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mercoledì 19 dicembre 2012

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sulle serie tv dai media italiani e stranieri
"Suits", sfida legale riuscita a metà
"Su Joi è in onda in anteprima la seconda stagione di «Suits» una «serie legale» ambientata nello spregiudicato mondo degli avvocati newyorkesi, tra cause milionarie e parcelle a molti zeri, dove il successo di ciascuno si misura dalla qualità sartoriale dell'abito scuro d'ordinanza (Mediaset Premium, giovedì, ore 21.15). Mike Ross (Patrick J. Adams) è un giovane rampante e talentuoso, anche grazie al dono di una prodigiosa memoria fotografica. Non va però molto d'accordo con le istituzioni: viene cacciato dal college e vede così infrangersi il sogno di diventare avvocato. Per sopravvivere inizia ad affidarsi a espedienti non propriamente onesti (come sostenere gli esami d'ammissione alla scuola di legge al posto di altri candidati), finché viene assunto con uno stratagemma poco chiaro nel prestigioso studio legale Pearson e Harmand, come «associate partner» del navigato Harvey Spencer. Con la legge se la cava più che bene e il suo piccolo segreto sembra essere al sicuro. Sembra, perché proprio in apertura della seconda stagione la verità inizia a venire a galla: alla titolare dello studio, Jessica Pearson, arriva una soffiata sulla mancata laurea di Mike e le cose per lui iniziano a complicarsi parecchio.Il cosiddetto «legal drama» è un filone che i telefilm americani hanno coltivato molto, declinandolo in vari toni e sfumature, dalla comicità sentimentale e surreale di «Ally McBeal» agli avvocati spregiudicati e «squali» di «Shark», fino ai picchi di perfezione recitativa e narrativa di «The Good Wife». La sfida è per tutti la stessa: costruire dei personaggi fissi a cui ci si possa appassionare nel tempo, e inventarsi dei casi legali di puntata credibili e intriganti. «Suits» riesce bene nella prima missione, soprattutto con la «strana coppia» composta da Mike e Harvey, ma i casi di puntata non sempre tengono il passo di una narrazione di livello".
(Aldo Grasso, 17.12.2012)

giovedì 2 ottobre 2008

GOSSIP - Leighton Meester's eyes! L'attrice di "Gossip Girl" si dà alla canzone e reinterpreta il classico di Kim Carnes
Tra i teenager Usa è popolarissima e conosciuta come la furba Blair Waldorf di "Gossip Girl", il telefilm cult che arriverà a gennaio su Italia 1. L'attrice Leighton Meester sta preparando in disco e già in Rete si trova la sua cover del brano "Bette Davis Eyes" di Kim Carnes. Rock, spietata e dura. Così la nuova stella del cinema e della televisione si propone ai suoi fan...
"Sono sempre stata tecnicamente e vocalmente dotata - ha detto Leighton Meester ad "Access Hollywood", durante la settimana della moda a New York -. Comunque ho sempre fatto musica ed è una passione che non ho mai accantonato. Confermo che sto per iniziare ad incidere un disco". Richiestissima ad Hollywood, ha fatto parte a “Entourage", “CSI: Miami” e “Shark", Leighton sta pianificando la sua agenda per poter entrare al più presto in sala di incisione. Chi conosce bene il passato del nuovo volto dello showbiz americano, sa benissimo che questa non è la prima volta che la Meester si cimenta con la musica rock. Infatti l'inizio del film horror "Drive Thru" del 2007 vede l'attrice sul palco come una rocker consumata che canta la sigla iniziale. E in effetti dalle immagini sembra proprio che la Leighton ci sappia fare. "Rispetto al cinema o alla televisione - confessa - il processo creativo è completamente diverso. Con la musica hai sempre la sensazione che ciò che stai facendo sia completamente tuo. Puoi vedere poi con i propri occhi il lavoro finito e avere tra le mani il frutto di tanta fatica: ossia l'album". In America sta andando in onda la seconda serie di "Gossip Girl" in cui Leighton Meester interpreta Blair Waldorf, uno dei personaggi più sfaccettati e controversi della serie. In Italia vedremo le prime puntate a gennaio su Italia 1 e c'è da scommettere che conquisterà il popolo dei giovanissimi. Il telefilm narra le vicende di un gruppo di ragazzi di Manatthan di diversa estrazione sociale. A far da sfondo alle loro vicende sentimentali tra colpi di scena è la misteriosa voce di "Gossip Girl", una blogger che pubblica in tempo reale le vicende dei ragazzi, che vengono aggiornate sui cellulari. (Articolo tratto dal TgCom)

lunedì 18 febbraio 2008

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
A cura di: Leo “Grant” Damerini

CORRIERE DELLA SERA
"Greek", una finestra sui luoghi comuni
"I telefilm servono anche a questo: a conoscere realtà che non ci appartengono, estranee alla nostra cultura eppure così importanti per altre. Quando uno studente americano va all' università, specie se in provincia, entra a far parte di una confraternita: esce dalla sua famiglia ed entra in un' altra, la famiglia dei pari età. Le confraternite, che popolano i college statunitensi e sono dette greek perché normalmente indicate con tre lettere dell' alfabeto greco, servono alla matricola (freshman) per entrare in un gruppo, per essere iniziati alla vita di società, per compiere una sorta di rito di passaggio. E spesso, pur tra goliardate e involontarie parodie della vita aziendale, la confraternita resta un legame così forte da segnare tutta una vita professionale. Da noi, morta la goliardia, sono nati i gruppi politici, tipo sancarlini e alternativi, o movimenti di ispirazione religiosa. Creata da Patrick Sean Smith, 'Greek. La confraternita' è un grande successo di ABC Family, che dopo 'Smallville' e 'Kyle XY' si conferma leader nell' adattare su schermo l' immaginario e le problematiche dei teenager. 'Greek', insomma, è una finestra sul mondo dei college americani, in cui convivono esperienze amorose e giochi di potere. Fedele al genere (sia a quello dei teen drama che a quello dei college movie, tipo 'Animal House'), 'Greek' gioca molto sui cliché, sui luoghi comuni. Comuni agli americani, non altrettanto a noi.
(Aldo Grasso, 05.01.2008)

LA REPUBBLICA
"Shark", il timbro dello squalo
"'Shark' è un telefilm col timbro dell'impeccabile, ben cucito attorno a James Woods, attore di lunghissimo corso, una sorta di Christopher Walken minore, ma dotato di senso. Il primo episodio lo ha girato nientemeno che Spike Lee: il bello è che il secondo era anche migliore".
(Antonio Dipollina, 08.01.2008)

OGGI
"Italians are better": la 'nazista' Kate dixit

"La mia nonna materna si chiamava Concetta Carmona e veniva dalla Basilicata (si chiama Basilicata, vero?); mio nonno era siciliano: credo di aver ereditato caratteristiche italiane. Gesticolo quando parlo, mi piace tanto la moda, adoro mangiare e cucinare. Mi baso molto sui sensi, insomma. E queste, secondo me, sono le vostre caratteristiche: vi vedo come persone tendenzialmente appassionate, un pò meno razionali però più emotive...I miei capelli rossi? in realtà non sono rossa naturale, sono castano chiaro. A un certo punto mi ero tinta di biondo per una pièce a Chicago: impersonavo una nazista. Mi ricordo che dagli uomini ricevevo un'attenzione cui non ero abituata. Il colore dorato mi faceva apparire più carina, più 'morbida'. Purtroppo non mi sentivo me stessa: sono sempre stata una ragazzaccia grintosa".
(Kate Walsh, 16.01.2008)

PLAYBOY (USA)
"30 Rock": la vendetta della brunetta di "Tre Cuori in affitto"!
"Il calco dal quale trae origine '30 Rock' è 'Mary Tyler Moore'. Riaggiornato con il punto di vista della mia generazione, tracciando nella sabbia una linea che divida quello che è giusto e quello che non lo è, tra il conservatorismo e il progressismo, con un punto di vista femminista che irride i classici ideali. Da ragazzina guardavo 'Tre cuori in affitto' e m'incavolavo. Non potevano dare la parte della brunetta a Jaclyn Smith? Perchè tutti gli uomini volevano portarsi a letto la bionda? Era uno stereotipo. Joyce DeWitt era bravissima ma l'avevano volutamente pettinata male, con un maglione da basket e pantaloni assurdi. Mi ripromisi di 'vendicarla'. Del resto oggi puoi avere un personaggio forte come Carrie Bradshaw di 'Sex and the City' che dice le più condivisibili verità mentre le esprime in sottoveste alla finestra...".
(Tina Fey, Gennaio 2008)

LA REPUBBLICA
L'inimitabile grazia di Colombo

"Le vicende del tenente Colombo, il suo sospetto improvviso, i minimi indizi, le oscure certezze, le nebbie, le sorprese, le distrazioni, le convinzioni rafforzate, i suoi inganni, le sue finte ingenuità, le sue astuzie, le sue truffe, producono a volte una suspense quasi insostenibile. Nei gialli di tipo 'matematico', ai quali la serie appartiene, il protagonista è di solito avvolto da un profumo alto-borghese, o intellettuale, o lievemente snobistico. Coltissimo e squisitissimo, Sherlock Holmes ha modi alla Oscar Wilde. Anche in Miss Marple, per non dire in Hercule Poirot, si avverte una buona famiglia e ottimi studi. Invece, il tenente Colombo, italo-americano, fa parte di una razza lungamente vilipesa e talvolta calunniata. La sua cultura deriva dalla televisione popolare. Come salvarsi da lui? Come proteggersi da qualcuno che combina l'istinto medianico con la raffinatezza razionale, che gioca con la sopraragione, o l'antiragione, e la ragione? Il povero colpevole si nasconde in un angolo; e finalmente capisce che il piccolo elfo italiano ha giocato con lui, con inimitabile grazia, la parte terribile del destino".
(Pietro Citati, 09.01.2008)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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