martedì 24 marzo 2020
lunedì 23 marzo 2020
giovedì 30 marzo 2017
sabato 14 novembre 2015
My thoughts & prayers with everyone in Paris. Stay together - stay strong. #ParisAttacks K🚀
— Kevin Spacey (@KevinSpacey) 14 Novembre 2015
My heart is breaking for the people of Paris right now. Please say a prayer.
— Emmy Rossum (@emmyrossum) 13 Novembre 2015
It's hard not to feel angry and hopeless this morning in light of the evil of last night.
— Emmy Rossum (@emmyrossum) 14 Novembre 2015
Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.
Martin Luther King
— Emmy Rossum (@emmyrossum) 14 Novembre 2015
#JeSuisParis pic.twitter.com/gUHAytsjyV
— Ashley Benson (@AshBenzo) 14 Novembre 2015
Imagine all the people
Living life in peace... #ParisAttacks 💛
— Maisie Williams (@Maisie_Williams) 14 Novembre 2015
1. Let's all try to remember, amidst pain and fear, that terrorism has no religion. Extremism is a brand of madness, not faith.
— Sophia Bush (@SophiaBush) 14 Novembre 2015
2. It's up to us not to let that madness cause us to turn on each other. If we do, they win. Coexistence, tolerance,& love are revolutionary
— Sophia Bush (@SophiaBush) 14 Novembre 2015
Prayers to Paris. Prières à Paris. #Paris
— Uzo Aduba (@UzoAduba) 13 Novembre 2015
Woke up this morning still with #Paris on my mind and in my heart. #PrayForParis #JePriePourParis pic.twitter.com/wbm23hvuAZ
— Eva Longoria (@EvaLongoria) 14 Novembre 2015
#PrayforParis. And all humanity.
— Connie Britton (@conniebritton) 14 Novembre 2015
Sending all my love to #Paris. ❤️❤️❤️
Xo m
— Marcia Cross (@ReallyMarcia) 13 Novembre 2015
My heart goes out to all those in #paris and those affected. I envoie mon amour et les prieres. Today was supposed to be #WorldKindnessDay 💔
— Sarah Michelle (@SarahMGellar) 13 Novembre 2015
Those killed Those taken. And to their families in Paris > our most positive thoughts go out to you
— Henry Winkler (@hwinkler4real) 13 Novembre 2015
My heart is filled with sadness for our French brothers and sisters. I am praying for Paris and for the victims of this senseless tragedy.
— zooey deschanel (@ZooeyDeschanel) 14 Novembre 2015
martedì 2 giugno 2015
Sarah Michelle Gellar and Selma Blair reuniting at a performance of The Unauthorized Musical Parody of Cruel Intentions on Thursday (May 28) at Rockwell Table and Stage in Los Angeles.
The ladies starred together in the cult favorite film, which was released back in 1999.
16 years after the film was released, Sarah and Selma decided to reenact their famous kiss from the movie and it was captured in a photo. See below!
While Ryan Phillippe didn’t join his female co-stars, he did check out the musical last month.
“#CruelIntentionsMusical is so fun! I loved it. Will be going back. Was smiling the entire time. Thank you guys for the love,” he previously tweeted.
giovedì 9 gennaio 2014
mercoledì 25 dicembre 2013
sabato 16 febbraio 2013
Articolo tratto da Deadline.com
domenica 6 gennaio 2013
Articolo tratto da "Tv Guide"
Buffy's coming back to the small screen! Sarah Michelle Gellar is eyeing a starring role in a new sitcom in development at 20th Century Fox, TVLine reports. The half-hour comedy would be a new spin on the family comedy, following Gellar as a wife and mother, and the mischief she and her husband get into when their kids aren't around. How I Met Your Mother's David Hemingson and Love and Other Drugs' Margaret Riley will serve as executive producers of the untitled project, which will be shopped to networks in the next few weeks. Gellar's last series Ringer, a CW drama in which she played mysterious identical twins, was canceled last year after one season. Do you think Gellar would fare better in a sitcom?
sabato 9 giugno 2012
Stracult&Stracotti indossa una veste speciale, per decretare oggi la “top 3”, o meglio la “flop 3” dei telefilm più deludenti di quest’anno.
sabato 19 novembre 2011
Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!
Serie TOP questa settimana è Suburgatory, nuova divertentissima sitcom della Abc che per protagonisti l’esordiente Jane Levy, versione mignon di Emma Stone, nel ruolo di Tessa, e Jeremy Sisto (Six Feet Under) in quello di suo padre. Tessa è un’adolescente atipica: poco interessata a shopping e make up, va controcorrente e segue poco le mode, è arguta e perspicace, riflessiva e molto ironica. Adora New York e la sua atmosfera frizzante e creativa, ma nonostante ciò, è costretta a lasciare la città quando suo padre, preoccupato che possa crescere in un ambiente malsano e dispersivo, decide di abbandonare “l’isola felice” e trasferirsi in periferia.Qui in una sorta di patinata e plasticosa Wisteria Lane, con villette a schiera, praticelli impeccabili e cassette della posta perfettamente dipinte con colori pastello, le ragazze sono talmente modaiole da far rabbrividire anche Carrie Bradshaw: popolano il liceo, pianificano party esclusivi e trascorrono i pomeriggi nei centri commerciali, immerse in una superficialità dissacrante, costringendo Tessa a chiudersi a riccio nel suo “purgatorio suburbano”.La voce narrante della protagonista ci accompagna nel corso degli episodi, ci conduce su e giù per il quartiere, tra le luci ovattate e le tinte rosa shocking che fanno da cornice. La serie è un’irrinunciabile satira dei costumi e della società americana di oggi, e ricorda fortemente Mean Girls, celebre commedia adolescenziale da cui trae le incursioni nel trash e nel grottesco. Suburgatory non è per nulla pretenzioso, è piacevole e scorrevole, e seppur apparentemente banale a causa dell’inevitabile scontro città/provincia, regala irresistibili momenti divertenti e leggeri.Vuoi scoprire di più su Suburgatory? Clicca qui!

Nonostante le alte aspettative e le ottime prerogative, la serie DOWN di questa settimana è Ringer, interpretata da Sarah Michelle Gellar. Ideata da Eric Charmelo e Nicole Snyder, Ringer ha debuttato lo scorso 13 settembre sulla CW, riscuotendo sì un discreto successo soprattutto tra i fan dell’ex “AmmazzaVampiri”, ma convincendo sempre meno a livello di plot, episodio dopo episodio. Tema portante della serie, sulla falsa riga del pluripremiato The Black Swan, il dualismo, in questo caso tra due sorelle gemelle, alimentato da vorticosi giochi di specchi, inquietanti proiezioni visive e prevedibili scambi di personalità. Bridget è un ex tossicodipendente testimone chiave di un delitto in uno strip club, che a poche ore dal processo in cui deve deporre ai danni del pericoloso pluriomicida, in preda al panico si dà alla fuga negli Hamptons, alla ricerca della sua gemella Siobhan. Riunitesi dopo sei anni di lontananza, e in seguito a un tragico incidente di cui per ora restiamo all’oscuro, le due sorelle partono per un giro in barca a mare aperto, da cui però Siobhan non farà mai ritorno, scomparendo misteriosamente. Bridget vede così una papabile via di fuga, coglie la palla al balzo e s’insinua nella vita della gemella, approfittando del fatto che nessuno è a conoscenza della sua esistenza. Il passato torbido di Siobhan non tarda però a venire a galla, e per Bridget iniziano i guai e senza rendersene conto, resta inghiottita in questo “mondo parallelo”, mentre da Parigi, la gemella presumibilmente defunta, trama ai suoi danni. Prendendo spunto dalla maggior parte dei thriller psicologici di questi ultimi anni, Ringer parte bene per sprofondare però nell’ovvietà, vittima della mancanza di colpi di scena plausibili e credibili. Enormi lacune nella regia smorzano purtroppo quella ricercata atmosfera inquietante e vagamente hitchcockiana che si vuole dare alla serie, scadendo nel b-movie di serie B, spesso privo di un filo logico che unisca gli eventi.
Vuoi scoprire di più su Ringer? Clicca qui!
lunedì 11 luglio 2011
martedì 25 gennaio 2011
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Anche Bon Jovi nella commedia di Garry Marshall "New Year's Eve" con Gellar, Vergara, Michele, Parker...Roma, 25 gen. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Ci sara' anche Jon Bon Jovi a festeggiare quest'anno "il capodanno" con Robert De Niro, Ashton Kutcher, Michelle Pfeiffer, Hilary Swank, Lea Michele, Abigail Breslin, Sofia Vergara, Jessica Biel, Sarah Jessica Parker, Halle Berry, Zac Efron e Sienna Miller. Ovvero col nutritissimo cast di "New Year's Eve", la commedia romantica firmata dallo specialista Garry Marshall, gia' al timone del precedente "Valentine's Day", che di questo nuovo progetto puo' essere considerato il prequel. La formula almeno e' la stessa: un rimpasto di vecchie e nuove glorie hollywoodiane protagoniste di storie d'amore che s'intrecciano a New York. Jon Bon Jovi almeno fa eccezione: e' si' una star, ma solo in campo musicale. Ingaggiati anche Seth Meyers e l'attore tedesco Til Schweiger (era il sergente Stiglitz in "Inglourious Basterds"). Il film e' atteso nella sale americane il 9 dicembre di quest'anno.
martedì 23 novembre 2010
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Clamoroso al Cibali! Passa l'idea del "Kaz" di girare il film di "Buffy" senza coinvolgere Whedon (che non la prende proprio benissimo! Anzi...)venerdì 11 giugno 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieriCrisi dei telefilm: colpa della qualità o dei programmatori?
“Colpa del telefilm (ovvero del prodotto) o colpa del poco coraggio delle reti (ovvero di chi il prodotto deve promuovere e «vendere» in Italia)? Una cosa è senz'altro chiara: quella strepitosa «golden age» della serialità televisiva americana, che ha sfornato titoli eccezionali quali «House», «Lost», «24», «Grey' s Anatomy», «Csi», «Desperate Housewives» sembra essersi conclusa. L'atteso finale del cult «Lost», fra due settimane, sembra sancirlo simbolicamente. Nelle ultime stagioni il telefilm pare subire una battuta d'arresto. Lo ha mostrato, nel corso dell' ultimo Telefilm Festival di Milano concluso domenica, una ricerca realizzata dal Ce.R.T.A. dell'Università Cattolica (curata, in collaborazione con Geca Italia, da Massimo Scaglioni e Luca Barra). In poche stagioni il quadro della programmazione della serialità è molto mutato. Per quanto riguarda l' offerta, ancora nel 2007/08 i generi messi in onda in Italia erano piuttosto vari, e il «procedural» (il poliziesco) occupava poco più del 40% dello spazio del prime time. Oggi sembra resistere solo il «crime»: oltre il 66% dei titoli in onda in prima serata sono «procedural», e degli altri generi restano poche cose (i «medical» più forti e i «family drama» come «Desperate Housewives», però in crisi d' ascolti). In generale resistono i classici, titoli ideati prima dello sciopero. Dunque: prodotto meno buono o scarso coraggio delle reti? In parte entrambe le cose. Sul primo fronte, è vero che titoli davvero forti sono usciti solo sul versante dei polizieschi («Ncis Los Angeles»), oppure sono troppo «stretti», ovvero poco adatti al prime time generalista (si pensi al cult «Glee», in onda su Fox). Ma il calo degli ascolti della serialità nel prime time generalista (quantificabile nell'1,3% di share) si deve anche a qualche mossa maldestra dei nostri programmatori.”.
(Aldo Grasso, 11.05.2010)
THE OBSERVER MAGAZINE
Delle copertine me ne faccio un…Buffy!
“Partecipando a ‘Buffy’ ho imparato a non prendermela. Alyson Hannigan e Sarah Michelle Gellar parlavano sempre di copertine e io pensavo: quando una con me? Erano molto competitive, ma alla fine ho pensato che era un gioco che non portava da nessuna parte…era meglio lavorare che pensarci”.
(Anthony Head, 07.03.2010)
VARIETY
Alla larga dalla romantica Milano
“L’allure che accompagna Alyssa Milano viene smorzata dal gioco a quattro al centro di ‘Romantically Challenged’, una litania di due coppie fissate con i giochetti e i doppi sensi di sesso. Fin fall’inizio c’è confusione sui rapporti tra il quartetto, con poche gags efficaci e la necessità di dover dare ai quattro lo stesso spazio. Alyssa Milano è terrificante nel dar vita a una mamma single che agli inizi spara a zero contro gli incontri di una notte sola…Roba da far rimpiangere ‘Cougar Town’…”.
(Brian Lowry, 25.04.2010)
DAVIDE MAGGIO.IT
Il salame sugli occhi (e nelle orecchie)
“Al Telefilm Festival ospiti di ”nessun grido”, l’imbarazzo della scelta non era su quale telefilm vedere ma in quale negozio di Corso Vittorio Emanuele rifuggiarsi...n.d.r.: ecco bravo, “rifuggiati” in una profumeria del Corso a pittarti le unghie, che le grida per Zachary Levi e Morena Baccarin ancora riecheggiano all’Apollo, vah!)”.
(Mattia Buonocore, 11.05.2010)
IL GIORNALE
Per capire la politica, guarda i telefilm
“Oggi a raccontare i tempi ci sono i telefilm. La dicono lunga sul pasticcio della modernità, svelano i tic, insistono sulle debolezze, riprendono i vizi, mettono a copione le sconfitte. Ma raccontano anche come mai, o grazie a cosa, ogni tanto si vince. In ‘CSI’, chi deve, trionfa sempre. E’ l’America di Bush prima di Bush. L’America del controllo, la minaccia-garanzia ‘qualsiasi cosa farai, ovunque sarai, io ti troverò’. La scienza che tiene la società sotto controllo. ‘Grey’s Anatomy’ è l’America di Obama prima di Obama: cattiva, determinata, nasconde i suoi pregi ma alla fine è solidale e sentimentale. ‘Desperate Housewives’ è l’America di Clinton, quella dell’ipocrisia cortese. L’età vittoriana cent’anni dopo e mentre l’Impero sta andando a pezzi. ‘Dr. House’ sembra di sinistra ma in realtà è di destra. In realtà House è proprio Berlusconi. Ogni tanto aggira le regole per pragmatismo, convinto com’è di aver trovato la soluzione che gli altri stanno ancora cercando. Frega il traguardo e tutti lo perdonano perché è House. Sembra Obama ma è Berlusconi. ‘Lie to me’ è Veltroni (il povero Bersani non capirà mai chi mente a un better di ciglia e non verrà mai chiamato dalla CIA a risolvere nulla). Veltroni, sì, è l’amico di tutti, l’eroe da telefilm che viene chiamato a vendicare i buoni e i giusti. E’ convinto che il bene trionfi se si è buoni e che tutti siano lì ad aspettare di far passare avanti i giusti. ‘Shark’ è l’avvocato delle Libertà. Il professionista dell’individualismo e del senso dello Stato, il perfetto pidiellino. A volte adatta un po’ le regole ma gli obiettivi sono lodevoli. ‘Boston Legal’ è certa destra. Quelli che fanno i cattivi nel nome del bene. Ma poi cattivi non sono. Yuppie efficientissimi, borghesi stressati. ‘Lost’ è una comune degli anni Settanta. Gli anni del ‘famose’ per paura del futuro, gli anni del ‘disonora il padre’, gli anni del ‘non è mio il passato da cui vengo’. Sporchi, arruffati anche nell’anima, riottosi nei confronti delle regole, in lotta per la sopravvivenza. Con l’ignoto che ha l’unico vantaggio di rendere tutto relativo”.
(Valeria Braghieri, 10.05.2010)
TUTTOMILANO/LA REPUBBLICA
Il pazzo popolo dei telefilm
“Sono pazzi, quelli dei telefilm. Se fanno un sondaggio sulla serie preferita diciamo che vince ‘Lost’, poi arrivano ‘House’ e ‘Grey’s Anatomy’. E poi basta. Nel senso che a seguire non trovi uno a cui piaccia la stessa serie di un altro. Sono decine quelle belle, e non ci si raccapezza. Tu sei un impallinato tale da scaricarti quelle appena in onda in America e trovi uno al bar che ti magnifica quella poliziesca su Raidue la sera prima, che a occhio è passata sul satellite 5 anni fa e te ne sei scordato. Ma ha ragione lui, così come hanno ragione quelli che guardano solo i vampiri o ‘Gossip Girl’, quelli che hanno sentito il barista dell’autogrill che parlava della ‘Teenager americana’, o quelli che ritengono che ‘Huff’ (qualcuno conosce?) sia stato superiore a qualunque film di livello degli ultimi 10 anni. Per quelli che ‘Lost’ è un capolavoro e lo capiscono tutto (mentono, ovvio. Sulla seconda parte).Poi quelli che se l’ospite del Telefilm Festival è Morena Baccarin si presentano comunque anche se sono fermi a ‘I Ragazzi di Padre Tobia’ sperando di essere rapiti e che sia cattiva davvero. Poi quelli che sono d’accordo con certi grandi studiosi quando dicono ‘i telefilm migliori di oggi valgono Balzac’. Quelli che sanno benissimo dove andare a cercare su internet dove c’è tutto ma proprio tutto e prossimamente si guarderanno ‘Californication3’ sull’iPad mentre corrono sul tapis roulant. E poi i migliori nonché i più fortunati: quelli che se ti appassioni alle serie Usa, ci aggiungi un minimo di qualche tua passione (tipo il calcio), tutto, ma proprio tutto il resto della tv puoi saltarlo di netto e abbandonarlo al suo triste destino”.
(Antonio Dipollina, 06.05.2010)
martedì 10 novembre 2009
LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Un "Angel" di nome Papi: le 10 domande a Giovanni Valentini su un serial coi "buffy"E' una strana stampa, bellezza. Al motto di "Pais che vai...", c'è da rimaner basiti almeno per due motivi. Il primo è quella boiata pazzesca di "Intelligence" - nonostante non sia telefilm quanto mini-serie - che qualche giornale ha inspiegabilmente lodato a dismisura. Basterebbe la scena in cui Bova-Bauer esce correndo a perdifiato con la collega dal rifugio spionistico ed entra in macchina sgommando, con i cattivi alle calcagna, anche loro lasciando chili di pneaumatici sull'asfalto e cozzando contro macchine in sosta, sparando come indiavolati per la città e sulla tangenziale. E l'eroe che guardando nello specchietto retrovisore, esclama: "Ci stanno inseguendo!". Ma vah! Dovevano far esplodere il Cupolone con te dentro per fartelo notare...Basterebbe quella foto in cui si mostra Bova-Bauer ritratto con la moglie da poco uccisa in quella che si presume sia una vacanza: una vomitevole operazione di photoshop che rasenta il collage, probabilmente dovuta al fatto che tutto il budget è stato speso nella scena iniziale in cui la truppa dell'eroe al centro delle vicende viene massacrata, proposta fino allo sfinimento (te credo che Bova-Bauer continua a sognarsela!). Basterebbe la scena del funerale della suddetta moglie photoshoppata, girata sotto il sole mentre diluvia: anche quell'azzeccagarbugli del colonnello Giuliacci sa che la meteo-stranezza possa avvenire, in Europa, solo in Bretagna, sulle scogliere di Dover o a Stoccolma quando gioca il Goteborg. Il secondo motivo, ma non in ordine d'importanza, riguarda l'ormai arci-mitologico pezzo di Giovanni Valentini su "la Repubblica" a proposito di "Angel" (rileggetevelo nell'Edicola di Lou con la magistrale risposta di Freccero). L'editorialista, assai esperto di questioni socio-politiche, è incappato in una reprimenda degna del Moige. Aldilà del fatto, non trascurabile, che il giornalista abbia visto probabilmente poche sequenze o una sola puntata del serial coi "buffy", aldilà del fatto che s'invochi la censura per un telefilm volutamente fumettistico (non osiamo spingerci nell'usare il termine "allegorico" con Valentini: non capirebbe), mentre all'ora di cena sulla prima rete del Servizio Pubblico vanno in scena pacchi milionari scavicchiati come nulla fosse alla faccia della gente che non tira la fine del mese, sorge spontanea una domanda. Ma se alla stessa stregua i giornalisti de "la Repubblica" (o di un qualsiasi altro giornale) sono abituati ad estrapolare sequenze, frasi, gesti da un contesto più generale, come ha fatto una delle firme più autorevoli del giornalismo moderno, dove andremo a finire? Se è questo l'uso giornalistico vigente, cosa credere delle vicende retro-governative delle Papi "Angels"? Sta di fatto che sempre "Repubblica" nei giorni seguenti al pezzo censorio di Valentini pestava un'altra mer...avigliosa "paperissima". Il quotidiano fondato da Scalfari affermava che un fotomontaggio - forse ad opera dello stesso autore di "Intelligence" - raffigurante il suo direttore Ezio Mauro in compagnia di due ragazze fosse andato in onda a "Striscia la notizia": in realtà il giornale era stato tratto in inganno da una didascalia di "Libero" che aveva pubblicato un ironico dossier distribuito alla conferenza stampa del tg satirico, contenente la foto in questione. "Repubblica", sollecitata dalla richiesta di precisazione da parte dell'ufficio stampa di "Striscia", chiedeva pubblicamente scusa per l'errore, ma intanto lo spagnolo "El Pais" riprendeva, a mò di sponda, la notizia (secondo la fallace versione de "la Repubblica"). Insomma, un marasma di vero, verosimile ed artefatto senza confini in cui il giornalismo non ne esce benissimo e rischia di far rimpiangere Lou Grant. Quest'ultimo, dopo esser stato in prima fila alla manifestazione per la Libertà di Stampa del 3 ottobre scorso, chiedendosi se fosse organizzata anche per combattere per la libertà di informare correttamente, ha inviato alla nostra rubrica le fatidiche 10 domande da porre a Giovanni Valentini.
lunedì 17 marzo 2008
PICCOLO GRANDE SCHERMO - Sarah Michelle Gellar si lascia morire nel nome di Coelho(AGI) - Los Angeles, 15 mar. - Sarah Michelle Gellar potrebbe essere la famosa Veronika di Paulo Coelho, il romanzo di successo uscito nel 1998. Come rivela il magazine 'Variety', per l'adattamento cinematografico del bestseller "Veronika decides to die" era stata scelta inizialmente la star di "Superman Returns", Kate Bosworth, ma il regista ha cambiato idea. Il libro di Coelho racconta di una giovane donna depressa che viene internata dopo aver tentato il suicidio. La ragazza ritrova improvvisamente il suo amore per la vita dopo aver scoperto di avere un cuore drammaticamente debole e che le dara' la morte nel giro di pochi giorni. Il film sara' diretto da Emily Young, mentre la sceneggiatura e' firmata da Larry Gross e Roberta Hanley.
sabato 8 marzo 2008
QUIZ - Chi è la Miss Portafoglio dei telefilm?giovedì 6 marzo 2008

QUIZ - La Miss Manicure dei telefilm era...martedì 29 gennaio 2008

NEWS - Una cop(p)ia coi "Buffy": arrivano le Vamp di casa nostra, tra sosia probabili e remake annunciati"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm
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