per innamorarsi della serie". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 19 settembre 2016

 NEWS - Emmys, la duplice vittoria di "Veep" alla vigilia delle presidenziali è un segnale...mica da ridere! Premi riparatori a Malek e Maslany ("Mr.Robot", "Orphan Black"). William H. Macy può essere nominato anche 100 volte che tanto non vincerà mai...


MIGLIOR COMEDY
Black-ish
Master of None
Modern Family
Silicon Valley
Transparent
Unbreakable Kimmy Schmidt
Veep

MIGLIOR DRAMA
Game of Thrones
The Americans
Better Call Saul
Downton Abbey
Homeland
House of Cards
Mr. Robot



MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA DRAMA
Kyle Chandler, Bloodline
Rami Malek, Mr. Robot
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Matthew Rhys, The Americans
Liev Schreiber, Ray Donovan
Kevin Spacey, House of Cards
Malek
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DRAMA
Claire Danes, Homeland
Viola Davis, How to Get Away with Murder
Taraji P. Henson, Empire
Tatiana Maslany, Orphan Black
Keri Russell, The Americans
Robin Wright, House of Cards
THE 68TH EMMY(r) AWARDS - “The 68th Emmy Awards” broadcasts live from The Microsoft Theater in Los Angeles, Sunday, September 18 (7:00-11:00 p.m. EDT/4:00-8:00 p.m. PDT), on ABC and is hosted by Jimmy Kimmel. (ABC/Image Group LA) TATIANA MASLANY

ATTORE NON PROTAGONISTA DRAMA
Jonathan Banks, Better Call Saul
Peter Dinklage, Game of Thrones
Michael Kelly, House of Cards
Kit Harington, Game of Thrones
Ben Mendelsohn, Bloodline
Jon Voight, Ray Donovan

ATTRICE NON PROTAGONISTA DRAMA
Emilia Clarke, Game of Thrones
Lena Headey, Game of Thrones
Maggie Smith, Downton Abbey
Maura Tierney, The Affair
Maisie Williams, Game of Thrones
Constance Zimmer, UnREAL

ATTORE PROTAGONISTA COMEDY
Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Thomas Middleditch, Silicon Valley
Will Forte, The Last Man on Earth
William H. Macy, Shameless
Jeffrey Tambor, Transparent


ATTRICE PROTAGONISTA COMEDY
Ellie Kemper, Unbreakable Kimmy Schmidt
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Lauri Metcalf, Getting On
Tracee Ellis Ross, Black-ish
Amy Schumer, Inside Amy Schumer
Lily Tomlin, Grace and Frankie
dreyfuss
ATTORE NON PROTAGONISTA COMEDY
Louie Anderson, Baskets
Andre Braugher, Brooklyn Nine-Nine
Tituss Burgess, Unbreakable Kimmy Schmidt
Ty Burrell, Modern Family
Tony Hale, Veep
Keegan-Michael Key, Key&Peele
Matt Walsh, Veep

mercoledì 20 aprile 2016

NEWS - A(m)mazon, che concorrenza! Netflix sotto attacco dalla sempre più competitiva Prime Video

Articolo tratto da "Italia Oggi"
Amazon lancia definitivamente il guanto di sfida a Netflix sul video on demand. Da domenica gli americani possono abbonarsi al servizio Prime Video del gigante dell'e-commerce a 8,99 dollari al mese senza vincoli (al cambio attuale circa 8 euro) ovvero 1 dollaro in meno dell'abbonamento più diffuso di Netflix, quello in Hd che costa 10 dollari (per la definizione standard si parte invece da 7,99 dollari). Fino a questo momento Prime Video era un bonus inserito nel più generale Prime di Amazon, che costa 99 dollari all'anno e il cui principale servizio è la consegna degli ordini sul sito gratis in massimo due giorni più vari altri benefit, tra cui musica in streaming e una selezione di ebook. Dal momento che ogni mossa di Jeff Bezos è pesata e calcolata, evidentemente l'offerta video è ormai giudicata abbastanza competitiva rispetto a quella di Netflix e in grado di camminare da sola. Da un po' di tempo, infatti, Amazon ha cominciato a investire seriamente per acquisire diritti in esclusiva per Prime Video (Downton Abbey e Mr Robot, fra gli altri), ha direttamente prodotto serie come Mozart in the jungle e Transparent arruolando persino Woody Allen per una nuova serie che sarà lanciata quest'anno. Per giunta, lanciando un'offerta video separata dal resto, Bezos potrà ottenere un altro vantaggio (o forse è questo il principale motivo, chi lo sa): quello di far capire agli utenti il valore di un abbonamento tradizionale a Prime, che fatti i conti costa meno del solo video e offre di più. Non ci sono numeri sui clienti di Prime negli Usa, ma alcune stime parlano di 50/60 milioni di abbonati, dati comunque non significativi per capire quanti abbiano fatto l'abbonamento in primo luogo per i video. Analizzando l'utilizzo dei dati in rete, c'è chi ipotizza gli utenti reali di Prime Video siano il 10% di quelli di Netflix negli Usa, pari a 45,4 milioni a fine marzo. In Italia il servizio Prime consente di avere le consegne in un giorno su 1 milione di prodotti a 19,99 euro all'anno, ma non c'è ancora il video on demand, presente al di fuori degli Usa solo in Regno Unito e Germania. L'annuncio di Amazon è arrivato poche ore prima del rilascio della trimestrale di Netflix (avvenuto nella tarda serata di ieri quando questo giornale era chiuso in redazione), anche questa una mossa scaltra: quando si scoprirà se gli 1,75 milioni di abbonati netti in più negli Usa previsti dall'azienda saranno stati raggiunti, si parlerà molto anche della nuova sfida di Bezos.

mercoledì 13 gennaio 2016

NEWS - Anche l'Irlanda ha il suo "Downton Abbey"! Boom di ascolti per "Rebellion" (41% di share)
In occasione del centenario della nascita delle Repubblica Irlandese, il canale RTE ONE ha inaugurato un ciclo di programmi dedicati all’argomento. A fare da apripista è stata, domenica 3 gennaio 2016, la serie Rebellion (ZODIAK, 5x60’), che si è rivelata uno straordinario successo per gli standard del broadcaster. Con il 41% di share (a.m. 620 mila), infatti, la premiere ha superato nettamente la media di rete PT (18%), risultando uno dei migliori titoli di sempre per RTE ONE. Il dato così basso dell’ascolto medio va correlato ad un contesto nazionale che conta poco più di 4.5 milioni di abitanti per sette canali televisivi. Coprodotta da Sundance negli Stati Uniti, Rebellion è già stata rinnovata per una seconda stagione.

giovedì 8 ottobre 2015

NEWS - Tv allo specchio. "Downton Abbey" vs. "Il Segreto",  così lontani così vicini. Sabato in Triennale a Milano un confronto ai confini della realtà tv
La tv sta cambiando. E in Italia? Nell’Ambito del festival “Studio in Triennale”, appuntamento annuale di eventi, panel e interviste pubbliche organizzato da “Rivista Studio” alla Triennale di Milano, giunto quest’anno alla 4° edizione, si parlerà anche di questo. Sabato 10 ottobre, alle ore 12.00, si confronteranno due titoli apparentemente diversi come “Downton Abbey” (5° stagione inedita su La 5 dal 18 ottobre) e “Il Segreto” (Canale 5). Il direttore di Canale 5, Giancarlo Scheri, e il direttore dei canali tematici free di Mediaset, Marco Costa – moderati dalla giornalista Stefania Carini – metteranno a confronto l’amatissima e popolare soap “Il Segreto” con il “gioiellino” della critica “Downton Abbey”.

martedì 7 aprile 2015

TWITTER-JAM - Le migliori twittate seriali


lunedì 12 gennaio 2015

NEWS - Golden Globes, "Fargo" è un..."Affair" alquanto "Transparent"! Delusione totale "True Detective"


Miglior drama: The Affair, Showtime.
Miglior comedy: Transparent, Amazon.
Miglior attore di una serie tv drama: Kevin Spacey, per il ruolo di Francis J. Underwood in House of Cards (Netflix)
Miglior attrice di una serie tv drama: Ruth Wilson, per il ruolo di Alison Lockhart in The Affair (Showtime).
Miglior attore di una serie tv comedy: Jeffrey Tambor, Transparent (Amazon).
Miglior attrice di una serie tv comedy: Gina Rodriguez, Jane The Virgin (The CW).
Miglior miniserie o film-tv: Fargo, Fx.
Miglior attore in una miniserie o film-tv: Billy Bob Thornton, Fargo (FX).
Miglior attrice in una miniserie o film-tv: Maggie Gyllenhaal, per il ruolo di Nessa Stein in The Honorable Woman (Bbc Two).
Miglior attore non protagonista in una serie tv, miniserie o film-tv: Matt Bomer, The Normal Heart (HBO).
Miglior attrice non protagonista in una serie tv, miniserie o film-tv: Joanne Froggatt, per il ruolo di Anna Bates in Downton Abbey (Itv)

venerdì 9 gennaio 2015

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Se "Downton Abbey" diventa più soap
"I tempi cambiano a «Downton Abbey»: il processo di democratizzazione avanza, la crisi economica erode il patrimonio ereditato da Lord Grantham, il vento del socialismo lambisce la tenuta. I tempi cambiano anche per la collocazione nel palinsesto: stretto su Rete4 tra «Centovetrine» e «Vento di passioni», la celebre serie inglese sembra accentuare il lato soap, che già è robusto di suo (giovedì, ore 21.20). Eppure è sempre un piacere seguirla: sarà per il capovolgimento attraverso cui la servitù sembra ancora più restia ai cambiamenti del padronato, sarà per quel perfezionismo che manca alla nostra fiction (la serie è un affresco d'epoca maniacalmente curato in ogni minimo dettaglio, dalla rappresentazione del cibo, agli abiti, alla postura che gli attori devono mantenere in scena), sarà per le dinamiche sociali fra «servo» e «padrone», secondo una consolidata tradizione drammaturgica inglese, sarà perché il mondo, come sostiene il maggiordomo Charles Carson, «gira attorno a una tavola ben apparecchiata», sta di fatto che la creatura di Julian Fellowes (il cui titolo nobiliare completo è Barone Fellowes di West Stafford), conservatore, di dichiarate simpatie monarchiche, è il racconto di un lento naufragio, che ha preso le mosse da quello vero del Titanic. A «Downton» il cambiamento fa paura: dai piccoli dettagli della vita quotidiana (ogni volta, tocca a Lady Violet esprimere il disgusto per il nuovo) ai grandi ideali, tutto è intriso di nostalgia per un tempo che si percepisce come irrimediabilmente finito, per uno stile di vita che è stato sacrificato sull'altare del «progresso» sociale. Come ogni soap che si rispetti (in questo caso ci troviamo di fronte a una soap «culturale»), «Downton Abbey» procede per colpi di scena emotivi, in un terreno dove soldi e sesso (molto mascherato), intesi come dinamiche di potere, rappresentano motori importanti per innescare gli snodi del racconto". (Aldo Grasso, 03.01.2015)

domenica 16 novembre 2014

GOSSIP - Claire Danes su "Glamour" UK a tutto photoshop con t-shirt dei Def Leppard: "mio marito Hugh Dancy degno di 'Downton Abbey"!
Claire Danes flashes her beautiful smile on the cover of Glamour UK‘s December 2014 issue.
Here is what the 35-year-old Homeland actress had to share with the mag:
On her infamous cry face on Homeland: “I’ve never been terribly preoccupied with how I look performing. Certainly Carrie is not defined by her attractiveness.”
On her husband Hugh Dancy: “He is a gentleman. Downton Abbey-esque? I guess. He was raised well, went to great schools, he’s a clever guy and he makes me giggle… I scored. I lucked out, big-time! But when you’re truly intimate with somebody, they tend to lose their physical shape, you see through them. Occasionally I’ll wake up and notice his… form. And I’ll be, ‘Oh, wow. Dude. Is a looker.’ Then I get shy, all over again. It’s not why I love him, but it’s a very nice bonus.
On not working with Damian Lewis anymore: “I miss acting with Damian, first and foremost. He is an extraordinarily gifted performer. I also miss his friendship, he’s a very bright, funny chap, who adores his wife and kids. It’s rare to find someone equally as talented as he is kind and sane.”
For more from Claire, visit GlamourMagazine.co.uk!

venerdì 2 maggio 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Broadchurch", non solo giallo
"Non bisogna perdersi la serie inglese «Broadchurch», iniziata sul canale di telefilm Giallo (canale 38 del digitale terrestre, lunedì, ore 21.05). Insieme ad altri esempi recenti (come «Sherlock» e «Downton Abbey»), la serie dimostra che anche fuori dagli Stati Uniti si possono realizzare fiction di alta qualità. La storia è ambientata in un piccolo paese affacciato sulla costa: poche anime, una vita che si anima d'estate con l'arrivo dei turisti attratti dalle scogliere e dall'incantevole spiaggia. A «Broadchurch» tutti si conoscono, le relazioni di vicinato sostanziano l'esistenza dei suoi abitanti in un clima di pigra e rassicurante noia. Per questo, quando il cadavere di un bambino di undici anni, figlio di una famiglia molto nota in paese, viene ritrovato sulla spiaggia, non sono sconvolte solo le vite dei suoi genitori ma quelle di tutta la comunità. Iniziano i misteri, parte la girandola dei sospetti, non da ultimo inizia lo sciacallaggio dei mezzi di comunicazione che immediatamente si buttano sul caso. Tra le cose più interessanti della serie c'è il rapporto tra i due investigatori che guidano le indagini, Alec Hardy e Ellie Miller. La coppia di poliziotti è un classico del racconto giallo, ma «Broadchurch» la colora di nuove sfumature: Alec è un uomo all'apparenza freddo e molto determinato, che presto si scopre essere anche ombroso e tormentato da un passato misterioso. Ellie è nata e cresciuta a Broadchurch, è un membro portante della comunità: a tratti goffa, molto emotiva, sembra subire la leadership del collega Alec ma dimostrerà un buon fiuto investigativo. L'importante sarà lasciare da parte la confidenza nei confronti dei sospettati che conosce da una vita, sgretolare tutte le proprie certezze arrendendosi all'idea che anche dietro al più innocuo vicino si può nascondere un assassino". (Aldo Grasso, 29.04.2014)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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