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martedì 20 agosto 2019
lunedì 28 gennaio 2019
NEWS - Più vinci premi, più rinegozi il contratto. "The Marvelous Mrs. Maisel" sbanca i SAG Awards e il cast tira la corda sui compensi
News tratta da Deadline.com
It’s been a longtime TV industry tradition for the cast of successful series to renegotiate their contracts and get salary bumps after the first two seasons. The practice has been employed by the broadcast networks for decades, with NBC’s This Is Us as a recent example, and also has been adopted by the streaming platforms, illustrated by the recent salary bumps after Season 2 for the actors of Netflix’s Stranger Things and 13 Reasons Why. Add Amazon’s breakout dramedy The Marvelous Mrs. Maisel to the list. Originally picked up with a two-season order, the period series from Amy Sherman-Palladino was renewed for a third season in May, months ahead of its November premiere. Since its launch, Mrs. Maisel has been an awards juggernaut, winning a slew of top awards, including Emmys and Golden Globes. At tonight’s SAG Awards, where the show had another sweep with statuettes for Emmy and Golden Globe winner Rachel Brosnahan, co-star Tony Shalhoub and the cast in the comedy ensemble category, Shalhoub referenced the renegotiations. It was the first time since 30 Rock in 2008 that one series won all three comedy categories. “I want to thank everyone in Amazon, Jen Salke, and especially James Sterling in legal affairs and not just because I’m in the middle of renegotiation,” Shalhoub quipped in the acceptance speech for his third SAG Award in the actor in a comedy series category, first for Mrs. Maisel (He previously won twice for Monk.) Shalhoub went on to “thank my incredible cast and crew.”Salke is the head of Amazon Studios, while Sterling is Senior Business Affairs Executive. According to sources, the renegotiations are ongoing with no major issues, and the deals, which are said to include sizable salary increases for the main actors, are expected to close to pave the way for Season 3. In addition to Brosnahan and Shalhoub, the core cast of The Marvelous Mrs. Maisel includes Emmy winner Alex Borstein, Michael Zegen, Kevin Pollak and Marin Hinkle.
News tratta da Deadline.com
It’s been a longtime TV industry tradition for the cast of successful series to renegotiate their contracts and get salary bumps after the first two seasons. The practice has been employed by the broadcast networks for decades, with NBC’s This Is Us as a recent example, and also has been adopted by the streaming platforms, illustrated by the recent salary bumps after Season 2 for the actors of Netflix’s Stranger Things and 13 Reasons Why. Add Amazon’s breakout dramedy The Marvelous Mrs. Maisel to the list. Originally picked up with a two-season order, the period series from Amy Sherman-Palladino was renewed for a third season in May, months ahead of its November premiere. Since its launch, Mrs. Maisel has been an awards juggernaut, winning a slew of top awards, including Emmys and Golden Globes. At tonight’s SAG Awards, where the show had another sweep with statuettes for Emmy and Golden Globe winner Rachel Brosnahan, co-star Tony Shalhoub and the cast in the comedy ensemble category, Shalhoub referenced the renegotiations. It was the first time since 30 Rock in 2008 that one series won all three comedy categories. “I want to thank everyone in Amazon, Jen Salke, and especially James Sterling in legal affairs and not just because I’m in the middle of renegotiation,” Shalhoub quipped in the acceptance speech for his third SAG Award in the actor in a comedy series category, first for Mrs. Maisel (He previously won twice for Monk.) Shalhoub went on to “thank my incredible cast and crew.”Salke is the head of Amazon Studios, while Sterling is Senior Business Affairs Executive. According to sources, the renegotiations are ongoing with no major issues, and the deals, which are said to include sizable salary increases for the main actors, are expected to close to pave the way for Season 3. In addition to Brosnahan and Shalhoub, the core cast of The Marvelous Mrs. Maisel includes Emmy winner Alex Borstein, Michael Zegen, Kevin Pollak and Marin Hinkle.
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sabato 8 dicembre 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Mrs. Masiel va a Parigi ed entra nel mito
"Mrs Maisel fa l'americana a Parigi. In una Parigi che ruba tutto quel che può al cinema, dal technicolor di Vincente Minnelli a "Ratatouille"; da "Les parapluies des Cherbourg" di Jacques Demy a Woody Allen di "Tutti dicono I love you". Immancabile la Tour Eiffel, che secondo i registi si scorge da tutte le finestre parigine - anche quella del ratto chef. Immancabile la concierge impicciona. Immancabili le sigarette. Immancabili gli artisti. Immancabili le soffitte. Immancabile il Lungosenna con i fidanzati che si baciano. Immancabile la baguette, con il cibo che al palato newyorchese sembra assai strano (Julia Child pubblicherà il suo bestseller "Mastering the Art of French Cooking" nel 1963, le trasmissioni in tv arrivano due anni dopo, del 2009 è l'omaggio di Nora Ephron nel film "Julie e Julia"). Mrs Maisel va in trasferta, dopo il trionfale numero comico che aveva concluso la prima stagione della premiatissima serie creata da Amy Sherman-Palladino (la seconda stagione da oggi su Amazon Prime Video). Un po' di genealogia: Sherman come Don Sherman, attore e sceneggiatore anche di qualche "Rocky", Palladino come il consorte Daniel Palladino. Prima della "Fantastica signora Maisel", la coppia aveva in curriculum "Una mamma per amica". A papà Sherman Amy deve la conoscenza della comicità stand up, un uomo e il suo microfono, una platea che o è distratta o rumoreggia. "Quando lui e i suoi amici provavano i numeri - ricorda - sembrava di vivere dentro 'Broadway Danny Rose"'. Per questo, dopo Parigi la serie farà tappa nei monti Catskill, altro luogo mitico della comicità ebraico-americana. Riassunto della trama, per chi si fosse perso la magnifica serie. Miriam Maisel detta Midge, casalinga niente affatto disperata dell'Upper West Side, viene lasciata dal marito perla segretaria (e fin qui ancora si potrebbe sopportare, ma la ragazza è cosi tonta da non saper usare un temperamatite - per le lamentele, rivolgersi alla showrunnec nel caso fosse sfuggito, è femmina e ama i cappellacci da strega). Un po' alticcia finisce in un locale al Greenwich Village, dove racconta le sue disgrazie in maniera cosi comica che il pubblico applaude. Siccome sul palco ha mostrato le tette - il perché è storia lunga, guardatevi la serie - finisce in un commissariato di polizia dove conosce Lenny Bruce, altro cultore appassionato della comicità che scatena i poliziotti. Mrs Maisel va in Europa per riportare a casa la madre, che nella Ville Lumière si è trasferita, stanca del marito che pretende il silenzio domestico e oltre a lei zittisce i nipoti. Lo ha annunciato, ha svuotato gli armadi, ha prenotato l'aereo, ha lasciato scritto pure l'indirizzo, ma il consorte se ne accorge solo dopo giorni. Da qui la missione a Parigi, dove le donne sfoggiano cappellini e abiti più belli del magnifico guardaroba indossato da Midge, anche quando lavora come centralinista. Tra le scene-capolavoro, c'era la vestizione per andare giù al Greenwich: via le gonne a palloncino intonate al paltò, via i tacchi alti, ora servono pantaloni neri a sigaretta e ballerine, un maglione a collo alto per il consorte che fa sparire giacca e cravatta. Per un po' separata dalla sua agente Susie (rimasta a New York, passa qualche guaio), Midge Maisel porta il suo numero ormai collaudato sul palco di Madame Arthur, storico cabaret parigino di travestiti. Con traduzione simultanea, e le immancabili punzecchiature sul fatto che i francesi, in materia di tradimenti coniugali, sono assai più tolleranti degli americani". (Mariarosa Mancuso)
IL FOGLIO
Mrs. Masiel va a Parigi ed entra nel mito
"Mrs Maisel fa l'americana a Parigi. In una Parigi che ruba tutto quel che può al cinema, dal technicolor di Vincente Minnelli a "Ratatouille"; da "Les parapluies des Cherbourg" di Jacques Demy a Woody Allen di "Tutti dicono I love you". Immancabile la Tour Eiffel, che secondo i registi si scorge da tutte le finestre parigine - anche quella del ratto chef. Immancabile la concierge impicciona. Immancabili le sigarette. Immancabili gli artisti. Immancabili le soffitte. Immancabile il Lungosenna con i fidanzati che si baciano. Immancabile la baguette, con il cibo che al palato newyorchese sembra assai strano (Julia Child pubblicherà il suo bestseller "Mastering the Art of French Cooking" nel 1963, le trasmissioni in tv arrivano due anni dopo, del 2009 è l'omaggio di Nora Ephron nel film "Julie e Julia"). Mrs Maisel va in trasferta, dopo il trionfale numero comico che aveva concluso la prima stagione della premiatissima serie creata da Amy Sherman-Palladino (la seconda stagione da oggi su Amazon Prime Video). Un po' di genealogia: Sherman come Don Sherman, attore e sceneggiatore anche di qualche "Rocky", Palladino come il consorte Daniel Palladino. Prima della "Fantastica signora Maisel", la coppia aveva in curriculum "Una mamma per amica". A papà Sherman Amy deve la conoscenza della comicità stand up, un uomo e il suo microfono, una platea che o è distratta o rumoreggia. "Quando lui e i suoi amici provavano i numeri - ricorda - sembrava di vivere dentro 'Broadway Danny Rose"'. Per questo, dopo Parigi la serie farà tappa nei monti Catskill, altro luogo mitico della comicità ebraico-americana. Riassunto della trama, per chi si fosse perso la magnifica serie. Miriam Maisel detta Midge, casalinga niente affatto disperata dell'Upper West Side, viene lasciata dal marito perla segretaria (e fin qui ancora si potrebbe sopportare, ma la ragazza è cosi tonta da non saper usare un temperamatite - per le lamentele, rivolgersi alla showrunnec nel caso fosse sfuggito, è femmina e ama i cappellacci da strega). Un po' alticcia finisce in un locale al Greenwich Village, dove racconta le sue disgrazie in maniera cosi comica che il pubblico applaude. Siccome sul palco ha mostrato le tette - il perché è storia lunga, guardatevi la serie - finisce in un commissariato di polizia dove conosce Lenny Bruce, altro cultore appassionato della comicità che scatena i poliziotti. Mrs Maisel va in Europa per riportare a casa la madre, che nella Ville Lumière si è trasferita, stanca del marito che pretende il silenzio domestico e oltre a lei zittisce i nipoti. Lo ha annunciato, ha svuotato gli armadi, ha prenotato l'aereo, ha lasciato scritto pure l'indirizzo, ma il consorte se ne accorge solo dopo giorni. Da qui la missione a Parigi, dove le donne sfoggiano cappellini e abiti più belli del magnifico guardaroba indossato da Midge, anche quando lavora come centralinista. Tra le scene-capolavoro, c'era la vestizione per andare giù al Greenwich: via le gonne a palloncino intonate al paltò, via i tacchi alti, ora servono pantaloni neri a sigaretta e ballerine, un maglione a collo alto per il consorte che fa sparire giacca e cravatta. Per un po' separata dalla sua agente Susie (rimasta a New York, passa qualche guaio), Midge Maisel porta il suo numero ormai collaudato sul palco di Madame Arthur, storico cabaret parigino di travestiti. Con traduzione simultanea, e le immancabili punzecchiature sul fatto che i francesi, in materia di tradimenti coniugali, sono assai più tolleranti degli americani". (Mariarosa Mancuso)
sabato 24 novembre 2018
NEWS - Lo sapevate? "Glow" doveva essere cancellata dopo la prima stagione per i bassi ascolti, ma poi Netflix...
News tratta da "Tv Line"
Netflix reportedly came this close to body-slamming GLOW into oblivion after the series’ acclaimed first season. According to the Wall Street Journal, the streamer seriously considered pulling the plug on the Emmy-nominated wrestling dramedy due to disappointing ratings. “There were serious conversations from the tech side pressuring the Hollywood side not to renew it for a second season,” a source tells the paper. However, creative execs at Netflix — citing GLOW‘s critical acclaim and the importance of remaining on good terms with exec producer Jenji Kohan — reportedly argued that it was worth keeping the show alive. The creative folks won out; GLOW was ultimately renewed for a second (and third) season. Its first season was also nominated for Outstanding Comedy Series; it lost the top prize to The Marvelous Mrs. Maisel. Per WSJ, Kohan believed Netflix’s initial marketing plan for GLOW — which catered to men vs. women — was to blame for Season 1’s (alleged) low ratings. (It’s worth noting that Netflix does not make public its ratings data.) In response to the WSJ piece, a Netflix spokesperson tells TVLine, “We are tremendously proud of GLOW, and were happy to bring it back for its award-winning second season and again for its upcoming third.”
News tratta da "Tv Line"
Netflix reportedly came this close to body-slamming GLOW into oblivion after the series’ acclaimed first season. According to the Wall Street Journal, the streamer seriously considered pulling the plug on the Emmy-nominated wrestling dramedy due to disappointing ratings. “There were serious conversations from the tech side pressuring the Hollywood side not to renew it for a second season,” a source tells the paper. However, creative execs at Netflix — citing GLOW‘s critical acclaim and the importance of remaining on good terms with exec producer Jenji Kohan — reportedly argued that it was worth keeping the show alive. The creative folks won out; GLOW was ultimately renewed for a second (and third) season. Its first season was also nominated for Outstanding Comedy Series; it lost the top prize to The Marvelous Mrs. Maisel. Per WSJ, Kohan believed Netflix’s initial marketing plan for GLOW — which catered to men vs. women — was to blame for Season 1’s (alleged) low ratings. (It’s worth noting that Netflix does not make public its ratings data.) In response to the WSJ piece, a Netflix spokesperson tells TVLine, “We are tremendously proud of GLOW, and were happy to bring it back for its award-winning second season and again for its upcoming third.”
lunedì 24 settembre 2018
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
La signora Maisel regina degli Emmy Awards
"'La fantastica signora Maisel" dimostra che se una serie funziona, i premi arrivano. Basta con i lamenti, signore e signorine. Quando una serie funziona i premi arrivano, anche se l'ha scritta e diretta una femmina, e ha una femmina per protagonista. "La fantastica signora Maisel" ha vinto un Emmy come miglior serie comica. Più altri quattro: uno all'attrice protagonista Rachel Brosnahan, splendida in rosso con spalla scesa; due alla sceneggiatrice - nonché regista del primo episodio - Amy Sherman-Palladino (minigonna, tacchi alti, giacca da frac e cappello da strega), uno all'attrice non protagonista Alex Borstein (abito non classificato). Sì, commentiamo il guardaroba, oltre al cervello: avranno impiegato ore a prepararsi, il cinema è glamour e pure la tv. Nessuno agli Emmy 2018 è riuscito a fare meglio, neanche "Game ofThrones" che ha vinto nella categoria "migliore serie drammatica". Siccome gli attori hanno girato quest'estate l'ottava e ultima stagione, sul palco era tutta una lacrimuccia: "Siamo una famiglia, ci siamo voluti tanto bene". Tutto il contrario della serie, che quanto a trame, tradimenti e sanguinarie battaglie non è seconda a nessuno. Presentata come "fantasy", genere che sta in fondo alle nostre preferenze, somigliava di più ai drammi di William Shakespeare. Ma quella tensione non può durare a lungo - "se durasse un atto in più, comincerebbero a morire gli spettatori delle prime file", disse un critico spiritoso a proposito di "Tito Andronico". Confessiamo che da un po' abbiamo perso interesse per la saga (ormai bisogna vederla prendendo appunti, pietà). Rachel Brosnahan, che nella serie è la "fantastica signora Maisel", ha avuto parole meno zuccherose: "Va bene trovare la propria voce, ma va meglio andare a votare: registratevi e portate un'amica ai seggi". Mrs Maisel invece va al Gaslight Café - ci andrà a cantare anche Bob Dylan, e fa da sfondo al film dei fratelli Coen "A proposito di Davis"-dopo che il marito le ha detto "Ti lascio per la segretaria" (una che, scopriamo, ha difficoltà nell'uso del temperamatite). Racconta la seratina, esibisce le tette, si ritrova in galera per oltraggio al pudore (l'anno è il 1958, per andare al Greenwich lei si toglie i vestiti eleganti e i tacchi da "unica casalinga non disperata dell'Upper East Side", indossa pantaloni a sigaretta e ballerine). La mattina dopo incontra Lenny Bruce, anche lui rilasciato su cauzione. "Mrs Maisel" è targato Amazon (produttore che bisognerebbe boicottare, ahimè, perché ha bloccato l'ultimo film di Woody Allen): se abbonati a Amazon Prime potete vederla anche stasera, garantito che vale. Gli altri premi se li sono spartiti Hbo - che da una ventina d'anni domina la serata degli Emmy, aveva cominciato con "I Soprano" - e la new entry Netflix, che ha cominciato a produrre serie nel 2013, con "House of Cards" (prima, non era neanche immaginabile la pratica del binge watching, tutte le puntate una dopo l'altra). 23 statuette alla Hbo, e 23 statuette a Netflix (intanto dobbiamo mettere a verbale che, nel paese dei non vaccinati e delle coccole ai pensionati, Andrea Occhipinti si è dimesso da presidente dei distributori Anica: la scelta di far uscire "Sulla mia pelle" in sala e in streaming lo stesso giorno non ha riscosso molti consensi). Tra i nuovi partecipanti al Grande Gioco (ormai ci si vergogna a dire "televisione") Hulu aveva già vinto l'anno scorso con "II racconto dell'ancella": secondo i maestri di cerimonie, "sta alle donne bianche come `Radici' stava agli uomini neri". Per le miniserie, ha vinto "The Assassination of Gianni Versace", seconda stagione della serie antologica "American Crime Story". Trascurata in Italia, se non per rimproverare allo showrunner Ryan Murphy la mancanza di rispetto verso lo stilista". (Mariarosa Mancuso)
IL FOGLIO
La signora Maisel regina degli Emmy Awards
"'La fantastica signora Maisel" dimostra che se una serie funziona, i premi arrivano. Basta con i lamenti, signore e signorine. Quando una serie funziona i premi arrivano, anche se l'ha scritta e diretta una femmina, e ha una femmina per protagonista. "La fantastica signora Maisel" ha vinto un Emmy come miglior serie comica. Più altri quattro: uno all'attrice protagonista Rachel Brosnahan, splendida in rosso con spalla scesa; due alla sceneggiatrice - nonché regista del primo episodio - Amy Sherman-Palladino (minigonna, tacchi alti, giacca da frac e cappello da strega), uno all'attrice non protagonista Alex Borstein (abito non classificato). Sì, commentiamo il guardaroba, oltre al cervello: avranno impiegato ore a prepararsi, il cinema è glamour e pure la tv. Nessuno agli Emmy 2018 è riuscito a fare meglio, neanche "Game ofThrones" che ha vinto nella categoria "migliore serie drammatica". Siccome gli attori hanno girato quest'estate l'ottava e ultima stagione, sul palco era tutta una lacrimuccia: "Siamo una famiglia, ci siamo voluti tanto bene". Tutto il contrario della serie, che quanto a trame, tradimenti e sanguinarie battaglie non è seconda a nessuno. Presentata come "fantasy", genere che sta in fondo alle nostre preferenze, somigliava di più ai drammi di William Shakespeare. Ma quella tensione non può durare a lungo - "se durasse un atto in più, comincerebbero a morire gli spettatori delle prime file", disse un critico spiritoso a proposito di "Tito Andronico". Confessiamo che da un po' abbiamo perso interesse per la saga (ormai bisogna vederla prendendo appunti, pietà). Rachel Brosnahan, che nella serie è la "fantastica signora Maisel", ha avuto parole meno zuccherose: "Va bene trovare la propria voce, ma va meglio andare a votare: registratevi e portate un'amica ai seggi". Mrs Maisel invece va al Gaslight Café - ci andrà a cantare anche Bob Dylan, e fa da sfondo al film dei fratelli Coen "A proposito di Davis"-dopo che il marito le ha detto "Ti lascio per la segretaria" (una che, scopriamo, ha difficoltà nell'uso del temperamatite). Racconta la seratina, esibisce le tette, si ritrova in galera per oltraggio al pudore (l'anno è il 1958, per andare al Greenwich lei si toglie i vestiti eleganti e i tacchi da "unica casalinga non disperata dell'Upper East Side", indossa pantaloni a sigaretta e ballerine). La mattina dopo incontra Lenny Bruce, anche lui rilasciato su cauzione. "Mrs Maisel" è targato Amazon (produttore che bisognerebbe boicottare, ahimè, perché ha bloccato l'ultimo film di Woody Allen): se abbonati a Amazon Prime potete vederla anche stasera, garantito che vale. Gli altri premi se li sono spartiti Hbo - che da una ventina d'anni domina la serata degli Emmy, aveva cominciato con "I Soprano" - e la new entry Netflix, che ha cominciato a produrre serie nel 2013, con "House of Cards" (prima, non era neanche immaginabile la pratica del binge watching, tutte le puntate una dopo l'altra). 23 statuette alla Hbo, e 23 statuette a Netflix (intanto dobbiamo mettere a verbale che, nel paese dei non vaccinati e delle coccole ai pensionati, Andrea Occhipinti si è dimesso da presidente dei distributori Anica: la scelta di far uscire "Sulla mia pelle" in sala e in streaming lo stesso giorno non ha riscosso molti consensi). Tra i nuovi partecipanti al Grande Gioco (ormai ci si vergogna a dire "televisione") Hulu aveva già vinto l'anno scorso con "II racconto dell'ancella": secondo i maestri di cerimonie, "sta alle donne bianche come `Radici' stava agli uomini neri". Per le miniserie, ha vinto "The Assassination of Gianni Versace", seconda stagione della serie antologica "American Crime Story". Trascurata in Italia, se non per rimproverare allo showrunner Ryan Murphy la mancanza di rispetto verso lo stilista". (Mariarosa Mancuso)
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sabato 18 agosto 2018
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