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sabato 30 aprile 2011

NEWS - E' una tribù che Cunningham! Jovanotti rettifica e precisa dopo l'insurrezione dei fans di "Happy Days"
Dopo la rivolta dei fans di "Happy Days" capeggiata dal Presidentissimo Giuseppe Ganelli, dopo che "Qui Mediaset" ha ricicciato fuori il video in cui un giovanissimo Lorenzo Cherubini premiava col Telegatto Henry "Fonzie" Winkler nel 1989 definendolo "un grande" e "un mito" (http://www.tv.mediaset.it/quimediaset), dopo che anche il "Corriere della Sera" ha dedicato una paginata alla questione, Jovanotti ha rettificato e precisato la sua posizione sul telefilm di Garry Marshall sul suo sito. Anche se il termine "vaccata" non viene propriamente smentito...

"Ciao amici fan di Happy Days - scrive Lorenzo sul suo sito - avete ragione, detta così sembra che io non ami «Happy Days» che invece ho adorato e adoro e adorerò per sempre. Correvo a casa per fare in tempo a vedermelo tutte le sere. Ho avuto anche la gioia di consegna...re un Telegatto a Fonzie! Tempo fa è uscito un cofanetto di dvd e me lo sono comprato. Ho fatto tutti i compiti da bravo fan. Nell’intervista di Sorrisi intendevo dire che le cose cambiano e non è detto che peggiorino, semplicemente cambiano e si evolvono in direzioni che non sempre sono comprensibili. Oggi se uscisse un telefilm come «Happy Days» risulterebbe un po’ lento e con poco intreccio, e infatti esistono nuove serie più complesse e strutturate che portano in scena dinamiche sociali e narrative più contemporanee. «Happy Days» è una figata e ha detto quello che aveva da dire alla mia generazione, è una vaccata” nel senso che ha fatto il suo tempo,e meno male! E’ stato magico per noi, ma la vita va avanti, e anche la TV, che piaccia o meno. Io amo Happy Days e non vorrei mai offendere la memoria del mio amato Fonzarelli. Spadino, Howard, Marion, Ralph, Potsie, Arnold’s e co. saranno sempre nel mio cuore. Un abbraccio! E lunga vita alle vaccate!!!”.

Ad onor di cronaca, Jovanotti aveva dapprima scritto direttamente a Ganelli (forse pensando che la sparata su HD non avesse così tanto clamore): "Ciao presidente, hai ragione, detta così sembra che io non ami Happy Days che invece ho adorato e adoro e adorerò per sempre. Intendevo dire quello che tu hai colto benissimo, ovvero che le cose cambiano e non è detto che peggiorino, semplicemente cambiano e si evolvono in direzioni che non sempre sono comprensibili. Oggi se uscisse un telefilm come Happy Days risulterebbe un po' lento e con poco intreccio e con personaggi poco misteriosi e infatti esistono nuove serie più complesse e strutturate. Ma Happy Days io lo amo e non vorrei mai offendere la memoria del mio amato Fonzarelli. Un abbraccio, Lorenzo".

La butto lì: ma se questo abbraccio avvenisse al prossimo Telefilm Festival...???

venerdì 29 aprile 2011

NEWS - Clamoroso al Cibali! L'Happy Days Fan Club in rivolta dopo le critiche espresse sul telefilm ("una vaccata") da Lorenzo Cherubini in un'intervista su Sorrisi. La replica: "ma se ha premiato Fonzie ai Telegatti!"
Clamoroso al Cibali. Nel numero di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola, in un'intervista di copertina Jovanotti ha detto: "Mia figlia Teresa ha 12 anni, si è letta sette libri di Harry Potter e guarda 'Glee'. Noi avevamo 'Happy Days' che, diciamolo, era una vaccata. Oggi i ragazzi sono svegli e fortunati". Apriti cielo. L'Happy Days Fan Club non ha fatto tardare la replica per bocca del suo Presidente, Giuseppe Ganelli, che compare tra l'altro su "Qui Mediaset" (http://www.tv.mediaset.it/quimediaset/): "Noi del fan club ci permettiamo di dire al Sig Jovanotti che questo suo giudizio è irrispettoso e ingeneroso verso un telefilm che ha fatto la storia della televisione e che ha rappresentato un momento di svago e di aggregazione per intere generazioni. Il sig Jovanotti dovrebbe ricordare forse che anche lui ha fatto parte di una generazione che "idolatrava" Arthur Fonzarelli, (negli anni 80 il Sig. Jovanotti ha consegnato a Henry Winkler, l’attore che interpretava Fonzie, il Telegatto di Sorrisi e Canzoni). Il Sig Jovanotti deve considerare che il telefilm Happy Days non ha mai voluto essere un qualcosa di "educativo" (personalmente ritengo che il ruolo di educare non lo si debba assegnare alla televisione), Garry Marshall, ideatore del telefilm, ha sempre sostenuto che "a scuola c’è l’ora di storia, di geografia, di matematica e poi c’è il momento di ricreazione….ecco Happy days è il momento di ricreazione". Forse guardando oggi Happy Days ci accorgiamo che è un telefilm non è raffrontabile con i telefilm di oggi (il Sig. Jovanotti fa un paragone con l’ottimo Glee), ma tutta la televisione di oggi è diversa dalla televisione degli anni 70-80. Ad esempio se consideriamo un ottimo prodotto qual è "Romanzo Criminale" e lo paragoniamo agli sceneggiati degli anni ’70 è ovvio che è completamente diverso, molto più "realista" e "profondo". Caro Sig. Jovanotti, contestualizziamo le cose!! Considerando il suo campo, la musica, canzoni molto belle degli anni 70-80 paragonate a canzoni belle di oggi, possono sembrare "datate" perché hanno arrangiamenti tipici degli anni 70-80 ben diverse dagli arrangiamenti odierni. Concludo quindi dicendogli che lui puo’ rinnegare la televisione che amava e seguiva quando era ragazzino, liberissimo di farlo, ma non può definire Happy Days una "vaccata". Perché è un termine irrispettoso verso un telefilm che oggi potrà sembrare troppo "buonista", ma che andrebbe riscoperto oggi dai ragazzi: se lo facessero sicuramente sarebbero più sereni ed allegri…nella vita ci vuole anche il momento di ricreazione, come diceva Garry Marshall, specialmente al giorno d’oggi, mi creda Sig Jovanotti!!!".
Vedi anche: http://www.happydaysfanclub.com/

giovedì 28 aprile 2011

GOSSIP - Shorts and the City! Lea Michele e Naya Rivera a spasso a New York per registrare l'episodio di "Glee" intitolato "Born this way"
Attenti a quelle due! Le colleghe di "Glee" Lea Michele e Naya Rivera - la prima molto sobria, la seconda più in stile Daisy Duke di "Hazzard" - sono state avvistate per le strade della Grande Mela tra una pausa e l'altra della registrazione dell'episodio già cult "Born this way". E' proprio a New York che si gireranno gli ultimi due episodi della stagione, con probabili colpi di scena che farebbero rizzare i capelli anche a Lady Gaga...

mercoledì 27 aprile 2011

PICCOLO GRANDE SCHERMO - La coppia è...Gold: Paul Haggis più Michael Mann al cinema nel remake de "Il tesoro della Sierra madre"
Roma (Adnkronos, Cinematografo.it) - Sara' una sorta di rivisitazione di 'Il tesoro della Sierra Madre' il nuovo film alla cui realizzazione collaboreranno Michael Mann e Paul Haggis. Si tratta di 'Gold', parabola incentrata sulle vicende di moderni cercatori d'oro, scritta da Patrick Massett e John Zinman. Michael Mann produrra' il film, Paul Haggis, al quale spetta anche l'ultima revisione dello script, lo dirigera'.

lunedì 25 aprile 2011

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Orgoglio omosex, è sempre più coming-out tra i teen
Chissà se Kurt Hummel di "Glee" (2009) hai mai sentito la storia di Rickie Vasquez di "My so called life" (1994). Quest'ultimo, interpretato da Wilson Cruz in un memorabile e storico episodio della serialità omosex-adolescenziale, finiva pestato a sangue e cacciato di casa dopo aver fatto coming-out, incapace altresì di pronunciare la parola "gay" se non nell'ultimo episodio (peraltro per giustificare il suo rifiuto per una ragazza che gli correva dietro). Prima di lui, l'adolescente Billy Douglas (Ryan Phillippe) aveva scioccato il pubblico rivelando in "One life to live" (1992) di aver ricevuto molestie sessuali da un parroco fin troppo solerte. L'omosessualità tra i ragazzi non è mai stata così popolare e sdoganata nei telefilm, ma la sua progressione non è stata sempre facile, tra censure e colpi di scena. Chissà Kurt come vedrebbe, quale fratello maggiore, Jack McPhee (Kerr Smith) di "Dawson's Creek" (1999), il quale scopre la propria omosessualità dopo aver flirtato con la protagonista Joey. O se troverebbe più solidarietà tra gli 8 protagonisti gay che ruotano al centro di "Degrassi" (2003), oppure se preferirebbe fraternizzare con Calvin Owens (Paul James) di "Greek" (2007), piuttosto che con Eric van der Woodsen (Connor Paolo) di "Gossip Girl"...Il quattordicenne gay Marshall Gregson (Keir Gilchrist) di "United States of Tara" (2009) viene accettato dalla madre, ma non dalle molteplici personalità a cui dà vita Toni Collette. Forse meglio sancire un patto di castità come fa Griffin (Brando Eaton) in "La vita di una teenager americana" (2009). O passare come l'anti-Kurt, come risulta ultimamente Ian Gallagher (Cameron Monaghan) di "Shameless" (2011): tanto per gradire, se la fa con il marito della sua capa. Tutto torna: l'ideatore di "My so called life", Winnie Holzman, ha declinato Rickie Vasquez fin all'attuale Alistair (Harvey Guillen) di "Huge" (2010), dietro la cui ciccia e dietro la cui impopolarità, nasconde la propria attrazione per il proprio sesso. In tempi recenti anche l'omosessualità femminile ha visto la luce: dalla coppia Willow-Wicca di "Buffy" (2000) ad "Ancora una volta" (2002), in cui le quindicenni Jessie (Evan Rachel Wood) e Katie si baciano ben 2 volte sulla ABC di Disney (!). Katie tra l'altro era interpretata da quella Mischa Barton che 3 anni dopo avrebbe dato vita alla "confusa" Marissa Cooper di "The OC": e chi non lo sarebbe con una come Alex (Olivia Wilde), del resto? La prima coppia lesbo teen protagonista di una serie tv, subito dopo lo sdoganamento avviato dal più adulto "The L Word" (2004), è risultata quella formata da Spencer (Gabrielle Christian) e Ashley (Mandy Musgrave) - soprannominate "Spashley" dalle fans - in "South of Nowhere" (2005). Ci vuole un coraggio da leonesse, per dichiarare alla propria famiglia ebrea, perdipiù di origini italiane, di essere lesbica: è quanto succede a Tea Marvelli (Sofia Black-D'Elia) nella versione Usa di "Skins" (2011). Se i flirt lesbo sono visti - più di quelli maschili - sorta di jump the shark (valgano quelli tra Gretchen e Claire in "Heroes" e Adrianna con Gia in "90210"), il personaggio più "in" degli ultimi mesi è Emily Fields di "Pretty Little Liars" (2010). La sua interprete, Shay Mitchell, ha dichiarato: "mi sento onorata di interpretare una figura che aiuta a far capire che non si è soli e che essere sè stessi è la cosa migliore". Ne son passate di censure da quando Ryan Murphy, oggi paladino delle battaglie anti-bullismo contro gli omosessuali, ha trovato ostacoli per portare in scena un protagonista con una mamma lesbica in "Popular" (1999): "mi ricordo che i dirigenti del network mi chiesero se potevo pensare a un personaggio 'un pò meno gay'! E io gli risposi, gettandoli nell'imbarazzo: 'più o meno gay di me?'". Del resto, lo stesso Wilson Cruz, omosessuale dichiarato dai tempi di "My so called life", rintuzza: "se ci si chiede fino a dove protremo arrivare, è sempre meglio arrivarci prima che dopo". (Articolo di Leo Damerini sul "Telefilm Magazine" di Aprile)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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