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domenica 21 maggio 2017

NEWS - Preparate il caffè nero come una notte senza luna: stanotte, alle 3.00, parte su Sky Atlantic il nuovo "Twin Peaks" e nulla sarà come prima (in realtà non lo era già da qualche tempo): chi non trasmette le serie tv in contemporanea agli Usa è come un uomo senza un braccio (o un nano che balla, o un travestito che assomiglia a Mulder, o a una donna con un ceppo...). Insomma, è tagliato fuori!
Grande attesa per il ritorno di Twin Peaks: arriva in esclusiva su Sky Atlantic HD, dal 26 maggio ogni venerdì alle 21.15 in contemporanea con gli Stati Uniti. Il ritorno dell’attesissima serie tv di David Lynchsi mostrerà per la prima volta anche in Italia già nella notte fra domenica 21 e lunedì 22, quando dalle 3.00 su Sky Atlantic HD sarà possibile assistere ai primi due episodi della nuova stagione in versione originale sottotitolata, a 25 anni dall’ultima puntata della seconda stagione.
Riserbo assoluto sulla trama, materiali promozionali rilasciati con estrema parsimonia, tutti i 18 nuovi episodi sono stati scritti dal regista, David Lynch – che nella serie interpreta anche un agente dell’FBI – e dallo sceneggiatore storico della serie Mark Frost
Nel cast, oltre al ritorno del protagonista Dale Cooper, interpretato ancora una volta da Kyle MacLachlan - e di altri volti storici della serie, da Mädchen Amick a Sherilyn Fenn e Sheryl Lee, fino a Ray Wise -, tantissimi sono i nuovi e prestigiosi ingressi: Monica BellucciAmanda SeyfriedJennifer Jason LeighNaomi WattsTrent Reznor e Laura Dern
Per l’occasione, domenica 21 maggio sarà trasmesso il docufilm presentato a Venezia DAVID LYNCH – THE ART LIFE, in onda alle 21.15 su Sky Arte HD e alle 22.50 su Sky Atlantic HD (per il ciclo Il Racconto del reale). Nel film Lynch accompagna lo spettatore in un intimo e personale viaggio nel tempo, raccontando gli anni della sua formazione artistica. Dall’infanzia nella tranquilla provincia Americana fino all’arrivo a Philadelphia, le tappe del percorso che ha portato Lynch a diventare uno dei più enigmatici e controversi registi del cinema contemporaneo. Il film penetra nell’arte, nella musica e nei primi film di Lynch, gettando luce negli angoli oscuri del suo singolare mondo e permettendo al pubblico di capire meglio l’uomo e l’artista.

giovedì 21 gennaio 2016

NEWS - Twin Atlantic! Sky firma accordo con Showtime in esclusiva: il nuovo "Twin Peaks" e l'originale (ma anche "The Affair" e "Billions") in onda su Sky Atlantic
(ANSA) - 21 GEN - Oggi Sky e CBS Corporation hanno annunciato un accordo di licenza pluriennale che fara' di Sky Atlantic la casa esclusiva del crescente portfolio di programmi offerti da SHOWTIME in tutti i territori Sky nel Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria e Italia. L'accordo, che si aggiunge a quello di esclusiva gia' recentemente siglato con HBO di cui Sky trasmette in esclusiva i contenuti, consentira' a partire da quest'anno l'accesso esclusivo per 21 milioni di clienti Sky a tutte le nuove serie SHOWTIME in arrivo e quelle future. Tra queste Billions, serie coraggiosa ambientata nel mondo megalomane dell'alta finanza newyorkese che negli Stati Uniti ha registrato il miglior debutto di sempre per una serie originale SHOWTIME. Billions e' interpretata da premi oscar del calibro di Paul Giamatti e Damian Lewis, scritta e prodotta da Brian Koppelman & David Levien (Ocean's Thirteen, Rounders) e Andrew Ross Sorkin (Too Big To Fail). Attesa per il 2017 la nuova serie dell'iconica saga Twin Peaks, considerata da molti uno dei contenuti piu' innovativi di sempre. Il regista David Lynch e il co-creatore Mark Frost - insieme a molti del cast originale - continuano il racconto a 25 anni di distanza da quando la quiete della pittoresca cittadina nord-occidentale di Twin Peaks veniva sconvolta dall'omicidio della reginetta di bellezza locale Laura Palmer. E ancora, le nuove stagioni di successi come Ray Donovan e The Affair.  Oltre alle nuove serie drammatiche e comedy, i clienti Sky avranno accesso, anche on-demand, all'impressionante catalogo SHOWTIME con i contenuti di maggior successo, i cofanetti completi di serie fra cui, I Borgia, Brotherhood, Californication, Dexter, Nurse Jackie e l'originale Twin Peaks. L'offerta SHOWTIME sara' disponibile anche su Sky Online. L'accordo e' l'ultima operazione multi-territoriale messa a segno da Sky nell'ottica di estendere la propria leadership di mercato in termini di offerta di intrattenimento, sport, arte e film. L'esclusiva partnership con SHOWTIME si fonda sul ruolo di Sky come partner leader in Europa per i creatori di contenuti USA. Oltre a vantare un portfolio in continua espansione con i migliori show dagli Stati Uniti e dal mondo, Sky sta anche incrementando i propri investimenti in produzioni originali come dimostra la partnership di successo con SHOWTIME per la coproduzione di una serie horror gotica, Penny Dreadful. Per CBS Corporation si tratta del piu' ampio e significativo accordo internazionale mai siglato ad oggi per SHOWTIME, nonche' della prima volta che il suo portfolio di contenuti viene concesso in licenza ad una sola media company su piu' territori europei. Segna inoltre un significativo passo avanti nella strategia di espansione globale dell'azienda per la diffusione del prestigioso brand di SHOWTIME e la distribuzione della sua vasta programmazione attraverso un'offerta in bundle. Oltre alle serie tv, Sky avra' la possibilita' esclusiva di trasmettere tutti i nuovi contenuti factual distribuiti da SHOWTIME come documentari, late night show e reality.  Le date delle prime visioni potranno variare da Paese a Paese e gli accordi esistenti per i diritti con le altre piattaforme resteranno invariati.

lunedì 6 ottobre 2014

NEWS - Clamoroso al Cibali! Torna "Twin Peaks" (ma in realtà non se n'è mai andato!). L'occhio di Lynch (e Frost) si riapre sulla cittadina televisiva più inquietante di sempre: il countdown è fissato per il 2016, ma l'attesa (e il battage) comincia ORA
Articolo tratto da "Variety"

Twin Peaks,” the ABC series that was a forerunner of today’s offbeat serialized cable dramas, is coming back to life with nine new episodes to air on Showtime in 2016.
Series creators David Lynch and Mark Frost are working away on the scripts, with Lynch planning to direct all nine episodes. The episodes are expected to bow in early 2016, which would coincide with the 25th anniversary of the show’s demise after two seasons on ABC in 1990 and 1991.
The new segs will be set in the present day and continue storylines established in the second season. Frost emphasized that the new episodes will not be a remake or reboot but will reflect the passage of time since viewers last checked in with key characters. As part of the deal, Showtime will rerun episodes from the original series’ first two seasons leading up to the 2016 premiere.
Frost would not elaborate on plot details or even the characters that will come into play. But the story threads that will picked up were “baked in to the last episode,” Frost told Variety. He called it “the next chapter of the story” and said that the passage of 25 years will be an important element in the plot.
“For those followers of the show who felt bereft when the show ended where it did all those years ago are going to like where it goes from here,” Frost assured. “And we hope that a lot of people who haven’t been to Twin Peaks yet are going to be equally interested in where the story goes from where we left off.”
Twin Peaks” was ahead of its time in its unusual, often surreal approach to telling the yarn of a murder mystery in a fictional small town in Washington state. The show bowed with a ton of buzz — Lynch was red-hot as a feature helmer at the time — but it had little in the way of a sustained audience by broadcast TV standards of the day.
The series has remained a cult favorite over the years and thus was a ripe candidate for revival amid the general mania in the TV biz for reinventing vintage film and TV titles.
Lynch and Frost have retained ownership of Twin Peaks” all these years. CBS has distribution rights to the show through the deficit-financing pact that Lynch/Frost Prods. set back in the day with Aaron Spelling’s Worldvision distribution arm, which CBS now controls.
Another key connection that helped the new-model “Twin Peaks” land at Showtime is the pay cabler’s Gary Levine, exec VP of original programming, who was the ABC exec who developed and championed the show during its original run.

Lynch and Frost have talked about taking another run at the Twin Peaks world over the years, but the effort got serious about three years ago when the two had one of their semi-regular lunches at Hollywood’s Musso and Frank Grill. It was not lost on either of them that “Twin Peaks” had proved to be a TV pioneer in many respects. Aspects of the show that were seen as a handicap in the ABC days are now pillars of the contempo generation of edgy cable and pay cable series.
“I always felt that in ‘Twin Peaks’ we were more or less filming a novel — drilling down to a level of detail you weren’t used to seeing in network storytelling,” Frost said. “Over the years a lot of people have credited us with inspiring them to think differently in how to tell stories. Now that we’re doing (the show) again, I’m happy to come back and get in on the action.”
Lynch and Frost didn’t shop the series around. Showtime was a natural home because of the latitude offered by pay cable, plus the comfort level offered by the connection with Levine.
“Showtime was the place we felt most comfortable going to after meeting with Gary and (Showtime prexy) David Nevins and seeing their passion for the show,” Frost said. “Gary we consider a good friend and David I’ve known for quite a while.”
There’s no word yet about casting. In the original series, Kyle MacLachlan played the pivotal role of the Agent Dale Cooper, the FBI agent who comes to the small town to investigate the murder of homecoming queen Laura Palmer.
After that mystery was solved, the show explored even more seamy goings-on and oddball characters in the town. The pilot for the original series was shot on location in Washington state, but subsequent episodes were primarily lensed on stages in the San Fernando Valley. There’s no decision yet on a shooting location for the new segs.
Frost said it was still to be determined whether the revival will be a one-time limited series or an ongoing effort.
“The proof will be in the pudding. If we have a great time doing it and everybody loves it and they decide there’s room for more, I could see it going that way,” he said. The original “Twin Peaks” premiered on April 8, 1990, and had its last original telecast in June 1991. A prequel story, “Twin Peaks: Fire Walk With Me,” was released as a feature by New Line in 1992.
The TV series has endured for a new generation of fans through periodic homevid releases and more recently, a streaming pact with Netflix. The AFI hosted a tribute to the show in Los Angeles in July in connection with the Blu-ray/DVD release “Twin Peaks: The Entire Mystery.”
Given the show’s legacy and the rabid fandom it has inspired, Frost admitted that he and Lynch feel the pressure to make the new episodes worthy additions to the canon.
“We can’t rest on our laurels,” he said, which is a key reason why Lynch has committed to directing all nine hours.
“This show is a kind of thanks to all of the incredibly passionate fans we’ve had over the years that have kept the show alive and passed it down to the next generation,” Frost said. “We’ve been lucky enough to have one of the coolest, most intelligent, most inquisitive group of people attracted to our show. We’re happy for them that the show is coming back.”
In a statement issued by Showtime, Lynch and Frost quipped: “The mysterious and special world of Twin Peaks is pulling us back. We’re very excited. May the forest be with you.”

lunedì 6 gennaio 2014

NEWS - Clamoroso al Cibali! David Lynch torna a girare "Twin Peaks" (e cerca modelle caucasiche dotate) domani! Ma Mark Frost smentisce...
Notizia tratta da Uproxx

The entirety of Twin Peaks takes place over a four-week span in 1989. So, when Laura Palmer tells Agent Cooper in the final episode that she’ll see him again in 25 years, she’s referring to 2014. Hey, this year’s 2014! Perhaps that’s why the Twin Peaks might FINALLY come out on Blu-Ray this year. Either that, or it’s a total coincidence and I should see myself to the flagpole for a wedgie. But let’s go with the first option, especially since news broke that David Lynch is filming new Twin Peaks footage. Here’s the casting call, via Welcome to Twin Peaks.
TWIN PEAKS PROMO. Directed by David Lynch. Shoots in Los Angeles on Tuesday, January 7, 2014. Prob a 6 hour or less day. Rate is 150/8. You must live in LA to submit. I don’t think SAG has jurisdiction on this, so SAG and NON can submit. I have called SAG to double check this and I am awaiting a call back to confirm.
HOT Caucasian girl – BRUNETTE OR REDHEADS ONLY to play waitress. Age 18-27. MUST have an amazing body. Busty, very period looking face. Please submit two current color photos (one body shot, one face shot), your sizes, union status and contact info to: SandeAlessiCasting@gmail.com. (Via)
Or better yet, Lynch could bring back this babe.
or better duplicate them

La smentita di Mark Frost, co-ideatore di "Twin Peaks"

lunedì 3 maggio 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Laura Palmer è più viva che mai! Da domani il via ufficiale all'ottavo Telefilm Festival alla Cattolica con la lezione di Aldo Grasso sul mito ventennale di "Twin Peaks". Poi nessunperda la celebrazione all'Apollo domenica 9 maggio
Il Telefilm Festival rinnova anche quest’anno la prestigiosa partnership con l’Università Cattolica di Milano: martedì 4 maggio, alle 14.30 al Cinema Gnomo, il Professor Aldo Grasso terrà una lezione speciale dedicata ai 20 anni di “Twin Peaks (Sci Fi-Steel), la serie che ha fatto scoprire il genio di David Lynch e la serialità d’autore al pubblico televisivo. A conclusione dell’incontro verrà proiettato l’episodio pilota, girato dallo stesso Lynch. L’incontro è organizzato dal Ce.R.T.A (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e precede la retrospettiva, in programma domenica 9 maggio alle ore 19.00 all’Apollo spazio Cinema, dedicata alla serie più rivoluzionaria degli anni ’90. La rassegna è curata da Stefania Carini, giornalista e collaboratrice del Ce.R.T.A. All’interno della retrospettiva verrà proiettata la prima puntata di “Twin Peaks, tutti gli storici promo del 1991 di Canale 5 e quelli, attualissimi, del 2010, di Sci Fi. Spazio anche a “L'Uomo da sei milioni di dollari” scritta da Mark Frost, l’altro creatore di “Twin Peaks” al fianco di Lynch.

venerdì 9 febbraio 2007


FLASHBACK - Bentornati a "Twin Peaks" - Quinta tappa nel mitico occhio di Lynch (del quale esce oggi nelle sale l'imperdibile "INLAND EMPIRE"). Tracce del poliziesco "Hill Street Blues", con la complicità di Mike Frost. A cura di Elena Palin

"Hill Street Blues" in "Twin Peaks"

Il 7 agosto 2001, sempre nel corso dell’intervista di "Wrapped in Plastic" già citata in precedenza, Mark Frost affermò, riguardo a "Twin Peaks", di aver “descritto una specie di film poliziesco che si svolgeva in qualche cittadina del nord est del Paese”. Otto anni prima, in un dossier speciale curato dalla rivista cinematografica "Génération Séries", il produttore definì con ancora maggior precisione l’idea che l’aveva guidato durante la realizzazione del serial: “Abbiamo cercato di rinnovare la soap opera serale nello stesso senso in cui 'Hill Street Blues' lo ha fatto con il genere poliziesco dieci anni fa “[1]
"Hill Street" rappresenta infatti il più importante punto di rottura all’interno del genere poliziesco e Mark Frost è uno dei suoi produttori e sceneggiatori[2]. Per la prima volta nella storia dei telefilm polizieschi americani il formato è quello del serial, con un cast talmente ampio da non consentire una differenziazione netta tra personaggi fissi e occasionali. Da qui la miriade di vicende parallele che si svolgono in più puntate e l’efficace segmentazione narrativa.
La stessa caratteristica possiamo ritrovarla all’interno di "Twin Peaks" dove il produttore mescola frequentemente accenti drammatici tipici del genere con tinte rosa e brillanti siparietti degni di una sit-com.
[3] Anche qui troviamo una stazione di polizia: lo Sheriff Department, dove officia lo sceriffo Harry S.Truman con i suoi vice Andy e Hawk e la telefonista Lucy, e dove arriverà il detective dell’FBI Dale Cooper. E anche qui possiamo ritrovare quella interpretazione corale che tanto aveva reso famosa Hill Street. Nella piccola cittadina, come nel commissariato di Los Angeles, non ci sono eroi solitari e atmosfere patinate, ma le vicende ruotano attorno alla routine di un gruppo di agenti, e le indagini sull’omicidio di Laura Palmer si intrecciano con i casi personali dei protagonisti, i loro problemi quotidiani e i non facili rapporti affettivi.[4]

Per esempio, il quinto episodio si apre con un siparietto divertente che vede coinvolto l’agente Cooper: egli non riesce a prendere sonno a causa del gran chiasso all’interno del Greath Northren Hotel e per questo si confida disperato con il registratore Diane; nella scena seguente, però, lo vediamo già all’interno di un’atmosfera dalle tinte rosa, mentre cerca di resistere al corteggiamento della bella Audrey troppo giovane per lui. Dopo due scene ritroviamo Cooper ora finalmente nel ruolo del detective: si sta infatti recando a casa di Leo Johnson per un sopralluogo. Ma lo spettatore rimane totalmente spiazzato quando il detective, dopo essere stato aggiornato sullo stato delle indagini, domanda a Truman: ”Hai per caso delle ciambelle?”. A questo punto la squadra continua le indagini, mentre lui addenta ciambelle e beve caffè nero, e quando affida il prezioso dolcetto ad Andy, per arrampicarsi sul lampadario, è quest’ultimo a mangiarlo avidamente, stando attento a non farsi scorgere dal superiore. Ciò non rappresenta tanto una svalutazione della figura del poliziotto, quanto un vero e proprio tentativo di umanizzazione, una lacerazione di quel velo di sacralità che spesso ricopriva la professione di tutore della legge. Il fatto che Cooper mangi ciambelle non significa che si disinteressi delle indagini o che non sia in grado di svolgere il suo lavoro.
Tornando a "Hill Street", il serial si differenzia per molti aspetti da ciò che è stato fatto in passato non soltanto perché racconta con toni realistici la vita di tutti i giorni all’interno di un distretto di polizia, ma, in particolare, perché dedica molto spazio alle vicende private dei vari agenti. Non si parla tanto di delitti e criminali quanto di poliziotti che possono avere debolezze o paure personali. Ma anche il serial di Lynch tratta queste sfaccettature: se vediamo Cooper resistere a fatica al corteggiamento di Audrey, anche gli altri personaggi vengono delineati nella loro vita privata. Già dal primo episodio lo spettatore viene a conoscenza di una relazione segreta tra Josie Packard, la bella vedova orientale a capo della segheria e lo sceriffo Truman, uomo semplice e dalla scarsa personalità. Il settimo episodio, invece, ci mostra l’agente Andy alle prese con la fidanzata Lucy: dopo essersi fatto perdonare, subisce lo shock della notizia di una sua futura paternità.
Ma in alcuni episodi il serial di Lynch arriva persino ad inscenare una vera e propria parodia del genere poliziesco. Ne è un esempio l’inseguimento e la cattura di Jacques Renault, nell’ultimo episodio della prima stagione, costellato da un esorbitante numero di metafore sulla pesca nei messaggi in codice tra gli agenti di polizia.[5] La scena si apre su un fermo immagine della città di notte con una macchina della polizia ferma. All’interno vi sono Truman e Andy che, in modo cameratesco, parlano di donne. All’improvviso si accende la radio e l’agente Hawk li informa dell’avvicinamento di Jacques: “La trota risale la corrente!” dice. Da qui il linguaggio metaforico dilaga all’interno del testo: “Ottimo lavoro! Adesso prepariamo l’arpione!” ribatte Truman. Hawk prosegue entusiasta: ”Probabilmente si perderà la pesca (riferendosi all’agente Cooper), ma sarà qui per quando lo griglieremo!” e Truman conclude: ”Ricevuto. Passeremo all’azione appena il pesce farà vedere le pinne!”.
L’umorismo grottesco e dissacrante e l’autoironia di "Hill Street Blues" vengono qui elevati all’ennesima potenza fino ad arrivare in alcuni momenti al loro culmine e quindi alla parodia stessa della messa in scena.
(Vedi anche Post precedenti: 11-19-26 gennaio, 3 febbraio - P.S.: da oggi nelle sale l'ultimo capolavoro di David Lynch, "INLAND EMPIRE", 3 ore spese bene con al centro una sit-com misteriosa...!)

[1] Intervista tratta dai contenuti speciali della raccolta “I segreti di Twin Peaks. Stagione 1”
[2] Il telefilm viene trasmesso dalla NBC a partire dal 15 gennaio 1981 in prima visione, mentre in Italia arriva l’8 aprile 1982 con il titolo “Hill Street giorno e notte”. Oltre a Mark Frost la realizzazione della serie vede impegnati Steven Bochco e Michael Kozoll. Per un maggior approfondimento si rimanda a Roberto Pastore, “Sulle strade della fiction. Le serie poliziesche americane nella storia della tv”, Lindau 2002
[3] Diego Del Pozzo, “Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani”, Lindau 2002
[4] Roberto Pastore, “Sulle strade della fiction. Le serie poliziesche americane nella storia della tv”, Lindau 2002
[5] P. L. Basso, O. Calabrese, F. Marsciani, O.Mattioli, “Le passioni nel serial televisivo”, VQPT

sabato 27 gennaio 2007

FLASHBACK - Bentornati a "Twin Peaks". Terza tappa nel cuore nero del cult di Lynch. Le influenze di "Peyton Place" nella cittadina dove hanno ucciso Laura Palmer. A cura di Elena Palin

Peyton Place in Twin Peaks
Mark Frost in una intervista a "Wrapped in plastic", rivista ufficiale di Twin Peaks, parlando delle intenzioni alla base del serial, affermò: ”Volevamo un’atmosfera anni ’50, lussureggiante e melodrammatica come quella de I Peccatori di Peyton”.[1] Una particolarità di Peytron Place è infatti quella di essere la diretta ispiratrice di ritratti non proprio felici della provincia americana a partire proprio da I segreti di Twin Peaks. Entrambe infatti esordiscono sugli schermi americani annunciando scandali per le torbide relazioni che si accingono a mettere in scena, con tutte le perversioni e le violenze tenute serrate sotto chiave dai prodotti seriali del passato. Entrambe valorizzano la cittadina in cui le vicende si snodano: se la sigla di Twin Peaks si chiude su un cartello stradale che annuncia: “Welcome to Twin Peaks. Population 51.201[2], anche in Peyton Place fa la sua comparsa la segnaletica stradale: “Now entering in Peyton Place. Population 9.875”.
Se il primo episodio di Peyton vede l’arrivo in città di uno straniero- il Dr.Rossi arriva da New York per sostituire il defunto Dr. Brook- nel primo episodio di Twin Peaks è un detective dell’Fbi ad arrivare in città, anche lui straniero e anche lui proveniente da una grande città. E se le vicende di Twin Peaks ruotano attorno alla morte di una bionda fanciulla, studentessa modello e reginetta del liceo, l’eroina della soap di Monash è anch’essa una bionda dalle sembianze angeliche, la dolce Allison Mackenzie, interpretata da una splendida Mia Farrow alle prime armi.
Ad ogni modo, la cifra che maggiormente unisce i due prodotti è soprattutto la volontà di mostrare il marcio che sta sotto la facciata tranquilla e perbenista della realtà di paese: i conflitti generazionali, persino incestuosi all’interno delle varie famiglie (in Peyton Place, Rachel Walles è vittima dello zio); ammirate reginette liceali che si rivelano cocainomani; storie d’amore infarcite di tradimenti; rispettabili uomini d’affari dalla doppia vita e psicologi squilibrati. [3]

Per documentare ciò che ho finora descritto, traccerò l’analisi di due sequenze tratte dall’episodio pilota di Twin Peaks. Questo si apre con il ritrovamento del cadavere di Laura Palmer da parte di Pete Martell, uno dei soci della segheria Packard, che avverte subito lo sceriffo locale. La scena si sposta quindi nella stazione di polizia di Twin Peaks, dove lo sceriffo Harry Truman, dopo aver avvertito il Dr. Hayward, si precipita sulla spiaggia per il riconoscimento del cadavere. Nel frattempo la madre di Laura, accortasi dell’assenza della figlia, inizia a contattarne gli amici e il fidanzato per avere sue notizie. Si avviano quindi due filoni di indagine paralleli che si ricongiungono a casa Palmer, dove lo sceriffo recupera il diario segreto di Laura.

Dopo alcune sequenze, durante le quali l’agente dell’FBI Dale Cooper si è affiancato allo sceriffo nelle indagini, il regista ci riporta all’interno dello “Twin Peaks Sheriff’s Departement”, dove assistiamo all’apertura del diario della vittima. Cooper e Truman sono dietro ad una scrivania. Cooper rompe il lucchetto del diario e ne legge il contenuto rivolgendosi al suo registratore Diane: “Diane, ho appena aperto il diario di Laura. Quella che ho davanti è l’ultima annotazione datata 23 febbraio. Te la leggo: Ancora asparagi a pranzo. Io odio gli asparagi, vuol dire che non crescerò mai? Ah, qui c’è un’aggiunta: Sono nervosa: incontrerò J stanotte. E’ la lettera J, Diane!” (…). Sfoglia le pagine e riprende: ”Diane, in data 6 febbraio c’è una scritta: Giorno 1. E attaccata alla pagina c’è una busta contenente una sostanza bianca e una chiave simile a quelle usate per le cassette di sicurezza”. Si rivolge a Truman: “Sceriffo, dopo che lei avrà tolto delicatamente la chiave, faremo analizzare la busta e scommetto che…qui dentro c’è stata della cocaina!”. Truman è scioccato: “No, questo non è possibile”. Ma Cooper replica: “Non ha mai avuto sorprese fino ad oggi?”. Truman: ”Stia a sentire Cooper: lei non conosceva Laura Palmer”. E Cooper di rimando: “Facciamoci dare l’autorizzazione ad aprire la cassetta di sicurezza: forse scopriremo qualcosa di più su Laura Palmer!”

Già con questa breve sequenza si comprende ciò che ho descritto in precedenza: nello stesso diario dove leggiamo osservazioni sugli asparagi, troviamo anche una busta di cocaina e una chiave sospetta. Truman, che rappresenta lo sguardo ingenuo che si ferma alle apparenze, non vuole credere a ciò che il detective Cooper, più smaliziato e privo dei preconcetti da piccola provincia, gli mostra. Ma, poche sequenze più avanti anche Truman dovrà arrendersi all’evidenza di un male dalle rosse guance.[4]
I due poliziotti sono nel luogo in cui è custodita la misteriosa cassetta di sicurezza. Ad accoglierli è la responsabile, che subito tiene a precisare: “Io conoscevo Laura… era una ragazza così graziosa!”. Essa ricopre una funzione importante, poiché ricorda al telespettatore, che non l’ha mai conosciuta, chi fosse Laura Palmer per tutti coloro che le erano accanto. Dopo averle fatto qualche domanda, i due restano soli e aprono la cassetta. Il telespettatore non vede il contenuto e ne viene a conoscenza guidato dai commenti del detective Cooper. Cooper, infatti, osserva : ”Una rivista porno”. Truman è sconvolto: ”Oh santo cielo!”. Cooper estrae un mazzetto di denaro e osserva: ”Saranno più di 10.000 dollari. Un sacco di soldi per una ragazzina”. Quando poi Cooper sfoglia la rivista Truman finalmente dà concretezza alle sue emozioni e a quelle dello spettatore dallo sguardo ingenuo: “Non l’avrei mai creduto!” ammette sconsolato. E’ da notare che durante il dialogo tra i due è Cooper il primo ad imbattersi in ciò che la cassetta contiene, ma nel suo tono non incontriamo la minima traccia di sorpresa, il minimo sconcerto. Questo perché Cooper non bada alle apparenze, è esente da preconcetti e rappresenta per questo lo sguardo del regista, quella volontà appunto di mostrare il lato oscuro della famiglia yankee.
(Continua la prossima settimana)

[1] Intervista tratta dai contenuti speciali della raccolta “I segreti di Twin Peaks. Stagione 1”. Frost si riferisce a Peyton Place, la prima serie televisiva ad aver conquistato il prime time americano, nonché la prima soap opera di successo in onda in America a quell’ora. Nata nel 1964 dall’ononimo bestseller di Grace Metalious, prodotta da Paul Monash e Irna Philips , Peyton Place è considerata l’antesignana dei serial di fine anni ’70 come Dallas e Dynasty caratterizzati da intrighi, passioni e lotte la potere. Per un maggiore approfondimento si rimanda a L. Damerini, F. Margaria, “Dizionario dei telefilm”, Garzanti 2004
[3] Diego Del Pozzo, “Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani”, Lindau 2002
[4] Aldo Grasso, “Storia della televisione italiana”, Garzanti 2004

venerdì 19 gennaio 2007

FLASHBACK - Bentornati a "Twin Peaks" - Prima tappa nel cuore nero di David Lynch dopo l'Introduzione del 12 gennaio scorso. A cura di Elena Palin
L’otto aprile 1990, alle ore 21, la ABC trasmette l’episodio pilota di Twin Peaks, serial sconvolgente e conturbante nato dall’immaginazione di David Lynch e Mark Frost. Girato in gran fretta nei pressi di Seattle, su pellicola cinematografica 35 mm, con un finale apposito da inserire in coda al pilot per il mercato europeo dell’home video, dal momento che non era prevista la vendita del serial all’estero. Sotto l’obiettivo l’altra faccia della famiglia a stelle e strisce, il suo lato oscuro e terribile. “Il primo grande esempio di televisione d’autore” si apre con un cartello di benvenuto che recita un rassicurante “Welcome to Twin Peaks” e ci introduce all’interno di una placida cittadina a cinque miglia dal confine canadese ricca di laghi, cascate e alberi rigogliosi. Sembra di trovarsi in un autentico paradiso, orgoglioso delle sue antiche tradizioni e di una prosperità economica sviluppatasi sul commercio del legname, fondato su legami familiari decisamente solidi , al profumo di torte di mele e feste scolastiche al chiaro di luna. Lontani anni luce dalla nevrosi degli anni ’90, catapultati come d’incanto in un contesto suburbano anni ’50, siamo però in procinto di assistere allo smascheramento definitivo delle ipocrisie del “sogno americano”.[1]
Le vicende narrate, con le dovute semplificazioni, prendono le mosse dal ritrovamento del cadavere della giovane Laura Palmer, reginetta del liceo di Twin Peaks. Per indagare sull’omicidio, giunge nella cittadina l’agente dell’FBI Dale Cooper, amante del caffè nero e inseparabile da un microregistratore al quale affida dati e impressioni indirizzate ad una misteriosa Diane. Ben presto l’agente Cooper scopre che sotto la tranquilla apparenza di Twin Peaks si nascondono pulsioni inconfessabili: quasi tutti gli abitanti hanno perlomeno un’amante; Laura Palmer, figlia e studentessa modello di giorno, si trasforma di notte in una ragazza dedita alle droghe e ad appuntamenti con uomini sconosciuti; Benjamin Horne, potente proprietario del Greath Northern Hotel ha delle mire sulle segherie Packard di proprietà di Josie, una bella vedova orientale, ora amante dello sceriffo locale Harry Truman; Bobby, il ragazzo di Laura è coinvolto in un traffico di droga ed è a sua volta l’amante di Shelley, sposata al violento Leo Johnson.
Le indagini di Cooper, che si avvalgono del bizzarro “metodo tibetano” e delle visioni premonitrici a cui egli spesso è soggetto, lo portano a scoprire che l’assassino della ragazza è il padre stesso, Leland Palmer, posseduto da una creatura maligna di nome Bob, che arriva ad uccidere anche Madeleine, cugina di Laura ed incredibilmente somigliante a lei. Entrato nella misteriosa Red Room (la Stanza Rossa), una sorta di quarta dimensione dove si muovono strani personaggi, tra cui la stessa Laura invecchiata, un nano che balla e parla all’incontrario, e lo stesso Bob, l’agente Cooper non riesce a sconfiggere il maligno e finisce a sua volta posseduto da quest’ultimo.[2]
Dalla messa in onda dell’episodio pilota prende le mosse quella che ben presto si trasforma in una vera e propria Twin Peaks-mania che accomuna il pubblico e gli intellettuali. Nel giro di poco tempo il regista appare sulle copertine delle più note riviste americane, le idiosincrasie dell’agente Cooper diventano oggetto di discorsi e la domanda che rimbalza ovunque è: “Chi ha ucciso Laura Palmer?”.[3]
Davanti all’inatteso successo, la ABC decide in gran fretta di prolungare il programma, inizialmente previsto in sette episodi oltre al pilot, e mette in cantiere una seconda serie, che si concluderà il 6 giugno 1991, per un totale di ventinove episodi.
Ma la fama di Twin Peaks si rivela effimera e l’audience americana diminuisce rapidamente. Contribuiscono al calo di interesse sia lo svelamento dell’identità dell’assassino da parte di alcune voci, sia il prevalere dell’elemento onirico sulle vicende più realistiche, ed anche, sebbene in minima parte, l’inizio della seconda Guerra del Golfo che irrompe prepotentemente nel palinsesto televisivo. Resta fedele al serial un nucleo consistente di appassionati che fanno sentire la propria voce quando, ad un certo punto, la seconda serie del programma viene interrotta riuscendo a farne continuare la diffusione, sebbene in orario più tardo.
Più avanti mi occuperò del trattamento che fu riservato in Italia al serial sia da parte della rete televisiva emittente, sia da parte della stampa periodica. Ora prenderò in considerazione alcune scene significative proprio per giustificare tale trattamento mediatico.

[2] Riccardo Caccia, “David Lynch”, Il Castoro 1993
[2] Ibidem

Paragrafo numero 1: Analisi delle matrici

(…) Twin Peaks è dunque una doppia avventura, spiritica e televisiva, in cui si fondono o confondono soap-opera, horror e noir. Con il conturbante linguaggio visivo dei suoi creatori Mark Frost e David Lynch, Twin Peaks è la parodia più divertente e beffarda che la televisione abbia mai prodotto di se stessa. Lynch attinge a piene mani un po’ ovunque: un po’ di Hitchcock e di Bunuel, qualcosa di Dallas, Hill Street, Miami Vice, Peyton e la miscela esplode.(…)[1]

Twin Peaks ha indubbiamente rappresentato un evento importante per la storia della televisione e l’evoluzione del suo linguaggio. Senza rivoluzionarlo o sovvertirne totalmente i codici, come Aldo Grasso fa notare, Lynch e Frost hanno dimostrato come sia possibile lavorare sui meccanismi tipici del prodotto seriale televisivo, riproducendoli con esattezza, ma, al tempo stesso, sottoponendoli ad un’opera di revisione critica, direi quasi di “contorcimento”.[2] La stessa definizione di telefilm sta molto stretta a Twin Peaks poiché al suo interno si verifica una contaminazione tra una verticalità tipica della serie poliziesca e l’orizzontalità della soap opera.
Il ritrovamento del cadavere di Laura Palmer dà il via ad una serie di vicende destinate a sgretolare ogni tentativo di incasellamento del serial all’interno di un preciso filone. Lynch stesso afferma: “Il tema principale era il mistero di chi ha ucciso Laura Palmer, che però poi sarebbe scivolato leggermente in secondo piano a favore degli altri abitanti della città e dei loro problemi. Ogni settimana l’episodio si sarebbe concentrato su alcuni aspetti. Il progetto era di mescolare il poliziesco a una soap opera. (…) E’ difficile dire come Twin Peaks sia diventato Twin Peaks. Forse non sapevamo nemmeno noi che cosa fosse.[3]
Ad uno sguardo superficiale, può apparire come un serial poliziesco, anche se piuttosto anomalo. In realtà, ciò che interessa davvero a Lynch non è la risoluzione del mistero, bensì l’annegamento del pubblico in un clima di inquietudine, “Chi ha ucciso Laura Palmer?” non è tanto un enigma che necessita una soluzione, quanto una formula iniziatica che permette l’accesso a un mondo di mistero. Il motivo d’interesse si sposta dall’attesa della soluzione alla moltiplicazione delle domande, dall’estinguersi dei segreti al loro allargarsi sempre più.[4] La serie, soprattutto nella seconda parte, si permette le più ampie trasgressioni nei confronti della tradizione televisiva, sia infittendo la trama di indizi e situazioni abbandonati senza spiegazione, sia lasciando uno spazio sempre maggiore al filone soprannaturale e fantastico[5]. E il riferimento alle sit-com anni ’50 con la loro realtà “normale”, edulcorata e semplificata diventa, a questo punto, quasi obbligatorio e fortemente eversivo. D’altra parte, come nelle sit-com classiche il sorriso è centrale e onnipresente, qui al centro vi sono le lacrime. Lacrime che rimandano a situazioni drammatiche tipiche del genere soap.
Lynch infatti mescola eventi tipici della soap opera come le tresche amorose, la preminenza accordata al fattore economico, l’ambientazione ristretta ad un paese, con elementi come l’assassinio, la presenza dell’agente, le indagini, che identificano il serial come detective story.
Vediamo ora di rintracciare , anche grazie all’ausilio di alcune scene, elementi che ci possono rimandare ai suoi antecedenti come Dallas, Peyton Place e Hill Street Blues.
(Continua la prossima settimana)

[1] Aldo Grasso, “Storia della televisione italiana”, Garzanti 2004
[2] Riccardo Caccia, “David Lynch”, Il Castoro 1993
[3] Chris Rodley, “Lynch secondo Lynch”, Milano 1998
[4] Diego Del Pozzo, “Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani”, Lindau 2002
[5] Diego Del Pozzo, “Ai confini della realtà. Cinquant’anni di telefilm americani”, Lindau 2002


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