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lunedì 7 marzo 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Mr. Robot", la serie più coinvolgente e trascinante 
"Confesso: da tempo non mi capitava di vedere una serie così coinvolgente e trascinante. Per giunta, una di quelle storie che vanno dritte al cuore dei media, là dove si addensa tutto il peggio e tutto il meglio della nostra «società trasparente», là dove ogni aspetto della vita del singolo sembra felicemente e incoscientemente prigioniero di una tela di ragno, tessuta da qualche entità tecnologica. Parlo di «Mr. Robot» (Mediaset Premium Stories, giovedì, 2L10). Scritta da Sam Esmail e interpretata da Rami Malek (entrambi sono di origine egiziana), la serie, come ha scritto il New York Times, è un cyberthriller «intriso di nichilismo pessimista on line sul capitalismo e la diseguaglianza. È la prima serie che elegge un hacker a protagonista, solitamente relegato sullo sfondo, facendolo diventare una versione 2.0 del Travis Bickle di Taxi Driver». Elliot Alderson è un esperto di sicurezza informatica e lavora per una ditta di cyber-security. Viene descritto come un sociopatico, paranoico e dedito alla morfina, convinto che i social media siano un «surrogato dell'intimità». Si vive come una specie di giustiziere della notte (uno dei tanti), pronto a smascherare trafficanti di pedopornografia così come ipocriti fidanzati di amiche e colleghe. L'unico modo che Elliot ha di interagire con gli altri è l' hackeraggio, entrare nei loro computer per cavarne le vite segrete. Un giorno Elliot viene avvicinato dal misterioso, enigmatico e anarchico Mr. Robot, che cerca di arruolarlo in attività clandestine contro il capitalismo... Al tema di grande interesse (ogni giorno la cronaca ci offre un dramma legato alla vorace attualità tecnologica) si accompagna una scrittura di rara efficacia. Rami Malek è bravissimo a interpretare un personaggio alla disperata ricerca di normalità la cui mente è popolata da fantasmi (da Steve Jobs a Lance Armstrong), da manie (il pesciolino rosso si chiama Qwerty), da riscatti sociali". (Aldo Grasso, 05.03.2016)

giovedì 3 marzo 2016

NEWS - "Mr. Robot" nell'olimpo! Al via stasera anche in Italia una delle poche serie con "quel qualcosa in più" degli ultimi anni (la più premiata della stagione con 7 premi deluxe) 
Fresca vincitrice di 2 Golden Globes – tra i quali quello di “miglior serie drama” –3 Critics Choice Awards, un Writers Guild of America e un American Film Institute Award, “Mr. Robot”, la serie-rivelazione dell’anno risultata altresì la più premiata della stagione, approda su Premium Stories dal 3 marzo. Oltre ai 2 Golden Globes (oltre a “miglior serie drama”, quello a Christian Slater quale “miglior attore non protagonista”) e ai 3 Critics Choice Awards (“miglior serie drama”, “miglior attore protagonista”, “miglior attore non protagonista”), “Mr. Robotsi è già aggidiucata quest’anno il prestigioso AFI Award – il premio cinematografico assegnato dall’American Film Institute – quale “Program of the Year” e l’altrettanto ambito WGA Award, il riconoscimento degli sceneggiatori della Writers Guild of America quale “Best New Series” della stagione. Sette statuette pesanti, tutte top, che rendono la serie la più premiata dell’anno.
Le bibbie tv “Entertainment Weekly” e “Tv Guide”, unite alla rivista trendy “Rolling Stone”, hanno eletto all’unisono “Mr. Robot” quale “miglior show televisivo della stagione” nei tradizionali numeri antologici del 2015. “Mr. Robot”, ideata dall’outsider Sam Esmail, è stata lanciata in patria con i claim detonanti “Our Democracy has been Hacked” e “F*CK the System!”. 
Racconta le vicende del sociopatico e paranoico esperto di sicurezza informatica Elliot Alderson (Rami Malek, candidato, oltre ai Golden Globes, anche ai prossimi SAG Awards e ai Critics’ Choice Awards 2016), il quale nasconde una doppia vita da solitario hacker giustiziere di estremo talento, pronto a smascherare trafficanti di pedopornografia così come ipocriti fidanzati di amiche e colleghe. Quando viene avvicinato da un misterioso anarchico insurrezionalista soprannominato “Mr. Robot” (Christian Slater) che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti – la F-Society - Elliot scopre che esiste chi come lui vuole liberare il mondo dai debiti con le banche o smascherare i corrotti delle multinazionali. Il principale obiettivo del gruppo sembra essere quello di demolire digitalmente e finanziariamente la più potente e famigerata multinazionale al mondo, la E-Corp, rinominata Evil Corp (azienda del male). Figlia del caso Snowden e del recente hackeraggio ai danni della Sony, strizzando l’occhio a Anonymous e Occupy Wall Street, “Mr. Robot” cavalca l’attualità della tecnologia, dello spionaggio digitale, della giustizia al limite dell’anarchia, della comunicazione social e della cyber-security. Tutti temi che hanno appassionato critici e pubblico americano (la serie è già stata rinnovata per la 2° stagione dopo i risultati esaltanti), consci che la serie non si rivolga ad un pubblico di tecno-esperti o specializzato: alla fine a venir fuori è il quadro di una società odierna e attualissima (multinazionali, governo, cospirazioni) che solo alcuni hanno la capacità di disvelare e rendere di pubblico dominio. Proprio per questo, il punto di vista della serie risulta super-partes: è il telespettatore a ponderare e a farsi un’idea. 
Così il “New York Times”: “è un’intrigante novità dove il cyber-thriller è intriso di nichilismo pessimista on line sul capitalismo e la diseguaglianza. E’ la prima serie che elegge un hacker a protagonista, solitamente relegato sullo sfondo, facendolo diventare una versione 2.0 del Travis Bickle di ‘Taxi Driver’”. Se per “Hollywood Reporter” “è un affascinante tripudio di pseudonimi e sotto-testi”, per “Variety” il serial “si candida ad avere ‘il personaggio più tormentato dell’ultima decade’ grazie a uno stupefacente Rami Malek, con atmosfere oniriche che ricordano il ‘Brazil’ di Terry Gilliam”.  Sul celebre sito critico “Rotten Tomatoes”, la serie è stata accolta con il record di 98% di consensi. Le riviste specializzate “Wired” e “Geek!” hanno gridato rispettivamente al “capolavoro” e al “Fight Club’ 2.0 della morale”, mentre “Rolling Stone” si è trovato d’accordo con “Tv Guide” e “Entertainment Weekly”: “è il miglior show televisivo della stagione”. 
Tra giugno e settembre, quando è stata trasmessa in America la serie, ci sono stati almeno tre attacchi informatici con ampia rilevanza mediatica che risuonano per certi aspetti nella trama: quello contro l’agenzia americana che conserva i dati dei dipendenti del governo federale (OPM hack); quello contro l’azienda italiana di software spia per governi, Hacking Team; e quello contro il sito di dating Ashley Madison, che addirittura è finito citato nella serie, in una sorta di preveggenza autoriale (era presente nello script, poi tolto, poi rimesso di corsa dopo che è avvenuto davvero un attacco al sito di incontri online). E non è un caso che l’ideatore Esmail, alla fine e all’inizio della stagione, sia andato su Reddit, il sito di riferimento delle comunità nerd/tech, a raccogliere commenti e domande. 
Sia l’ideatore Esmail che il protagonista Malek sono di origini egiziane.
Esmail spiega la genesi della serie, a metà strada tra il suo passato nerd e le sue origini: «Ero un nerd, stavo sul mio computer per tutto il tempo, ero un fan di Steve Jobs, ero ossessionato da lui. All'inzio sembrava contro Microsoft, poi un giorno l'ho visto insieme a Bill Gates e hanno unito le forze. Ricordo di essere rimasto tanto scoraggiato e disilluso. Penso che ci siano un sacco di continue delusioni quando si tratta dei nostri eroi, purtroppo. Tutti pensano fosse un grande uomo ma ha fatto i miliardi sfruttando i bambini. Tutto il mondo non è che un grande imbroglio. I social media agiscono come surrogato dell'intimità. Io sono egiziano e sono andato in Egitto subito dopo la Primavera Araba. Quella è sicuramente
stata una delle ispirazioni per la serie, perché l'intera Primavera Araba aveva a che fare con questa gioventù arrabbiata che era stufa del mondo e della società che gli stava intorno. La leva che avevano in mano sul controllo a cui la vecchia generazione li costringeva era proprio la tecnologia, e l'hanno usata. Hanno incanalato quella rabbia in qualcosa di veramente positivo e produttivo e questo ha davvero fatto la differenza».
Oltre a esserne l’ideatore, Esmail è altresì sceneggiatore, produttore esecutivo e regista di 4 episodi. Il logo della E Corp richiama quello della Enron, la tristemente popolare corporazione di Houston caduta in bancarotta fraudolenta nel 2001. Rami Malek è stato raccomandato a Esmail da Emmy Rossum di “Shameless”, all’epoca del casting fidanzata con l’ideatore di “Mr. Robot”. Mac Quayle compone la moderna colonna sonora. Le riprese sono state effettuate interamente a New York.

Viviamo tutti nella paranoia di qualcun altro”.
Elliot Alderson

lunedì 22 febbraio 2010

NEWS - E' un mondo Apple, bellezza! Rivoluzione in arrivo: gli episodi dei telefilm a 99 centesimi di dollari su iTunes
(ANSA) - NEW YORK, 22 feb - La Apple e' sul punto di raggiungere un accordo con due delle tre maggiori reti televisive Usa in vista della distribuzione via internet, a prezzi verosimilmente piu' bassi di quelli attuali, di serial e di programmi televisivi. Secondo il Wall Street Journal, la Apple, che il mese prossimo mettera' in vendita l'attesissimo table iPad, sta tentando di ottenere la possibilita' di vendere, attraverso il negozio virtuale iTunes, gli episodi dei serial televisivi a 99 centesimi di dollaro l'uno, la meta' del prezzo attuale. Un accordo sarebbe gia' stato raggiunto con il colosso Disney, cui fa capo la Acb, con serial di successo come le Casalinghe Disperate o Grey's Anatomy, oltreche' con la Cbs, la maggiore delle tre 'big'. Con la Disney non e' stato particolarmente difficile: Steve Jobs, il numero uno del colosso di Cupertino, e' il principale azionista individuale della casa di Topolino e siede nel suo consiglio di amministrazione. Non e' chiaro se ci sara' un accordo con la Nbc, il terzo colosso, che e' stato appena acquistato dalla Comcast, uno dei principali distributori via cavo statunitensi. Il ragionamento della Apple e' semplice: per ripetere in tv il successo ottenuto con la musica, occorrono prezzi bassi, in riga con i 99 centesimi per brano musicale. Le canzoni vendute su iTunes sono complessivamente quasi 10 miliardi, contro poche centinaia di milioni per gli episodi dei serial tv, piu' costosi. Una delle idee che la Apple sta studiando e' di vendere abbonamenti mensili di 30 dollari, molto meno cari rispetto a quelli onnicomprensivi delle tv via cavo. Spesso superano i 100 dollari, facendo in realta' pagare anche per le trasmissioni che uno non guarda mai. Le mosse della Apple stanno mettendo in fibrillazione i grandi distributori come la Time Warner Cable, che temono di perdere numerosi clienti. La Casa di Cupertino non e' l'unica a muoversi. Un protagonista come la Netflix (leader del noleggio di dvd a domicilio), ha iniziato a trasmettere in streaming via internet (e ha fatto accordi sia per la Xbox della Microsoft che per la Ps3 della Sony, sfruttandoli come hub), facendo concorrenza al cavo e preparandosi alla banda superlarga. Inoltre stanno avendo successo iniziative come Hulu, che appartiene alla NewsCorp di Rupert Murdoch, la Nbc e la Disney, e distribuisce gratis in streaming film e serial tv finanziandosi con la pubblicita'.

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