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mercoledì 15 luglio 2020

NEWS - Uniti per la Naya! Ryan Murphy e gli altri ideatori di "Glee" istituiscono un fondo per gli studi del figlio della Rivera
The creators of Glee – Ryan Murphy, Brad Falchuk and Ian Brennan – have paid a beautiful tribute to Naya Rivera, who died after a drowning accident this week.
In their statement, the three producers honored Naya‘s memory and have stated that they intend to start a college fund for her four-year-old son, Josey.
“We are heartbroken over the loss of our friend Naya Rivera,” their tribute starts. “Naya wasn’t a series regular when we cast her on Glee. She didn’t have more than a few lines in the pilot. But it didn’t take more than an episode or two for us to realize that we had lucked into finding one of the most talented, special stars we would ever have the pleasure of working with.”
It continues, “Naya could act, she could dance, and she could sing (could she ever sing!) She could nail a joke as well as she could crush you with an emotional scene. She could move between being scary tough and deeply vulnerable with ease. She was a joy to write for, a joy to direct and a joy to be around.”
“Naya is responsible for numerous iconic Glee musical performances- The Adele Mash Up, Valerie, Songbird- but her greatest Glee legacy is probably the humor and humanity that she brought to Santana’s relationship with her best friend and eventual girlfriend/wife Brittany (played by Heather Morris). It was one of the first times an openly lesbian, high school relationship was seen on network television and Naya understood what ‘Brittana’ meant to the many young women who were seeing themselves represented on television for the first time.”
“Naya always made sure that Santana’s love for Brittany was expressed with dignity, strength and with pure intentions. Naya was always moved by the girls who reached out to her to tell her how much Santana and Brittany’s love affected them. Naya’s obligation to them- and to all of her fans- was obvious. She had the rare combination of humility and endless confidence in her talent.”
The three went on, saying, “Naya was a real pro. Always on time, always knew her lines (which wasn’t easy considering the giant mouthfuls of dialogue we often gave her), always kept everyone laughing on the set. She was warm and caring and fiercely protective of the rest of the cast. She was tough and demanding. She was fun. She was kind. She was generous. There were ups and downs during the wonderful and stressful years we spent making Glee. We disagreed, we fought, we made up, then we fought some more, than we made up again. The kinds of things that happen in a family. Naya was more than just an actor on our show- she was our friend.”
The statement concluded, “Our hearts go out to her family, especially her mom, Yolanda, who was a big part of the Glee family and her son Josey. The three of us are currently in the process of creating a college fund for the beautiful son Naya loved most of all.”

venerdì 10 luglio 2020

NEWS - Maledizione "Glee"! Naya Rivera dispersa in un lago in California ("è probabilmente morta"). E' il terzo membro del cast dal destino tragico dopo le morti di Cory Monteith e Mark Sailing


News tratta da "Il Messaggero"
Per sei anni, dal 2009 al 2015, è stato il programma cult che ha voluto comunicare questo messaggio di ottimismo ai tanti adolescenti che si sentivano emarginati. Eppure Glee verrà ricordato anche per l'ombra scura che l'ha sovrastato. Rivalità interne, relazioni e tradimenti, suicidi, morti accidentali sono avvenuti dietro quella facciata di sorrisi e successi. L'ultimo fatto tragico si sta svolgendo in queste ore, mentre la polizia della California cerca il corpo di Naya Rivera in un lago poco a nord di Los Angeles. La 33enne attrice, che nel programma interpretava la cheerleader Santana Lopez, aveva affittato una barca nel pomeriggio di mercoledì, insieme al figlio di quattro anni, Josey. Circa tre ore più tardi un altro turista ha notato la barca che galleggiava, con dentro solo il bambino, addormentato. Il piccolo, che indossava il giubbotto salvagente, ha detto: «La mamma è andata a nuotare, ma non è ancora tornata». Le ricerche sono cominciate immediatamente, sia con squadre di sub che con elicotteri e droni. Ma sono state interrotte la sera, per l'oscurità, e riprese ieri mattina all'alba. «Un lago di queste dimensioni presenta molte difficoltà» ha spiegato il capitano Eric Buschow. Il lago si trova nel parco nazionale Los Padres, ed è una destinazione amata dai gitanti, ma negli anni ci sono stati vari incidenti, perché la gente sottovaluta la profondità e la temperatura fredda delle sue acque. 11 bambino è stato affidato al padre, l'attore Ryan Dorsey, che ne condivideva l'affidamento con Naya. La coppia aveva divorziato due anni fa, dopo quattro anni di matrimonio non esattamente di miele, tanto che Naya si è fatta qualche ora di carcere per aver colpito Ryan al volto durante una lite, nel 2017. La coppia si era unita in matrimonio nel giugno del 2014, nello stesso giorno in cui originariamente lei doveva volare a nozze con il suo precedente fidanzato, il cantante rap Big Sean. Invece l'attrice e il cantante si sono lasciati e Naya si è sposata con Ryan, un popolare attore televisivo. Nel frattempo però l'attrice aveva anche avuto una relazione con un collega sul set, l'attore Mark Sailing, che in GIee interpretava il personaggio di Puck, e che più tardi, ne12018, si è suicidato. Sailing era sotto inchiesta perché trovato in possesso di materiale pedopornografico. Sapeva che la sua carriera era finita e che lo aspettava quasi sicuramente una lunga pena detentiva. Il suo suicidio due anni fa e l'apparente morte di Naya per annegamento oggi, sono solo due delle ombre cupe che oscurano il nome di Glee. Nel 2013 il programma aveva perso il suo attore principale, Cory Monteith, che interpretava la parte di un giocatore di football che accetta a malavoglia di far parte del club musicale, il Glee appunto, della sua scuola. Nel 2013, poco prima che Glee cominciasse la quarta stagione, Monteith fu trovato morto per overdose di alcol ed eroina in un albergo di Vancouver. Ma lo stesso creatore del programma, Ryan Murphy, ha raccontato come sul set ci fossero spesso problemi. Nonostante l'immenso successo di pubblico, la conquista di ben due Golden Globe e la popolarità che ha baciato tutti i suoi interpreti, sul set non sono mancate tensioni, soprattutto fra l'attrice Lea Michele e Naya: se i personaggi interpretati dalle due attrici erano in contrasto nella commedia, non fingevano, perché lo erano anche nella vita reale. A sentire Murphy, poi, gli attori andavano a letto, si lasciavano e si ritrovavano con grande facilità, creando gelosie e contrasti nella piccola troupe. Ieri tuttavia numerosi ex membri del cast del programma, incluso la nota cantante Demi Lovato, hanno espresso la loro speranza che Naya venga ritrovata sana e salva.
a dato ai giovani incoraggiamento e allegria".

lunedì 8 giugno 2020

GOSSIP - Clamoroso al CibaLea! Tutti contro la Michele: Naya Rivera e Heather Morris si levano i cazzi dalle scarpe contro la collega primadonna di "Glee"..."sgradevole" 
Naya Rivera has unfollowed Lea Michele on Instagram following the allegations that have been made about the actress’ behavior on the set of Glee and other projects. It’s no secret to fans that Naya and Lea were in a feud throughout their time on the show and it has even been addressed by the show’s creator Ryan Murphy. Naya also addressed the feud in her memoir that came out in 2016. Naya had been following Lea on Instagram up until Tuesday night (June 2). As of today, she is no longer following her on the social media platform. The only Glee cast members who Lea follows are Darren Criss, Chris Colfer, and Becca Tobin.
Even Heather Morris is speaking out about the allegations made against her former Glee co-star Lea Michele. The 33-year-old actress and dancer, who played cheerleader Brittany S. Pierce on the beloved series, says that Lea was “very” unpleasant to work with. Samantha Ware, who appeared on the show’s final season, spoke out earlier this week and said that Lea made her first television gig a “living hell.”
Heather said, “Let me be very clear, Hate is a disease in America that we are trying to cure, so I would never wish for hate to be spread to anyone else. With that said, was she unpleasant to work with? Very much so; for Lea to treat others with the disrespect that she did for as long as she did, I believe she SHOULD be called out.”
“And yet, it’s also on us because to allow it to go on for so long without speaking out is something else we’re learning along with the rest of society,” Heather continued. “But, at the current moment its implied that she is a racist and although I cannot comment on her beliefs, I think we’re assuming, and you know what happens when we all assume…”

lunedì 28 ottobre 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Con "The Politician" Ryan Murphy passa a Netflix con le sue ossessioni
"La vita da liceali americani può essere un inferno (lo sappiamo da innumerevoli film, in mancanza di esperienza diretta). Le campagne elettorali per la presidenza degli Stati Uniti lo sono altrettanto (oltre al cinema, innumerevoli cronache illustrano giochi sporchi e colpi bassi). A mischiarle, esce un film come "Election" di Alexander Payne: Reese Witherspoon vuole diventare a tutti i costi capo del consiglio scolastico, il professor Matthew Broderick inventa un candidato da opporle: non è educativo vincere senza avversari. Oppure esce una serie Netflix come "The Politician", firmata Ryan Murphy con Brad Falchuk e Ian Brennan. Da quando aveva sette anni, Payton Hobart vuole diventare presidente degli Stati Uniti. Non si può a rigore chiamare sogno: è sicuro che la Casa Bianca toccherà a lui, intanto studia le biografie dei presidenti passati cercando di trarne utili lezioni. Qualcuno veniva da famiglia ricca, altri si sono fatti da sé. Il giovanotto ha il perfetto equilibrio: gli Hobart che lo hanno adottato sono miliardari, ma la madre era cameriera. Prima tappa Harvard, e prima ancora le elezioni scolastiche - purtroppo nei dibattiti suda come Richard Nixon nel duello tv contro J. F. Kennedy. Payton è anche bruttino, a confronto con il suo primo avversario e ai fratelloni acquisiti, freddo e privo di empatia. Ma c'è rimedio. Per "ammorbidire l'immagine" serve un vice che attiri le simpatie dei votanti e rispetti le sempre più assurde casistiche della correttezza politica. Basterà una ragazza nera sovrappeso? Diciamo ragazza per far presto, lei preferisce definirsi "Gender Nonconforming": non rientra né nell'una né nell'altra delle rigide categorie. 0 è meglio una studentessa malata di cancro, pallida e con la bandana in testa? All'avversario - atletico, insegnate di cinese, ahimè suicida al secondo tentativo - si sostituisce la di lui fidanzata. Parlando di emozioni, la mossa equivale per Payton allo scacco matto. Dopo "Nip/Tuck", la serie sui chirurghi plastici, Ethan Coen non guarda (o finge di non guardare) la televisione, sennò l'avrebbe messa nella sua conversazione alla Festa di Roma, intitolata "Surgery!" con l'esclamativo finale, come nelle riviste pulp - Ryan Murphy ha inventato "American Horror Story", la serie antologica "Feud", "American Crime Story" che pesca nel genere "true crime": la seconda stagione, molto premiata, era dedicata all'assassinio di Gianni Versace. E molto altro inventerà. Ha sul tavolo una quindicina di progetti, per inclinazione personale (divide la giornata in quarti d'ora, mezz'ora al massimo, non conosce sabati né domeniche) e perché ha firmato con Netflix un contratto da 300 milioni di dollari. Mamma Gwyneth Paltrow si dà al giardinaggio nella magnifica villa losangelina, con uno strepitoso abito lungo rosso, cappello e guanti, roba da film hollywoodiano degli anni 50. Del resto, come fanno notare a Payton i suoi tre addetti all'immagine: "Hai tre Picasso nella stanza della governante, e le foto di Natale in casa vostra le scattava Annie Leibowitz". Arriva un'altra guest diva: Jessica Lange malvestita e maltruccata, che sfrutta la malattia della figlia per concedersi qualche piccolo lusso (al cinema, avevamo visto la famiglia di Jake Gyllenhaal in "Stronger" di David Gordon Green). Molte saranno le sorprese, tutte sul tema del vero, del falso, della sopravvalutata autenticità. Ryan Murphy è passato a Netflix con le sue ossessioni e il suo gusto per il camp. L'algoritmo che tutto spiana finora non è riuscito a levarglieli". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 30 settembre 2019

NEWS - Clamoroso al Cibali! Anche Jim Parsons nella "Hollywood" di Ryan Murphy!

News tratta da "TvLine"
Ryan Murphy has amassed a roster of names befitting the title of his latest Netflix project, Hollywood. In addition to those cast members previously announced — Darren Criss (American Crime Story) as Raymond, David Corenswet (The Politician) as Jack, Jeremy Pope as Archie and Patti LuPone (Pose) as Avis — the following have also been confirmed as series regulars: Jim Parsons (The Big Bang Theory) as talent agent Henry Willson, Dylan McDermott (American Horror Story) as Ernie, Joe Mantello (The Normal Heart) as Dick, Holland Taylor (Two and a Half Men) as Ellen Kincaid, Samara Weaving (SMILF) as Claire, Maude Apatow (Euphoria) as Henrietta, Jake Picking (Chasing Life) as Rock Hudson and Laura Harrier (One Life to Live) as Camille. 
Described by Murphy as “a love letter to the Golden Age of Tinseltown,” the period drama will cover “several narratives from 1940s Hollywood.” And Hollywood is just one of several Murphy projects currently in the works at Netflix. His Ben Platt-led dark comedy The Politician dropped today; he recently revealed that he cast Ewan McGregor to play iconic fashion designer Halston in a yet-untitled series; and Ratched, a One Flew Over the Cuckoo’s Nest prequel starring Sarah Paulson as Nurse Ratched, has already received a two-season order. He’s also bringing us filmed versions of recent Broadway hits The Boys in the Band and The Prom — the latter of which boasts a cast that includes Meryl Streep, Nicole Kidman and Ariana Grande.

martedì 11 settembre 2018

TELEFILM ART - Cosa ti salta in testa? Il poster del nuovo "AHS: Apocalypse" promette di essere una...bomba

mercoledì 13 giugno 2018

NEWS - Netflix, il mistero dei numeri ne accresce il culto. Ma il portafogli?

Articolo di Mariarosa Mancuso per "Il Foglio"
Lo stato dell'arte - titolo alternativo: "Di cosa parliamo quando parliamo di Netflix" - viene ampiamente illustrato in un articolo di Josef Adalian sul New York Magazine. Il giornalista ha partecipato alle riunioni dirigenziali, ha raccolto storie di successo e di insuccesso. Ma neppure lui è riuscito a farsi dire quale serie Netflix ha avuto più pubblico, e quanti milioni di spettatori ha messo insieme. I dirigenti sparano solo l'ordine di grandezza, ipotecando con ottimismo il tempo libero degli abbonati e dei familiari: "Possiamo dire un picco potenziale di 40 o 50 milioni nel mondo", buttano lì. "E' capitato", garantiscono. Ma bocche cucite sul titolo. Per certificare che nel mondo Netflix non esistono privilegiati, giurano di non dare i dati di audience neppure a Shonda Rhimes o a Ryan Murphy, strappati alla concorrenza con contratti milionari (più milionari di quelli firmati con la concorrenza). Non daranno i numeri neppure al regista da Oscar Guillermo Del Toro, arruolato per girare la serie horror "10 After Midnight". Diciamo "sì" in una Hollywood costruita sul "no": ecco l'ultima vanteria. Malignamente si potrebbe dire che l'abbonato-spettatore se n'era accorto dalla quantità di film e serie che ogni mese vengono annunciati, di produzione propria o comprati belli e pronti come "La casa di carta". Si parla di 1000 - mille - titoli originali per il 2018. Cifra da spendere: 8 miliardi. Ted Sarandos, capo dei contenuti, non è il solo a dire tanti sì. Sotto di lui, hanno licenza di approvazione un paio di livelli gerarchici, con portafogli diversificati: chi può dare il via a uno show da 3 milioni di dollari non pub fare altrettanto se il budget si aggira sui 10 milioni. Pub farlo anche se Sarandos in persona scuote la testa: "non mi convince". E' accaduto con "American Vandal", finto documentario d'inchiesta su un liceale accusato di aver disegnato cazzetti sulle auto di 27 insegnanti. Un certo coraggio ci voleva per difendere il progetto. Ostinazione premiata, sta arrivando la seconda stagione. "Però risparmiamo sui pilot" insistono da Netflix, facendo saltare un passaggio tradizionale nelle televisioni via cavo e via antenna. Un tempo si sceglieva la sceneggiatura, poi veniva finanziato e girato l'episodio pilota, che aveva un suo tasso di mortalità (tra le serie soffocate in culla, "Le correzioni" dal romanzo di Jonathan Franzen, accantonata dalla Hbo dopo il pilot con Ewan McGregor e Maggie Gyllenhaal). Ragionamento - dicono - da buon padre di famiglia, applicato anche alle serie ottimamente recensite ma cancellate per scarso rendimento (l'intera baracca non rende, al momento, ma ci penseranno a mercato conquistato). Regge invece "Santa Clarita Diet" con Drew Barrymore, madre di famiglia zombie che preferisce le dita umane alle patate fritte (nelle Filippine vanno pazzi per la serie, mentre "Tredici" ha la stessa percentuale di spettatori in India e negli Usa). "Inside the Binge Factory" - ma la copertina del settimanale strilla "Netflix Is Watching You, Too", se non ci spiano almeno un po' non ci divertiamo - regala qualche parola chiave. "Completion", per esempio: misura quanto velocemente gli spettatori consumano la stagione. Tra gli altri dati raccolti e preziosamente gestiti, gli episodi che vengono lasciati a metà (pessimo segno) e le scelte fatte dai nuovi abbonati nel primo mese. La mega-ditta con un piede nella Silicon Valley e l'altro a Hollywood garantisce che sesso, età, e altri dati da vecchi pubblicitari non contano. Conta di più quel che hai guardato finora.

sabato 2 giugno 2018

GOSSIP - Evan Peters rivela: "ancora un personaggio insoddisfatto per Ryan Murphy in 'Pose'!"
Evan Peters looks so handsome in the latest issue of The Journal through Mr. Porter.
In the feature, the 31-year-old American Horror Story actor opened up about his role in the highly-anticipated new series Pose from Ryan Murphy.
On his character on Pose: “My character has a lot of unrest and doesn’t feel very good about where he’s at. How did he get here? And to what end? It’s this life that you’re supposed to want, but is it really true to you? The whole show is about being authentic. I’ve got this thing inside of me that’s been there a long time…My character does.”

venerdì 25 maggio 2018

NEWS - Netflix si mangia la Mela! La piattaforma di Reed Hastings è il media più quotato in Borsa (superata Disney)
News tratta da "Il Sole 24 ore"
I nuovi media battono quell tradizionali. E'successo ieria Wall Street dove Netflix la piattaforma di video in streaming ha superato il colosso di Walt Disney in termini di capitalizzazione di mercato. Il passaggio è simbolico per la società della Silicon Valley che vanta il core business nella Tv digitale valorizzata dagli investitori più del famoso brand di Hollywood. I titoli Netflix sono saliti dallo 0,659.6 a 346,82 dollari per un valore di 15146 miliardi di dollari mentre Disney ha perso l'142% a 151,1 miliardi di dollari, appesantita dall'attesa guerra di offerte con Comcast per gli asset di Fox. Sempre ieri Netfiix ha superato anche Comcast per valore di mercato e al momento guadagna il 70% dall'inizio dell'anno sostenuta dall'aumento delle sottoscrizioni che stanno andando meglio delle attese. Al mercato sono piaciuti anche i recenti accordi di coproduzione firmati con l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama e dalla top star Tv americana Ryan Murphy.

venerdì 20 aprile 2018

NEWS - Netflix, l'ultimo trimestre è da record! Ricavi aumentati del 40% nonostante il flusso di cassa negativo e gli investimenti futuri di 8 miliardi di dollari in produzioni originali

Articolo tratto da "Italia Oggi"
Al momento il modello Netflix non solo regge ma pigia anche sull'acceleratore: il primo trimestre si chiude con risultati complessivamente oltre le previsioni del mercato. I ricavi aumentano del 40% sui 3,7 miliardi di dollari (pari a 3 miliardi di euro), spinti dalla crescita degli utenti e dal ritocco all'insù dei prezzi degli abbonamenti a fine 2017. In tutto il servizio streaming di tv on demand guidato da Reed Hastings ha attirato 7,4 milioni di nuovi utenti (+43% anno su anno), mentre 6,35 milioni erano quelli attesi. Precisamente dei 7,42 milioni 1,96 milioni arrivano dal mercato domestico degli Stati Uniti, i restanti 5,46 milioni da tutti gli altri mercati. Le precedenti proiezioni si fermavano sugli 1,45 milioni negli Usa, sui 4,9 milioni all'estero. Quindi la crescita oltre le previsioni è stata confermata su entrambi i fronti, nonostante i rialzi delle tariffe che portano il business a stelle e strisce a valere 1,82 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro) con un prezzo medio intorno agli 11 dollari (8,9 euro) e il giro d'affari nel resto del mondo (Italia compresa) a quota 1,78 miliardi (1,4 miliardi di euro) un'offerta sui 7,3 euro (nella Penisola a partire da 8 euro). Scendendo infine lungo il conto economico al 31 marzo scorso, Netflix è riuscita a migliorare il risultato operativo che è salito sui 446,6 milioni di dollari (361,5 milioni di euro) dai precedenti 257 milioni (208 milioni di euro). L'utile netto supera le attese (282 mln di dollari) e oltrepassa la soglia dei 290 milioni di dollari (quasi 235 milioni di euro), rispetto ai 178,2 milioni al 31 marzo 2017 (oltre 144 milioni di euro). Di contro, il free cash flow (flusso di cassa) è negativo per 286,5 milioni di euro (231,9 milioni di euro), era negativo per 2 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro) già a fine 2017 e si stima sarà pari a -3/-4 miliardi nel 2019 (-2,4/-3,2 miliardi di euro). Infatti i debiti a lungo termine hanno superato i 6,5 miliardi di dollari, pari a meno di 3,4 miliardi di dollari un anno prima (rispettivamente 5,3 e 2,7 con miliardi di euro). Eppure gli analisti non sembrano preoccupati dal fatto che il servizio streaming non riesca a finanziarsi con la vendita dei propri film e serie tv. Anzi, come ammesso dalla stessa Netflix, le attese sono per un flusso di cassa che rimarrà negativo ancora «per molti anni». In parallelo, ha ancora ampi margini di crescita sul fronte dei sottoscrittori (fino a 300 milioni globali prima che il mercato sia saturo dagli attuali 125 mln, stando ad alcuni studi di mercato). E anche sul fronte dei prezzi ci sono margini di rialzo. A conferma, ieri, il titolo è salito fino al +7,9% dopo la pubblicazione dei risultati nel primo trimestre. Hastings sa bene, però, che per aumentare i prezzi e non perdere pubblico occorre investire sul valore percepito dai sottoscrittori. Ecco perché ha deciso di spendere oltre 8 miliardi di dollari (6,5 miliardi di euro) in produzioni originali, di cui una quota crescente per i nonanglofoni e in particolare per gli ispanici. Altrettanto sta ingaggiando i principali sceneggiatori, tra cui Shonda Rhimes (Grey's Anatomy) e Ryan Murphy (Nip/Tuck e American Crime Story). Importanti saranno poi gli investimenti in tecnologia per migliorare la visione dei film. Per quanto riguarda i nuovi utenti, infine, Netflix non li andrà a prendere da sola o solo grazie a partnership con nuovi alleati come Sky, ma persino attraverso alleanze con i suoi ex competitor diretti come Comcast (con T Mobile e Altice le intese sono già state formalizzate). Così facendo possono essere al rialzo pure le previsioni per il secondo trimestre 2018: fatturato da 4 miliardi di dollari, 6,2 milioni di nuovi utenti (1,2 mln Usa + 5 mln mondiali) e un utile da 358 milioni di dollari. Un'ultima battuta Hastings la riserva agli organizzatori del Festival di Cannes, che hanno varato nuove regole per cui i fim non possono uscire prima online e poi nei cinema. Semplice la risposta di Netflix: «ci dispiace, promuoveremo le nostre produzioni in altri festival».

giovedì 5 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani
CORRIERE DELLA SERA
Con "9-1-1" Murphy tenta di essere popolare senza banalità
"'9-1-1' è il titolo della nuova serie firmata da Ryan Murphy, uno dei più importanti autori della tv americana di oggi (Fox Life, martedì sera). Il termine autore è da leggersi come showrunner, quella personalità creativa e manageriale che ha la responsabilità finale sulla serie (in Italia è un ruolo che ancora fatica ad affermarsi nonostante qualche tentativo). Recentemente Murphy ha fatto molto parlare firmando un accordo per passare da Fox a Netflix. Il suo è il secondo caso dopo quello di Shonda Rhimes, a testimonianza che la competizione tra questi colossi mediali si gioca molto sul talento dei creativi, risorsa scarsa e preziosa. Murphy è in effetti uno degli autori contemporanei più prolifici: ha ideato Nip/Tuck e Glee, ha curato serie di prestigio come American Horror Story, Feud, Scream Queens. Quello che stupisce è la sua capacità di parlare a più destinatari: serie più raffinate e «di nicchia», pensate per un pubblico abituato alle sfide della complessità, vedi il caso recente di American Crime Story - Versace (che non ha pienamente convinto). E serie più popolari, potremmo dire generaliste, destinate a un pubblico più largo ma non meno esigente. È il caso appunto di Nine One One, la serie dedicata alle operazioni di salvataggio condotte da vari corpi specializzati: i First Responder del gu, i vigili del fuoco, la polizia. La struttura è quella classica dei «procedurali», casi di puntata che si aprono e chiudono e, a fare da collante, le vicende private dei soccorritori, che spesso aiutano il prossimo anche per non pensare ai drammi personali: dipendenze, matrimoni in crisi, familiari ammalati. Come se lenire le sofferenze altrui fosse un balsamo per le proprie. La sfida è ancora più difficile che parlare alle nicchie: essere popolari senza cedere alla banalità. Certo, un cast di primo piano che va da Angela Basset a Peter Krause aiuta e non poco". (Aldo Grasso)

venerdì 26 gennaio 2018

martedì 16 gennaio 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Feud", capolavoro di Murphy sul grande cinema
"Chi ama il grande cinema hollywoodiano non può non vedere la nuova, bellissima serie antologica di Ryan Murphy, 'Feud', che affronta la rivalità storica tra Joan Crawford e Bette Davis, prima, durante e dopo le riprese del loro film del 1962, Che fine ha fatto Baby Jane? (Studio Universal, Premium). Nemiche giurate nella vita, ma entrambe sul viale del tramonto, Joan Crawford (Jessica Lange) e Bette Davis (Susan Sarandon) si convincono che il film potrebbe ridare slancio alla loro carriera. Cosa che poi accadrà veramente. Ma prima che il Film giunga sugli schermi e venga candidato agli Oscar le attrici hanno modo sfoggiano tutto il loro leggendario repertorio di bizze e di odio reciproco. Le due avevano già avuto modo di detestarsi a causa della comune passione per l'attore Franchot Tone (che poi sposò la Joan), ma iniziarono a detestarsi quando la protagonista di Johnny Guitar tentò di sedurre con fiori e regali anche Bette (un'attrice forse meno bella ma di ben altro temperamento artistico), che la rifiutò malamente. Anzi di lei diceva: «E andata a letto con tutti gli attori della Metro-Goldwyn-Mayer eccetto che con la cagnetta Lassie». Prima dell'incontro con il regista Robert Aldrich (Alfred Molina), le due avevano tentato il rilancio: la Davis con Eva contro Eva e la Crawford con So che mi ucciderai. Ma è nel film Che fine ha fatto Baby Jane?, un horror psicologico di mirabile successo, che si sublima la parabola discendente di due grandi star e che Ryan Murphy ha saputo descrivere con rara finezza. La fama, il crepuscolo, la rivalità, il disprezzo sono i temi attraverso cui si dipana la storia di due stupende naufraghe (bravissime Sarandon e Lange), aggrappate a una zattera di successo per sconfiggere i demoni che le agitavano. Quando nel 1977 domandarono a Bette Davis un commento sulla morte della rivale scolpì queste parole: «Non bisognerebbe mai parlar male dei morti. E morta Joan Crawford. Che bello!»". (Aldo Grasso)

giovedì 26 ottobre 2017

sabato 25 febbraio 2017

NEWS - "Scream Queens" meno una! Lea Michele dice addio a Ryan Murphy per una comedy 

News tratta da "The Hollywood Reporter"
Lea Michele has booked her next act.
The Glee and Scream Queens favorite has joined the cast of ABC's untitled city mayor comedy pilot, The Hollywood Reporter has learned.
From ABC Studios and Hamilton's Daveed Diggs, the project explores what happens when an outspoken, idealistic rapper named Courtney (Search Party's Brandon Micheal Hall) runs for office as a publicity stunt. When he actually gets elected, he surprises everyone (including himself) when he has a natural knack for the job and slowly transforms City Hall.
Details on the role Michele will play were not immediately available as the part is being adjusted to specifically accommodate the actress. The character originally was planned to be Courtney's chief of staff. It's unclear if that will remain as the part continues to shift with Michele's commitment to the project. The ABC comedy marks her first pilot since Fox's Glee and first series-regular role outside of the Ryan Murphy universe. For Michele, meanwhile, this marks her follow-up to Fox's Scream Queens. The horror-comedy anthology from executive producer Murphy remains on the bubble and awaits word on its third season. Sources say Murphy released Michele from her deal for Scream Queens. Her casting does not have any bearing on if the series returns. Instead, it means her character of Hester is not going to be returning for a potential third season.
Jeremy Bronson (Speechless) will pen the script and exec produce the ABC Studios comedy alongside Diggs, Jamie Tarses, Scott Stuber and James Griffiths, with the latter set to direct the single-camera comedy.

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