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domenica 26 maggio 2013

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Stephen Amell di "Arrow": "Queen non ha superpoteri, ma vorrei difendere i diritti gay al matrimonio"
"È un Robin Hood 2.0, capace di scoccare 29 frecce in un minuto, sempre a bersaglio. Meglio dell'infallibile pistolero strabico. Al berretto verde classico dell'arciere di Sherwood preferisce un cappuccio di felpa, molto più underground. A dargli il braccio per armare l'arco, l'attore Stephen Amell. Canadese, 31 anni. Una carriera in ascesa. Con il timbro di Entertainment Weekly che lo ha eletto volto rivelazione 2012/2013.È lui la Freccia Verde di Arrow, la serie tv che nasce dal fumetto. La trama, liofilizzata in due righe, è come tante. È l'eroe di Starling City che combatte il crimine sulla scorta di una black list lasciatagli dal padre prima di morire. Il debutto in America (4 milioni di spettatori) è stato il più alto del network Cw negli ultimi 4 anni. Qui (lunedì l'ultima puntata su Italia 1) è stato il più visto nella stagione (Ncis e Elementary, entrambi Rai2, completano il podio) con numeri che un telefilm non faceva da tempo: tre milioni e mezzo di spettatori per la puntata più vista (12,6% di share).Racconta Stephen Amell: «Ho sempre voluto recitare un personaggio intrepido, che persegue qualcosa fino in fondo. Abbiamo cercato di rendere Freccia Verde il più reale possibile, in fondo non ha nessun superpotere. Il produttore David Nutter quando ha realizzato Smallville voleva trovare l'umanità in Clark Kent-Superman. Anche qui stiamo facendo lo stesso con Oliver Queen-Freccia Verde». Come ogni ragazzino che si rispetti i fumetti hanno fatto parte della sua crescita. In tema ha gusti poco global. «Mi piaceva Lobo». Un palestratissimo sicario interstellare dagli occhi di brace, un cacciatore di taglie del pianeta Czarnia. «Il primo fumetto che ho letto a 11/12 anni era la storia di Lobo che va al Polo Nord per uccidere Babbo Natale. Una storia molto dark. Mi piacevano molto i fumetti, leggevo Spawn e Superman». Da 50 sfumature di verde a 50 sfumature di grigio il passo è breve come salire qualche gradino della scala dei colori. Si era parlato di lui come possibile protagonista del film tratto dallo scandalo editoriale da 30 milioni di copie. «Ho avuto un incontro con la casa di produzione che sta facendo il film e ne abbiamo parlato. L'ho scritto sulla mia pagina Facebook ed è diventata subito una notizia. Spero che facciano il film e qualcuno sarà bravissimo in quel ruolo. Ma quella persona non sarò io». Lo scoglio comunque non sarebbero state le scene di nudo: «Non è un problema. La cosa che ti rende nervoso nelle scene di nudo è quando non sei solo, la dinamica tra i due attori. Non è il fatto di essere davanti a tante persone, perché non sono loro quelle che devi baciare». Sui suoi desideri d'attore è onnivoro: «Mi piace molto la commedia, mi diverte l'idea di improvvisare. Ma allo stesso tempo è affascinante interpretare qualcuno che ha un lato un po' buio. Quando la gente non sa se ha di fronte un eroe o un cattivo, se le sue intenzioni sono buone o cattive». Ha iniziato la carriera come gigolo in Hung, è apparso nella serie tv Queer as Folk sulla comunità gay. «Il matrimonio dovrebbe essere per tutti. Alcune delle più appassionate relazioni di cui sono stato testimone sono di coppie dello stesso sesso. Parità di diritti per tutti». (Renato Franco, 25.05.2013)

venerdì 8 giugno 2012

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri


GLENNVILLE
Telefilm, la Golden Age è finita (speriamo nella Silver Age)
"Revenge", rinnovata per la seconda serie andrà in onda negli Stati Uniti nello slot che ABC riservava a "Desperate Housewives". "Revenge" rappresenta il segno più limpido del fatto che la Golden Age delle serie tv americane si è definitivamente conclusa. Imparagonabile, come plot, creatività, livello di scrittura e recitazione a DH, "Revenge" rispolvera uno degli archetipi di sicuro successo, assieme a quello di Cenerentola, nei manuali per sceneggiatori seriali: quello del Conte di Montecristo. Cioé il tanto di vendetta (Revenge) accettabile in una cultura “cristiana”. Il plot è elementare: Emily/Amanda, bella e giovane,  ritorna sotto falso nome agli Hamptons, dove vivono tutti i ricchi e cattivi che hanno concorso alla rovina del padre. Lei ovviamente è diventata più ricca e più spietata di oro. Però l’amore è in agguato ecc. La sceneggiatura è da daytime soap, mancano soltanto le camere da studio per dare l’effetto Beautiful. La voce fuori campo di Emily/Amanda, che incornicia le puntate, è tolta di peso (e malamente) da quella ideata da Marc Cherry per le ben più intriganti signore di Wisteria Lane.  Ma l’America della crisi non vuole più conflitti familiari, vuole vendetta. Anche scritta male. La fiction americana è in crisi di idee e, tanto per cambiare, di soldi. JJ. Abrams, apparso a  tutti qualche anno fa come il nuovo genio del seriale americano, ha inanellato una ciclopica serie di flop (compreso il triste finale di "Fringe"). HBO, che era in grado di spendere tantissimo per serie viste da pochi milioni di fighetti metropolitani oggi arranca sotto il peso dei vari Hulu, Netflix ecc. La risparmiosa Disney, proprietaria di ABC, dev’essere pazza di gioia nell’aver potuto sostituire, con successo d’ascolto, una serie impegnativa, costosa e rognosa come DH con una modesta soap girata in HD (con le luci calde sulla terrazza della casa di Emily che fanno a pugni con la vera alba dietro le spalle dei protagonisti, creando il mitico effetto facce rosse che alla BBC avrebbe comportato l’immediata decapitazione del direttore della fotografia). Dalle serie che raccontavano (ad alto livello) la crisi (come il capolavoro, misconosciuto, "Hung") alle serie che ne sono la conseguenza. Con qualche distinguo che tutti abbiamo in mente (inutile fare elenchi di “buoni”), adesso le vere luci arrivano dalla Gran Bretagna. Speriamo che prima o poi nasca una Silver Age anche per le serie americane. Speriamo in "Newsroom".
(Gregorio Paolini, 06.06.2012)

lunedì 5 dicembre 2011

NEWS - Tg Telefilm: i telefilm perdono "Dr. House" ma acquistano Ewan McGregor. E sotto l'Albero tutti a chiedere a Babbo Natale la tutina dell'Uomo di Lattice di "Americ Horror Story" (mai più senza!)
Dopo 170 episodi, il verdetto. "Dr. House" finisce qui, parola di Hugh Laurie. L’attore dietro il “mito claudicante” è al centro del Tg Telefilm di Bonsai TV che svela i prossimi passi della sua carriera: niente più televisione, niente più serialità, solo teatro, come autore e regista. Unica concessione al piccolo schermo? Il cimentarsi nella produzione di format televisivi…
Per la rubrica "Coming Next", colpaccio HBO: Ewan McGregor è stato scritturato per "The Corrections". L’attore scozzese, protagonista di "Trainspotting" e di "Moulin Rouge!" interpreterà il secondogenito di una famiglia disfunzionale, costantemente in bilico tra nevrosi, egoismi, malattie e stranezze assortite.
Inoltre bocciatura clamorosa per "Dexter" nella classifica "Top&Flop"e salvezza meritata per "Hung" dove tutti i nodi stanno venendo finalmente al pettine.
In più, come ogni settimana, curiosità, segreti e retroscena delle serie tv più attese, nel primo telegiornale completamente dedicato ai telefilm, presentato da Manuel Masi e giunto alla seconda stagione.

Tg Telefilm è realizzato da Bonsai TV. Ogni lunedì solo su www.youtube.com/bonsaitv.

Se hai perso le puntate precedenti, riveditele qui: http://www.youtube.com/show/tgtelefilm?s=1.

lunedì 7 novembre 2011


NEWS - So hoooot! Micol Ronchi, la coniglia di Chiambretti, accende la nuova puntata del Tg Telefilm dedicata in gran parte alle serie tv americane senza freni della domenica sera
Miss February di Playboy Italia. Playmate del mese su Playboy Argentina, Russia, Polonia e Croazia. Musa e coniglia di Piero Chiambretti in Chiambretti Night. Micol Ronchi è la special guest di Tg Telefilm di Bonsai TV, questa settimana alle prese con i “bollori” delle serie tv americane della domenica sera. "Dexter", "Hung", "Boardwalk Empire", virano infatti decisamente verso le luci rosse nel disperato (quanto focoso) tentativo di accaparrarsi il maggior numero di ascolti. In questa puntata, inoltre, focus sull’attrice Courteney Cox tra gli albori targati "Friends" e il futuro da produttrice delle serie "Skinny Girl" e "Ten Years". Per la rubrica "coming next" spazio a "2 Broke Girls" con l’arrivo nel cast di Marsha Thomason nei panni di una femme fatale e di Jennifer Coolidge che interpreterà il ruolo di un’affaccendata donna in carriera. Tempo di classifiche targate Subsfactory. Top&Flop questa settimana: salva a pieni voti il dark-fiabesco "Grimm", bocciato malincuore "Supernatural" e la sua crisi d’ispirazione. Inoltre, come ogni settimana, curiosità, segreti e retroscena delle serie tv più attese, nel primo telegiornale completamente dedicato ai telefilm, presentato da Manuel Masi e giunto alla seconda stagione. "Tg Telefilm" è realizzato da Bonsai TV. Ogni lunedì solo su www.youtube.com/bonsaitv.

giovedì 6 ottobre 2011

NEWS ESCLUSIVA - Tutte fuori di seno! Poker di toplessate nei telefilm "stelle e strisce" (Morena Baccarin in testa!): è la decadenza dell'impero seriale americano?
Che succede in America? E' curiosa la circostanza per la quale ben quattro serie d'Oltreoceano, nel giro di poco tempo, abbiano riacceso i motori o abbiano addirittura dato fuoco alle polveri proponendo scene di sesso spinto. Penuria di contenuti o facile richiamo per attirare più pubblico? Mentre non è accaduto in maniera così esplicita nella serie dalla quale ci si poteva aspettare tali "accelerazioni" di stile - "The Playboy Club" - chiusa dopo solo 3 puntate, mentre negli ultimi tempi scene così spinte te le potevi attendere da "Californication" o "Boardwalk Empire" (serie in cui hanno conosciuto la popolarità del web per le loro scene ad alto tasso erotico Eva Amurri e Paz de la Huerta), negli ultimi giorni è stato un florilegio di seni al vento e lenzuola stropicciate...In almeno un poker di titoli è successo quasi in contemporanea, rivelando che probabilmente non si tratta di una semplice coincidenza. Le serie e le rispettive interpreti "fuori di seno" sono in ordine sparso "Hung" con Rebecca Creskoff (nella prima puntata della terza stagione), "Dexter" con Kristen Miller (primo episodio della sesta stagione), "How to make it in America" con Margarita Levieva (prima puntata seconda stagione) e la puntata pilota di "Homeland" con una disinibita Morena Baccarin reduce da "V". Guardate e giudicate...

"HUNG" con Rebecca Creskoff

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"DEXTER" con Kristen Miller

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"HOMELAND" con Morena Baccarin

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"HOW TO MAKE IT IN AMERICA" con Margarita Levieva


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"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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