mercoledì 8 maggio 2019

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Un'altra serie italiana "tratta da": si riciccia sul serial "Le Fate Ignoranti"

News tratta dal "Corriere della Sera"
Diciotto anni dopo il grande successo di Le fate ignoranti, il film del regista Ferzan Ozpetek con protagonisti Stefano Accorsi e Margherita Buy, diventa una serie tv. Lo ha confermato ieri Fox Networks Group Italy, dopo l'anticipazione data dallo stesso Ozpetek da Palermo, dove ha ricevuto la laurea ad honorem e la cittadinanza onoraria. «Il film del 2001 ha conquistato il pubblico raccontando in modo originale il nuovo mondo delle relazioni — ha detto Alessandro Saba, vice president entertainment di Fox Italia —. Con il regista stiamo immaginando una serie tv che parta proprio da quel mondo e lo cali nella realta contemporanea. Una serie sull'accoglienza, sulla comunanza umanistica, sull'amicizia»

lunedì 6 maggio 2019

NEWS - Clamoroso al Cibali! Stop all'esclusiva delle serie tv Warner e Universal su Premium, Sky pronta a metterci le mani: Mediaset sempre più fuori dalla lotta pay tv

News tratta da "Italia Oggi"
Iniziato il conto alla rovescia per Premium di Mediaset. Il 31 maggio, come è noto, si spegnerà il segnale degli otto canali tv ancora presenti nell'offerta a pagamento sul digitale terrestre. Gli abbonati, ormai scesi ben sotto quota 500 mila unità, avranno tempo fino al 31 giugno per disdire l'abbonamento senza penali. La disdetta si potrà effettuare attraverso raccomandata, telefonicamente o dall'area clienti del sito Premium. Chi non disdice, invece, vedrà l'offerta dei canali lineari Premium e dell'on demand di Premium Play traslocare sulla piattaforma di Infinity (quindi solo in streaming), e riceverà le credenziali per l'accesso alla nuova offerta «Premium su Infinity» di Mediaset entro la fine di maggio a un costo complessivo di 7,99 euro al mese. Dal 1° al 10 giugno gli abbonati avranno comunque a disposizione 10 giorni di prova gratuita di Infinity, per capire se l'offerta interessa e, soprattutto, se sono dotati di televisori smart o dispositivi connessi in grado di accedere a quella app. Dal 1° giugno termina anche la promozione che offriva l'abbonamento congiunto a Dazn a tutti gli abbonati Premium con smart tv che in passato erano stati anche clienti di Premium Calcio. Da giugno, quindi, sarà necessario un nuovo contratto per accedere ai contenuti di Dazn, che non saranno inclusi per chi sottoscriverà un contratto Premium su Infinity. C'è poi un discorso più ampio da fare sul senso editoriale dei canali Premium nei prossimi mesi: per anni hanno avuto in esclusiva tutti i contenuti Universal e Warner, con film e serie tv molto caratterizzanti. I contratti in esclusiva con le due major, tuttavia, non verranno rinnovati. E Universal, peraltro, è di proprietà di Comcast, ovvero il nuovo azionista di maggioranza di Sky. I canali Premium, quindi, nei prossimi mesi perderanno buona parte dei contenuti esclusivi, col rischio di risultare un po' troppo generici e indistinti. A Sky, perciò, potrebbero non interessare più sulla pregiata piattaforma satellitare (che ha già molti canali di film e serie tv), mentre potrebbero conservare Universal e Warner un appeal per l'offerta più scarna e a buon prezzo che Sky ha apparecchiato per il digitale terrestre. Perché un conto è avere i canali di Fox, che adesso appartengono a Disney e quindi danno contenuti che, altrimenti, Sky non avrebbe. Un conto è invece ospitare i canali di Premium che di esclusivo, ormai, non hanno molto. Il processo di disimpegno di Mediaset dalla pay tv è iniziato nell'agosto del 2018, quando sono stati chiusi i canali Premium Sport e Premium Calcio; dal 1° gennaio 2019 si è spento Studio Universal; lo scorso 28 febbraio sono stati rescissi i contratti con Discovery Italia per i due canali di Eurosport e ID-Investigation Discovery; e, come detto, non verranno rinnovati i contratti in esclusiva con Warner e Universal che consegnavano alla piattaforma pay di Mediaset tanto prodotto di qualità. I ricavi di Premium nel 2018 si sono fermati a 407,3 milioni di euro, con costi a quota 450,3 milioni, di cui 175,4 milioni di ammortamenti e svalutazioni. Il risultato operativo, quindi, è stato negativo per 43 milioni di euro. Con un rosso parzialmente ridotto, poi, grazie a proventi da partecipazioni (10 milioni) e da attività finanziarie (7,6 milioni), per una perdita finale di 24,4 milioni di euro.

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