Visualizzazione post con etichetta Daredevil. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Daredevil. Mostra tutti i post

venerdì 10 novembre 2017

NEWS - Clamoroso al Cibali! Disney scippa tutte le serie Marvel a Netflix per il suo debutto in streaming (dal 2019)
News tratta da Slashfilm.com
If you enjoy watching Marvel shows on Netflix, you might want to sit down for this: in the future, new Marvel shows will air on Disney’s in-development streaming service, leaving Netflix in the dust. This is all part of a larger plan Disney has to compete with Netflix, which included their as-of-now dead deal to purchase a large chunk of 21st Century Fox. The bottom line: the era of Marvel Netflix shows is nearing an end. When Disney revealed they were planning on creating a new streaming service of their own, it seemed almost a given that they would start producing their own original content for it – which they later confirmed they would indeed be doing. But what about Disney produced content that already exists on other streaming services? Namely, the Marvel shows that are so popular on Netflix? It looks like Marvel’s Netflix days are numbered. A report in the Wall Street Journal confirms that future Marvel shows will play exclusively on Disney’s streaming service. There’s no word yet if the current Marvel Netflix shows – Daredevil, Luke Cage, Iron Fist, Jessica Jones, The Defenders and the upcoming The Punisher – would make the jump from Netflix to Disney’s service, but at this point I wouldn’t be surprised if that happened.
The WSJ story also confirms that Disney’s as-of-now stalled plan to buy a large chunk of 21st Century Fox was tied directly to their goals of trying to compete with Netflix. “[W]e’ve turned our attention to the one platform seeing growth challenges,” Disney Chief Strategy Officer Kevin Mayer says in the article. “That’s the television platform.” The Fox deal would’ve given Disney control of a large portion of Fox’s TV shows, which Disney would’ve then presumably moved over to their upcoming streaming service. Mayer also says to think of the Disney streaming service “not an anti-Netflix move, but a pro-Disney move.” Disney is clearly determined to come out ahead here, but the transition isn’t going to be cheap or easy. In addition to having future Marvel shows premiere on their streaming service, Disney is also planning to pull all of their movies currently on Netflix and bring them over to their own streaming platform. The WSJ states that this movie is going to end up costing Disney $300-million-plus a year, but Disney seems confident their gamble will pay off with fans making the jump over to their new service. Netflix, meanwhile, is continuing on their own quest for entertainment domination, with plans to spend at least $8 billion in creating original content for 2018. That’ll continue the head-start they already have on Disney, who plan to debut their streaming service in 2019.

venerdì 14 ottobre 2016

NEWS - Allarme Netflix! Disney, Apple e Amazon alla porta per acquisire la società (la politica di essere distributore-produttore di serie tv non regge...)

Articolo tratto da "Il Foglio"
In queste settimane nei consigli d’amministrazione della Silicon Valley uno dei temi più dibattuti è quello delle Merger & Acquisition. Non si è ancora spento il chiacchiericcio sul possibile acquirente dell’affannata Twitter – anche se i potenziali stanno tutti facendo un passo indietro – ed ecco che arriva sul tavolo un altro bocconcino prelibato, ovvero Netflix. Al contrario di Twitter, la società che opera nel campo del SVOD (Subscription Video On Demand) sta andando apparentemente bene: 80 milioni di utenti totali nel 2016 con una previsione di crescita a 100 milioni entro il 2018 nei 190 paesi in cui è presente. Inoltre la produzione di film e serie tv (da “House of Cards” fino alle ultime “Stranger Things” e “Narcos”) stanno riscuotendo successo di critica e pubblico. Il vero problema però è che il modello di business che Netflix ha deciso di intraprendere rischia di non essere sostenibile se supportato solo con le proprie risorse. Da qualche mese è piuttosto chiaro che la strada intrapresa dal fondatore e amministratore delegato Reed Hastings è quella di essere sia un distributore sia un produttore globale di contenuti online, tuttavia gli introiti che arrivano dalla crescita (rallentata) degli abbonamenti e dalle licenze d’uso degli altri network non sono sufficienti. C’è quindi bisogno di una società madre sufficientemente capitalizzata che possa sostenere economicamente lo sviluppo del business. Sul podio degli acquirenti ci sono Disney, Apple e Amazon e ognuna di queste società ha i mezzi, ma soprattutto degli ottimi motivi, per poter acquistare la public company di Los Gatos, California. Disney, innanzitutto. La multinazionale dell’intrattenimento è già in un certo senso partner di Netflix, avendole affidato la produzione e distribuzione di serie “Originals” di molti personaggi Marvel (marchio acquisito da Disney nel 2009) come “Daredevil” e l’ultimissimo “Luke Cage”. Inoltre nel cosiddetto Regno di Disney che contiene network (tra cui la sportiva ESPN) contenuti di ogni tipo (da Pixar al franchise Star Wars), parchi a tema e merchandising, un over-the-top come Netflix ci starebbe benissimo. Apple è alla disperata ricerca di un Ottche funzioni come “Netflix Killer” visto che la sua piattaforma iTunes per video è ormai poco efficiente. Cosa di meglio se non acquisire la stessa Netflix e replicare ciò che ha fatto sulla musica, ovvero acquistare Beats per 3 miliardi di dollari e rinominarla Apple Music? A differenza di Disney però, Netflix rappresenterebbe uno strumento di marketing per incrementare le vendite dei suoi device, quindi è evidente che il prezzo cui è disposta a pagare rischia di essere inferiore rispetto alle altre pretendenti. Infine c’è Amazon che a oggi risulta essere uno dei principali concorrenti di Netflix, anch’esso distributore e produttore di contenuti di intrattenimento tra cui “Transparent” “Mozart in the Jungle” e l’ultimo “Crisis in Six Scenes” di Woody Allen. E’ evidente che l’acquisto di Netflix renderebbe l’offerta di Jeff Bezos ancora più ricca e fortemente integrata (ma forse con qualche problemino con l’Antitrust). Insomma, gli interessi e le strategie sull’acquisto di Netflix sono molti: la società con la N rossa non potrà a lungo vivere solo con le proprie risorse, quindi prima o poi sarà costretta a vendersi al miglior offerente. Tutto sta capire a chi e soprattutto quando. Le recenti grosse acquisizioni societarie ci hanno spiegato che nelle fusioni & acquisizioni il time-to-market è fondamentale e le dichiarazioni d’intenti valgono ben poco – il caso Vivendi-Mediaset Premium è ancora davanti ai nostri occhi.

venerdì 30 settembre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA 
Arriva da oggi "Luke Cage", super-eroe super-iore di "Daredevil" e "Jessica Jones"
Dopo Daredevil, il vendicatore cieco di Hell's Kitchen, vigilante di notte e avvocato di giorno, e Jessica Jones, investigatrice a tempo perso, ex-eroina ora ritiratasi a vita privata, tocca a Luke Cage: eroe sì, ma per caso. La sua storia inizia in galera (lo scopriremo dopo le prime puntate, in flashback studiati e precisi) e finisce ad Harlem. Tra i due estremi, una serie infinita di sparatorie, inseguimenti, tensione e scazzottate. Action come si deve. E anche qualche effetto speciale che, rispetto a Daredevil e a Jessica Jones, funziona molto meglio. La nuova serie tv di Netflix, in arrivo oggi, è una delle più politiche: i protagonisti sono tutti neri; Luke Cage incarna la riscossa, l'onestà e la voglia di fare di una comunità intera. Picchia, ma solo perché costretto. Non vuole visibilità, ma alla fine cede: è la chiamata dell'eroe. Luke Cage, il primo supereroe nero della Marvel. Una rivoluzione. E uno (di quattro) dei Difensori. Protagonista assoluto è Mike Colter: nero, enorme, muscoloso. Ha esordito sul piccolo schermo nel 2002, nel primo episodio di E.R. Alle musiche ci sono AG Shaheed Muhammad e Adrian Younge: è importante ricordarli perché Luke Cage non è solo una serie recitata, ma anche - e in un certo senso soprattutto - musicata. Ogni episodio (e in totale sono tredici, ciascuno lungo circa cinquanta minuti) è intriso di note: pop, rap, classica, leggera, rock. Le scene hanno il loro ritmo; e dopo i momenti - che pure ci sono - di sospensione, si riprende a tutta velocità. Inspira ed espira. Stringi i denti. Picchia duro. Luke Cage è l'ennesima serie sui supereroi, che usa i superpoteri come pretesto; quelle che racconta, alla fine, sono persone qualunque: con problemi qualunque. Proprio come prescrive Stan Lee, padre- padrone della Casa delle Idee. C'è Harlem, più che New York. I grattacieli lasciano il posto alle case popolari. Mattoni rossi e strade asfaltate. I proiettili rimbalzano. Luke Cage è invulnerabile. Ma sotto una pelle così dura, si cela un'anima spezzata: è il destino dell'eroe. E dietro la serie, c'è l'uomo: in questo caso Cho Hodari Coker, che ha abbracciato totalmente il progetto e che l'ha riadattato - perfettamente - ai tempi e al piccolo schermo. Il risultato (male è una serie accattivante e appassionante, con una storia intensa, di un uomo contro tutti, e di un quartiere e di una comunità intera. L'attualità c'entra e non c'entra. C'è qualche richiamo, certo. Ma l'ossatura è finzione - pura, bellissima e fumettosa. Tredici episodi, solo tredici: è la nuova hit di Netflix; preparatevi al binge watching". (Gianmaria Tammaro)

giovedì 14 aprile 2016

NEWS - Netflix, niente numeri ufficiali sugli abbonati in Italia ma la "tv su misura" è il modello da seguire. "Oggi le serie tv si adattano ai nostri ritmi e ai nostri schermi" (Reed Hastings dixit)

Articolo tratto da "La Repubblica"
"Ai nostri figli non verrà mai in mente di chiedere: cosa c'è stasera in tv? Quel mondo è finito". Reed Hastings, gran capo di Netflix, tenta di scrivere così l'epitaffio della televisione tradizionale. Lo fa fra le vetrate alte dieci metri e le putrelle di ferro di La Cité du cinéma di Luc Besson, periferia nord di Parigi, davanti a centinaia di giornalisti. Il colosso di Los Gatos, in California, qui ha ribadito e aggiornato i suoi numeri: 75 milioni di abbonati e la presenza in 190 paesi quando erano poco più di cinquanta a fine 2015. Manca solo la Cina, ma è questione di tempo, oltre a Corea del Nord e Siria. Una marcia trionfale dello streaming. Non si sa quante siano effettivamente le sottoscrizioni a pagamento, si parte da 7,99 euro al mese, e quelle che usufruiscono del mese gratuito di prova. A gennaio, da stime attendibili, in Italia il numero di registrazioni al servizio era di circa 280 mila dopo due mesi dal lancio. Delle quali però "solo" 110 mila circa si erano trasformate in abbonamenti. Pochi, secondo Pier Silvio Berlusconi. Eppure da allora sono già diventati 250 mila. Aggiungendo Sky Online, Infinity di Mediaset e TimVision si arriva a circa a un milione e 250 mila spettatori per lo streaming. Ed è probabile, anzi certo, che fra sei mesi la situazione sarà completamente diversa. Che sia l'unica tv del futuro è dubbio, di sicuro è un modello che sta costringendo tutti ad adottare contromisure, come dimostra l'accordo Mediaset-Vivendi per far nascere a settembre il primo colosso europeo - anzi "latino' come lo definisce Vincent Bolloré - del settore. Ed è anche la tv tecnologicamente più avanzata, facile da usare o, come spiega Hastings, "su misura". «L'operazione Vivendi-Mediaset non ci spaventa», commenta serafico. «In America, dove in tanti competono, c'è spazio per tutti. E fa piacere che da voi alcuni protagonisti del mondo televisivo (il riferimento è a Pier Silvio Berlusconi, ndr) perdano tempo a parlare di Netflix. La realtà è che abbiamo avuto partenze difficili, in Brasile ad esempio, ma non è il caso dell'Italia». Non fornisce numeri esatti, ma ribadisce la previsione: in sette anni saranno in un terzo delle nostre case. «Vhs e dvd sono state la prima forma di televisione on demand», dice Hastings ricordando gli esordi dell'azienda nel 1997, quando per dieci anni non fece altro che affittare e spedire dvd. «Ma quella di oggi è una tv che si adatta ai nostri ritmi, agli schermi che usiamo, puoi fermare la visione e riprenderla quando e dove vuoi. Grazie al modo di guardare delle persone, riusciamo a sapere cosa serve e come migliorare in continuazione». Pubblicano le puntate delle serie tutte assieme perché per loro sono come un libro: lo leggi quando vuoi e per quanto tempo preferisci. Potendo scegliere in un catalogo ampio, ma non infinito, che stando alle stime vale negli Stati Uniti 1100 show televisivi e 4500 film, mentre in Italia si parla di 126 serie e 1000 film. Altrove, fra Africa e Asia, i numeri scendono ancora e non di poco. Mediamente però, fanno notare qui a Parigi, la maggior parte delle persone guarda fra i 40 e i 50 titoli in un catalogo che ne offre migliaia. Una delle pietre di volta, si è detto spesso in passato, sono le
serie e film originali e il fatto di renderle disponibili subito. II 10 marzo la seconda stagione di Daredevil è apparsa nel catalogo dei 190 paesi dove Netflix è presente. E pensare che tre anni fa non produceva ancora nulla ma si limitava a trattare i contenuti di altri. Oggi alterna successi globali come House of Cards a serie locali come Marseille con Gerard Depardieu, che verrà pubblicata il 5 maggio. Oltre a film come Special Correspondents (esce il 29 di questo mese), firmato da Ricky Gervais, "padre' della serie cult The Office. Che sul palco di Parigi ha parlato «di una tv per tutti senza più cornpromessi e palinsesti decisi dall'alto». Frasi di circostanza, per carità, ma pronunciate da chi ha passato anni e anni alla Bbc. In tutto sono 35 titoli originali, che il prossimo anno saranno 70, e fra questi ci dovrebbe essere anche Suburra realizzato in Italia. Ma la chiave non è più solo produttiva. C'è anche e soprattutto l'idea di una tv che quasi si indossa benché abbia per la prima volta una dimensione globale. E che unisce modelli di business differenti. E se Netflix dichiara di non voler confrontarsi con il mercato delle news e dello sport, la concorrenza inizia a guardarsi intorno. La Apple sta realizzando un serial con Dr. Dre e un altro con Will.i.am sul mondo della musica e su quello delle app. Due aree strategiche per Tim Cook e compagni. L'altro colosso americano dalle mire planetarie, che come Apple ha radici profonde altro, è quello di Jeff Bezos. Roy Price, a capo degli Amazon Studios, dipinge infatti uno scenario più complesso, per certi versi azzardato, di quello di Hastings. «Abbiamo iniziato nel 2013 partendo dagli Stati Uniti per poi raggiungere l'Inghilterra, la Germania, l'Austria, il Giappone e l'Italia che per noi è un mercato molto importante», ha raccontato a Perugia, dove lo abbiamo incontrato al Festival Internazionale del Giornalismo, alludendo al prossimo arrivo nel nostro Paese. «Anche noi produciamo le nostre serie, da Transparent a The man in the high castle (da La svastica sul sole di Philip Dick, ndr), fino al progetto firmato da Woody Allen. E anche noi abbiamo iniziato a produrre film. Tutti si vogliono distinguere, per non avere lo stesso catalogo. Un processo inevitabile. Ma quello che gli altri non hanno, cominciando da Netflix, è un sistema di spedizione e consegna puntuale». Viene detta come una battuta, ma è molto di più. Prime, il servizio di Amazon da 99 dollari l'anno, 6 un ecosistema. Negli Usa dà accesso allo streaming video e a quello musicale, ai servizi cloud per le foto, alle spedizioni gratuite dal negozio di Jeff Bezos comprese quelle consegnate a un'ora dall'ordinee quelle dai ristoranti. E dà accesso anche alle promozioni speciali legate alla moda. Tutti servizi ritagliati sui singoli utenti e sui loro gusti. «A proposito di moda», prosegue Price, «da qualche tempo trasmettiamo in diretta eventi di moda e gli spettatori possono comprare i capi che vedono sfilare. Ma è solo un esempio di quel che potremmo fare in futuro». Vengono citate le chat legate alle trasmissioni su Twitch, che Amazon ha cormprato per poco meno di un miliardo di dollari, la tv online dove vengono trasmessi dal vivo eventi legati a quel mondo tanto amato da milioni di millennials che va sotto il nome di e-sport. E quando gli si chiede se intendono sfruttare quella tecnologia per trasmettere come farà Twitter anche gli eventi sportivi tradizionali - ultimo baluardo della tv vecchio stile - la risposta e chiara: «Per noi al centro ci sono i clienti e quel che a loro importa. Non è un mistero che lo sport in diretta piaccia a tanti». Anche questo è un epitaffio. E rischia di essere quello definitivo.

lunedì 1 febbraio 2016

NEWS - Netflix, non è tutto oro quel che luccica in Italia. Bene le serie tv in aumento, male i film e la catalogazione tramite algoritmo che ti illude sul totale dei contenuti. Svanita possibilità di poter vedere la programmazione mondiale in contemporanea (SmartFlix)

Articolo tratto da "Corriere Economia"
Lo sbarco italiano di Netflix, avvenuto lo scorso 22 ottobre, ha suscitato reazioni discordanti. Se l'interesse del colosso americano nei confronti dell'Italia ha stimolato il senso di appartenenza alla Rete di una nuova utenza televisiva, più giovane e attenta, telespettatori più tradizionali hanno lamentato un palinsesto quantitativamente limitato e semi-sconosciuto. A tre mesi dal suo arrivo, diradatosi il polverone mediatico, è davvero giunto il momento di affiancare (o sostituire) Netflix ai consueti fornitori di contenuti televisivi? È la domanda a cui Corriere Economia si propone di rispondere attraverso un'analisi concreta del servizio. Quali sono i punti di forza che hanno convinto oltre 75 milioni di persone ad abbonarsi a Netflix (più che raddoppiate da gennaio 2013) in 190 Paesi nel mondo (erano 50 sino allo scorso anno e la Cina è ancora la grande esclusa) con una media di 120 milioni di ore di programmi visti ogni giorno? E quali sono invece i punti deboli? II lato positivo: le serie televisive originali e i documentari (Going Clear;Anonymous) sono i primi punti di forza del canale. Non solo da tre mesi il numero dei telefilm è in costante aumento, ma la qualità delle produzioni esclusive dei creatori del celebre House of Cards (che in Italia è però trasmesso da Sky) è altissima per critica e giudizi. Benché non pubblicizzate come dalla concorrenza, serie come Sense8 dei fratelli Wachowski (già autori di Matrix), DareDevil, Jessica Jones e Orange is the New Black sono gemme da vedere. Inoltre, in Italia per il 2016 sono state annunciate 11 nuove serie esclusive: tra queste Flaked, The Ranch e Marseille con Gerard Depardieu. Eccellenti sono anche le produzioni della Bbc, cedute in gran parte a Netflix, tra cui l'intera epopea di Doctor Who e l'imperdibile Sherlock con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. Nuova e piacevole è anche la fruizione delle serie tv, pubblicate ora in stagioni complete e mai in singole puntate settimanali. Di Netflix, oltre all'accessibile costo degli abbonamenti (da 7,99 euro al mese sino a 11,99 con la qualità Ultra HD di alcune produzioni), ci piace poi la possibilità di poter disdire il servizio in qualunque momento via web, senza tranelli. La qualità dello streaming video è alta, i tempi di attesa mini-mied è davvero comoda la possibilità di poter riprendere la visione dal punto in cui si è interrotta, indipendentemente dalla periferica di accesso. Infine, è da premiare la scelta di fruibilità trasversale voluta da Netflix che permette di aecedere da qualunque piattaforma elettronica disponibile: smartphone, tablet, computer, mediabox, smartTV, Apple TV e console di videogiochi. II Iato negativo. Ed ecco invece che cosa non ci piace di Netflix. Sapere che «i contenuti del palinsesto italiano sono destinati a duplicare ogni anno, esponenzialmente» — come ci ha dichiarato il vicepresidente Joris Evers — ci aiuta a comprendere le potenzialità del servizio, ma il fatto che Netflix non voglia dichiarare il numero dei contenuti offerti tende a confondere. E impossibile sapere quante siano le ore di programmazione incluse nell'abbonamento se non ricorrendo alla consultazione di un sito esterno (uNoGS.com) non riconosciuto da Netflix. La trappola è nel celebre, ma nefasto algoritmo di ricerca usato dall'interfaccia utente di Netflix. È sviluppato per dare l'illusione di offrire molti più contenuti di quanti siano in realtà, inserendo lo stesso programma in categorie differenti. Se, ad esempio in un film di fantascienza (quindi catalogato come tale) due protagonisti avranno una relazione, questo sarà riportato anche nell'elenco dei film romantici, oltre che tra le pellicole di azione, di avventura e nella lista dei programmi più indicati in base al nostro gusto. È questo uno dei motivi per cui includiamo la programmazione cinematografica tra gli aspetti meno apprezzabili di Netflix: i film sono pochi, perlopiù datati, poco conosciuti e neppure organizzati in retrospettive o saghe che ne possano aumentare l'appetibilità. II futuro. È svanita l'illusione di SmartFlix, l'applicazione che permetteva di usufruire di tutta la programmazione mondiale di Netflix, attingendo all'immenso serbatoio dei programmi in lingua originale senza limitazione territoriale. II colosso la sta fermando per le proteste dei detentori dei diritti locali. Ora la speranza di un prossimo (e legale) ampliamento dell'accesso ai contenuti viene dall'Unione Europea. Lo scorso 9 dicembre è stata infatti presentata dalla Commissione per il mercato unico digitale della Ue una proposta per consentire la fruizione di uguali contenuti televisivi digitali in tutti i Paesi membri. Si prevede che diventi realtà entro la fine del 2017.

giovedì 22 ottobre 2015

NEWS - E' giunto il giorno di #ciaoNetflix! Da oggi "la più grande rivoluzione dall'arrivo del colore" 
(ANSA) - MILANO, 22 OTT - Un giorno quelli che oggi pensiamo come canali saranno delle app e i nostri figli ci chiederanno: "ma cosa vuol dire che uno spettacolo inizia alle 20?". Alla presentazione italiana di Netflix i toni di Reed Hastings sono quelli del guru, ma il co-fondatore e ceo della piu' grande rete di internet tv al mondo se li puo' permettere: la sua creatura ha piu' di 69 milioni di abbonati in oltre 50 paesi e in Italia, dove e' disponibile da oggi, conta di raggiungere una famiglia su tre. "Nel primo anno ci dobbiamo concentrare sulla felicita' e non sulle dimensioni, ma alla lunga - dice Hastings, jeans, blazer e aria ispirata - vogliamo avere molto successo anche in Italia. Il nostro target e' di raggiungere una famiglia su tre. In America per farlo ci abbiamo messo 7 anni, dal 2007 al 2014 e - aggiunge - ci stiamo riuscendo anche in altri Paesi europei dove siamo arrivati prima che in Italia". Questo perche' "l'avvento della tv via internet per il mondo della tv e' la piu' grande rivoluzione dal colore. Possiamo vedere su qualsiasi schermo e in qualsiasi momento quello che vogliamo". Questa rivoluzione e' solo all'inizio: "in futuro - profetizza - ogni rete mettera' a disposizione delle app". Questo passaggio epocale non riguardera' solo la fruizione in streaming ma investira' anche i contenuti perche' senza la tv lineare - spiega ancora Hastings - non avra' piu' senso creare serie con puntate da un'ora ciascuna e zeppe di rimandi interni, non piu' necessari visto che su Netflix non vengono proposte una puntata alla volta ma a stagioni intere. Anche a livello di film la novita' e' quella della release mondiale globale, in tutte le lingue dei paesi dove e' attivo il servizio, come e' accaduto lo scorso weekend per 'Beasts of No Nation', il film presentato a Venezia, scritto e diretto da Cary Fukunaga, e prodotto dalla stessa Netflix. Qualcosa di simile e' successo anche per 'Suburra', il film di Stefano Sollima, che e' stato proposto sulla piattaforma Netlix in America, America Latina e Canada: "il cinema italiano puo' essere contento, per un film italiano avere un pubblico potenziale di 50 milioni di abbonati e' fantastico" commenta Pierfrancesco Favino, che non solo e' tra gli interpreti del film 'Suburra' ma lo sara' anche dell'omonima serie realizzata da Cattleya, che sara' la prima produzione originale Netflix in Italia, in onda nel 2017. Favino per Netflix ha gia' lavorato nella serie 'Marco Polo' ideata da John Fusco, che racconta le avventure del giovane Marco Polo, interpretato da un altro italiano, Lorenzo Richelmy, alla corte di Kublai Khan. La serie storica, che ha debuttato il 12 dicembre 2014, da oggi e' disponibile anche in Italia insieme ad altri prodotti originali come 'Narcos', che racconta la storia dei signori della droga degli anni 80, la fantascientifica 'Sense8' di Lana e Andy Wachowski con Daryl Hannah, l'acclamatissima 'Orange is the new black'. E poi 'Grace and Frankie' con Jane Fonda e Lily Tomlin che diventano amiche quando i loro mariti fanno coming out e ammettono di amarsi, 'Unbreakable Kimmy Schmidt' su una giovane che comincia una nuova vita a New York City dopo essere stata salvata da una setta apocalittica in Indiana. Dal 20 novembre arrivera' anche 'Marvel - Jessica Jones', seconda di quattro serie dedicate agli eroi Marvel. L'obiettivo di Netflix e' produrre sempre piu' serie originali: "ne abbiamo 21 in produzione pronte per la release - annuncia Ted Sarandos, chief content officer - mentre nel 2016 ne produrremo 30 e altre 30 circa per bambini". Oltre alle serie, gli abbonati potranno vedere film prodotti da Netflix come 'Crouching Tiger, Hidden Dragon The green legend' di Adam Sandler, il thriller di guerra 'Jadotville' con Jaime Dornan, 'War machine' di Brad Pitt; film hollywoodiani come 'Molto incinta', Transformers', Mission impossible III e italiani come 'Amiche da morire' e 'Reality'. La funzione e' in streaming e quindi bisogna avere un televisore o un device (tv-box, tablet, computer, smartphone console video game, Apple Tv o Chromecast) connessi a Internet, ma non c'e' nessun timore per la banda larga: "le reti stanno crescendo - dice Hastings - non dobbiamo piu' pensare al downdload". Per celebrare l'arrivo in Italia, dove e' disponibile a partire da 7,99 euro al mese, stasera Netflix ha organizzato un party al Palazzo del ghiaccio di Milano: sul tappeto rosso le star Taylor Schilling e Kate Mulgrew di 'Orange is the new black', Daryl Hannah e Miguel Angel Silvestre di 'Sense 8', Carrie Ann Moss e Krysten Ritter di 'Jessica Jones', Stephen DeKnight di 'Daredevil',  Will Arnett di 'Bojack horseman' e il cast di 'Suburra'. 

mercoledì 30 settembre 2015


NEWS - Fiat Netflix! Dal 22 ottobre (non più dal 16) lo sbarco in Italia
(ANSA) - ROMA - Ai 63 milioni di abbonati in 50 paesi dal 22 ottobre si aggiungeranno anche gli spettatori italiani. E' ufficiale da oggi la data del lancio di Netflix, la piattaforma tv via internet che in pochi anni si e' fatta strategicamente largo in tutto il mondo facendo cambiare abitudini al pubblico, prima fra tutta quella di partecipare alle maratone di serie tv, con tutti gli episodi uno di seguito all'altro anziche' aspettare gli appuntamenti settimanali. Lo stesso giorno sara' presentata a Milano nel dettaglio l'offerta e il progetto che basa la propria forza su illimitati programmi da vedere via internet ovunque e in qualsiasi momento. Alcuni contenuti sono noti tra film, serie originali esclusive, documentari e altri programmi provenienti da ogni parte del mondo. L'attesa e' pero' anche sulle produzioni italiane di cui si parla da un po', ad esempio una serie su Mafia Capitale, ma non ancora annunciate. Riuscira' ad affermarsi in Italia, dove peraltro la copertura della banda larga non e' totale? La domanda e' lecita in un mercato, quello italiano, che e' sempre stato definito ristretto e dove finora e' soprattutto sul calcio che ci si e' divisi gli abbonati tra Sky e Mediaset (Premium). La risposta arriva da Netflix stesso che, nel momento in cui ha deciso di puntare sull'Italia, ''e' un'opportunita' - ha detto a luglio a Ischia Global Fest ai produttori mr. Netflix Ted Sarandos incontrandoli per la prima volta - siamo qui non per distruggere il sistema italiano ma per partecipare facendolo crescere e contribuendo alla produzione, il che significa lavoro per gli italiani. Aprire in Italia e' un atto di fiducia''. Gia' chiari i costi: un piano Base con una sessione di streaming alla volta e definizione standard a 7,99 euro al mese, un piano Standard con due sessioni di streaming contemporanee e alta definizione a 9,99 euro al mese e un piano Premium, che consentira' quattro sessioni di streaming alla volta e la visione in Ultra HD 4K a 11,99 euro. Primo mese di lancio gratis per tutti e la promessa iniziale di abbonarsi facilmente con un clic e altrettanto facilmente disdire. Si potra' accedere da Smart TV, tablet e smartphone, computer e da una serie di console per videogiochi e set-top box connessi a Internet, oltre che da Apple TV e Google Chromecast. Due le partnership gia' siglate: con Telecom Italia e con Vodafone. Netflix sara' disponibile anche tramite il set-top box TIMvision e i clienti della compagnia telefonica potranno pagare l'abbonamento Netflix tramite la bolletta TIM, mentre Vodafone offrira' diverse promozioni esclusive che includeranno abbonamenti Netflix con l'acquisto di servizi di fibra ottica o 4G. Vodafone consentira' inoltre agli utenti italiani di semplificare la registrazione e il pagamento dell'abbonamento Netflix, che potra' avvenire tramite il contratto. Ci saranno anche le carte regalo Netflix presso diversi rivenditori autorizzati, tra cui GameStop, Unieuro, MediaWorld, Esselunga, Mondadori ed Euronics. In lingua originale, con sottotitoli o doppiate in italiano, le serie originali di Netflix tra cui quelle con Marvel, Darevil e Jessica Jones (entro la fine dell'anno) e poi la miniserie The Defenders, che riunisce i personaggi delle quattro serie precedenti. E poi ancora le serie Sense8, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt, Marco Polo e Narcos, i documentari Virunga e Mission Blue, docu-serie come Chef's Table. Alla prassi di acquisto di titoli da qualche tempo si e' affiancato anche il salto nella produzione: tra i titoli annunciati figurano Crouching Tiger, Hidden Dragon The Green Legend, Jadotville, The Ridiculous 6 e War Machine di Brad Pitt, mentre alla Mostra del cinema di Venezia ha debuttato con successo il primo film originale Beasts of No Nation, sui bambini soldato. Capitolo a parte le serie cult gia' in onda in Italia ossia House of Cards (Sky Atlantic) e Orange is the New Black (Mediaset Premium) che comunque Netflix sta cercando di riprendersi.

lunedì 28 settembre 2015

NEWS - Nel cuore di Netflix! Un salto nel maxi quartier generale dove vigono due parole d'ordine: "libertà e responsabilità". E non manca mai la Nutella...

Articolo di Deborah Ameri su "La Repubblica"
La fucina della tv che verrà si chiama The shu: una stanzetta insonorizzata, nascosta da una porta blindata. Qui si testano gli apparecchi televisivi che non sono ancora sul mercato, per verificarne la purezza del suono. Ce ne sono una trentina in attesa del proprio turno. Li vedremo nei negozi tra uno o due anni. Ma saranno ben diversi dal piccolo schermo come lo conosciamo oggi. Perché la rivoluzione inizia qui, al secondo piano di una palazzina color pastello nel centro della sonnacchiosa Los Gatos, cuore della Silicon Valley. È il quartiere generale di Netflix, gigante dello streaming online che, dopo essere sbarcato in 50 Paesi, arriva in Italia a ottobre. Ha cambiato così radicalmente il gusto dei teledipendenti che le smart tv di nuova generazione cominciano ad avere Netflix incorporato, con tasto dedicato sul telecomando. Ormai molti lo conoscono grazie alle due serie tv più famose: House of Cards e Orange is the new black (non a caso The shu prende il nome dalla cella di isolamento del telefilm). Sono però le uniche che non vedremo su Netflix. «Ma abbiamo molte altre serie originali a disposizione per gli italiani e stiamo negoziando con diverse compagnie di produzione perché vogliamo avere contenuti locali», rassicura Reed Hastings, il fondatore, che incontriamo nel gigantesco quartier generale dove si cambia il modo di guardare la tv. E da quest’anno non ci saranno solo più le serie gioiello (da Marco Polo, a Daredevil a Sense8) ma anche i film originali. Il primo, Beasts of no nation, già al Festival di Venezia, debutta sia nelle sale che online il 16 ottobre. E potrebbe essere proprio questa la data di lancio del servizio streaming in Italia. «Produrremo sempre più film, ci sentiamo abbastanza sicuri per affrontare il mondo del cinema », promette Hastings, che nel 1997, insieme a Marc Randolph, ha fondato quella che all’inizio era una compagnia che noleggiava dvd. Oggi Hastings è l’amministratore delegato di un gigante con oltre 65 milioni di abbonati nel mondo e una quotazione in borsa da 33 miliardi di dollari. Quest’anno il valore delle azioni è più che raddoppiato ma lui precisa: «Non abbiamo un grande profitto, perché lanciare il servizio in altri territori è molto costoso ». Lo incontriamo nella saletta Giungla d’asfalto, perché a Netflix ogni stanza e ufficio portano il titolo di un film o un telefilm. Le scrivanie sono alte, spesso si lavora in piedi. Una gigantesca lavagna invita gli impiegati a scrivere le proprie idee. Tutte vengono vagliate. Sui muri stampe giganti di scene da Breaking bad, Il Gladiatore, House of cards. «Qui lavorano soprattutto ingegneri, 1.400. Mentre nei nostri uffici di Beverly Hills siedono creativi e responsabili del marketing», spiega Marlee Tart, che ci guida in giro per la palazzina. Accanto a questa, altre due costruzioni, nuove di zecca, colonizzate da Netflix. Per girare tra gli uffici si usano piccole golf car. L’edificio è dotato di diverse cucinette con Nutella, frutti di bosco e distributori di popcorn e dove si servono colazione e pranzo. «Non la cena. È meglio andare a casa e stare con la propria famiglia », spiega Hastings. Che riassume la cosiddetta “ Netflix culture” con due parole: libertà e responsabilità. «Ognuno prende le ferie che vuole, non c’è un tetto. Desidero che i miei impiegati si impegnino non per ubbidire al loro capo, ma perché ci tengono. Io, poi, dò il buon esempio e prendo spesso vacanze. Sono appena tornato da Maiorca», sorride increspando l’abbronzatura. I rivali Berlusconi e Murdoch non sembrano impensierirlo: «Costiamo molto meno di Sky e Mediaset. La concorrenza non ci spaventa. So che Berlusconi e Murdoch si sono incontrati per parlare di Netflix, ma io non ho avuto contatti con loro», precisa. E la tv tradizionale, con palinsesti e pubblicità? «Tra vent’anni sarà morta. Sparirà come il telefono fisso. E tutto l’intrattenimento si trasferirà online».

lunedì 31 agosto 2015

NEWS - Rivoluzione, compagni! Nielsen si aggiorna - al contrario dell'Auditel di casa nostra - e monitora Netflix, Hulu e Amazon per sesso e età di pubblico

News tratta da "Uproxx"
Let’s be real: With the increasing prices of cable packages, many television viewers are cutting the cord and getting their content primarily from streaming services. Sure, they have to deal with spoilers, but that is a relatively small price to pay for fewer commercials and the ability to watch when they want. However, one downside to this has been the fact that Nielsen ratings haven’t taken streaming numbers into account when rating shows, so, even though you watched Happy Endings faithfully on Hulu, it didn’t matter.
Well, it seems that Nielsen is FINALLY updating their system and will take Netflix, Hulu, and Amazon Prime into account when ascribing a rating to a television show. According to the A.V. Club, not only will the company be tracking more than 1,000 shows’ streaming numbers, they will also be providing analytic breakdowns of the ages and genders of viewers, as well. The system isn’t perfect, however: They will not be taking international numbers into account, nor will it register views from mobile devices. In other words, if you’re streaming from your phone to your Chromecast, you aren’t doing your part.
While there are flaws in these improvements, this is still great news. Netflix original content like House of Cards, Orange Is the New Black, and Daredevil are bound to benefit, as well as shows like The Mindy Project that struggled to find a traditional audience before moving to Hulu.

giovedì 30 luglio 2015

NEWS - Fiat Netflix! In Italia si parte con "Daredevil", "Sense8", "Bloodline"...(doppiate o coi sottotitoli) 
Dal comunicato stampa Netflix
In occasione del lancio, l'offerta Netflix comprenderà le esclusive serie originali, tra cui Marvel's Daredevil, Sense8, Bloodline, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt e Marco Polo, i famosi documentari Virunga, Mission Blue e Chef's Table, una speciale selezione distand-up comedy, oltre ad una sezione interamente dedicata ai più giovani. La programmazione si arricchirà continuamente, includendo anche i primi film originali Netflix, con titoli attesissimi quali Beasts of No Nation, Crouching Tiger, Hidden Dragon: The Green Legend, Jadotville e The Ridiculous 6. 
L’offerta Netflix sarà valorizzata per il pubblico italiano, grazie ai sottotitoli e al doppiaggio.

giovedì 28 maggio 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! La serie preferita dagli utenti di Netflix è "Daredevil" (non "House of Cards" e "Orange Is The New Black", rispettivamente 2° e 3°)
Articolo tratto da Mic.com
Leave it to a superhero to fly to the top of Netflix's user rankings.
A month and a half after its release, Marvel's Daredevil has earned the highest rating of any of the streaming service's original American series. The show earned 4.6 stars out of a possible 5 from a pool of over 2.3 million user ratings. The next-closest original series is three-season favorite House of Cards with 4.5 stars. Yet when one stacks each show up against each other, the results are not quite what you'd expect.
For example, though Bloodline is a quiet, moody thriller without the thrill, and Unbreakable Kimmy Schmidt is a bottle of pure joy, both series have the exact same user rating. Arrested Development may have recently been unofficially renewed for a fifth season, but the controversial fourth season clearly did nothing for the onetime fan-favorite's popularity. It now ties with the all-but-forgotten Hemlock Grove as the second-lowest rated series.
The lowest-rated series, BoJack Horseman, was also received poorly among critics. Like HBO shows, however, it's rare that a Netflix series doesn't get at least a second season; the animated series' sophomore run comes out July 17.
Overall, dramas fared better than comedies, with Grace and Frankie and Kimmy Schmidt getting beaten out by four different dramas and a documentary series, Chef's Table. (Though Orange Is the New Black has comedic elements, the Emmys have ruled it a drama.) These comedies may be buzzier than series like Marco Polo, but that buzz doesn't necessarily translate into user appreciation.

By comparison, series like Mad Men and Parks and Recreation that fared decently during their original runs did well among Netflix users, each rating 4.1 out of 5 stars. Perplexingly, TV ratings sensations like Friends and Grey's Anatomy earned only 3.9 stars from the service's users.
So user ratings aren't quite correlative to ratings performance on a traditional network or cable. It's about the closest thing we have, however. Since there is no viewership data available to the public, it's hard to tell exactly how well Netflix's original shows are doing. 
Variety released a research firm's report last month that purported to show what Netflix's traditional ratings might look like. Though the firm's report was unofficial, it did reveal that Daredevil, House of Cards' third season and Unbreakable Kimmy Schmidt all performed well among viewers in their first month of release. For example, over 10% of Netflix's subscribers watched at least one episode of Daredevil in the show's first 30 days on the service. By contrast, only 2.4% sought out Bloodline.
Though there are still mysteries to Netflix, one thing's for sure: Daredevil, despite its dated, dark-and-stormy approach to the superhero genre, is a big fat hit. Marvel and Netflix, who have at least three other series coming down the pipeline, are surely thrilled — fans should be too.

mercoledì 29 aprile 2015

NEWS - Fermi Tutti! "House of Cards" giù dal trono (di spade)! Non è più la serie più scaricata di Netflix: battuta da "Unbreakable Kimmy Schmidt" e, soprattutto, "Daredevil" (prima!)
News tratta da "Variety"
One of the media business’s best-kept secrets isn’t entirely confidential after all: Netflix audience ratings. Select content companies have been turning to San Diego-based Luth Research, which has assembled a sizable panel of Netflix subscribers in the U.S. as a means of determining the most popular programs on the streaming service. An analysis shared exclusively with Variety revealed the numbers for many of Netflix’s most recently launched original series — including which new shows already seem to be challenging “House of Cards” in popularity. “Daredevil,” the first of multiple superhero dramas coming to Netflix as part of a deal with Marvel, premiered April 10, and is seeing strong sampling, with an estimated 10.7% of subscribers watching at least one episode in its first 11 days on the streaming service.
By way of comparison, the third season of “House of Cards,” which premiered Feb. 27, attracted 6.5% of subs over its first 30 days of availability. New comedy “Unbreakable Kimmy Schmidt” also bettered “Cards” in its first month (7.3%), while new drama “Bloodline” appears to be a slow starter (2.4%).
Still, any way you look at it, “House of Cards” is clearly a big attraction for Netflix. When all three seasons of the show are taken into account, the program has been the most popular series on all of Netflix in March (6.4%). Its third season was also binge-viewed more than any of the other aforementioned originals, with nearly half of subs having watched at least three episodes in a single day in the first 30 days after release.
The data was drawn from a sample of 2,500 Netflix subscribers watching via computers, tablets or smartphones. There’s one caveat: Luth Research does not yet track Netflix viewing on TVs, whether Internet-connected sets or those linked to streaming-media players or gaming consoles. Because Netflix hasn’t offered much recent insight into its audience composition across devices, it’s not easy to conclude whether TV viewers watch different programming than those watching via other platforms.
But the data provides a rare glimpse into viewing patterns on Netflix, which has frustrated many in its refusal to divulge audience data. That’s proved problematic for producers creating original programming for Netflix and for the studios that pocket billions of dollars in licensing fees from the company.
Netflix declined comment regarding the Luth findings. While the streaming giant’s execs have credited the sophistication of their extensive user data with helping inform everything from their content-acquisition strategies to audience-recommendation-engine algorithms, the company has also long held firm on its disinclination to publicize any measurement findings. Because Netflix does not carry any advertising, the company professes not to care when a subscriber watches content.
Luth Research captured the viewing behavior with its ZQ Intelligence tool, which the company bills as an “industry-first” solution capable of extracting encrypted data within Netflix’s apps. Luth can drill down to viewing patterns on an episode by episode basis including audience demographics cross-indexed with user behaviors outside of Netflix.
ZQ Intelligence hasn’t been the only third-party research source to shed light on Netflix viewing patterns. Companies tracking broadband usage like Procera Networks have been able to calculate the consumption of specific programs, but Netflix has made adjustments to thwart such efforts.
With its focus on device-based Netflix consumption, Luth Research could prove a good complement for industry research giant Nielsen, which has pledged to offer measurement of subscription VOD services over connected TVs. However, that data isn’t expected to extend to Netflix original programming.
As with Nielsen data, the Luth numbers can provide an approximation of the audience size for a given series. For instance, if 10.7% of the 40.9 million domestic subs Netflix has watched at least one episode of “Daredevil,” that would mean nearly 4.4 million tuned in over the first 11 days. The 2.3% who tuned in first day of release? 940,000 viewers.
That’s far from an exact comparison to Nielsen ratings for particular episodes, but they can provide a ballpark sense of just how many are watching top shows on Netflix on a given night or over a given period.
Luth expects to add Amazon Prime–which also doesn’t disclose its audience data–to ZQ Intelligence later this year, according to Becky Wu, senior executive VP at the company. Luth began offering ZQ Intelligence in March and has data going back to the third quarter of 2013.

giovedì 16 aprile 2015

martedì 10 marzo 2015

NEWS - Oh mio Dio(trie)! Arriva "Daredevil" di Netflix! (Poster+Maxi Trailer)
Check out the first official image of Charlie Cox from Netflix’s upcoming series Marvel’s Daredevil and brand new max trailer! Blinded as a young boy but imbued with extraordinary senses, Matt Murdock (Cox) fights against injustice by day as a lawyer, and by night as the Super Hero “Daredevil” in modern day Hell’s Kitchen, New York City. The show will be the the first of four epic live-action adventure series, including Marvel’s A.K.A. Jessica Jones, Marvel’s Iron Fist, and Marvel’s Luke Cage, all leading up to the teaming of the main characters in Marvel’s The Defenders. Marvel’s Daredevil. will premiere its thirteen one-hour episodes on April 10 on Netflix!

lunedì 9 febbraio 2015

lunedì 19 gennaio 2015

NEWS - Netflix, la regina dello SVOD: quasi 8 ore alla settimana tra i suoi abbonati (Hulu poco più di 4, quasi la metà). La 3° stagione di "OITNB" più attesa di quella di "House of Cards" (64% vs. 59%)

News tratta da "Variety"
Netflix, for now, continues to be the clear and undisputed champ in the subscription video-on-demand ring. The SVOD service, No. 1 in terms of subscribers, leads in terms of hours of content viewed and overall customer satisfaction, according to a recent survey by Wall Street firm Cowen & Co. The research is based on a survey of 1,025 consumers conducted from Dec. 30, 2014, to Jan. 2, 2015. About 40% said they’re current Netflix subscribers.
Netflix customers reported watching an average of 7.7 hours of content per week — 1.9 times the nearest competitor, Hulu Plus, which came in at 4.1 hours. On a weekly basis, Amazon Prime Instant Video users reported viewing 3.5 hours, versus HBO Go with 3 hours and Showtime Anytime with 2.7 hours, the survey found.
In addition, Netflix was head and shoulders above other SVOD services — as well as pay TV — on customer satisfaction. On a 1-5 scale asking about user experience, Netflix received a 4.1 ranking, 22% ahead of Amazon Prime Instant Video and HBO Go (both at 3.4); cable/satellite providers (3.2); Showtime Anytime (2.9); and Hulu Plus (2.9).
The Cowen analysts, led by John Blackledge, on Friday upgraded Netflix to “outperform” (from prior “market perform”) based on the survey results, including optimism about the company’s 2015 originals slate. The Wall Street firm raised its price target on the stock from $360 to $382 per share. As of 12 p.m. ET, Netflix shares were up 2.4% for the day, to $331.40 per share.
According to the survey, of the current crop of Netflix originals, subs are most looking forward to the third seasons of “Orange Is the New Black” and “House of Cards,” with 64% and 59%, respectively, saying they plan to tune in. “HoC” Season 3 is slated to drop Feb. 27; “OITNB” is expected to return this summer.
Other top Netflix offerings that users said they expect want to watch, per the Cowen survey, included Disney/Marvel’s “Daredevil” series (17%), set to debut April 10; the fourth season of “Longmire,” the A&E crime drama Netflix picked up last fall (16%); and Netflix’s first original movie, the sequel to “Crouching Tiger, Hidden Dragon” from Weinstein Co. set for August 2015 (16%).
The survey also found that Netflix’s “Marco Polo,” which debuted in December 2014, has performed well. Roughly 14% of Netflix subs watched at least one episode of the historical drama, compared with about 10% who watched at least one episode of “House of Cards” within the first 10 days of its release. According to the Cowen survey, 65% of subs rated “Marco Polo” as “good” or “exceptional” (4 or 5 on a scale of 1-5).
The Wall Street firm also polled Netflix subscribers about whether they’d be willing to continue subscribing to the service if there was a price hike. Netflix announced a price increase in May 2014 for new subscribers to its most popular plan — by $1 per month, to $8.99 — but said existing subs would not be affected for two years.
On Cowen’s most recent survey, 62% said they would continue to pay for Netflix after a price increase. Of those, 21% said they would be willing to pay $3 or more per month (vs. 18% in Cowen’s February 2013 survey and 9% in its July 2013 survey). However, the Cowen analysts wrote, “Our survey data suggests pricing power among current NFLX subscribers, who are active users and appreciate the original content, but may not extend to non-subs contemplating signing up for the service.”
Netflix is scheduled to report fourth quarter 2014 results on Jan. 20 after market close.

lunedì 13 ottobre 2014

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

Lick it or Leave it!