L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Supergirl", introspezione teen con super-poteri
"Supereroi,
e ancora supereroi. L'immaginario contemporaneo, al cinema come in
televisione, non sembra più fare a meno di personaggi dagli abiti
sgargianti e dai poteri eccezionali, in costante lotta contro un male
che mette a rischio le persone comuni, le citta, il pianeta intero.
L'eroe uguale ma diverso da tutti noi, i miti fondativi, le incertezze e
le difficoltà fino all'inevitabile vittoria finale contro il nemico
riescono a mettere in luce le contraddizioni e le inquietudini del
nostro tempo, a livello individuale come a quello sociale, proprio
mentre ci intrattengono e ci rassicurano.
E probabilmente questa la ragione del radicato successo delle varie
riletture degli universi narrativi di Marvel e DC Comics. E sono questi i
temi anche di «Supergirl», serie che espande il mondo DC proponendo una
parafrasi, in chiave femminile, del mito di Superman (Premium Action,
sabato, alle 21.10). Kara Zor-El, prima della distruzione di Kripton, è
spedita sulla terra a proteggere il cuginetto, appunto Super-man:
qualcosa però va storto, e sarà lei ad arrivare sulla Terra molti anni
dopo il previsto, in un mondo dove già l'uomo d'acciaio protegge
Metropolis. Kara allora segue tutta la trafila: è adottata da una
famiglia di National City, i Danvers, ha una sorella che la protegge,
Alex (Chyler Leigh), lavora in un grande gruppo editoriale al servizio
dell'ambiziosa Cat Grant (Calista Flockhart, già protagonista di «Ally
McBeal»). Scritta da Ali Adler, Andrew Kreisberg e Greg Berlanti (che
dopo «Brothers and Sisters» e «Dirty Sexy Money» si è buttato sui
supereroi, firmando «Arrow», «Flash» e «Blindspot»), la serie comincia
quando Kara Danvers comincia a fare i conti con i suoi poteri e la sua
identità, uscendo allo scoperto e attirando su di sé le attenzioni di
numerosi villain. Ed è l'introspezione del teen drama, insieme a qualche
accenno di commedia, a rendere la serie qualcosa di più di un semplice
doppione". (Aldo Grasso, 13.04.2016)
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martedì 19 aprile 2016
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venerdì 14 giugno 2013
NEWS - Ultima ora! La prima immagine di Ginnifer Goodwin nei panni di Jackie O in "Killing Kennedy". Rob Lowe interpreta JFK
Ecco la prima immagine di Ginnifer Goodwin ("OUAT") nei panni di Jackie O nel docudrama "Killing Kennedy" in onda prossimamente su National Geographic Channel. Rob Lowe ("West Wing", "Brothers and Sisters", "Parks&Rec") interpreta JFK. Altro volto telefilmico sarà Michelle Trachtenberg ("Buffy"), nel ruolo della moglie del presunto attentatore Oswald...
Ecco la prima immagine di Ginnifer Goodwin ("OUAT") nei panni di Jackie O nel docudrama "Killing Kennedy" in onda prossimamente su National Geographic Channel. Rob Lowe ("West Wing", "Brothers and Sisters", "Parks&Rec") interpreta JFK. Altro volto telefilmico sarà Michelle Trachtenberg ("Buffy"), nel ruolo della moglie del presunto attentatore Oswald...
giovedì 14 aprile 2011
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Lincoln avrà una moglie da Oscar: Sally Field alla corte di Spielberg al cinema (ANSA) - ROMA, 14 APR - Sally Field interpretera' Mary Todd Lincoln, la moglie del 16mo presidente degli Stati Uniti, nel film Lincoln di Steven Spielberg, al fianco di Daniel Day-Lewis gia' scelto per il ruolo principale. Lo hanno annunciato Spielberg e Stacey Snider, i due boss della Dreamworks, dicendo che l'attrice e' stata la loro prima scelta per questo ruolo di donna ''fragile e complessa''. Il film, incentrato sugli scontri politici tra Lincoln e gli uomini del suo gabinetto, e' basato sul libro Team of Rivals, di Doris Kearns Goodwin, adattato per lo schermo da Tony Kushner. Le riprese dovrebbero cominciare in autunno e la pellicola dovrebbe arrivare sugli schermi alla fine del 2012. La Field, due volte premio Oscar, e' attualmente protagonista della serie televisva Brothers & Sisters-Segreti di famiglia.
martedì 19 ottobre 2010
NEWS - Chuck, si ritorna in scena! Dopo aver appeso l'uccello di rovo al chiodo, Richard Chamberlain fa tris di telefilm
Roma (Il Velino) - A 76 anni Richard Chamberlain vive una seconda giovinezza artistica. Tv Sorrisi e Canzoni in edicola oggi, martedi' 19 ottobre, rivela che l'indimenticato padre Ralph di "Uccelli di rovo" apparira' nelle prossime settimane in tre telefilm ("Leverage", "Brothers & Sisters", "Chuck") di grande successo negli Stati Uniti. Nel primo episodio della terza stagione di "Leverage" (in onda su Joi, sul digitale terrestre, il 14 novembre), quello in cui debutta Elisabetta Canalis, l'ex dr. Chamberlain interpreta un famoso ladro internazionale. In seguito, vedremo Chamberlain in "Brothers & Sisters" (dal 24 novembre su Fox Life, all'interno dell'offerta Sky) nel ruolo di un vecchio amico di Saul (Ron Rifkin). Inoltre, l'attore e' attualmente impegnato a Los Angeles sul set di "Chuck" (in onda su Steel, sul digitale terrestre): interpreta una spia belga.
mercoledì 10 marzo 2010
NEWS - Clamoroso al Cibali! Calista Flockhart e Rob Lowe lasciano "Brothers&Sisters"
La nuova stagione di "Brothers&Sisters" dovrà fare a meno delle "due colonne" del serial: Calista Flockhart e Rob Lowe. La prima, in realtà, continuerà a comparire, ma non più da protagonista ricorrente (in meno di 13 puntate su 22, insomma). Proprio la decisione di Calista avrebbe spinto l'altra star del serial, Rob Lowe, a mollare gli ormeggi definitivamente. Lowe non ha mai nascosto il suo disappunto per il proprio ruolo che via via perdeva visibilità. Figuriamoci con l'uscita di scena - seppur parziale - del personaggio interpretato da Flockhart! Mentre Lowe avrebbe già trovato posto nella sit-com "Parks&Recreation", i produttori e gli sceneggiatori di "B&S" starebbero già pensando a come far uscire di scena il personaggio di Robert McCallister...e gli ultimi sussurri indicano una fine degna di..."Six Feet Under"...
lunedì 14 dicembre 2009
NEWS - Per non Gleessare su quel sasso nello stagno dei serial-cloni...Replica alla alzata di scudi minzoliniani
Ha suscitato più di una reazione e qualche alzata di scudi il Post del 6 dicembre scorso, ovvero la ripresa della rubrica di dicembre di Telefilm Magazine, "La vita è una cosa serial", in cui provocatoriamente - ripeto: provocatoriamente, non "polemicamente" - lanciavo il sasso nello stagno di serie-cloni, più che altro mancanti di originalità, che hanno contraddistinto l'inizio di stagione a "stelle e strisce". E siccome non tiro indietro la mano, occorre specificare. Sebbene alcuni riferimenti fossero volutamente ridondanti ("Modern Family"=moderna, modernissima "Famiglia Bradford", o la faccia più ilare di "Brothers&Sisters"...o la rivisitazione di "Sposati con figli" del 1987, vista la presenza di Ed O'Neil), certi link non erano poi così estremi come potevano sembrare (il parallelo tra "MF" e "Sposati con figli", per esempio, è stato lanciato per primo dall'autorevole "Entertainment Weekly", la bibbia della tv americana). Quello che aggiungo è che non ho voluto mettere in discussione per forza la qualità, come qualcuno ha frainteso. Qualcun'altro ha giustamente detto che, essendo le note 7...basta saperle comporre sapientemente. Ma se il sondaggio lanciato da Tv Blog (vedi link a fine Post) afferma che per oltre il 50% dei votanti "i nuovi telefilm americani sono troppo simili ad altri già andati in onda" e solo il 20% sostiene che siano "una boccata di aria fresca" (mentre oltre il 20% non ha ancora avuto occasione di vederli), qualcosa vorrà pur dire. Personalmente considero egregi "Glee" (Telefilm Cult è stato tra i primi a scommettere sulla nuova opera di Ryan Murphy, già il 4 luglio scorso), "Modern Family" e "Cougar Town" (queste ultime due serie hanno contribuito al rilancio delle sit-com familiari, anche se sui generis, e saranno al centro della prossima rubrica di Telefilm Magazine). Così come la definizione di "Bones" e "Fringe" sulle orme di "X-Files" non è certo nuova e non mi appartiene (in realtà la citazione del fanta-cult di Chris Carter la fanno ironicamente proprio i due personaggi di "Bones"...!!!). Anche gli agenti Mulder e Scully, a loro tempo strizzavano l'occhio, nella loro relazione del "terzo tipo", a John Steed ed Emma Peel di "Agente Speciale", se vogliamo, ma poi la loro forza è stata quella di sapersi smarcare, com'è possibile che riescano nell'intento la serie di J.J. Abrams e quella con David Boreanaz. Quello che mi pare indubbio e oggettivo è che mai come in quest'autunno le idee veramente originali latitino: ottimi prodotti, ben confezionati anche ("Flash Forward" ne è l'esempio più lampante), ma senza quel quid per fare il botto, per rimanere nell'immaginario ("Glee" è l'eccezione che conferma l'ipotesi). Sembra quasi che gli sceneggiatori americani, che fino a poco tempo fa avevano spinto proprio "Entertainment Weekly" a intitolare in copertina "The New Golden Age" riferito alle brillanti penultime stagioni seriali, ora si siano trasformati in (ottimi, per carità) adattatori, declinatori. Alla faccia di quei Minzolini che vorrebbero che fosse tutto oro quel che luccica...
http://telefilmcult.blogspot.com/2009/12/la-vita-e-una-cosa-serial-allarme-usa-i.html#links
http://telefilmcult.blogspot.com/2009/07/news-i-titoli-su-cui-puntare-per-la.html#links
http://www.tvblog.it/post/17127/telefilm-200910-vere-novita-o-brutte-copie
http://tuttofamedia.splinder.com/post/21841100/TvBlog+rilancia+una+polemica+d
http://chiarapoli.blogspot.com/2009/12/crisi-creativa-in-tv.html#comment-form
Ha suscitato più di una reazione e qualche alzata di scudi il Post del 6 dicembre scorso, ovvero la ripresa della rubrica di dicembre di Telefilm Magazine, "La vita è una cosa serial", in cui provocatoriamente - ripeto: provocatoriamente, non "polemicamente" - lanciavo il sasso nello stagno di serie-cloni, più che altro mancanti di originalità, che hanno contraddistinto l'inizio di stagione a "stelle e strisce". E siccome non tiro indietro la mano, occorre specificare. Sebbene alcuni riferimenti fossero volutamente ridondanti ("Modern Family"=moderna, modernissima "Famiglia Bradford", o la faccia più ilare di "Brothers&Sisters"...o la rivisitazione di "Sposati con figli" del 1987, vista la presenza di Ed O'Neil), certi link non erano poi così estremi come potevano sembrare (il parallelo tra "MF" e "Sposati con figli", per esempio, è stato lanciato per primo dall'autorevole "Entertainment Weekly", la bibbia della tv americana). Quello che aggiungo è che non ho voluto mettere in discussione per forza la qualità, come qualcuno ha frainteso. Qualcun'altro ha giustamente detto che, essendo le note 7...basta saperle comporre sapientemente. Ma se il sondaggio lanciato da Tv Blog (vedi link a fine Post) afferma che per oltre il 50% dei votanti "i nuovi telefilm americani sono troppo simili ad altri già andati in onda" e solo il 20% sostiene che siano "una boccata di aria fresca" (mentre oltre il 20% non ha ancora avuto occasione di vederli), qualcosa vorrà pur dire. Personalmente considero egregi "Glee" (Telefilm Cult è stato tra i primi a scommettere sulla nuova opera di Ryan Murphy, già il 4 luglio scorso), "Modern Family" e "Cougar Town" (queste ultime due serie hanno contribuito al rilancio delle sit-com familiari, anche se sui generis, e saranno al centro della prossima rubrica di Telefilm Magazine). Così come la definizione di "Bones" e "Fringe" sulle orme di "X-Files" non è certo nuova e non mi appartiene (in realtà la citazione del fanta-cult di Chris Carter la fanno ironicamente proprio i due personaggi di "Bones"...!!!). Anche gli agenti Mulder e Scully, a loro tempo strizzavano l'occhio, nella loro relazione del "terzo tipo", a John Steed ed Emma Peel di "Agente Speciale", se vogliamo, ma poi la loro forza è stata quella di sapersi smarcare, com'è possibile che riescano nell'intento la serie di J.J. Abrams e quella con David Boreanaz. Quello che mi pare indubbio e oggettivo è che mai come in quest'autunno le idee veramente originali latitino: ottimi prodotti, ben confezionati anche ("Flash Forward" ne è l'esempio più lampante), ma senza quel quid per fare il botto, per rimanere nell'immaginario ("Glee" è l'eccezione che conferma l'ipotesi). Sembra quasi che gli sceneggiatori americani, che fino a poco tempo fa avevano spinto proprio "Entertainment Weekly" a intitolare in copertina "The New Golden Age" riferito alle brillanti penultime stagioni seriali, ora si siano trasformati in (ottimi, per carità) adattatori, declinatori. Alla faccia di quei Minzolini che vorrebbero che fosse tutto oro quel che luccica...
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venerdì 4 settembre 2009
LA VITA E' UNA COSA SERIAL - La peggiore estate telefilmica della nostra vitaDiciamocelo, quella che sta per concludersi è un’estate da dimenticare. Invasione delle zanzare a parte, telefilmicamente è stata la peggiore degli ultimi anni. La degna conclusione, del resto, di una stagione seriale ai minimi livelli. Con l’alibi trino dei riflessi dello sciopero degli sceneggiatori, della crisi economica e dell’attesa del post elezione di Obama, il mercato – soprattutto statunitense – non ha prodotto grandi titoli e idee folgoranti. “True Blood” e qualche altra insegna accesa mentre tutti erano in ferie sono l’eccezione che confermano la regola. Di solito un’annata particolarmente negativa nel raccolto, così come per le vendemmie, ne prefigura una seguente ai massimi livelli, anche nei telefilm. Lo si è visto nel 2001, con il Big Bang del genere seriale coincidente con l’11 settembre. E così il piccolo schermo generalista estivo ha vivacchiato di serie che se sono andate bene hanno galleggiato sulla media di rete (“Mystère”, “Ghost Whisperer”, “Criminal Intent”), contando più mezze delusioni (“Brothers&Sisters”, “Lost”, “Eli Stone”) e flop illustri (“90210” su tutti, ma anche “Alice Nevers”). Le attenuanti di un sistema Auditel che premia il pubblico più anziano – mentre i giovani erano in spiaggia a giocare a beach volley – nonché l’avvento obbligatorio del digitale terrestre in alcune regioni – secondo un’indagine ha abbassato gli ascolti di Raidue e Retequattro del 3% nel primo periodo di assestamento – non sono sufficienti per spiegare una debacle più morale che di…numbers. Un’estate tra l’altro funestata da tre perdite illustri per i fans dei telefilm della prima ora: David Carradine (“Kung Fu”), Farrah Fawcett (“Charlie’s Angels”) e Karl Malden (“Le strade di San Francisco”) ci hanno lasciato col primo caldo afoso, in un critico presente “a puntate” che ci ha fatto guardare indietro un po’ con nostalgia. Ammettiamolo. A girare il coltello ancor più nella piaga ci si è messa poi l’inaugurazione di Fox Retro, una rete-droga che dovrebbe essere somministrata a piccole dosi per non indurre alla totale dipendenza, con la controindicazione di occhi cerchiati alla mattina che nei colleghi suscitano ipotesi di autoerotismo selvaggio o sedute – o meglio, sdraiate – di sesso alla Rocco Siffredi/Jenna Jameson. C’è chi ha deciso di non partire per le vacanze e imbarcarsi, invece, sulla Pacific Princess di “Love Boat”. C’è chi tornava a casa dopo una giornata di lavoro e urlava come George Jefferson “Wizzieeeee” alla moglie prona sui fornelli (che in realtà si chiamava Gelsomina). O chi sgommava alla Starsky quando usciva dalla sauna del lavoro…Come già evidenziato ne “La vita è un telefilm” (Garzanti), gli antenati dei telefilm moderni potevano sembrare monodimensionali, al ricordo, ma rivedendoli e gustandoli come un ghiacciolo rinfrescante in riva al mare, eccoti Florence – la cameriera di casa Jefferson – che ti esclama profetica in finale di puntata: “se andiamo avanti di questo passo, avremo un Presidente negro”. “Negro” ai tempi non era così disdicevole come oggi: correva l’anno 1979 per lo spin-off del serial più simil-razzista della storia, quell’Arcibaldo (1971) dove il protagonista ce l’aveva con tutti i “diversi”, fossero essi gay, polacchi, neri o tedeschi d’origine come Kissinger. E a proposito di regionalismo, se non di razzismo, l’estate ci ha consegnato anche la succosa diatriba tra il Ministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli e il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il primo, all’apertura del Polo della Cinemotografia a Milano, ha lanciato strali sulle fiction nostrane, adducendo che “parlano tutti in romanesco, è una cosa insopportabile”; il secondo ha replicato che “Castelli deve farsene una ragione”. Ma ragione de che? A vedere quattro “Amiche mie” a Milano con accento romano? Distretti e ospedali con poliziotti, dottori e infermiere nati sotto il cupolone? Per una volta, non erano tanto Castelli…in aria. E alla fine dell’estate non ci resta che mettere Florence nei nostri cannoni e sperare che la vendemmia di quest’anno non ci porti solo il vino dei Cesaroni. Anche le viti sono una cosa serial…
(Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Settembre)
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martedì 30 giugno 2009

NEWS - Un'estate...Supernatural. Raidue punta sui fratelli Winchester, Foxlife su Melinda (e su Hilary Duff)(ANSA) - ROMA, 30 GIU - L'estate di Raidue e' sotto il segno delle serie tv in prima visione in chiaro con tre titoli amati dal pubblico della rete, "Brothers & Sisters" con la seconda stagione dal 9 luglio, "Lost" con la quarta serie dal 27 luglio e "Supernatural" col secondo ciclo di episodi dal 21 luglio. Family drama, partito in America sulla rete Abc con grande successo di pubblico (circa 13 milioni di telespettatori), dopo "Desperate Housewives" alla domenica sera, attualmente dieci milioni di fans seguono fedelmente le vicende dei Walker, definita a ragione l'attuale famiglia televisiva piu' famosa d'America. Nato dagli stessi creatori di un altro fortunato family, "Everwood", il serial ha avuto il merito di riportare in tv Sally Field, stella di Hollywood, che si era concessa alla fiction solo saltuariamente in "ER", nel ruolo di un'altra madre, quella di Abby, con evidenti disturbi mentali. La Field ha vinto nel 2007 un Emmy Award come migliore attrice protagonista in una serie drammatica. "Brothers & Sisters", oltre Calista Flockart gia' nota al pubblico televisivo, ha riunito altre stelle dei telefilm come Emily Van Camp (Everwood), Balthazar Getty (Alias e Streghe), Rachel Griffiths (Six Feet Under), e si avvia in America alla quarta stagione di messa in onda, dal prossimo settembre. Dietro quel successo c'e' un po' di "Alias", altra fortunata serie di Raidue, grazie al produttore, Ken Olin (che si e' ritagliato il ruolo del presunto padre di Rebecca), e anche a Ron Ritkfin (che interpreta Saul, il fratello bisessuale di Nora).
Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - Da domani ritorna la sensitiva Melinda (Jennifer Love Hewitt) protagonista di 'Ghost Whisperer', con gli ultimi 13 episodi della 4ª stagione solo su FoxLife (canale 112 di Sky), in onda ogni mercoledi' con doppio appuntamento alle 21.00 e alle 21.55 in prima visione assoluta in Italia. Nuovi misteri, effetti speciali ed una storia d'amore che supera la morte rendono i nuovi episodi della quarta stagione particolarmente attesi. La serie ha un ospite d'eccezione: la notissima attrice e pop star Hilary Duff, protagonista della serie "Lizzie McGuire" e dei film Una scatenata dozzina e "Material Girl", oltre che interprete di successi musicali come Come Clean e So Yesterday. Nella serie Hilary e' una vicina di casa di Eli (Jamie Kennedy), professore di psicologia e amico di Melinda con il suo stesso dono. Uno spirito la tormenta e solo Melinda puo' aiutarla a liberarsene, anche se la questione non e' cosi' facile come sembra. Intanto Melinda prova a consolidare il rapporto con Sam (David Conrad), reincarnazione di suo marito Jim, nella speranza che lui riacquisti la memoria e che il suo amore possa davvero vincere anche la morte. I due passano sempre piu' tempo insieme, mentre Melinda cerca di aiutare i fantasmi delle persone che come sempre hanno bisogno di lei. Ma costruire una relazione non e' facile anche a causa delle bugie che e' costretta a raccontargli a proposito del suo potere. Le cose vanno avanti cosi' fra alti e bassi, fino a quando un evento cambia radicalmente le cose fra loro: Melinda si trova nei guai, sta per morire, ma Sam la salva e finalmente qualcosa nella sua memoria si muove... 'Ghost Wisherer' ha registrato negli Usa una media di circa 10 milioni di spettatori a puntata ed e' stata gia' confermata dalla Cbs per una 5a stagione.
martedì 12 agosto 2008
NEWS - Morte a "Dirty Sexy Money"...Ma a chi tocca?Si dice che Greg Berlanti, produttore di "Dirty Sexy Money", stia per girare il pollice all'ingiù su un personaggio presente dall'esordio della serie. La necessità è una sorta di ricambio nel cast, per dare più vitalità alle storie. Nel far crescere i telefilm in corsa, aggiustando il tiro (e gli ascolti), Berlanti è una sorta di maestro: si veda anche quanto fatto in "Brothers&Sisters". Chi sarà il predestinato? Fa parte della famiglia dei Darling o bisogna cercare fuori...? Chiunque sia, avvisate Peter Krause di "Six Feet Under" affinchè gli dia una degna sepoltura...!
martedì 15 gennaio 2008

NEWS - Per tutte le Dynasty, da stasera nessun perda "Dirty Sexy Money"! Ma ha più palle il trans al centro della nuova serie su Fox o la mitica Alexis Carrington???(Adnkronos) - Eletta sia da 'Entertainment Weekly' che da 'Variety' come una delle migliori nuove serie dell'anno, 'Dirty sexy money' debutta stasera in prima visione assoluta in Italia su Fox (canale 110 di Sky) e sara' in onda ogni martedi' alle 21.50. Protagonisti sono il giovane avvocato idealista e altruista Nick George (Peter Krause, 'Six Feet Under', 'Sports Night') e la famiglia Darling, potentissimo clan di New York, la cui immensa e assurda ricchezza e' oscurata solo dall'eccentricita' dei suoi membri: il capofamiglia Tripp Darling (Donald Sutherland, 'M.A.S.H.', 'Una Squillo per l'Ispettore Klute', 'Novecento'), uomo potente, apparentemente affabile e ben inserito nell'ambiente politico; la moglie Letitia (Jill Clayburgh, 'Frasier', 'Ally McBeal'), annoiata e insoddisfatta, e i loro figli, che hanno una spiccata propensione a cacciarsi nei guai e a mettere in imbarazzo il patriarca. Patrick Darling (William Baldwin, 'Affari Sporchi', 'Waterfront') e' il primogenito in corsa per il Senato che, dietro a un matrimonio di facciata, nasconde un'amante transessuale; Karen Darling (Natalie Zea, 'CSI', 'The Shield') e' 'affascinante 'divorziata seriale' che sta per impalmare il quarto marito; Brian Darling (Glenn Fitzgerald) e' un reverendo protestante, padre di famiglia, cinico ed opportunista, con un figlio illegittimo che non vuole riconoscere; e infine ci sono i gemelli Juliet e Jeremy Darling, interpretati da Samaire Armstrong ('The O.C.') e Seth Gabel ('Nip/Tuck', 'CSI'), scapestrati, inconcludenti e interessati solo a spendere una fortuna in feste, abiti, gioielli e svaghi di ogni genere? Nick e' cresciuto all'ombra della potente dinastia e non ha mai voluto avere a che fare con i continui scandali e la corruzione ai quali i Darling sono da sempre associati. Per anni, e' stato compito di suo padre - avvocato di fiducia e consigliere della famiglia - risolvere i guai, assecondare le stravaganze dei Darling e proteggerne i segreti ad ogni costo. Ma la vita di Nick cambia il giorno in cui il padre muore precipitando con l'aereo della famiglia. Tripp riesce a convincerlo a prenderne il posto, offrendogli un lauto compenso e la gestione di enormi fondi da devolvere in beneficenza. E accettando di lavorare per loro, Nick potra' cercare di chiarire le circostanze ambigue in cui e' morto il padre. Riuscira' Nick a trovare il tempo per "fare del bene" al prossimo, mentre dovra' fare da avvocato, consigliere, psicologo e tuttofare per i Darling, occupandosi, 24 ore su 24, di sevizi fotografici, notti brave concluse con arresti, video compromettenti da togliere dal mercato dei tabloid, feste sfarzose sul ponte di Brooklin, amanti, complotti e figli segreti? Gli intrighi, gli eccessi, le sfarzose ambientazioni abbinati ad una sottile ed intelligente ironia, hanno portato la critica americana a definire la serie un esilarante e riuscitissimo mix tra la classica saga famigliare alla 'Dynasty' e il sofisticato racconto di una famiglia disfunzionale alla 'I Tenenbaum'. Creata da Craig Wright ('Brothers Sisters', 'Six Feet Under'), che ne e' anche il produttore esecutivo insieme a Brian Singer ('House', 'Superman', 'I Soliti Sospetti'), Greg Berlanti ('Brothers Sisters', 'Everwood') e Matthew Gross ('Day Break'), 'Dirty Sexy Money' ha avuto un ottimo riscontro di critica e buoni ascolti (circa 11 milioni di spettatori per l'esordio).
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martedì 30 ottobre 2007

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieriPagina a cura di: Leo “Grant” Damerini
ARENA
No Ugly, no Betty
"Non sopporto 'Ugly Betty', quel suo prendere in giro le persone grasse lo trovo rivoltante...".
(Jaime Pressly, Agosto 2007)
ANSA
E' meglio distinguere
"Qui non siamo a 'CSI', dove si risolve tutto in mezz'ora".
(Alfonso Lauro, procuratore di Vigevano sull'omicidio di Garlasco, 18.08.2007)
VANITY FAIR
"'The OC' ha fatto bene a chiudere"
"'The OC' è stata una serie che si è consumata rapidamente, in genere ci vogliono decine di puntate prima che i personaggi si bacino, mentre noi abbiamo fatto in fretta ogni tipo di esperienza e così è stato giusto chiudere. Sexy io? Io avevo appeso il poster di Pamela Anderson. Lei si che è un tipo hot...non io. Non scherziamo".
(Adam Brody, 30.08.2007)
CORRIERE DELLA SERA
Dipietrismi telefilmici
"Le ispezioni d'agosto nei confronti dei magistrati sono inutili, buone tanto per fare qualche telefilm. Bisogna cambiare e fare le leggi che questo Stato si è dato".
(Antonio Di Pietro, 13.08.2007)
LA STAMPA
Quell'abitudine cult
"Un telefilm di richiamo basta per costruire rapidamente un'abitudine d'ascolto, e gli americani sanno ancora come inventarsi dei 'Dr. House' di grande richiamo popolare internazionale. In fondo anche Canale 5, a suo tempo, è nato con un doppio 'Dallas' settimanale".
(Paolo Martini, 06.08.2007)
LA STAMPA
Trucchi e cross-over
"In questo mese si sono intrecciati gli svariati «Law and Order», «Jag», «Ncis», un modo vagamente misterico per mantenere vivo l’interesse non solo verso i telefilm del presente, ma anche verso quelli del passato, e in una prospettiva futura: un futuro di repliche, sulle quasi si basa il palinsesto estivo mica solo della tv generalista. Anche le reti a pagamento si sono scatenate in «déja vu», truccando un po’ le operazioni. Ma i trucchi possono essere fondamentali, nella società dello spettacolo".
(Alessandra Comazzi, 28.08.2007)
VARIETY
"Californication", l'alter ego di "Weeds"
"'Californication' mette in difficoltà il telespettatore, il quale non sa verso chi nutrire simpatia. Il protagonista Hank (David Duchovny) ha la stessa voglia di piacere di Tony Soprano, ma guardandolo nella puntata-pilota - a bere troppo, insultare chiunque, finire a letto con donne tutte inappropriate - sembrerebbe che a nessuno importi che fine faccia. Duchovny ha da sempre doti comiche nascoste, come evidenziato al 'Larry sanders Show', così come la sua attitudine al sesso mostrata nella serie 'Red hoe Diaries', ma il suo recitare distaccato sembra indebolire la vitalità della serie in questione, che si accredita come logica accoppiata con 'Weeds'. Tuttavia, 'Californication' (dal titolo stupidamente azzeccato) non è un brutto posto in cui stare, a patto che gli sceneggiatori sorvolino in futuro sull'autocommiserazione di Hank".
(Brian Lowry, 19.08.2007)
CORRIERE DELLA SERA
"Brothers&Sisters", una storia che ci appartiene
"Uno dei pregiudizi nei confronti di 'Brothers&Sisters' è che racconta una storia che non ci appartiene, come se i rapporti fra i membri di una famiglia non fossero un classico di tutti i tempi e di tutte le latitudini. Troppo americana - si dice - troppi riferimenti che ci sfuggono, troppe situazioni che non ci sono proprie. Con questo criterio si capisce perché l' unica serie italiana che ha avuto successo internazionale è 'La piovra', che racconta storie di mafia. 'Brothers & Sisters' ci riguarda, eccome. Per come affronta i legami parentali, per come lascia entrare la realtà di tutti i giorni nel contesto familiare, per come tratteggia con finezza e profondità le psicologie dei singoli, per come sa catturare l' aria del tempo, per la grazia che la pervade. Un solo rammarico: le labbrone di Calista Flockhart, che quasi le impediscono di recitare e che molto fanno rimpiangere i tratti delicati di 'Ally McBeal' (e anche questa è una storia che ci appartiene...)".
(Aldo Grasso, 03.08.2007)
IL VENERDI
Telefilm, palestra mentale
"La tv intelligente è il nuovo serial americano. L'intelligenza non è nei contenuti ma nella complessità dell'intreccio narrativo: 'Lost', 'Dr.House', '24' hanno sceneggiature di una complessità tale che non ha precedenti nella letteratura e nel cinema. Sono una grande palestra per il nostro cervello".
(Carlo Freccero, 31.08.2007)
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martedì 10 luglio 2007

NEWS - I critici americani inneggiano a "I Soprano" e bocciano "24"Viva "I Soprano", abbasso "24". I critici americani si riuniscono da un paio d'anni per decretare i migliori e i peggiori serial della tv a "stelle e strisce" e quest'anno "Tv Week" (http://tvweek.com/) pubblica le nuove Top Ten, nel bene e nel male. Mentre "I Soprano" e "Lost" svettano nella classifica dei migliori, sorprende la discesa agli inferi di "24", seconda peggior serie della stagione dopo annate in cui la critica Usa ha lodato sperticatamente la serie con Kiefer Sutherland. Altra serie che non convince appieno i critici nonostante il primato di ascolti è "Grey's Anatomy"che finisce solo nona (l'anno scorso era quarta), superata da "Friday Night Lights" (terzo), "The Office" (quarto), "Ugly Betty" (quinto), "Heroes" (sesto), "30 Rock" (settimo), "The Shield" (ottavo). Decimo posto per "The Tudors". Per chi si chieda dove sia finito "Dr.House", i critici americani l'hanno piazzato al quindicesimo posto, mentre appare penalizzato "Brothers and sisters" solo 23esimo. Tra i "bocciati", al primo posto svetta "October Road" davanti a "24", mentre si segnala il difficile (ma valido) "The Black Donnellys" al quarto.
lunedì 5 marzo 2007
NEWS - Bentornata CALLYsta Flockhart! Dal 14 marzo al via "Brothers and sisters" su FoxLife(ANSA) - ROMA, 4 MAR - A marzo, FoxLife propone, in prima visione assoluta in Italia, 'Brothers and Sisters', la serie che segna il ritorno sul piccolo schermo di Calista Flockhart, protagonista di "Ally McBeal". Cosa significa essere una famiglia nel XXI secolo? 'Brothers and Sisters', in onda su FoxLife ogni mercoledi' alle 21:55 a partire dal 14 marzo, racconta le complicate relazioni dei Walker, una grande famiglia californiana dei nostri giorni composta da padre, madre e cinque figli (tre fratelli e due sorelle). La serie vanta un cast di assoluto livello. A tenere le redini del nucleo familiare e dell'azienda di famiglia c'e' il patriarca William Walker (Tom Skerrit, Alien, Top Gun), affiancato dalla moglie Nora Holden (Sally Field, "ER"), donna intelligente, molto ferma nelle sue posizioni e sin troppo determinata (caratteristica che la pone spesso in conflitto con i suoi figli). William e Nora hanno cinque figli: Kitty (Calista Flockhart), affermata conduttrice radiofonica con idee politiche molto conservatrici e con un rapporto fortemente conflittuale con la madre, Sarah (Rachel Griffiths, "Six Feet Under"), donna in carriera con famiglia a carico, Justin (Dave Annable, "Reunion"), il piu' piccolo, ma anche il piu fragile, con un problema di tossicodipendenza alle spalle, Kevin (Matthew Rhys), avvocato gay con qualche problema in affari di cuore, e Tommy (Baltahazar Getty, "Alias"), il fratello maggiore che gestisce l'azienda di famiglia. Una famiglia dalle complicate relazioni che cerca di accettarsi con tutte le sue debolezze e contraddizioni.
mercoledì 29 novembre 2006
NEWS - Brutto è bello: la serie-fenomeno "Ugly Betty" in Italia nel 2007(ANSA) - Roma, 29 nov. - E' un po' sovrappeso, porta gli occhiali, l'apparecchio fisso ai denti, ma e' piu' brillante, spiritosa, intelligente dei superbelli del mondo della moda che la circondano, la nuova beniamina delle serate televisive americane. E' Betty, la ventenne protagonista di 'Ugly Betty' ('Betty la brutta'), la serie televisiva in onda negli Usa sull'Abc che e' diventata fra i maggiori successi della stagione. In attesa di vederla in Italia nella primavera 2007 (rete e dettagli di programmazione sono ancora da definire) il pilot e' stato mostrato in anteprima ieri sera alla Casa del Cinema durante la serata dedicata alle nuove fiction realizzata da Touchstone Television e distribuite dalla Buena Vista International Television. La storia racconta le quotidiane avventure di Betty Suarez (America Ferrera), brillante ventenne che viene inaspettatamente assunta come assistente di Daniel (Eric Mabius) giovane direttore playboy di un importante magazine di moda a New York. Trattata inizialmente da brutto anatroccolo in un mondo in cui senza il look giusto si viene emarginati, la ragazza, per le sue idee brillanti e la capacita' di restare se stessa in un universo di plastica, si conquista pian piano la fiducia di Daniel e di chi la circonda. Tratta dall'originale telenovela colombiana 'Yo soy Betty la fea', diventata un fenomeno mondiale e gia' venduta in 70 Paesi, la serie e' prodotta negli Usa da Salma Hayek, nomination all'Oscar per 'Frida': "Mi era capitato di vedere la telenovela, che punta sulla comicita' invece che sul melodramma ha spiegato l'attrice nel breve filmato che ha introdotto la presentazione del primo episodio e quando Ben Silverman (produttore esecutivo, ndr) mi ha proposto di trarne una fiction ho subito detto di si". Per l'interprete di 'Dal tramonto all'alba' il titolo della serie e' sarcastico: "Non ci prendiamo gioco di Betty ma delle persone che la considerano brutta, io penso sia bellissima" . Come protagonista Salma Hayek (che in 'Ugly Betty' appare in alcuni cameo come interprete della telenovela preferita di Betty e in un'appassionata scena di seduzione con Eric Mabius) ha subito pensato alla 22enne America Ferrera ('Le donne vere hanno le curve') : "America mi ha colpito appena l'ho vista ha detto la Hayek - . E' uno di quei talenti che non si trova spesso e sullo schermo ha una personalita' accecante, da vera star". Per la giovane attrice, la forza di Betty e' di essere "un'eroina onesta e vera in mondo sempre piu' confuso. Questa serie non ha niente di didascalico e non e' la solita storia del brutto anatroccolo che diventa cigno. Non e' Betty a trasformarsi, a cambiare, ma quelli che la circondano, tanto belli fuori quanto brutti dentro". Francesca Tauriello, vice presidente di Buena Vista International Television, ha spiegato che 'Ugly betty' (di cui e' stata gia' commissionata una seconda stagione), "era un prodotto che mancava nella tv americana. Serviva una serie divertente, indirizzata al pubblico femminile fra i 18 e i 30 anni, che infatti e' diventato il suo pubblico di riferimento". Durante la serata e' stata presentato inoltre il pilot della serie, inedita anche negli Usa, 'Day break', telefilm poliziesco con Taye Diggs, nel quale un giovane pioliziotto e' condannato a rivivere di continuo il giorno in cui viene ingiustamente accusato per l'omicidio di un procuratore distrettuale. La Disney gia' produttrice di fiction come 'Desperate Housewives', 'Lost' e 'Grey'anatomy', "sta puntando sempre piu' sulla tv, attraverso serie di altissima qualita' con attori, sceneggiatori e registi che vengono dal cinema e dal teatro" ha spiegato Francesca Tauriello. Fra le produzioni della nuova stagione che arriveranno a primavera in italia, ci saranno anche le sitcom 'Knights of prosperity', realizzata dagli autori del 'David Letterman show' e 'In case of emergency', su un gruppo di ex compagni di scuola che si ritrovano ad affrontare una disavventura dopo l'altra; 'Brothers and sisters' con Calista Flockhart ('Ally Mc Beal'), e 'Six degrees', la nuova creatura del produttore di Lost' J.J Abrams.
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giovedì 27 luglio 2006
NEWS - Calista Flockhart imita Ally McBeal: "più sei giù, più sono belle le cose che ti possono capitare"In linea con il personaggio che l'ha resa famosa, ecco come appare oggi Calista Flockhart, ovvero l'interprete della sfigata cult "Ally McBeal". Senza trucco e apparentemente con qualche chilo conquistato, Calista, sebbene nello scatto non sembri essere al settimo cielo, è felice di essere ritornata in televisione da protagonista nella serie "Brothers&Sisters", tanto che alla premiazione dei Television Critics Association ha dichiarato: "E' entusiasmante tornare in tv e avere a che fare con un gruppo di validi attori e sceneggiatori". "Brothers&Sisters", in onda attualmente su ABC, racconta le vicende di una famiglia californiana sui generis dei giorni nostri, dove la normalità e la perfezione sono mete irraggiungibili fonte di stress (http://abc.go.com/primetime/schedule/2006-07/brothersandsisters.html). A vedere la foto di Calista presa per strada questa settimana, sembra che sia entrata perfettamente nella parte, memore forse di uno dei motti di Ally: "La verità è che forse non voglio essere troppo felice o soddisfatta. Perché poi, cosa potrei desiderare? Più sei giù e più sono belle le cose che ti possono capitare. Pensate un po’: mi sto divertendo un mondo e non me ne sto rendendo conto”. Che sia la tattica giusta per conquistare Harrison Ford?
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