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sabato 2 aprile 2016

NEWS - Non è un aereo. Non è un razzo. Non è un uccello. Non è...un uomo. Al via stasera "Supergirl" (Premium Action) con i tutor Flash+Superman
Di eroine ce ne sono tante. Di Super-eroina una sola. “Supergirl”, in anteprima assoluta su Premium Action dal 2 aprile, è la serie tv che al debutto ha segnato il record stagionale americano di “più vista” con il boom di 13 milioni di spettatori, forte di un battage pubblicitario senza paragoni unito a una curiosità spasmodica per la messa in scena di una super-eroina tanto atipica quanto nata all’ombra di Superman. Non è un caso che il serial abbia vinto il prestigioso Critics’ Choice Award quale “Most exciting New Series. Basti poi vedere la copertina speciale della bibbia del piccolo schermo a “stelle e striscie”, “Tv Guide”, dedicata alla nuova stagione tv, dove la protagonista svettava su tutti al centro. O la cover di “Variety” sul nuovo filone d’oro dei super-eroi, con Supergirl e Flash insieme al loro papà Greg Berlanti, soprannominato in patria “Goldfingheroes” per i suoi successi (oltre a “The Flash” e al debuttante “Supergirl”, anche “Arrow” e “Blindspot”, quest’ultimo altro titolo in arrivo su Premium Action dopo il
primo passaggio su Italia 1- a maggio - risultata la serie più vista d’inizio stagione in Usa). Supergirl, cugina di Superman nota col nome da codice fiscale Kara Zor-El, è apparsa per la prima volta nel 1972 nei fumetti della DC Comics, vergati da Otto Binder e Al Plastino. Rispetto allo zio, con il quale condivide molti super-poteri, dimostra da subito una certa difficoltà: ambientarsi con le usanze terrestri e soprattutto con gli umani (mortali). Nella serie tv la super-eroina interpretata da Melissa Benoist (“Glee”), scelta dopo un lungo e attento casting con nomi anche altisonanti dello star-system televisivo americano, viene ritratta nei suoi 24 anni, adottata da quando aveva 13 anni dopo essere stata catapultata dal pianeta morituro Krypton. Come nella maggior parte delle serie super-eroiche moderne la nostra, cittadina di National City, è combattuta se manifestare o nascondere i propri super-poteri. La sua Forza è nel contempo la sua debolezza. E’ vissuta come una “diversità” che le preclude la normalità. Ad aiutarla nelle sue scelte – e da sfondo alle sue super-avventure – emergono le figure della direttrice editoriale Cat Grant (Calista Flockhart, volto noto di “Ally McBeal” e “Brothers&Sisters”), della sorella adottiva Alex (Chyler Leigh, “Grey’s Anatomy”), del fotografo James Olsen (Mehcad Brooks, “Desperate Housewives”) -  destinato a far battere il cuore alla protagonista – e della madre biologica Alura (Laura Benanti), prodiga di consigli. 

Greg Berlanti ha così commentato la nascita della serie: “all’inizio mi sono domandato se si potesse fare
un serial super-eroico senza super-poteri. ‘Supergirl’ è molto diverso da ‘Arrow’ e ‘The Flash’, c’è molta commedia, è una serie sulle relazioni in atto di una giovane donna che si ritrova a gestire una personalità ingombrante da super-eroina. E’ un titolo che punta al divertimento, più che all’azione, con inserti…intergalattici!”. Oltre a Berlanti, la serie è ideata da Ali Adler e Andrew Kreisberg. L’indovinato claim di lancio americano della serie è stato: “It's not a bird. It's not a plane. It's not a man. It's Supergirl”. Il costume di Supergirl è stato disegnato da Colleen Atwood, già stilista degli omologhi di Arrow e Flash. “Volevo che incarnasse il passato con la classica “S” sul petto, lo street-style di oggi con gli stivali da tutti i giorni e il lato sexy con la minigonna che punta all’azzardo”, ha chiosato Atwood. Proprio la questione sul costume di Supergirl ha attizzato il dibattito mediatico. “E’ piacevolmente diverso dai canoni e segue lo stile del nuovo Superman al cinema”, ha commentato “Entertainment Weekly”; il “Washington Post” ha notato che “da un lato rievoca il cartoon, dall’altro accentua il tono dark delle strips moderne con quel blu petrolio non più sfavillante come un
tempo”; più critico “E! Online”: “sembra più adatto ad una festa di Halloween che per una serie tv!”. Appena visto il costume da supereroina, Melissa Benoist ha esclamato: “sarà alquanto imbarazzante indossarlo!”. Da non perdere il 18esimo episodio, nel quale Supergirl incrocia i suoi super-poteri con quelli di “The Flash” in un memorabile cross-over seriale. Di straordinario culto, altresì, la 13esima puntata in cui la nostra incontra il futuro Superman (interpretato dal giovanissimo Daniel DiMaggio): intitolato For the girl who has everything (Per la ragazza che ha tutto), l’episodio è ispirato a For the man who has everything, storia di Superman scritta da Alan Moore, disegnata da Dave Gibbons e uscita nel 1985. Non è la prima volta che Supergirl compare in una serie tv. In “Supergirl – La ragazza d’acciaio” (1984) era interpretata da Helen Slater: quest’ultima compare da guest-star nel pilot del serial del 2015 con la Benoist, in un’ideale staffetta televisiva. In “Smallville” (2001) – altra serie super-eroica lanciata da Italia 1 – Supergirl appariva nella 7° stagione con il volto di Laura Vandervoort. Gemma Atkinson, Claire Holt ed Elisabeth Lail sono state tra le attrici candidate inizialmente per il ruolo di Supergirl. Per loro Melissa Benoist è diventata peggio della kryptonite.  

venerdì 1 aprile 2016

NEWS - Clamoroso al Bernabéu! Netflix commissiona la prima serie tv in Spagna (alla stessa casa di produzione di "Velvet": semos rovinatis, companeros!)

News tratta da "Variety"
Velvet” and “Gran Hotel” director Carlos Sedes and producers Ramon Campos and Teresa Fernandez Valdes (pictured) at Bambu Producciones will re-team to make the first Netflix original series shot and produced in Spain.
With no official title for the moment, the 16-episode Spanish-language drama, set in the 1920s, turns on four women from different backgrounds hired as switchboard operators at Spain’s only telephone company in central Madrid.
Co-created by Campos and Gema Neira, his long-term writing partner, and produced by Madrid-based Bambu Producciones, Spain’s first Netflix original series will start production in Madrid in 2016, debuting exclusively on Netflix around the globe in 2017.
Bambu founders Campos and Fernandez Valdes will serve as executive producers. Episodes will run an international standard 50-minutes, shorter than Spain’s norm.
After the 1905-set mystery-romance drama “Gran Hotel” and “Velvet,” a romantic drama set in a rambunctious and stylish high-fashion house in ‘50s/60s Spain, Bambu’s Netflix original series returns to history to tell the story of four women from all over Spain who come to work at the forefront of a communications revolution in the middle of Madrid – a place which represents progress and modernity. As in other Bambu Producciones dramas, emotions run a wide gamut. Jealousy, envy and betrayal mix with a hunger for success, with friendship and love but, above all, with dreams.
“It is incredibly exciting to have Netflix in Spain. We are enthusiastic fans of its original series and it is a real honor for us to now be part of this project,” said Ramon Campos, “It is a joy to work with Netflix’s extremely talented team, who is revolutionizing the television industry worldwide,” added Teresa Fernandez Valdes, executive producer of the series.
“We’re delighted to be working with Bambu Producciones, director Carlos Sedes and co­creator Gema Neira on our first original series filmed in Spain,” added Erik Barmack, vice president of international original series at Netflix.  “We’re huge fans of their work on ‘Gran Hotel’ and ‘Velvet,’ epic romances that have been embraced by our members around the world. We’re certain that our members will love this unique and engaging drama created by some of the best storytellers in Spain.”
The Netflix-Bambu commission builds on a relationship, Netflix acquiring both “Gran Hotel” and “Velvet.” It is also marks further recognition for a group of TV creatives from Galicia, North-West Spain, which broke through mid-last decade with Sedes directing the Campos-created 2006 drama “Life Ahead,” about fishermen’s widows.
Influenced by the U.S. mid-last-decade drama boom, and moving to Madrid where Fernandez Valdes and Campos launched Bambu Producciones in 2007, their primetime series, though produced with free-to-air broadcasters, such as Atresmedia Group, have often pushed the envelope, bringing some neo-cable edge sense of something different to productions: 2006’s “Desaparecida,” produced by Madrid’s Ganga but creared by Campos, brought a sense of serialized “Twin Peaks” intrigue t a lost daughter-thriller; “Velvet” is set in an (obviously) fictionalized Spain.
Toplining hearthrob Spanish TV stars, Bambu has produced surefire primetime TV hits in Spain, a country where local fiction has most often since the launch of private networks in 1990, blown U.S. drama out of the waters.
Making series which Campos one termed as melding “telenovela melodrama, a British look and an American pace,” Bambu has also, however, been at the forefront of Spain’s more recent TV revolution: Its international export success.
“Gran Hotel” ran for three seasons on Atresmedia over 2011-13, punching a first season 18.5% audience share. Sold and co-produced by Beta Film, the Italian reversion aired on RAI primetime in Italy. Original has broadcast on major Gallic broadcaster M6, U.K.’s Sky Arts and, in the U.S. on VmeTV. Beta Film svp Christina Gockel described “Gran Hotel” as one of Beta’s “biggest sales hits and franchises of recent years.”
In a pioneering move, Bambu also teamed with Atresmedia and BBC Worldwide to produce the high-concept English-language sci-fi drama “The Refugees.”

giovedì 31 marzo 2016

NEWS - Non ci Negan(o) nulla! Secondo Andrew Lincoln di "TWD" l'entrata in scena di Negan "sarà la migliore mai scritta" (sulla scorta di quanto visto prima, ci vuol poco!)

Articoli tratti da "Entertainment Weekly" 
AMC released a trailer for the season 6 finale of The Walking Dead which featured the tantalizing first frames of footage of Jeffrey Dean Morgan as Negan. As ominous as those frames were, they only showed the infamous comic book villain from the back along with a close up of his barbed-wire covered baseball bat Lucille.
Now, however, the network has followed that up with the first still image of the charismatic bully (as described by showrunner Scott M. Gimple). Once again, we don’t see Negan’s face, but he is armed and ready with Lucille. (Gulp!)
Check out the image for yourself. And then brace yourself for Sunday. Any guesses as to who may be on the receiving end of said bat?
Ask The Walking Dead star Andrew Lincoln what sort of character fans should brace themselves for with the arrival of Negan on Sunday’s season 6 finale, and all he can do is laugh.
“You know …” he begins, before laughing again. “Just get ready, man. Just get ready.” Lincoln shares that exec producer Greg Nicotero, who directed the episode, has called it “the best one yet,” and Lincoln seems to agree, especially when it comes to  the introduction of his soon-to-be-on-screen nemesis. “I read the script and I went, ‘This is the greatest entrance ever written". 
Of course, that dramatic entrance may have lead to a little jealousy among the cast when it comes to Negan actor Jeffrey Dean Morgan. “All of the guys were going, ‘Aw, man. I wish I had gotten this guy!’ ” says Lincoln with a laugh. “It’s incredible. Although it’s also kind of unbearable. Norman and I were like, ‘Ugh, all the girls on set are gonna love him.’ “
Yes, then more laughing. Followed by a more serious appreciation: “He’s just the coolest guy and everybody loves him,” says Lincoln of Morgan. “Jeffrey’s such a great guy and I’ve been a huge admirer of his since he played the Comedian [in Watchmen] and everything else he’s done. We’re going to have a lot of fun. Honestly, we are so thrilled to have him. We’re lucky people.”
Lincoln knows that comic book fans have been eagerly awaiting Negan’s arrival and says they will not be disappointed. “We’ve been talking about this guy for a long time. It’s probably the most important casting since Rick, really. Everybody needs a hero, but I think they probably need a really good baddie even more. Negan’s incredibly charismatic. In this deranged society, there is a kind of logic to the way that he is running the place. He runs a tight ship, I’ll tell you that much. I’m actually very impressed. I doff my cap to this man!”
And as for the 90-minute finale itself? “It’s an incredibly brilliant and well constructed and tense final episode,” says Lincoln. “It’s really dark, man. It’s really dark.” Consider yourself warned.

mercoledì 30 marzo 2016

GOSSIP - The Real Big Bang! Kaley Cuoco di "TBBT" nella bufera: posta una foto col fucile (e col neo-fidanzato milionario che le lecca la faccia!) ed è il finimondo sui social 
Succede che l’attrice più popolare e pagata del piccolo schermo americano, Kaley Cuoco di “The Big Bang Theory”, la sit-com in onda su Joi di Mediaset Premium in Italia, imbracci il fucile in un selfie pubblicato su Instagram (vedi allegato) e scoppi il finimondo. Se i “like” hanno superato abbondantemente quota 65 mila, tra gli oltre 600 commenti, c’è chi applaude la Cuoco “armata” e chi la critica aspramente. Probabilmente una cartina di tornasole di un Paese diviso tra chi vorrebbe avere la possibilità di ricorrere alle armi (quantomeno per la difesa personale) e chi vuole vietarle o limitarne l’utilizzo. Tra chi commenta, c’è chi si sorprende (“non si dovrebbe usare la popolarità per promuovere messaggi di questo tipo”) e chi applaude (“Kaley, fidanziamoci, ho sempre sognato una ragazza col fucile in mano!”). Se una buona parte rimane neutrale, qualcuno ha invece notato che al fianco della Cuoco compare il neo-fidanzato dell’attrice, il miliardario Karl Cook, intento a leccarle il volto. “Attenta Kaley – ammonisce qualcuno nei commenti – il tipo al tuo fianco rischia di farti sbagliare mira!”, consiglia un commentatore probabilmente assai poco pacifista e incline ai sentimenti…
NEWS - MTV in soffitta! Meno video musicali e più serie tv nel riposizionamento strategico dell'ex network musicale nato nel 1981

Articolo tratto da "Variety"
After MTV launched in 1981, a hot ad campaign prompted thousands of young viewers to shout its slogan: I want my MTV!” In recent times, it seems, that phrase has not been on as many lips.
With MTV suffering the defection of viewers who consume video entertainment in new ways, such as on tablets, that aren’t always counted in Nielsen tallies, the network’s owner, Viacom, is preparing to unveil a broad overhaul in coming weeks, said Philippe Dauman, the company’s executive chairman  and chief executive, in an interview.
Executives will debut “a more significant re-imagining of the brand,” said Dauman, when hosting . “I’m confident we are going to get there,” he said of plotting a revival of the network famous for everything from hosts known as VJs to the reality program “Jersey Shore.”  Ad revenue at the network has been choppy in recent years, falling in both 2013 and 2014, according to data from market-research firm SNL Kagan.
MTV’s primetime ratings among viewers between 18 and 49 fell about 8% for the week ending March 20, according to research from Todd Juenger, a media-industry analyst for Bernstein. Quarter to date, however, the network’s viewership in that category is up an equivalent amount, thanks to new episodes of shows like “Teen Mom” and “The Shannara Chronicles.” With advertisers expected to earmark more money for TV’s annual upfront market this year, boosting MTV seems like a critical move.
Some steps have already been taken. Sean Atkins, an executive vice president of digital media and strategy at Discovery Communications, was named MTV’s president last year. In February, Viacom renamed Palladia, a digital-cable network devoted to live music and rechristened it “MTV Live” and said it would be devoted more closely to live music. And MTV has made little secret of its desire to revive MTV News, hiring staffers who can chronicle national politics and popular culture and place those reports online, on the network or on new vehicles like podcasts. Executives in coming weeks are expected to detail new plans to strengthen MTV’s connection to music and pop culture. “This next broadcast year is going to be a landmark for that brand,” Dauman said.

martedì 29 marzo 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Fear the Walking Dead", racconto epico sulle paure globali
"Paramount Channel sta proponendo «Fear the Walking Dead», spin offe prequel della celebre serie «The Walking Dead» (canale 27 del dtt, giovedì, 2L10). Nella Città degli Angeli, dove le persone vanno per sfuggire ai propri segreti e seppellire il proprio passato, un'epidemia misteriosa minaccia di distruggere la fragile stabilità che i protagonisti sono riusciti a crearsi. Lo scenario è ancora apocalittico, l'avanzata degli zombi pare inarrestabile. «Fear the Walking Dead» è creata da Robert Kirkman e Dave Erickson per la Amc. Anch'essa è basata sul fumetto omonimo di Robert Kirkman, Tony Moore e Charlie Adlard: è il classico prodotto «di genere» che strizza l'occhio agli appassionati della graphic novel da cui è tratto. Ma è anche un grande racconto epico, una narrazione popolare e raffinata allo stesso tempo, in cui sentimenti e pulsioni prendono forma narrativa. Per dirci cosa? Che dobbiamo temere i morti viventi? Che la fine del fondo procede? Che perle famiglie Manawa e Salazar il destino è segnato? Citando «Game of Thrones» il politologo francese Dominique Moïsi ci ricorda che «l'inverno sta avanzando», ovunque. Nel suo recente La géopolitique des séries, ou le triomphe de la peur (Stock, 2016), Misi sostiene che le serie americane raccontano, meglio di ogni altra forma espressiva, la globalizzazione della paura. Per esempio, «Game of Thrones» «esprime la fascinazione per il caos, la paura di fronte al ritorno della barbarie, il Medioevo di ieri che evoca il Medio Oriente di oggi». Anche una serie come «Fear the Walking Dead» contribuisce ad arricchire il catalogo delle paure del mondo, qualunque spavento incarnino gli zombi. Traduce il nostro sconcerto di fronte a un mondo complesso e ansiogeno. Moïsi è perentorio: «Sappiamo che i terroristi dell'Isis sono molto connessi a Internet e possiamo domandarci se non si ispirino alle serie per atterrire l'opinione pubblica mondiale»". (Aldo Grasso, 26.03.2016)
GOSSIP - Keep mom and Kerry on! La Washington su "Elle": "Scandal mi ha aiutata nella maternità" 
Kerry Washington looks so sultry on the cover of Elle magazine’s April 2016 issue, on newsstands. Here’s what the 39-year-old Scandal star had to share with the mag: 
On speaking for what she believes in: “I’m a person who’s always been politically active and passionate about people’s rights. I marched against the [2004] Republican Convention. And as my career has expanded, it’s been important for me to not stifle that voice. Because you want to be popular, you want people to hire you, and I have to make sure I don’t do it less because I’m an actor.” 
On how playing Olivia Pope helped her with motherhood: “Even though Olivia Pope has obviously made the decision that she is not a mom…playing her made me feel like I could be a mom. Because she knows there’s always another way—there’s always a way to fix it, there’s always a way to solve it, to win. And I feel like playing her made me feel like, All right, I can do it. I will figure out how to juggle it all.” 
On her mentor/boss Shonda Rhimes: “She’s been such an amazing resource, as a mom, and as a working mom…I am on one show and I have one kid, and she has three shows and three kids.”

For more from Kerry, visit Elle.com.

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