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lunedì 3 dicembre 2012


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!

È iniziata giovedì 29 novembre, in esclusiva su Mya (Mediaset Premium), la quarta, strepitosa stagione di The Vampire Diaries, la serie firmata da Julie Plec e Kevin Williamson, stracult di questa settimana.
I fratelli Salvatore (Ian Somerhalder e Paul Wesley), tornati sul piccolo schermo, stavolta si ritrovano con una bella gatta da pelare tra le mani: la loro bella Elena (
Nina Dobrev) si è finalmente trasformata in vampiro.
Questa quarta stagione è la stagione del cambiamento, a tutti gli effetti, e quest’anno più che mai, il livello di hype è altissimo, grazie alla giusta dose di intrighi, colpi di scena e cliffhanger emozionanti che caratterizzano lo show.
Abili ancora una volta a dosare gli elementi tipici del fantasy con quelli del teen drama, Pec e Williamson possono dirsi soddisfatti dei risultati raggiunti finora: merito degli ascolti stabili su quasi 3 milioni di spettatori a episodio, un ottimo risultato per un network come la CW.
Al centro della storyline, in questa stagione più che mai, il triangolo amoroso tra Damon, Elena e Stefan, ormai famoso quanto quello formato, negli anni Ottanta, da Brenda, Dylan e Kelly in Beverly Hills 90210.
Nulla viene trascurato in The Vampire Diaries, e ogni particolare è messo in luce con la massima cura e attenzione: regia, sceneggiatura, colonna sonora, tutti elementi ancori saldi su un livello medio-alto seppur dopo quattro anni.

666 Park Avenue, horror serie della Abc, era senza dubbio uno degli show più attesi dell’anno.
Tratto dai romanzi di Gabriella Pierce, creato e prodotto da David Wilcox, inizialmente il telefilm contava dalla sua non solo la fiducia di un network forte e vincente come la Abc, ma anche, e soprattutto, un cast di tutto rispetto e di grande effetto: tra i protagonisti infatti, Terry O’Quinn, l’indimenticabile John Locke di Lost, e Vanessa Williams, Wilhelmina Slater in Ugly Betty nonché Renee Perry in Desperate Housiwives.
A conti fatti però, la serie, già dopo i primi episodi, si è rivelata un fiasco totale, sotto tutti i fronti, nonostante la strepitosa performance di O’Quinn, encomiabile anche in un ruolo diversissimo da Locke, che ha fatto sì che lo amassimo così tanto.
Superfluo spendere parole sulla trama della serie: immaginate tutti i luoghi comuni che avete fino a oggi in un qualsiasi film horror di serie b, e avrete la storyline di Park Avenue.
Allucinazioni senza senso, corridoi deserti, bambine con un bambolotto in mano, uccelli neri che escono dalle pareti, sussurri nella notte, cantine infestate di spiriti e presunti colpi di scena che spesso e volentieri non sono nient’altro che sogni.
Una protagonista scialba e poco espressiva, un cast bizzarro che fa da contorno, e quel sussulto sul divano tanto inseguito dagli autori, che alla fin fine non arriva mai concretamente.
Stracotto come pochi altro, 666 Park Avenue ha avuto però vita breve, e qualche settimana fa, l’Abc ha deciso di cancellarlo al tredicesimo episodio, stesso destino riservato, purtroppo, anche a Last Resort. Niente paura però (neanche stavolta riescono a spaventarci): gli autori hanno promesso che entrambe le serie non avranno un finale aperto ma una degna conclusione.

lunedì 4 gennaio 2010


NEWS - Aloha! Lost and found. Il primo vero scoop del 2010: sul set in esclusiva delle ultime puntate del telefilm di JJ Abrams

Articolo di Elena Martelli per "Il Venerdì" de "la Repubblica"
"Partire per andare a lavorare alle Hawaii suona strano. Ma la missione assume un certo tono quando si va sul set della sesta e ultima stagione di Lost. Perché siamo gli unici dall'Italia ad essere stati invitati, assieme ad una ventina di giornalisti di tutto il mondo. E perché i nuovi episodi metteranno la parola "fine" alla serie-fenomeno di J.J. Abrams sulle avventure, in bilico tra scienza e fantascienza, del gruppo eterogeneo di sopravvissuti al disastro aereo del volo 815 dell'Oceanic, schiantatosi sei anni fa su una spiaggia misteriosa. Nella realtà il rottame si trova abbandonato sulle coste di Oahu, una delle isole delle Hawaii, sotto un telone nero accanto ad un eliporto, che sta vicino ad un campus disabitato di bungalow arancioni: in Lost era il Villaggio degli Altri. Sulle spiagge del North Shore di Oahu, dove i surfisti giocano con le onde, un tempo cantava Elvis Presley nei suoi film; accanto ai banion tree di Honolulu che hanno dato i natali a Barack Obama, ha sfrecciato il mitico Ferrari di Magnum. Tutti ricordi che affiorano alla memoria quando ci ritroviamo a Papailoa Beach, nel nord ovest di Oahu, meta di pellegrinaggio anche dei fan di Lost. Qui, all'interno del set recintato, passeggiamo sul campo dei superstiti, tra le tende in mezzo ai rottami di aereo, tra le valigie sparse qua e là, all'ombra del fogliame.
L'emozione s'impasta alla sensazione di deja-vu quando entriamo nella tenda di Sawyer (il truffatore bello e sbruffone interpretato da Josh Holloway) che riconosciamo dalla poltrona d'aereo che gli sta accanto. Le riprese inizieranno al tramonto, che alle Hawaii non esiste, racconta Jean Higgins, la produttrice esecutiva di Lost. "Per girare qui, dobbiamo importare tutto da Los Angeles. Il che comporta costi altissimi. Ma il tramonto, quello, non lo possiamo avere perché il sole cala all'improvviso". Poi ci sono difficoltà legate alla protezione dell'ambiente naturale, aggiunge Jack Bender, regista e produttore della serie. "Non si può mettere del pesce morto in queste acque e noi ne avevamo bisogno per le scene di pesca. Così, abbiamo usato una combinazione di pesce vivo e finto" dice sornione. Continuando a camminare, ci imbattiamo nella "cucina" e non può venir in mente la scena "miracolosa" dell'improvviso arrivo di cibo dal cielo che piove sui sopravvissuti...un segno per un ulteriore sviluppo del plot che porterà a scoprire il progetto della Dharma Iniziative e il Villaggio degli Altri, con cui i sopravvissuti entreranno in conflitto con evoluzioni narrative al limite dell'intelligibile.
Poco più in là, ecco spuntare la culla in legno costruita dall'enigmatico John Locke (Terry O'Queen, apparentemente deceduto nella quinta stagione) per il piccolo Aaron, il bimbo che Claire (Emilie de Ravin), un'altra delle protagoniste, portava in grembo prima del disastro. Accanto all'accampamento, sostiamo davanti alle tombe di chi non ce la fatta: il cimitero sulla spiaggia porta alla mente le rocambolesche scene di operazioni chirurgiche condotte in extremis da Jack, il dottor Shephard interpretato da Matthew Fox, uno dei capi del gregge di Lost. E, mentre l'occhio, spostandosi, inquadra la chiesa di legno, costruita dall'ispirato Mr. Eko, non si può fare a meno di pensare all'amore che, all'interno di questa serie d'azione epico-filosofica, trova spazio soprattutto nel cuore dell'infaticabile Kate, interpretata da Evangeline Lilly, dibattuta tra Sawyer e Jack. Che uno dei set sia ancora quello delle prime stagioni della serie, fa supporre che gli episodi conclusivi faranno ritornare i protagonisti, che durante la quarta e quinta stagione, sono stati scaraventati avanti e indietro nello spazio temporale per via del magnetismo dell'isola, ai blocchi di partenza. I "Sei dell'Oceanic" coloro che sono riusciti a scappare dall'isola (Jack, Kate con Aaron, e poi Sun -Yunjin Kim che interpreta la coreana, e poi Sayid, la guardia irachena interpretata da Naveen Andrews e infine Hurley impersonato da Jorge Garcia) sull'isola stanno per tornare. E si ricongiungeranno a quelli che laggiù sono rimasti, tra i quali Locke e Sawyer. Chissà se, come nella prima stagione, potranno svagarsi dall'incubo degli Altri, capitanati dal sinistro manipolatore Benjamin Linus (Michael Emerson) e farsi una partitina a golf nella vallata. Si trova in mezzo alle montagne all'interno del Kualoa Ranch, 4000 acri di bellezza che copre ogni gamma di verde, vicino alla città di Kaawa, a nord-est rispetto ad Honolulu. E' una delle location più usate da Hollywood alle Hawaii: l'incanto preistorico di Jurassic Park ha preso forma qui. Sempre qui, Godzilla ha esibito le sue mostruosità. Lost utilizza regolarmente il ranch per le riprese e il campo di golf di Hurley è super fotografato, anche perché un cartello lo segnala. Non c'è indicazione, invece, accanto al gazebo bianco in riva ad un'altra spiaggia, dove ha luogo la scena del matrimonio di Jack, in uno dei molteplici flashback che caratterizzano l'andamento a-cronologico di Lost. Si trova in uno dei più resort più incantevoli dell'isola, dove incontriamo alcuni dei protagonisti della serie. Ed è incredibile come, alcuni di loro, soprattutto Jorge Garcia e Josh Holloway assomiglino al proprio personaggio di cui, tutti raccontano, nessuno sa nulla di più di quel che, giorno per giorno, accade sul set. "Sono felice - racconta Michael Emerson, ovvero Benjamin Linus che, nella realtà, sfodera un umorismo che deve essere il lato A del suo talento "demoniaco"- quando ho lo script sotto il mio braccio poco prima che s'inizi a girare. Prenda alla lettera quello che dico. Noi lavoriamo qui come se fossimo fan, non come attori scritturati per Lost". Uno show, raccontano tutti, impegnativo dal punto di vista fisico. "Correre nella giungla di notte - interviene Emerson - è abbastanza faticoso ma non sapete quanto, quando si corre su tutte queste foglie scivolose. Non rompersi un'anca è un miracolo. E poi usare le pistole, fare a botte ...strangolare John Locke! Io ho un'età, sapete?". Questi sei anni passati a correre in cerca della redenzione alle Hawaii, hanno cambiato la vita a tutti loro. Henry Ian Cusick (Desmond) non vuole andarsene da lì; Josh Holloway, durante la serie, si è sposato e ha fatto un figlio. "Qui ho avuto le svolte più importanti della mia vita, a livello umano e professionale". Per ognuno di loro, è stato un viaggio anche all'interno di se stessi. Conclude bene Evangeline Lily quando dice: "Ogni tanto mi chiedo: quanto noi siamo diventati loro e quanto loro sono diventati noi? Kate ed io siamo cresciute insieme: ho iniziato a 24 anni, come Kate-ragazzaccio sempre pronta all'avventura e oggi mi ritrovo alla soglia dei trenta, un po' più matura e molto più donna, proprio come lei". Impossibile sapere, perfino chiedere lumi su come andrà a finire l'avventura che andrà in onda dal 2 febbraio in America e in Italia dopo una settimana su Fox. Assicura Bender, non con lo schermo nero, come I Sopranos. "Le risposte arriveranno. Ma la conclusione non sarà come in un plot alla Csi. Lost finirà come succede nella vita che è sempre misteriosa, complessa e stimolante". Andiamo bene....

giovedì 19 giugno 2008

NEWS - "Lost" da non perdere: il 7 luglio finalissimo della 4a stagione con un tris di puntate!
Finale di stagione della 4a stagione di "Lost"; l’appuntamento è lunedì 7 luglio alle ore 21.00, 21.50 e 22.40 su FOX (canale 110 di SKY). Tre episodi imperdibili dal titolo “There's no place like home” in un'unica, attesissima serata. Una stagione piena di colpi di scena e di salti temporali, nel presente e nel passato, con nuovi nemici e vecchi avversari divenuti alleati, nella quale abbiamo scoperto molto di più sui poteri dell’isola e sulle misteriose alterazioni spazio-temporali studiate dalla Dharma Iniziative. Abbiamo conosciuto nuovi personaggi con l’apparente intenzione di trarre in salvo i sopravvissuti, come molti di loro speravano. Molti, ma non tutti: il fronte di chi vuole essere soccorso per tornare sulla terra ferma – guidato da Jack (Matthew Fox) - è sempre più distante e avversario del gruppo di superstiti – guidati da Locke (Terry O’Quinn) – che non si fida dei presunti soccorritori. Quest’ultimo è sempre più convinto che l’isola sia dotata di poteri eccezionali e che il suo destino sia quello di restare e salvare questo luogo miracoloso da qualsiasi presenza estranea. Lo scontro finale vedrà, ancora una volta, protagonisti l’uomo di scienza e l’uomo di fede, la razionalità e la fiducia in una forza misteriosa e sovrannaturale. Nel corso del triplo episodio, verrà svelato anche come sono riusciti a fuggire i “6 dell’Oceanic” e quali eventi li hanno portati a separarsi dal resto del gruppo e a quale prezzo. Per l’isola, si aprirà un nuovo capitolo, forse quello invocato da Jack alla fine della scorsa stagione, quando l’abbiamo visto in un flashforward gridare disperatamente a Kate (Evangeline Lilly): “Dobbiamo tornare indietro!
E' ormai ufficiale: le ultime due stagioni della serie, che andranno in onda in America nel 2009 e nel 2010, saranno ognuna di 17 episodi e non più di 16 come stabilito in precedenza. La ABC ha aggiunto, infatti, 2 episodi alla produzione dello show per compensare quelli non prodotti quest’anno a causa dello sciopero degli sceneggiatori. Alla fine, il numero degli episodi della serie sarà esattamente quello stabilito lo scorso anno, ma invece della formula 16-16-16 avremo 14-17-17. L'ideatore Damon Lindelof, comunque, ha lanciato l'idea che "Lost" si possa prolungare oltre i rimanenti 34 episodi, ma è ancora solo un'idea.

martedì 25 luglio 2006

NEWS - "Lost": sesso on the beach nella terza stagione. Ma intanto si lavora alla quarta e alla quinta...
Pronti per la nuova stagione di "Lost"? Gli episodi inediti della seconda stagione andranno in onda in Italia sul canale satellitare Fox di Sky dal 18 settembre ogni lunedì alle ore 21.00 con un doppio episodio settimanale. RaiDue partirà con la seconda stagione dal mese di marzo 2007 ogni lunedì sera alle 21.00. Ma molti appassionati hanno già visto tutta la seconda stagione, scaricandola online e restano per ora in attesa che parta la terza stagione sull'americana ABC (dal 4 ottobre). Nel frattempo trapelano già alcune indiscrezioni sulla nuova stagione del serial di maggior successo degli ultimi anni che continua a essere denso di incognite e tensioni.
ATTENZIONE, ANTICIPAZIONI. Nella terza stagione ogni personaggio subirà delle trasformazioni e nuove figure faranno il loro ingresso, mentre le dinamiche interpersonali avranno inaspettate evoluzioni. Kate (Evangeline Lilly) troverà l'amore entri i primi sei episodi. Ci sarà più sesso e più avventura, ha rivelato il produttore Lindelof. Succederà qualcosa a metà delle serie per la quale molte persone lasceranno l'isola. Desmond (il nominato agli Emmy Henry Ian Cusick), ritornerà. "The Tale of Two Cities" è il titolo della prima puntata, scritta e diretta dal creatore del serial tv stesso JJ Abrams. La terza serie sarà incentrata maggiormente su "The Others" e sulla storia di Alex. Verrà incluso magggiormente il mondo esterno all'isola. Locke (Terry O'Quinn) avrà un ruolo importante nella terza stagione e sarà coinvolto in diverse avventure, dopo aver passato gran parte del suo tempo davanti al PC (nella seconda stagione). Ci sarà un ritorno di Libby (morta nella seconda stagione). Ci saranno almeno 4 (se non addirittura 5) stagioni, e la sceneggiatura delle ultime 2 si "baserà maggiormente sugli umori dei fans". Creata da Jeffrey Lieber, Damon Lindelof e J.J. Abrams (regista cinematografico esordiente di Mission Impossible 3 e autore anche della serie What About Brian dall'8 settembre su FoxLife), la serie è stata girata interamente alle Hawaii e ha vinto nel 2005 ben 6 Emmy Award, tra cui quelli per la miglior regia, musica ed effetti speciali. Nel 2006 si è aggiudicato invece un Golden Globe come migliore serie drammatica e una nomination agli Emmy. In una recente classifica delle serie più viste in Italia nel corso del 2006, infine, "Lost" compare al 1° posto con 3.785.000 spettatori e 15% di share. Negli Usa Lost partirà dal 4 ottobre e andrà in onda ogni mercoledì fino all'8 novembre (per un totale di 6 episodi) per poi tornare in onda in prima visione soltanto a primavera (dopo 13 settimane) con i rimanenti 16. J.J. Abrams nel frattempo ha scelto di entrare nella famiglia Paramount Pictures e Warner Bros. Television. Il nuovo accordo, che vale la bellezza di 60 milioni di dollari, prevede che il famoso autore/regista inizi subito ad onorare il contratto di 5 anni con la Paramount, con cui aveva già collaborato per "Mission: Impossible 3" e quello di sei che lo lega ai progetti televisi targati WBTV. J.J non riserva dunque colpi di scena solamente sul set: chi si sarebbe aspettato che dopo anni alla Touchstone TV, con cui collaborava dal lontano 1997, e con cui aveva dato vita a capolavori come "Lost", "Alias", "Felicity" e il recente "What About Brian", sarebbe passato alla concorrenza? Grazie al compenso così alto, che fa di lui uno degli autori/registi più pagati al mondo, Abrams potrà inoltre migliorare ed allargare la propria compagnia di produzione, la Bad Robot...
(Elmar Burchia per "Dagospia"- elmarburchia@gmail.com)
Nella foto: J.J. Abrams addestra Evangeline Lilly e Dominic Monaghan sulla posizione 82 del Kamasutra.

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