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venerdì 17 settembre 2010

NEWS - Anteprima: domenica parte in America "Boardwalk Empire", sorta di Big Bang (in theory) del nuovo genere seriale. O sarà un successo o sarà la fine di un'epoca...(d'oro)
(di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 15 set - Non sono i Soprano, i mafiosi italo-americani del New Jersey, ma in un certo senso ne sono gli antenati. Non trafficano i rifiuti, ma tentano di fare soldi - e il piu' possibile - con gli alcolici durante la proibizione in una delle capitali americane del gioco d'azzardo. Esordisce domenica prossima, tra grandissime attese, la serie televisiva 'Boardwalk Empire', una saga dedicata al proibizionismo tra le due guerre ad Atlantic City, la Las Vegas dei poveri del New Jersey. A dirigere il primo episodio, in onda sulla Hbo, e' nientemeno che Martin Scorsese, il principe di Little Italy del cinema americano, l'uomo di Taxi Driver, di Raging Bull, ma anche di Goodfellas e Gangs of New York. Accanto a Scorsese c'e' come primo protagonista Steve Buscemi (che era presente anche nei Sopranos come Tony Blundetto, un cugino di Tony Soprano, che poi lo 'elimina'). Buscemi e' Enoch 'Nucky' Thompson, il tesoriere della citta', che lui punta a trasformare nella ''Bootleg Capital'' degli Stati Uniti, cioe' in capitale americana dell'alcol sotto la proibizione. 'Nucky' e' un personaggio un po' viscido ed ambiguo, duro in affari, ma seduttore con le signore (specie quelle anti-alcol), e si ispira ai veri boss mafiosi di Atlantic City negli anni Venti. L'altro protagonista di 'Boardwalk Empire' e' Michael Pitt: il biondino di The Dreamers di Bernardo Bertolucci e di Last Days di Gus Van Sant, dove impersonifica Kurt Cobain, il leader dei Nirvana. Nel nuovo serial Pitt e' un ex studente di Princeton appena tornato dalla prima guerra mondiale, che finisce tra i traffici di 'Nucky' Thompson. Un'altra presenza proveniente dai Sopranos e' quella di Terrence Winter, uno degli autori della popolarissima serie dedicata ai mafiosi del New Jersey, uno dei maggiori successi della tv americana insieme con Sex and The City e le Casalinghe Disperate di Wisteria Lane. L'episodio pilota girato da Scorsese e' stato concepito come una super-cartolina di lusso, un affresco per illustrare la cittadina in riva al mare del New Jersey, e la sua famosa passeggiata in assi di legno, sotto i grandi alberghi e le attrazioni. Solo alla fine, dopo che tutti i personaggi sono stati presentati, si entra nel vivo ed inizia la suspence.

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giovedì 16 settembre 2010

NEWS ESCLUSIVA - Clamoroso al Cibaleandro! Lady Gaga in trattative per comparire in "CSI: Miami"
Quella "poker face" di Lady Gaga non finisce di stupire. L'icona più pop dei giorni nostri è in trattativa con la produzione di "CSI: Miami" per comparire in un ruolo ad hoc nel telefilm. Anzi, a quanto si apprende, si tratterebbe di "un ruolo speciale". Eva La Rue, nel cast del telefilm nei panni della detective Natalia Boa, ha già commentato che "sarebbe fantastico". Proprio La Rue avrebbe svelato che "Lady Gaga non vorrebbe interpretare se stessa ma un personaggio vero e proprio". In passato la cantante di "Bad Romance" aveva già fatto capolino in un telefilm - "Gossip Girl" - nei panni di se stessa, mentre un omaggio al suo mito è stato realizzato di recente in "Glee".

mercoledì 15 settembre 2010

GOSSIP - Porchixxxima Montana! La figlia strappo(r)na di Laurence Fishburne ricoverata per disturbi mentali e attacchi d'ira
Porno subito. La figlia esagitata di quel poveraccio di Laurence Fisburne ("CSI") è stata ricoverata per essere curata dagli attacchi d'ira che la contraddistinguono e per vagliare il suo equilibrio mentale. In pratica, sarebbe una pazza. Già il fatto che avesse scelto le luci rosse per diventare famosa (come la Kardashian) avrebbe dovuto far insospettire i suoi cari, ma evidentemente le cose son peggiorate. A quanto si apprende, Montana è stata ricoverata nel sud della California e ne avrà per un mesetto.
GOSSIP - Col seno di poi, Sofia Vergara confessa: "devo dire grazie alle mie tette"
Non capita spesso si leggere interviste sincere nello star-system, ma Sofia Vergara ("Modern Family") ha fatto un'eccezione sull'ultimo numero di "Self", che non per niente le dedica la copertina. L'attrice non si tira indietro ammettendo che "sono grata ai miei seni, mi hanno aiutato nella mia carriera". "Mi sono sempre sentita sexy - confida la tettonica Sofia - anche se nell'adolescenza il mio corpo non mi piaceva. Dicevo a mia mamma che appena avrei raggiunto la maturità avrei fatto un'operazione per 'togliermi di torno' queste tette. E mia mamma mi rispondeva che quando avrei compiuto 18 anni avrei visto la questione in maniera differente. Aveva ragione. Anche se è difficile vestirsi, ho una 34 DD, qualunque cosa indossi sembro una spogliarellista!".

martedì 14 settembre 2010

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Cameron con vista. Il regista di "Avatar" al lavoro per portare "True Lies" in tv
(ITALPRESS) - James Cameron produrra' una nuova serie basata sul suo film del '94, "True Lies", come riporta Deadline.com. Il film vedeva protagonisti Arnold Schwarzenegger nei panni di una superspia internazionale e Jamie Lee Curtis nel ruolo della moglie, che scopre casualmente la doppia vita del marito. Ancora da decidere il cast. Cameron sara' produttore esecutivo della serie.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sulle serie tv dai giornali italiani e stranieri

LA REPUBBLICA
"Mad Men"&Co.: quando la tv supera il cinema
"Fabbrica di disinformazione e omologazione, maestra di maleducazione e cattivo gusto, impegnata a trascinare sempre più in basso un pubblico che si vuole ipnotizzato e passivo, la televisione ha eccitato all' improvviso i colti, gli snob, i filosofi, gli storici, gli architetti, i sociologi, gli studiosi di comunicazione, gli antitelevisivi, i sapienti di ogni genere, con un serial memorabile arrivato alla sua quarta stagione e appena premiato con l'Emmy Award per la miglior serie drammatica: Mad Men scritto da Matthew Weiner, il genio autore dei Soprano. Epoca fine anni ' 50-' 60, città New York, luogo un ufficio di Madison Avenue, la strada delle agenzie pubblicitarie, storie quelle dei suoi dirigenti e impiegati e segretarie e mogli e amanti e figli; carriere, rivalità, campagne riuscite e perdute, ambizioni, frustrazioni, nevrosi, corna, divorzi, riconciliazioni, infarti, passato inconfessabile, segreti, perdizioni, tradimenti. Presidenti americani Eisenhower, Kennedy, Nixon. elegante e siderale mensile francese Cahiers du cinéma ha dedicato alla serie definita "magnifica", un editoriale firmato dal direttore Stéphane Delorme, più un lungo articolo elogiativo e la copertina con il volto della protagonista, l' attrice January Jones di incantevole bellezza, una specie di nuova Grace Kelly, più torbida che solare, con quella sigaretta tra le dita, in un gesto di provocante, muta femminilità, che le donne di oggi hanno dimenticato. Scrive Delorme che Hollywood sta vivendo una crisi di ispirazione senza precedenti dopo aver prodotto affreschi ambiziosi come Il padrino: «Oggi è la televisione a raccontare l' America contemporanea, è un serial come Mad Men, che presenta sotto le immagini anni ' 60 il riflesso mascherato della nostra epoca». Il cinema d' autore arranca nelle difficoltà finanziarie, di creatività e di mercato, sta invece nascendo finalmente una travolgente televisione d' autore; non la soap opera, non il drammone storico, non il santino biografico, non la trasposizione letteraria, non la buffonata: ma un prodotto nuovo, originale, strettamente televisivo, che non ha più bisogno di ispirarsi al cinema o di esserne gregario, ma ha trovato tempi, contenuti, scrittura ed estetica tutti suoi. Negli Stati Uniti naturalmente, non in Italia, dove l' asservimento Rai-Mediaset alla politica, alla pubblicità, ai raccomandati, ai labbroni rifatti delle show-girls, e la sparizione dei tanti talenti che l' abitavano, condannano la nostra televisione all' horror della banalità quotidiana e alla fuga dell' audience. È da anni che le serie americane hanno cominciato a puntare sull' intelligenza, l' originalità, la ricerca, soprattutto il rischio, creando nuovi sceneggiatori geniali e attori dallo speciale talento televisivo, diversi da quelli del cinema; da Lost a Six Feet Under, da I Soprano a The Wire, da In Treatment a 24. Sex and the city, nato dalla televisione e poi sfruttato anche dal cinema, mettendo a confronto i due mezzi, ha dimostrato l' assoluta superiorità della travolgente serie rispetto ai due brutti film. Per ora, Mad Men resta una serie insuperata per umanità, profondità, estetica, colpi di scena: in Italia, trasmesse fino ad ora solo su Sky, dal canale Cult, ne abbiamo viste tre serie in 39 puntate, in autunno dovrebbe cominciare la quarta, adesso in onda negli Stati Uniti. L' incanto che colpisce tutti, soprattutto gli spettatori italiani, è che quando si evocano gli anni ' 60, si pensa soprattutto al ' 68, alla rivolta giovanile, al femminismo, alle scuole occupate, ai cortei, ai gonnelloni, agli zoccoli, alla kefia, all' autocoscienza, agli scontri con la polizia. Mad Men ci parla degli altri anni ' 60, i primi del decennio, quando negli Stati Uniti imperava ancora la mistica della femminilità, l' omosessualità era reato quindi clandestina, i neri erano ancora del tutto discriminati. E sono proprio quegli anni ' 60, reazionari, crudeli, oppressivi e ipocriti, che oggi paiono invidiabili, un tempo di eleganza e ordine, di donne cotonate e imbustate e sottomesse, di uomini di successo sempre col cappello, di classi sociali separate tra privilegio ed esclusione. In nessun film recente, neppure in quelli più riusciti come Revolutionary Road di Sam Mendes o A single man di Tom Ford, quegli anni sono così vivi come in Mad Men, non solo negli ambienti, negli oggetti, nel trucco, negli abiti, nei luoghi e nei gesti, ma anche nei sentimenti, nei comportamenti, nei rapporti tra le persone. Negli uffici le donne sono dattilografe e segretarie, una sola riesce a farsi strada come dirigente, mai presa sul serio e rinunciando a una vita privata: gli unici neri che si vedono sono cameriere o inservienti, i mariti vincenti hanno mogli che escono da università prestigiose ma relegate in casa, nel paradiso dei lavori domestici secondo quella mistica della femminilità che verrà poi denunciata da Betty Friedan. Tutti bevono aperitivi o whisky ad ogni occasione, tutti fumano continuamente, tutti, in ufficio o altrove, appena possono scopano. Pare un tempo invidiabile per libertà, nessuno si pone limiti che non siano di ipocrisia moralistica, nessuno pensa al colesterolo, all' ambiente, e mai come in quegli anni la femminilità è esplosiva, vistosa eppure casta: come quella di Joan, la rossa tuttofare dell' ufficio, con i fianchi larghi, la vita sottilee il seno a punta come quello di Lana Turner, che il suo capo sposato si prende sul divano. Betty (January Jones) è invece la bellissima elegantissima, fortunata moglie di gran classe di Don Draper, il creativo dell' azienda: nella sua bella casa, coi suoi bei bambini che le danno fastidioe nulla da fare se non aspettare truccata il ritorno del marito e ribellarsi alla sua inquietudine e disperazione innamorandosi di un altro. Don, il protagonista (un nuovo straordinario Cary Grant, l' affascinante Jon Hamm, poliziotto in The Town di Ben Affleck), ha un torbido passato che deve nascondere, come nasconde tutta la sua vita erotica sino alla perversione, di amante in amante, come occulta la sua depressione e infelicità in tempi in cui solo il successo era accettabile, in cui un uomo fragile era impensabile. L' accuratezza dell' immagine in Mad Men è esemplare, mai caricaturale, mai esasperata: i completi da uomo di buon taglio ma non aderenti, il fazzoletto nel taschino, il nodo stretto alla cravatta, i guanti per guidare l' automobile, il portasigarette piatto, i graziosi abiti a corolla delle signore, i guantini bianchi immancabili, il tennis come simbolo di emancipazione, l' equitazione per esibire ricchezza; arredamenti oggi orridi, tendaggi con le frange, portaceneri di cristallo colorato, poltrone di velluto, cucine texane, enormi frigoriferi. Se esiste ancora un pubblico, anche in Italia, per l' archeologico Beautiful, sempre più dissennato e polveroso, cresce ormai la necessità, per la televisione, di conquistare quei milioni di persone che la rifiutano pretendendo un intrattenimento che risponda alle loro curiosità culturali. I film che si sono visti alla Mostra del cinema di Venezia che chiude stasera, sono per la maggior parte di buon livello, ma non si è visto un solo capolavoro: toccherà alla televisione, alla fiction, dopo Mad Men, riempire quel vuoto?".
(Natalia Aspesi, 12.09.2010)

lunedì 13 settembre 2010

NEWS - Eraserhead! I telefilm "di testa" non reggono sulle generaliste: vanno male "The Mentalist", "Lie to me" e "FlashForward". Che sia un rigetto delle serie che si basano sull'intuizione?
I telefilm mentali (o "di testa") non reggono sulle tv generaliste. Il primo dato di quest'autunno televisivo è piuttosto intrigante. Lasciando stare i classici e ritriti discorsi (legittimi) che ormai le serie tv si guardano "scaricate" o successivamente sul satellite/digitale, dal punto di vista dei contenuti emerge l'ipotesi che le serie che si basano sull'intuizione ("The Mentalist", "Lie to me", "FlashForward") e non sulla scienza ("CSI", "Criminal Minds", "Cold Case"...), abbiano meno appeal...Almeno sul pubblico generalista. O che forse il "nuovo corso" intuitivo - che in realtà è un corso "classico", da "Ellery Queen" a "Colombo" - non sia stato ancora metabolizzato...

Insomma, tante pippe, per dire che Italia 1 ha rivoluzionato il palinsesto dopo le prime 2 puntate della seconda stagione di "The Mentalist" e il debutto di "FlashForward". La prima, con un ascolto di 1.740.000 telespettatori nel primo episodio e di 1.977.000 nel secondo, non ha raggiunto i risultati sperati dalla rete, e per questo è stato spostato sia di giorno che di orario: dal 20 settembre, ogni lunedì alle 22.05, preceduto da un episodio di "CSI: Miami" (il meccanismo che la scientifica faccia da traino all'intuizione è seducente...!). Stesso destino (avverso, è il caso di dirlo: come nel telefilm!) per "FlashForward", anch'esso al lunedì dal 20 settembre, ma alle 23.55 con ben due puntate. Confermato - al momento - il doppio appuntamento di giovedì 16 settembre in prima e seconda serata.

Così come ad oggi è confermato per sabato prossimo su Retequattro "Lie to me" dopo il 5% dell'esordio...

Chi vivrà forward, vedrà...!

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Lick it or Leave it!

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