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giovedì 20 agosto 2015

NEWS - "Cancer sucks!": dopo "The Big C" un'altra serie racconta il tumore come valvola di sfogo per migliorare la propria vita ("Chasing Life", dal 4 settembre su Premium Stories")
Come sopravvivere al cancro, oltretutto scoperto in giovane età, è il messaggio di speranza e solidarietà che traspare da “Chasing Life”, in prima tv su Premium Stories dal 4 settembre (ogni venerdì in prima serata). Al grido di “Cancer sucks!”, la 24enne April Carver (Italia Ricci) è un giovane giornalista di Boston che alterna la sua vita in redazione con la madre vedova Sara (Mary Page Keller), la sorellina ribelle Brenna (Haley Ramm), nonché frequentando il collega Dominic (Richard Brancatisano). Il destino le riserva tuttavia un brutto ostacolo quando viene a scoprire dallo zio medico che ha il cancro. La serie ideata da Susanna Fogel, Joni Lefkowitz, già rinnovata per la 2° stagione, è basata sulla serie messicana “Terminales” di Ricardo Alvarez Canales. Laura Harring di “Mullholland Drive” e Edward Asner di “Lou Grant” compaiono da guest-stars. Su “Variety” Brian Lowry ha commentato: “è solo dal terzo episodio che la protagonista realizza la gravità della malattia e di come la sua vita possa e debba cambiare di fronte alla possibilità della morte. Anzi, inizia a vivere come se dovesse vivere un solo giorno. La sua prospettiva diventa intrigante, condita da una buona dose soap che non rende il tutto obbligatoriamente drammatico e fatale”.

sabato 5 maggio 2012


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl! 

Cathy is back. Per fortuna, verrebbe da dire. La mancanza di un’ottima serie come The Big C, stracult di oggi, si sentiva parecchio sul piccolo schermo, ancor di più quella nei confronti della magnifica Laura Linney. Non è un caso che lo show sia trasmesso da Showtime, network che negli anni ci ha regalato perle come Dexter, Nurse Jackie e Shameless. Dosando perfettamente la giusta quantità di humour e lacrime, la serie alterna momenti di forte intensità ad altri più leggeri, esorcizzando una malattia devastante come il cancro e infrangendo la maggior parte dei luoghi comuni per permettere al pubblico di riderci su.
Con i suoi atteggiamenti fuori dagli schemi Cathy fa sorridere, altre volte commuovere, spronando a riflettere, senza mai esagerare o rischiare di cadere nel melenso.
A metà strada tra il drama e la comedy, la serie rispecchia perfettamente lo stato d’animo della protagonista, guardando al cancro sotto una luce nuova, senza reagire in modo remissivo o arrendevole, ma prendendo invece il toro (in questo caso la vita) per le corna, cercando di cogliere al volo tutte le seconde chance che altrimenti andrebbero perse. Affrontando con una leggerezza solo apparente un tema scottante come quello del cancro, Cathy, donna dalle mille sfaccettature, riesce a far scorta di forza e coraggio per non di gettarsi nel vuoto, ma tentare invece il tutto per tutto pur di poter vivere il più a lungo possibile.

Nella serie australiana Miss Fisher’s Murder Mysteries, Essie Davis interpreta Phryne, una detective privata seducente e conturbante, con fare da diva e atteggiamenti provocanti.
Ambientata nella terra dei canguri negli anni Venti, la serie prende spunto dai romanzi di Kerry Greenwood e aldilà della magnifica scenografia, non può vantare nulla di più, e non esce dal rigido schema di un crime di bassa lega.
Gli intrighi che vedono coinvolta Phryne affliggono lo spettatore sin dal pilot, e affogano in un ritmo stagnante e incredibilmente lento. Le avventure sessuali/sentimentali della protagonista sono oltremodo stucchevoli e nulla lascia presagire che la situazione, in futuro, riesca a migliorare. La nostalgia per una detective vera come la mitica Angela Lansbury cresce di episodio in episodio, tanto che, alla fine della fiera, al centro di qualche omicidio, vorremmo ci finisse la stessa Phryne.
Almeno si risparmierebbe il titolo di stracotta della settimana.

sabato 14 gennaio 2012

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!



Stracult, senza alcun dubbio stavolta, l’irriverente Shameless US, l’ennesimo gioiello firmato Showtime, dopo perle quali Weeds, Dexter, The Big C e Homeland, solo per citarne alcuni. La serie, basata sull’omonima brittanica ideata da Paul Abbot, è partita questa settimana negli USA con la seconda stagione, che viste le premesse, promette fuochi d’artificio. Sullo sfondo di una Chicago suburbana, i protagonisti sono i Gallagher, una famiglia fuori dagli schemi, forse la più insolente, sfrontata, politicamente scorretta degli ultimi tempi sul piccolo schermo. Lo straordinario William H. Macy nel ruolo di Frank, padre alcolizzato e scapestrato, è circondato da un cast di attori altrettanto validi, a partire dai più giovani fino ad arrivare a volti noti del cinema, come Emma Rossin, nei panni della favolosa Fiona, e Joan Cusack. Cinica, dissacrante e spesso condita da un umorismo nero, Shameless è senza dubbio una delle migliori novità dello scorso anno, e l’inizio della nuova stagione, non fa che confermare le aspettative di pubblico e critica. Sul filo della dramedy, retta da una sceneggiatura solida e ben strutturata, con i 12 episodi previsti per il 2012 ha la possibilità di confermarsi punta di diamante nel network per questa stagione televisiva.

Vuoi scoprire qualcosa in più sui personaggi di Shameless US? Clicca qui! 


Stracotta della settimana, la (pseudo) sitcom targata Fox, I Hate My Teenage Daughter, per  nulla convincente e soprattutto poco divertente sin dall’inizio. Annie (Jaime Pressly, My Name is Earl) seria, cattolica e rigorosa, e Nikki (Kati Finneran) ex adolescente obesa e infelice, vogliono disperatamente recuperare il rapporto con le loro figlie teenager, due vere mean girls: popolari, viziate e capricciose, odiose come poche e stereotipate al massimo. Il confronto tra le due generazioni però, non regge e non fa ridere: troppe situazioni estremizzate e gag banali e dal punto di vista narrativo, il nulla.
L’idea alla base tutto sommato sembrava buona, ma la verità nuda e cruda è che le sceneggiatrici Sherry Bilsing e Ellen Kreamer
  non si sono rivelate capaci di creare personaggi interessanti ed esilaranti coi quali identificarsi: le quattro protagoniste non sono spiritose, non suscitano curiosità nello spettatore, né simpatia.
Di fronte a questa “sitcom” si resta impassibili, indifferenti e perplessi: mancano humor e cinismo, e soprattutto quel pizzico di coraggio che dia un senso al titolo, perché di quell’odio, non ce n’è neanche l’ombra! Ogni episodio si conclude con un melenso lieto fine con tanto di morale, e l’obiettivo di portare in scena i conflitti generazionali riletti in chiave comica, fallisce miseramente, perché di comico non c’è davvero niente. Una serie totalmente priva di personalità.

venerdì 15 luglio 2011

NEWS - Emmy Awards, i soliti noti alle nomination con qualche sorpresa (Timothy Olyphant, Martha Plimpton e Matt LeBlanc su tutti). Ben 3 nomination che contano per "Justified", solo una per "Game of Thrones"...
(ANSA) - LOS ANGELES, 14 LUG - Sono state annunciate a Los Angeles le serie televisive nominate per la prossima edizione degli Emmy Awards, gli Oscar della tv conferiti dall'Academy of Television Arts and Science. Gli attori Melissa McCarthy e Joshua Jackson hanno letto la lista degli attori e dei programmi che il prossimo 18 settembre si contenderanno gli ambiti premi. Lo show di punta della AMC, Mad Men, ha conquistato 19 nomination. La serie che vede protagonista l'attore Jonathan Hamm concorrera' nella categoria di miglior serie drammatica fianco a fianco con Dexter della Showtime, Game of Thrones, The Good Life, Friday Night Lights e la sorpresa dell'ultima stagione televisiva a stelle e strisce: Boardwalk Empire. Lo show con Steve Buscemi e' un percorso noir nella malavita di Atlantic City durante il proibizionismo. La serie e' la scommessa vinta di Terence Winter, gia' produttore dei Sopranos. Tra i telefilm comici si prevede una sfida a due tra Modern Family, che con l'attore Eric Stonestreet potrebbe aggiudicarsi anche il premio di miglior attore non protagonista. Per quanto riguarda il miglior attore protagonista, Steve Buscemi dovra' vedersela con Michael Hall di 'Dexter', Kyle Chandler di 'Friday Night Lights', Hugh Laurie di 'House', Timothy Olyphant di 'Justified' e Jon Hamm di Mad Men. Alec Baldwin potrebbe dominare la categoria di miglior attore in una serie comica con 30 Rock.

Ecco tutte le candidature agli Emmy Awards con le scelte, in rosso, di Telefilm Cult.

Outstanding Lead Actor In A Comedy Series
The Big Bang Theory • CBS • Jim Parsons as Sheldon Cooper

The Big Bang Theory • CBS • Johnny Galecki as Leonard Hofstadter
Episodes • Showtime • Matt LeBlanc as Matt LeBlanc
Louie • FX Networks • Louis C.K. as Louie
The Office • NBC • Steve Carell as Michael Scott
30 Rock • NBC • Alec Baldwin as Jack Donaghy

Outstanding Lead Actor In A Drama Series
Boardwalk Empire • HBO • Steve Buscemi as Nucky Thompson
Dexter • Showtime • Michael C. Hall as Dexter Morgan
Friday Night Lights • DirecTV • Kyle Chandler as Coach Eric Taylor
House • FOX • Hugh Laurie as Dr. Gregory House
Justified • FX Networks • Timothy Olyphant as Raylan Givens
Mad Men • AMC • Jon Hamm as Don Draper

Outstanding Lead Actress In A Comedy Series
The Big C • Showtime • Laura Linney as Cathy Jamison
Mike & Molly • CBS • Melissa McCarthy as Molly Flynn
Nurse Jackie • Showtime • Edie Falco as Jackie Peyton
Parks And Recreation • NBC • Amy Poehler as Leslie Knope
Raising Hope • FOX • Martha Plimpton as Virginia Chance
30 Rock • NBC • Tina Fey as Liz Lemon

Outstanding Lead Actress In A Drama Series
Friday Night Lights • DirecTV • Connie Britton as Tami Taylor
The Good Wife • CBS • Julianna Margulies as Alicia Florric
Harry's Law • NBC • Kathy Bates as Harriet "Harry" Korn
The Killing • AMC • Mireille Enos as Sarah Linden
Law & Order: Special Victims Unit • NBC • Mariska Hargitay as Detective Olivia Benson
Mad Men • AMC • Elisabeth Moss as Peggy Olson

Outstanding Supporting Actor In A Comedy Series
Glee • FOX • Chris Colfer as Kurt Hummel
Modern Family • ABC • Jesse Tyler Ferguson as Mitchell Pritchett
Modern Family • ABC • Ed O'Neill as Jay Pritchett
Modern Family • ABC • Eric Stonestreet as Cameron Tucker
Modern Family • ABC • Ty Burrell as Phil Dunphy
Two And A Half Men • CBS • Jon Cryer as Alan Harper

Outstanding Supporting Actor In A Drama Series
Game Of Thrones • HBO • Peter Dinklage as Tyrion Lannister
The Good Wife • CBS • Josh Charles as Will Gardner
The Good Wife • CBS • Alan Cumming as Eli Gold
Justified • FX Networks • Walton Goggins as Boyd Crowder
Mad Men • AMC • John Slattery as Roger Sterling
Men Of A Certain Age • TNT • Andre Braugher as Owen

Outstanding Supporting Actress In A Comedy Series
Glee • FOX • Jane Lynch as Sue Sylvester
Hot In Cleveland • TV Land • Betty White as Elka Ostrosky
Modern Family • ABC • Julie Bowen as Claire Dunphy
Modern Family • ABC • Sofia Vergara as Gloria Delgado-Pritchett
Saturday Night Live • NBC • Kristen Wiig as Various characters
30 Rock • NBC • Jane Krakowski as Jenna Maroney

Outstanding Supporting Actress In A Drama Series
Boardwalk Empire • HBO • Kelly Macdonald as Margaret Schroeder
The Good Wife • CBS • Archie Panjabi as Kalinda Sharma
The Good Wife • CBS • Christine Baranski as Diane Lockhart
Justified • FX Networks • Margo Martindale as Mags Bennett
The Killing • AMC • Michelle Forbes as Mitch Larsen
Mad Men • AMC • Christina Hendricks as Joan Harris

Outstanding Comedy Series
The Big Bang Theory • CBS
Glee • FOX
Modern Family • ABC
The Office • NBC
Parks And Recreation • NBC
30 Rock • NBC

Outstanding Drama Series
Boardwalk Empire • HBO
Dexter • Showtime
Friday Night Lights • DirecTV
Game Of Thrones • HBO
The Good Wife • CBS
Mad Men • AMC

lunedì 15 novembre 2010

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Le due televisioni sul nostro telecomando
Ormai esistono due televisioni, sempre più distinte e distanti. Quella di pancia e quella di testa. La prima va in onda sulla tv generalista: è quella delle risse nei talk-show, del voyeurismo da reality, dei bambini spacciati da cantanti adulti, delle fiction "santificate", dei funerali in diretta, dei pacchi scavicchiati con lacrimuccia, delle faccine da circostanza. Quella che fa spippettare Davide Maggio, tanto per intenderci. La seconda è quella che vola alta sul satellite e sul digitale terrestre: programmi tematici e, soprattutto, telefilm. La prima è da pugno nello stomaco, la seconda ti invita a riflettere. Le serie tv, in questo contesto, rimangono un'oasi felice e sempre più solitaria. L'Isola del tesoro. Viene da chiedersi retoricamente se chi guardi "Dexter" o "Mad Men" possa poi abbassarsi a guardare "Grande Fratello" o "Ti lascio una canzone". Se chi ormai guarda in contemporanea con l'America il finale di "Lost" o il lancio di "The Event" possa poi scanalare sulle Miss Italia di Milly Carlucci. In questo inizio di stagione, dati alla mano, sembra di no, guardando la significativa trasfusione di pubblico dalla generalista al satellite. Ancor più, i recenti flop di ascolti sulla generalista di "Lie to me", "The Mentalist", "FlashForward" e "The Big Bang Theory", la dicono lunga. Serie eccellenti rifiutate da un pubblico che si nutre di scazzi e schiamazzi fin dalle prime ore del mattino. E' come se la tv trash avesse generato i suoi anticorpi per rigettare il virus della qualità. Eppure sono i telefilm che tracciano la linea dell'originalità, che t'invitano a riflettere anche dopo il the end di puntata, con i suoi meravigliosi puntini di sospensione. La generalista, tanto per dire, ti incolla due puntate a botta, non lasciandoti il tempo. Il satellite ultimamente ci mette il suo, cambiando la "casa" di serial avviati su altri canali; Cielo, seppure in chiaro, ha scippato a Fox Retro parte dell'egemonia vintage; vengono lanciate in pompa magna anche serie chiuse dopo pochi episodi; è in atto una guerra a colpi di comunicati tra il satellite (Sky) e la generalista (Mediaset e Rai) sull'immobilità del sistema televisivo; la qualità d'Oltreoceano della nuova stagione telefilmica non pare sia eccelsa (a parte "The Boardwalk Empire" e "The Big C"). Nonostante le contingenze, il pueblo unido dei telefilm è più vivo che mai: è rincorso dai pubblicitari (i quali lo definiscono "attivo" rispetto al "passivo" che si nutre dei Pippi Baudi), è il core business delle promozioni dei "pacchetti", è quello che vede gruppi sempre più folti su facebook e twitter. E' quello ignorato dai giornali, che non hanno ancora compreso il suo valore di opinion leader: Natalia Aspesi su "La Repubblica" è arrivata solo oggi a segnalare il sorpasso della tv americana sul cinema - si veda L'Edicola di Lou - quando ormai si è a rischio di ri-sorpasso. Meglio piazzare in pagina le polemiche di Baudo che rifiuta Sanremo o le proteste sui bambini cantanti di Scotti e della Clerici. Nell'opinione pubblica italiana si ragiona ancora di pancia, con i numeri dell'Auditel (anche se non sono più quelli di una volta sulla generalista), con le polemiche create ad arte che si presume attirino lettori-spettatori, con gli orari sballati e i continui cambi di programmazione, con la proposta utopica di Antonio Marano - vicedirettore della Rai - di girare serie tv in inglese (quando la maggior parte degli attori del nostro paese dovrebbe imparare a parlare, perlopiù, in italiano...). Una rivoluzione sotterranea pronta ad esplodere, un bivio davanti al quale occorre prendere una decisione, fare una scelta, schierarsi. La tv di pancia o quella di testa: una scissione che al confronto la separazione di Fini e Berlusconi sembra un neo di Bruno Vespa.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Novembre)

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