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sabato 22 dicembre 2018

NEWS - 2019? No, 90210! Nel nuovo tornerà "Beverly Hills" con gli stessi interpreti del cult degli anni '90 (tranne i non pervenuti Shannen Doherty e Luke Perry...)
Gioirà la generazione anni '90: il telefilm cult Beverly Hills 90210 tornerà in tv. Andata in onda dal 1990 al 2000, la serie ha visto crescere coloro che oggi hanno tra i 30 e i 40 anni. Insieme a Brenda, Brendon, Dylan e Kelly milioni di giovanissimi hanno pianto, riso. Negli anni il programma ha affrontato temi importanti come l'Aids, le droghe, la violenza sulle donne e i disturbi alimentari. A dare la notizia è stato il sito Deadline. Pare che nel cast ci saranno quasi tutti i personaggi originali. Jennie Garth (Kelly), Tori Spelling (Donna), Jason Priestley (Brendon), Ian Ziering (Steve), Brian Austin Green (David) e Gabrielle Carteris (Andrea). Il progetto è stato messo sul mercato e sarebbero diverse le reti tv e le piattaforme streaming interessate. Il nuovo Beverly Hills 90210 sarebbe stato scritto e produtto da Mike Chessler e Chris Alberghini. La prima a parlare di un ritorno della serie era stata Tori Spelling, interprete di Donna e figlia del produttore originale Aaron.

martedì 8 febbraio 2011

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sulle serie tv dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
La parabola "scomoda" di Jason Priestley, da "BH" a "Call me Fitz"
"Può una star adolescente della tv degli anni Novanta, l'emblema del genere «kalòs kai agathòs», bello e bravo, reincarnarsi in un quarantenne stropicciato, cinico e sull'orlo della bancarotta morale? Uscire dai panni di un personaggio che ha segnato l'immaginario di intere generazioni di teenager può non essere cosa facile. Lo sa bene Jason Priestley, il Brandon Walsh del celebre teen drama «Beverly Hills 90210», che dopo quasi un decennio di oblio catodico, ha provato a sporcarsi un po' l'immagine con la serie comedy «Call me Fitz» (Sky Uno, giovedì, 21). Richard Fitzpatrick è un venditore d'auto usate della grande provincia americana nella concessionaria di famiglia, la Fritzpatrick Motors. Ha una predilezione per le serate a base di alcool, droghe e ragazze disponibili, nel suo piccolo ha una gran smania di successo ed è impudente quanto basta. Per capirci, è uno che imbroglia all' esame per la licenza di concessionario, uno che tenta di piazzare un'auto usata a una donna in coma, uno che imposta come suoneria del cellulare il gingle, ripetuto come un mantra, «spassiamocela baby!». A cambiare le cose arriva un brutto incidente d'auto: dopo il trauma subìto, per Fitz sembra essere arrivato il fatidico momento di «guardarsi dentro», di diventare «un uomo migliore», aiutato dal misterioso Larry, posato, riflessivo, giudizioso. L'opposto di lui, insomma. Nonostante il vago senso di già visto (da «My name is Earl» a una certa atmosfera alla «Californication»), va detto che la serie non è male, l'interpretazione «sgualcita» di Priestley è convincente e il telefilm cerca di compensare i limiti imposti da un budget contenuto con la qualità delle trovate narrative, che danno vita a situazioni all' insegna del politicamente scorretto raccontate con una scrittura «tossica», da black comedy".
(Aldo Grasso, 04.02.2011)

martedì 30 dicembre 2008

NEWS - In attesa di "Gossip Girl" (7-8 gennaio su Italia 1), il concorrente-cugino "90210" lievita tra le polemiche (e l'anoressia). Annunciato su Raidue per l'estate (ma lo vedremo mai?)
Articolo di Renato Franco sul "Corriere della Sera"
Liti sul set e accuse di spingere all'anoressia: se cercava pubblicità il nuovo telefilm 90210 l'ha trovata. Perché non basta essere il nuovo Beverly Hills, "90210". Poi qualcuno ti deve anche guardare. L'allarme lanciato da un'associazione americana per i disturbi dell'alimentazione aveva come obbiettivo le scheletriche protagoniste del serial — Shenae Grimes, AnnaLynne McCord, Jessica Stroup — a cui la produzione stessa ha chiesto di acquistare almeno una taglia in più per riempire le loro minigonne non solo di ossa. Shenae Grimes però si è ribellata: «Non ho disturbi alimentari. Se la gente dice che sono magra non significa che io non stia bene: questa sono io, questo è il mio corpo e io lo accetto».Si parla di razzismo, ci si confronta su sesso e droga, si discute di adozione e figli illegittimi. I temi del telefilm, ovvio, sono aggiornati ai nostri tempi. Del resto se nell'originale — quasi 300 episodi nel decennio tra il 1990 e il 2000 — compariva un solo ragazzo di colore, ora il nero Tristan Wilds è tra i protagonisti principali. Jeff Judah, Gabe Sachs e Rob Thomas — i creatori di 90210 — sperano di ripetere il successo che 18 anni fa fu di Darren Star (ora fuori dal progetto). Ecco la chiave: «Il segreto dell'originale? È stato uno dei primi show a essere focalizzato sugli adolescenti, guardandolo potevi diventare amico dei protagonisti. Dobbiamo andare in quella direzione, chi ci segue deve sentire un feeling, deve sentirsi parte di una famiglia», ha spiegato in un'intervista Jeff Judah. Che ha anche assicurato che i telespettatori si trovano davanti a un prodotto nuovo: «È un omaggio, non è un remake, è qualcosa di completamente diverso e originale. Cerchiamo di raccontare storie vere, emozionanti e anche divertenti». Gabe Sachs ha confermato: «90210 è una versione contemporanea e cool dell'originale, sarà un po' più sexy e non sarà quello che la gente si aspetta, ma sono convinto che ne sarà ugualmente attratta. Racconta le storie dei ragazzi di oggi. Ci saranno molte sorprese perché in ogni personaggio le cose non sono come sembrano e le loro storie si evolveranno durante la stagione». Per Shenae Grimes «in tv ci sono un sacco di show glamour e anche molto divertenti ma molto lontani dalla realtà. In 90210 i ragazzi possono confrontarsi con i personaggi e hanno l'opportunità di dire: oh yeah, è successo anche a me». "Beverly Hills, 90210" fu un successo mondiale, trasmesso in 65 Paesi. Milioni di teenager hanno passato i pomeriggi a vivere la vita di questi ragazzi belli e ricchi, ma con i problemi della generazione X: il sesso, il rapporto con i genitori, la scuola... E allora è normale che la tv ci riprovi: "90210", questa volta solo il codice postale del quartiere più glamour di Los Angeles. Nel 1990 i Walsh, causa trasferimento del padre, si spostano da Minneapolis alla California. Nel 2008 la storia si ripete: i Wilson dal Kansas si muovono a Beverly Hills perché il padre è stato scelto come preside del West Beverly High, uno dei più luccicanti istituti di L.A. (lo stesso, ovvio, della serie madre). Se i sedicenni gemelli Brenda e Brandon Walsh (Shannen Doherty e Jason Priestley) hanno conquistato i telespettatori di Italia 1 (che trasmetteva "Beverly Hills, 90210"), ora tocca a Annie e Dixon Wilson (Shenae Grimes e Tristan Wilds) entrare nei cuori dei teenager di Raidue (che dall'estate 2009 manderà in onda il serial). L'operazione nostalgia è partita in America sul network in crisi Cw — quello di "Gossip Girl" — e il debutto (record per il canale) non è andato male: cinque milioni di spettatori poi scesi a tre nelle puntate successive. Del cast storico per ora sono state coinvolte soprattutto le donne: la bizzosa Shannen Doherty (classe 1971, celebri i suoi ritardi e le sue pretese da primadonna, all'origine dell'abbandono del telefilm) si è rimessa la frangetta di Brenda e si è ritagliata il ruolo di insegnante di recitazione al Beverly High per alcuni episodi. La biondina Jennie Garth (classe 1972) è tornata a fare Kelly Taylor, ora consulente scolastico dell'istituto. Degli uomini nessuna traccia: ci sono trattative con Luke Perry (era il ribelle Dylan Mckay e fu additato come il James Dean degli anni 90), mentre Jason Priestley potrebbe firmare la regia di qualche puntata. Accanto ai due nuovi protagonisti ci sono la ragazza ribelle e fanatica di YouTube; la classica ricca, bella e viziata; quella che fa leva sul suo corpo per ottenere ciò che vuole; il professore che dà ripetizioni (non di letteratura) alle sue studentesse; l'aspirante reporter; il genere «faccio sport». I temi sono aggiornati al nuovo millennio. Se una volta si facevano le canne, ora vanno in overdose da coca.

P.S.: ma siamo sicuri di vederlo su Raidue, che ha oscurato "Weeds" anche se andava a notte fonda?

mercoledì 13 agosto 2008

NEWS - Ultima ora, quella mucca pazza di Tori ci ripensa! Niente spin-off di "Beverly Hills"!
(ANSA) - LOS ANGELES - Dopo aver annunciato piu' volte che avrebbe preso parte allo spin-off dello storico telefilm degli anni Novanta, Tori Spelling (la Donna Martin dell'originale) ha deciso adesso di tornare sui suoi passi e di abbandonare il progetto. Stando a quanto rivelato dalla trasmissione televisiva Entertainment Tonight, l'attrice, 35 anni, figlia del magnate e noto produttore Aaron Spelling, avrebbe deciso di fare dietrofront perche' in disaccordo con i produttori su questioni di cachet. Il nuovo telefilm arrivera' sul piccolo schermo negli Stati Uniti in autunno e per adesso soltanto l'attrice Jennie Garth ha confermato che tornera' a indossare i panni della bionda Kelly Taylor. Non e' ancora certa la partecipazione di Shannon Doherty (Brenda Walsh nell'originale). Gli uomini della serie, Brian Austin Green, Luke Perry e Jason Priestley hanno fatto sapere di non essere intenzionati a trasformarsi di nuovo nei personaggi che li hanno fatti conoscere al grande pubblico.Tuttavia Priestley, il Brandon della serie, oggi trentanovenne, si e' detto disponibile a firmare la regia di qualche episodio.

lunedì 6 novembre 2006

NEWS - Altro che "The O.C.": il teen-cult per eccellenza è "Beverly Hills". Il cast di nuovo insieme per l'uscita del DVD (ma Luke Perry e Shannen Doherty danno forfait)
Se "The O.C." mostra la corda dopo solo 4 stagioni, c'è un teen-cult che festeggia il proprio mito dopo 16 anni dal debutto e dopo ben 9 cicli. L'uscita del DVD di "Beverly Hills" in America ha riunito venerdì scorso tutto il cast (tranne i due volti forse più attesi: Shannen Doherty-Brenda e Luke Perry-Dylan). Hanno risposto all'appello Jason Priestley (Brandon), Tori Spelling (al quinto mese di gravidanza, interprete di Donna nel serial), Jennie Garth (Kelly), Ian Ziering (Steve), Brian Austin Green (David), Gabrielle Carteris (Andrea). Polemichetta la dichiarazione della Garth, alla sua prima uscita pubblica dopo aver dato alla luce il suo terzo figlio, verso i due assenti illustri: "non potevo non esserci e non ringraziare la serie che mi ha fatto conoscere, non volevo essere assolutamente quella che manca ad un appuntamento di questo tipo". Dichiarazioni concilianti da parte di Priestley: "abbiamo sempre cercato di essere un cast unito". Perry e Doherty permettendo...

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