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venerdì 23 ottobre 2015

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Ro-Cox Horror Picture Show! La trans di "OITNB" sarà il mitico Dr. Frank-N-Furter nel remake di "Rocky Horror"

La trans Laverne Cox di “Orange Is The New Black” – attualmente in onda su Premium Stories con la 3° stagione inedita – interpreterà il mitico ed ambiguo Dottor Frank-N-Furter nel remake del cult “Rocky Horror Picture Show”. Lo scienziato pazzo è stato portato alla popolarità da Tim Curry nel film del 1975, di cui ricorrono i 40 anni dalla distribuzione e detentore del record quale pellicola più trasmessa ininterrottamente dalla data di uscita nei circuiti cinematografici. Il progetto del remake di “Rocky Horror” è un film della Fox diretto e coreografato da Kenny Ortega. L’uscita è prevista per l’autunno del 2016.Laverne Cox è stata la prima trans ad avere un ruolo ricorrente in una serie tv (“OITNB”) ed è diventata paladina dei diritti LGBT conquistando la prestigiosa copertina di “Time” alcuni mesi fa.

giovedì 22 ottobre 2015

NEWS - E' giunto il giorno di #ciaoNetflix! Da oggi "la più grande rivoluzione dall'arrivo del colore" 
(ANSA) - MILANO, 22 OTT - Un giorno quelli che oggi pensiamo come canali saranno delle app e i nostri figli ci chiederanno: "ma cosa vuol dire che uno spettacolo inizia alle 20?". Alla presentazione italiana di Netflix i toni di Reed Hastings sono quelli del guru, ma il co-fondatore e ceo della piu' grande rete di internet tv al mondo se li puo' permettere: la sua creatura ha piu' di 69 milioni di abbonati in oltre 50 paesi e in Italia, dove e' disponibile da oggi, conta di raggiungere una famiglia su tre. "Nel primo anno ci dobbiamo concentrare sulla felicita' e non sulle dimensioni, ma alla lunga - dice Hastings, jeans, blazer e aria ispirata - vogliamo avere molto successo anche in Italia. Il nostro target e' di raggiungere una famiglia su tre. In America per farlo ci abbiamo messo 7 anni, dal 2007 al 2014 e - aggiunge - ci stiamo riuscendo anche in altri Paesi europei dove siamo arrivati prima che in Italia". Questo perche' "l'avvento della tv via internet per il mondo della tv e' la piu' grande rivoluzione dal colore. Possiamo vedere su qualsiasi schermo e in qualsiasi momento quello che vogliamo". Questa rivoluzione e' solo all'inizio: "in futuro - profetizza - ogni rete mettera' a disposizione delle app". Questo passaggio epocale non riguardera' solo la fruizione in streaming ma investira' anche i contenuti perche' senza la tv lineare - spiega ancora Hastings - non avra' piu' senso creare serie con puntate da un'ora ciascuna e zeppe di rimandi interni, non piu' necessari visto che su Netflix non vengono proposte una puntata alla volta ma a stagioni intere. Anche a livello di film la novita' e' quella della release mondiale globale, in tutte le lingue dei paesi dove e' attivo il servizio, come e' accaduto lo scorso weekend per 'Beasts of No Nation', il film presentato a Venezia, scritto e diretto da Cary Fukunaga, e prodotto dalla stessa Netflix. Qualcosa di simile e' successo anche per 'Suburra', il film di Stefano Sollima, che e' stato proposto sulla piattaforma Netlix in America, America Latina e Canada: "il cinema italiano puo' essere contento, per un film italiano avere un pubblico potenziale di 50 milioni di abbonati e' fantastico" commenta Pierfrancesco Favino, che non solo e' tra gli interpreti del film 'Suburra' ma lo sara' anche dell'omonima serie realizzata da Cattleya, che sara' la prima produzione originale Netflix in Italia, in onda nel 2017. Favino per Netflix ha gia' lavorato nella serie 'Marco Polo' ideata da John Fusco, che racconta le avventure del giovane Marco Polo, interpretato da un altro italiano, Lorenzo Richelmy, alla corte di Kublai Khan. La serie storica, che ha debuttato il 12 dicembre 2014, da oggi e' disponibile anche in Italia insieme ad altri prodotti originali come 'Narcos', che racconta la storia dei signori della droga degli anni 80, la fantascientifica 'Sense8' di Lana e Andy Wachowski con Daryl Hannah, l'acclamatissima 'Orange is the new black'. E poi 'Grace and Frankie' con Jane Fonda e Lily Tomlin che diventano amiche quando i loro mariti fanno coming out e ammettono di amarsi, 'Unbreakable Kimmy Schmidt' su una giovane che comincia una nuova vita a New York City dopo essere stata salvata da una setta apocalittica in Indiana. Dal 20 novembre arrivera' anche 'Marvel - Jessica Jones', seconda di quattro serie dedicate agli eroi Marvel. L'obiettivo di Netflix e' produrre sempre piu' serie originali: "ne abbiamo 21 in produzione pronte per la release - annuncia Ted Sarandos, chief content officer - mentre nel 2016 ne produrremo 30 e altre 30 circa per bambini". Oltre alle serie, gli abbonati potranno vedere film prodotti da Netflix come 'Crouching Tiger, Hidden Dragon The green legend' di Adam Sandler, il thriller di guerra 'Jadotville' con Jaime Dornan, 'War machine' di Brad Pitt; film hollywoodiani come 'Molto incinta', Transformers', Mission impossible III e italiani come 'Amiche da morire' e 'Reality'. La funzione e' in streaming e quindi bisogna avere un televisore o un device (tv-box, tablet, computer, smartphone console video game, Apple Tv o Chromecast) connessi a Internet, ma non c'e' nessun timore per la banda larga: "le reti stanno crescendo - dice Hastings - non dobbiamo piu' pensare al downdload". Per celebrare l'arrivo in Italia, dove e' disponibile a partire da 7,99 euro al mese, stasera Netflix ha organizzato un party al Palazzo del ghiaccio di Milano: sul tappeto rosso le star Taylor Schilling e Kate Mulgrew di 'Orange is the new black', Daryl Hannah e Miguel Angel Silvestre di 'Sense 8', Carrie Ann Moss e Krysten Ritter di 'Jessica Jones', Stephen DeKnight di 'Daredevil'Will Arnett di 'Bojack horseman' e il cast di 'Suburra'

mercoledì 21 ottobre 2015

GOSSIP - Rose (Ruby) is the new black! Arriva a Milano (MTV Awards) la star transformer di "OITNB"

L’australiana Ruby Rose ha infiammato ancor di più – se ce ne fosse bisogno – “Orange Is The New Black”, con il suo ingresso in scena nella 3° stagione (inedita su Premium Stories ogni giovedì sera). Una sorta di innesto di ulteriore strava-gay-anza nel gruppo femminile più sui generis che la tv americana ci ha regalato di recente. Ruby vestirà la tenuta da carcerata di Stella Carlin, destinata a far batter il cuore a Piper Chapman (Taylor Schilling). Difficile identificarla in ruolo di show-business (oltre ad attice, è dj, modella, conduttrice…) nonché sessuale (si definisce “gender fluid” o “gender neutral”), Ruby Rose è tra le testimonial più “in” della moda – non solo underground – degli ultimi anni, caratterizzata com’è da vari tatuaggi e look talvolta androgino e tomboy. Lanciata da MTV dopo la vittoria di un concorso per Vj grazie a un filmato dove beve 100 bicchierini di birra in 100 minuti, nel 2009 finisce ricoverata per disidratazione in Kenia, dove si è recata per insegnare
l’inglese ai bambini. Alternando l’attività di modella a flirt con le colleghe di passerella (Lindsey Anne McMillan e Catherine McNeil tra quelle più celebri), Rose è stata più volte eletta tra le personalità gay-lesbiche più influenti del mondo. Un’omosessualità dichiarata alla madre-single dall’età di 12 anni, con a corollario episodi di bullismo a scuola: “Ho sempre saputo di essere lesbica – ha confessato -  anche alla scuola primaria. Sapevo di non essere interessata ai ragazzi, mentre provavo qualcosa per le donne. Quando ho iniziato le superiori e l'ho detto a mia madre, lei ha semplicemente risposto 'Lo so, l'ho sempre saputo'. In realtà prima ho fatto coming out con un paio di amici, poi la notizia si è diffusa e a 15 anni tutti sapevano del mio orientamento sessuale, anche le insegnanti”. Nel 2014 è stata protagonista del cortometraggio “Break Free”, dove interpreta la transizione da donna assai femminile e conturbante a uomo tatuato. “Rappresenta me stessa – ha dichiarato Ruby alla presentazione dell’opera – alla mattina mi sveglio e non so chi sarò!”.

martedì 20 ottobre 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! Il Moige Usa condanna "AHS: Hotel": "è il contenuto più vile e scioccante di sempre!"

Articolo tratto da "Uproxx"
The moralistic finger-waggers over at the Parents Television Council are the prudish kings and queens of hyperbole. Last year, they complained that an episode of Sons of Anarchy “opened with the most sexually explicit content we’ve ever seen on basic cable.” American Horror Story: Hotel creator Ryan Murphy sees Kurt Sutter’s sex scenes, and raises him “the most vile and shocking content I’ve ever seen on TV.” Ever? “Ever.”
[PTC], led by president Tim Winter, singled out the season premiere of American Horror Story: Hotel for featuring what he called an “unbelievably explicit combination of sex and violence.”
“This is the most vile and shocking content I’ve ever seen on TV. Ever,” Winter wrote in an email to subscribers calling for an advertiser boycott the series. “Most Americans have no idea this is primetime fare on advertiser-supported basic cable. And everyone is paying for it as part of their program bundle.” (Via the Hollywood Reporter)
No, I’m guessing “most Americans” know exactly what to expect from a show called American Horror Story starring Lady Gaga (Murphy’s Scream Queens was also criticized for featuring “graphic decapitations and discussions of necrophilia in the family hour”). I’d be curious to read what the PTC thinks about The Americans, except even they don’t watch it.

lunedì 19 ottobre 2015

NEWS - Clamoroso al Cibali! Ryan Murphy rivela a "THR" - con tanto di bebè in braccio sulla cover - di aver avuto per primo in mano i diritti di "Orange Is The New Black"!

Ryan Murphy clutches a baby on this week’s cover of The Hollywood Reporter.
Here’s what the 49-year-old TV showrunner shared with the mag:
On backstage problems on Glee: “To this day, I’m devastated by everything that happened with that show.”
On his relationship with the cast: “I was there with them all day long, and then we’d finish work and we’d go out and have fun all night, and I guess in a weird, twisted way, I was trying to relive the childhood I never had. I thought they wanted a parent, and they didn’t. They didn’t want me to tell them what to f—ing do. They didn’t want me to tell them how to treat each other or what the world was like at the end of the day. I wish I could go back and do that differently with a lot of those actors. Some of them I’m still very close to: Lea Michele, Chord Overstreet, Darren Criss — but there were some that didn’t work out well, and I regret that. I guess I just wish I had been able to let them figure it out for themselves.”
On originally having the rights to Orange is the New Black: “I just could never figure out how to do it. And then the option lapsed, and it became this great big thing.”
For more on Ryan, visit HollywoodReporter.com.

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