Visualizzazione post con etichetta Katherine Langford. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Katherine Langford. Mostra tutti i post

venerdì 17 agosto 2018

NEWS - Netflix, abbiamo un problema sulle terze stagioni! Dopo il cast di "Stranger Things", anche quello di "Tredici" chiede l'aumento per la stagione 3. E sulla crescita d'ascolti tra la prima e la seconda non ci sono prove...

News tratta da "Deadline"
It’s come down to the wire for Netflix’s hugely popular drama series 13 Reasons Why, which is scheduled to do the first table read for the upcoming third season tomorrow but its eight core cast members are still renegotiating their contracts. We hear that negotiations are still ongoing but as of Wednesday night, there were no deals and the sides were still apart on money. However, we hear the gap has been bridged significantly today, and sources close to the situation sounded optimistic that agreements would be reached in time for Season 3’s start of production, scheduled for Monday. We hear Dylan Minnette, who has emerged as the sole lead following the departure of original star Katherine Langford, is seeking a Season 3 salary in the $200,000 per episode range, while Brandon Flynn, Alisha Boe, Justin Prentice, Christian Navarro, Miles Heizer, Devin Druid and Ross Butler are looking for about $150,000 an episode. That is way above the group’s start salaries, said to be in the $20,000 – $60,000 an episode range, with Minnette believed to have started higher, around or north of $80,000. It is customary for the cast of successful shows to seek raises after Season 2. The impetus for the salary demands by the 13 Reasons Why actors likely were the huge raises that the cast of another hit Netflix series, Stranger Things, recently gotheading into Season 3. They are believed to be paid as much as $350,000 an episode for the adult leads and $250,000 an episode for the child actors this season. There is a difference in the size of the orders. Stranger Things will produce eight episodes while 13 Reasons Why’s order is for 13 episodes, which may explain some of the per-episode salary discrepancies between the two shows as the per-season compensation is relatively on par. We hear Paramount TV, which produces the series with Anonymous Content, and Netflix have been trying to close the new deals for the 13 Reasons Why actors today with new offers closer to the ask (we hear for the seven, it’s about $135,000 an episode in Season 3, rising to $150,000 in Season 4; for Minnette we hear the remaining gap is about $20,000). We will update if/when agreements are reached. All actors are still under contracts, so we hear expectation is that they would show up for work though the studio would like to wrap the renegotiations before that. 13 Reasons Why was a breakout hit for Netflix. While it has faced controversy over its graphic depictions of suicide and sexual violence, it is among Netflix’s most watched series. We hear that Netflix has said during the negotiations that ratings have slipped from Season 1 to Season 2 but since the streaming service does not release viewership data, that is hard to substantiate. In recent weeks, following 13 Reasons Why‘s Season 3 renewal, Netflix executives have been effusive in their praise of the show’s performance. “13 Reasons Why has been enormously popular and successful. It’s engaging content,” CEO Reed Hastings recently said  during the company’s annual shareholder meeting. “It is controversial. But nobody has to watch it.” At TCA several days ago, Netflix VP content Cindy Halland also called 13 Reasons Why “one of our most popular shows.”

venerdì 15 giugno 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
Guarda la gallery completa su

sabato 14 aprile 2018

GOSSIP - Sophie Turner di "GOT" e Katherine Langford di "Tredici" tra i "volti freschi" del 2018 scelti da "Marie Claire"



venerdì 1 settembre 2017

GOSSIP - E' Dart Fener? No, è Katherine Langford dall'oltretomba di "13" su "Harper's Bazaar"!
Guarda la gallery completa su

lunedì 8 maggio 2017

NEWS/L'EDICOLA DI LOU - Laudato sii "Tredici"! "Avvenire" loda senza mezzi termini la serie di Netflix: "Insegna a riflettere, quel 'forse' che avrebbe potuto cambiare le cose, l'impatto valanga di gesti e parole, provoca un effetto scuotimento. Una serie efficace e diretta, senza retorica e moralismi, diffonde un'imprescindibile educazione al rispetto reciproco". Amen

AVVENIRE
"Tredici, in inglese 13 Reasons Why, serie tv lanciata lo scorso 31 marzo, dimostra ancora una volta l'audacia e il coraggio del network Netflix. Prodotta dalla cantante Selena Gomez, questa prima stagione, basata sul romanzo dello scrittore Jay Asher, nelle ultime settimane è stata al centro del dibattito per la complessità dei temi affrontati: suicidio, bullismo e violenza sessuale. Non è un caso che online sia anche comparsa una petizione per richiedere che ne venga resa obbligatoria la visione nelle scuole. Quella di Tredici e della sua protagonista Hannah Baker, interpretata da Katherine Langford, è una storia speciale. Insegna a riflettere sul modo in cui si ha a che fare con le persone, ma soprattutto mostra che quello della scuola può essere un ambiente difficile e che il cyberbullismo non si esaurisce nel suono di una campanella. Le responsabilità dei propri e degli altrui comportamenti in rete, trattata in questi ultimi annida esperti- tra gli altri- quali Jon Ronson e Giovanni Ziccardi, ma anche affrontata in seguito ad alcuni episodi di cronaca, contribuisce ulteriormente ad allargare la riflessione su ciò che rappresenta o può rappresentare la cosiddetta gogna mediatica. Tredici non racconta esclusivamente la quotidianità di una storia, ma il suo lato nascosto e le possibili conseguenze: «Se solo una cosa fosse andata diversamente, forse non sarebbe successo». II sunto di questa serie tv è per cui racchiuso in un avverbio che meglio di tante parole esprime il dubbio e l'incertezza tipica del periodo adolescenziale, quel "forse" che avrebbe potuto cambiare le cose. La trama alterna puntate narrativamente più intraprendenti a episodi che hanno perlopiù un effetto di scuotimento, ma il fil rouge di fondo è la reiterazione attraverso flashback: Hannah, ragazza del liceo, decide di togliersi la vita e lasciare alcune audiocassette numerate; su ogni lato di queste lei stessa ha registrato una delle tredici ragioni che l'hanno portata a compiere quel gesto. Ragioni, ma soprattutto persone, che non hanno capito fino in fondo cosa stava accadendo alla ragazza e avevano sottovalutato l'impatto valanga che gesti e parole possono scatenare: "A qualcuno di voi importava. Ma a nessuno è importato abbastanza». L'altro protagonista della storia è Clay, ragazzo impacciato e innamorato di Hannah, parte integrante di quell'ascolto così doloroso. Per lui si compie un vero e proprio percorso di maturazione che alla fine lo porta anche a riavvicinarsi a una vecchia conoscenza con cui non si rapportava da tempo, ritrovando nei rapporti umani quel briciolo di serenità perduta a cercare di comprendere le motivazioni della compagna. Clay alla fine capisce che per risolvere la maggior parte dei conflitti, interiori o esteriori che siano, tutto ha inizio dal dialogo: «Deve migliorare. II modo in cui ci trattiamo e ci aiutiamo a vicenda, deve migliorare in qualche modo». L'aspetto migliore di Tredici resta comunque la capacità di riuscire a cogliere le sfumature senza retorica o buonismo, moralismi o demagogia. È uno show efficace, diretto e misurato, in un complesso equilibrio tra il caratteristico intimismo dell'adolescenza e la necessità di rinunciarvi in favore di una pubblica richiesta d'aiuto, a volte raggiungibile anche a costo di accantonare la propria reputazione, reale o digitale che sia il rischio è la trappola dell'artificiosità di qualche scelta stilistica, ma ne giova la consapevolezza che l'efficacia del messaggio favorisce il diffondersi di un'imprescindibile educazione al rispetto reciproco". (Eugenio Giannetta)

mercoledì 5 aprile 2017

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Tredici", il teen drama più conturbante della tv
"Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori...». La voce è di Hannah Baker (Katherine Langford), una ragazza del liceo che si è suicidata, vittima del bullismo di alcuni compagni. Clay Jensen (Dylan Minnette) ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato davanti alla sua porta. I nastri sono incisi su vecchie musicassette, in pieno contrasto tecnologico con i social, è stanno per sconvolgere più di un'esistenza. Prodotto da Netflix, creato da Brian Yorkey e basato sul romanzo omonimo di Jay Asher, «Tredici» («13 Reasons Why») è il teen drama più conturbante della serialità americana: 13 puntate, 13 persone coinvolte, 13 storie che si intrecciano, 13 motivi di una morte cui tutti, a vario titolo, hanno contribuito. II libro è stato pubblicato nel 2007 e ora Mondadori lo ripropone in una nuova grafica ispirata alla serie. Guidato dalla voce della ragazza (un interessante utilizzo della voice over), il solitario Clay, in apparenza il più innocente di tutti, ripercorre i momenti trascorsi con Hannah, di cui era innamorato. C'è un doppio registro narrativo (giocato su piani temporali diversi) che rende la serie coinvolgente. Da una parte il tema del bullismo, della superficialità e della spietatezza di certi rapporti, del clima di complicità che le istituzioni spesso riescono a creare. Dall'altra (ed è l'aspetto più innovativo) il contrasto tra vecchi e nuovi media, tra la lentezza vin-tage di un mondo che non conosce ancora Google Maps e la velocità dei social. In mezzo l'«effetto farfalla», teorizzato da Hannah: da un lontano battito d'ali ecco l'uragano di una tragedia inattesa". (Aldo Grasso)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)
Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

Lick it or Leave it!