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sabato 20 ottobre 2007

GOSSIP - Kill Pitt! La Aniston si sfoga (finalmente): "Brad, ti odio!"
(AGI) - New York, 20 ott. - "Brad: ti odio", finalmente Jennifer Aniston ha accontentato milioni di donne, ancora incredule che la celebre interprete di 'Friends' non portasse rancore per aver perso uno degli uomini piu' sexy di Hollywood. Il 'tanto atteso' sfogo apparira' sul nuovo numero del 'National Enquirer', una delle principali riviste di gossip d'oltreoceano, che ha dedicato la copertina proprio alla Aniston. "Dove e come l'ha insultato e cosa pensa di Angelina": questo il titolo dell'articolo-confessione dell'ex moglie di Pitt. La Aniston, da sempre ammirata per aver superato con grande bon ton la separazione - e forse anche il tradimento, secondo qualche maligno - continuera' comunque ad essere l'eroina del sesso debole: anche se sentimentalmente non le e' costato nulla insultare pubblicamente il suo ex marito, di certo il suo conto in banca ne ha beneficiato...

venerdì 19 ottobre 2007

NEWS - Il Blog della squillo diventa serialDa affascinante velina del mitico "Dr.Who", ruolo per il quale i critici inglesi l'anno eletta "miglior nuovo talento degli ultimi anni", Billie Piper brucia le tappe del successo. Dopo aver dato alle stampe una autobiografia andata a ruba, l'attrice vagamente rassomigliante alla nostra Martina Stella ha dato sapientemente scandalo nel serial attualmente sulla bocca di tutti gli inglesi. In "Secret Diary of a Call Girl", in onda su ITV2, Piper interpreta Belle de Jour, la prostituta adolescente che ha fatto scalpore dapprima confessando i suoi appuntamenti in un blog e poi in un romanzo best-seller.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")
NEWS - Annuncio agli addetti ai livori: "Sky Life" sostituirà la mitica "Guida Sky" (non più gratis, ma al costo di 1 Euro tondo tondo)
Rcs sta preparando "SkyLife", il nuovo mensile di programmi che è destinato a sostituire l'attuale guida Sky che viene mandata gratuitamente a tutti gli abbonati alla tv satellitare. Ne vengono preparati 3 numeri (ottobre, novembre e dicembre) che verrà stampata in 50 mila copie e inviata a campione ad altrettanti abbonati. Poi, se piacerà, verrà editata da Rcs che curerà anche la raccolta pubblicitaria. Ovviamente non sarà più spedita gratuitamente, ma avrà un costo attorno all'euro a numero. I tre numeri "di assaggio" hanno come responsabile del progetto editoriale Patrizia Ricci, ex di "Sorrisi e canzoni Tv", e sono preparati redazionalmente a Milano da Graffiti Media Factory, un service che collabora con Rcs per altre iniziative: una per tutte l'enciclopedia della Ferrari che attualmente viene venduta in abbinamento con la "Gazzetta dello Sport". (Articolo tratto da Dagospia)
NEWS - L'Accademia dei Telefilm commenta boom ascolti di "Dr. House" e dei telefilm medici"C'è più realismo nelle corsie degli ospedali delle serie tv che nei reality-show". L'Accademia dei Telefilm - l'associazione culturale nata dopo il "Dizionario dei Telefilm" (Garzanti) per promuovere la cultura delle serie tv - commenta il boom di ascolti di mercoledì sera di "Dr. House", al debutto su Canale 5 e risultato telefilm più visto degli ultimi 10 anni.
"Non è un caso che ai vertici del genere seriale di tutti i tempi ci siano due telefilm medici come 'ER' e, appunto, 'Dr. House'. Ormai è nelle corsie ospedaliere che scorre la vita vera. Si provano il dolore, la malattia, la speranza, la gioia, la delusione. Si parla di eutanasia, di fede, di generosità, di solidarietà. Si affronta anche la morte, alla larga dagli happy end di un tempo. C'è spazio anche per temi inediti come il mobbing, mentre tra un'intervento e l'altro possono nascere anche la passione e l'amore, come succede in 'Grey's Anatomy', altra serie medica di successo. Un realismo a tutto tondo, quello dei medical drama, che stride con quanto succede nei reality-show...".
"Del resto - conclude l'Accademia dei Telefilm - vale quanto detto dall'ex Presidente del network NBC, Don Ohlmeyer: 'guardare un telefilm è come assistere ad un intervento a cuore aperto del Dottor Christian Barnard. Tu sai che lui è il migliore nel suo campo, che tutto è perfettamente pulito e sterilizzato. Sai di avere il meglio che ci possa essere. Ma la forza di un telefilm di successo sta nel far credere al telespettatore che il paziente sul lettino dell'operazione sia suo figlio'".

giovedì 18 ottobre 2007

NEWS - Il boom di "Dr. House" al microscopio: i fans sono giovani e colti. E intanto è nata la parodia sexy di "Striscia la notizia" (Dr.sa Pent-House) (ANSA) - ROMA, 18 OTT - Sono giovani, colti e abitano prevalentemente al Nord: e' l'identikit dei fan di "Dr. House", il dottore piu' bisbetico e nevrotico della tv che, dopo essersi affermato come fenomeno della scorsa stagione, continua a macinare ascolti. La media di 4 milioni 275 mila spettatori pari al 16% di share raccolta in questo primo scorcio di stagione su Italia 1 gli e' valsa da ieri la promozione su Canale 5: ed e' stato subito boom. I due episodi hanno ottenuto infatti 6 milioni 305 mila spettatori pari al 22.91% e 5 milioni 603 mila con il 22.92%, con picchi vicini agli 8 milioni di spettatori: dati che consentono a House di balzare in testa alla classifica dei telefilm americani piu' visti in Italia negli ultimi dieci anni. Bisogna infatti risalire al 1997 per scovare una puntata di "ER - Medici in prima linea" che fece segnare 7 milioni 179 mila spettatori. Il pubblico che ieri ha premiato il telefilm con Hugh Laurie e' composto soprattutto da uomini e ha le caratteristiche tipiche del target pregiato, caro agli investitori pubblicitari. Davanti a Canale 5 c'erano infatti tanti giovani: donne tra i 15 e i 44 anni (con percentuali sempre superiori al 35% e in particolare con un 39.5% nella fascia 20-24 anni) e uomini della stessa eta' (lo share e' sempre sopra il 30%, con il 34% tra i 20 e i 24 anni). A seguire House sono soprattutto persone che hanno un'istruzione media superiore (29.6%) e laureati (27.3%) e che abitano prevalentemente al Nord Ovest (29%). Seguono il Nord Est (23%), il Centro (21.4%) e il Sud e Isole (18.8%). Gli eccellenti risultati di ieri sono per House una conferma: i primi nove appuntamenti della terza edizione, trasmessi su Italia 1 dal 19 gennaio di quest'anno, hanno registrato una media di 4 milioni 785 mila telespettatori pari al 17.26% di share, con picchi di oltre 6 milioni e mezzo (6.620.000) e del 24%. Ascolti confermati anche contro il festival di Sanremo, quando il telefilm riusci' a incollare allo schermo 4 milioni 155 mila fan, con il 15.05%. E da oggi Dr House e' anche on demand su www.mediaset.it Rivideo, che permette di rivedere sul proprio pc le serie preferiti: sono gia' online i download degli episodi inediti Top secret e Posizione fetale, trasmessi su Canale 5 ieri in prima serata. Nel frattempo House e' sbarcato anche in libreria. "I casi del Dr House" (Sperling & Kupfer) e' il titolo del corposo volume che il giornalista scientifico Andrew Holtz ha dedicato alla fenomenologia del dottore e a maggio e' uscito per Marsilio "Il venditore di armi", opera prima di Laurie, che racconta la storia di un James Bond pasticcione e dal cuore tenero. L'attore si era impegnato anche a scriverne un seguito (The Paper Soldier) ma a quanto sembra bisognera' attendere un bel pezzo per leggerlo visto i pressanti impegni televisivi di Hugh Laurie. E' invece appena arrivato sugli scaffali "La Filosofia del dr.House - Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo" (Ponte alle Grazie) curato dai quattro autori del gruppo filosofico Blitris. Il successo, come spesso accade, va a braccetto con le parodie: oltre a quella di Marcello Cesena a "Mai dire martedi'", ci ha pensato Ezio Greggio, a "Striscia la notizia", a travestirsi da "Dr House", e ieri e' comparsa in scena anche l'avvenente Dottoressa Pent-House (nella foto), in bikini bianco e immancabile bastone per curare i malanni di Enzo Iacchetti. (Vedi il video: http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=striscia&data=2007/10/17&id=5892&categoria=servizio&from=striscia)
NEWS - Eureka! La vera House di House è Canale 5: vince la serata sfiorando il 23% ed è il telefilm americano più visto degli ultimi 10 anni col record storico di 6.305.000 spettatori
Altro che Nazionale e "L'Isola dei famosi": il vero Re (di bastone) del mercoledì è "Dr. House", che al debutto su Canale 5 annienta tutti i record e risulta il telefilm americano più visto degli ultimi 10 anni. Con il primo episodio la serie cult con Hugh Laurie ha toccato 6.305.000 spettatori (22.91% di share), mentre col secondo ha segnato 5.603.000 spettatori (22.91% di share). Battuti sia "L'Isola dei famosi" (5.453.000 spettatori, col 25.35% di share per via della tarda chiusura), sia l'amichevole Italia-Sudafrica (5.118.000 spettatori - 19.03% di share).
"Dr. House" batte quindi il suo record storico, risalente al 22 novembre 2006 su Italia 1, quando aveva ottenuto 5.684.000 spettatori (21.4% di share) e risulta il telefilm americano più visto degli ultimi 10 anni.
Nella Top 10 delle serie tv a "stelle e strisce" di tutti i tempi, "Dr. House", sale al secondo posto superando "Beverly Hills 90210" (5.886.000 spettatori segnati il 2 marzo 1995), avvicinandosi minacciosamente alla vetta detenuta da "ER - Medici in prima linea" - a conferma che il genere medico è da sempre quello seriale più amato - con l'ascolto di 7.179.000 spettatori raccolti nel 1997.

mercoledì 17 ottobre 2007

NEWS - Evento! Stasera debutta "Dr. House" su Canale 5 (per il 25% di voi segnerà il 18-19% di share). I 3 motivi per non mancare
Tutti davanti alla tv stasera! Ok, anche perchè da dietro non si vede nulla, ma anche per tre motivi fondamentali riguardo al debutto di "Dr. House" su Canale 5.
1) E' la migliore tv possibile, quella dei telefilm, rappresentata al meglio da "Dr. House".
2) E' la tv di qualità, più vera dei reality-show, e se ci fosse un sorpasso sull'unico reality sopravvissuto ("L'Isola dei famosi"), sarebbe simbolicamente epocale. Si aggiunga anche quanto detto da Carlo Freccero su "CHI" oggi in edicola: "Il nemico del cinema e' la fiction americana, non l'''Isola''. ''Prison Break'' e ''Dr. House'' sono meglio di tanto cinema».
3) E' quasi un debutto negli anni 2000 di una serie tv straniera nel prime-time di Canale 5. Se si fa eccezione per "Camelot - Squadra Emergenza" (nel giugno 2000, partito al 19% di share e poi sceso al 14%) e "Invasion" (boom di ascolti due estati fa), "Dr. House" è una scommessa che potrebbe aprire il varco ai telefilm anche su Canale 5, chissà...

Nel frattempo si conclude tra poche ore il Sondaggio sulla previsione d'ascolto sul debutto di House sulla Rete ammiraglia di Mediaset. Il 25% di voi, la maggioranza, ha votato per il 18-19% di share, il 12% è per il 19-20% di share, un altro 12% è per il 20-21%. Non mancano i pessimisti (meno del 13% di share secondo il 4% dei votanti) e gli ottimisti (oltre il 30% di share per il 2% dei votanti).
GOSSIP - Via dalla "Dirt" Los Angeles! Jennifer Aniston fugge dai paparazzi di L.A.
(AGI) - Los Angeles, 17 ott. - Fuga da Los Angeles. Non e' solo il titolo di un film, ma anche molto piu' semplicemente quello che potrebbe fare presto una Jennifer Aniston stressata dalla metropoli californiana. Il motivo e' l'attenzione morbosa che i paparazzi locali le riservano. "Se vivi lontana dai fotografi e la gente non sa dove sei, l'unica verita' e' che sei libera di camminare per strada", ha detto l'ex signora Pitt, rispondendo a chi le chiedeva se non fosse un po' snob l'affermare di voler vivere lontano dalle riviste rosa e dai riflettori. Nei piani dell'interprete di "Friends" ci sarebbe un trasferimento a New York, citta' nella quale, ha raccontato l'attrice, ha vissuto per 40 giorni, camminando liberamente per strada, senza che nessuno la riconoscesse.

martedì 16 ottobre 2007

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

LIBERO
Ecco la Mora-toria per "Dirt"! L'agente al centro di Vallettopoli commenta il debutto del telefilm presentato in anteprima al "Telefilm Festival"
"“Dirt” è un telefilm pazzesco. Ne avevo sentito parlare. Ma dopo la prima puntata sono diventato un fan accanito della serie. Racconta il mondo delle riviste scandalistiche e delle celebrità americane. Mi sono gustato il primo episodio domenica scorsa, a casa mia con Aida Yespica, Costantino Vitagliano, altri artisti e collaboratori. Devo dire che siamo tutti quanti rimasti a bocca aperta. Peccato che il telefilm vada in onda la domenica sera, giorno in cui sono impegnato con la discoteca Hollywood, con cui collaboro e dove ho l’obbligo di presenziare. Ma non mi preoccupo: farò registrare tutte le puntate da Norma, la mia collaboratrice domestica. Il direttore Lucy Spiller, interpretato dalla fantastica Courteney Cox, sembra proprio Alfonso Signorini. Uno che di fronte alla notizia non guarda in faccia nessuno. Solo così facendo si diventa i migliori nel proprio campo. Il gossip che ho visto in “Dirt” è molto somigliante a quello nostrano. Alcune vicende, anzi la maggior parte delle vicende e dei servizi, mi ricordano anche il modo di lavorare dell’agenzia del mio amico Fabrizio Corona. Non serve un telefilm americano, però, per scoprire che molte volte sono gli stessi personaggi famosi a dare le notizie ai giornalisti. Anch’io, nella mia agenzia, di “serpi” ne ho parecchie. Ma niente nomi. Nel telefilm c’è un personaggio che mi ha colpito particolarmente. Un attore fallito e disoccupato. Nessun regista lo chiama più, al suo agente arrivano solo proposte di serie B. Ha bisogno di un bell’articolo che lo rilanci. Allora si “allea” con la rivista. Lui diventa una fonte: spiffera scoop e notizie pruriginose, come quella di un’attrice con qualche vizietto di troppo, che resta incinta dopo un rapporto occasionale. In cambio, ottiene un ampio servizio sul settimanale. Così, finalmente, arriva una grossa offerta di lavoro e di conseguenza la carriera s’impenna. Ne ho visti parecchi, nella mia attività di manager, casi simili a questo, ma nessuno per fortuna è mai finito in modo tragico come nel telefilm. Ovviamente non posso fare nomi, altrimenti perderei i miei assistiti...Un altra figura che mi ha incuriosito e trovo molto verosimile è quella del paparazzo, interpretato da Ian Hart. I fotografi d’assalto sono tutti un po’ strani, proprio come nel telefilm. Qui c’è Don, un reporter in gamba ma po’ schizzato, il cui unico affetto è un gatto che ama come un figlio. Io mi ricordo di un tale Mirketto. Paparazzo romano fuori di testa, ma simpaticissimo e bravissimo. Trovo che gli americani, quando realizzano serie come questa, siano davvero “avanti”. Nella nostra tv “Dirt” avrà un certo successo, di nicchia però. Sono sicuro che appassionerà gli addetti ai lavori e il pubblico dei ragazzini. In Italia credo che non riuscirebbero mai a fare una serie così forte e realistica sul mondo della tv. I contenuti sono troppo forti: sesso consumato, droga, ricatti, linguaggio spinto. Un vero peccato. L’Italia non è pronta per una serie così esplicita. Ma se dovessi proprio ipotizzare quali potrebbero essere gli attori e i protagonisti di un “Dirt” nostrano, azzarderei il nome di Corona. Anche Daniele Interrante lo vedrei bene come paparazzo. Nel ruolo della temutissima “direttora”, Sabrina Ferilli sarebbe perfetta. Una donna con gli “attributi”. Mi lascia perplesso un particolare. Il titolo del telefilm: “Dirt”, che in italiano significa “brutto, sporco”. Non credo che il pettegolezzo sia così spregevole. Se fatto bene, con scrupolo e con le giuste verifiche, non con l’intenzione di diffamare, ma solo per informare, se racconta sempre e solo la verità, il gossip va fatto. E poi, come dicono i miei amici direttori dei giornali, «non esiste il frigorifero delle notizie». Non sono un giornalista, ma secondo il mio modesto parere, sei hai in mano uno scoop, lo devi pubblicare. Molte volte il gossip viene accomunato alla parola bellezza. Ma il “gossip bellezza” di fatto non esiste. Il pettegolezzo esalta la gente, ma allo stesso tempo riesce a distruggerla. Proprio come è successo nella vicenda legata all’inchiesta di Vallettopoli. I media negli ultimi mesi mi hanno massacrato, e ancora oggi faccio fatica a capire che cosa ho fatto. Pazienza. Mentre cerco la soluzione, continuerò a guardare “Dirt”. Magari imparerò qualcosa".
(Lele Mora, testo raccolto da Alessandra Menzani, 16.10.2007)
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE ECONOMIA
Tivù generalista in crisi? Quella via Internet non va meglio, in attesa della trasformazione dei Broadcaster tradizionali in Media Company
"La tivù generalista è in crisi: «Perde credibilità e ascolti (oltre un milione di contatti in meno nella media quotidiana)», dice Francesco Siliato, autore del libro “Televisione digitale” e consulente del ministro Gentiloni. Ma l'offerta alternativa proposta dagli operatori telefonici con la televisione via Internet (l'Iptv Alice di Telecom o la tivù di Fastweb) non ha ancora superato l'esame-finestra del pubblico. «L'Iptv - aggiunge un altro esperto, Augusto Preta - non dà contenuti o servizi realmente nuovi e non sviluppa il video on demand, che ha le potenzialità maggiori di successo». Accanto all'Iptv si sta però sviluppando un secondo tipo di televisione, la web tv, che nasce da Internet ed è basato sui network sociali e sui contenuti autoprodotti dal pubblico. Sono i siti come MySpace di Murdoch, YouTube di Google, Joost di eBay, meccanismi potenzialmente creatori d'oro (la pubblicità personalizzata) sui quali non a caso i big globali hanno messo le mani. Anche qui però, viene obiettato, siamo davanti a un fenomeno che riguarderà nicchie importanti ma avrà bisogno di tempo per affermarsi. Se si sentono gli operatori, ci si fa l'idea che Alice non è ancora entrata nel Paese delle meraviglie ma segnala un attivismo interessante. Esempio: Fastweb (che dichiara 200 mila abbonati alla tivù, il 25% degli abilitati a riceverla, su un totale di 1,2 milioni di clienti) è convinta che puntare sulla televisione sia il modo migliore per tener legata a sé la clientela (l'Arpu, il ricavo medio dell'utente con il piccolo schermo è del 40% più alto di quello che non ce l'ha): «Ci crediamo a tal punto - dice il direttore marketing Paolo Agostinelli - che prendiamo il rischio di lanciare una formula di abbonamento alla sola televisione».
Programmi di sviluppo anche per Telecom Italia, che - dopo Alice Tv (100 mila abbonati stimati dal mercato, con l'obiettivo di raddoppiarli entro il 2007 grazie al recente accordo con Murdoch per ritrasmettere l'intera produzione Sky) - si appresta a lanciare il quadruple play, cioè l'offerta combinata di Internet-tivù-telefono fisso-telefono mobile con un'altra campagna pubblicitaria della serie famiglia Abatantuono che partirà domani. «Sulla nostra piattaforma - dice Massimo Castelli, responsabile della telefonia fissa di Telecom Italia - oggi possiamo offrire 270 canali, i 170 di Sky e i 100 nostri. Ma vogliamo anche rivolgerci al mondo delle comunità web e dei contenuti autoprodotti dagli utenti. Offrendo loro la possibilità di un accesso televisivo abbordabile, poco più costoso della creazione di un sito Internet».
Il ruolo degli operatori di tic non va sottostimato perché in fondo il know-how del networking sociale ce l'hanno loro (da un secolo). Tim Tribù è solo un piccolo esempio delle possibili «collusioni» positive tra vecchi telco e nuove comunità, un territorio ancora tutto da esplorare. Nel tempo potremmo davvero vederne delle belle, come, anche, qualche inedita alleanza tra telefonici e società di videogame tipo Sony, che sono le vere maestre di interattività grazie all'esperienza maturata con le Play-station. «Ma gli operatori telefonici - obietta Valerio Zingarelli, amministratore delegato di Babelgum Tv (la web tv in inglese fondata da Silvio Scaglia che vedrà la luce nel prossimo aprile) - guadagnano ancora troppi soldi dai servizi tradizionali per puntare con vera decisione su cose nuove». Da non sottovalutare, poi, l'altra reazione alla crisi della tivù generalista: quella della tivù generalista stessa. Mediaset punta a trasformarsi da broadcaster tradizionale in vera media company. Si internazionalizza ed entra nel mercato pay; inoltre, con l'acquisizione di Endemol, potenzia la capacità produttiva in Europa, mentre con l'accordo Warner-Universal arricchisce l'offerta per il digitale terrestre.
Tuttavia anche la Rai, pur con tutti i suoi travagli, ha un piano di sviluppo nel digitale terrestre, che, se approvato dal Cda e messo in opera, porterà nel 2010 a 8 canali più 2 in alta definizione: le 3 reti attuali, più Rai 4 e Rai 5 dedicate ai giovani, Rai News 24, il canale sport e il canale bambini (i cui ascolti pare stiano raggiungendo picchi imbarazzanti per gli stessi broadcaster). Il modello di viale Mazzini è a «coda corta», cioè pochi canali in chiaro con alti ascolti concentrati, l'opposto del modello a coda lunga di Sky, globale, a pagamento, con tanti canali e poca gente che li guarda.
L'Italia in sostanza da un lato soffre i limiti del «duopolio collusivo» e di cattive leggi del passato che continuano a far danno nel presente (non è un caso che nessun nuovo soggetto abbia investito in Italia nel digitale terrestre). Dall'altro lo stesso duopolio, anche se la cosa non sarà condivisa da qualcuno, produce una buona tv, che pur in crisi continua a fare grandi ascolti. Complessivamente, insomma, quella che va in onda non è una storia tutta «in scuro»: non è il Paese delle meraviglie ma neppure il Paese de-gli orrori".
(Edoardo Segantini, 15.10.2007)

lunedì 15 ottobre 2007

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Dexter", una Serie Modello per i Nostri Autori"«C'è sempre qualcosa di strano nell' osservare una scena del crimine a Miami alla luce del giorno. Fa sembrare gli omicidi più grotteschi come se ci si trovasse in un' attrazione nuova e scandalosa di Disneyland, Killerland». Dexter la pensa così, e Dexter conosce bene la scena del crimine perché è un serial killer che dà la caccia ad altri serial killer: quelli impuniti, quelli che sono riusciti a farla franca. Di più: Dexter Morgan è perito ematologo della polizia di Miami, un esperto di sangue; per questo manifesta un' inquietante passione per lo splatter: 'Dexter' (Fox Crime, giovedì, ore 22,50). Tratta dal romanzo 'La mano sinistra di Dio' ('Darkly Dreaming Dexter') di Jeff Lindsay, l' imperdibile serie è scritta dallo stesso Lindsay con James Manos Jr., autore e produttore de 'I Soprano' e 'The Shield'. Hanno collaborato anche Daniel Cerone (Streghe), Melissa Rosenberg ('The OC', 'Cinque in famiglia'), Drew Z. Greenberg ('The OC', 'Firefly', 'Smallville') e Timothy Schlattmann ('Dinotopia', 'Smallville'). Dexter (Michael C. Hall) ha una duplice personalità, secondo la grande tradizione letteraria e cinematografica del «doppio»: di giorno, è affabile e gentile con i colleghi, i parenti e i bambini; di notte, invece, diventa spietato con i criminali sfuggiti alla polizia. Come un vecchio eroe del West, Dexter si fa giustizia da solo in nome di una giustizia che lui ritiene superiore. Rimasto orfano all' età di quattro anni, è stato adottato da Harry Morgan (James Remar), un agente di polizia che nota subito nel figlio un' insopprimibile tendenza omicida. Il padre tenta così di raddrizzare la perversa inclinazione di Dexter spingendolo a colpire solo i criminali impuniti. 'Dexter' è un piccolo trattato sul linguaggio dei telefilm: sceneggiatura di altissimo livello (un corteo di battute memorabili; di fronte a un maniaco che tagliuzza con precisione le sue vittime: «ma questo è uno chef sushi»), recitazione ottima, fotografia sontuosa, sigla da urlo. Ecco, se qualche autore italiano si sforzasse di capire cosa sia un racconto per immagini (e non l' illustrazione di un racconto di parole), 'Dexter' rappresenta un formidabile corso accelerato: come andare in edicola, ogni settimana, a procurarsi i corsi di lingua inglese".
(Aldo Grasso, 13.10.2007)
NEWS - "Heroes" resta alla domenica (nonostante il promo sbagliato e il 7.49%), parte bene "Dirt" su La7
Panico ieri sera per "Heroes". Ma non per la suspance ormai assicurata dal telefilm, non per i tre episodi rifilati rispetto alla consueta coppia, quanto per il promo di Italia 1 di fine puntate che, mentre la voce fuori campo annunciava l'appuntamento a domenica prossima, la scritta in alto a destra lo lanciava per "sabato". Un errore di grafica che ha gettato nello sconforto i fans: tuttavia l'appuntamento, anche per la prossima settimana, resta quello domenicale nonostante il telefilm abbia raccolto il 7.49% di share, in lieve crescita rispetto a settimana scorsa (6.83%).
Parte bene, invece, su La7 "Dirt", il telefilm sulla Vallettopoli ante-litteram all'americana con Courteney Cox, presentato in anteprima allo scorso "Telefilm Festival": 3.18% di share (valore eccellente per il network Telecom) con il "Corriere della Sera" che ieri ha dedicato alla serie un articolo di presentazione fotocopia di quello pubblicato ai tempi dell'anteprima del TF. E' la stampa, bellezza...è proprio il caso di dirlo!

domenica 14 ottobre 2007

NEWS - Da stasera "Dirt" con Courteney Cox, la Vallettopoli all'americana presentata in anteprima al Telefilm Festival
(ANSA) - Intrighi e ricatti per la conquista di uno scoop in un jet set hollywoodiano dedito a sesso, droga e tradimenti: e' l'anima torbida del celebrity magazine "Dirt" al quale e' ispirato l'omonimo telefilm, tra le serie americane del momento, che arriva anche in Italia in esclusiva su La7, da stasera alle 23:30. Dopo "Sex and the City" e "The L Word", e' ancora La7 a proporre un altro serial destinato a suscitare scalpore e polemiche. Protagonista (e produttrice attraverso la Coquette Productions) e' Courteney Cox, cioe' Monica della serie "Friends", che dopo aver interpretato quel ruolo per dieci anni si e' rimessa in gioco per "Dirt". L'attrice e' Lucy Spiller, affascinante quarantenne in carriera, direttrice delle riviste Dirt e Now. Lucy e' una giornalista cinica e spietata, senza peli sulla lingua e molto temuta dalle star. Sempre a caccia delle notizie piu' intriganti, dedica poco tempo alla vita privata e ha sempre problemi a instaurare relazioni serie con gli uomini. Nella sua corsa al gossip piu' feroce Lucy e' accompagnata da Don Konkey (Ian Hart, il professor Raptor in "Harry Potter e la pietra filosofale"), il fotografo piu' in gamba nel settore, suo amico fin dai tempi del liceo, affetto da una lieve forma di schizofrenia e vittima di continue allucinazioni che alterano la sua percezione della realta'. Nel cast altri attori gia' noti al pubblico del piccolo e grande schermo, come William McCormack (Leo Spiller), protagonista della plurimiata serie The Sopranos; Laura Allen (Julia Mallaroy), gia' nel cast di The 4400 e interprete di Monalisa Smile; Josh Stewart (Holt Mclaren), guest star di CSI. In una delle puntate apparira' in un cameo anche un'altra ex di Friends, amica della Cox, Jennifer Aniston: e i tabloid americani si sono scatenati quando tra la protagonista e l'ex signora Pitt c'e' stato un bacio assai poco casto. Nel primo episodio, Lucy incarica Don di ritrarre il famoso giocatore di basket Tyrees Prince mentre fa sesso con una prostituta ingaggiata dal fotografo, per ricattarlo. Durante la festa di presentazione di un nuovo film, Don avvicina il fidanzato di una starlette di Hollywood, anch'egli attore, per convincerlo a collaborare con Dirt in veste di fonte. Il suo nome e' Holt McLaren e, nonostante sia bello e anche piuttosto bravo, viene snobbato da molti registi per via di una serie di film andati male. Dopo il rifiuto all'ennesimo provino, Holt decide di vendere a Dirt la scabrosa storia di una collega del mondo dello spettacolo in cambio di un po' di notorieta'. Trasmessa la prima stagione dal canale americano Fx e gia' in onda con successo anche nel Regno Unito e in Nuova Zelanda, "Dirt" e' stato creato da Matthew Carnahan, che ha scritto e diretto molti degli episodi. Courteney Cox, David Arquette e Joel Fields sono i produttori esecutivi mentre FX, Touchstone Television and Coquette Productions coproducono la serie, la cui seconda stagione e' gia' in cantiere.

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