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venerdì 13 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
"Il Cacciatore", modello seriale da esportazione che vince Cannes
"Non chiamatela fiction, per carità. Non chiamatela fiction: gli sceneggiatori, i registi, gli attori e i produttori hanno fatto del loro meglio per prendere le distanze. E non confondersi con la caterva di prodotti audiovisivi che sembrano fatti apposta per offrire materiale alla serie "Boris" (peraltro, l'unico esperimento riuscito di sit-com italiana, prima di "La linea verticale" diretto da Mattia Torre con Valerio Mastandrea). Non chiamatela fiction, per ripagare gli sforzi e per un motivo anche più nobile: solo in Italia — santino dopo santino, storia edificante dopo storia edificante — siamo riusciti a umiliare una nobile parola che altrove distingue le storie inventate dalle storie che non lo sono. Senza impegnarsi minimamente sulla qualità delle medesime. "La fiction è sugli stereotipi, la serie è sull'umanità", annuncia l'attore Francesco Montanari, appunto il "Cacciatore di mafiosi" (era il titolo dell'autobiografia di Alfonso Sabella, il magistrato del pool antimafia servito da traccia per il personaggio di Saverio Barone). Per interposti produttori, sceneggiatori e registi — le dodici puntate sono dirette da Stefano Lodovichi e Davide Marengo, premiato con il Flaiano nel 2011 per la terza stagione di "Boris", e al cinema applaudito per "Notturno bus"—vuol dire che "Il cacciatore" guarda a modelli internazionali. Oltre che alle serie italiane da esportazione: da "Romanzo criminale" (Francesco Montanari era il Libanese) a "Gomorra" e "Suburra". Viene citato Dante, in dialetto siciliano — il commissario Montalbano ha fornito un corso accelerato, neanche l'ombra dei sottotitoli — già nella prima puntata (la "selva oscura" va assai di moda, serve anche per il titolo dell'ultimo romanzo di Nicole Krauss, ex signora Jonathan Safran Foer, appena uscito da Guanda). Siamo nel 1993, dopo le stragi di Capaci e di Via d'Amelio, morto Giovanni Falcone e morto Paolo Borsellino. Chi già vorrebbe obiettare — "ma sempre mafia?" — prenda atto che le storie mafiose stanno all'Italia come il western sta agli Stati Uniti: una miniera inesauribile, troppo ricca per lasciarla sfruttare solo dai registi americani con il cognome italiano. "La piovra" ha aperto la strada, e l'ha lastricata di repliche. "Il cacciatore" va in onda su RaiDue dal 14 marzo scorso (con anteprima online su Raiplay, modalità già sperimentata con "La linea verticale"). Sulla via dell'esportazione, si è guadagnata la vittoria in concorso a Canneseries, prima edizione del Festival francese dedicato alle serie, dal 4 all'11 aprile. Sulla via del successo critico, viene celebrata da un articolo sul Post di Luca Sofri e uno su Wired. Non la chiameremo "fiction" (badando bene a non farci sentire fuori dall'Italia, dove la parola resta nobile). Abbiamo notato la fotografia non sciatta, le scritte in sovrimpressione che chiariscono allo spettatore chi è Giovanni Brusca e chi Leoluca Bagarella, e a quanto ammonta lo score dei rispettivi omicidi. Abbiamo notato il barile di acido, la violenza in montaggio alternato, l'autista Paolo Briguglia che deve mantenere la famiglia e altri lavori per chi è stato in galera non ce ne sono, il giovane che prova a fregarsene delle regole imposte dalla vecchia guardia, il magazzino-mattatoio. Alla voce "umanità contro stereotipi" arriva qualche interno bagnato di luce calda, con famiglia mafiosa che si scambia tenerezze (si pub far meglio). Da parte sua, il cacciatore di mafiosi è sempre rigido e compreso nella sua missione da compiere. Anche quando, da copione, dovrebbe scherzare". (Mariarosa Mancuso)

giovedì 22 dicembre 2011

NEWS - Più web series per tutti! Anche GAY.tv si lancia sui telefilm on line con un tris di titoli gayfriendly
Dalla comicità di Super G al drama di Anyone But Me fino alla lotta per i diritti gay di Ask a Family Gay, tre generi diversi per l’intrattenimento seriale di GAY.tv che dal lunedì al mercoledì propone dalle ore 17.00 le web series gayfriendly del momento arricchendo così la sezione video del magazine.
Il lunedì si ride con le avventure di Super Cane e Super Cicala ovvero i protagonisti di Super G, la web series prodotta da FlopTV, la web tv comedy di Fox Channels Italy. Francesco Montanari (Super Cane) e Riccardo De Filippis (Super Cicala) sono i Super G, una bizzarra coppia di supereroi divertenti e rigorosamente omosessuali con la missione di sconfiggere le forze del male grazie ai loro superpoteri. In ogni episodio i due improbabili personaggi devono destreggiarsi tra dubbi amletici e colleghi incompetenti. Scavalcando grattacieli in fiamme, disinnescando esplosioni galattiche e sconfiggendo pericolosi delinquenti, i Super G conquisteranno i cuori del pubblico di GAY.tv!
Martedì è, invece, il giorno della prima stagione del web drama Anyone But me, che ha già raggiunto 11 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. La serie racconta la storia di Vivian McMillan (Rachael Hip-Flores), una giovanissima sedicenne omosessuale, che è costretta a trasferirsi a Westchester nella casa della zia materna a causa della malattia del padre. Vivian tenta tra mille difficoltà di mantenere vivo il suo rapporto con la fidanzata Aster Gaston (Nicole Pacent) e nello stesso tempo cerca però di crearsi una nuova vita in un ambiente diverso da quello della città in cui era nata e cresciuta.
Mercoledì è la volta del factual Ask a Family Gay. Jay e Bryan sono una coppia gay che vive nel nord della California. Insieme ai loro due figli, Daniel e Selena, hanno deciso di mostrarsi su YouTube per raccontare la loro storia e lottare contro gli stereotipi e la discriminazione. Il loro obiettivo è quello di dimostrare, giorno per giorno, che una famiglia di genitori omosessuali non ha niente di meno rispetto ad una definita "tradizionale". Per far questo hanno deciso di mettere la propria everyday life in piazza anzi in Rete, e di far parlare le immagini, i figli e la loro quotidianità.
GAY.tv, proprietà di Xat Production, è passata da ottobre 2011 completamente sotto la gestione di YAM112003 (an Endemol Company). La raccolta pubblicitaria è invece affidata alla concessionaria tgadv.

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