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venerdì 16 aprile 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Tu chiamali se vuoi "X-Files"...L'inglese "Paradox" anteprima sci-fi dell'ottava edizione del Telefilm Festival (7-9 maggio)
La sci-fi di Sua Maestà quest'anno ha conosciuto il suo apice con "Paradox", serie di punta e in anteprima assoluta al prossimo Telefilm Fesival di Milano (7-9 maggio). Al centro del plot due investigatori "ai confini della realtà" che cercano di prevenire disastri grazie ad alcuni immagini che provengono dal...futuro. Qui trovate maggiori informazioni: http://www.bbc.co.uk/cgi-bin/education/betsie/parser.pl/0005/www.bbc.co.uk/programmes/b00p70x4

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NEWS - Alla larga da "Lost". Il fedelissimo Matthew Fox si trasferirà dopo il "The End" dalle Hawaii all'Oregon: meglio la moglie italiana che l'Orso Polare
(ANSA) - LOS ANGELES - Nella lunga serie di denunce di infedelta' delle star, Matthew Fox, il protagonista di "Lost", fa notizia dichiarando di non aver mai tradito la moglie Margherita, di origini italiane. 'Margherita e' l'amore della mia vita. Siamo migliori amici e migliori amanti. Siamo due persone indipendenti e questo mantiene la forza della nostra relazione'. I due, che sono insieme da 23 anni, hanno due figli, Kyle e Byron, e al termine delle riprese di "Lost", giunto ormai alla fine, si trasferiranno in Oregon, dalle Hawaii. 'Mi manca avere quattro stagioni. In Oregon vivono i miei due fratelli e mia madre, voglio passare del tempo con loro e voglio che i miei figli siano amici dei cugini'.
P.S.: da notare la somiglianza della moglie di Fox con Giusy Ferreri

giovedì 15 aprile 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Il dibattito è aperto: "Lost, capolavoro assoluto o boiata pazzesca?". Un incontro con fans e detrattori accende la miccia su luci ed ombre del cult - comunque sia - di J.J. Abrams
Il dibattitone è apertissimo: "Lost è un capolavoro assoluto o una boiata pazzesca?". Aldilà della domanda volutamente provocatoria - visto che il serial di J.J. Abrams rimarrà comunque un cult del piccolo schermo - la questione sarà al centro di uno degli incontri più attesi dell'ottava edizione del Telefilm Festival di Milano (7-9 maggio, Apollo SpazioCinema). Sul palco sfileranno fans incalliti e detrattori, "pentiti" dell'ultima ora o indecisi fino al "The End" del prossimo 23 maggio. E voi da che parte state? Al Telefilm Festival avrete l'occasione di dire la vostra...come on!

martedì 13 aprile 2010

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - “Lost”, la realtà parallela è vera arte?
Ma la scontatezza può essere un’arte? Sono cresciuto con l’idea che l’Arte coincidesse con l’innovazione, la sperimentazione, l’originalità; che avesse crismi rivoluzionari, che il suo motto fosse quelo di essere non al passo coi tempi, ma un passo in avanti (forward). Poi mi sono imbattuto, disgraziatamente, nei flash sideways dell’ultima stagione di “Lost”. Se Nanni Moretti urlava a scuarciagola “No, il dibattito no” in “Io sono un autarchico”, mi verrebbe da prendere un megafono e lanciare l’allarme “No, la realtà parallela, no!”. La “mirabolante” trovata ha spiazzato i più. Anche qualcuno, addirittura, tra i fans più incalliti. Ma dico io, uno segue per anni la serie con più misteri ed interrogativi della tv e poi cosa ti ritrovi? Che molte risposte si trovano in un microcosmo a margine, una sorta di ileostomia virtuale. Troppo scontato. Al limite della banalità. Roba da rivalutare il fondo più nero dell’intero serial: quando a Charlie è apparsa in visione la (pseudo) Madonna on the beach. Al confronto sono da considerarsi capolavori assoluti i finali di “A cuore aperto” (1982) – in cui si svelava che tutto il serial non era niente altro che il sogno di un bambino autistico – di “Pappa e Ciccia” (1988) – le vicende narrate erano fantasie della protagonista che stava scrivendo un diario – o, addirittura, la famigerata doccia sotto la quale si addormentava per un’intera stagione Bobby Ewing in “Dallas” (1978). Francamente, senza peli sulla lingua e dicendola fantozzianamente, quella di “Lost” mi puzza come “una cagata pazzesca”. Ma la delusione fa sorgere un’ulteriore questione “a margine”, se vogliamo “parallela” a quella avviata su Joss Whedon nella rubrica “Nano Nano” un paio di numeri fa del magazine: J.J. Abrams è davvero un genio? Più incompiuto che incompreso, ha sempre cesellato le sue produzioni come montagne russe: picchi estremi di qualità quando era presente, discese spericolate quando bigiava col cinema (altra realtà parallela!). Non a caso, forse, è “Felicity” la serie che più ha mantenuto costante la sua rotta (sebbene inferiore alle altre in quanto ad innovazione). Era il periodo quando doppio J non aveva ancora velleità cinematografiche. “Alias” è stato quello che ha mantenuto di più le promesse al fulmicotone, tranne verso la fine; “A proposito di Brian” già partiva zoppo per aver ingaggiato Raoul Bova; “Sei gradi di separazione” aveva dietro un’idea forte, avviata egregiamente ma che poi finiva in un vicolo cieco (come molti telefilm del “bulimico” Abrams, uno che nel futuro immediato ha in cantiere ben 12 progetti, tra cinema e tv!). Unica eccezione “Fringe”: partito moscio e con l’ombra di “X-Files” sulle spalle, ha saputo trovare la sua cifra dalla seconda stagione. Già immagino l’alzata di scudi dei seguaci più incalliti – si veda a tal proposito cosa scrive il docente di Filosofia Simone Regazzoni nella rubrica “Edicola di Lou” – pronti a difendere a spada tratta Abrams anche se sull’isola, al posto dell’Orso Polare, fosse comparso Bombolo che sbofonchiava “tze, tze, c’ho tutte le scarpe piene di piedi” come in “Delitto al Blue Gay”. Mi viene in mente quella scena in cui Woody Allen, in fila per vedere un film impegnato al cinema, incappa in una coppia che si masturba di aggettivi ridondanti all’indirizzo del regista. La realtà – parallela o meno - è un’altra: che sempre meno si ha il coraggio di criticare i telefilm, anche e soprattutto in senso negativo. E’ tutto un incensare, applaudire, osannare. Giusto farlo fino a qualche tempo fa: raramente trovavi una mela marcia in un cesto. Come se ci fossero solo Cult e Stracult e dimenticassimo i Cotti e Stracotti. Il caso di “Lost”, ripeto, è emblematico. A più d’uno è parso che gli sceneggiatori siano ricorsi all’espediente dei flash besides perché “non sapevano più che pesci pigliare”. In pochi lo hanno ammesso. Meglio giustificare: che figata, la realtà parallela, come uno specchio in cui rifletterci, che genialiata! A mio avviso bisognerebbe invece riattivare quel senso critico – ripeto, anche negativo e tranchant – che si è perso per strada. Non è un caso che il genere seriale conosca la stagione peggiore degli ultimi anni. In piccola parte, anche perché è vissuto nella bambagia di commenti troppo benevoli. Ha fatto la fine di certi cineasti definiti “intellettuali”: a parlarsi addosso. A compiere giri concentrici. Si è prese troppo per buone produzioni che non meritavano poi tanto; i girasoli hanno faticato a risaltare tra tante erbacce spacciate per dalie azzurre. Così si rischia di ritornare ai tempi in cui i telefilm erano “roba di nicchia” (lo sono acora in un certo senso, ma sono stati perlomeno sdoganati a livello culturale agli inizi degli anni 2000), visti solo dai fanatici che mai e poi mai si lancerebbero nella celebre espressione fantozziana. Naturalmente, lo spero e ne sono convinto, sarò smentito dal finalissimo di “Lost” che sarà stratosferico, inimmaginabile, eccezionale. Sarà vera Arte e la metteremo da parte. In Dvd o Blue-Ray che sia…(Articolo di Leo Damerini su "Telefilm Magazine" di Aprile)

lunedì 12 aprile 2010

TELEFILM FESTIVAL 2010 - Il nuovo "Doctor Who" tra le anteprime più attese dell'ottava edizione del Telefilm Festival (7-9 maggio)
Il nuovo "Doctor Who", quello con il volto di Matt Smith, undicesimo dottore del serial più amato d'Inghilterra (dove è un'istituzione al pari di Wimbledon e la Regina), è tra le anteprime più attese dell'ottava edizione del Telefilm Festival (7-9 maggio - Apollo SpazioCinema). Per maggiori info, entrate nel Tardis ufficiale: http://www.bbc.co.uk/doctorwho/dw.

NEWS - Scandalosa Taylor Momsen: si lancia in un'esibizione-shock a West Hollywood mentre i rumors la vogliono fuori dal cast della prossima stagione di "Gossip Girl"
Secondo i presenti, l'esibizione, seppur breve, di un paio di canzoni, di Taylor Momsen sul palco del Key Club di West Hollywood venerdì scorso, avrebbe fatto arrossire Lady Gaga. Look punk prediletto addosso, Taylor ha partecipato al Vans Warped Tour Kick Off Party, suonando con la sua band Pretty Reckless. Sarà un caso, ma intanto i rumors che vorrebbero l'attrice fuori dal cast della prossima stagione di "Gossip Girl" si son fatti pesanti come il trucco di Taylor sul palco. Secondo una prima versione ufficiosa, l'attrice sarà assente per alcuni episodi - non è ancora dato di sapere quanti - per, letteralmente, "creative reasons".

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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