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mercoledì 5 settembre 2018

NEWS - Sette-te! Al via progetto per il settimo spin-off di "Law&Order": "Hate Crimes" (derivazione da "SVU")

News tratta da "Uproxx"+"Deadline"
NBC and Dick Wolf have made a habit out of ripping stories from the headlines and putting them on TV with landmark crime and justice procedural Law & Order. There have been six versions of the show over the years, and number seven seems perfect for life in 2018. Deadline reported on Tuesday that NBC is spinning off Law & Order: Special Victims Unit for a Law & Order: Hate Crimes series. Thought the original Law & Order went off the air in 2010 , Special Victims Unit is still going strong and still giving NBC new opportunities for Dick Wolf properties. According to Deadline, Law & Order: Hate Crimes will be a direct spin-off from the SVU universe. That show, which is entering a record-tying 20th season this year, will beget a 13-episode Hate Crimes narrative from Law & Order executive producer and creator Dick WolfThe show stays with what makes Law & Order great in the first place: dramatizing real-life events that are based in a much more dangerous New York City. 
Co-created with one of Wolf’s top lieutenants, former Law & Order: SVU showrunner Warren Leight, the latest Law & Order installment is based on New York’s actual Hate Crimes Task Force, the second oldest bias-based task force in the U.S. The unit, which pledges to uphold a zero tolerance policy against discrimination of any kind, works under the NYPD’s real Special Victims Unit and often borrows SVU’s detectives to assist in their investigations.
The new Law & Order series will be introduced as a planted spinoff from SVU, with the first incarnation of the new unit appearing in the latter part of the upcoming season of the Mariska Hargitay-starring series.
This is the seventh Law & Order property, following the original Law & OrderSVUCriminal IntentTrial By JuryLos Angeles and the True Crime anthology. NBC executives seem very excited to tie the series into the present day, speaking about the real-life rise in hate crimes across the country and increasing racial tensions in America. “As Law & Order: SVU enters its remarkable 20th season, it is exciting to get back into business with Dick Wolf on a new Law & Order incarnation that feels extremely timely,” co-president of scripted programming for NBC told Deadline. “Considering that last year there was a double-digit rise in hate crimes in our 10 largest cities — the highest total in over a decade — it seemed like this topic is begging to be explored.” Details about when exactly Law & Order: Hate Crimes hits the air were not announced, but don’t expect to see the franchise leaving NBC anytime soon.

lunedì 12 settembre 2016

NEWS - Una promessa o una minaccia? "Westworld" programmata per durare 5 anni...nel futuro!

News tratta da "Uproxx"
After a series of delays attributed largely to the production’s complex nature, HBO’s forthcoming television adaptation of the 1973 film Westworld is almost here. It’s one of the fall TV season’s most promising new shows, and if showrunners Jonathan Nolan and Lisa Joy can deliver, then it might be quite good. Maybe even Game of Thrones-good — an accomplishment HBO wouldn’t mind at all. And if Nolan and Joy’s recently revealed long-term plan for Westworld is any indication, that’s exactly what HBO wants.
Yes, Westworld‘s initial run consists of only 10 episodes, yet it seems plans have been drawn for at least five seasons. And as actor James Marsden explained to Entertainment Weekly, that’s just how the producers “operate”:
“[The delay] wasn’t about getting the first 10 done, it was about mapping out what the next five or six years are going to be… We wanted everything in line so that when the very last episode airs and we have our show finale, five or seven years down the line, we knew how it was going to end the first season — that’s the way Jonah and [executive producer J.J. Abrams] operate. They’re making sure all the ducks are in the row.”
That’s not to say that if HBO picks up Westworld for additional seasons, the show will simply “have a story that repeated itself” every year. As Nolan put it:
“We didn’t want the Fantasy Island version of this [where new guests arrive at the park every season]. We wanted a big story. We wanted the story of the origin of a new species and how that would play out in its complexity”
Until the series premiere Sunday, Oct. 2 at 9 p.m. ET on HBO, just imagine how maniacally happy Law & Order creator Dick Wolf is right now. The Westworld: Fantasy Island and Fantasy Island: Westworld spin-offs have potential.

lunedì 8 giugno 2015

NEWS - Mediaset-te-te! Da "The Big Bang Theory" all'eternità: confermato l'accordo di Mediaset di esclusiva per le serie tv di Warner e Universal fino al 2020
Perfezionati i nuovi accordi che assicurano al gruppo Mediaset in esclusiva per l'Italia i film e le serie tv delle due major ai vertici delle classifiche produttive mondiali: Warner Bros. International Television Distribution (fino al 2020) e NBCUniversal International Television Distribution (fino al 2018). Gli accordi prevedono circa 3.500 ore di prodotto Usa all'anno con 1.000 ore di titoli inediti e contengono un'importante innovazione: l'esclusiva a favore di Mediaset comprende tutte le modalità di visione e tutte le piattaforme distributive, tv free, tv pay (satellite compreso) e online in modalità lineare e on-demand.
Grazie ai nuovi contratti, tra i nuovi film in onda in prima tv esclusiva su Mediaset Premium si segnalano "American Sniper", "Interstellar", "Cinquanta sfumature di grigio", "Fast & Furious 7", "Jurassic World" e molti altri.
Oltre a serie televisive come "
The Big Bang Theory", "Arrow", "The Flash", "Person of interest", "Law&Order", "The Mentalist", "Suits", più tutte le novità previste nei prossimi anni.
Quanto alla forza delle library cinema, le due major sono titolari di brand globali come "Harry Potter", "Batman", "Cattivissimo me", "Ocean's Eleven", "Jurassic Park", "Troy", "The Bourne Ultimatum", "Mamma Mia" e "Fast and Furious", tutti disponibili per la tv free, la tv pay e lo streaming online. 
Dichiarazione di Jeffrey R. Schlesinger, president Warner Bros. Worldwide Television Distribution: «Siamo molto soddisfatti di questo nuovo accordo globale. Mediaset è nostro partner in Italia da molti anni e siamo lieti di poter proseguire un rapporto che vede i nostri contenuti avere grande successo sui canali del Gruppo. Questo nuovo accordo testimonia la forte popolarità dei film e delle serie tv di qualità Warner Bros. e conferma l'importanza dei nostri prodotti per il pubblico italiano».
Dichiarazione di Belinda Menendez, president NBC-Universal International Television Distribution & Universal Networks International: «Da molti anni abbiamo relazioni professionali eccellenti con il Gruppo Mediaset e siamo lieti di rendere la nostra partnership ancora più solida. I telespettatori italiani avranno a disposizione i migliori successi di NBCUniversal, non solo serie tv e blockbuster cinematografici ai vertici del gradimento attuale ma anche tutti i nuovi titoli in arrivo nei prossimi anni».
Dichiarazione di Franco Ricci, amministratore delegato Mediaset Premium: «Con gli accordi conclusi oggi, il gruppo Mediaset potenzia per qualità e quantità l'offerta di Mediaset Premium, pay tv leader nel calcio e non solo. Ma soprattutto conferma la volontà di investire a lungo termine in contenuti esclusivi, quelli che fanno la differenza tra offerte concorrenti, sia free sia pay sia di streaming online. Con questi accordi Mediaset si pone sempre più al centro degli interessi internazionali legati alla convergenza tra contenuti video e offerte broadband».

lunedì 24 novembre 2014

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Chicago PD" e la ripetizione del procedural che rassicura
"Quando un'idea televisiva funziona, e non accade troppo spesso, la si può replicare con minime variazioni. È questo il processo mentale che, a ogni stagione, conduce un sistema produttivo industriale come quello statunitense a inondare il mercato (e il tempo degli spettatori) di spin-off: un personaggio, un mestiere, una tecnica si ripetono in uno scenario mutato. Ormai il procedural, il caro vecchio genere poliziesco, adotta questa strategia con il pilota automatico: CSI è stato a Las Vegas, a Miami, a New York e tra poco sarà anche Cyber; NCIS da Washington va a Los Angeles e a New Orleans. La nuova serie Chicago PD (Premium Crime, venerdì, ore 21.15) è un'eccezione solo parziale: in questo caso, rispetto al telefilm di partenza Chicago Fire, resta stabile la città e cambia il mestiere dei personaggi: là vigili del fuoco, qui poliziotti di un'apposita unità di intelligence. Il collegamento tra le due serie è dato solo da alcuni personaggi minori e dalle loro relazioni private, familiari o di amicizia. Per il resto, tutto comincia da capo, senza troppi lacci e lacciuoli. Creata dal veterano Dick Wolf (già al lavoro su Hill Street Blues, e autore di Miami Vice, di Law & Order e dei suoi vari succedanei) e da Matt Olmstead, la serie è per il resto piuttosto classica, con tutti gli stereotipi al loro posto. Hank Voight (Jason Beghe) è un detective solo contro tutti, appena uscito di galera, forse corrotto o comunque compromesso.Attorno a lui la coralità di una squadra, con varie generazioni, gender ed etnie rappresentate: personalità diverse, impegnate nella stessa lotta contro un male sfuggente. Anche se il mondo rappresentato è impregnato di violenza, l'eterna ripetizione del procedural ci offre un approdo già conosciuto. E così, contro ogni previsione, ci rassicura". (Aldo Grasso, 21.11.2014)

mercoledì 20 febbraio 2013

NEWS - Clamoroso al Cibali! Chi guarda serie crime è più incline ad aiutare vittime di violenze (più "The Following" per tutti!)
(ANSA) - MILANO, 20 FEB - Gli amanti delle serie poliziesche e crime, come 'NCIS', 'CSI' o 'Law & Order', sono piu' inclini a intervenire per aiutare le vittime di aggressioni sessuali, rispetto a chi non le guarda. E' quanto ha rilevato una ricerca della Washington State University, pubblicata sul 'Journal of Health Communication'. Secondo lo studio, le serie tv di massimo ascolto possono essere un efficace strumento educativo per il pubblico sulle aggressioni sessuali e incoraggiare risposte positive. Una volta tema tabu', le violenze sessuali sono ormai sempre piu' rappresentate in questi telefilm. Secondo alcuni precedenti studi, ci sono circa sei atti violenti all'ora in questi telefilm, e circa un decimo e' legato a violenze sessuali. ''Guardare programmi dove almeno in alcuni episodi si mostrano passanti che intervengono prima che il crimine vada avanti, puo' aiutare'', spiegano i ricercatori che hanno studiato degli studenti universitari per capire il collegamento tra la visione di questi telefilm e la loro intenzione di intervenire durante le aggressioni sessuali. E hanno cosi' riscontrato una maggiore intenzione a intervenire. ''Si tratta di un risultato molto interessante - commenta Emily Garrigues Marett, una delle ricercatrici - perche' suggerisce che questi programmi tv possano essere uno strumento di successo per educare il pubblico su questo tema e incoraggiare comportamenti positivi''.

martedì 27 marzo 2012

NEWS - Kelli Giddish, da "Chase" al grande salto con "L&O: SVU" (RIP Meloni)
Cresciuta artisticamente nella soap opera "La valle dei Pini", Kelli Giddish ha debuttato da protagonista nella recente serie poliziesca "Chase" (partita su Premium Crime all'esordio del canale di Mediaset Premium). Nei panni della tosta detective Annie Frost è stata notata dal guru di "Law&Order", Dick Wolf, che l'ha voluta in "L&O: unità speciale" (Premium Crime, dal 28 marzo) insieme a Danny Pino nell'arduo compito di sostituire il personaggio di Elliot Stabler dopo la rinuncia di Christopher Meloni. Giddish, classe 1980, interpreta l'ambiziosa detective Amanda Rollins proveniente da Atlanta con tanto di diploma in psicologia forense. "Sul set ho trovato un ambiente molto familiare - ha spiegato l'attrice a "Tv Guide" - nonostante la perdita di Meloni sia stata vissuta come un lutto familiare, non ho avuto nessun timore a scegliere di sostituirlo e sono convinta che con l'energia e l'entusiasmo saprò conquistare la stima dei più scettici". (News tratta dalla Newsletter di Quimediaset.it)

lunedì 28 novembre 2011


NEWS - Alza la bandiera, Jennifer! La nipote di Missoni tiene alto il nome dell'Italia nei telefilm Usa (e nessuno ne parla, a parte il Tg Telefilm)
Si chiama Jennifer Goldie Diamante e di cognome fa Missoni. Nomen omen, verrebbe da dire, visto che è la nipote dello stilista Ottavio Missoni. Tuttavia la ragazza nata e cresciuta a Varese e poi espatriata in America si è fatta largo con le proprie braccia e le sue lunghissime gambe. Fin da ragazzina ha dimostrato un interesse spasmodico per l'equitazione e il pattinaggio su ghiaccio, gareggiando in entrambe le attività a livello agonistico, mentre l'esercizio fisico delle lezioni di danza jazz ha modellato il suo corpo fino alla perfezione. Dopo un passato da modella - è stata tra l'altro testimonial per due anni del profumo di Missoni - ha iniziato a 17 anni una carriera d'attrice attualmente in piena ascesa: da "Law&Order" a "Damages", da "Army Wives" al remake di "Melrose Place", da "Medium" a "Fringe", fino a "Royal Pains", "Gossip Girl" e "White Collar", i molteplici cameo seriali di Jennifer stanno tenendo alta la bandiera italiana a Hollywood (altro che Elisabetta Canalis!). Per chi non lo sapesse, è l'attrice italiana più intervistata sui tappeti rossi che contano nelle ultime stagioni (dagli Emmy Awards ai Golden Globes). Nel 2012 sarà curioso vedere l'attrice di buonissima famiglia al cinema in "Inferno", il film biografico incentrato sulla figura della pornostar Linda Lovelace, la protagonista del cult "Gola profonda". Al suo fianco nella pellicola, ci saranno Malin Akerman (nella parte dell'attrice a luci rosse al centro della pellicola) e l'ex pornostar Sasha Grey. Ad aprire le porte di Hollywood alla bella Jennifer, però, oltre al fascino indiscusso, è stata anche la perfetta conoscenza della lingua inglese imparata insieme al francese presso la Scuola Europea di Varese. Chapeau!

giovedì 3 aprile 2008

NEWS - FoxCrime, quando il crimine diventa di culto
(ANSA) - MILANO - Se la polizia scientifica e' diventata famosa quasi quanto una star del calcio e se nei bar tutti parlano, tra un cappuccino e un cornetto, di analisi del dna e impronte digitali e tutti si sentono esperti in grado di risolvere i piu' efferati crimini italiani, lo si deve di certo a una serie televisiva americana di successo come "CSI" e alla 'casa' dell'entomologo Gil Grissom e della sua squadra: Fox Crime. Il successo della serie sulla scientifica americana e' solo uno dei cavalli di battaglia del canale dedicato esclusivamente al giallo e al noir, che e' stato oggetto di un incontro, ieri, alla Triennale di Milano, 'Brand & quality fiction: il caso Fox Crime', organizzato dall'Universita' Cattolica nell'ambito della due giorni di studi sul futuro del piccolo schermo. Il meglio del genere, scelto e garantito da uno dei brand che in pochissimo tempo e' gia' diventato tra i piu' riconoscibili della tv, e' la ricetta del canale che dal 31 ottobre del 2005 ''e' diventato una garanzia di qualita' - ha sostenuto il giallista Sandro Dazieri -, come la collana dei gialli Mondadori''. E' infatti grazie alla tv che i generi giallo e noir stanno vivendo una nuova giovinezza con alcuni serial ''capaci di innovare come la letteratura non fa piu' da tempo'', ha spiegato lo scrittore. La carica innovativa dei big delle serie tv americane (da "CSI" a "Law & Order", fino a "Dexter" e "Criminal minds"), vero zoccolo duro della rete, e' stato mescolato alle produzioni italiane (Commissariato e Le chiavi del mistero e i Classici del mistero delo scrittore Carlo Lucarelli), ai documentari, alle serie cult del passato e a quelle europee inedite nel nostro Paese. La creazione dello staff di Fox Channels Italy e' un perfetto esempio del nuovo cammino che il piccolo schermo sta intraprendendo. ''Nell'impero della televisione generalista - ha affermato il docente e critico Aldo Grasso, moderatore dell'incontro - i muri della periferia si stanno sgretolando e stanno arrivando i 'barbari', pero' questa volta tecnologici''. Il successo e' ormai consolidato: la rete del giallo e' il primo canale per ascolti della piattaforma Sky e terzo nella fascia oraria del 'prime-time' (dopo lo sport e il cinema) e dall'Italia la formula Fox Crime e' stata esportata in Bulgaria, Portogallo, Russia e Asia. Il pubblico della rete e' in prevalenza femminile (il 60%), con un'eta' medio-alta (il 24% tra i 35-44 anni, il 21% tra i 55-64 e il 20% oltre i 65) e appartiene a una classe agiata.

mercoledì 30 gennaio 2008

NEWS - I rinforzi di "Private Practice" e "Law&Order"
David Sutcliffe (già nel cast di "Una mamma per amica") è stato ingaggiato per rendere più bollenti le gesta d'alcova della Dottoressa Montgomery (Kate Walsh) in "Private Practice", lo spin-off californiano di "Grey's Anatomy". Sutcliffe, reclutato per almeno un poker di episodi nell'uniforme del poliziotto Kevin Nelson, aveva già lavorato con la Walsh nel film del 2003 "Sotto il cielo della Toscana". Anche "Law&Order", la serie più longeva della tv americana, tra le poche ad andare avanti a girare nonostante lo sciopero degli sceneggiatori, fa campagna acquisti e inserisce nel cast Jeremy Sisto, ex di "Six Feet Under" ed ex fiamma di Reese Whitherspoon: indosserà il trench del detective Cyrus Lupo.
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")

sabato 19 gennaio 2008

NEWS - Da oggi ci meritiamo un bel Premium: sul digitale terrestre le anteprime di "Gossip Girl", "Bionic Woman" e le nuove puntate di "Dr. House"
Montecarlo (Adnkronos) - Mediaset lancia Premium Gallery, la nuova offerta di tv a pagamento di Mediaset Premium, e sfida Sky. La programmazione sul digitale terrestre iniziera' oggi, sabato 19 gennaio, a partire dalle 13.30, con film in anteprima e serie televisive per oltre 3 mila ore l'anno di prodotto tv. "Premium Gallery e' una grande novita' per il pubblico televisivo -ha detto Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del gruppo Mediaset, presentando a Montecarlo la nuova offerta- offriremo 3 nuovi 'mondi' con il meglio del meglio del prodotto Usa, ma non solo.
Premium Gallery e' un concentrato di qualita"'. E con gli accordi validi 4 anni siglati con Warner e Universal Mediaset sfila a Sky una fetta di mercato. "Senza questi prodotti -ha sottolineato Marco Leonardi, direttore del Digitale Terrestre di Mediaset- Sky perde ogni anni 250 film, cioe' il 30-35% del prodotto pregiato, e 185 stagioni di serie televisive, oltre il 40% della programmazione". Ma con Sky e' anche in corso una trattativa per trasmettere su satellite tutti i contenuti di Premium Gallery. "L'obiettivo di Mediaset attraverso Premium -ha spiegato Pier Silvio Berlusconi- e' di diventare editori per il maggior numero possibile di piattaforme. Per Premium Gallery ci sono trattative in corso con Sky e i maggiori operatori di banda larga. La trattativa e' a buon punto, ma ci sono ancora questioni sostanziali da risolvere. Ci sono continuamente incontri e a breve incontrero' James Murdoch". In ogni caso se non si dovesse trovare un accordo, ha detto il vice presidente di Mediaset, "questi contenuti saranno visibili solo su Premium. Non vogliamo fare una guerra al massacro, ma farci concorrenza cercando di convivere sul mercato. Anche se e' sempre piu' difficile". Trattative in corso anche con i principali operatori su banda larga: Telecom Italia, Fastweb e Tiscali.

Un mese di offerta di Premium Gallery costera' 8 euro e i programmi non saranno interrotti dalla pubblicita'. "Faremo pubblicita' -ha spiegato Pier Silvio Berlusconi, ma poca e di qualita' e senza mai interrompere i programmi". Marco Giordani, ad Rti e responsabile finanziario di Mediaset, ha sottolineato che "oggi sul digitale terrestre abbiamo 2,2 milioni di clienti con una spesa media di 50 euro. Nel 2010 puntiamo a 3 milioni di clienti e a far crescere la spesa media a 100 euro. Pensiamo di raggiungere il break even nel 2010". Intanto nel 2007 il fatturato del digitale terrestre di Mediaset e' stato di circa 200 milioni di euro, con una crescita del 70% sul 2006. L'offerta di Premium Gallery e' articolata su tre canali: Joi, Mya e Steel.


Joi, il canale "centrale", pensato per tutti, e' il mondo dei grandi classici e dei blockbuster del momento. Fra i film che verranno trasmessi King Kong, The Prestige, Inside Man, Intrigo a Berlino e Ocean's 13. Fra le serie, la quarta stagione, in anteprima assoluta, del "Doctor House", "Law and Order", "Without a trace", "Monk" e "Cold Case".
Mya e' dedicato al mondo delle emozioni, per un pubblico prevalentemente femminile e giovane. Fra i film in programma L'amore non va in vacanza, Orgoglio e Pregiudizio, American Dreamz, Volver e fra le serie "Gossip Girl", "Men in Trees", "The Closer", "Gilmore Girls" e "The O.C.".

Steel, brand di Nbc Universal, e' il canale dell'azione, del mistero e delle passioni forti. In programma film come White Noise, I figli degli uomini, The fast and the furious e 300. Fra le serie "Day Break", "Big bang Theory" e "Bionic Woman". Inoltre, in esclusiva in Italia, Steel ospitera' lo spazio Sci-Fi, il brand della Universal dedicato alla fantascienza e all'ignoto. I tre canali sono in onda 24 ore al giorni anche in versione"+1", con il palinsesto slittato in avanti di un'ora.

martedì 10 luglio 2007

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
Pagina a cura di Leo “Grant” Damerini, tratta dal "Telefilm Magazine" di Luglio

CORRIERE DELLA SERA
"Ugly Betty", capolavoro d'arte moderna
"«Il diavolo veste Prada», certo; la favola del brutto anatroccolo, certo; la telenovela colombiana «Betty la cozza (Yo soy Betty la fea)», certo. Qualche altro riferimento colto? Non è difficile trovarlo. Sta di fatto che «Ugly Betty» la sitcom creata da Salma Hayek, incrocia alcune grandi questioni sociali del presente: il tema dell' integrazione e della diversità, il mobbing, la terribile vita d' ufficio, sempre così spasmodicamente alla ricerca della vittima sacrificale («la capra espiatoria» dice Betty); il duro confronto con la categoria metafisica delle «stronze». E le svolge con grande umorismo, persino con un vago senso del mistero (sullo sfondo c' è un terribile segreto che a poco a poco si svelerà). Nonostante il suo aspetto poco attraente (sancito dal più spietato dei finti complimenti, «bella dentro»), Betty (America Ferrera) riesce a farsi strada nel mondo della moda. [...] «Ugly Betty» ha la grazia del tragicomico, strappa risate puntando sull' effetto «fuori luogo» (la ragazza è il classico pesce fuor d' acqua: incapace di accostare i colori, veste in vistoso ritardo abiti da bancarella anni Settanta-Ottanta, e non si fa mancare gli occhiali spessi, l' apparecchio ai denti, qualche chilo in esubero), ma regala anche aiuti terapeutici a chi non ha risolto i suoi problemi con le cravatte sbagliate, con la stronzaggine dei compagni di lavoro, con l' inferno del cosiddetto look. Betty è talmente brutta da sembrare un capolavoro dell' arte moderna".
(Aldo Grasso, 20.05.2007)

IL DOMENICALE
Impara l'arte e mettila nei telefilm
"Oggi sembra che la funzione culturale sociale l’abbiano ereditata le fiction. Che sono un anello in più nella catena evolutiva della comunicazione che dall’affresco e tramite il libro ha portato fino alla Settima Arte. La fiction di cui parlo è quella televisiva, per qualità e budget non inferiore al cinema (e perciò quasi sempre americana), serializzata su lunghe o lunghissime scadenze: di 'Lost', per esempio, abbiamo saputo che terminerà nel 2010; 'E.R.' già tredici stagioni e non accenna a smettere. Se è concepita e realizzata al meglio, come spesso accade, la fiction possiede alcune caratteristiche che la portano oltre il cinema. Il succedersi degli episodi fa sì che i personaggi si approfondiscano e si precisino: impariamo ad amarli davvero perché lungo il tempo li vediamo con pregi e difetti, con vittorie e sconfitte. Sono come noi e con noi e assai più vicini a noi degli eroi cinematografici. Questi nostri eroi quotidiani – fittizi ma plausibili, costruiti con finissimo cesello di sceneggiatura – s’imbattono spesso in momenti assolutamente topici dell’esistenza, gli stessi che potrebbero accadere – accadono – a tutti: la nascita, la morte, il dolore, il piacere, l’innamoramento, il diso­no­re, il tradimento. E in problemi umani e sociali altrettanto crudi: come – cito da episodi recenti di fiction famose – la morte violenta di un compagno di lavoro ('Ncis'), la scelta etica se far vivere o morire un malato ('Dr. House', 'E.R.', 'Lost'), l’arresto immotivato di un parente per motivi legati al terrorismo ('The Practice'), la tortura di un prigioniero ('Lost'), l’eutanasia attiva ('E.R.', 'Hou­­se'), la pedofilia “motivata” e la clonazione ('The Practice'), le sevizie contro deboli e innocenti ('Senza traccia', 'CSI', 'Law & Order'), la pratica della medicina per scopi mercenari e illeciti ('Law & Order', 'Nip/Tuck'), la corruzione “a fin di bene” ('The Shield'), i rapporti occasionali, sadici, multisessuali ('Nip/ Tuck', 'Sex & The City', 'Desperate Hou­se­wi­ves'), la vita e la morte e la guerra nelle zone indigenti del mondo ('E.R.'), gli scontri generazionali, sessuali, razziali ('House', 'Law & Or­der', 'The Practice'). Per rispondere a interrogativi più grandi di noi e di loro, molte di queste fiction scelgono, con tutta evidenza, la via pragmatica. Ovvero: proprio perché a dover fronteggiare quelle situazioni sono personaggi amati, alla fin fine qualsiasi decisione prenderanno, perfino la non decisione, potrà essere giustificata, se non condivisa, dagli spettatori. L’enorme forza di questa prospettiva di narrazione fa sì, tuttavia, che essa possa costituire un buon veicolo per suggerire scelte azzardate su tematiche scottanti. Su questa strada infatti alcune fiction si spingono abbastanza spesso. Ma sempre con cautela, com’è testimoniato dalla presenza, in episodi successivi, di scelte opposte davanti a situazioni analoghe: lo si nota per esempio in 'E.R.', che nel frenetico intrecciarsi di personaggi e situazioni riesce facilmente a mantenere un profilo variegato senza pagare pegno alle contraddizioni. E in 'Dr. House', dove le scelte problematiche possono esser fatte rientrare nella fisionomia problematica del protagonista. Qualche lettore starà chiedendosi se questo sia un problema culturale, etico. La mia risposta è ambivalente. Molte fiction sono politicamente e culturalmente “fredde”: si preoccupano soprattutto di non scontentare il loro pubblico. E, dunque, malgrado scelte formali magari clamorose, sostanzialmente rimangono ancorate a una idea di uomo il più possibile condivisa. Che mentre certe volte consente eccessi e prese di posizione ardite, al tempo stesso li attenua con la propria “umanità”. Può accadere, però, e accade, che certe fiction siano ideologicamente condizionate. Sì, esistono gruppi di pressione, politico-culturali (ma anche industriali), che sovvenzionano e pilotano narrazioni cinematografiche e televisive; sarebbe strano il contrario. Tuttavia è ancor più frequente e forte il condizionamento “ambientale”: com’è stato dimostrato anni fa (riprendo considerazioni argomentate negli Usa da Martha Nuss­­baum e in Italia da Armando Fumagalli), ha del clamoroso verificare quanto poco ciò che la maggior parte di produttori, registi, sceneggiatori e attori di Hollywood pensano sull’amore, sulla famiglia e su altre dimensioni del vivere comune coincida con ciò che su questi temi opina la maggior parte della popolazione americana. Alla fin fine lo sceneggiatore può piegare qualsiasi storia alle sue personali convinzioni. Esattamente come il pittore, il narratore, il romanziere. In questo c’è libertà e potenza creativa. Ma il giudizio dello spettatore, come sempre, verterà sulla qualità del “fattore umano”, oltre le incastellature tendenziose che non mancano. Come non mancano i vicoli ciechi, gli espedienti fumosi, le cadute di tono (dispiace addebitare proprio all’amato 'Lost' questi tre difetti). Se a tutti noi, da spiriti liberi, viene chiesto di contribuire a rendere il mondo più umano e migliore tramite le parole e l’esempio, c’è da augurarsi che sempre più fiction siano molto umane. E che non contrabbandino merce avariata mascherandola con belle forme. Giotto ed Esopo non l’hanno mai voluto fare".
(Giuseppe Romano, 19.05.2007)

EUROPA
W Betty, W la Tv!
"Ugly Betty è eccessiva, sfuggente, complessa come pochi telefilm sanno essere. Non ha confini, è straripante, non omologata. E' un patchwork di stili discordanti. E' alta tv che blobbizza tutta l'altra tv. Anzi, Betty è la tv: fuori luogo, brutta, intelligente, ingenua, trash, determinata, enorme, colorata, fastidiosa, dolce. Di tutto e di più, eppure irresistibile e affascinante. Mentre altre algide muse (pittura, cinema, letteratura...) cercano un equilibrio ormai impossibile, Betty (la Tv) si distingue per eccesso, e ci si rispecchia a suo modo. W Brutta Betty, W la Tv".
(Stefania Carini, 22.05.2007)

sabato 16 giugno 2007

NEWS - Becki Newton, da "Ugly Betty" al cinema
Dopo anni di comparsate in telefilm come "Streghe", "Law&Order" e "Cold case", è giunta l'ora del successo anche per Becki Newton, colei che in "Ugly Betty" su Italia 1 interpreta l'odiosa segretaria Amanda. Ex testimonial della Nike ed ex musicista, forte di una laurea in Storia europea, l'attrice oggi trentenne sogna di portare in televisione la storia che ha scritto su una donna di potere del piccolo schermo. Nell'attesa, debutterà al cinema in "August Rush" al fianco di Robin Williams, Jonathan Ryhs Meyers e di un'altra collega che deve la fama ad una serie tv: Keri Russell di "Felicity".
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "TU")

martedì 6 marzo 2007

NEWS - Su FoxCrime le puntate inedite di "CSI: Scena del crimine" e al via "Conviction" di Dick Wolf
(ANSA) - Torna 'CSI - Scena del Crimine': la settima stagione andra' in onda in prima visione assoluta per l'Italia su FoxCrime dal 22 marzo con 23 episodi di un' ora l'uno. E da aprile debutta il nuovo legal drama 'Conviction'. Grande novita' di questa stagione e', a partire dall'undicesimo episodio, l'uscita di scena, solo momentanea, di Gil Grissom (William Petersen) che decide di lasciare la squadra CSI per dedicarsi all'insegnamento e per allontanarsi da Sara. Ma chi lo sostituira' nel frattempo? Michael Keppler (Liev Schreiber, The Omen e Il giovane Hitler), un agente della East Coast in cerca di una nuova opportunita' a Las Vegas. Ma questa non e' l'unica novita' di questa stagione, il nono episodio sara' infatti impreziosito dalla partecipazione di una guest star d'eccezione. Fara' infatti la sua comparsa un mito del rock, Roger Daltrey, cantante del gruppo The Who e da anni la voce delle sigle di apertura di tutti e tre i CSI. Per festeggiare l'inizio della nuova stagione, FoxCrime propone il 22 marzo, alle 21:00 e alle 21:50, la prima e la seconda parte dell'episodio "Built to kill", in cui Grissom e Catherine indagano sul cadavere di una donna trovato nel Cirque du Soleil. Grissom rinviene inoltre una miniatura della scena del crimine sul quale sta indagando e Catherine e' convinta di essere in pericolo: qualcuno ha preso di mira lei e la sua famiglia. A partire dal 2 aprile, invece, ogni domenica doppio appuntamento alle 22:50 e alle 23:45, sempre su FoxCrime: in prima visione assoluta in Italia la prima stagione di 'Conviction', il nuovo legal drama di Dick Wolf, autore di 'Law & Order'. La serie segue le vicende professionali e personali di un gruppo di giovani avvocati di New York, ancora alle prime armi ma non per questo privi di coraggio nell'affrontare casi difficili e talvolta disperati. Pur non essendo uno spin-off di 'Law & Order', la serie e' pero' ambientata nello stesso mondo. A testimoniarlo la presenza di un personaggio che fa da cerniera tra le due serie: e' il sostituto procuratore Alexandra Cabot (Stephanie March). Nel cast di 'Conviction' anche Eric Balfour (Sex, Lies & Secrets) nel ruolo del play-boy Brian Peluso, Jordan Bridges (Mona Lisa Smile) in quello dell'idealista Nick Potter. Milena Govich (Rescue Me) interpreta invece la determinata Jessica Rossi, mentre Julianne Nicholson ("Ally McBeal") e' l'emotiva Christina Finn e J. August Richards ("Angel") e' Billy Desmond.

venerdì 3 novembre 2006

NEWS - A "Law&Order" in onda la puntata ad hoc sull'arresto di Mel Gibson
(ANSA) - New York, 3 nov - Il serial "Law and Order" ha dedicato la puntata in onda oggi negli Usa a Mel Gibson e al suo incontro ravvicinato con l'alcol e la polizia della strada. L'episiodio e' stato intitolato 'In Vino Veritas'. L'estate scorsa a Los Angeles Gibson urlo' sotto i fumi dell'alcol improperi antisemiti contro un poliziotto che lo aveva fermato. Nel ruolo ispirato all'avventura del regista, i produttori di "Law and Order" hanno usato l'attore Chevy Chase.

martedì 13 giugno 2006

BOLLETTINO - Telefilm al Top, le serie tv regine della cultura pop americana
Il numero di fine marzo di “Entertainment Weekly” – la Bibbia americana dello spettacolo – è da collezione e segna un diktat storico: in copertina il titolo strilla “Tv is king”. Nel pezzo interno il critico cinematografico (sì, cinematografico, non televisivo) Lisa Schwarzbaum, una delle firme a “stelle e strisce” più influenti, decreta i punti chiave della tesi. In sintesi, nell’epoca del TiVo (n.d.r: il metodo di registrazione che consente di rivedere un programma senza le pubblicità), la televisione sta conoscendo una nuova “golden age”: “dai polizieschi ‘24’ e ‘The Shield’ ai drammatici ‘I Soprano’ e ‘Desperate Housewives’, fino a ‘Prison Break’ e ‘Lost’, la televisione è dove la cultura pop nasce, viene celebrata, psicoanalizzata, giudicata e rimessa in circolo puntata dopo puntata”. “Ma mai come ora – prosegue l’articolo – le migliori menti creative americane crescono in tv o addirittura la preferiscono alle buie sale dei cinema. Un episodio di ‘Law&Order’ è meglio di molti film in circolazione, ‘The Office’ supera in acume molte commedie hollywoodiane, ‘The Wire’ meriterebbe l’Oscar. Non per niente Paul Haggis, nato e cresciuto in tv, dopo aver vinto l’Oscar per ‘Crash’, ha deciso di tornare nel piccolo schermo”. L’articolo-peana è corredato da classifiche sui culti a puntate. Nella Top Ten intitolata “L’ora da non perdere” svetta al primo posto “24” (“Sutherland interpreta qualcuno che va al di là della semplice brutalità ed è capace di rinnovarsi ad ogni stagione”), seguito da “I Soprano” (“l’ultima stagione alterna sequenze oniriche a manovre politiche all’interno della gang di Tony Soprano: la serie rivela il senso della vita anche se appare il più delle volte di pessimo sapore), “C.S.I.: Scena del crimine” (“c’è qualcosa di poetico nell’indagare con così tanta curiosità nell’efferatezza di chi vuole distruggere la vita”), “Battlestar Galactica” (“invece dei soliti temi fantascientifici, il serial è meritevole di dialoghi politici e religiosi che concernono più l’umanità che gli umani”), “Lost” (“è ‘Survivor’ con un cuore, è come se ‘Il Mago di Oz’ avesse fatto un incubo e tutti noi ne fossimo rimasti ipnotizzati”), “Everwood” (“è una sorta di soap familiare senza dive o malvagi, ma con persone sensibili e genuine che non sempre fanno la cosa giusta e per questo ci fanno innamorare di loro”), “Una mamma per amica” (“ci sono due cuori che battono come uno solo e nell’ultima stagione mai sono stati così all’unisono”), “Law&Order” (“è il migliore telefilm legale di tutti i tempi, con i suoi vari serial-franchising sempre al passo con i tempi”), “Veronica Mars” (“la teen-detective per eccellenza rivaleggia con ‘Lost’ per i misteri disseminati nel racconto!”), “The Shield” (“l’ingresso di Forest Whitaker ha regalato nuova tensione alla serie che vanta il miglior cast di tutti i tempi”). Nella categoria “Serie procedurali” vince “Senza traccia” (“Anthony LaPaglia è il migliore indagatore di tracce di scomparsi di sempre”), mentre nei “Telefilm con alieni” la spunta “Smallville” (“la quinta stagione ha una nuova sferzata di energia, con antagonisti che si rivelano mostri di culto in ogni puntata”). Nelle “Sit-com” è in vetta "Scrubs” (“l’energia di Zach Braff contagia tutto l’ospedale con un segno distintivo inequivocabile”), mentre nelle “Serie girate in un luogo che non vorresti mai visitare” prevale “Prison Break” su “Dr.House”. Infine anche una classifica delle “Serie con l’ultima chance”, praticamente una previsione di “de profundis”: 1. “Will&Grace” 2. “West Wing” 3. “Alias” 4. “Streghe”.
(Articolo di Leo Damerini tratto dal "Bollettino dell'Accademia" sul "Telefilm Magazine" di Giugno)

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