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sabato 25 marzo 2006

NEWS - Ultim'ora, David Hasselhoff di "Baywatch" condannato a stare lontano dalla moglie che lo accusa di violenze
Un giudice di Los Angeles ha ordinato all'attore David Hasselhoff, il protagonista maschile della serie 'Baywatch', di stare lontano dalla moglie, l'attrice Pamela Bach, dopo che quest'ultima lo ha accusato di violenze domestiche. La coppia ha avviato lo scorso gennaio le pratiche per il divorzio, dopo 16 anni di matrimonio, ma la Bach ha denunciato di essere stata vittima di violenze da parte di Hasselhoff in almeno un paio di occasioni. Il giudice ha ordinato all'ex 'bagnino' di Malibu di non avvicinarsi a piu' di 100 metri dall'abitazione dell'attrice, con l'eccezione dei momenti in cui puo' far visita alle due figlie adolescenti. Hasselhoff "nega categoricamente" tutte le accuse, ha detto un suo portavoce aggiungendo che la Bach "ha bisogno di aiuto psicologico". Dopo 16 anni di matrimonio, la Bach ha tuttavia inserito tra le carte del divorzio una serie di testimonianze su episodi di violenza fisica e verbale subite da parte dell'attore. Lo scorso dicembre, ha raccontato la donna, Hasselhoff la afferro' e la costrinse a salite un auto e in varie occasioni la chiamo' 'sgualdrina' e 'tossica' di fronte ai figli. Nel febbraio scorso, ha aggiunto, l'attore minaccio' di "entrarle in casa buttando giu' la porta con la macchina per rubarle i gioielli e venderli". Da uno che con una macchina ci parlava in "Supercar", del resto, ci si potrebbe aspettare anche questo. Ma ora la Bach può dormire sonni tranquilli: Hasselhoff la può vedere, come nella foto qui sopra, solo col binocolo.
NEWS - Borsino ascolti settimanali: "Roma" tiene, "Lost" e "The O.C." da boom, minimo scarto tra "C.S.I. - Scena del crimine" e "C.S.I.: New York"
A segnare gli ascolti settimanali sono i boom di "Lost" (ormai stabilmente sopra il 15% di share) e di "The O.C.", che con l'ultimo appuntamento stagionale ha registrato il 13.01% nel primo episodio e il 14.21% nel secondo. Nonostante le critiche e gli appelli a spostarlo in seconda serata, "Roma" tiene fondamentalmente il suo pubblico (oltre il 10% di share nel primo appuntamento, il 9.01% ieri sera). "Nip/Tuck" colleziona un buon 8.30% considerando l'episodio "rosso sangue" del disastro aereo con arti troncati, scuoiamenti di pelle e bruciature varie. Da notare altresì lo scarto minimo tra "C.S.I.: New York" (che giovedì scorso aveva ottenuto, nei 3 episodi conclusivi programmati, il 12.60%, l'11.78% e il 13.11%) e le nuove puntate del quinto ciclo di "C.S.I. - Scena del crimine" (questo giovedì, solo il 12.39% e il 12.83% per le due puntate d'apertura): merito del detective Taylor di New York o demertito di Grissom di Las Vegas?
NEWS - Al via da stasera su FOX la mini-serie "Battlestar Galactica", rivisitazione del telefilm quasi-cult del 1978
(ANSA) - ROMA, 24 mar - Da sabato alle 21 approda su Fox "Battlestar Galactica", la miniserie fantascientifica inedita in due episodi che narra dell' aspra lotta tra gli umani in guerra contro gli schiavi androidi Cylon. Remake di una famosa serie del 1978 (chiamata Galactica), e scritta da Ronald D. Moore, gia' veterano di Star Trek, Battlestar Galactica ha riscosso negli Stati Uniti un clamoroso successo di pubblico, tanto da risultare la numero uno tra tutte quelle andate in onda sul canale via cavo SciFi. "Battlestar Galactica" ha conquistato anche la critica e ha ricevuto l'importante riconoscimento della Visual Effects Society, che le ha assegnato un VES Award per gli effetti speciali visivi in aggiunta a due nomination per musica e plastici. La serie si apre con l'inaspettato incontro del rappresentante delle colonie umane nello spazio con la delegazione Cylon, che dopo quaranta anni si presenta nella stazione spaziale. E in quella stanza la portavoce dei Cylon pronuncia due sole parole: "E' iniziata". I Cylon hanno deciso di attaccare gli umani e annientare l'intera popolazione dei pianeti coloniali. Soltanto 48 mila persone, la maggior parte delle quali a bordo di astronavi, si salvano dallo sterminio. Tra queste navi superstiti vi e' la Battlestar Galactica. Comincia cosi' per i sopravvissuti la fuga dal sistema solare conquistato dai Cylon, e sebbene nessuno sappia dove trovarla o se davvero esista, le navi si dirigono verso quella che tutti chiamano la 13a colonia: il pianeta Terra. Al comando, a bordo della nave Colonial One, c'e' il nuovo presidente del governo coloniale, l'ex Ministro dell'Istruzione Laura Roslin (Mary McDonnell, gia' in Balla coi Lupi e Donnie Darko) che in seguito alle morti del presidente, del vice-presidente e di vari ministri si trova costretta a prendere le redini del comando e a vincere i dubbi che nutrono gli ufficiali militari. Tra gli altri personaggi spiccano il comandante William Adama (Edward James Olmos, il tenente Castillo di Miami Vice), uomo potentissimo ma tormentato da un difficile rapporto col figlio e il Dottor Gaius Baltar (James Callis, Il diario di Briget Jones), uno dei malvagi piu' atipici della storia televisiva, un uomo che, sedotto e stregato da una donna crudele, ha tradito la sua stirpe confessando segreti che non avrebbe dovuto svelare, un personaggio debolissimo e fortissimo allo stesso tempo. Nel dramma del genocidio della civilta' coloniale del pianeta Caprica e della fuga verso la Terra, si sviluppano le vicende umane dei vari personaggi e l'evoluzione psicologica degli androidi. (ANSA).

venerdì 24 marzo 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 - A giorni attivo il numero di telefono per la prossima edizione dell'unica manifestazione dedicata alle serie tv
Sarà attivo a giorni, probabilmente da lunedì 27 marzo, il numero di telefono dove poter prenotare i biglietti e chiedere informazioni del IV "Telefilm Festival", dal 5 al 7 maggio all'Apollo spazioCinema di Milano. Il costo dell'ingresso sarà di 30 euro per l'abbonamento di tutti e tre i giorni e di 12 euro per l'abbonamento giornaliero: entrambi gli abbonamenti permettono di assistere a tutte le proiezioni, a tutti i dibattiti e agli incontri, in tutte le sale, senza alcun limite. Su questo blog continui aggiornamenti ora per ora sul prossimo "Telefilm Festival".

giovedì 23 marzo 2006

NEWS - Piovono pietre su "Roma": chiesto lo spostamento del serial-peplum di Raidue in seconda serata
(ANSA) - ROMA, 23 MAR - Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, chiede "al direttore generale della Rai, Alfredo Meocci, e al direttore di Raidue, Antonio Marano, di prendere seriamente in considerazione la richiesta di far slittare fuori dalla fascia protetta, cioe' dopo le 22:30, la messa in onda della seconda puntata della fiction 'Roma', prevista per il prime time di domani sera". Una richiesta motivata dal fatto che "in questi ultimi giorni - spiega Marziale in una nota - l'Osservatorio ha continuato a ricevere sollecitazioni genitoriali in tal senso". Per Marziale, "la plurima riproposizione di amplessi brutali, la scurrilita' dei dialoghi e la violenza d'insieme della sceneggiatura mal si prestano alla visione di un pubblico in eta' evolutiva, non certo scongiurabile con la mera esposizione di una farfallina rossa. Oltre al rispetto dei Codici e delle leggi che lo hanno recepito esiste una questione morale legata al rapporto tv e minori che, nel tempo, ha finito per generare una sensibilizzazione sociale di massa alla quale, spero vivamente - conclude - la tv di Stato voglia tangibilmente aderire". (ANSA).

mercoledì 22 marzo 2006

TELEFILM FESTIVAL 2006 -
Al via dal 5 al 7 maggio a Milano la Quarta edizione dell'unica manifestazione interamente dedicata alle serie tv
Dopo le oltre 12.000 presenze dell’anno scorso, le oltre 40 anteprime europee e nazionali, nonchè il forte interesse a livello mediatico con oltre 200 giornalisti accreditati, torna anche quest’anno il “Telefilm Festival”. Si tratta del primo evento al mondo aperto al pubblico interamente dedicato alle serie tv. Sia quelle che hanno fatto storia diventando dei classici del nostro vivere quotidiano, sia quelle che vedremo prossimamente sui piccoli schermi nazionali. Un genere, quello dei telefilm, sempre più in auge e sulla bocca di tutti. La vera alternativa alla tv-trash, ha detto qualcuno, la vera televisione di qualità. Un genere che nel corso delle stagioni ha via via proposto eroi ed anti-eroi, modelli e modi di dire, tormentoni e guizzi innovativi. Spesso travalicando il piccolo schermo e incidendo nel costume e nella cultura. Sempre più sovente attirando l'attenzione di critici, sociologi, investitori e pubblicitari.

La quarta edizione, che si svolgerà il 5, 6, 7 maggio a Milano – nell’ambito dell' Apollo spazioCinema in Galleria De Cristoforis 3 – promette, sempre più, anteprime attesissime, ospiti illustri, retrospettive a tema, dibattiti ad hoc, incontri e confronti non solo per i fans.

Ricchissimo il menu offerto dal Quarto “Telefilm Festival” (http://www.telefilmfestival.it/), che anche quest’anno, al fianco dell’Accademia dei Telefilm - l'associazione culturale ideatrice e organizzatrice dell'evento - si avvale della prestigiosa collaborazione di “Tv Sorrisi e Canzoni”, a riprova dell’importanza e dell’unicità di una manifestazione che sa intercettare uno dei generi televisivi più amati di sempre e si pone come vetrina internazionale di gusti e tendenze.

GLI OSPITI

Molti i momenti da non perdere del IV “Telefilm Festival” di quest’anno, che vedrà tra gli ospiti già confermati due super-belli del genere seriale come Lorenzo Flaherty di "RIS" e l'amatissimo David Boreanaz di "Angel", nonchè protagonista del nuovo ed atteso "Bones". In attesa di conferme definitive: Raoul Bova, protagonista della sit-com "What about Brian", presentata in anteprima al "Telefilm Festival" e Kelly Rowan di "The O.C.", colei che interpreta Kirsten Cohen nel teen-cult di Italia 1.

LE PUNTATE INEDITE

Da segnarsi sull'agenda le anteprime delle puntate inedite di "The O.C.", "Smallville" (con le puntate-chiave in cui Clark Kent rivela la doppia identità di Superman e quella in cui compare Aquaman, personaggio che darà vita ad uno spin-off a sua immagine e somiglianza "bagnata"), "Una mamma per amica", del trittico di episodi finali del primo ciclo di "Lost" (in anteprima rispetto a Raidue) e l'anticipo delle prime del secondo ciclo, di "DR. House - Medical Division", di "Desperate Housewives", di "Angel", dell'attesa puntata-finale di "Six Feet Under" (non ancora trasmessa da Italia 1), di "ER - Medici in prima linea" (con la premiere della puntata-shock del disastro aereo che colpisce Chicago), di "Medium" (con l'imperdibile puntata girata in 3D: al pubblico in sala sarà distribuiti gli appositi occhialini per la visione), di "C.S.I.: Scena del crimine" (l'episodio diretto da Quentin Tarantino farà un certo effetto visto sul grande schermo!), del cross-over tra "C.S.I.: Miami" e "C.S.I.: New York", di "Alias", "One Tree Hill", "I Simpson" (con gli episodi mai trasmessi doppiati da Maria Grazia Cucinotta e da Giorgia).

LE ANTEPRIME

Come ogni anno, il "Telefilm Festival" diventa una sorta di vetrina internazionale sulle nuove tendenze e sulle nuove proposte seriali con molte anteprime nazionali ed europee. Tra le altre, spiccano: "Everybody hates Chris" (dall'8 maggio su Paramount Comedy, ogni lunedì alle ore 21.00), la sit-com più celebrata da critica e pubblico a "stelle e strisce" sull'adolescenza autobiografica anni'80 della star Chris Rock; il tris di serial-shock formato da "Book of Daniel" (il serial che in America è stato boicottato dalle associazioni cattoliche che vede protagonista un prete dipendente dagli antidolorifici con un figlio gay, la figlia tossicodipendente, la moglie alcolizzata e Gesù che gli compare in carne ed ossa), "Big Love" (che racconta la vita di un uomo poligamo che convive con tre donne, diverse per caratttere e fascie d'età, sotto lo stesso tetto), "Weeds" (la storia di una madre di periferia rimasta vedova che diventa spacciatrice di marijuana); i due serial più attesi dai giovanissimi, ovvero il cult paranormale "Supernatural" con Jensen Ackles e Jared Padalecki - i due idoli più osannati dalle teenagers non solo americane - e il thriller "Bones" con David "Angel" Boreanaz, quest'ultimo in arrivo al "Telefilm Festival" per la presentazione-anteprima; "Stacked", la nuova sit-com che vede il grande ritorno sul piccolo schermo di Pamela Anderson; "Prison Break", la serie al fulmicotone girata all'interno di un carcere di massima sicurezza. I telefilm d'attualità internazionale: "Sleeper Cell", la prima serie-evento sui terroristi islamici cresciuti in seno alla società occidentale; "Commander in Chief", il serial che vede Geena Davis nei panni della Presidente(ssa) degli Stati Uniti; "Over There", la prima serie ad essersi paracadutata in Iraq. E ancora: "Veronica Mars", il telefilm più amato da Stephen King; "My name is Earl", l'altra sit-com che ha messo d'accordo pubblico e critica in America; "Surface", la serie "ai confini della realtà" girata quasi interamente sull'acqua; la coppia di sit-com che vedono il ritorno di due ex "Friends", ovvero "The Comeback" con Lisa Kudrow e "Joey" con Matt LeBlanc; due sit-com "rosa" con due bionde da ridere, "Pepper Dennis" con Rebecca Romijn e "Courting Alex" con Jenna Elfman ("Dharma e Greg").

GLI INCONTRI

Sempre di grande richiamo gli incontri a tema del "Telefilm Festival" per confrontarsi su spunti classici, attuali o futuri del genere seriale.
Tra gli appuntamenti previsti nella quarta edizione della kermesse, emerge il confronto tra "Lost" e "L'Isola dei famosi", dal titolo provvisorio "Stessa spiaggia, diverso mare: le due isole televisive", ovvero le analogie e le differenze di linguaggio tra il telefilm e il reality-show che usano una stessa cornice "on the beach" ma diversi contenuti e svolgimento.
Atteso è anche il faccia-a-faccia in programma tra Lorenzo Flaherty, ovvero il Capitano Riccardo Venturi di "R.I.S.", e il suo alter ego francese, Jean-Pierre Michael protagonista del "RIS" francese nei panni del Capitano Marc Venturi.
Di stretta attualità l'incontro organizzato da Discovery Channel sul confine tra fiction e realtà, ovvero quando la prima si ispira alla seconda o quando la seconda è meglio della prima. Il network in onda sulla piattaforma SKY - canale 420 - non per niente propone nei suoi palinsesti la serie "Scene del crimine" (da giugno, ogni giovedì alle ore 22.00), ovvero tutte storie vere in cui si presentano i crimini così come sono avvenuti e le tecniche scientifiche usate per risolverli anche a distanza di anni. Il tutto al motto che il direttore di Discovery Channel, Claudio Scotto di Carlo, riprende per l'occasione da Mark Twain: "La realtà è più bizzarra della fiction".

LE RETROSPETTIVE

Come gli anni scorsi, una parte del “Telefilm Festival” sarà dedicata alle retrospettive. In pochi l'hanno notato, ma il premio Oscar Paul Haggis, vincitore quest'anno per "Crash" e l'anno scorso per "Million Dollar Baby", è cresciuto nella grande palestra delle serie tv americane. Addirittura, il suo debutto nella sceneggiatura è avvenuto nella situation-comedy "Giorno per giorno" nel 1975, per poi passare a scrivere i testi di due cult del piccolo schermo a "stelle e strisce" come "Love Boat" (1977) e "Il mio amico Arnold" (1978). Dopo essere stato dal 1987 autore del "Tracey Ullman Show" - uno dei programmi più popolari d'America - Haggis è stato l'ideatore del serial "Walker, Texas Ranger" con Chuck Norris (passato a più riprese su Retequattro), per poi cimentarsi nelle sceneggiature del telefilm legale "L.A. Law" (1994), del poliziesco "Due South" (1995), di cui è stato anche produttore, del tesissimo telefilm "EZ Streets" (1996) e della serie noir "Michael Hayes" (1997) con protagonista David Caruso. Nel 2005, subito dopo l'Oscar per il film "Million Dollar Baby", Haggis ha ripreso in mano le sceneggiature di "Walker Texas Ranger" per firmare un film per la televisione sempre con Chuck Norris. Al regista-produttore-sceneggiatore Paul Haggis, simbolo vivente di come i telefilm siano diventati ormai la culla dei successi cinematografici - in questo caso da Oscar - l'Accademia dei Telefilm dedicherà una retrospettiva dei suoi lavori seriali al prossimo "Telefilm Festival".

LE PREMIAZIONI

Top Seven. Nel corso del “Telefilm Festival”, saranno inoltre resi noti i risultati del Maxi Sondaggio sulle Serie Tv lanciato da “Tv Sorrisi e Canzoni” e dall’Accademia dei Telefilm per eleggere il “miglior telefilm della stagione”: una sorta di Oscar delle serie tv, dalla settima posizione alla prima, votate via sms dal folto pubblico dei serial tv.

La manifestazione “Telefilm Festival” è firmata dall’Accademia dei Telefilm, l’associazione culturale che si promette di promuovere la cultura dei telefilm in cinquant’anni di televisione in Italia.

Il “Telefilm Festival”, Mostra Internazionale delle Serie Tv, è nato nel 2003 dopo il successo del “Dizionario dei Telefilm” (Garzanti) – più di 15.000 copie vendute e di cui è uscita a dicembre 2005 la nuova ed aggiornata edizione allegata a "Tv Sorrisi e Canzoni" con oltre 10.000 aggiunte – nonché come espressione concreta e sul campo dell’Accademia dei Telefilm – associazione culturale che si promette di promuovere e tutelare la qualità delle serie televisive.

Non è un caso che gli ideatori e i direttori artistici del Festival siano gli stessi delle iniziative precedenti e dell’ultimo “nato”, il “Telefilm Magazine”, l’unica rivista interamente dedicata alle serie tv diretta da Antonio Visca.
Leo Damerini e Fabrizio Margaria spiegano: “dopo il Dizionario e l’Accademia, il Festival dei Telefilm è il passo successivo per raccontare un genere che da sempre ha caratterizzato la televisione, che conserva in sé quella matrice di cultura-pop che sarebbe piaciuta ad Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Un punto d’incontro che vuole essere l’occasione per celebrare questa fiction spesso sottovalutata, nobilitarla dal piccolo al grande schermo e renderla ancora più “pop” (nel senso di “popular”), “teletrasportarla” tra la gente suscitando discussioni, opinioni, ricordi. Un viaggio tra i telefilm del passato, del presente e del futuro: quelli che ci hanno emozionato e quelli che vedremo prossimamente, molti dei quali destinati a diventare supercult”.

Anche quest’anno Tv Sorrisi e Canzoni fa parte della squadra del “Telefilm Festival”. Il periodico leader in Italia nel settore dei televisivi - da sempre punto di riferimento per oltre 6 milioni di lettori, che ne riconoscono il prestigio e l’autorevolezza nel “raccontare”, prima e meglio di tutti, i programmi televisivi più amati – è particolarmente attento al fenomeno delle serie tv.

Per la produzione dell’evento, si è scelto di affidarsi a MN - agenzia di comunicazione e di Media Relation - posizionata efficacemente sul mercato nazionale grazie alla varietà di servizi offerti in diverse aree di interesse, dall’entertainment alle istituzioni passando per le aziende; a Marketing Factory, società di comunicazione e organizzazione di eventi che coordina la gestione del festival curando i rapporti con gli sponsor, con le case di produzione e con l'Accademia dei Telefilm; a The Culture Business – fanaticaboutfestivals - società specializzata in consulenze e servizi integrati per manifestazioni cinematografiche.

Il successo di questa manifestazione non sarebbe possibile senza il fondamentale supporto di Seven spa, che ha scelto con entusiasmo di aderire al progetto diventando main sponsor della manifestazione, al fine di coinvolgere il pubblico dei giovani, particolarmente attenti al mondo dei telefilm.

Ancora fondamentale il contributo ed il supporto dei principali gruppi televisivi, ed in particolare di Mediaset, Rai – Radiotelevisione Italiana, La7, SKY, FOX, Paramount Comedy, Discovery Channel, Jimmy.

martedì 21 marzo 2006

NEWS - "I Simpson" ancora in onda in Usa per due anni. A maggio 2007 il record del cartoon più longevo della storia, celebrato al prossimo "Telefilm Festival" di Milano
La famigliola gialla de "I Simpson" fara' parte del palinsesto televisivo ancora per un paio d'anni. L'annuncio e' stato dato da Fox, il network che da ormai diciassette stagioni mette in onda negli Stati Uniti le loro avvenuture. Diventata una vera e propria istituzione culturale, l'avventura dei Simpson raggiungera' il traguardo delle 400 puntate nel maggio del 2007, un record. Si tratta infatti della piu' longeva serie di cartoni animati mai trasmessa. Frutto della matita di Matt Groening, i Simpson sono ormai, in America e nel mondo, un'icona della cultura popolare e un recente studio ha dimostrato che l'americamo medio conosce meglio i nomi dei componenti della famiglia dei Simpsons che il contenuto degli emendamenti della costituzione, d'altra parte ogni nuova puntata della serie, trasmessa la domenica sera dall'emittente di Rupert Murdoch, e' seguita da una media di dieci milioni di americani che trovano affrontati nel racconto della vita della popolazione di Springfield tutti i temi della vita sociale americana, dalla politica, alla religione, dal capitalismo all'ecologia. Ma le celebrazioni della serie animata di Matt Groening inizieranno in Italia esattamente un anno prima, nel maggio 2006, nel corso del "Telefilm Festival" di Milano in programma all'Apollo Spazio Cinema. Dal 5 al 7 maggio, saranno infatti proiettate su grande schermo alcune puntate inedite del cartoon-cult di Italia 1, tra cui quella dove la cantante Giorgia doppia uno dei personaggi residenti nell'ormai leggendaria cittadina di Springfield.
NEWS - Pamela Anderson compra casa a Las Vegas con lo sconto. E la sexy-star sarà protagonista al prossimo "Telefilm Festival" con l'anteprima di "Stacked", il suo atteso ritorno in tv
Quanto l'abbia pagato non si sa, ma si sa che il prezzo di mercato s'aggira sui due milioni di dollari: Pamela Anderson, l'ex protagonista di "Baywatch", s'e' comprata un appartamento a Las Vegas, in un complesso di lusso in costruzione. Un investimento immobiliare stimato un miliardo di dollari, appena a ovest della celeberrima Strip, la via dei casinò. L'attrice ha scelto un'unita' 'piccola', con due stanze da letto di circa 200 metri quadrati e vista sulla Strip su tre facciate, a nord, sud ed est. Le notizie alla stampa le ha fornite Laurence Hallier, presidente della compagnia che costruisce le Panorama Towers. Il nome della mitica Anderson serve di richiamo pubblicitario al nuovo complesso, che ha ricompensato l'attrice con uno sconto sostanzioso. La sexy-star sarà al centro del prossimo "Telefilm Festival" di Milano, dal 5 al 7 maggio all'Apollo Spazio Cinema, dove sarà proiettata l'anteprima del suo atteso ritorno in televisione: nella sit-com "Stacked", la Anderson interpreta una ragazza di facili costumi che cambia vita per diventare una...libraia.
NEWS - Ascolti, "Lost" ancora oltre il 15% di share. E "Roma" non è per ora un flop come sostiene qualcuno...
I dispersi trovano il tesoro dell'Auditel sull'isola misteriosa. Al terzo appuntamento, "Lost" colleziona un altro ascolto sopra il 15% di share (15.97%, per la precisione), pari a quasi 4 milioni di spettatori (3.985.000). Sulla stessa Raidue però piovono critiche e prese di posizione sul serial "Roma" che ha debuttato venerdì scorso con il 10.1% di share: non certo un boom, ma neanche un flop come sostiene più di un giornale, anche calcolando l'ambientazione storica e una certa violenza diffusa che sicuramente distoglie il pubblico più familiare. Un quotidiano economico in edicola stamattina arriva addirittura a paragonare le varie fasce d'età dell'audience di "Lost" e "Roma" (che è un pò come mettere sulla stessa bilancia le mele e le angurie), scrivendo che "gli ascolti d'esordio di 'Roma' sono pessimi soprattutto paragonandolo al pubblico di 'Lost', dove il pubblico 'pubblicitario' (25-54 anni) di 'Roma' si dimezza: 19.2% per i naufraghi, 10.5% per i romani". Vorremmo vedere che fosse il contrario! Al di là degli errori storici e gli anacronismi che abbiamo riportato più sotto, verrebbe da concedere a "Roma" almeno l'Appello, non il pollice verso alla Cesare già al primo appuntamento...

lunedì 20 marzo 2006

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Basta recitare in bikini a 'Lost'!"

"Ogni volta che mi arriva un copione tremo, chiedendomi in quante scene dovrò apparire nuda o quasi. Le mie inquadrature senza veli, diciamolo, sono perlopiù gratuite, e per fortuna non mi hanno ancora assoggettato al nudo integrale nè mi hanno imposto di fare sesso con 6 uomini alla volta". (Evangeline Lilly, 20.03.06)
BOLLETTINO - Mrs. Felicity e le “pene” del trans
Nonostante l'Oscar sfiorato per l'interpretazione del transessuale Bree in "Transamerica" - per molti più meritevole di quella di Reese Whiterspoon in "Quando l'amore brucia" - Felicity Huffman conquista sempre più le cronache dei giornali. E sul Bollettino del "Telefilm Magazine" di marzo giunge la notizia fondamentale che vi riveliamo in esclusiva: sul set del film girato prima di “Desperate Housewives”, l’attrice ha indossato sotto i pantaloni un pene finto del costo di 12.95 dollari che lei ha soprannominato “Andy” in onore di un ex fidanzato della guardarobiera della pellicola che a suo dire era “dotato” di buonissimi argomenti…
(Articolo di Leo Damerini tratto dal Bollettino del "Telefilm Magazine" di Marzo)

domenica 19 marzo 2006

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Quella "Roma" piena di errori e anacronismi

"Di fronte a un prodotto come 'Roma', lo sceneggiato televisivo, si possono avere due punti di vista. Si può considerare con simpatia il tentativo di mettere in luce il carattere brutale dello stile di vita e della mentalità dell' antica Roma (il telefilm riguarda gli anni 52-49 a.C.). Ovvero manifestare sgomento di fronte alla massa di errori di fatto, anacronismi, confusioni, impostazioni erronee etc. che fanno di questo film un esempio insigne di disinformazione storica. Il primo punto non deve essere sottovalutato. C' è del vero nella resa estremamente realistica di quella brutalità diffusa. Una brutalità che si esprime innanzi tutto nella guerra, che in tanto sussiste ed è così pervasiva in quanto la guerra determina e permea di sé tutta la realtà romana. La guerra è lo strumento dell' arricchimento individuale e collettivo, è il pilastro della società schiavistica. E gli uomini che fanno innanzi tutto e sopra ogni cosa il mestiere delle armi sono animaleschi in ogni loro manifestazione e assassini in ogni loro comportamento. Del resto - come ricorda spesso Hanson nei suoi libri - nessuna guerra quanto la guerra degli antichi era una palestra di assassinio come pratica individuale, culminante nel corpo a corpo col singolo nemico nel corso della battaglia. Questo è reso bene nel film, e si iscrive in una ormai consolidata tradizione cinematografica (archetipo: Il gladiatore). Bene è reso il rapporto animalesco di questi guerrieri, anche di rango elevato (è il caso di Pompeo, nella prima parte di questo film), con il mondo femminile. E del peso - nonostante tutto - del mondo femminile nella vita romana il film cerca di dar conto, anche se, talvolta, in modi ingenui e quasi manualistici. Detto ciò, sorge la domanda: perché una produzione di questo genere, che potrebbe avere il merito di «sbrinare» il mondo «classico», di ricondurlo alle sue dimensioni effettive, di cancellarne l' odiosa monumentalità, deve poi essere macchiata di tante sciocchezze e invenzioni per quel che riguarda i dati di fatto? Perché tanta e così profusa ignoranza? È ridicolo che, sin dalle prime battute, venga detto e ripetuto che la lotta in corso, a Roma, nel 52 a.C., fosse tra patrizi e plebei. Non passa per la testa dell' autore della sceneggiatura, che da almeno due secoli vi era, al comando della Repubblica, una unica nobilitas patrizio-plebea. Tale nobilitas è, nel suo insieme, l' antagonista di quel proletariato militare legato personalmente ai potenti comandanti di legioni che sarà la base sociale del «cesarismo». Nel film la disinformazione storica è grande soprattutto quando si tratta della realtà sociale romana e delle ragioni e della dinamica della guerra civile cesariana. È surreale sentire il giovanissimo Ottaviano preconizzare, a tavola, che Cesare sarà costretto alla guerra civile perché «gli schiavi faticano fino a schiattare» e «i nobili si arricchiscono». Così, con mossa davvero imprevista, la posta in gioco della guerra civile diventa il riscatto degli schiavi! La ben nota controversia giuridico-costituzionale tra Cesare e il Senato viene presentata, contro ogni possibile fonte, in questi termini: Cesare vuole l' Illiria, ma il Senato gli contropropone di «accettare alcuni anni di esilio se non vuole essere proscritto». Siamo dunque di fronte ad un coacervo di sciocchezze. Di Cesare - che è già a Ravenna - viene detto che «passerà le Alpi» e marcerà su Roma. E Cesare, per parte sua, durante il «comizio» a Rimini di fronte alle sue truppe fedelissime, promette di gettare «la feccia pompeiana» «dalla rupe Tarpea»! Cicerone è una vera macchietta, e nel film è quasi un giovane. Egli è addirittura rappresentato mentre, in Senato, implora Marco Antonio di opporre il veto alle decisioni del Senato. Cosa non possibile per varie ragioni: tra l' altro perché in quelle drammatiche sedute senatorie dell' inizio gennaio 49 Cicerone non era nemmeno a Roma. E certo mai avrebbe agito a quel modo. Un' ultima notazione. La presenza di Azia, madre di Ottaviano, è letteralmente ossessiva lungo tutto il film. Non vi è alcun fondamento a sostegno di una tale centralità. Ma è decisamente ridicolo farne, tra l' altro, l' amante infaticabile di Marco Antonio. Divulgare errori è il peggio che si possa fare. È il più grande aiuto che si possa dare al conservatorismo culturale e alla difesa di tipo passatista dello studio degli antichi".
(Luciano Canfora, 18.03.06)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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