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martedì 30 aprile 2019
NEWS - Er Pupone sul serial! Se HBO gira un telefilm su Belushi, Sky mette in cantiere una serie tv su Totti! (Adani guest star e Ilary Blasi nei panni di se stessa?)
News tratta da "La Gazzetta dello Sport"
Metti una sera a cena in una elegante casa del centro di Roma. Metti che ad un certo punto uno dei commensali si alzi, si metta al pianoforte e gli altri comincino a ridere (e non certo perché suoni male, anzi). Metti che dopo una serata del genere un progetto cominci a prendere forma più strutturata. Ecco, prendete tutti insieme questi elementi, shakerateli e avrete un'idea del magico mondo in cui ormai galleggiano Francesco Totti e sua moglie llary. L'anfitrione della serata, infatti, era Pietro Valsecchi, uno dei più celebri produttori internazionali e proprio per questo mentore di uno dei maggiori talenti del cinema italiano contemporaneo, cioè quel Luca Pasquale Medici, al secolo dell'intrattenimento meglio noto come Checco Zalone. E allora avete capito: al pianoforte quella sera c'era proprio lui. I1 piatto forte, però, deve ancora arrivare. Dopo una lunga trattativa, infatti, è virtualmente concluso l'acquisto dei diritti della fortunata autobiografia, «Un campione», edita da Rizzoli e scritta insieme a Paolo Condò. Partendo da questo libro, infatti, da mesi si sta pensando di strutturare un prodotto intorno alla vita dell'ex stella della Roma. Ad occuparsi dell'operazione sarà la Wildside, la casa di produzione fondata nel 2009, guidata da Lorenzo Mieli e Paolo Gianani. Ma naturalmente anche la famiglia Valsecchi sarà della partita, con Virginia, attrice e produttrice, oltre che figlia di Pietro, cioè il padrone di casa di quella splendida serata d'autunno in cui il progetto ha cominciato a prendere forma. In questi mesi, le ipotesi su come costruire il prodotto sono oscillate dalla serie tv al film vero e proprio, ma a essere vincente sembra proprio che sarà la prima ipotesi, con Sky partner dell'avventura. Dopo aver accarezzato l'idea di rivolgersi a più registi (come accadrà per la serie su Maradona, ad esempio), per la storia di Totti ci sarà un'unica mano dietro la macchina da presa, anche se tutte le scelte devono essere ancora fatte. A cominciare dal casting, naturalmente. Le prime indiscrezioni parlano di un protagonista principale — quello che impersonerà Totti — relativamente sconosciuto al grande pubblico, mentre nei ruoli secondari si vorrebbe invece attori celebri. Comunque è ancora tutto da definire. La cosa certa è che la Wildside — produttrice di celebri serie tv (da «The young Pope» a «In Treatment») — intende lanciare la sfida a uno dei luoghi comuni nel mondo del cinema (ormai anche domestico), ovvero che le opere che trattano anche di calcio non sempre hanno successo. Totti, però, potrebbe essere speciale anche in questo. E chissà che tra Pallone d'Oro e Oscar, in fondo, non ci sia poi un'enorme differenza.
News tratta da "La Gazzetta dello Sport"
Metti una sera a cena in una elegante casa del centro di Roma. Metti che ad un certo punto uno dei commensali si alzi, si metta al pianoforte e gli altri comincino a ridere (e non certo perché suoni male, anzi). Metti che dopo una serata del genere un progetto cominci a prendere forma più strutturata. Ecco, prendete tutti insieme questi elementi, shakerateli e avrete un'idea del magico mondo in cui ormai galleggiano Francesco Totti e sua moglie llary. L'anfitrione della serata, infatti, era Pietro Valsecchi, uno dei più celebri produttori internazionali e proprio per questo mentore di uno dei maggiori talenti del cinema italiano contemporaneo, cioè quel Luca Pasquale Medici, al secolo dell'intrattenimento meglio noto come Checco Zalone. E allora avete capito: al pianoforte quella sera c'era proprio lui. I1 piatto forte, però, deve ancora arrivare. Dopo una lunga trattativa, infatti, è virtualmente concluso l'acquisto dei diritti della fortunata autobiografia, «Un campione», edita da Rizzoli e scritta insieme a Paolo Condò. Partendo da questo libro, infatti, da mesi si sta pensando di strutturare un prodotto intorno alla vita dell'ex stella della Roma. Ad occuparsi dell'operazione sarà la Wildside, la casa di produzione fondata nel 2009, guidata da Lorenzo Mieli e Paolo Gianani. Ma naturalmente anche la famiglia Valsecchi sarà della partita, con Virginia, attrice e produttrice, oltre che figlia di Pietro, cioè il padrone di casa di quella splendida serata d'autunno in cui il progetto ha cominciato a prendere forma. In questi mesi, le ipotesi su come costruire il prodotto sono oscillate dalla serie tv al film vero e proprio, ma a essere vincente sembra proprio che sarà la prima ipotesi, con Sky partner dell'avventura. Dopo aver accarezzato l'idea di rivolgersi a più registi (come accadrà per la serie su Maradona, ad esempio), per la storia di Totti ci sarà un'unica mano dietro la macchina da presa, anche se tutte le scelte devono essere ancora fatte. A cominciare dal casting, naturalmente. Le prime indiscrezioni parlano di un protagonista principale — quello che impersonerà Totti — relativamente sconosciuto al grande pubblico, mentre nei ruoli secondari si vorrebbe invece attori celebri. Comunque è ancora tutto da definire. La cosa certa è che la Wildside — produttrice di celebri serie tv (da «The young Pope» a «In Treatment») — intende lanciare la sfida a uno dei luoghi comuni nel mondo del cinema (ormai anche domestico), ovvero che le opere che trattano anche di calcio non sempre hanno successo. Totti, però, potrebbe essere speciale anche in questo. E chissà che tra Pallone d'Oro e Oscar, in fondo, non ci sia poi un'enorme differenza.
giovedì 27 settembre 2018
NEWS - Ultima ora! Mussolini sul serial: "M. Il figlio del secolo" di Scurati diventerà una serie tv per Wildside ("The Young Pope", "Il Miracolo")
News tratta da LaStampa.it
Wildside ha acquisito i diritti del romanzo «M. Il figlio del secolo» di Antonio Scurati (edito da Bompiani), attualmente ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Italia. La casa di produzione di Lorenzo Mieli e Mario Gianani (In Treatment, 1992, 1993, La Mafia uccide solo d’estate, The Young Pope, Il Miracolo, L’amica geniale) trasformerà il libro - che racconta il fascismo come un romanzo, dall’interno, senza filtro politico e ideologico - in una serie televisiva. Si tratta di «un romanzo, sì, ma un romanzo in cui d’inventato non c’è nulla. Al contrario, ogni singolo accadimento, personaggio, dialogo o discorso è storicamente documentato o autorevolmente testimoniato da più di una fonte. È la storia dell’Italia tra il 1919 e il 1925, dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento al delitto Matteotti, la storia di un Paese che si consegna alla dittatura, la storia di un uomo che rinasce molte volte dalle proprie ceneri. La storia della Storia che ci ha resi quello che siamo».
News tratta da LaStampa.it
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martedì 3 luglio 2018
NEWS - Tris di Oscar al Vaticano! John Malkovich si unisce a Jude Law e a Sorrentino in "The New Pope"
Il due volte candidato all'Oscar John Malkovich si unisce al cast di "The New Pope", serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino. Malkovich e il due volte candidato agli Oscar Jude Law saranno sul set delle riprese che inizieranno a novembre in Italia. La sceneggiatura di "The New Pope" è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises. La nuova serie sul Vaticano di Sorrentino arriva dopo il successo di "The Young Pope", andata in onda su SKY nell’Ottobre 2016, su HBO nel Gennaio 2017 e, in totale, in 150 Paesi. Jude Law, per la sua interpretazione, è stato nominato ai Golden Globe nella categoria Miglior Attore in una Mini Serie o Film per la televisione.
Il due volte candidato all'Oscar John Malkovich si unisce al cast di "The New Pope", serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino. Malkovich e il due volte candidato agli Oscar Jude Law saranno sul set delle riprese che inizieranno a novembre in Italia. La sceneggiatura di "The New Pope" è scritta da Paolo Sorrentino con Umberto Contarello e Stefano Bises. La nuova serie sul Vaticano di Sorrentino arriva dopo il successo di "The Young Pope", andata in onda su SKY nell’Ottobre 2016, su HBO nel Gennaio 2017 e, in totale, in 150 Paesi. Jude Law, per la sua interpretazione, è stato nominato ai Golden Globe nella categoria Miglior Attore in una Mini Serie o Film per la televisione.
giovedì 20 luglio 2017
NEWS - La scoperta dell'acqua calda: nelle serie tv c'è filosofia! Ma vahhh? Un libercolo scova, tra il banale e il fantasioso, i link tra titoli cult e grandi pensatori (in "GOT" c'è Machiavelli...l'avreste mai detto???)
Articolo tratto da "La Stampa"
Quanto può essere costruttiva la filosofia, taluni ragazzi fortunati lo imparano dai loro insegnanti, quando la mente è ancora libera e bella, sgombra di troppi pregiudizi e pronta alla forgiatura. Ma per sentirla attuale, devono inevitabilmente trovare degli agganci con la realtà, persino quando si parla di Parmenide, primo fra gli Eleati, 500 avanti Cristo: Elea, piena Magna Grecia, è ora Ascea, provincia di Salerno. Come si può agganciare all' attualità una frase del tipo: «Ciò che è, è; ciò che non è, non è»? Si può, si può. E il come è venuto in mente a un contemporaneo professore di filosofia che si autodefinisce «pop-filosofo». Si chiama Tommaso Ariemma, è nato a Napoli nel 1980 e ha appena pubblicato da Mondadori La filosofia spiegata con le serie tv, con una predilezione particolare per Black Mirror. Oltre a Parmenide, abbinato a True detective, troviamo una variopinta antologia formata da: Platone- Black Mirror; Aristotele-The Walking Dead; Machiavelli-Il trono di spade; Hobbes-Westworld ; Cartesio-Black Mirror, mitico episodio di San Junipero; Spinoza-The Young Pope; Kant-Lost; Hegel-Breaking Bad; Marx-Mad Men; Sartre-ancora Black Mirror, episodio Caduta libera .
Il libello ci aiuta a ricordare che il vero specifico televisivo, le serie per l' appunto, sono più profonde, ma anche colte, di quanto fingano di apparire. Dice Ariemma: «La prima volta che sono entrato in una classe e ho spiegato i grandi filosofi attraverso il riferimento alle migliori serie in circolazione, gli studenti mi sono apparsi disorientati, spiazzati. In seguito, non hanno più potuto farne a meno». Ecco qualche esempio.
Parmenide-True detective
Il poliziotto Rust, Matthew McConaughey, ha perso una figlia: all' amico Marty, Woody Harrelson, confida di aver visto tra la vita e la morte il defunto padre e la figlia nell' oscurità, che lo invitavano a svanire insieme, ma Rust segue la luce, cioè la convinzione che essi «sono» e non finiranno mai di essere con lui, soprattutto ogni volta che penserà a loro. Anche per Parmenide, padre venerando e terribile di ogni inesorabile detective, tutto è eterno, quindi sempre rintracciabile con la ragione. Caccia al colpevole.
Platone-Black Mirror
Gli episodi sono ambientati in un futuro prossimo in cui le tecnologie hanno reso la vita un inferno. Anche Platone se la prendeva con le tecnologie del suo tempo: la scrittura, le arti, i discorsi dei sofisti. E ci mette in guardia pure dalla degenerazione della politica. Guarda caso in Black Mirror l' orsetto animato Waldo, conduttore tv, può candidarsi come alternativa a quei politici che demolisce e irride nel suo programma: per Platone, solo il filosofo in grado di strappare le catene della caverna, può governare. Platone suggerirebbe di non votare assolutamente Waldo, proprio no.
Aristotele-The Walking Dead
La sapeva lunghissima, Aristotele, sulle fiction. Un racconto, per essere seguito, deve suscitare un piacere capace di farci entrare nella storia, di farci immedesimare, lasciando da parte paure e ansie della vita quotidiana. Per far questo, la trama deve avere tre momenti: paura, pietà, catarsi. Così per Walking Dead : dopo tutto il cammino, la catarsi ci vuole, una purificazione capace di sollevarci, di farci stare meno in pena per il nostro Rick, Andrew Lincoln, che riuscirà alfine a rivedere la sua famiglia e a risolvere il problema degli zombie. Ma la narrazione aristotelica insegna: il più tardi possibile.
Machiavelli-Trono di spade
Una serie preziosa perché mette in scena ciò che manca o che abbiamo perso. Certo, è una narrazione fantasy piena di draghi, ma caratterizzata anche da un sorprendente realismo. Machiavelli punta sul condottiero sbagliato, il Duca Valentino, un po' come fa sempre lo spettatore medio di Game of Thrones . Il mondo delle serie tv, come il nostro, è governato dal caso e dalla fortuna, anche se i suoi personaggi mantengono intatte acconciature e pettinature anche in punto di morte.
Spinoza-The Young Pope
Eccolo, il Lanny Belardo-Jude Law, che per Sorrentino dice: «Colui che ama Dio non deve pretendere che Dio, a sua volta, lo ami». E secondo Spinoza Dio è infinito, perfetto, totale, assoluto: non può essere la copia ingigantita dell' uomo.
Kant-Lost
Che farebbe Kant perduto su un' isola deserta? Per lui, anche quando il caos sembra prevalere, c' è sempre la possibilità di un orientamento. Soprattutto quando questo caos ha l' aspetto di un' opera d' arte, e produce ciò che Kant chiama «l' idea estetica». Ovvero, un' idea che dà l' occasione di pensare molto, senza che nessun pensiero sia perfettamente adeguato e nessun linguaggio totalmente comprensibile. In una parola: Lost.
Marx-Mad Men
La pubblicità promette la felicità, ma la merce che poi acquistiamo non ce la fa raggiungere. Non consumiamo merci, consumiamo felicità. E Marx avrebbe saputo proporre a Don Draper, Jon Hamm, la sua ricetta: il comunismo. Mio caro Dan, direbbe Marx, certo, l' universo è indifferente, ma tu non vorresti essere felice? Una bella trappola, quella della felicità.
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venerdì 19 maggio 2017
NEWS - Siete davvero pronti? Nuovo trailer angosciante di "Twin Peaks" e weekend Experience ideato da Sky Atlantic
Un appuntamento imperdibile per tutti i fan di Twin Peaks e non solo: il prossimo weekend a Milano sarà possibile vivere una vera e propria TWIN PEAKS EXPERIENCE con appuntamenti dedicati fino a notte fonda. L’occasione è “Piano City Milano”, la kermesse che porta centinaia di pianoforti nel capoluogo lombardo e di cui Sky è partner: nel weekend del 20-21 maggio, si terrà una due giorni di concerti basati sulle più celebri colonne sonore delle serie TV di Sky, da Il Trono di Spade a 1992, a The Young Pope. La location scelta per questi appuntamenti è BASE Milano, nuovo progetto per la cultura che ha visto rinascere e restituire alla città gli storici spazi industriali dell’ex Ansaldo, in via Bergognone 34.
La TWIN PEAKS EXPERIENCE è una vera e propria esperienza di immersione sensoriale, ma soprattutto sonora, progettata e realizzata ad hoc per questo evento. Si potrà viaggiare attraverso le atmosfere senza tempo della serie, tra le sue musiche inconfondibili e le suggestioni sonore rese celebri dalla serie cult di David Lynch. Un’occasione decisamente eccezionale per tutti coloro che vorranno riassaporare le emozioni di una serie che ha fatto la storia della tv, ma che rappresenta
anche un titolo probabilmente non troppo noto alle nuove generazioni, che non hanno potuto vedere le prime due stagioni andate in onda più di 25 anni fa.
La TWIN PEAKS EXPERIENCE rappresenta dunque un ottimo percorso di avvicinamento per tutti coloro che vogliono prepararsi degnamente al debutto di TWIN PEAKS – LA SERIE EVENTO, che sarà trasmesso in esclusiva su Sky Atlantic HD in versione originale sottotitolata a partire dalla notte tra domenica 21 e lunedì 22 maggio, alle 3.00. La serie sarà poi in onda dal 26 maggio, ogni venerdì dalle 21.15, doppiata in italiano, e disponibile anche su Sky On Demand.
Sarà possibile immergersi nella TWIN PEAKS EXPERIENCE sabato 20 maggio, dalle 17 fino alle 4 del mattino, e domenica 21 maggio, dalle 11 alle 16.30. Il percorso è effettuato in piccoli gruppi di 10 persone per assicurarne la fruibilità e avrà una durata di circa 15 minuti. Le prenotazioni sono possibili in loco a partire dalle 17 di sabato e dalle 11 di domenica. Ingresso libero.
GLI ALTRI APPUNTAMENTI DI PIANO CITY A BASE MILANO
Non ci sarà solo l’Experience a BASE Milano: sabato 20 a partire dalle 17.30 sarà possibile ascoltare le musiche originale composte dal maestro Angelo Badalamenti per la serie
“Twin Peaks”, eseguite live da Nina Esiava, giovane pianista georgiana di 25 anni. A seguire, dalle 19 e fino alle 4.30 del mattino, una lunga maratona di tutta la prima stagione di “Twin Peaks”, evento in collaborazione con Sky Atlantic HD.
Domenica 21 maggio si inizia alle 11.00 con alcune tra le colonne sonore più celebri tratte dalle serie tv di successo: il pianista e star di YouTube Costantino Carrara eseguirà infatti le musiche di “Il Trono di Spade” (da luglio su Sky Atlantic HD la nuova stagione in esclusiva e in contemporanea con gli Stati Uniti”, la produzione originale Sky, “1992” e altre serie tv. Alle 16.30 sarà la volta di Bruno Bavota, giovane pianista e compositore napoletano, che eseguirà a BASE Milano i brani da lui composti per la serie “The Young Pope”, la produzione originale Sky diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino. Chiuderà la due giorni, alle 19.00, il concerto di Luciano Supervielle, pianista e tra i più prolifici autori di colonne sonore in Sudamerica.
giovedì 16 marzo 2017
NEWS - Amate le serie tv? State in Campan(i)a! Un campus universitario a Fisciano (Salerno) vi spiega i linguaggi e i consumi della serialità
News tratta da "Il Mattino"
Tutto è serialità. Siamo invasi, affascinati, sedotti e(alla fine della serie) abbandonati. Totalmente immersi in un processo di creatività e narrazione audiovisiva che sembra ogni cosa sfiorare e ogni cosa reinventare. In principio furono gli sceneggiati televisivi, poi giunse l'epopea infinita delle soap opera, le generazionali sit-com fino ad arrivare al nostro contemporaneo dove il processo seriale è di grande forza e diffusione, tanto da influenzare perfino il cinema. «I linguaggi utilizzati sono all'insegnadiunapotente innovazione. E la costruzione dell'immaginario seriale è magico intreccio: televisivi e post-televisivi siamo intinti in un cortocircuito inesauribile di trame, visioni, azzardo», spiega Alfonso Amendola. Il prof di Sociologia degli audiovisivi sperimentali all'università di Salerno è l'anima, con Linda Barone e Maurizio Calbi, del convegno internazionale, promosso da Unknown Pleasures, «To be continued. Il dispositivo seriale tra narrazioni, linguaggi, traduzioni e consumi» in agenda da oggi a domani (10-18) al Campus di Fisciano. Per molti la vera dimensione seriale ha inizio con «Ai confini della realtà» per altri con «Star Trek». Quel che è evidente è che ogni serie è storia a sé. Dal circuito spazio-temporale di «Lost» all'effetto nostalgia di «Stranger things»; dal visionario «Westworld» all'epico «Trono di spade». E, ancora, i medical drama, le commedie, lo straordinario capitolo made in Italy di «Boris», «Romanzo criminale», «Gomorra» e «The Young Pope». Nella cultura seriale c'è ditutto di più, in una riuscita miscela di tradizione, sperimentazione, innovazione e convenzionalità. Ne parleranno 30 relatori, riflettendo anche sul radicale cambiamento socio-culturale in atto, le nuove professionalità, le problematiche legate alla linguistica, le dinamiche di ricezione, il rapporto tra autorialità e consumo di massa. Lectio magistralis di Jordi Ballo (università Pompeu Fabra di Barcellona) e Douglas Lanier (università del New Hampshire) sulla centralità di William Shakespeare nel fiabesco seriale contemporaneo.
News tratta da "Il Mattino"
Tutto è serialità. Siamo invasi, affascinati, sedotti e(alla fine della serie) abbandonati. Totalmente immersi in un processo di creatività e narrazione audiovisiva che sembra ogni cosa sfiorare e ogni cosa reinventare. In principio furono gli sceneggiati televisivi, poi giunse l'epopea infinita delle soap opera, le generazionali sit-com fino ad arrivare al nostro contemporaneo dove il processo seriale è di grande forza e diffusione, tanto da influenzare perfino il cinema. «I linguaggi utilizzati sono all'insegnadiunapotente innovazione. E la costruzione dell'immaginario seriale è magico intreccio: televisivi e post-televisivi siamo intinti in un cortocircuito inesauribile di trame, visioni, azzardo», spiega Alfonso Amendola. Il prof di Sociologia degli audiovisivi sperimentali all'università di Salerno è l'anima, con Linda Barone e Maurizio Calbi, del convegno internazionale, promosso da Unknown Pleasures, «To be continued. Il dispositivo seriale tra narrazioni, linguaggi, traduzioni e consumi» in agenda da oggi a domani (10-18) al Campus di Fisciano. Per molti la vera dimensione seriale ha inizio con «Ai confini della realtà» per altri con «Star Trek». Quel che è evidente è che ogni serie è storia a sé. Dal circuito spazio-temporale di «Lost» all'effetto nostalgia di «Stranger things»; dal visionario «Westworld» all'epico «Trono di spade». E, ancora, i medical drama, le commedie, lo straordinario capitolo made in Italy di «Boris», «Romanzo criminale», «Gomorra» e «The Young Pope». Nella cultura seriale c'è ditutto di più, in una riuscita miscela di tradizione, sperimentazione, innovazione e convenzionalità. Ne parleranno 30 relatori, riflettendo anche sul radicale cambiamento socio-culturale in atto, le nuove professionalità, le problematiche legate alla linguistica, le dinamiche di ricezione, il rapporto tra autorialità e consumo di massa. Lectio magistralis di Jordi Ballo (università Pompeu Fabra di Barcellona) e Douglas Lanier (università del New Hampshire) sulla centralità di William Shakespeare nel fiabesco seriale contemporaneo.
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martedì 22 novembre 2016
CORRIERE DELLA SERA
"The Young Pope", una anti-serie dal compiacimento fastidioso
"Ho visto anche l'ultima puntata di «The Young Pope», non me ne sono persa una (Sky Cinema). Dovessi però dire il motivo sarei in seria difficoltà. In questi casi si ricorre alla scappatoia del guilty pleasure, quella sorta di attrazione fatale che si prova davanti alle opere sublimemente ridicole. Ma si può liquidare così una serie tanto divisiva? L'aspetto più affascinante è che uno, ogni volta, si chiede dove Paolo Sorrentino voglia andare a parare. Non è una serie, ma un'antiserie (sarà interessante osservare come verrà recepita all'estero). Non è un racconto (non c'è trama o, almeno, è flebile), ma, volutamente un antiracconto. Costruire una narrazione in dieci puntate basandosi solo sui dialoghi («The Young Pope» è un lungo film che non tiene minimamente conto degli espedienti narrativi della serialità) è opera o di un pazzo odi un genio. Per questo, i due aspetti più controversi sono il «realismo magico» di Sorrentino (altrimenti detto «sorrentinismo») e i dialoghi. Indubbiamente, a differenza di molti, Sorrentino ha uno stile raffinato e incontestabile (ci vuole coraggio, se non si è Aldo Busi, a inserire canguri nell'inquadratura o a far fumare il Santo Padre). E, tanto per fare un esempio, la sequenza in cui il Papa e i pochi astanti ascoltano un disco di Nada è un gioiello espressivo di rara efficacia. Ma Sorrentino ama rispecchiarsi in se stesso, con un compiacimento fastidioso ed esagerato che raggiunge punte acuminate di comicità involontaria. Quanto ai dialoghi, sembra che Sorrentino si diverta a creare un universo linguistico dal tepore torbido e ossessivo dove i protagonisti affrontano i massimi sistemi (Dio, l'Anticristo, la teologia, l'eterodossia, la politica, il sesso, il tradimento...) come se fossero venditori ambulanti — logorroici, petulanti e sottilmente sadici — di aforismi o citazioni colte. E vero che non tutti sono abbandonati da genitori yuppie (come Pio XIII), ma non bisogna approfittarsene". (Aldo Grasso, 21.11.2016)
lunedì 24 ottobre 2016
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"The Young Pope", girotondo grottesco nella Curia
"'The Young Pope' rappresenta un paradosso capace di scuotere Il mondo dellaantipapa, serie che parla di un antipapa, un Caligola con abito talare, una contraddizione che vuole affermare un'idea (Sky Atlantic, venerdi, 21.15, 10 episodi). E il paradosso si regge su un azzardo linguistico di non poco conto: azzerare, o quasi, la trama e affidare il procedere del racconto ai soli dialoghi. Inutile citare Fellini (troppo espliciti i riferimenti) o Antonioni (si allude a la Notte con la battuta sui capelli che fanno male?). Sorrentino si cita da solo. E lo fa troppo spesso. Il protagonista di «The Young Pope» è Lenny Belardo (Jude Law), viene da New York e ha 47 anni. È diventato Papa grazie agli intrighi del card. Voiello (Silvio Orlando), che desiderava un Pontefice mediatico e manipolabile. Ha preso il nome di Pio XIII e se ne infischia della Curia. Anzi, ha scelto di farsi aiutare da suor Mary (Diane Keaton), la suora americana che l'ha cresciuto quando era in orfanotrofio, dopo l'abbandono da parte di genitori hippies (evidenti i riferimenti a papa Pacelli e a suor Pascalina). Il tradimento è la sua ossessione. II Papa si rivela un personaggio stravagante (per colazione vuole una Cherry Coke e cita Banksy e Mina), inafferrabile (pensa che Il gioco sia l'unica possibilità di sentirsi in armonia con Dio), vendicativo e blasfemo (vuole che Il suo confessore gli riveli i peccati degli altri cardinali). Il bisogno di dominare dispensa dal bisogno di credere. «The Young Pope» procede per illuminazioni che a volte si risolvono in vividi squarci sugli intrighi di Curia e altre volte in cicalecci teologici. C'è un'ironia che muove i personaggi negli antri vaticani e nei labirinti delle dottrine, capace, nei momenti migliori, di trasformarsi in un girotondo grottesco da cui è fuggito lo Spirito. L'Intrigo è conseguenza diretta del Peccato, la materializzazione immediata della Caduta. Di qui parte la storia del giovane Papa". (Aldo Grasso, 22.10.2016)
CORRIERE DELLA SERA
"The Young Pope", girotondo grottesco nella Curia
"'The Young Pope' rappresenta un paradosso capace di scuotere Il mondo dellaantipapa, serie che parla di un antipapa, un Caligola con abito talare, una contraddizione che vuole affermare un'idea (Sky Atlantic, venerdi, 21.15, 10 episodi). E il paradosso si regge su un azzardo linguistico di non poco conto: azzerare, o quasi, la trama e affidare il procedere del racconto ai soli dialoghi. Inutile citare Fellini (troppo espliciti i riferimenti) o Antonioni (si allude a la Notte con la battuta sui capelli che fanno male?). Sorrentino si cita da solo. E lo fa troppo spesso. Il protagonista di «The Young Pope» è Lenny Belardo (Jude Law), viene da New York e ha 47 anni. È diventato Papa grazie agli intrighi del card. Voiello (Silvio Orlando), che desiderava un Pontefice mediatico e manipolabile. Ha preso il nome di Pio XIII e se ne infischia della Curia. Anzi, ha scelto di farsi aiutare da suor Mary (Diane Keaton), la suora americana che l'ha cresciuto quando era in orfanotrofio, dopo l'abbandono da parte di genitori hippies (evidenti i riferimenti a papa Pacelli e a suor Pascalina). Il tradimento è la sua ossessione. II Papa si rivela un personaggio stravagante (per colazione vuole una Cherry Coke e cita Banksy e Mina), inafferrabile (pensa che Il gioco sia l'unica possibilità di sentirsi in armonia con Dio), vendicativo e blasfemo (vuole che Il suo confessore gli riveli i peccati degli altri cardinali). Il bisogno di dominare dispensa dal bisogno di credere. «The Young Pope» procede per illuminazioni che a volte si risolvono in vividi squarci sugli intrighi di Curia e altre volte in cicalecci teologici. C'è un'ironia che muove i personaggi negli antri vaticani e nei labirinti delle dottrine, capace, nei momenti migliori, di trasformarsi in un girotondo grottesco da cui è fuggito lo Spirito. L'Intrigo è conseguenza diretta del Peccato, la materializzazione immediata della Caduta. Di qui parte la storia del giovane Papa". (Aldo Grasso, 22.10.2016)
lunedì 10 ottobre 2016
Fazio a #chetempochefa: "le #serietv sono fatte con caratteri precisi e archetipi". Ma quando mai? Negli anni 70, forse.#TheYoungPope
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 9 ottobre 2016
Fazio su The young pope:"FACCIO FATICA A CHIAMARLA SERIE TV". Ancora la solita banale guerra cinema-TV? Fa prudere le mani #chetempochefa
— daniela cardini (@Neurologico) 9 ottobre 2016
Ok, Fazio non ha mai visto #TheAffair, #BreakingBad o #Lost...#chetempochefa#TheYoungPope
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 9 ottobre 2016
La presentazione di #TheYoungPope a #chetempochefa è più misteriosa della morte di Papa Luciani. #maperchè #Sky @RaiTre @chetempochefa
— Lou Grant (@GrantLou) 9 ottobre 2016
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