L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"The Americans", lezione di etica politica sotto l'effetto Trump
"L'effetto «The Donald» sulle serie amricane, ecco un bel motivo da approfondire. Da quando Donald Trump ha conquistato la Casa Bianca, direttamente o indirettamente, gli sceneggiatori hanno dovuto tener conto di questa presenza piuttosto ingombrante. A cominciare da 'House of Cards', testo fondamentale per capire l'antropologia dell'America. Paradossalmente, al presidente Frank Underwood vengono rivolte accuse che oggi sono attribuite a The Donald (forse Underwood celava storture poi esplose alla luce del sole). In 'Veep', alla Casa Bianca siede una donna, una consumata gaffeuse che ha il dono di mettersi in situazioni imbarazzanti, attorniata da uno staff ancora più incompetente di lei (le previsioni erano per Hillary Clinton, ma l'immaginazione non ha limiti). Anche 'The Americans', la serie incentrata sulla vita di una coppia di agenti del Kgb, Elizabeth (Keri Russell) e Philip Jennings (Matthew Rhys) infiltrati sotto copertura negli Stati Uniti nei primi anni'8o, quando sotto la presidenza di Ronald Reagan si raggiunse il momento di massima tensione diplomatica della Guerra Fredda, subisce l'effetto «The Donald» (Fox). 'The Americans' di Joe Weisberg è giunta alla quinta stagione e gli interessi per seguirla sono ancora molti: il clima della Guerra Fredda, la vita sotto falsa identità, il rapporto con i figli che si stanno sempre di più integrando e assorbendo i valori dell'America, soprattutto la crisi d'identità. Se i due agenti, legati da un matrimonio forzato di copertura, devono ora svolgere una terribile incombenza (gli Usa allevano parassiti capaci di distruggere i granai dell'Urss), il rapporto fra Trump e Putin suggerisce nuove chiavi di lettura, difficili da rimuovere. Vecchia legge interpretativa: se cambia il punto di vista cambia anche il testo. Putin, a parte, 'The Americans' è una robusta lezione di etica politica". (Aldo Grasso)
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venerdì 7 luglio 2017
giovedì 18 dicembre 2014
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
In "The Americans" la "guerra fredda" è di coppia
"Su Fox sta andando in onda la seconda stagione di una delle serie più interessanti degli ultimi anni, «The Americans» (sabato, ore 21.00). Il suo creatore, Joe Weisberg, prima di approdare alla serialità tv è stato un dipendente della Cia impegnato in operazioni sotto copertura e «The Americans» è, al suo cuore, una storia di spionaggio molto credibile e ben scritta, ambientata nell'America degli anni 80, al culmine della Guerra fredda con il gigante sovietico. Ma, soprattutto, è la storia di una donna, Elizabeth Jennings (interpretata con maestria da Keri Russell), e del marito Philip (Matthew Rhys), con cui forma una coppia all?apparenza normale, perfino noiosa.In realtà, i due fanno parte del segretissimo Direttorato S, una divisione del Kgb incaricata di gestire le missioni sotto copertura dei suoi agenti, infiltrati negli USA e trasformati in insospettabili cittadini americani. Oltre a essere una storia di spionaggio, «The Americans» è in fondo un piccolo trattato sul matrimonio.Tutta la prima stagione della serie non è altro che il racconto della costruzione di un amore, del tortuoso percorso attraverso cui un matrimonio «finto», combinato per fini patriottici e utilitaristici, diventa reale, tra tutte le difficoltà del caso. Nel corso della seconda stagione i nodi del rapporto tra Elisabeth e Philip continuano a venire al pettine, la posta in gioco si alza, nel quadro iniziano ad assumere un ruolo forte anche i loro figli, soprattutto l'adolescente Paige, cresciuta con rigidi principi atei, che si avvicina al cristianesimo e inizia a frequentare la chiesa. Anche nella seconda stagione, la serie si porta dietro un fitto carico di ambiguità, nel legame tra Philip ed Elizabeth, certo, ma anche in quello tra l'agente FBI Stan Beeman e la misteriosa dipendente del Kgb Nina Sergeevna. I confini tra verità e finzione (praticata per strategia o per amore) diventano sempre più sbiaditi, indistinguibili". (Aldo Grasso, 01.12.2014)
CORRIERE DELLA SERA
In "The Americans" la "guerra fredda" è di coppia
"Su Fox sta andando in onda la seconda stagione di una delle serie più interessanti degli ultimi anni, «The Americans» (sabato, ore 21.00). Il suo creatore, Joe Weisberg, prima di approdare alla serialità tv è stato un dipendente della Cia impegnato in operazioni sotto copertura e «The Americans» è, al suo cuore, una storia di spionaggio molto credibile e ben scritta, ambientata nell'America degli anni 80, al culmine della Guerra fredda con il gigante sovietico. Ma, soprattutto, è la storia di una donna, Elizabeth Jennings (interpretata con maestria da Keri Russell), e del marito Philip (Matthew Rhys), con cui forma una coppia all?apparenza normale, perfino noiosa.In realtà, i due fanno parte del segretissimo Direttorato S, una divisione del Kgb incaricata di gestire le missioni sotto copertura dei suoi agenti, infiltrati negli USA e trasformati in insospettabili cittadini americani. Oltre a essere una storia di spionaggio, «The Americans» è in fondo un piccolo trattato sul matrimonio.Tutta la prima stagione della serie non è altro che il racconto della costruzione di un amore, del tortuoso percorso attraverso cui un matrimonio «finto», combinato per fini patriottici e utilitaristici, diventa reale, tra tutte le difficoltà del caso. Nel corso della seconda stagione i nodi del rapporto tra Elisabeth e Philip continuano a venire al pettine, la posta in gioco si alza, nel quadro iniziano ad assumere un ruolo forte anche i loro figli, soprattutto l'adolescente Paige, cresciuta con rigidi principi atei, che si avvicina al cristianesimo e inizia a frequentare la chiesa. Anche nella seconda stagione, la serie si porta dietro un fitto carico di ambiguità, nel legame tra Philip ed Elizabeth, certo, ma anche in quello tra l'agente FBI Stan Beeman e la misteriosa dipendente del Kgb Nina Sergeevna. I confini tra verità e finzione (praticata per strategia o per amore) diventano sempre più sbiaditi, indistinguibili". (Aldo Grasso, 01.12.2014)
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