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lunedì 28 novembre 2016

NEWS - Allons enfants de la Pa...TIM! Vivendi sbarca in Italia a braccetto di Telecom con l'app Studio+ col claim "10 minuti non ti porteranno mai così lontano": serie tv originali di 10 episodi di 10 minuti ciascuno ad alta qualità per smartphone e tablet
Al grido internazionale di "Setting a new standard" e, in italiano, "10 minuti non ti porteranno mai così lontano", è stata presentata stamattina alla Fonderia Napoleonica di Milano - location che suggerisce imprese "rivoluzionarie" - la app Studio+, nata dalla joint venture tra TIM e Vivendi. In soldoni: serie tv originali realizzate appositamente per smartphone e tablet (ma visibili anche su pc e Mac, volendo, come da abbonati non TIM) in qualità HD sia video che audio, anche in modalità off-line in download. Inquadrature più strette, sceneggiature più dinamiche, lungo serie di 10 episodi da 10 minuti l'uno; ogni settimana una serie nuova disponibile, in 5 lingue diverse (con sottotitoli). Una piccola grande rivoluzione salutata da Dominique Delport, Presidente di Vivendi Content con "We love density" lungo "un prodotto di alta qualità ad uso esclusivo, storie affascinanti e di grande divertimento facilmente fruibili". Gli ha fatto eco Daniela Biscarini, Responsabile Multimedia Entertainment & Consumer Digital Services di TIM, secondo la quale "ormai i giovani guardano le serie tv sulla rete mobile sdraiati sul divano, accanto alla tv". 
Tra le 15 serie in arrivo, battenti bandiere francese, italiana, inglese, marocchina, danese, canadese, thailandese, belga, brasiliana e americana, si spazia dall'horror al crime, dall'avventura al drama e sci-fi. Al momento non trova spazio la comedy. Titolo di punta è il thriller danese "Kill Skills": un killer francese fugge in Danimarca dopo che la figlia di un boss malavitoso israeliano è morta per overdose al fianco dell'assassino su commissione. Caterina Murino è la protagonista della francese "Deep", girata sulla vita in apnea di Sofia per ritornare a galla nella vita dopo la perdita del fratello gemello sommozzatore. Guest star Ornella Muti. Spazio anche alle rivolte degli animali in "Urban Jungle" (UK), il claustrofobico "Madame Hollywood" (Canada), il thailandese "Brutal" sullo sfondo dei combattimenti clandestini, il belga catastrofico "Amnesia", il super-eroico americano "Superhuman" e il bollente brasiliano "Red Season".
Nel comunicato stampa si legge: "L'accordo tra TIM e Studio+ sottolinea come la realizzazione di sinergie tra operatori di telecomunicazione e produttori di contenuti premium (n.d.r.: non Premium!) rappresenti il nuovo percorso per lo sviluppo di modelli inediti di intrattenimento che permetteranno di raggiungere una nuova generazione di spettatori, offrendo produzioni digitali originali e di alto livello".
L'offerta Studio+ è proposta in esclusiva ai clienti TIM a 3,99 euro al mese con il primo mese gratis.

mercoledì 23 novembre 2016

NEWS - Vivendi non sta a guardare e lancia serie tv in esclusiva sul mobile in accordo con Tim (Premium è avvisata!)

Articolo tratto da "Italia Oggi"
Le tensioni tra Mediaset e Vivendi non riguardano solo l'acquisizione di Premium da parte del gruppo francese. Ma anche e soprattutto, dice Marco Giordani, cfo di Mediaset, a.d. di Rti e presidente di Premium, il progetto che Mediaset aveva con Vivendi per la realizzazione di un polo produttivo di contenuti europei, di una sorta di Over the top alternativo ai vari Netfiix ecc. E in attesa che gli screzi si appianino, il gruppo Vivendi va per la sua strada e il 28 novembre presenta a Milano Studio+, il nuovo servizio di Vivendi che mette a disposizione serie fruibili esclusivamente da mobile. Studio+ sarà operativo dal 4 dicembre, tramite un abbonamento sottoscrivibile attraverso Tim, con dieci nuove serie di 5-10 minuti a episodio, prodotte esclusivamente per mobile. All'incontro del 28 novembre interverranno il responsabile contenuti di Vivendi, Dominique Delport, il ceo di Studio+ , Gilles Galaud, e Daniela Biscarini, responsabile entertainment di Tim. Intanto, ieri, Vivendi ha reso noto con una nota di aver collocato obbligazioni per un valore di 600 milioni di euro, per «beneficiare delle condizioni di mercato ancora favorevoli in un contesto volatile». L'obbligazione della durata di sette anni è stata collocata presso investitori istituzionali. Vivendi allunga così, ha precisato la stessa società francese, la durata media del suo debito obbligazionario a 4,5 anni.

venerdì 8 aprile 2016

NEWS - Risiko Tv! Bollorè sbarca in Italia col matrimonio Vivendi+Mediaset Premium pensando a mini-serie tv europee ad hoc per smartphone e tablet (obiettivo: riavvicinare la gioventù perduta del piccolo schermo e sfidare Netflix)

Articolo tratto da "Italia Oggi"
La casa di produzione paneuropea anti-Netflix che Vincent Bolloré vuole creare sta già nascendo. Arriverà presto in Italia, forse dal prossimo autunno. Nei giorni scorsi, infatti, Canal Plus ha esteso la sua rete di partecipazioni sul Vecchio continente e, mentre l'attenzione pubblica è concentrata sulla convocazione  dei cda di Mediaset della famiglia Berlusconi e di Vivendi per il matrimonio tra le pay tv Mediaset Premium e Canal Plus, il finanziere bretone ne ha approfittato per entrare nel capitale dello studio spagnolo Bambu Producciones. In contemporanea, ha acquisito in Gran Bretagna quote di Urban Myth e Sunny march tv. Oltre che sul fronte della produzione di contenuti originali, poi, Bolloré (in Italia al 24,9% di Telecom Italia guidata dal nuovo a.d. Flavio Cattaneo) si è mosso anche sul fronte della distribuzione di titoli con il lancio di Studio+, applicazione per portare serie televisive su smartphone e tablet in sei lingue diverse, italiano in testa. Collegando quindi case di produzione, pay tv e operatori delle tic, si capisce meglio la portata delle parole di Didier Lupfer, presidente di Studiocanal, a Cannes durante la fiera-mercato dei contenuti tv Mip: «siamo completamente aperti a un allargamento del nostro network. Italia compresa, se questo sarà possibile». Non è un caso se Bolloré ha acquistato il 33% di Bambu Producciones (con la possibilità di salire a una quota di maggioranza), visto che la casa di produzione è già partner della Netflix di Reed Hastings e ha lavorato con la Bbc. A proposito di Gran Bretagna, invece, Urban Myth ha firmato serie come Misfits e Vivendi ne ha comprato il 20%, come nel caso di Sunny march tv che ha prodotto titoli tra cui il lungometraggio Imitation game e la serie Sherlock. Secondo la stessa Studiocanal a Cannes, la società genera il 60% del suo business nel cinema e il 15% nella tv. Ma l'intenzione è portare il piccolo schermo a quota 25%. La casa di produzione possiede già lo studio britannico Red, il tedesco Tandem, ha inaugurato nell'Europa del Nord Sam, realtà creata con gli autori della serie Borgen. Insomma, Canal ha già disposto propri centri di produzione ai quattro punti cardinali della Ue. Del gruppo Vivendi fa parte ed è infatti stata chiamata in causa Universal music mentre Studiocanal sta coinvolgendo i principali operatori delle telecomunicazioni per promuovere le sue serie tv, pensate ognuna in dieci episodi di dieci minuti l'uno. Obiettivo (all'estero come in Italia dove opera Telecom): fidelizzare i giovani, la generazione mobile con cellulari sempre alla mano, grazie a puntate che si possono iniziare a vedere aspettando l'autobus e durano giusto il tempo di un breve spostamento coi mezzi pubblici. In rampa di lancio ci sono 25 produzioni che spaziano dal genere horror a quello più di azione. Il costo medio di una fiction è di circa un milione di euro, meno di quanto richiede una serie per il piccolo schermo. Il telespettatore potrà scegliere se pagare «qualche euro» a puntata, ha spiegato alla Mip di Cannes Dominique Delport, presidente di Vivendi Content, oppure se scegliere «un'offerta telefonica che comprenda le nostre serie». Europa e Italia ma non solo, sempre secondo Delport, i nuovi contenuti Vivendi raggiungeranno anche i mercati russo, dell'America latina e del Brasile. Senza dimenticare l'Africa perché, ha concluso Delport citando Bolloré, «un miliardo di persone stanno per uscire dalla povertà e avranno bisogno di cultura e intrattenimento».

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