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giovedì 14 novembre 2013

NEWS - Ultima ora! La (mezza) reunion degli ex "Friends" Perry-Cox a "Cougar Town".  Gli ideatori di "Homeland" e "Heroes" insieme per una serie "Usa" (network). "Orange Is The New Black" in corsa nella categoria "miglior drama" (altro che comedy!)

lunedì 13 febbraio 2012

NEWS - "Touch" me 24 times...! Dal 20 marzo la nuova serie prodotta da Tim Kring con Kiefer Sutherland
"Touch", l’attesissima serie creata da Tim Kring (Heroes, Crossing Jordan) e interpretata da Kiefer Sutherland (24), debutterà in contemporanea mondiale il prossimo 20 marzo in più di 64 paesi del mondo sui canali del gruppo Fox International Channels.In Italia andrà in onda in anteprima assoluta su FOX (Sky, canale 111) a partire dal 20 marzo ogni martedì alle 21.00; il giorno prima negli USA sarà trasmesso il secondo episodio, dopo l’ottimo esordio, lo scorso 25 gennaio sul network Fox, del pilot girato da Francis Lawrence (Io Sono Leggenda) che ha fatto registrare un record d’ascolti con oltre 12 milioni di spettatori. Kiefer Sutherland, il Jack Bauer di 24 torna in Tv con "Touch" nei panni di Martin Bohm, un padre vedovo che si ritrova solo a doversi occupare del figlio undicenne Jake (David Mazouz), affetto da autismo. Martin, dopo aver perso la moglie durante la tragedia dell’11settembre, lavora come addetto ai bagagli all’aeroporto e cerca disperatamente di entrare in comunicazione con il figlio: Jake infatti non parla mai, non permette a nessuno di toccarlo e passa il suo tempo in un completo isolamento riempiendo quaderni di numeri. Ben presto però si accorgerà che Jake ha un dono: attraverso quei numeri è in grado di mettere in contatto tra loro persone o eventi apparentemente separati e predire il futuro. Il duro compito di Martin sarà quello di interpretare il misterioso dono del figlio e cercare di salvare vite e prevenire disastri. Nella serie anche Gugu Mbatha-Raw nel ruolo di Clea Hopkins, un’assistente sociale che dovrà valutare la condizione familiare di Jake, e Danny Glover nei panni di Arthur Dewitt uno scienziato specializzato nello studio di bambini con problemi particolari. Touch è prodotto da Chernin Entertainment e Tailwind Productions in associazione con 20th Century Fox Television. Il pilot della serie è stato scritto da Tim Kring e diretto da Francis Lawrence. Kring e Lawrence sono anche i produttori esecutivi della serie insieme a Peter Chernin (New Girl, Terra Nova), Katherine Pope (New Girl, Terra Nova), Kiefer Sutherland, Suzan Bymel (The War at Home) e Carol Barbee (Jericho).

sabato 2 aprile 2011

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - I nuovi telefilm, tra fantasy e passato in attesa del futuro
La crisi sembra alle spalle ma le idee latitano ancora. Si potrebbe riassumere così lo scenario prossimo venturo dei telefilm a “stelle e strisce” che invaderanno a breve i teleschermi d’Oltreoceano. Il contraccolpo provocato dalle scarse risorse finanziarie sembra superato da almeno due tra i quattro grandi network generalisti: ABC e NBC rialzano la testa investendo in pilot senza apparenti limiti di budget. Il ritorno al sovrannaturale e al fantasy da un lato, nonché la riscoperta (e la rilettura) del passato alla “Mad Men” dall’altro, uniti all’archiviazione – in attesa di nuova linfa – dei grandi filoni “sempreverdi” come il medico e il poliziesco, sembrano i capisaldi della new wave telefilmica americana che non disdegna di far scendere in campo le grandi firme del genere. David E. Kelley ha ricevuto il via libera per rivedere in scena “Wonder Woman” (NBC); Marc Cherry curerà per ABC “Halleluija”, in cui un misterioso straniero sconvolge la vita di una tranquilla ciitadina del Sud; sempre per ABC, Shonda Rhimes è stata chiamata ad abbandonare il medical per vergare il legale “In Crisis”; Tim Kring è pronto a lanciare per Fox “Touch”, sulle vicende di un bambino autistico con abilità “ai confini della realtà”; “Smash” (NBC), con Debra Messing nel ruolo di una sceneggiatrice di Broadway, deriva da un’idea di Steven Spielberg; Michael Patrick King firmerà addirittura due nuovi progetti, “A Mann’s World” (NBC) su un parrucchiere dello show-business e la sit-com al femminile “Two Broke Girls” (CBS). Le donne del resto fanno la parte delle leonesse seriali da tempo e dominano dal già provocatorio (almeno dal titolo) “Don’t Trust the Bitch in Apt. 23” (ABC) – storia di una ragazza di provincia che si ritrova a condividere una stanza in città con una coetanea dai facili costumi – al già etichettato “remake di ‘Tre cuori in affitto’” qual è “Chicks and Dicks” (Fox), sulla convivenza di una ragazza appena sfidanzata (Zooey Deschanel è stata contattata per la parte) con tre maschi dagli ormoni a mille. Il filone “flashback” è garantito dall’atteso “Pan Am” (ABC), ambientato nei primi anni ’60 tra piloti e hostess della popolare compagnia aerea, e dal giallo “Poe” (sempre ABC), in cui Edgar Allan Poe indaga su casi avvenuti nella Boston del 1840; NBC fa coppia con una serie western intitolata provvisoriamente “Reconstruction” e una drammatica nei primi anni ’60 ambientata nientemeno che al Playboy Club di Chicago. Il filone sci-fi riecheggia nel segno dei figli di (JJ) Abrams. Kurtzman e Orci seguiranno “Locke and Key” (Fox) su una magione del New England che ospita una terrificante creatura; Edward Kitsis e Adam Horowitz – anch’essi ex “Lost” – cureranno per ABC “Once upon a time”, in cui una donna scopre che le fiabe possono aiutarla a chiudere a chiave i propri scheletri nell’armadio. Altri titoli “super naturali” sono “Grimm” (NBC) – un uomo si trova a combattere con i personaggi che prendono vita dalle storie dei fratelli Grimm – e “The Awakening” (CW), l’accattivante post-“Walking Dead” in cui due sorelle si ritrovano su opposte barricate in una nuova era zombie. Per chi vuol rimanere vivo ridendo di testa, occhio a “Smothered” e “Work it”, firmate per ABC da Ted Reich e Andrew Cohen, già dietro le quinte di “Friends”. Nuova tendenza (tutto il mondo è paese): gli uomini non sono mai stati trattati così male. Il sesso (ex?) forte sarà messo alla berlina da “The Last Day of Man” e “Man Up” (entrambi ABC: due titoli, un programma!), “My Life as an Experiment” (NBC) e dal nuovo progetto, ancora senza titolo, di Rob Schneider. Roba da scendere in piazza a protestare a colpi di bunga-bunga!
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su Telefilm Magazine di Marzo)

venerdì 20 febbraio 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Gli heroes del Quarto Potere
Avercene di "Entertainment Weekly" in Italia. Avercene di settimanali che dedicano il maggior numero di copertine alle serie tv, invece che sbattere in prima pagina personaggi poco reality che fingono tresche fra le frasche, collera on the beach, bestemmie che fanno tremare i muri della Casa. Avercene, soprattutto, di analisi critiche approfondite sull'insuccesso, tali da spingere la produzione di un telefilm a fare il mea culpa e cambiare rotta. In questo senso, il numero di "EW" di ottobre che recava in copertina il titolo "Fallen Heroes", il quale richiamava ad un lungo articolo interno ricco di spunti, critiche e possibili soluzioni per la serie di Tim Kring in declino d'ascolti (meno 20% di pubblico rispetto all'anno scorso), andrebbe conservato in archivio. Quelle stesse pagine, si è detto, avrebbero provocato dopo pochi giorni il licenziamento dei due produttori-autori Jeph Loeb e Jesse Alexander, rei di aver complicato la sceneggiatura - secondo "EW" - con troppi personaggi poco approfonditi che si perdevano negli sviluppi della storia. Insomma, la goccia che ha fatto traboccare il Vaso di Pand-Heroes! Nello stesso periodo, Guia Soncini, sulle pagine di "Gioia", sferzava senza pietà, con la sagacia a lei abituale, la serie made in Italy-ma volemo fà Sex&The City "Amiche mie" (si veda "L'Edicola di Lou" del mese scorso). Era tra le ultime critiche al serial che mettevano in evidenza il malcelato e malriuscito scimmiottamento di Carrie e compagne, sdegnosamente rifiutato, con una punta di arroganza, dal team autoriale. Di lì a poco, per sfrondare qualsiasi dubbio, veniva annunciato con le mani avanti che la seconda stagione del serial era in cantiere, alla facciaccia di tutte le critiche che Rusic...avano. Ho sempre in mente quella proposta provocatoria di Aldo Grasso di istituire una "patente a punti" per gli autori. Un'idea caduta immeritatamente nel vuoto. Una volta, nel nostro Paese, se un prodotto televisivo criticato negativamente dalla stampa riscontrava un buon ascolto si faceva spallucce, sventolando lo share. Oggi se si floppa anche nel pur contestato Auditel, i team produttivi e autoriali ingranano la quarta, oltre che verso i critici, anche contro il pubblico "che non ha capito il prodotto". Soprattutto per i titoli seriali italiani, i quali poi sono così terra-terra (se non six feet under) che sfido chiunque a non capirli (o a capire che il più delle volte sono c..ate pazzesche). Prendete il fin troppo piacione "Commissario Manara", per esempio, che meglio avrebbero fatto a chiamarlo "Mannaro", vista la trasformazione italiota dell'inglese "Eddie Shoestring, detective privato" (1979). Si tratta dell'unico telefilm al mondo in cui il labiale è fuori sincrono rispetto alle basette del protagonista Caprino (che non è una qualifica casearia ma, nomen omen, è il cognome dell'attore basettato). Ecco, se in Italia ci fosse un settimanale lontanamente equiparabile a "EW", ci potremmo aspettare di leggere qualche illuminante rasoiata (alle basette) di certe serie tv italiane, qualche critica in più e qualche articolo-zerbino di lancio in meno, senza aspettare mesi e mesi un articolo di fondo di Ernesto Galli Della Loggia o dello stesso Grasso sul "Corsera" a proposito della condizione disastrata della nostra fiction. E non ci sarebbe neanche bisogno dello sforzo di suggerire cambi di rotta, se non quello di indicare a Manara un barbiere che sa andar di scalpello, più che di capello. Basterebbe una domandina, che so, sul motivo per cui si parli prevalentemente in romanesco, anche in serie ambientate a Milano, Parma, Torino. E invece niente. Meglio intervistare i protagonisti caprini per sapere quale piatto preferiscano, come ci si senta ad interpretare un protagonista con due chili di basette, quali siano i modelli di riferimento (!). E' la stampa bellezza, e annamo avanti così.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato sul "Telefilm Magazine" di Febbraio)

mercoledì 12 novembre 2008

NEWS - "Heroes" just for one day. La serie fa flop d'ascolti, licenziati due produttori-autori
(ANSA) - NEW YORK - La serie tv 'Heroes' non piace piu' agli americani. Il terzo ciclo del popolare dramma tv sta registrando un tracollo degli ascolti - meno 20% rispetto all'anno scorso - e la Nbc, il canale tv che lo trasmette, ha gia' preso drastici provvedimenti. Il direttore esecutivo della Nbc Universal, Jeff Zucker, ha licenziato i due co-produttori esecutivi, Jeph Loeb e Jesse Alexander, che hanno anche partecipato alla sceneggiatura del terza serie collaborando con Tim Kring, creatore di 'Heroes'. Proprio nella sceneggiatura si concentrano i problemi di una serie tv che, quando esordi' negli Usa nel settembre 2006, ottenne subito degli ascolti record divenendo in breve tempo un oggetto di culto. Gia' con la seconda serie, tuttavia, l'entusiasmo di critica e pubblico si era affievolito. Trame troppo complesse, troppi personaggi poco approfonditi che si perdevano negli sviluppo della storia: gli sceneggiatori di 'Heroes' sembravano aver fatto fiasco, tanto che a giugno il direttore della Nbc Entertainment aveva promesso miglioramenti. Promesse non mantenute: gli 8,3 milioni di telespettatori che il lunedi' guardano 'Heroes' sono troppo pochi, tanto che Zucker ha voluto dare un taglio netto. Per i sostituti si fanno vari nomi, tra cui quello di Brian Fuller, sceneggiatore della prima serie.

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Lick it or Leave it!

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