L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
Quando è meglio chiudere una serie tv. Ovvero quando l'avanguardia è diventata maniera
"Spegnimento programmato. "Modern Family" chiuderà con la decima stagione - la nona per gli spettatori italiani parte su Fox il prossimo 16 marzo. Lo hanno annunciato gli showrunner Steve Levitan e Christopher Lloyd. Meglio fermarsi lasciando un po' di voglia agli spettatori, sostengono. Sicuramente hanno ancora ben presente il dispendioso rinnovo di contratto alla fine della stagione numero otto. Con un occhio all'audience a un altro ai cinque Emmy vinti come migliore commedia, gli attori (e i loro agenti) ne approfittarono per far schizzare in alto i loro compensi. Non è solo questione di soldi. La serie che nel 2009 portò sullo schermo le famiglie moderne ("ricostituite" dice qualcuno, facendo venire in mente i pannelli di legno truciolare, altri preferiscono "arcobaleno", così capiamo subito che capiterà un "genitore 1" e un "genitore 2" ) comincia ad avere qualche problema. Situazione di partenza: il capofamiglia Jay molla la moglie coetanea (un po' fuori di testa già da prima, poi peggiora) per la più giovane colombiana con un figlio. In stile mockumentary - i personaggi spesso guardano i macchina e si rivolgono allo spettatore - "Modern Family" racconta il nuovo matrimonio, i figli adulti del primo (Claire e Mitchell, ex coppia di pattinaggio artistico), i loro figli. Militarmente parlando, l'attacco arriva da due fronti. Dieci anni sono tanti, quel che una volta era avanguardia dopo un po' diventa maniera. Il successo di una serie come "Transparent" - prima che Jeffrey Tambor fosse accusato di molestie, l'epidemia dei nostri tempi - ha costretto gli sceneggiatori al pedaggio di un bambino transgender. Si presenta come amico/a di Lily, la ragazzina vietnamita adottata da Mitchell e Cameron, coppia gay che duetta in stile "Vizietto". Pochino, rispetto al padre di tre figli che all'età della pensione annuncia "adesso siete adulti, far) la donna con la gonna". Non basta il ragazzino incerto sul genere per riportare la serie al gusto del giorno: le battute da sit-com son vicine alla data di scadenza, per esempio rispetto alle lacrime che molti spettatori amano versare sulle complicanze di "This Is Us". "I ragazzini di Modern Family" crescono, nella nona stagione un paio vanno al college. Con innesti - parliamo di sceneggiatura - di teen drama e di "The Big Bang Theory" (su Infinity dal 24 gennaio c'è l'undicesima, e pure gli arretrati). Altra serie in scadenza. Potrebbe finire alla dodicesima stagione, scrive Vulture "arriva il momento in cui neanche per decine di milioni di dollari vorresti dire ancora una volta "Bazinga". Abbiamo un'altra teoria: la serie dei nerdissimi ha perso smalto quando sono arrivate le fidanzate e le proposte di matrimonio. Neanche la serie prequel "Young Sheldon" (sempre Infinity) ha funzionato come consolazione. Sul fronte "modernità" la serie è rimasta indietro, anche come linguaggio. Su un altro fronte si trova spiazzata perché troppo avanti. "Modern Family" è un prodotto Fox in onda su Abc; ora che la Fox è entrata nel gruppo Disney, la famiglia pare lontana dai modelli fin qui messi in circolazione dalla ditta del papà di Topolino, dove lo scoiattolino sta con la scoiattolina (e per il resto si va di zio in nipote). L'unico modo per uscirne a testa alta è appunto lo spegnimento programmato. La famiglia Pritchett (e addentellati) non sono "I Simpson", eternamente (ora un po' stancamente) fissi nei loro caratteri. Non sono neppure "I Soprano", che dieci anni fa si sono spenti davvero, lasciandoci orfani di una scrittura da romanzo che vorremmo tanto ritrovare da qualche parte". (Mariarosa Mancuso)
Visualizzazione post con etichetta Jeffrey Tambor. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jeffrey Tambor. Mostra tutti i post
lunedì 19 febbraio 2018
Etichette:
Christopher Lloyd,
Disney,
I Soprano,
Jeffrey Tambor,
L'EDICOLA DI LOU,
Mariarosa Mancuso,
Modern Family,
network,
Steve Levitan,
The Big Bang Theory,
This is us,
Transparent,
Young Sheldon
lunedì 20 novembre 2017
News: Jeffrey Tambor Leaves #Transparent Following Sexual Harassment Claims. https://t.co/zH0YDyMSX3 via @vulture
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 20 novembre 2017
lunedì 19 settembre 2016
NEWS - Emmys, la duplice vittoria di "Veep" alla vigilia delle presidenziali è un segnale...mica da ridere! Premi riparatori a Malek e Maslany ("Mr.Robot", "Orphan Black"). William H. Macy può essere nominato anche 100 volte che tanto non vincerà mai...MIGLIOR COMEDY
Black-ish
Master of None
Modern Family
Silicon Valley
Transparent
Unbreakable Kimmy Schmidt
Veep
MIGLIOR DRAMA
Game of Thrones
The Americans
Better Call Saul
Downton Abbey
Homeland
House of Cards
Mr. Robot
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA DRAMA
Kyle Chandler, Bloodline
Rami Malek, Mr. Robot
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Matthew Rhys, The Americans
Liev Schreiber, Ray Donovan
Kevin Spacey, House of Cards
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DRAMA
Claire Danes, Homeland
Viola Davis, How to Get Away with Murder
Taraji P. Henson, Empire
Tatiana Maslany, Orphan Black
Keri Russell, The Americans
Robin Wright, House of Cards
ATTORE NON PROTAGONISTA DRAMA
Jonathan Banks, Better Call Saul
Peter Dinklage, Game of Thrones
Michael Kelly, House of Cards
Kit Harington, Game of Thrones
Ben Mendelsohn, Bloodline
Jon Voight, Ray Donovan
ATTRICE NON PROTAGONISTA DRAMA
Emilia Clarke, Game of Thrones
Lena Headey, Game of Thrones
Maggie Smith, Downton Abbey
Maura Tierney, The Affair
Maisie Williams, Game of Thrones
Constance Zimmer, UnREAL
ATTORE PROTAGONISTA COMEDY
Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Thomas Middleditch, Silicon Valley
Will Forte, The Last Man on Earth
William H. Macy, Shameless
Jeffrey Tambor, Transparent
ATTRICE PROTAGONISTA COMEDY
Ellie Kemper, Unbreakable Kimmy Schmidt
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Lauri Metcalf, Getting On
Tracee Ellis Ross, Black-ish
Amy Schumer, Inside Amy Schumer
Lily Tomlin, Grace and Frankie
ATTORE NON PROTAGONISTA COMEDY
Louie Anderson, Baskets
Andre Braugher, Brooklyn Nine-Nine
Tituss Burgess, Unbreakable Kimmy Schmidt
Ty Burrell, Modern Family
Tony Hale, Veep
Keegan-Michael Key, Key&Peele
Matt Walsh, Veep
Etichette:
Bloodline,
Downton Abbey,
Emmy Awards,
Game of Thrones,
Jeffrey Tambor,
Julia-Louis Dreyfus,
Maggie Smith,
Mr. Robot,
NEWS,
Orphan Black,
Rami Malek,
Tatiana Maslany,
Transparent,
Veep,
William H. Macy
lunedì 29 giugno 2015
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Transparent", pregi e vezzi del cinema indie
"Dopo i successi di Netflix, anche ad Amazon è riuscito il colpo di
produrre una serie che si è guadagnata visibilità e riconoscimenti in
tutto il mondo: è «Transparent», che in Italia è trasmessa da Sky Atlantic (martedì, 21.10). Morton
L. Pfefferman (interpretato dal bravissimo Jeffrey Tambor) è un docente
di scienze politiche in pensione: ha tre figli adulti e una ex moglie,
Shelly. Per tutta la vita è stato per tutti Morton, al maschile: padre,
marito, professore. Ma lui si è sempre sentito qualcos'altro, con una
forte componente femminile intrappolata in un corpo e nei ruoli di un
maschio: quando con l'avanzare dell'età gli obblighi e i vincoli sociali
iniziano ad allentarsi, comincia la sua transizione, da Morton a Maura. Abiti femminili, una nuova casa in un quartiere meno elegante ma più
inclusivo per tutti i «diversi», nuove amicizie che la aiutano nel non
facile percorso di cambiare la sua vita completamente. Si capisce presto
che il fulcro di «Transparent» non è
tanto quello di descrivere la transizione di Morton verso Maura, ma di
esplorare le conseguenze che il suo coming out ha sulle vite e sulle
relazioni dei vari membri della famiglia Pfefferman. I più coinvolti sono naturalmente i figli, chiamati a ridefinire, ciascuno a modo suo, il rapporto con la figura paterna. «Transparent»
ha tutti i pregi e i vezzi (per non dire limiti) del cinema americano
indie: sceglie di concentrarsi su un contesto sociale molto specifico e
molto privilegiato (la upper class creativa ebraica della costa ovest), a
cui si dedica con un'osservazione intima e di dettaglio, a volte
pervasa della leggerezza anche grottesca della commedia, a volte della
profondità amara del dramma psicologico. Per fortuna, in
«Trasparent» non c'è nessun tentativo di modellizzare o rendere
simbolico un tema molto delicato e quella di Maura Pfefferman resta,
giustamente, solo una storia tra le molte che si potevano raccontare". (Aldo Grasso, 29.06.2015)
CORRIERE DELLA SERA
"Transparent", pregi e vezzi del cinema indie
sabato 6 giugno 2015
NEWS - Diversità in serie. Sky Atlantic inaugura il 9 giugno serata telefilmica sulle relazioni "trans-versali" con a capo il cult "Transparent" (a seguire le modern-family di "Togetherness" e il gay-friendly "Looking")
(ANSA) - "Maura e' felice per la prima volta nella vita, perche' ha trovato se stessa". Una frase rivoluzionaria se Maura e' in realta' Mort Pfefferman, professore universitario in pensione, divorziato, padre di tre figli adulti, che superata la soglia dei 70 anni decide di mostrare al mondo la sua natura di transgender, trasformandosi in donna, con abiti femminili, gioielli, trucco e parrucco. Toccante, agrodolce, coraggiosa, piu' che mai attuale nei giorni della 'trasformazione' di Bruce Jenner in Caitlyn applaudita anche da Obama, dal 9 giugno arriva su Sky Atlantic HD Transparent, la serie targata Amazon premiata agli ultimi Golden Globe come miglior serie comedy e per il miglior attore protagonista, lo straordinario Jeffrey Tambor che interpreta il controverso capofamiglia transgender. Osannata dai media Usa, Transparent aprira' una serata incentrata sull'indagine delle dinamiche della famiglia di oggi nelle sue piu' varie accezioni: sempre il 9 giugno arrivano infatti su Sky Atlantic HD la coppia tradizionale (scoppiata) di Togetherness (Hbo) e a seguire va in onda la seconda stagione di Looking, protagonisti tre giovani gay alla ricerca della felicita' e dell'amore (sempre Hbo). Scritta e diretta da Jill Soloway (Grey's Anatomy), Transparent racconta il coraggio di Mort, l'impatto della sua rivelazione sugli equilibri familiari, ma anche la storia di ciascun componente della famiglia, che ha i suoi segreti e impara a sua volta a cambiare. Parla del conflitto tra essere a apparire, tra sostanza e forma e del coraggio di abbandonare la menzogna per accettare la propria natura e sentirsi finalmente piu' trasparenti e piu' veri. Nel cast anche Gaby Hoffmann, Amy Landecker, Jay Duplass, Melora Hardin e Judith Light.
A seguire (alle 22.10) debutta Togetherness, comedy Hbo scritta, diretta e prodotta da Mark Duplass e suo fratello Jay Duplass (qui dietro le quinte, mentre e' tra i protagonisti di Transparent), che racconta le vicende e la vita di due coppie che vivono a Los Angeles e che cercano di affrontare i loro problemi relazionali. Brett (Mark Duplass) e Michelle (Melanie Lynskey) sono sposati da diversi anni e stanno attraversando un momento delicato della loro vita a causa delle pressioni legate al ruolo di genitori. Alex (Steve Zissis), un attore sovrappeso di scarso successo, e' il migliore amico di Brett, mentre Tina (Amanda Peet), una single dallo spirito libero, e' la sorella di Michelle. Rimasti senza casa, vengono ospitati dalla coppia in crisi, ritrovandosi a vivere tutti assieme sotto lo stesso tetto. Inizia cosi' un'inevitabile analisi quotidiana di sogni, aspettative, interrogativi sulla loro attuale vita personale e professionale.
L'universo gay fuori dagli stereotipi e' invece al centro di Looking, serie Hbo che torna con la seconda stagione. Ambientata a San Francisco, ha come protagonista Patrick Murray (Jonathan Groff) impiegato in una ditta che produce videogiochi appena uscito da una storia, affiancato dai suoi due amici, Agustin (Frankie J. A'lvarez), artista deciso ad andare a vivere col suo compagno Frank (O. T. Fagbenle) e Dom (Murray Bartlett), cameriere in un ristorante e che divide il suo appartamento con l'amica Doris (Lauren Weedman).
(ANSA) - "Maura e' felice per la prima volta nella vita, perche' ha trovato se stessa". Una frase rivoluzionaria se Maura e' in realta' Mort Pfefferman, professore universitario in pensione, divorziato, padre di tre figli adulti, che superata la soglia dei 70 anni decide di mostrare al mondo la sua natura di transgender, trasformandosi in donna, con abiti femminili, gioielli, trucco e parrucco. Toccante, agrodolce, coraggiosa, piu' che mai attuale nei giorni della 'trasformazione' di Bruce Jenner in Caitlyn applaudita anche da Obama, dal 9 giugno arriva su Sky Atlantic HD Transparent, la serie targata Amazon premiata agli ultimi Golden Globe come miglior serie comedy e per il miglior attore protagonista, lo straordinario Jeffrey Tambor che interpreta il controverso capofamiglia transgender. Osannata dai media Usa, Transparent aprira' una serata incentrata sull'indagine delle dinamiche della famiglia di oggi nelle sue piu' varie accezioni: sempre il 9 giugno arrivano infatti su Sky Atlantic HD la coppia tradizionale (scoppiata) di Togetherness (Hbo) e a seguire va in onda la seconda stagione di Looking, protagonisti tre giovani gay alla ricerca della felicita' e dell'amore (sempre Hbo). Scritta e diretta da Jill Soloway (Grey's Anatomy), Transparent racconta il coraggio di Mort, l'impatto della sua rivelazione sugli equilibri familiari, ma anche la storia di ciascun componente della famiglia, che ha i suoi segreti e impara a sua volta a cambiare. Parla del conflitto tra essere a apparire, tra sostanza e forma e del coraggio di abbandonare la menzogna per accettare la propria natura e sentirsi finalmente piu' trasparenti e piu' veri. Nel cast anche Gaby Hoffmann, Amy Landecker, Jay Duplass, Melora Hardin e Judith Light.
A seguire (alle 22.10) debutta Togetherness, comedy Hbo scritta, diretta e prodotta da Mark Duplass e suo fratello Jay Duplass (qui dietro le quinte, mentre e' tra i protagonisti di Transparent), che racconta le vicende e la vita di due coppie che vivono a Los Angeles e che cercano di affrontare i loro problemi relazionali. Brett (Mark Duplass) e Michelle (Melanie Lynskey) sono sposati da diversi anni e stanno attraversando un momento delicato della loro vita a causa delle pressioni legate al ruolo di genitori. Alex (Steve Zissis), un attore sovrappeso di scarso successo, e' il migliore amico di Brett, mentre Tina (Amanda Peet), una single dallo spirito libero, e' la sorella di Michelle. Rimasti senza casa, vengono ospitati dalla coppia in crisi, ritrovandosi a vivere tutti assieme sotto lo stesso tetto. Inizia cosi' un'inevitabile analisi quotidiana di sogni, aspettative, interrogativi sulla loro attuale vita personale e professionale.
L'universo gay fuori dagli stereotipi e' invece al centro di Looking, serie Hbo che torna con la seconda stagione. Ambientata a San Francisco, ha come protagonista Patrick Murray (Jonathan Groff) impiegato in una ditta che produce videogiochi appena uscito da una storia, affiancato dai suoi due amici, Agustin (Frankie J. A'lvarez), artista deciso ad andare a vivere col suo compagno Frank (O. T. Fagbenle) e Dom (Murray Bartlett), cameriere in un ristorante e che divide il suo appartamento con l'amica Doris (Lauren Weedman).
Etichette:
Barack Obama,
Bruce Jenner,
Caitlyn Jenner,
Grey's Anatomy,
Jeffrey Tambor,
Jill Soloway,
Jonathan Groff,
Judith Light,
Looking,
network,
NEWS,
omosessualità,
Togetherness,
Transparent
lunedì 2 febbraio 2015
NEWS - Netflix e Amazon sempre più nell'arena tv dei contenuti seriali (Italia non pervenuta)
Articolo di Renato Franco per il "Corriere della Sera"
"Cambia il modo di fruire dei contenuti televisivi,
ma cambia anche il modo di produrli. Di fronte a un palinsesto sempre
più liquido (l'ora di messa in onda la decide lo spettatore) e sempre
più mobile (anche il luogo e il supporto di messa in onda li decide lo
spettatore), la Rete (intesa come Internet) inizia a dettare legge nella
creazione dei contenuti, perché sempre più spesso le serie tv di qualità arrivano non dalle reti (intese come televisive), ma da nuovi soggetti che hanno fiutato il nuovo business. Ora è su questo campo che si gioca la nuova sfida tra i due grandi servizi di streaming di film e serie tv - Amazon Prime e Netflix, ancora assenti in Italia. Netflix
era nata per offrire un servizio di noleggio di dvd e videogiochi via
Internet, per poi allargarsi allo streaming online on demand. Troppo
poco, serviva un ulteriore passo: così da mero distributore Netflix
ha deciso di diventare anche produttore di contenuti originali. Il
primo risultato è stata la pluricelebrata House of Cards, un affresco
cinico della politica con Kevin Spacey e Robin Wright. Il secondo
risultato l'altrettanto apprezzata Orange Is the New Black, ritratto
senza sconti di un carcere femminile. Se i Golden Globes
hanno premiato Kevin Spacey come miglior attore di una serie drammatica,
hanno soprattutto sancito il successo di Transparent, su una famiglia
con padre transgender: la serie ha ricevuto un doppio globo, uno come
miglior serie comedy e uno per il suo attore protagonista Jeffrey
Tambor. Transparent è prodotta da Amazon, il colosso dell'ecommerce che
per diversificare e ampliare il suo business ora ha anche sviluppato una
divisione che si occupa di spettacolo, gli Amazon Studios. Transparent è
solo uno dei tanti pilastri che la società di Jeff Bezos ha messo in
piedi. Di tre giorni fa è la notizia che ha convinto Woody Allen a
lavorare a una serie tv: il titolo della
produzione è come per ogni film del regista americano lo stesso,
Untitled Woody Allen Project , ma la curiosità per quello che ne nascerà
è già alta. Qualche mese prima invece Amazon aveva trovato un accordo
con Ridley Scott, coinvolto come produttore esecutivo della serie La
svastica sul sole, tratto dal romanzo di Philip K. Dick, dove lo
scrittore immagina un mondo in cui la Germania di Hitler e il Giappone
hanno sconfitto gli alleati nella Seconda guerra mondiale. Ma la competizione tra Amazon e Netflix
- Golia contro Golia, visto il volume di affari - è su più fronti:
proprio poco tempo fa la prima ha siglato un accordo per distribuire le
ambite serie tv di HBO: da I Soprano a Il
trono di spade, da Boardwalk Empire a True Detective. La seconda ha
risposto investendo il 10 per cento del proprio budget 2015 - oltre 300
milioni di dollari - in produzioni originali. Una battaglia sui contenuti che è una battaglia per ottenere nuovi abbonati. Netflix
è avanti: presente in circa 40 Paesi, ha superato i 50 milioni di
clienti (di cui 17 al di fuori degli Usa). Amazon invece è attiva in
Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Austria e Giappone e può contare
per ora su oltre 20 milioni di sottoscrittori. L'Italia? Al momento non
pervenuta".
Articolo di Renato Franco per il "Corriere della Sera"
"Cambia il modo di fruire dei contenuti televisivi,
ma cambia anche il modo di produrli. Di fronte a un palinsesto sempre
più liquido (l'ora di messa in onda la decide lo spettatore) e sempre
più mobile (anche il luogo e il supporto di messa in onda li decide lo
spettatore), la Rete (intesa come Internet) inizia a dettare legge nella
creazione dei contenuti, perché sempre più spesso le serie tv di qualità arrivano non dalle reti (intese come televisive), ma da nuovi soggetti che hanno fiutato il nuovo business. Ora è su questo campo che si gioca la nuova sfida tra i due grandi servizi di streaming di film e serie tv - Amazon Prime e Netflix, ancora assenti in Italia. Netflix
era nata per offrire un servizio di noleggio di dvd e videogiochi via
Internet, per poi allargarsi allo streaming online on demand. Troppo
poco, serviva un ulteriore passo: così da mero distributore Netflix
ha deciso di diventare anche produttore di contenuti originali. Il
primo risultato è stata la pluricelebrata House of Cards, un affresco
cinico della politica con Kevin Spacey e Robin Wright. Il secondo
risultato l'altrettanto apprezzata Orange Is the New Black, ritratto
senza sconti di un carcere femminile. Se i Golden Globes
hanno premiato Kevin Spacey come miglior attore di una serie drammatica,
hanno soprattutto sancito il successo di Transparent, su una famiglia
con padre transgender: la serie ha ricevuto un doppio globo, uno come
miglior serie comedy e uno per il suo attore protagonista Jeffrey
Tambor. Transparent è prodotta da Amazon, il colosso dell'ecommerce che
per diversificare e ampliare il suo business ora ha anche sviluppato una
divisione che si occupa di spettacolo, gli Amazon Studios. Transparent è
solo uno dei tanti pilastri che la società di Jeff Bezos ha messo in
piedi. Di tre giorni fa è la notizia che ha convinto Woody Allen a
lavorare a una serie tv: il titolo della
produzione è come per ogni film del regista americano lo stesso,
Untitled Woody Allen Project , ma la curiosità per quello che ne nascerà
è già alta. Qualche mese prima invece Amazon aveva trovato un accordo
con Ridley Scott, coinvolto come produttore esecutivo della serie La
svastica sul sole, tratto dal romanzo di Philip K. Dick, dove lo
scrittore immagina un mondo in cui la Germania di Hitler e il Giappone
hanno sconfitto gli alleati nella Seconda guerra mondiale. Ma la competizione tra Amazon e Netflix
- Golia contro Golia, visto il volume di affari - è su più fronti:
proprio poco tempo fa la prima ha siglato un accordo per distribuire le
ambite serie tv di HBO: da I Soprano a Il
trono di spade, da Boardwalk Empire a True Detective. La seconda ha
risposto investendo il 10 per cento del proprio budget 2015 - oltre 300
milioni di dollari - in produzioni originali. Una battaglia sui contenuti che è una battaglia per ottenere nuovi abbonati. Netflix
è avanti: presente in circa 40 Paesi, ha superato i 50 milioni di
clienti (di cui 17 al di fuori degli Usa). Amazon invece è attiva in
Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Austria e Giappone e può contare
per ora su oltre 20 milioni di sottoscrittori. L'Italia? Al momento non
pervenuta".
Etichette:
Boardwalk Empire,
Game of Thrones,
House of Cards,
I Soprano,
Jeff Bezos,
Jeffrey Tambor,
Kevin Spacey,
network,
Orange is the new Black,
Ridley Scott,
Robin Wright,
Transparent,
True Detective,
Woody Allen
lunedì 12 gennaio 2015
NEWS - Golden Globes, "Fargo" è un..."Affair" alquanto "Transparent"! Delusione totale "True Detective"
Miglior drama: The Affair, Showtime.
Miglior comedy: Transparent, Amazon.
Miglior attore di una serie tv drama: Kevin Spacey, per il ruolo di Francis J. Underwood in House of Cards (Netflix)
Miglior attrice di una serie tv drama: Ruth Wilson, per il ruolo di Alison Lockhart in The Affair (Showtime).
Miglior attore di una serie tv comedy: Jeffrey Tambor, Transparent (Amazon).
Miglior attrice di una serie tv comedy: Gina Rodriguez, Jane The Virgin (The CW).
Miglior miniserie o film-tv: Fargo, Fx.
Miglior attore in una miniserie o film-tv: Billy Bob Thornton, Fargo (FX).
Miglior attrice in una miniserie o film-tv: Maggie Gyllenhaal, per il ruolo di Nessa Stein in The Honorable Woman (Bbc Two).
Miglior attore non protagonista in una serie tv, miniserie o film-tv: Matt Bomer, The Normal Heart (HBO).
Miglior attrice non protagonista in una serie tv, miniserie o film-tv: Joanne Froggatt, per il ruolo di Anna Bates in Downton Abbey (Itv)
Etichette:
Billy Bob Thornton,
Downton Abbey,
Fargo,
Gina Rodriguez,
Golden Globes,
House of Cards,
Jane the virgin,
Jeffrey Tambor,
Kevin Spacey,
Matt Bomer,
NEWS,
Ruth Wilson,
The Affair,
Transparent,
True Detective
Iscriviti a:
Post (Atom)
"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
Lick it or Leave it!







