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venerdì 9 settembre 2016

ANTEPRIMA - La serie-evento “Roadies” di Cameron Crowe e J.J. Abrams su Premium Stories prossimamente. Dietro le quinte della musica rock con gli operai che allestiscono i palchi dei concerti. “Sarà come se la preparazione delle esibizioni diventasse un reality 

Articolo di Silvia Bizio per "la Repubblica" 
Spendono la loro vita dietro al palco. Appena sfiorati dalle luci della ribalta. Perché il loro è un lavoro oscuro: organizzare il live, preparare la strumentazione, assecondare desideri, richieste, anche quelle più improbabili. Insomma, fare tutto il possibile affinché la rockstar di turno possa eseguire il miglior concerto della carriera. Quello che lo potrebbe trasportare all’istante nell’Olimpo della musica popolare. Sono i “Roadies”, gli operai del rock. E a loro Cameron Crowe dedica il suo nuovo progetto: una serie televisiva, prodotta con J.J. Abrams, in arrivo su Premium Stories prossimamente. E si tratta dell’adattamento per il piccolo schermo del suo Almost Famous, Quasi famosi, la commedia del 2000 che lo ha consacrato come uno dei migliori interpreti della connessione tra cinema e rock. «Mentre Almost Famous raccontava delle groupies, le celebri ragazze disposte a tutto al seguito delle band, Roadies è centrato sui tecnici che lavorano con il gruppo», ci spiega Crowe, 59 anni, incontrato al Peninsula Hotel di Beverly Hills. «Ho tratto ispirazione soprattutto dalle mie esperienze nella rivista Rolling Stone: ho iniziato la mia carriera come giornalista, e scrivendo di musica e rock ho collezionato tutti quei ferri del mestiere che poi mi hanno permesso in seguito di scrivere sceneggiature e di dirigere film. Il mio debito nei confronti di quel mondo musicale e del rock in particolare è immenso.  
Questa serie tv è un omaggio a un mio antico e sempre presente amore: il rock». Amore che Crowe aveva già portato sullo schermo con il suo cult del 1992, quel Singles che contribuì a far esplodere nel mondo la grunge-mania. E poi con Twenty, il docu-film sulla storia dei Pearl Jam girato nel 2011. Per la serie televisiva, ci racconta, «io e J.J. volevamo combinare musica e commedia, un po’ come ha fatto Garry Shandling nel Larry Sanders Show, quella serie della Hbo che esamina il dietro le quinte di un popolare talk show. Sarebbe stato esilarante, abbiamo pensato, avere musicisti capaci di recitare, e comici capaci di suonare - o far finta di - e imbastire un retroscena di una spettacolare scena, il concerto rock». E la serie sconfina nel reale, in Roadies appaiono musicisti famosi: una su tutte, l’idolo di mezzo mondo, Taylor Swift. «Cameron è nel suo cuore un giornalista e da quando era giovane ha raccolto quaderni e quaderni di note su ogni intervista che ha fatto» commenta J.J. Abrams. «Ci conosciamo da una vita e mi parla di questa idea sul mondo della musica da anni, da prima che Obama diventasse presidente! E ama la musica più di qualunque musicista io abbia incontrato. È quella passione che volevo vedere sullo schermo». 

Ancora Crowe: «Vogliamo portare lo spettatore dentro la costruzione di un rock show itinerante come fosse una sorta di reality. Ci chiediamo, e cerchiamo di rispondere: chi è la persona che canta quella canzone, ma soprattutto, chi è quella persona di cui parla la canzone? Non sarebbe bello scoprire i retroscena di ogni creazione musicale? Chi è questa persona dietro la rockstar? C’è la persona sul palco che attira l’attenzione di migliaia di fan: ma chi c’è dietro tutto ciò? Ecco, a me hanno sempre interessato i retroscena, e Roadies sviluppa la sua narrazione in quella vena. Chi c’è dietro le quinte? Chi c’è dietro un successo? Cosa c’è sotto la superficie della nostra coscienza? Insomma, sì, faccio a mio modo psicoanalisi». Per capire cosa si nasconde nel backstage della fama.
GOSSIP - Chopra(zzemolina) anche su "Flare": "è un grande momento per essere attrici adesso" (soprattutto per lei) 
Priyanka Chopra looks gorgeous in a Loewe dress on the cover of Flare magazine’s September 2016 issue. Here’s what the 34-year-old Quantico star had to share with the mag:
On needing better roles for women of color in film: “Storytelling cannot be based on what someone looks like. Everyone has stories: you have a story; I have a story. They just need to be written. And casting needs to happen based on the best person for the job, not the Indian girl or the black girl. The girl next door is no longer blonde-haired and blue-eyed, nor is she brown-haired and brown-eyed. She’s not one person. And our entertainment needs to be a representation of that.”
On fighting for feminism: “We’ve been told for eons that a woman should be a certain way, dress a certain way, behave a certain way. That’s what the fight of feminism is for: we’re asking for the opportunity to make our own choices without being judged—a freedom that men have enjoyed for centuries.”
On how she chooses roles: “I always look for parts that make an impact. It’s a great time to be a female actor right now, especially if you stand your ground. I won’t settle.”
For more from Priyanka, visit Flare.com. Watch the complete gallery on www.telefilmcult.tumblr.com.

 

giovedì 8 settembre 2016

GOSSIP - Clamoroso al Cibali! Kaley Cuoco fuori di seno su Snapchat!
Kaley Cuoco bared her breast on Brad Goreski‘s Snapchat! The 30-year-old Big Bang Theory actress was snapping a photo with the stylist, 39, when she freed the nipple! Bradley covered up Kaley‘s exposed breast with a heart emoji. Kaley told Cosmopolitan back in 2013 that she got breast implants at age 18. “It’s one of the best things I’ve ever done. I love them. I’m superhappy. I would do it again in a heartbeat,” Kaley told the publication.

mercoledì 7 settembre 2016

NEWS - Affair for two! Debutta finalmente in Italia stasera su Sky Atlantic "The Affair", storia di un delitto diviso in due
E' la serie che ha rivoluzionato la struttura narrativa del racconto televisivo. Vincitrice di 3 Golden Globe, passionale, intrigante, misteriosa, con un cast stellare, arriva finalmente in Italia in anteprima su Sky Atlantic, "The Affair-Una relazione pericolosa", in prima tv da stasera 7 settembre, ogni mercoledì alle 21.15. Ideata da Sarah Treem e Hagai Levi, già noti per "In Treatment", la serie si è imposta all'attenzione del pubblico internazionale per l'alto livello di produzione, la regia ricercata e ambiziosa, gli attori straordinari. Ma soprattutto per la struttura narrativa, spezzata in due sulla base dei punti di vista e dei resoconti dei due amanti, che offrono visioni diverse sugli stessi accadimenti: un omicidio, avvenuto ai tempi della loro relazione, che funge da sottotrama thriller. Il cast è composto da Ruth Wilson, Golden Globe 2015 come migliore attrice protagonista; Maura Tierney (l'infermiera Abby Lockhart in E.R.-Medici in prima linea), Golden Globe 2016 come migliore attrice non protagonista; Joshua Jackson (PaceyWitter in Dawson's Creek); Dominic West (The Wire, Chicago, Mona Lisa Smile, The Forgotten). Tutti riescono nella non facile impresa di interpretare quasi due personaggi diversi nelle due versioni della storia che  di volta in volta vengono raccontate. "The Affair" si è inoltre aggiudicata il Golden Globe come miglior serie drammatica nel 2015. La scrittura eccellente mescola ingredienti distanti tra loro (vita familiare, relazione amorosa, i due punti di vista, la componente thriller. La serie è ambientata negli Hamptons, a Long Island, il luogo dove i ricchi newyorkesi trascorrono i propri weekend e le vacanze. Lo sfondo ideale, il luogo dove è ambientato il Grande Gatsby di Scott Fitzgerald, per trasmettere il senso di libertà e trasgressione tipico di una vacanza, ma anche la precarietà, come se non potesse esserci una vita vera ma solo una sua deviazione momentanea.
NoahSolloway (Dominic West) e Alison Lockhart (Ruth Wilson) instaurano una relazione extraconiugale dopo essersi incontrati nella località turistica di Montauk, negli Hamptons. Noah è un insegnante di New York che ha pubblicato un romanzo, e sta cercando di scrivere un secondo libro. È felicemente sposato con quattro figli, ma risente del carisma del ricco suocero, scrittore di successo. Alison è una giovane cameriera nativa di Montauk che sta cercando di tenere in piedi la sua vita e il suo matrimonio dopo la tragica morte del figlio. I risvolti e le conseguenze psicologiche della storia tra Noah e Alison vengono raccontati da due punti di vista differenti, quello maschile e quello femminile, durante un interrogatorio per scoprire l'autore di un omicidio avvenuto proprio negli anni del loro amore.

martedì 6 settembre 2016

GOSSIP - "Pretty Little Liars" a Roma! Le "piccole bugiarde" calate nella Capitale per il nubilato della Troian (Bellisario) che si sposa con Patrick J. Adams di "Suits"!
 


Segui la loro trasferta in Italia su
 www.instagram.com/telefilmcult/

lunedì 5 settembre 2016

NEWS - Fermi tutti! Il vero nemico di Netflix è...la D'Urso! La creatura di Reed Hastings ha il fiato corto, come le altre pay tv, per colpa della tv generalista (100 canali solo in Italia!). Nuove strategie per sopravvivere: telefonia o morte...

Articolo tratto da "Corriere Economia"
Non è bastato a Vincent Bolloré quel 14,35% per convincere gli altri azionisti di Vivendi che l'affaire Mediaset Premium fosse una buona idea. Tra accuse, lettere, e tribunali la querelle tra le due società ha tenuto banco per tutta l'estate e le conseguenze, soprattutto per il gruppo francese, ancora non sono chiare. Una questione pert) è emersa con forza: in questo Paese non cë posto per due pay tv. Del resto ad accendere la miccia nell'anomalo mondo televisivo italiano ci aveva già pensato Reed Hastings quando a ottobre era arrivato in Italia con la sua creatura. Netflix, mitologica entità «on demand» che prometteva di scardinare il sistema gerarchico dei media, ma che, dati alla mano sta facendo fatica. Per lo meno sul mercato italiano. Non bisogna dimenticare, tra l'altro, che nelle intenzioni di Bolloré c'era l'ambizioso progetto di investire in contenuti per costruire un gruppo media Sud europeo, con partner chiave delle telecomunicazioni per creare una piattaforma di contenuti video on demand simile a Netflix. Dati ufficiali per quanto riguarda gli utenti Netlix nel nostro Paese non ci sono: voci di mercato parlano di 250/300 mila unità, anche se, proprio per il business di Netflix, è difficile arrivare a una cifra univoca. Dipende, banalmente, da cosa propone di mese in mese il portfolio a livello di film e (soprattutto) di serie.

Con questi numeri è difficile che i «big» si sentano minacciati. In Italia come in Francia, dove Netflix è arrivato nel 2014, un anno prima rispetto a noi, e dove non riesce a spostarsi dai 750 mila utenti. Oltralpe il gruppo di Hastings è in perdita, al punto che ha deciso di chiudere i propri uffici e spostare le attività in toto ad Amsterdam. E in Francia non sta brillando nemmeno Canal Plus, la pay tv di Vivendi. Dopo un semestre finanziariamente difficile, con un risultato operativo negativo per oltre 100 milioni, il gruppo ha annunciato un taglio dei costi, da 300 milioni da qui al 2018 per le attività francesi del gruppo. Non solo. Lo scorso giugno l'antitrust francese ha bloccato l'accordo con la qatariota BeIn Sports, un brutto colpo per Vincent Bolloré, che aveva puntato molto su un accordo con la società del Qatar per far tomare a crescere i conti di Canal Plus. Senza dimenticare che a luglio Vivendi ha annunciato la chiusura di Watchever, il servizio di streaming attivo in Germania e controllato dal gruppo francese. Una decisione motivata senza dubbio dai numeri bassi della piattaforma svod, ma che stupisce proprio per la volontà di Bolloré di creare il super polo europeo «anti Netflix». Per quanto sia stato poco fair, il «corsaro» Bolloré (definizione del premier francese Hollande, «senza ira e senza malizia», avrebbe detto Tacito) ha capito che l'unica soluzione per la tv, in Francia come in Italia, è quella di concentrare il business, diversificando i canali, per quanto
paradossale possa sembrare. Ecco perché ora starebbe puntando, dopo l'alleanza con Orange siglata a fine luglio, su una collaborazione con Free, l'operatore tic del gruppo Iliad di Xavier Niel (che dovrebbe arrivare anche in Italia in caso di fusione Wind-3) per puntare su una strategia di moltiplicazione dei canali di distribuzione che sembra scelta dal management della pay-tv francese per salvare le proprie sorti. Anche in Italia gli operatori di telefonia, che per il momento non si sono mai messi in gioco, avranno un ruolo importante e da non sottovalutare nel cambiamento del mercato pay. La Spagna ha vissuto il caso di Telefonica, l'operatore spagnolo che aveva fondato Via Digital, poi diventata Canal dopo la fusione nel 2003 con Canal Satélite Digital. Vittorio Colao, numero uno di Vodafone nel 2014 ha acquisito, per 7,2 miliardi, Ono, operatore via cavo spagnolo, scegliendo di puntare sull'integrazione dei servizi mobili con l'offerta a banda larga fissa e pay tv del provider iberico. Per il momento il vero nemico della pay made in Italy è la tv generalista. Data per morta in realtà è quella che appare più in salute. A fronte dei 55 canali gratis nel Regno Unito, dei 35 in Spagna e dei 28 in Francia (per la Germania il conteggio è più complesso con canali satellitari in chiaro a livello nazionale e regionale), l'Italia conta circa un centinaio di canali. Pay contro free.
Secondo Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, «la tv generalista è quella del futuro». Come dargli torto? Dal suo punto di vista, visti i numeri tra audience e incassi, è così: il Biscione difende tranquillamente il proprio dominio sul telecomando, forte di una programmazione vicina al «nazionalpopolare» che attira più pubblicità dei concorrenti. Lo stesso vale per Sky Italia che ha visto negli ultimi mesi una crescita sensibile di audience e incassi pubblicitari anche grazie alla tv in chiaro posizionata sul tasto 8, acquisita a fine luglio del 2015. Del resto il gruppo guidato da Zappia ha deciso da tempo di puntare sui contenuti, sia pay sia in chiaro, unico vero ago della bilancia che decide le sorti dei media, con 40 milioni di euro investiti in nuove produzioni (contro i 5 miliardi previsti da Netflix). Ma dalla sua Sky non sconta i 690 milioni spesi, invece, da Mediaset Premium per i diritti della Champions Leauge. Diritti che non hanno mai fatto lievitare il numero degli abbonati.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

domenica 4 settembre 2016

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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