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lunedì 11 febbraio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"You" al confine tra amore e ossessione
"'You' (creata da Greg Berlanti, quello di «Dawson Creek», insieme, a Sera Gamble), racconta l'incubo perfetto di ogni appartenente alla Generazione Z: lo stalking sui social (Netflix). Come ha scritto Francesco Abazia, «cos'è la Generazione Z? La classificazione — originariamente nata a fini commerciali, come pure successo per la Gen X e i Millennial — deriva da un report di Sparks e Honey, che identificò i nati tra 111995 e il 2006 come appartenenti a questa categoria, che va ben oltre la semplice dipendenza da Facebook e Instagram. Ad esempio, la Z è stata la prima generazione che ha rivalutato il concetto di genere, ha reso la sessualità più fluida, salvo poi finire per fare meno sesso di tutte le altre». Joe Goldberg, giovane manager di una libreria, è ossessionato dalle vite delle persone che incontra. Un giorno, la sua strada incrocia quella di Beck, una giovane cliente del negozio, di cui si innamora. «You» è un classico teen drama: a interpretare Joe è Penn Badgley (il Dan di «Gossip Girl»), mentre da «Pretty Little Liars» viene Shay Mitchell, che qui interpreta il personaggio scomodo di Peach, un'amica intima di Beck (Elizabeth Lail). Al netto di alcune banalizzazioni, «You» rappresenta un tentativo tutto sommato riuscito di affrontare con occhi nuovi il confine antico che separa l'amore dall'ossessione, il sentimento dallo stalking; lo fa mettendoci in guardia dall'uso sconsiderato dei social, chiavi non sempre del tutto comprese nella loro potenza di scardinare la privacy e scandagliare i segreti di ciascuno di noi. La sceneggiatura insiste sulle personalità nascoste; Joe e i suoi monologhi (rivolti al pubblico, ma in realtà indirizzati alla giovane protagonista) ci rivelano una persona narcisista e deviata che si nasconde dietro i modi gentili; la stessa Beck, apparentemente sicura e solare, nasconde dietro la sua ordinarietà segreti e fragilità". (Aldo Grasso)

mercoledì 30 gennaio 2019

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Le occasioni mancate di "You"
"Libri? Addirittura una libreria, intesa come negozio con i clienti tra gli scaffali? Non sono luoghi frequentati dalle serie. E certo si notano di più dopo la sparata di Marie Kondo sui trenta e non più trenta. Sostiene la sacerdotessa dei calzini ("adagiateli mollemente nei cassetti, hanno faticato tanto, cosa sono quei grovigli per non farli scompagnare?") che in una casa ordinata trenta libri bastano, di più è vizio. Ecco, appunto: sappia la maniaca dell'ordine mondiale che il vizio è premio a se stesso molto più della virtù (trenta libri bastavano per un mese di vacanza, prima del Kindle). Non è solo la prima scena: la bella ragazza bionda entra in libreria, il commesso che ha qualcosa di Anthony Perkins in "Psycho" la adocchia e ne fa la sua ossessione. La pista dei libri, in "You" - con poco successo su Lifetime, poi rilanciata da Netflix che ora minaccia la seconda stagione-prosegue e si complica per tutti e dieci gli episodi. Senza lasciarsi tentare dal campionario di sciocchezze: "i libri rendono migliori, la lettura apre al dialogo, vicino alle biblioteche di quartiere la criminalità scende". La bionda Guinevere Beck (era tanto che i poemi cavallereschi non avevano il loro momento) curiosa tra gli scaffali, dalla lettera F alla K. Il commesso esclude William Faulkner (la ragazza non sembra voler fingere interesse per uno scrittore ostico) e pure Stephen King (la ragazza ha l'aria troppo sana e abbronzata). La bella chiede "Desperate Characters" di Paula Fox, scrittrice che ha avuto un suo momento di culto, non disgiunto dal fatto che risultò essere la nonna di Courtney Love. Chiacchiere, flirt, pedinamento. "La fantascienza sbaglia, la tecnologia è amica", dice il commesso che si chiama Joe. In un battibaleno sottrae lo smartphone, trova l'indirizzo di casa, scopre che le finestre sono senza tende, quindi può dedicarsi al voyeurismo. Troppo facile e troppo veloce, non sarà l'unico buco della trama. Beck è talmente tarda ad accorgersi dello stalker da far venire il sospetto che abbia capito, e prolunghi il gioco della seduzione. Joe da parte sua sembra stranamente distratto di fronte a un segnale: l'account Twitter di Beck ha un gioco di parole con il `Bechdel Test", inventato dalla fumettista lesbica Alison Bechdel per giudicare il femminismo nei film. Servono due donne parlanti, e le due non devono parlare di maschi - "You" non lo supera, le amiche di Beck classificano per categoria i selfie osceni che ricevono. Netflix ha dichiarato 80 milioni di spettatori per Sandra Bullock bendata in "Bird Box", 20 milioni per la serie "Elite", e 40 milioni per "You", che appartiene al filone "Gone Girl" ("spettatore" significa che ha guardato almeno il 70 per cento di un episodio). Viene da un romanzo di Caroline Kepnes (Mondadori) e sta pericolosamente in bilico tra la perfidia e l'idiozia. Magnifico il ritrattino del rivale, un hipster di ottima famiglia che ha deciso di produrre soft-drinks biologici ("rappresenta tutto quel che ha portato gli Stati Uniti alla rovina", dice Joe, cresciuto in famiglie affidatarie). Man mano che la trama avanza, sospendere l'incredulità diventa sempre più difficile. Resistendo, facciamo in tempo a goderci un festival "Charles Dickens", gente che si diverte indossando abiti e cappellini vittoriani. Guinevere Beck vuole scrivere (se no che ci farebbe in libreria?): al corso di scrittura, con esercizi svolti e corretti, gli showrunner Greg Berlanti e Sera Gamble - o forse solo lui, o forse solo lei - ritrovano il veleno". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 23 luglio 2018

NEWS - Clamoroso al Cibalesbo! Arriva la serie su "Batwoman" con la protagonista eroina dei diritti LGBTQ (firmano il papà dell'Arrowverse e la lesbica dichiarata Caroline Dries, già dietro le quinte di "TVD")

News tratta da Deadline
Batwoman is already scheduled to visit the Arrowverse for the annual crossover event in December; she may now become a permanent member of it, expanding the universe and breaking some TV ground in the process. The CW has put in development a Batwoman series for 2019 consideration. It hails from former The Vampire Diaries executive producer Caroline Dries and the architect of the CW Arrowverse, Greg BerlantiIn Batwoman, written by Dries based on the DC characters, armed with a passion for social justice and a flair for speaking her mind, Kate Kane soars onto the streets of Gotham as Batwoman, an out lesbian and highly trained street fighter primed to snuff out the failing city’s criminal resurgence. But don’t call her a hero yet. In a city desperate for a savior, Kate must overcome her own demons before embracing the call to be Gotham’s symbol of hope. Batwoman already has been a trailblazer for LGBTQ+ representation in comics. After a long hiatus, she was reintroduced to the DC comic universe in 2006 when she was established as a Jewish lesbian, becoming the first-ever lesbian superhero title DC character. Now Batwoman would become the first gay lead character — male or female — of a live-action superhero series. (DC, Berlanti and Warner Bros. Animation previously collaborated on the first animated show with a gay lead, Freedom Fighters: The Ray on CW Seed). Batwoman would join Arrowverse, which features a number of LGBT characters, including Arrow‘s Curtis Holt, The Flash‘s Captain Singh, Legends Sara Lance and Supergirl‘s  Alex DanversBatwoman comes from Berlanti Productions in association with Warner Bros. Television where the company recently extended its overall deal. Dries, who is lesbian, executive produces alongside Berlanti Prods.’ Berlanti and Sarah Schechter as well as former DC Entertainment president Geoff Johns (The Flash) via his new Mad Ghost Productions banner. Johns also has been producing the long-gestating Batgirl DC feature at Warner Bros., which switched writers this past spring. Casting is about to begin for an actress — likely lesbian — to play Batwoman in the DC crossover event in December. If Batwoman goes to pilot, the same actress will play the central character in it. Dries does not work on a CW DC series but is expected to be involved in some consulting capacity when the character of Batwoman is crafted for the crossover, which spans Arrow, The Flash, Legends of Tomorrow and Supergirl. (It is unclear yet which of the series would introduce her.) It was Arrow star Stephen Amell, along with the CW president Mark Pedowitz, who announced at the CW presentation in May that this year’s crossover event will feature Batwoman. “This is the first time ever that Batwoman will make a live-action appearance on any screen,” Pedowitz said, adding that, along with Batwoman, the City of Gotham also will be added to the ever-expanding Arrowverse. With Batwoman, the CW is following the strategy it used for The Flash, whose central character was introduced in a two-episode arc on Arrow in December 2013. While originally the network had planned a third Arrow episode later that season to serve as The Flash backdoor pilot, it ultimately opted for a standalone Flash pilot, which launched the series the following fall. Dries has superhero credentials — she started her writing career on the CW/WBTV Smallville before a seven-season run on The Vampire Diaries, on which she rose to executive producer and showrunner. The character Batwoman began appearing in DC Comics stories beginning with Detective Comics #233 in 1956, in which she was introduced as a love interest for Batman. On TV, Batwoman first appeared in animated series Batman: The Brave and the Bold, which premiered on Cartoon Network in 2008. On film, Batwoman appeared in Batman: Mystery of the Batwoman, voiced by Kyra Sedgwick, a 2002 direct-to-video animated film based on animated series The New Batman Adventures. Batwoman also made a cameo in direct-to-video superhero film Batman vs. Robin and appeared in 2016’s Batman: Bad Blood, voiced by Yvonne Strahovski.

sabato 12 novembre 2016

NEWS - We can be all SuperHeroes, just for one cover! 
Articolo e cover tratti da "Entertainment Weekly"
On an early October afternoon, the casts of The CW’s “Arrowverse” serials gathered in an airport hangar on the outskirts of Vancouver B.C. for a historic event. From Arrow, there was Stephen Amell (Oliver Queen, aka the show’s emerald archer), David Ramsey (Diggle/Spartan), Willa Holland (Thea Queen/Speedy) and Emily Bett Rickards (Felicity Smoak). From The Flash, there was Grant Gustin (Barry Allen, aka the show’s scarlet speedster), Candice Patton (Iris West), Tom Cavanagh (H.R. Wells), Danielle Panabaker (Dr. Caitlin Snow) and Carlos Valdes (Cisco/Vibe). From Legends of Tomorrow, there was Brandon Routh (Ray Palmer/The Atom), Caity Lotz (Sara Lance/White Canary), Dominic Purcell (Mick Rory/Heat Wave), Franz Drameh (Jax, one half of Firestorm), Victor Garber (Dr. Martin Stein, the other half of Firestorm). And from Supergirl, there was the maiden of might herself, Melissa Benoist, the only actor dressed in their caped crusader colors. (Must be dry cleaning day at the Hall of Justice).

Calling this unprecedented all-star squadron of comic book stars to order, director Dermott Downs instructed them to perform a very important heroic duty: Surprising Benoist with a “Happy Birthday” serenade. “That was overwhelming,” says the actress, who turned 28 on the day in question. “I think that will be the first and only time I will be sung to by a group of superheroes.” Of course, Benoist and all of her Super-Friends had to actually work on her birthday; not even the girl of steel gets a day off for turning another year older. The occasion of this massive team-up: filming a four-show crossover event, which begins in the final scene of the Nov. 28 episode of Supergirl and unfolds over the next three nights in episodes of The Flash, Arrow and Legends. Entertainment Weekly visited the set of the massive undertaking and brings you a report in our new issue, on sale this week. We got to see Supergirl fly, The Flash and Cisco tear a hole in the fabric of space-time (or pretend to), and even saw someone get shot. No, we can’t tell you who, but we can tell you the threat that set the sprawling plot in motion: The Dominators, mind-controlling extraterrestrials threatened by Earth’s surging population of metahumans. If you’re wondering if “mind-control” = “we’re totally going to see these superheroes fight each other,” then you’re absolutely [REDACTED].
The “Arrowverse” has an alternate moniker, the “Berlantiverse,” named after the super-producer who presides over it, and he has some feelings about the term. “I object to it, to be honest. There are just so many people that are also part of this,” says Greg Berlanti, 44, whose prodigious, eclectic output began with Everwood in 2002 and currently includes Blindspot on NBC. “Plus, you never want anything named after you that people could be upset or angry about.” Produced in collaboration with Marc Guggenheim and Andrew Kreisberg, Berlanti’s small screen treatment of Warner Bros.’ DC Comics properties offers an alternative – some might argue correction – the studio’s big screen superhero pop, including the apocalyptic heavy metal of Zack Snyder’s Man of Steel flicks and the bubblegum nihilism of David Ayer’s Suicide Squad. The Arrowverse actually likes superheroes, believes in superheroes, and knows how to have fun with them – and critique them – without deconstructing them to smithereens. They possess the levity of Marvel’s cinematic universe (still the genre’s gold standard), and the progressiveness of Marvel’s best TV offerings (Jessica Jones, Luke Cage), but with a more carefree embrace of melodrama and whimsy.
“These shows have to work on multiple levels,” says Berlanti. “You want them to be fun and enjoyable. But if they’re not about something, why are you showing up to work every day and asking everybody to pour their heart and soul into a story if it’s only about the Flash fighting a villain of the week?”
To read more on Berlantiverse, pick up the new issue of Entertainment Weekly on stands Friday, or buy it here now – and subscribe for more exclusive interviews and photos, only in EW. 

martedì 10 maggio 2016

NEWS -  Tatuatevelo in testa: da stasera "Blindspot" su Italia 1 
Un borsone abbandonato in mezzo all’affollata Times Square. Un poliziotto lo nota. Arrivano gli artificieri. D’un tratto qualcosa all’interno della sacca si muove. C’è qualcosa dentro… o meglio, qualcuno! La cerniera si apre. Esce una donna. E’ completamente nuda! E tutta tatuata…E’ la scena-shock iniziale – e di questi tempi tremendamente attuale – della serie tv al debutto risultata la più vista della stagione in America con 15 milioni e 200 mila spettatori. “Blindspot” arriva in anteprima esclusiva su Italia 1 dal 10 maggio, ogni martedì in prima serata. Essendo priva di memoria, la donna ritrovata nel borsone a Times Square assume il nome di Jane Doe (Jaimie Alexander), l’appellativo dato a coloro che perdono coscienza della propria identità. Tra i fantasiosi tatuaggi che ricoprono il suo corpo vi è il nome dell'agente dell'FBI Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Si scopre che il DNA della donna corrisponde a quello di Taylor Shaw, la vicina di casa di Weller quando erano bambini, che era scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Il detective e la sua squadra iniziano ad indagare per decifrare i numerosi tatuaggi per risalire all'identità della donna e risolvere i misteri a lei legati che puntata dopo puntata formano un puzzle di misteri e collegamenti. La serie è ideata e prodotta da Martin Gero (di origini svizzere) e Greg Berlanti, quest’ultimo definito “il Re Mida della nuova Hollywood” dopo i successi di “Arrow”, “The Flash”, “Supergirl”, “Legends of Tomorrow” (tutti titoli in orbita Italia 1 tra presente e futuro). A proposito del serial, Berlanti ha chiosato: “Un buon thriller, se davvero buono, è universale”. Per la bibbia tv “Entertainment Weekly” la serie è risultata “il miglior successo dell’anno”. “Blindspotsi è aggiudicata il Critics’ Choice Awards quale “miglior nuova serie” della stagione tv. Sono circa 200 i tatuaggi che ricoprono la protagonista.  Per venire “truccata” con i tatuaggi, Jaimie Alexander si è sottoposta fino a  6 ore e mezza di make up al giorno. L’attrice aveva già interpretato una donna senza memoria nella serie “KyleXY”; per interpretare la protagonista ha rinunciato al ruolo di “Wonder Woman” nell’omonimo film al cinema. Durante i ciak, Jaimie ha pilotato realmente un elicottero. In originale i titoli degli episodi sono anagrammi. Il claim originale di lancio della serie è stato: “Piecing together her past. One tattoo at a time”. Le riprese sono avvenute interamente nella Grande Mela. Tra gli
sceneggiatori c’è anche un esperto di puzzle del “NewYorkTimes”. Proprio il “New York Times” ha così commentato l’avvento del serial: “è un’intrigante variazione sul tema dei puzzle, oltre a scavare nelle paure più recenti dei newyorkesi, come avviene nella scena iniziale che ipotizza un atto terroristico in mezzo a Times Square”. Se “Hollywood Reporter” ha strillato “finalmente qualcosa di nuovo da…memorizzare!”, “Variety” ha chiosato: “sebbene sulla carta richiami ‘Memento’ e ‘Bourne Identity’, la nuova serie di Berlanti in pausa super-eroica desta sicuramente impressione”. Per gli storici del caso, il termine identificativo “Jane Doe” dato alla smemorata protagonista, è stato inaugurato ai tempi di Edoardo III di Inghilterra (all’epoca venne utilizzato al maschile, “John Doe”, per determinare un ipotetico proprietario terriero). Col tempo l'espressione cominciò ad essere usata per indicare una persona la cui identità è sconosciuta, come ad esempio nel caso del ritrovamento di un cadavere non identificato fino al momento del suo riconoscimento. In Italia è l'equivalente di Ignoto o NN (dal latino nomen nescio). Nomi fittizi usati per riferirsi a persone non specificate sono Mario Rossi, Tizio, Caio e Sempronio e Pinco Pallino.

martedì 19 aprile 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Supergirl", introspezione teen con super-poteri
"Supereroi, e ancora supereroi. L'immaginario contemporaneo, al cinema come in televisione, non sembra più fare a meno di personaggi dagli abiti sgargianti e dai poteri eccezionali, in costante lotta contro un male che mette a rischio le persone comuni, le citta, il pianeta intero. L'eroe uguale ma diverso da tutti noi, i miti fondativi, le incertezze e le difficoltà fino all'inevitabile vittoria finale contro il nemico riescono a mettere in luce le contraddizioni e le inquietudini del nostro tempo, a livello individuale come a quello sociale, proprio mentre ci intrattengono e ci rassicurano. E probabilmente questa la ragione del radicato successo delle varie riletture degli universi narrativi di Marvel e DC Comics. E sono questi i temi anche di «Supergirl», serie che espande il mondo DC proponendo una parafrasi, in chiave femminile, del mito di Superman (Premium Action, sabato, alle 21.10). Kara Zor-El, prima della distruzione di Kripton, è spedita sulla terra a proteggere il cuginetto, appunto Super-man: qualcosa però va storto, e sarà lei ad arrivare sulla Terra molti anni dopo il previsto, in un mondo dove già l'uomo d'acciaio protegge Metropolis. Kara allora segue tutta la trafila: è adottata da una famiglia di National City, i Danvers, ha una sorella che la protegge, Alex (Chyler Leigh), lavora in un grande gruppo editoriale al servizio dell'ambiziosa Cat Grant (Calista Flockhart, già protagonista di «Ally McBeal»). Scritta da Ali Adler, Andrew Kreisberg e Greg Berlanti (che dopo «Brothers and Sisters» e «Dirty Sexy Money» si è buttato sui supereroi, firmando «Arrow», «Flash» e «Blindspot»), la serie comincia quando Kara Danvers comincia a fare i conti con i suoi poteri e la sua identità, uscendo allo scoperto e attirando su di sé le attenzioni di numerosi villain. Ed è l'introspezione del teen drama, insieme a qualche accenno di commedia, a rendere la serie qualcosa di più di un semplice doppione". (Aldo Grasso, 13.04.2016)

sabato 2 aprile 2016

NEWS - Non è un aereo. Non è un razzo. Non è un uccello. Non è...un uomo. Al via stasera "Supergirl" (Premium Action) con i tutor Flash+Superman
Di eroine ce ne sono tante. Di Super-eroina una sola. “Supergirl”, in anteprima assoluta su Premium Action dal 2 aprile, è la serie tv che al debutto ha segnato il record stagionale americano di “più vista” con il boom di 13 milioni di spettatori, forte di un battage pubblicitario senza paragoni unito a una curiosità spasmodica per la messa in scena di una super-eroina tanto atipica quanto nata all’ombra di Superman. Non è un caso che il serial abbia vinto il prestigioso Critics’ Choice Award quale “Most exciting New Series. Basti poi vedere la copertina speciale della bibbia del piccolo schermo a “stelle e striscie”, “Tv Guide”, dedicata alla nuova stagione tv, dove la protagonista svettava su tutti al centro. O la cover di “Variety” sul nuovo filone d’oro dei super-eroi, con Supergirl e Flash insieme al loro papà Greg Berlanti, soprannominato in patria “Goldfingheroes” per i suoi successi (oltre a “The Flash” e al debuttante “Supergirl”, anche “Arrow” e “Blindspot”, quest’ultimo altro titolo in arrivo su Premium Action dopo il
primo passaggio su Italia 1- a maggio - risultata la serie più vista d’inizio stagione in Usa). Supergirl, cugina di Superman nota col nome da codice fiscale Kara Zor-El, è apparsa per la prima volta nel 1972 nei fumetti della DC Comics, vergati da Otto Binder e Al Plastino. Rispetto allo zio, con il quale condivide molti super-poteri, dimostra da subito una certa difficoltà: ambientarsi con le usanze terrestri e soprattutto con gli umani (mortali). Nella serie tv la super-eroina interpretata da Melissa Benoist (“Glee”), scelta dopo un lungo e attento casting con nomi anche altisonanti dello star-system televisivo americano, viene ritratta nei suoi 24 anni, adottata da quando aveva 13 anni dopo essere stata catapultata dal pianeta morituro Krypton. Come nella maggior parte delle serie super-eroiche moderne la nostra, cittadina di National City, è combattuta se manifestare o nascondere i propri super-poteri. La sua Forza è nel contempo la sua debolezza. E’ vissuta come una “diversità” che le preclude la normalità. Ad aiutarla nelle sue scelte – e da sfondo alle sue super-avventure – emergono le figure della direttrice editoriale Cat Grant (Calista Flockhart, volto noto di “Ally McBeal” e “Brothers&Sisters”), della sorella adottiva Alex (Chyler Leigh, “Grey’s Anatomy”), del fotografo James Olsen (Mehcad Brooks, “Desperate Housewives”) -  destinato a far battere il cuore alla protagonista – e della madre biologica Alura (Laura Benanti), prodiga di consigli. 

Greg Berlanti ha così commentato la nascita della serie: “all’inizio mi sono domandato se si potesse fare
un serial super-eroico senza super-poteri. ‘Supergirl’ è molto diverso da ‘Arrow’ e ‘The Flash’, c’è molta commedia, è una serie sulle relazioni in atto di una giovane donna che si ritrova a gestire una personalità ingombrante da super-eroina. E’ un titolo che punta al divertimento, più che all’azione, con inserti…intergalattici!”. Oltre a Berlanti, la serie è ideata da Ali Adler e Andrew Kreisberg. L’indovinato claim di lancio americano della serie è stato: “It's not a bird. It's not a plane. It's not a man. It's Supergirl”. Il costume di Supergirl è stato disegnato da Colleen Atwood, già stilista degli omologhi di Arrow e Flash. “Volevo che incarnasse il passato con la classica “S” sul petto, lo street-style di oggi con gli stivali da tutti i giorni e il lato sexy con la minigonna che punta all’azzardo”, ha chiosato Atwood. Proprio la questione sul costume di Supergirl ha attizzato il dibattito mediatico. “E’ piacevolmente diverso dai canoni e segue lo stile del nuovo Superman al cinema”, ha commentato “Entertainment Weekly”; il “Washington Post” ha notato che “da un lato rievoca il cartoon, dall’altro accentua il tono dark delle strips moderne con quel blu petrolio non più sfavillante come un
tempo”; più critico “E! Online”: “sembra più adatto ad una festa di Halloween che per una serie tv!”. Appena visto il costume da supereroina, Melissa Benoist ha esclamato: “sarà alquanto imbarazzante indossarlo!”. Da non perdere il 18esimo episodio, nel quale Supergirl incrocia i suoi super-poteri con quelli di “The Flash” in un memorabile cross-over seriale. Di straordinario culto, altresì, la 13esima puntata in cui la nostra incontra il futuro Superman (interpretato dal giovanissimo Daniel DiMaggio): intitolato For the girl who has everything (Per la ragazza che ha tutto), l’episodio è ispirato a For the man who has everything, storia di Superman scritta da Alan Moore, disegnata da Dave Gibbons e uscita nel 1985. Non è la prima volta che Supergirl compare in una serie tv. In “Supergirl – La ragazza d’acciaio” (1984) era interpretata da Helen Slater: quest’ultima compare da guest-star nel pilot del serial del 2015 con la Benoist, in un’ideale staffetta televisiva. In “Smallville” (2001) – altra serie super-eroica lanciata da Italia 1 – Supergirl appariva nella 7° stagione con il volto di Laura Vandervoort. Gemma Atkinson, Claire Holt ed Elisabeth Lail sono state tra le attrici candidate inizialmente per il ruolo di Supergirl. Per loro Melissa Benoist è diventata peggio della kryptonite.  

venerdì 4 settembre 2015

NEWS - Arriva la "Colombo" con i capelli rossi! Da domani "Mysteries of Laura" su Premium Stories (in arrivo anche la versione italiana!!!)
Il ritorno in grande stile di Debra Messing di “Will&Grace” avviene in “Mysteries of Laura”, in prima tv su Premium Stories dal 5 settembre (ogni sabato in prima serata). Firmata da Jeff Rake, è basata sulla serie spagnola “Los misterios de Laura” di Carlos Vila e Javier Holgado, prossimamente trasposta anche nella fiction italiana “I misteri di Laura” su Canale 5 con Carlotta Natoli nel trench della protagonista. I riflettori della serie si accendono sulla doppia vita di Laura Diamond (Messing), una detective che si occupa di omicidi per il dipartimento di polizia di New York ma che deve far fronte altresì al ruolo di madre di due figli gemelli, oltre che esser sposata con il suo capo – Jake Broderick (Josh Lucas) - al quale vuole chiedere il divorzio. La firma DOC di Greg Berlanti (“Arrow”, “The Flash”) compare tra i produttori esecutivi della serie già rinnovata per la 2° stagione, nonché candidata agli ultimi People’s Choice Awards nella categoria “Favorite New Tv Comedy”. Anche McG, già dietro i successi di “The OC” e “Chuck”, contribuisce alla produzione e alla regia. Imperdibile la 16° puntata, dove Messing si riunisce con il collega Eric McCormack di “Will&Gracesullo stesso set! Prima della Messing, la produzione aveva pensato a Demi Moore e Felicity Huffman per il ruolo della protagonista. Kelly Rutherford, Steve Guttenberg, Melissa Joan Hart e Janel Parrish sfilano da guest-stars. Brian Lowry su “Variety” ha commentato l’avvento della serie con “è come se ‘Colombo’ si fosse messo una parrucca rossa!”. 

mercoledì 20 maggio 2015

L'EDICOLA DI LOU - Una super-copertina per tre! "Variety" dedica la cover alla super-coppia Flash+Supergirl e al loro papà tv (Greg Berlanti)
Grant Gustin and Melissa Benoist become The Flash and Supergirl, respectively, for the new cover of Variety magazine, alongside their powerhouse producer Greg Berlanti.
Here’s what the 42-year-old TV producer had to share with the mag:
On finding Melissa: “The most important decision you can make as a showrunner when you’re doing a pilot is who’s in it, and who’s directing it. If we had not found her, I would have said, ‘I don’t want to make this.’”
On making new shows: “I don’t want to do more just to do more it if it’s not good…The first thing I’m thinking about in the morning, and the last thing I’m thinking about at night, are usually the newer ones, because you haven’t figured out the algorithm yet. From the moment the shows get picked up until we have an episode that’s as good as the pilot, I’m usually stressed about how we can do it again.”
On how he juggles multiple projects: “Honestly, I’m so reliant on others. It’s the long-term relationships I’ve had that allow me to do multiple things, because you have a shorthand with these people.”

venerdì 27 febbraio 2015

NEWS - La politica dei super-eroi tv: dalla DC (Comics) al MCD (Minimo Comune Denominatore)! Nasce lo spin-off che riunisce i personaggi di "Arrow"+"Flash"

News tratta da "Deadline"
DC Comics superheroes are uniting in a potential new drama series at the CW, a spinoff from hits Arrow and The Flash that will feature several fan-favorite recurring actors/characters from both shows. I have learned that the network has teamed with Arrow creators Greg Berlanti, Andrew Kreisberg and Marc Guggenheim for a project eyed for next season toplined by Brandon Routh, Victor Garber, Wentworth Miller and Caity Lotz. The untitled project, now in development, is described as a superhero team-up show. Routh, Miller and Garber will reprise their popular DC Comics characters  — Arrow‘s Ray Palmer/The Atom (Routh), Flash villain Leonard Snart/Captain Cold (Miller), and Flash‘s Dr. Martin Stein (Garber). Because her Arrow character Sara Lance with her sister Laurel Lance (Katie Cassidy) taking over as the Black Canary, it is unclear whether Lotz will play the same or new superhero. The project is in early stages of development, so there is a possibility for other Arrow/Flash characters to cross over to the new spinoff. Additionally, in a tidbit that should get fans fired up, I have learned the new project will include three major DC Comics characters who have never appeared in a TV series. This is the project CW president Mark Pedowitz vaguely referenced at TCA in January. It will not be part of the current pilot cycle. With the creative auspices and talent involved, I hear that it could go straight to series, possibly for next midseason. Berlanti and Kreisberg, who also co-created The Flash, executive produce alongside Guggenheim and Sarah Schechter for Warner Bros. TV and Berlanti Prods. Teaming up superheroes has been a winning formula, as proven by the success of the Justice League and The Avengers comics. Marvel’s The Avengers have crossed over to features, with DC’s Justice League also on its way to the big screen.

venerdì 23 gennaio 2015


venerdì 5 settembre 2014

NEWS - Clamoroso a Kripton! Anche "Supergirl" diventa serie tv!

News tratta da Deadline.com
On the heels of the success of Arrow and the strong buzz for its upcoming offshoot The Flash — both co-created and executive produced by Greg Berlanti — the top producer is looking to transition another popular DC superhero character to the small screen. Berlanti has teamed with Ali Adler, who worked on his ABC series No Ordinary Family, for a TV series based on Supergirl. Warner Bros. TV, which is behind all DC TV series, will produce with Berlanti’s studio-based Berlanti Prods..
The project, which is still in development, will be a new interpretation of the Supergirl character and her story. Adler will write the script and will executive produce with Berlanti Prods.’ Berlanti and Sarah Schechter. DC’s Geoff Johns, who has been involved in both Arrow and The Flash, is also expected to be part of the project but it is unclear at this time what his role will be. The Supergirl show doesn’t have a name yet. The producers are considering several options that need to be cleared, including Super and Girl. The project is expected to be taken out in a couple of weeks and pitched to the major networks the way WBTV and DC did with their high profile Batman prequel Gotham, which landed at Fox with a big commitment. The Supergirl series had been in the works at WBTV for some time with Berlanti and Adler. Contrary to a report that was picked up by a number of outlets, Michael Green has had no involvement in the project.
The Supergirl character was created by writer Otto Binder and designed by artist Al Plastino in 1959. There had been several characters that had assumed the caped girl persona, most notably Superman’s cousin, Kara Zor-El, who shares his super powers and vulnerability to Kryptonite. There has been a push to get more female superhero characters in comic books and on the big and small screens. Marvel has a Jessica Jones series in pre-production at Netflix.

venerdì 10 gennaio 2014


NEWS - Sono i ragazzi di domani (beati loro)! Da stasera "The Tomorrow People" dopo il freccia-ascolti "Arrow" su Italia 1 
Sono i ragazzi del domani. Vivono come fossero normali accanto a noi. Magari è il compagno di università al quale hai chiesto in prestito la matita. O la ragazza con gli occhiali seduta di fronte in metrò. Il ciclista che hai evitato per un pelo stamattina. Quella che porta sempre fuori il cane alle 7…
Sembrano normali, si mischiano tra la folla. Eppure hanno qualcosa di speciale. Di molto speciale…

Dalle autorevoli firme di Greg Berlanti (“Arrow”) e Julie Plec (“The Vampire Diaries”) arriva su Italia 1 in anteprima assoluta “The Tomorrow People, ogni venerdì subito dopo “Arrow”, alle ore 22.10. La super-accoppiata trova altresì ragione nel fatto che “TTP” veda tra i protagonisti Robbie Amell, cugino di Spethen Amell di “Arrow”. I Tomorrow People sono degli esseri umani che, a seguito di un'evoluzione genetica, sviluppano poteri straordinari (le cosiddette "Tre T": telepatia, teletrasporto e telecinesi). 
La serie segue le vicende di Stephen Jameson (Robbie Amell), un emergente neo-membro dei Tomorrow People. Suo padre, capo dello stesso gruppo, scomparve anni prima per dedicarsi alla ricerca di un posto sicuro dove vivere insieme alla sua specie per sfuggire alla persecuzione degli Ultra, un'organizzazione che mira alla loro distruzione per mezzo dei loro simili, al fine di salvaguardare la razza umana. 
Stephen ha cominciato da poco a “sentire” alcune voci e a risvegliarsi in posti strani. Un giorno decide di “ascoltare” una di queste voci e finisce per incontrare altri come lui: il ribelle John Young (Luke Mitchell), capace di teletrasportarsi; l’affascinante Cara Coburn (Peyton List), dotata di telepatia; Russell Kwon (Aaron Yoo), il quale usa la telecinesi per i propri interessi. Nel frattempo il leader degli Ultra, il dottor Jedikiah Price (Mark Pellegrino) offre a Stephen la possibilità di condurre una vita normale se lo aiuterà a eliminare i suoi simili…Sul piatto della bilancia finisce pure Astrid Fich (Madeleine Mantock), amica d’infanzia di Stephen segretamente innamorata di lui, la quale viene a conoscenza del segreto genetico del protagonista. La serie ideata da Phil Klemmer, lanciata con il claim “Different is dangerous”,  è liberamente tratta da un telefilm omonimo inglese del 1973 (inedito in Italia). Berlanti e Plec firmano da produttori esecutivi con Klemmer, nonchè con Thom Beers, Danny Cannon, Craig Cegielski, Anthony Optican e Roger Damon Price (quest’ultimo ideatore della serie inglese). David E. Russo compone la colonna sonora. Le riprese sono avvenute tra New York e Vancouver. Brian Lowry di “Variety” ha definito il serial “50% ‘Matrix’, 50% ‘X-Men’”. Il clou della serie, aldilà del filosofico dilemma esistenzial-adolescenziale introdotto da "Smallville" (2001) "è meglio essere un super-eroe o essere normale, come tutti gli altri?", è rappresentato da Robbie Amell, cugino del più noto Stephen che mette la Freccia Verde in "Arrow" (in onda con la seconda stagione inedita la stessa sera del venerdì, ma alle ore 21.10). Si dice che in America Robbie, classe '88, rischi di surclassare, in quanto a cuori infranti, le fans del neo papà Stephen. Su Twitter non c'è ancora gara, dove il più maturo interprete di "Arrow" regna sovrano con oltre 256.00 followers contro i quasi 80.000 del cugino (@robbieamell l'account di quest'ultimo). La sfida generazionale a colpi di sex-appeal è aperta, ma c'è da giurarci: l'Amell rivelazione del 2014 sarà Robbie.

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