NEWS - Clamoroso al Cibali! Jeff Daniels rifà Will McAvoy nella scena iniziale di "The Newsroom" su Trump!
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mercoledì 11 maggio 2016
venerdì 13 novembre 2015
NEWS - Pokerissimo Atlantico! Sky firma accordo quinquennale con HBO per avere i suoi titoli in 1° tv
Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
Sky siederà per almeno altri cinque anni sul Trono di spade. Sarà annunciato oggi il nuovo accordo quinquennale tra Sky e Home Box Office (Hbo), la pay tv via cavo del gruppo Tim e Warner, che raggiunge 127 milioni di sottoscrittori nel mondo. La pay tv europea controllata dalla britannica BskyB avrà i diritti esclusivi per le prime visioni di Hbo in Italia, Germania e Austria sino al 2020, allineando la durata di tali diritti a quella esistente in Gran Bretagna e Irlanda. È il primo accordo pan-europeo sui contenuti che arriva dopo il riassetto dell’estate 2014, a seguito di un’operazione da nove miliardi di euro che ha portato tutte le attività europee del gruppo Murdoch sotto la britannica BskyB, dando vita a soggetto paneuropeo forte di ventuno milioni di abbonati. L’obiettivo è la conquista delle poco meno di 66 milioni di case nei mercati dove è attivo - su 97 milioni totali - che non accedono alla pay tv. Ora si tratta anche di competere con l’offerta in streaming on line di Netflix, arrivata da ottobre anche in Italia. Netflix è il vero competitor di Hbo negli Stati Uniti e diversi altri mercati mondiali. Hbo ha circa il doppio degli abbonati rispetto ai 60 milioni (di cui 40 negli Stati Uniti) raggiunti da Netflix nell’aprile di quest’anno. Hbo ha profitti per 1,8 miliardi di dollari nel 2014, sette volte maggiori dei 266 milioni di Netflix, anche per i costi sostenuti da quest’ultimo per l’espansione internazionale, ma la crescita di Netflix corre più veloce: 13 milioni di nuovi abbonati nel 2014 contro i cinque di Hbo, che alla sua offerta via cavo ha aggiunto Hbo Now. un servizio on line in streaming sul modello Netflix e Amazon, a 14,99 dollari al mese contro i 9,99 di Netflix. Ora Netflix è in Italia e non a caso, la rinnovata partnership tra Sky e Hbo mette a disposizione degli utenti europei della pay tv un maggior numero di contenuti usufruibili on demand. Il canale Sky Atlantic sarà la “casa” dei prodotti firmati Hbo, che saranno trasmessi, quan do po ssi bile , an che in contemporanea con gli Stati Uniti. Oltre alle prime visioni, vi saranno più titoli della library di Hbo disponibi li su Sky: tutti gli episodi di True Detective, ad esempio, saranno disponibili durante la programmazione dell’ultima serie, anche su Sky Go, il servizio in mobilità della pay tv italiana del gruppo Murdoch. Tornerà così su Sky Atlantic una serie ormai di culto come Il Trono di Spade, I Soprano, Boardwalk Empire, The Newsroom, Girls, The Leftovers-Svaniti nel nulla e True Detective. Nel 2016 uscirà la prima coproduzione realizzata tra Sky e Hbo insieme alla francese Canal +, The Young Pope, con la regia di Paolo Sorrentino. Tra i prodotti HBO più attesi del 2016 vi è WestWorld, thriller fantascientifico ispirato all’omonimo film del 1993 di Michael Crichton.
Articolo tratto da "Il Sole 24 ore"
Sky siederà per almeno altri cinque anni sul Trono di spade. Sarà annunciato oggi il nuovo accordo quinquennale tra Sky e Home Box Office (Hbo), la pay tv via cavo del gruppo Tim e Warner, che raggiunge 127 milioni di sottoscrittori nel mondo. La pay tv europea controllata dalla britannica BskyB avrà i diritti esclusivi per le prime visioni di Hbo in Italia, Germania e Austria sino al 2020, allineando la durata di tali diritti a quella esistente in Gran Bretagna e Irlanda. È il primo accordo pan-europeo sui contenuti che arriva dopo il riassetto dell’estate 2014, a seguito di un’operazione da nove miliardi di euro che ha portato tutte le attività europee del gruppo Murdoch sotto la britannica BskyB, dando vita a soggetto paneuropeo forte di ventuno milioni di abbonati. L’obiettivo è la conquista delle poco meno di 66 milioni di case nei mercati dove è attivo - su 97 milioni totali - che non accedono alla pay tv. Ora si tratta anche di competere con l’offerta in streaming on line di Netflix, arrivata da ottobre anche in Italia. Netflix è il vero competitor di Hbo negli Stati Uniti e diversi altri mercati mondiali. Hbo ha circa il doppio degli abbonati rispetto ai 60 milioni (di cui 40 negli Stati Uniti) raggiunti da Netflix nell’aprile di quest’anno. Hbo ha profitti per 1,8 miliardi di dollari nel 2014, sette volte maggiori dei 266 milioni di Netflix, anche per i costi sostenuti da quest’ultimo per l’espansione internazionale, ma la crescita di Netflix corre più veloce: 13 milioni di nuovi abbonati nel 2014 contro i cinque di Hbo, che alla sua offerta via cavo ha aggiunto Hbo Now. un servizio on line in streaming sul modello Netflix e Amazon, a 14,99 dollari al mese contro i 9,99 di Netflix. Ora Netflix è in Italia e non a caso, la rinnovata partnership tra Sky e Hbo mette a disposizione degli utenti europei della pay tv un maggior numero di contenuti usufruibili on demand. Il canale Sky Atlantic sarà la “casa” dei prodotti firmati Hbo, che saranno trasmessi, quan do po ssi bile , an che in contemporanea con gli Stati Uniti. Oltre alle prime visioni, vi saranno più titoli della library di Hbo disponibi li su Sky: tutti gli episodi di True Detective, ad esempio, saranno disponibili durante la programmazione dell’ultima serie, anche su Sky Go, il servizio in mobilità della pay tv italiana del gruppo Murdoch. Tornerà così su Sky Atlantic una serie ormai di culto come Il Trono di Spade, I Soprano, Boardwalk Empire, The Newsroom, Girls, The Leftovers-Svaniti nel nulla e True Detective. Nel 2016 uscirà la prima coproduzione realizzata tra Sky e Hbo insieme alla francese Canal +, The Young Pope, con la regia di Paolo Sorrentino. Tra i prodotti HBO più attesi del 2016 vi è WestWorld, thriller fantascientifico ispirato all’omonimo film del 1993 di Michael Crichton.
martedì 16 dicembre 2014
NEWS - Cosbygate: l'ex Robinson esce allo scoperto con una letio degna di "Newsroom": "i giornali devono rimanere neutrali"
Bill Cosby has opened up about the media frenzy surrounding his sexual assault allegations.
The 77-year-old actor spoke with the New York Post over the phone, but chose not to specifically address the case itself.
“Let me say this. I only expect the black media to uphold the standards of excellence in journalism and when you do that you have to go in with a neutral mind,” he said.
When asked how his marriage is holding up, Cosby said, “Love and the strength of womanhood. Let me say it again, love and the strength of womanhood. And, you could reverse it, the strength of womanhood and love.”
He reportedly ended the conversation by saying, “They don’t want me talking to the media.”
Bill Cosby has opened up about the media frenzy surrounding his sexual assault allegations.
The 77-year-old actor spoke with the New York Post over the phone, but chose not to specifically address the case itself.
“Let me say this. I only expect the black media to uphold the standards of excellence in journalism and when you do that you have to go in with a neutral mind,” he said.
When asked how his marriage is holding up, Cosby said, “Love and the strength of womanhood. Let me say it again, love and the strength of womanhood. And, you could reverse it, the strength of womanhood and love.”
He reportedly ended the conversation by saying, “They don’t want me talking to the media.”
giovedì 4 dicembre 2014
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"The Newsroom", a lezione di di giornalismo
"Una modesta proposta. I giornalisti italiani devono frequentare i corsi di formazione resi obbligatori da una legge che riforma gli Ordini professionali. Partecipando a corsi ad hoc, organizzati dall'Ordine, o ad altri eventi formativi riconosciuti, il giornalista deve acquisire nell'arco di un triennio 60 crediti formativi, con un minimo di 15 crediti annuali. Siccome i pochissimi corsi gratuiti sono già tutti esauriti (suscitando non poche polemiche), ne vorrei consigliare uno: «The Newsroom», la serie firmata da Aaron Sorkin. Negli Usa è già in onda la terza stagione; da noi, su Rai3, è visibile la seconda (giovedì, 23.15). Com'è noto, la serie racconta il lavoro della redazione giornalistica di un programma d'informazione: Will McAvoy (Jeff Daniels) è il carismatico anchorman della trasmissione «News Night», affiancato dalla produttrice Mackenzie McHale (la sua «coscienza professionale») e da una squadra di giovani giornalisti che affrontano con grande passione le insidie e le gioie del mestiere. La missione di Will è quella di trasformare il suo programma in uno strumento d'informazione a servizio dell'elettorato e dunque della società americana, senza curarsi troppo degli ascolti. È vero, «The Newsroom» non è piaciuta molto ai «veri» giornalisti che hanno intravvisto nella fiction un astratto e idealizzato trattato sulla professione, una sorta di lezioncina su come svolgere il proprio lavoro, sentendosi chiamati in causa soprattutto perché la serie si sofferma spesso su come gli organi d'informazione non abbiano coperto con l'adeguata accuratezza e imparzialità vicende importanti e recenti. Ma proprio qui, nel senso di inadeguatezza tra un modello ideale e la vita di tutti giorni, si possono scovare i crediti formativi. Per di più «a gratis», su una tv generalista. Dimenticavo: il titolo del corso è il seguente: «Come garantire un'informazione di qualità, semplicemente facendo bene il proprio lavoro». (Aldo Grasso, 28.11.2014)
CORRIERE DELLA SERA
"The Newsroom", a lezione di di giornalismo
"Una modesta proposta. I giornalisti italiani devono frequentare i corsi di formazione resi obbligatori da una legge che riforma gli Ordini professionali. Partecipando a corsi ad hoc, organizzati dall'Ordine, o ad altri eventi formativi riconosciuti, il giornalista deve acquisire nell'arco di un triennio 60 crediti formativi, con un minimo di 15 crediti annuali. Siccome i pochissimi corsi gratuiti sono già tutti esauriti (suscitando non poche polemiche), ne vorrei consigliare uno: «The Newsroom», la serie firmata da Aaron Sorkin. Negli Usa è già in onda la terza stagione; da noi, su Rai3, è visibile la seconda (giovedì, 23.15). Com'è noto, la serie racconta il lavoro della redazione giornalistica di un programma d'informazione: Will McAvoy (Jeff Daniels) è il carismatico anchorman della trasmissione «News Night», affiancato dalla produttrice Mackenzie McHale (la sua «coscienza professionale») e da una squadra di giovani giornalisti che affrontano con grande passione le insidie e le gioie del mestiere. La missione di Will è quella di trasformare il suo programma in uno strumento d'informazione a servizio dell'elettorato e dunque della società americana, senza curarsi troppo degli ascolti. È vero, «The Newsroom» non è piaciuta molto ai «veri» giornalisti che hanno intravvisto nella fiction un astratto e idealizzato trattato sulla professione, una sorta di lezioncina su come svolgere il proprio lavoro, sentendosi chiamati in causa soprattutto perché la serie si sofferma spesso su come gli organi d'informazione non abbiano coperto con l'adeguata accuratezza e imparzialità vicende importanti e recenti. Ma proprio qui, nel senso di inadeguatezza tra un modello ideale e la vita di tutti giorni, si possono scovare i crediti formativi. Per di più «a gratis», su una tv generalista. Dimenticavo: il titolo del corso è il seguente: «Come garantire un'informazione di qualità, semplicemente facendo bene il proprio lavoro». (Aldo Grasso, 28.11.2014)
martedì 11 novembre 2014
NEWS - Clamoroso al Cibali! Aaron Sorkin shock: "'The Newsroom' potrebbe essere la mia ultima serie tv". Lutto al braccio e bandiere a mezz'asta!News tratta da "Variety"
Aaron Sorkin fans should savor the third and final season of “The Newsroom,” which starts Sunday, as it may be his last television project.
“I know the whole ‘Never say never’ stuff,” Sorkin told the Los Angeles Times in an article published Saturday. “But I’m pretty certain I’m about to write my last three episodes of television.”
Sorkin made the declaration in May as he was writing the final season of the HBO drama, but hadn’t changed his mind when the Times checked back in with him in late October.
“All these months later, I still don’t see another series in my near future,” Sorkin said. “But, again, you never know. Maybe I’ll get another idea.”
While Sorkin is best known in television for “The West Wing,” he also created “Sports Night” and “Studio 60 on the Sunset Strip.” While Sorkin has had a bumpy ride in television, he made it clear that it had not soured his view on the business.
“And I want to be really clear about this. Really clear about this,” he said. “I’ve loved every minute I’ve spent in television. And I’ve had much more failure, as traditionally measured, than success in television. I’ve done four shows, and only one of them was ‘The West Wing.'”
The 53-year-old, who won an Oscar for the screenplay for “The Social Network” and penned the script for “Moneyball,” is currently working on an untitled Steve Jobs biopic that is eyeing Michael Fassbender to star, having recently lost Christian Bale.
Season three of “The Newsroom” premieres Sunday on HBO.
domenica 4 maggio 2014
GOSSIP -The Killing Munn! La bella Olivia conquista la cover di "Allure" e rivendica la testa prima del corpo...(chiuditi la camicetta allora!)
Olivia Munn is a feed of constant entertainment. Take, for instance, her story of a surreal weekend in Miami during the 2010 Super Bowl. The night before the game, Munn and a girlfriend found themselves sipping vodka tonics in a penthouse suite, surrounded by strangers. "They're like, 'We're going to a strip club,' and I'm not a strip-club kind of girl, but we're like, 'OK.' We ended up at the Walmart of strip clubs. There's naked strippers of every size, shape: big ones, skinny ones, midget ones doing upside-down tricks. Someone sticks us next to Nelly and Diddy, and this is when I became friends with Jamie Foxx.... So he starts singing a song, and all of a sudden we hear, 'Olivia Munn, come to the stage!' The next thing you know, I'm onstage singing along, probably to 'Gold Digger.'" Here, Munn poses in a silk-blend Jacquard robe, bra, and silk georgette pants by Gucci, and patent-leather shoes by B Brian Atwood.
Currently, Munn is dating Swedish actor Joel Kinnaman, star of The Killing and RoboCop,
a fantasy for someone who grew up quoting the original, as Munn did.
"If there was ever going to be a girl who would want her man to bring
home a RoboCop suit, it would be me," says Munn. "Joel is truly
fantastic in it." Here, makeup artist Dotti touches up Munn's bronzer.
Munn, shown here in her cover shot, is at the top of her professional game. She will star with Eric Bana in the thriller Deliver Us From Evil and with Johnny Depp in the art-heist comedy Mortdecai. Then there's her role in The Newsroom
as financial reporter Sloan Sabbith. "What I really love to do for a
role is make the woman unapologetic for who she is," says Munn. "They
wanted to put me in a turtleneck, and I said no. They're like, 'We want
people to take her seriously,' and I said, 'People will take her
seriously because of her brain. It's not her problem what somebody sees
when they look at her.'"that makes carbs disappear as they go into your
body. I prefer the truth," says the actress, who had melon and green
tea. Here, she wears a gold plate cuff by Robert Lee Morris. A former journalism major at the University of Oklahoma, Munn seems to
anticipate every angle of a story. When most starlets would be nose-deep
in a menu figuring out what to fake-order for brunch, Munn is skewering
most starlets. "'Like, I'm going to have French always eat,'" she says, doing her best Valley girl impression. "'I can eat
whatever I want. I'm just lucky like that!'" She rolls her eyes. "I
remember reading these articles when I was younger, and I just felt
like, Well, in order to look like that, you have to have some secret,
magical unicorn blood that makes carbs disappear as they go into your
body. I prefer the truth," says the actress, who had melon and green
tea.
Olivia Munn is a feed of constant entertainment. Take, for instance, her story of a surreal weekend in Miami during the 2010 Super Bowl. The night before the game, Munn and a girlfriend found themselves sipping vodka tonics in a penthouse suite, surrounded by strangers. "They're like, 'We're going to a strip club,' and I'm not a strip-club kind of girl, but we're like, 'OK.' We ended up at the Walmart of strip clubs. There's naked strippers of every size, shape: big ones, skinny ones, midget ones doing upside-down tricks. Someone sticks us next to Nelly and Diddy, and this is when I became friends with Jamie Foxx.... So he starts singing a song, and all of a sudden we hear, 'Olivia Munn, come to the stage!' The next thing you know, I'm onstage singing along, probably to 'Gold Digger.'" Here, Munn poses in a silk-blend Jacquard robe, bra, and silk georgette pants by Gucci, and patent-leather shoes by B Brian Atwood.
Currently, Munn is dating Swedish actor Joel Kinnaman, star of The Killing and RoboCop,
a fantasy for someone who grew up quoting the original, as Munn did.
"If there was ever going to be a girl who would want her man to bring
home a RoboCop suit, it would be me," says Munn. "Joel is truly
fantastic in it." Here, makeup artist Dotti touches up Munn's bronzer.
Munn, shown here in her cover shot, is at the top of her professional game. She will star with Eric Bana in the thriller Deliver Us From Evil and with Johnny Depp in the art-heist comedy Mortdecai. Then there's her role in The Newsroom
as financial reporter Sloan Sabbith. "What I really love to do for a
role is make the woman unapologetic for who she is," says Munn. "They
wanted to put me in a turtleneck, and I said no. They're like, 'We want
people to take her seriously,' and I said, 'People will take her
seriously because of her brain. It's not her problem what somebody sees
when they look at her.'"that makes carbs disappear as they go into your
body. I prefer the truth," says the actress, who had melon and green
tea. Here, she wears a gold plate cuff by Robert Lee Morris. A former journalism major at the University of Oklahoma, Munn seems to
anticipate every angle of a story. When most starlets would be nose-deep
in a menu figuring out what to fake-order for brunch, Munn is skewering
most starlets. "'Like, I'm going to have French always eat,'" she says, doing her best Valley girl impression. "'I can eat
whatever I want. I'm just lucky like that!'" She rolls her eyes. "I
remember reading these articles when I was younger, and I just felt
like, Well, in order to look like that, you have to have some secret,
magical unicorn blood that makes carbs disappear as they go into your
body. I prefer the truth," says the actress, who had melon and green
tea.
A
former journalism major at the University
mercoledì 23 aprile 2014
NEWS - Clamoroso al Cibali! Aaron Sorkin chiede scusa ai giornalisti per "The Newsroom"!
Articolo di Anna Silman per "Vulture"
Articolo di Anna Silman per "Vulture"
The Newsroom tends to take a sanctimonious approach to
recent history, and many journalists take issue with the show's apparent
desire to tell them how they should have done their jobs. In an
interview with former Obama speech-writer Jon Favreau on Monday night at a Tribeca Film Festival discussion,
Aaron Sorkin tried to make amends with the press corps. “I’m going to
let you all stand in for everyone in the world, if you don’t mind,”
Sorkin told the audience. “I think you and I got off on the wrong foot
with The Newsroom and I apologize and I’d like to start over.”
I think that there’s been a terrible misunderstanding. I did not set the show in the recent past in order to show the pros how it should have been done. That was and remains the furthest thing from my mind. I set the show in the recent past because I didn’t want to make up fake news. It was going to be weird if the world that these people were living in did not in any way resemble the world that you were living in… Also, I wanted the option of having a terrific dynamic that you can get when the audience knows more than the characters do… So, I wasn’t trying to and I’m not capable of teaching a professional journalist a lesson.
Later, in response to an audience question about whether he is happy with The Newsroom,
Sorkin responded with an unusual amount of candor, saying that he feels
like he's "just now starting to learn how to write it.” Just in time
for season three's fall 2014 premiere, we hope.
I’ve very proud of The Newsroom. I have the time of my life working with the people that I work with, but there is a learning curve and unfortunately, those lessons are learned in front of several million people. Again, that’s what you sign up for. I wish that I could go back to the beginning of The Newsroom and start again and replicate what you have with a play, which is a preview period… But I’m feeling really good about how the third season is going. I’ll look back on it fondly and proudly and wish I could get every scene of every episode back so that I could do it all over again.
All in all, a very nice apology, particularly from someone who is not known for his skill with apologies. Now if we can just get a mea culpa for Studio 60 on the Sunset Strip, we'll finally be able to move on with our lives.
mercoledì 12 febbraio 2014
GOSSIP - The Killing Couple! La coppia telefilmica dell'anno è quella formata da Joel Kinnaman di "The Killing" e Olivia Munn di "The Newsroom"La coppia d'assi dei telefilm è al momento questa: Joel Kinnaman di "The Killing" (pronto a invadere i cinema nei panni robotici di "Robocop") e Olivia Munn di "The Newsroom". Sono ovunque insieme, meglio se alle prime in giro per il mondo del film di lui. Chi crede che stiano insieme per interesse o per promozione sbaglia. O comunque è già stato eliminato dalla circolazione da un poliziotto di latta...
lunedì 18 novembre 2013
mercoledì 30 ottobre 2013
Da questa settimana #Scandal e #TheNewsroomRai3 si spostano al venerdì, sempre in prima serata. E a The Newsroom arriva Mrs.Jane Fonda #Rai3
— Andrea Vianello (@andreavianel) October 29, 2013
lunedì 21 ottobre 2013
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
L'occasione persa di "The Newsroom" su Rai3
"Il palinsesto è un'arte e a farlo dovrebbero essere artisti della tv. A volte, invece, si ha la sensazione che in Italia prevalga il pressapochismo o il semplicismo delle buone intenzioni. La settimana appena trascorsa ci regala diversi esempi di programmazione più o meno scellerata. Giovedì è un caso da manuale e purtroppo «The Newsroom», l'ottima serie creata da Aaron Sorkin, finisce in fondo alla classifica settimanale, flop che trascina Rai3 sotto il 3% di share, battuta addirittura dagli Home Visit di «X-Factor» su Sky Uno (canale a pagamento). Nonostante gli annunci, la forte promozione, l?impegno in prima persona del direttore Andrea Vianello, il pubblico di Rai3 ha preferito chi Santoro chi la prof. Pivetti. Che occasione persa! Il successivo «Gazebo», anticipato di un'ora, si è schiantato sull'1,9%, perdendo più di 5 punti. Doveva forse essere chiaro che la serata non era quella giusta (con Santoro e lo «scandalo Bonev» e «X-Factor», in diretta concorrenza sul pubblico più qualificato) e, soprattutto, che il più raffinato dei prodotti pay americani fa a pugni con la prima serata generalista italiana (altro discorso, la seconda serata). Sbaglia chi pensa che il palinsesto deve educare i suoi spettatori; al contrario, bisognerebbe meglio educare chi i palinsesti - vera arte della tv - li crea." (Aldo Grasso, 20.10.2013)
CORRIERE DELLA SERA
L'occasione persa di "The Newsroom" su Rai3
"Il palinsesto è un'arte e a farlo dovrebbero essere artisti della tv. A volte, invece, si ha la sensazione che in Italia prevalga il pressapochismo o il semplicismo delle buone intenzioni. La settimana appena trascorsa ci regala diversi esempi di programmazione più o meno scellerata. Giovedì è un caso da manuale e purtroppo «The Newsroom», l'ottima serie creata da Aaron Sorkin, finisce in fondo alla classifica settimanale, flop che trascina Rai3 sotto il 3% di share, battuta addirittura dagli Home Visit di «X-Factor» su Sky Uno (canale a pagamento). Nonostante gli annunci, la forte promozione, l?impegno in prima persona del direttore Andrea Vianello, il pubblico di Rai3 ha preferito chi Santoro chi la prof. Pivetti. Che occasione persa! Il successivo «Gazebo», anticipato di un'ora, si è schiantato sull'1,9%, perdendo più di 5 punti. Doveva forse essere chiaro che la serata non era quella giusta (con Santoro e lo «scandalo Bonev» e «X-Factor», in diretta concorrenza sul pubblico più qualificato) e, soprattutto, che il più raffinato dei prodotti pay americani fa a pugni con la prima serata generalista italiana (altro discorso, la seconda serata). Sbaglia chi pensa che il palinsesto deve educare i suoi spettatori; al contrario, bisognerebbe meglio educare chi i palinsesti - vera arte della tv - li crea." (Aldo Grasso, 20.10.2013)
giovedì 17 ottobre 2013
LA STAMPA
E' giunta l'ora di "The Newsroom", il "dentro la notizia" che diventa tv
"Evviva. La serie che racconta il dietro le quinte dell'informazione americana arriva in Italia: Rai3 trasmette dal 17 ottobre in prima serata The Newsroom, il cui protagonista Jeff Daniels ha appena vinto un Emmy. È una fiction sul giornalismo televisivo ai nostri giorni, ambientata in un ipotetico network statunitense dove si costruiscono i tg, primo fra tutti quello della sera, il più importante, da loro come da noi.
Prodotta dalla HBO, approdata già alla seconda serie, girata in maniera nervosa, sincera, adrenalinica, è stata comprata da Raitre, un atto ardito che il direttore Vianello rivendica perché, per una volta, non si pensa solo agli ascolti: «La gente, a volte, è molto più preparata di quanto noi stessi immaginiamo e Raitre è una rete che fa prevalentemente informazione. C'è parso quindi giusto giocarci questa carta prendendocela noi, prima ancora che passasse su una tv a pagamento. Una cosa oggi assai insolita. Riteniamo possa andare bene e comunque, ogni tanto, ci piace che il nostro pubblico venga preso dalle vertigini».
The Newsroom, comunque, è un caso speciale. Prima di tutto perché è stata scritta da Aaron Sorkin, premio Oscar per The social network, uno dei migliori giovani talenti del teatro che ha ammesso di essersi ispirato per il personaggio dell'anchorman al conduttore Olbermann, un onesto caratteraccio, nella cui redazione ha lavorato per alcuni tempi.
Poi perché è recitata con estrema abilità da un gruppo di vecchi e giovani attori che il teatro lo fanno quotidianamente come Jeff Daniels, Emily Mortimer, Sam Waterson, John Gallagher, Dev Patel, e Tomas Sadoski, il solo interprete approdato a Roma per accompagnare il lancio italiano.
Ci sarà anche, nelle puntate successive, un ruolo per Jane Fonda, un tempo moglie di Ted Turner magnate americano della CNN. La cosa che più fa impressione a noi italiani è la rapidità con cui si fanno e si disfano carriere: in cinque minuti uno può essere promosso o allontanato dal suo posto solo per una questione di merito. Spaventoso e insieme affascinante per noi che impieghiamo mesi a prendere una decisione.
La prima puntata è il racconto di come questo tg della sera arrivi a dare la notizia di un disastro ambientale nel Golfo persico con maggiori particolari e maggiore precisione di concorrenti. Ma i riferimenti a episodi tragici o comunque drammatici realmente accaduti come l'incidente alla centrale di Fukushima o la crisi finanziaria, vengono intrecciati alle vicende personali dei protagonisti: amicizie tradite, discussioni feroci, amori in crisi, fallimenti professionali. «Il nucleo intorno a cui è stata scritta questa sceneggiatura - dice Tomas Sadoski - è il giornalismo contemporaneo.
Come poter fare alta qualità e alti ascolti. Come difendersi da servizi sui pettegolezzi in favore di approfondite inchieste su conflitti lontani. Come lasciare nelle mani dei professionisti che sanno analizzarla una notizia rilanciata via cellulare o via internet in tutto il mondo da chi professionista non è.
La nostra serie ha aperto nel paese, e non solo tra gli addetti ai lavori, un dibattito sull'informazione di cui si sentiva e si sente il bisogno. E' il motivo principale per cui sono fiero di lavorarci». Chiamato sul set dopo esser stato visto recitare in palcoscenico, messo accanto ad attori di straordinaria bravura, Sadoski spiega come si girano le puntate: «Un metodo simile a quello che usiamo in teatro: tre giorni per imparare le battute del copione a memoria senza cambiare una virgola e poi massima velocità nel palleggiarcele gli uni con gli altri nella maniera più credibile».
Faticoso? «Per chi è abituato al teatro non tanto, anche se qua , in tv, i tempi sono più stretti. Manca l'emozione di trovarsi davanti al pubblico, ma chi fa l'attore deve saper trovare la carica in se stesso».
Che impressione le ha fatto leggere che in Siria siano stati usati i gas contro la popolazione inerme come voi avevate immaginato? «Un gran dolore. Nessuno di noi ha pensato: Visto? Lo avevamo predetto! Non c'è alcuna ambizione divinatoria. Ci interessa proporre una riflessione. Senza una informazione corretta, che va alle radici, cerca di avvicinarsi alla verità, spiega i retroscena, entra in crisi anche la democrazia». (Simonetta Robiony)
lunedì 23 settembre 2013
NEWS - Emmy Awards, "Breaking Bad" sfiora il tris (Daniels che batte Cranston grida vendetta), "Modern Family" confermata best comedy (ora basta però!), "AHS: Asylum" confinata nelle miniserie solo premio consolatorio, "Veep" la sorpresa
COMEDY SERIES
“The Big Bang Theory” (CBS)
“Girls” (HBO)
“Louie” (FX)
“Modern Family” (ABC)
“30 Rock” (NBC)
“Veep” (HBO)
DRAMA SERIES
“Breaking Bad” (AMC)
“Downton Abbey” (PBS)
“Game of Thrones” (HBO)
“Homeland” (Showtime)
“House of Cards” (Netflix)
“Mad Men” (AMC)
MINI-SERIES OR TV MOVIE
“American Horror Story: Asylum” (FX)
“Behind the Candelabra” (HBO)
“The Bible” (History)
“Phil Spector” (HBO)
“Political Animals” (USA)
“Top of the Lake” (Sundance Channel)
ACTOR IN A COMEDY SERIES
Jason Bateman, “Arrested Development” (Netflix)
Jim Parsons, “The Big Bang Theory” (CBS)
Matt LeBlanc, “Episodes” (Showtime)
Don Cheadle, “House of Lies” (Showtime)
Louis C.K., “Louie” (FX)
Alec Baldwin, “30 Rock” (NBC)
ACTRESS IN A COMEDY SERIES
Laura Dern, “Enlightened” (HBO)
Lena Dunham, “Girls” (HBO)
Edie Falco, “Nurse Jackie” (Showtime)
Amy Poehler, “Parks and Recreation” (NBC)
Tina Fey, “30 Rock” (NBC)
Julia Louis-Dreyfus, “Veep” (HBO)
SUPPORTING ACTOR IN A COMEDY SERIES
Adam Driver, “Girls” (HBO)
Jesse Tyler Ferguson, “Modern Family” (ABC)
Ed O’Neill , “Modern Family” (ABC)
Ty Burrell, “Modern Family” (ABC)
Bill Hader, “Saturday Night Live” (NBC)
Tony Hale, “Veep” (HBO)
SUPPORTING ACTRESS IN A COMEDY SERIES
Mayim Bialik, “The Big Bang Theory” (CBS)
Jane Lynch, “Glee” (Fox)
Sofia Vergara, “Modern Family” (ABC)
Julie Bowen, “Modern Family” (ABC)
Merritt Wever, “Nurse Jackie” (Showtime)
Jane Krakowski, “30 Rock” (NBC)
Anna Chlumsky, “Veep” (HBO)
ACTOR IN A DRAMA SERIES
Bryan Cranston, “Breaking Bad” (AMC)
Hugh Bonneville, “Downton Abbey” (PBS)
Damian Lewis, “Homeland” (Showtime)
Kevin Spacey, “House of Cards” (Netflix)
Jon Hamm, “Mad Men” (AMC)
Jeff Daniels, “The Newsroom” (HBO)
ACTRESS IN A DRAMA SERIES
Vera Farmiga, “Bates Motel” (A&E)
Michelle Dockery, “Downton Abbey” (PBS)
Claire Danes, “Homeland” (Showtime)
Robin Wright, “House of Cards” (Netflix)
Elizabeth Moss, “Mad Men” (AMC)
Connie Britton, “Nashville” (ABC)
Kerry Washington, “Scandal” (ABC
SUPPORTING ACTOR IN A DRAMA SERIES
Bobby Cannavale, “Boardwalk Empire” (HBO)
Jonathan Banks, “Breaking Bad” (AMC)
Aaron Paul, “Breaking Bad” (AMC)
Jim Carter, “Downton Abbey” (PBS)
Peter Dinklage, “Game of Thrones” (HBO)
Mandy Patinkin, “Homeland” (Showtime)
SUPPORTING ACTRESS IN A DRAMA SERIES
Anna Gunn, “Breaking Bad” (AMC)
Maggie Smith, “Downton Abbey” (PBS)
Emilia Clarke, “Game of Thrones” (HBO)
Christine Baranski, “The Good Wife” (CBS)
Morena Baccarin, “Homeland” (Showtime)
Christina Hendricks, “Mad Men” (AMC)
ACTRESS IN A MINI-SERIES OR TV MOVIE
Jessica Lange, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Laura Linney, “The Big C: Hereafter” (Showtime)
Helen Mirren, “Phil Spector” (HBO)
Sigourney Weaver, “Political Animals” (USA)
Elisabeth Moss, “Top of the Lake” (Sundance Channel)
SUPPORTING ACTOR IN A MINI-SERIES OR TV MOVIE
James Cromwell, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Zachary Quinto, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Scott Bakula, “Behind The Candelabra” (HBO)
John Benjamin Hickey, “The Big C: Hereafter” (Showtime)
Peter Mullan, “Top of The Lake” (Sundance Channel)
SUPPORTING ACTRESS IN A MINI-SERIES OR TV MOVIE
Sarah Paulson, “American Horror Story: Asylum” (FX)
Imelda Staunton, “The Girl” (HBO)
Ellen Burstyn, “Political Animals” (USA)
Charlotte Rampling, “Restless” (Sundance Channel)
Alfre Woodard, “Steel Magnolias” (Lifetime)
DIRECTING, DRAMA SERIES
Tim Van Patten, “Boardwalk Empire” (HBO)
Michelle MacLaren, “Breaking Bad,” “Gliding Over All” (AMC)
Jeremy Webb, “Downton Abbey,” Episode 4 (PBS)
Lesli Linka Glatter, “Homeland,” “Q&A” (Showtime)
David Fincher, “House of Cards” (Netflix)
DIRECTING, MINI-SERIES OR TV MOVIE
Steven Soderbergh, “Behind The Candelabra” (HBO)
Julian Jarrold, “The Girl” (HBO)
David Mamet, “Phil Spector” (HBO)
Allison Anders, “Ring Of Fire” (Lifetime)
Jane Campion and Garth Davis, “Top of the Lake” (Sundance Channel)
WRITING, COMEDY SERIES
Jeffrey Klarik, “Episodes,” Episode 209 (Showtime)
Louis C.K. and Pamela Adlon, “Louie,” “Daddy’s Girlfriend (Part 1)” (FX)
Greg Daniels, “The Office,” Finale (NBC)
Jack Burditt and Robert Carlock, “30 Rock,” “Hogcock!” (NBC)
Tina Fey and Tracey Wigfield, “30 Rock,” “Last Lunch” (NBC)
WRITING, DRAMA SERIES
George Mastras, “Breaking Bad,” “Dead Freight” (AMC)
Thomas Schnauz, “Breaking Bad,” “Say My Name” (AMC)
Julian Fellowes, “Downton Abbey,” Episode 4 (PBS)
David Benioff and D.B. Weiss, “Game of Thrones,” “The Rains Of Castamere” (HBO)
Henry Bromell, “Homeland,” “Q&A” (Showtime)
WRITING, MINI-SERIES OR TV MOVIE
Richard LaGravenese, “Behind The Candelabra” (HBO)
Abi Morgan, “The Hour” (BBC America)
Tom Stoppard, “Parade’s End” (HBO)
David Mamet, “Phil Spector” (HBO)
Jane Campion and Gerard Lee, “Top of the Lake” (Sundance Channel)
martedì 25 giugno 2013
Rai3 sempre più rete dei #telefilm "politici" dopo #Boss: da settembre #Scandal e #Newsroom.
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) June 25, 2013
venerdì 3 agosto 2012
NEWS - Altro che mare e montagna! Domenica si schiatta ovunque: meglio salire sul "mulo" e non perdere "Newsroom" nel giorno in cui Bin Laden è passato tra i più!
Looking ahead to future episodes, Aaron Sorkin said the next new hour would focus on the night Osama Bin Laden was killed. For Season 2, which Sorkin said will premiere next June, The Newsroom will remain 9-18 months behind real time. ("Tv Guide")
Looking ahead to future episodes, Aaron Sorkin said the next new hour would focus on the night Osama Bin Laden was killed. For Season 2, which Sorkin said will premiere next June, The Newsroom will remain 9-18 months behind real time. ("Tv Guide")
sabato 28 luglio 2012
Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa
settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!
Aaron Sorkin e Sports Night. Aaron Sorkin e West
Wing. Aaron Sorkin e Studio
60 On The Sunset Strip.
E ancora: Aaron Sorkin e la sceneggiatura di The Social Network, film capolavoro sulla storia del magnate di Facebook; Aaron Sorkin e Moneyball, con Brad Pitt.
Potrei continuare elencando una valanga di opere eccezionali che portano la sua firma pur non essendogli mai state accreditate, o potrei proseguire con l’elenco smisurato dei Golden Globe, dei BAFTA e degli Academy Awards che ha vinto. Altrimenti potrei invece soffermarmi sulla sua nuova, incredibile opera: The Newsroom, serie rivelazione di questa estate, in onda dal 24 giugno sulla HBO. Lo show segue le vicende affettive e professionali, presso una fittizia tv via cavo, dell’anchorman Will McAvoy, personaggio emblematico e magnetico, interpretato da uno strepitoso Jeff Daniels, intorno al quale gravitano attori del calibro di Emily Mortimer e Sam Waterston.
Inutile, per certi versi, dilungarsi sulla trama di The Newsroom, perché l’unico consiglio, spassionato come poche altre volte, che posso darvi oggi è di cominciare a vederlo quanto prima. Lo show è caratterizzato da un ritmo frenetico e coinvolgente, da dialoghi fulminei e diretti, da una colonna sonora ad hoc e da un cast che fa invidia alle migliori produzioni hollywoodiane degli ultimi anni. The Newsroom non è solo lo Stracult della settimana, è un vero e proprio gioiello in questa rovente estate, e se doveste per qualsiasi ragione lasciarvelo scappare, mi costringereste a darvi degli "stracotti".
E ancora: Aaron Sorkin e la sceneggiatura di The Social Network, film capolavoro sulla storia del magnate di Facebook; Aaron Sorkin e Moneyball, con Brad Pitt.
Potrei continuare elencando una valanga di opere eccezionali che portano la sua firma pur non essendogli mai state accreditate, o potrei proseguire con l’elenco smisurato dei Golden Globe, dei BAFTA e degli Academy Awards che ha vinto. Altrimenti potrei invece soffermarmi sulla sua nuova, incredibile opera: The Newsroom, serie rivelazione di questa estate, in onda dal 24 giugno sulla HBO. Lo show segue le vicende affettive e professionali, presso una fittizia tv via cavo, dell’anchorman Will McAvoy, personaggio emblematico e magnetico, interpretato da uno strepitoso Jeff Daniels, intorno al quale gravitano attori del calibro di Emily Mortimer e Sam Waterston.
Inutile, per certi versi, dilungarsi sulla trama di The Newsroom, perché l’unico consiglio, spassionato come poche altre volte, che posso darvi oggi è di cominciare a vederlo quanto prima. Lo show è caratterizzato da un ritmo frenetico e coinvolgente, da dialoghi fulminei e diretti, da una colonna sonora ad hoc e da un cast che fa invidia alle migliori produzioni hollywoodiane degli ultimi anni. The Newsroom non è solo lo Stracult della settimana, è un vero e proprio gioiello in questa rovente estate, e se doveste per qualsiasi ragione lasciarvelo scappare, mi costringereste a darvi degli "stracotti".
Quando Michael Karnow
e Zak Penn
approdarono con il loro Alphas sul network Syfy, avevano probabilmente
aspettative ben diverse da quelle che il destino avrebbe effettivamente
riservato al loro show.
I due creatori, paradossalmente ignari dei problemi che
sarebbe scaturiti dal loro budget “limitato”, non hanno saputo fare i conti con
la “cruda realtà” relegando così, Alphas, in quel limbo di “vorrei ma non posso”
dove giacciono parecchie serie tv.
Nonostante le buone potenzialità della
season finale della prima stagione, lo show non è riuscito assolutamente a ripartire
in sordina con la premiére della seconda, affondando le unghie nelle solite,
fin troppo evidenti, pecche strutturali e registiche.
Alphas si riconferma ancora una
volta una serie “floscia” e poco incisiva, scandita da un ritmo lento e a tratti noioso,
privo anche solo di un pizzico di hype per risollevare le sorti di un plot
prevedibile e scontato. I personaggi senz’anima si muovono sullo sfondo,
portando inevitabilmente alla memoria la saga degli X-Men, risultando così una copia sbiadita di tematiche sci-fi già
trite e ritrite, stracotte, come lo show in sé.
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