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martedì 10 marzo 2020

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"The Outsider", ultima perla della serialità "prestige"
"Da diversi anni, il modello di serialità tv di ci ha abituato a prodotti capaci di mescolare piani di racconto articolati e stimolare letture interpretative su più livelli. E un marchio di fabbrica consolidato al quale non pare sottrarsi nemmeno «The Outsider», l'ultima serie del broadcaster statunitense (Sky Atlantic). Adattamento dell'omonimo romanzo di Stephen King, «The Outsider» è un viaggio che dagli schemi classici del crime del fantasy-horror muove verso terreni d'indagine e introspezione sempre più sofisticati e complessi. Merito naturalmente del testo originale di un maestro del genere, ma anche del lavoro di Richard Price (uno degli artefici di «The Wire» per intenderci) come show-runner e di un cast equilibrato nel quale spicca Ben Mendelsohn nel ruolo del detective Ralph Anderson. L'innesco è quello classico di un poliziesco dalle tinte fosche: il ritrovamento del corpo di un bambino di undici anni orrendamente martoriato nei pressi di Cherokee City in Georgia. Le prove sembrano condurre a Terry Maitland (Jason Bateman), coach della squadra giovanile locale di baseball. II detective Anderson, che ha perso un figlio giocatore nella stessa squadra anni prima, arresta platealmente l'amico Terry, ma con il passare del tempo e l'emergere di nuovi dettagli comincia a mostrare segni di incertezza. E improvvisamente, nata come ordinaria detective story, la serie prende sentieri via via differenti, mentre una strana e oscura presenza si aggira nei luoghi della famiglia Maitland e la piccola figlia di Terry convive con visioni inspiegabili e irrazionali. «The Outsider» è solo l'ultimo tassello di una serialità cosiddetta «prestige» dove alle qualità estetiche del racconto e della sua resa si aggiungono elementi produttivi di alto proñlo. II risultato è una serie che muta continuamente faccia e a ogni evidenza costringe a rimettere tutto in discussione". (Aldo Grasso)

sabato 9 gennaio 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Bloodline" gioiello di Netflix
"Tra le serie originali realizzate da Netflix, la piattaforma online che è sbarcata in Italia un paio di mesi fa, c'è anche «Bloodline», un piccolo gioiello che ha avuto meno visibilità di prodotti come «Narcos» o «House of Cards», ma che merita una visione attenta. Al centro del racconto c'è la potente famiglia Rayburn: i genitori sono proprietari e gestori di un magnifico resort sul mare della Florida, mentre i figli adulti hanno scelto ciascuno la propria strada. C'è Kevin, appassionato di barche; John, detective di polizia, molto assennato e punto di riferimento per tutti i membri della famiglia; Meg, avvocatessa annoiata e inquieta. Ma il vero fulcro del racconto è Danny, la «pecora nera» di casa, dedito a traffici loschi e malvisto da tutti i familiari (fa eccezione solo la madre Sally, mossa dal senso di colpa per il suo fallimento come genitore). L'arrivo di Danny al resort dei Rayburn promette da subito guai: destabilizza gli altri fratelli, tra-smuta i loro caratteri, li spinge sull'orlo del baratro portandoli a compiere azioni estreme che mai avrebbero immaginato. I legami di sangue sono forti, ma il personaggio di Danny è un innesco potente, capace di metterli in questione, risvegliando nei fratelli e nel padre i demoni del senso di colpa e dell'ira per un mistero del passato. I creatori di «Bloodline», gli stessi di «Damages», hanno scelto di costruire il racconto in un modo originale, anche grazie alla libertà dai vincoli del palinsesto settimanale concessa da Netflix (il famoso «binge watching»): la prima puntata si apre con un'anticipazione clamorosa sul finale del racconto e i restanti dodici episodi sviluppano in modo lento e meditato il filo degli eventi che hanno condotto fino a quel punto. Oltre al fascino assolato dell'ambientazione, che pervade tutto il racconto, spiccano le prove eccellenti degli attori protagonisti, tutti perfettamente in parte, soprattutto Danny (Ben Mendelsohn)". (Aldo Grasso, 04.01.2015)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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