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giovedì 31 dicembre 2009

SONDAGGIO - Vota il miglior telefilm del decennio!
Tempo di tirare le fila del decennio che sta per chiudersi e così, telefilmicamente parlando, vien la voglia di eleggere la miglior serie tv del decennio. Telefilm Cult vi propone un sondaggione dove potete scegliere il miglior telefilm tra una quarantina di titoli. Il Sondaggio lo trovate nella barra a sinistra, sotto la foto de "La vita è un telefilm". C'è la possibilità di votare più di un titolo, visto l'imbarazzo della scelta. Diciamo subito che qualcuno storcerà il naso per alcuni "esclusi" dalle nominations, ma confessiamo anche, di contro, che si è stati di manica larga (se si fossero scelti i titoli soggettivamente, la lista sarebbe scesa a una trentina di presenze...). Il Sondaggio si chiuderà il 15 gennaio (2010). Comunque sia, votate, votate, votate! Magari prima di brindare al nuovo decennio, che poi vi si annebbia la vista e il gusto critico...eh!

Ecco i telefilm in lizza anno per anno:

2000: CSI: Scena del crimine, Una mamma per amica
2001: Alias, Scrubs, 24, Six Feet Under, Smallville
2002: The Shield, The Wire, CSI: Miami
2003: Nip/Tuck, Due uomini e mezzo, The OC, NCIS
2004: Desperate Housewives, Dr. House, Lost, Battlestar Galactica, Boston Legal, The L Word, Huff
2005: Grey's Anatomy, Weeds, Prison Break, My Name is Earl, Medium, Criminal Minds
2006: Dexter, Brothers and Sisters, Studio 60, Big Love, Heroes, Life on Mars, 30 Rock
2007: Mad Men, Californication, Gossip Girl, Damages
2008: True Blood, In Treatment
2009: Glee

mercoledì 30 dicembre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Fenomeno "Glee", magico e surreale
"«Glee» è davvero una cosa speciale. Merita di essere seguita. A Natale, Fox (canale 110 di Sky, ore 15 e 21) ha proposto l' episodio pilota della serie diretta da Ryan Murphy. «Glee» è ambientato alla McKinley High School di Lima, Ohio, dove tutto ruota attorno ai giocatori di football e alle cheerleader. Una situazione che non piace all' insegnante di spagnolo Will Schuester (Matthew Morrison) che vuole riportare in auge il Glee Club, un' attività extrascolastica dove si studia canto, ballo e musica, discipline che alla McKinley vengono considerate da sfigati. Tramite un espediente illecito, Schuester obbligherà il quarterback della squadra Finn Hudson (Cory Monteith) a entrare nel Glee Club, assieme alle cantanti Rachel Berry (Lea Michele) e Mercedes Jones (Amber Riley), al soprano Kurt Hummel (Chris Colfer), al chitarrista sulla sedia a rotelle Artie Abrams (Kevin McHale) e alla balbuziente Tina Cohen-Chang (Jenna Ushkovitz). «Glee» ha preso «High school musical» e l' ha trasformato in una storia per adulti, non rinunciando ai «problemi» tipici del liceo (la coscienza di sé, la droga, le incertezze sessuali, etc), ma aggiungendovi un aspetto surreale e magico, lontano dalla quotidianità. La trama è poco realista, come fosse il racconto di un ragazzo che ascolta un iPod «on shuffle» e interiorizza le canzoni legandole per «temi». Per questo i dialoghi sono molto serrati, da musical, costruiti sui cliché della teen comedy e possono anche permettersi il gusto di prendere in giro le questioni razziali o altri temi scottanti, sfuggendo alle regole del politicamente corretto. «Glee» significa «sensazione di gioia», «entusiasmo immotivato», «cieco ottimismo», «abbandono» (proprio quello che manca alle scuole italiane)".
(Aldo Grasso, 27.12.2009)

martedì 29 dicembre 2009

NEWS - Ultima ora, Charlie Sheen(ing) avrebbe minacciato di uccidere la moglie con un coltello. Si aggrava la posizione del protagonista di "Due uomini e mezzo"
Si aggrava la posizione di Charlie Sheen. L' attore che è stato arrestato a Natale per violenze domestiche nei confronti della moglie - vedi Post del 26 dicembre - avrebbe anche minacciato di ucciderla con un coltello. A quanto trapela da fonti della polizia, il protagonista di "Due uomini e mezzo" avrebbe preso un coltello per poi puntarlo alla gola della consorte tenendola immobilizzata sul letto, dicendole oltremodo che conosceva alcuni poliziotti in grado di fare un "lavoro pulito, senza lasciare tracce". Sheen, tuttavia, ha negato questa versione adducendo che l'alterco è avvenuto per via di una canzone condivisa con la figlia nata dal precedente matrimonio, suscitando una lite che avrebbe portato l'attuale moglie, Brooke Mueller, a minacciare il divorzio. Comunque siano andate le cose: la paventata e ipotizzata terapia di coppia riuscirà davvero a riportare il sereno?












GOSSIP - Fermate quella leopardata zeppona di Leighton! Cameo della Meester al party di Robin Thicke che abbozza per non svenire
Una Leighton Meester zeppona - nel senso di "munita di zeppe killer utilissime in questi giorni di piena a Venezia" - e leopardata - nel senso di "munita di scarpe sradicate vive dalla pelle di un leopardo in corsa nella giungla keniota" - si è presentata a sorpresa, ma non poi tanto, al party di presentazione del nuovo album di Robin Thicke a New York. La sorpresa era in effetti aspettata, visto che il buon Rob ha partecipato al disco di Leighton "Somebody to Love" duettandoci spensierato (magari chiedendosi che differenza passi tra il suo precedente duetto con la "regina" del soul Mary J Blige e l'attrice di "Gossip Girl"). In effetti la sua espressione alla comparsa del Meester(o) Buffo (per i di lei calzari felini), sembra vagamente riportare all'espressione Bombolesca - nel senso dell'immortale Franco Lechner - "Tze, tze, nun ce volevo venì!!!"...

lunedì 28 dicembre 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm tratti dai giornali italiani e stranieri

"CORRIERE DELLA SERA"
Ventura come Tina Fey?
"Divento direttore della mia web-tv. Come in una docusoap mi farò seguire dalle telecamere e gli spettatori potranno vedere la mia vita reale, il backstage della mia vita. Mi sono ispirata al modello di Tina Fey, grazie al web è diventata una star...La sua storia mi ha incuriosito e ne ho voluto sapere di più".
(Simona Ventura, 28.12.2009)
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm tratti dai giornali italiani e stranieri


CORRIERE DELLA SERA
"Mad Men", il cinismo diventa letteratura
"L' epopea dei creativi di Madison Avenue, le avventure dei dipendenti della Sterling Cooper Ad Agency, le sublimi ambiguità di Don Draper (Jon Hamm) sono una delle migliori serie della storia della tv (Cult, canale 319 di Sky, domenica, ore 21). «Mad Men», che intanto è giunta alla terza stagione, ha un solo rischio per la platea televisiva: è molto raffinata. Ideata e prodotta da Matthew Weiner (quello dei «Soprano»), la serie si offre in un testo denso ed elegante, capace di evocare, più che mostrare, un mondo remoto, sprofondato nel passato ma, al contempo, in grado di interrogare il presente, in una complessa dialettica fra noto e sconosciuto, familiare e non familiare, campo e fuori campo. Sono specialmente gli oggetti - da una sigaretta alla bottiglia di whisky, da una lampada da tavolo a una cucina economica - meticolosamente ricostruiti da Matthew Weiner e dalla set designer Amy Wells, a funzionare da catalizzatori di senso, in un gioco complesso di suggerimenti fra l' autore e il suo pubblico. «Mad Men» è un ritratto formidabile dell' America degli anni 60, sospesa fra sogno e disprezzo, fra «persuasori occulti» e il sacrosanto bisogno di lasciarsi persuadere, fra sviluppo economico ed emancipazione sociale e personale. Nel frattempo, l' agenzia è stata comprata dagli inglesi: le incomprensioni fra clienti e creativi aumentano e, fra le pieghe, le differenze culturali scavano solchi. Ma la grande idea su cui si regge la struttura narrativa è proprio quella di giocare sulle due componenti principali della pubblicità: l' infantilismo (l' incanto, la seduzione, la promessa) e il cinismo (l' astuzia, la determinazione, lo stratagemma incantatorio). «Mad Men» è cinismo che si fa letteratura, governata da una cauta, maliziosa intelligenza. È scontro continuo fra cattiva coscienza e concretezza, fino al punto in cui la prima si propone come realtà definitiva".
(Aldo Grasso, 22.12.2009)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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