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martedì 1 marzo 2011

NEWS - Addio a Bixio, produttore della rinascita dell'ultima fiction italiana
(ANSA) - ROMA, 1 MAR - Per un malore e' morto improvvisamente ieri pomeriggio, a Milano, ma la famiglia lo ha comunicato solo oggi, il produttore Carlo Andrea Bixio, tra i piu' noti e affermati dello spettacolo italiano. Era nato a Milano il 18 dicembre 1941 da una famiglia storica, quanto a tradizioni musicali. Il padre, Cesare Andrea Bixio, e' stato tra gli inventori della canzone italiana: tra i suoi motivi piu' noti 'Parlami d'amore Mariu''. Carlo Bixio, scomparso ieri, e' noto per aver organizzato per anni il Festival di Sanremo negli anni '80, con la sua societa' Publispei e successivamente per un gran numero di eventi e varieta', tra cui Un disco per l'estate, La vela d'oro e Gran Premio. Alla fine degli anni '90 Bixio comincia a produrre anche fiction tv, diventando in breve tempo uno dei piu' affermati realizzatori. Tra i titoli piu' noti, la serie Un medico in famiglia, I Cesaroni, Tutti pazzi per amore e la miniserie Sissi.

venerdì 7 gennaio 2011

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

VARIETY
Crisi dei telefilm: è ufficiale!
"Questa stagione, così sotto tono per i network, non ha prodotto alcun successo clamoroso e sono pochi i serial che non abbiano rischiato la cancellazione subito dopo la partenza. E vista la penuria di titoli, i network si stanno già mettendo al lavoro per il 2011 per trovare progetti che possano interessare il pubblico. Spielberg, Abrams, Schwartz, Kurtzman e Orci sono i nomi già in rampa di lancio...Tutti nomi che hanno una mentalità cinematografica, che sanno come far scattare in vetta ai botteghini un titolo nel giro di un weekend. E' quello che serve alla televisione adesso".
(Michael Schneider, 11-17.10.2010)

THE OBSERVER MAGAZINE
Christina Hendricks, il successo di...petto
"Christina Hendricks ha i seni. Un paio, in effetti. Uno, probabilmente, per le migliaia di articoli sul suo corpo, il suo favoloso petto, il suo fantastico seno generoso, sulla liberazione delle donne e via dicendo. Il Ministro Liberal-Democratico delle uguaglianze, Lynne Featherstone, ha etichettato la star di 'Mad Men' quale "modello di donna con le curve"; il direttore di 'Cosmopolitan', Louise Court, ha scritto che 'quest'anno migliaia di ragazze vogliono assomigliare alla Hendricks, non più a Kate Moss'; 'The Bosom is Back', ha intitolato 'Times'; 'Big is Beautiful', ha sentenziato 'Star', illustrando l'articolo con foto dove le mammelle della Hendricks fossero ben in evidenza, pronte quasi a spruzzare latte da vestiti che le comprimevano a dovere...".
(Eva Wiseman, 17.10.2010)

CORRIERE DELLA SERA
La stanchezza dei Cesaroni
"L'eterna coazione a ripetere è una delle cifre della televisione generalista: quando si ha una buona idea, meglio sfruttarla il più a lungo possibile. È così che i reality tagliano traguardi decennali, i quiz si trascinano per lunghi cicli, le fiction di successo sopravvivono per numerose stagioni. Anche la famiglia Cesaroni è ormai giunta al suo quarto anno di vita televisiva (Canale 5). Ma fino a che punto può essere sfruttata una vena narrativa prima che sia esausta? Nel racconto delle vicende della famiglia allargata più celebre della Garbatella, simpatica e scombinata al punto giusto perché l' italiano medio ci si possa identificare, si avverte quest' anno una certa stanchezza: è come se molti dei possibili intrecci narrativi fossero già stati sfruttati, molte delle variabili combinatorie tra i diversi personaggi già state esplorate. Con l'uscita di scena di Elena Sofia Ricci (Lucia ha lasciato il marito e la famiglia per trasferirsi a Venezia), la fiction sta cercando di trovare un nuovo baricentro. Giulio (Claudio Amendola) deve riabituarsi alla vita da single e mandare avanti da solo l'intera famiglia. Marco ed Eva, i due figli adolescenti le cui vicende sentimentali hanno segnato il successo della serie tra i più giovani, sono ormai adulti e a loro volta genitori: è così che tutte le dinamiche narrative legate al mondo dell' adolescenza (quelle che le serie Usa chiamano teen drama) devono essere spostate sui figli minori di casa Cesaroni, con alterne fortune. Quello che ancora funziona ne «I Cesaroni» è la varietà dei toni (dalla comicità dei caratteristi al melodramma) e dei temi (dalla complessità dei rapporti ai piccoli drammi della vita quotidiana) a cui la fiction s'ispira, insieme alla capacità di adeguare ai tempi moderni la commedia familiare, un genere antico e tradizionale della tv italiana, da 'La famiglia Benvenuti' in poi".
(Aldo Grasso, 21.10.2010)

THE OBSERVER
True Naked
"Trovo naturale spogliarmi sul set. Ormai siamo diventati tutti amici ed è più facile restare completamente nudi, senza imbarazzi".
(Alexander Skarsgård, 10.10.2010)

ENTERTAINMENT WEEKLY
Hawaii-Five-Ohhhhhh
"Il piacere più inaspettato della stagione è 'Hawaii Five-O', uno dei rari riadattamenti di vecchi serial che non solo funziona, ma che è anche superiore all'originale. Se pensate che sia un sacrilegio dirlo, fatemi ricordare che la serie originale, in onda dal 1968 al 1980, non è mai diventato un classico. Forse lo è diventato, più che altro, il tema musicale, ma non il telefilm".
(Ken Tucker, 01.10.2010)

XL
Alla larga da Stana Katic (e dal suo arco)!
"Nel profondo io e Kate Beckett di 'Castle' siamo diverse: io sono più zingara, mi piace assaporare la vita e mettermi in discussione. Lei e Castle stanno bene insieme, ma c'è ancora molto da scoprire su Kate prima che i due si sposino...Adoro l'Italia, per la gioia di vivere e per la passione...Non mi stupisce che siete circondati dalla bellezza. Adoro l'arco perchè e zen. I miei colleghi hanno creato una postazione di tiro e fra una ripresa e l'altra della serie mi esercito. Spero però che la mettano in un posto più sicuro: ho quasi ucciso una persona...".
(Stana Katic, Novembre 2010)

CORRIERE DELLA SERA
The Walking End
"Gli zombie sono tra noi. Dopo aver popolato a lungo il cinema (da Romero in poi) e i fumetti, hanno invaso il piccolo schermo con «The Walking Dead» (Fox, Sky 110, lunedì, ore 22.45). Ispirata alla graphic novel culto di Robert Kirkman, la miniserie in sei puntate è firmata da Frank Darabont, regista e sceneggiatore di film come 'Le ali della libertà' e 'Il miglio verde'. Rick Grimes è uno sceriffo della profonda provincia americana: gravemente ferito durante un conflitto a fuoco, si risveglia in un letto d' ospedale dopo un periodo di coma. Ma qualcosa non torna: davanti a lui c'è uno scenario di devastazione, e presto si capisce che un esercito di morti viventi, spinti dal solo desiderio di nutrirsi di carne viva, ha preso il controllo del mondo. Pochi i sopravvissuti, che si fanno forza con la flebile speranza di un centro per rifugiati nella vicina città di Atlanta. Saranno tra loro anche sua moglie Lori e il figlio Carl? Diciamo subito che la serie è molto bella, sia da un punto di vista visivo, con regia e fotografia molto potenti e d' impatto, che narrativo: più che gli zombie, a metterci paura è lo scenario post-apocalittico, già esplorato ne 'La nube purpurea' e in '28 giorni' dopo, che risveglia in noi i migliori impulsi alla sopravvivenza, ma anche i peggiori istinti di autoconservazione. Lanciata negli Usa nella notte di Halloween, grazie a un accordo con i canali Fox la serie è arrivata in Italia il giorno dopo la messa in onda americana. È nato però un piccolo giallo, perché su Fox abbiamo visto una versione ridotta di una quindicina di minuti rispetto a quella del canale americano AMC (il preair «pirata» della versione americana è disponibile in rete). La chiacchiera di fan e telefili su blog, forum e social network già grida al complotto e alla censura: più probabilmente si tratta di una versione «standardizzata» che il distributore ha preparato per il mercato internazionale".
(Aldo Grasso, 04.11.2010)

mercoledì 8 settembre 2010

NEWS - "I Cesaroni" nella bufera! "La Padania" li attacca ("non sono lo specchio di nessuno"), Branciamore replica ("tutta l'Italia è un pò borgatara")
"'I Cesaroni' non sono lo specchio di nessuno". Firmato 'La Padania', che nella pagina degli Spettacoli dedica un articolo alla serie televisiva che "puntuale come le tasse" torna domani su Canale 5. "Alla quarta serie -scrive il quotidiano della Lega-le enciclopediche puntate ricalcano il solito cliche' dei buoni borgatari che tra un bianchetto dei Castelli e un amorazzo finito male, si barcamenano in un Paese dove il furbetto del quartierino vale sempre un pizzico in piu' degli altri". "In molti hanno spiegato che 'I Cesaroni' hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Che le loro storie sono un po' le storie di tutti. Ma da qui a dire che 'I Cesaroni' sono lo specchio degli italiani ce ne corre. La disoccupazione che colpisce i giovani? Solo un fantasma che vaga sullo sfondo della vineria romana. La disperazione di molte famiglie erose dagli odi tra marito e moglie? Tutte rose e viole. Un giardino in cui gli amori svolazzanti si rincorrono senza drammi. Senza lacrime. Senza un reale pathos". "Il resto della fiction -scrive ancora il giornale del Carroccio- e' solo un collegamento tra un innamoramento e l'altro: tutto in perfetta salsa romanesca, compreso, ovviamente, quello dei linguaggio declinato in ogni spessore semantico dai vari personaggi e protagonisti. Abbiamo cercato di trovare anche un solo vocabolo in lingua toscana nel trailer, ma e' stato veramente difficile. Una ricerca inefficace anche con un qualsiasi lanternino verbale. Tutto rigorosamente in dialetto romanesco". "In se' la cosa potrebbe anche non essere del tutto negativa nel rispetto della parlata di quella citta'. Quello che stride -conclude 'La Padania'- e' che si cerca di far passare quelle vicende per storie comuni. No, quella e' una fiction, non rappresenta nessuno. Solo fantasie per una serata da passare sul comodo divano di casa".
"La fiction dei 'Cesaroni' e' una delle piu' viste in Italia. Se la gente continua a vederci vuol dire
che ci accetta per come siamo. Oppure vuol dire che tutta Italia e' un po' borgatara". Risponde cosi', all'ADNKRONOS, Matteo Branciamore, il Marco dei 'Cesaroni', alle accuse lanciate alla fiction targata Mediaset dalle colonne della 'Padania' secondo la quale "le puntate ricalcano il cliche' dei buoni borgatari che si barcamenano in un paese dove il furbetto del quartierino vale sempre piu' degli altri". "Il fatto che il quotidiano del Carroccio parli di noi - aggiunge- vuol dire che facciamo qualcosa di importante che interessa molta gente. D'altra parte, il solito luogo comune di 'Roma ladrona' non sembra mai finire. Non capisco le critiche alla Capitale, la citta' piu' bella del mondo. Critiche gratuite e inutili anche perche' Roma e' molto amata ovunque e non solo da noi romani. Quando vado al Nord, infatti, le persone che incontro apprezzano la nostra citta' e la cultura che esprime: una cultura ricca di calore ed umanita'".

martedì 25 maggio 2010

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - “RIS”, tutte le strade dei telefilm portano a Roma
Non dite ai vertici della Lega Nord che il popolare “RIS” di Parma si è trasferito, almeno telefilmicamente, all’ombra del Cupolone. Al momento di andare in stampa stranamente nessuno degli esponenti del Carroccio si è indignato per la partenza di “RIS: Roma” e la chiusura della serie originale girata nel parmense. Eppure, il cambio di città poteva presupporre una qualche indignazione d’orgoglio padano. Non si tratta in effetti di uno spin-off vero e proprio come il quasi contemporaneo – relativamente alla trasmissione italiana – “NCIS”, che ha aperto una succursale nella più scontata Los Angeles. Tant’è che la produzione italica considera il “trasferimento” romano come la “sesta stagione” di questo fac simile di franchising. Qui si tratta di un vero e proprio smantellamento, con solo due personaggi “sopravvissuti” (agli ascolti in flessione) che permangono nel tentativo di rivitalizzare l’interesse scemato. Impresa non facile, a dire il vero: a fronte di una polizia scientifica che nella realtà dei grandi casi italiani degli ultimi anni ha scoperto ben poco di risolutivo (vedi Cogne, Perugia, Garlasco…), pure il mitico Luciano Garofalo a capo dei (veri) RIS ha mollato il colpo per dedicarsi a consulenze private e ospitate televisive. E così uno dei pochi (pochissimi) telefilm non ambientato a Roma ha ceduto al richiamo della Lupa. Povero tenente Venturi, povero Flaherty, che ha sommessamente protestato per la distruzione del DNA del suo personaggio. Strano destino avverso quello delle serie tv “alla larga da Roma”: mi vengono in mente lo sperimentale “48 ore” (2006), girato a Genova (bensì con la presenza romana garantita di Claudio Amendola), sospeso come un camallo con i suoi echi evidenti di “24” e “Senza traccia”; il più meritevole “Il Bene e il Male” (2009), con Gianmarco Tognazzi sotto la Mole Antonelliana, soppresso ad interim; il “volemo fà Carrie e Samantha di SATC” a Milano di “Amiche mie” (2008), con una delle quattro protagoniste, comunque, in fuga da Roma; la recente debacle dei salumieri “Fratelli Benvenuti” di Massimo Boldi&Co., tagliati a fettine sottili dall’Auditel nel loro centro commerciale del Nord. Altro che delocalizzazione, altro che federalismo: nei telefilm italiani, piaccia o meno, vige il motto “Roma Padrona”. Che sia il sintomo di una mancanza di incentivi economici? Il cinema italiano, al contrario, sembra conoscere una lieve inversione di tendenza: vedi “Io sono l’amore”, con Tilda Swinton sulle guglie del Duomo di Milano, a fianco della Madunina. Chissà come son fischiate le orecie al Ministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, che alcuni mesi fa ha lanciato strali sulle fiction nostrane, adducendo che “parlano tutti in romanesco, è una cosa insopportabile”! Strano che la Lega, solitamente sensibile a quanto passa sul piccolo schermo, si sia distratta su “RIS: Roma”. Scintilla ancora negli annali quando Umberto Bossi in persona espresse la sua indignazione per il bacio lesbo tra Ally McBeal (Calista Flockhart) e Ling Woo (Lucy Liu) trasmesso dalla Rai all’ora di cena, chiedendo le dimissioni dell’allora presidente Roberto Zaccaria: peccato che si trattasse della riproposizione di “Blob” di una sequenza del telefilm in onda il giorno prima su Canale 5 nella fascia protettissima del day-time. A ben vedere, ora per le strade della Capitale si rischia l’ingorgo: tra Trastevere, il Tuscolano e la Garbatella, è tutto di un via-vai di medici, poliziotti, investigatori della scientifica: se un Cesaroni si rollasse una canna, rischierebbe di venire fermato da uno di “Distretto di polizia”, per poi venir esaminato da capo a lingua da una dei “RIS”. Se poi avesse dato inavvertitamente fuoco alla casa nel tentativo di nascondere il cannone, magari verrebbe salvato da un vigile del fuoco di una serie di prossima produzione…(sperando che si realizzi in tempo!) e portato a farsi controllare in uno delle decine di ospedali dove in corsia si fa tifo per Totti. Ma forse è meglio così. Vuoi mettere un telefilm girato al Nord, magari intitolato “Ecopass: Zona 15”, sull’aria di “sapessi com’è strano, incontrarsi al coprifuoco di Via Padova, a Milano…”? (Articolo di Leo Damerini pubblicato sul Telefilm Magazine di Maggio)

giovedì 14 maggio 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

CHIAMBRETTI NIGHT
Cesaroni di tutta Italia, unitevi!
"Credo che Marco Cesaroni sia di sinistra".
(Matteo Branciamore, 12.03.2009)

CORRIERE DELLA SERA
La crisi non si addice alle amiche fashion
"In principio era 'Sex and The City' creato da Darren Starr con la collaborazione di Candace Bushnell, autrice del libro omonimo. La Bushnell è brava a scrivere libri, un pò meno a lavorare per la tv e infatti lo spin off 'Lipstick Jungle' è così così. Darren, che ha alle spalle serie come 'Beverly Hills 90210', 'Melrose Place', riesce invece a dare ben altra vitalità all' altro spin off. 'Cashmere Mafia' è la storia di Mia Mason (Lucy Liu), Juliet Draper (Miranda Otto), Caitlin Dowd (Bonnie Somerville) e Zoe Burden (Frances O' Connor), amiche molto fashion, molto in carriera, molto executive che si danno una mano fin dai tempi della business school. Lavorano nella comunicazione, negli affari, nella cosmesi, nella hôtellerie. La loro ambizione ha un prezzo: superano gli uomini in stipendio e cariche ma devono difendersi da infide rivali che cercano di defenestrarle. L'unione fa la forza: i loro pranzi diventano occasione per stringere alleanze e prevenire il disastro nella vita privata e professionale: già, perché ci sono anche i figli, le baby sitter, la scuola, le recite, il loft, i mariti...La ABC ha deciso di non produrre una seconda stagione, quindi l' intera serie risulta formata da soli 7 episodi. Perché questa decisione? I motivi possono essere diversi: la crisi economica (un periodaccio per raccontare le avventure di «women in charge»), lo sciopero degli sceneggiatori che ha azzoppato la serie, la perdita di ascolti. È probabile che giochi anche a sfavore un problema di saturazione: le quattro amiche di successo che vivono a Manhattan rappresentano ormai uno stereotipo (da cui si è brillantemente salvato 'Desperate Housewives' proprio perché il mondo di Wisteria Lane è altro da quello della Grande Mela), un già visto che disturba. Qualsiasi cosa piuttosto che questa tensione che prefigura la donna (l' uomo) del futuro".
(Aldo Grasso, 06.03.2009)

FHM
Mischa in riserva

"Io faccio sesso solo se ho una relazione. Adesso sono single e non faccio sesso da un pò...".
(Mischa Barton, Aprile 2009)

FAMIGLIA CRISTIANA
Telefilm after-hour

"Suono di notte, fino alle 4 di mattina. Poi mi metto a vedere telefilm, 'Lost' e 'Dr. House' in testa".
(Dolcenera, 08.03.2009)

IL MANIFESTO
"CSI", una svolta necessaria

"Quando i produttori delle serie americane decidono di movimentare la scena non usano mezze misure. In effetti di una svolta si sentiva il bisogno per rompere la routine che stava cullando, nel suo longevo primato creativo, 'CSI', capostipite di un genere che ha fatto scuola generando spin-off e imitazioni (l'italiano 'RIS')".
(Norma Rangeri, 13.03.2009)

ENTERTAINMENT WEEKLY
Occhio a "Kings", il mito americano che si fa serial
"'Kings' è un'ambiziosa e immaginaria soap con una star gigantesca e carismatica come Ian McShane di 'Deadwood'. E' un ritratto dell'America contemporanea basato sulla lealtà, sulla morale, con punte che sfociano nella mitologia ed evitano qualsiasi melodramma".
(Ken Tucker, 04.03.2009)

TV GUIDE
"Dollhouse", se non lo vedi non ti diverti

"Per me, la questione non è se una setie tv sia o meno divertente, ma semmai se racchiuda tutti gli elementi per renderla divertente, se riesca a toccare e a stimolare il telespettatore. Gli episodi di 'Dollhouse' in onda il 20 marzo e il 3 aprile possono rientrare in quest'ottica, ho l'impressione che, insieme a quelli che verranno, siano assolutamente da vedere".
(Joss Whedon, 13.03.2009)

martedì 3 febbraio 2009

NEWS - Orgoglio "Cesarone": Amendola, "a noi Sanremo ci fa un baffo!". Da venerdì le nuove puntate della serie italiana più vista
Roma, 3 feb. - (Adnkronos) - Sara' una terza serie "come sempre all'insegna del divertimento e del buon umore" quella che da venerdi' in prime time sbarchera' sugli schermi di Canale 5 con le nuove avventura de "I Cesaroni", la famiglia 'allargata' piu' famosa d'Italia. Ad assicurarlo Claudio Amendola, protagonista insieme ad Elena Sofia Ricci della fortunatissima serie televisiva che "lo scorso anno ha raggiunto il 36,90% di share -spiega il produttore Carlo Bixio presentandola- con oltre 8 milioni di spettatori". E, complice il successo delle passate stagioni, Amendola non teme neanche il festival di Sanremo di Bonolis che si 'scontrera" con "I Cesaroni" il 20 febbraio prossimo. "A noi Sanremo ci fa un baffo -scherza Amendola- non presenterei il Festival anche perche' ho un contratto Mediaset per altri tre anni". A puntare molto sulla fiction anche il direttore della fiction Mediaset Giancarlo Scheri: "'I Cesaroni' e' tra le serie piu' lunghe della televisione italiana. Per questa terza stagione abbiamo deciso di estendere le puntate a 28 episodi da cinquanta minuti, per la quarta, che gireremo in autunno, gli appuntamenti saranno ancora di piu' a dimostrazione di quanto la rete creda nella forza di questo prodotto". Tra le novita' di questa nuove edizione de "I Cesaroni" l'arrivo della piccola Matilde che assicura Amendola"scombinera' letteralmente la vita di Cesare (Antonello Fassari)". Cosi' l'uomo piu' scontroso e taccagno della famiglia Cesaroni si trovera' nella veste inedita di papa' di una piccola peste, un po' snob appena uscita da un collegio svizzero. Ma i due all'apparenza tanto diversi, si scopriranno piu' simili di quanto pensassero.

mercoledì 16 luglio 2008

NEWS - Mo(r)ige(ratissimi)! L'Osservatorio Bacchettone dà le pagelle ai migliori e ai peggiori programmi dell'anno. Nessun telefilm di pregio tra i best, mentre "I Cesaroni" sono...un bidoncino
(ANSA) - ROMA, 16 LUG - La tv di qualita' indossa la conchiglia. Con questo simbolo il Moige (Movimento Italiano dei Genitori) ha indicato i 14 programmi migliori della tv generalista, nel periodo che va dal 2007 fino al 30 aprile 2008, fra i quali troviamo "Alle falde del Kilimangiaro", "Chi vuol esser milionario", "Finalmente Natale", "la Melevisione". Cinque invece i programmi bocciati, segnalati con tre bidoncini, fra cui "Grande Fratello 8" e "Uomini e donne". In netta controtendenza rispetto al successo di pubblico e' il giudizio per i "Cesaroni 2", che sono stati valutati con un alt, che sconsiglia la visione ai bambini entro i 12 anni, e un bidoncino. La pagella della tv generalista, composta da 140 schede di analisi critica, e' stata pubblicata in 'Un anno di zapping', la Guida critica all'offerta televisiva italiana presentata stamani a Roma. Ad aggiudicarsi quest'anno le 14 conchiglie sono stati anche: "Finalmente Natale", "GT Ragazzi", "Guerra e Pace", "Maria Montessori", "Otto e mezzo", "Passepartout", "Per un pugno di libri", "Random", "Report", "Sos Tata", "La Storia siamo noi". Nel libro nero del Moige, con tre bidoncini del trash, la valutazione piu' negativa, oltre a "Grande Fratello 8" e "Uomini e donne" anche "Buona Domenica", "Ciao Darwin" e "Gabbia di matti".
Per la presidente Maria Rita Munizzi, il migliore in assoluto e' "la Melevisone"; il peggiore di tutti, invece, "Uomini e donne". A conchiglie e bidoncini, nella legenda della guida, si aggiungono stelle, una tv col bambino e un alt. La stella (da una a tre) identifica i programmi positivi. La tv con il bambino indica programmi particolarmente adatti a bambini e ragazzi. L'alt segnala che la visione del programma e' sconsigliata ai bambini entro i 12 anni. Per "i Cesaroni 2", ''a destare maggiore perplessita' - si legge nella guida - e' la rappresentazione degli adolescenti: l'anonimato di una scuola usata come mero sfondo, la scontatezza con cui si passa dall'innamoramento al sesso e poi dal sesso ai conseguenti 'rimedi' (come la pillola del giorno dopo)''.

giovedì 3 luglio 2008

NEWS - Se vi Garba(tella), "I Cesaroni" sono la serie più discussa del web
"I Cesaroni" vincono la sfida delle audience nell'arena delle web-community. Secondo i forum dedicati alle serie televisive, composto da una fascia d'età che va dai 15 ai 29 anni, le vicende ambientate nel quartiere romano della Garbatella, sono state oggetto di 6000 topic (discussioni) contro la media di 2000-3000 topic dedicate alle altre serie tv fino al caso eccezionale di 29mila post effettuati dallo stesso autore sulla famiglia romana più amata d'Italia. Insieme ai Cesaroni, sul podio delle community di fan, salgono "I Liceali" e "Distretto di Polizia", per le serie tv italiane; per quelle straniere il primo posto è stato conquistato da "Lost". Seguono "Grey's Anatomy" e "Sex and City". E' quanto emerso dalle ricerche della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma, dell'Ais (Associazione Italiana di Sociologia) e dell'Universita' Roma Tre, esposte a La Sapienza nel convegno 'La sfida delle audience che cambiano'.
'Quello dei Cesaroni ", commenta Alberto Marinelli dell'Ais e docente a La Sapienza, "è un caso unico per l'interesse suscitato dal popolo di internet, paragonabile a quello che negli Usa e' stata la serie tv per teenager 'Dawson's Creek'. Da questi dati emerge il successo delle serie lunghe perchè fanno affezionare il pubblico creando un rapporto più stabile e duraturo''. Secondo i dati forniti da Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione de La Sapienza, inoltre, dal 2000 al 2006 l'età media della platea televisiva complessiva è di 48 anni, aumentata di 1,5 anni. Il pubblico della Rai ha un'eta' media di 51,6 anni(+ 2,6); quello di Mediaset quasi 45 (+ 1,4). L'unico pubblico ringiovanito è quello di Italia 1 con 36,7 anni (-3,1). A invecchiare più di tutti sono stati gli spettatori di Rete 4 con 56 anni (+ 6,3). ''L'invecchiamento del pubblico della tv generalista dimostra che l'industria culturale italiana e' bloccata dal sistema della lottizzazione", commenta il preside Morcellini -. In Italia abbiamo solo due grandi gruppi televisivi, Rai e Mediaset. Sky e' diventata una forza proprio a causa della stanchezza suscitata dall'offerta generalista''. A trarre vantaggio dalla fuga degli spettatori giovani sono i consumi culturali tradizionali: stanchi della solita tv, gli adolescenti preferiscono andare a teatro, cinema, leggere libri e dedicarsi alla musica classica. (Notizia tratta da TgCom)

sabato 14 giugno 2008

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri
A cura di: Leo “Grant” Damerini

GRAZIA
No 'House', no party!
"Non ho mai visto 'Dr. House'. Trovo ridicoli questi serial. Anche quelli migliori, americani come 'E.R.', dove c'era George Clooney che faceva il pediatra e salvava tutti".
(Andrea Vitali, autore del best-seller "La modista" - Garzanti, 29.04.2008)

CORRIERE DELLA SERA
"Heroes", la forza dell'equivoco

"E' chiara la natura fumettistica di 'Heroes': c'è un vorticoso gioco di citazioni e autocitazioni, per la felicità dei fans. La voce fuori campo svolge un ruolo determinante: è insieme racconto e commento, epica e ironia. 'Heroes' si esalta nell'oscuro, coltiva l'equivoco, dissimula l'identità dei suoi protagonisti, non si priva dell'indeterminatezza. Non si accascia mai nelle miserie della chiarezza, come di solito fa la fiction italiana".
(Aldo Grasso, 20.04.2008)

ENTERTAINMENT WEEKLY
Recito, ergo sum

"E' divertente sentir dire che io sappia quali siano le mie capacità, perchè l'unica ragione per la quale ho cominciato a recitare è proprio per scoprirle...".
(Katee Sackhoff, 04.04.2008)

IL MESSAGGERO
House, alzati e cammina!
"Su Canale 5 la nuova serie del 'Dr. House' viene mandata in onda accoppiata con la vecchia. Scelta sindacabile ma su cui tralasciamo. ma almeno si eviti il ridicolo di lasciare alla fine di un episodio un House ferito quasi a morte per ritrovarlo sanissimo dopo un break pubblicitario nell'episodio della serie successiva".
(Alberto Guarnieri, 24.04.2008)

LA REPUBBLICA
L'ascesa di "The Closer"
"Un telefilm in salita, nel senso che migliora col tempo, è 'The Closer'. Brenda è matta come un cavallo e riesce a trasformare questa caratteristica in una non comune capacità d'intervenire con tempi e modi giusti nelle storie, trattando a puntino sia i colleghi che gli assassini. I primi sono quelli più complicati, visto che la squadra maschile non si è mai riavuta dallo shock causato dall'arrivo del capo femmina - nemmeno troppo avvenente. Ma in realtà è una forzatura d'interpretazione, avercene di squadre maschili così. In ogni puntata si ride assai - alla lontana la protagonista è una Ally McBeal poliziotta - fioccano battute (lo staff sta consumando il pranzo di un matrimonio miliardario che è saltato, uno dice: non c'è niente di meglio che mangiare la torta di matrimonio di qualcun altro)".
(Antonio Dipollina, 12.04.2008)

IL GIORNALE
Aiuto, troppo noir in tv!
"Che il genere thriller piaccia non è una novità, ma la tv ne sta abusando e finirà per rovinarlo. Non ne posso più di vedere carabinieri e poliziotti americani su ogni canale, a tutte le ore. Mentre la letteratura noir aumenta di spessore, la tv appiattisce e svilisce".
(Laura Grimaldi, 29.04.2008)

LA STAMPA
Il falso realismo de "I Cesaroni"
"'I Cesaroni' è realismo falso. Hanno contaminato uno pseudo realismo contemporaneo con la favola. E' la tecnica alla 'Pretty Woman': sotto l'illusione della critica sociale, ci sono scenari assolutamente fiabeschi".
(Laura Toscano, 22.04.2008)

OK!
Pissi Pissi, Cin Cin!
"La cosa più strana che abbia fatto è stata spalmare la mia urina sull'acne. E' successo anni fa. Ora ho scoperto il Botox e ne faccio volentieri a meno...".
(Vanessa Williams, 20.04.2008)

IL SOLE 24 ORE
Visco, ma quali telefilm guardi?
"La pubblicazione dei redditi su internet? E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano".
(Viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, 01.05.2008)

IL RIFORMISTA
I naufraghi della controriforma

"E' questa la forza di progetti narrativi come 'Lost': esprimono il coraggio d'affrontare la trama ingarbugliata dei nostri tempi. E' la storia di personaggi troppo umani, che non s'arrendono di fronte alla battaglia della vita moderna. Amano, odiano, mentono, ridono, si disperano. E ci credono ancora, accettano il confronto con le difficoltà e le frontiere da superare. Così diventano credibili, realistici: raccontano un frammento dell'animo umano, prendono vita, entrano nel fragile fluire del nostro presente. Sarà per questo che, dai tempi di Beppe Fenoglio, il nostro paese non riesce più a narrare l'epicità della vita. Siamo troppo presi a rimuovere la complessità del vivere moderno, troppo contro-riformistici per accettare un confronto diretto con la nostra ombra, e quella del nostro tempo. In fondo abbiamo già deciso: per noi è meglio prendere il sole in spiaggia, aspettando un miracolo".
(Remo de Vincenzo, 08.05.2008)

lunedì 12 maggio 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Il Telefilm Festival chiude edizione record. A sorpresa il pubblico premia le Serie non solo americane. Tutto esaurito per le proiezioni del serial erotico inglese “Secret diary of a call girl”, dell’israeliano “Arab labor”, dello spagnolo “Sin tetas non ay paraiso”.Per gli Usa, al top “Pushing daisies” e “Gossip girl”.“I Cesaroni” contendono ai divi di “Gossip girl” il primato del fanatismo. “Boris” al top dell’originalita’ “made in italy”. "Dr.House" eletto miglior telefilm dai lettori di Sorrisi. Prossimo anno, omaggio ai 20 anni di “Baywatch”.

“I Cesaroni” Alessandra Mastronardi e Ludovico Fremont contro i divi a “stelle e strisce” di “Gossip Girl”. All’insegna del derby telefilmico Italia-Usa si chiude un’altra edizione da record del Telefilm Festival di Milano organizzato dall’Accademia dei Telefilm e da Tv Sorrisi e Canzoni. La kermesse, giunta alla sesta edizione, ha fornito nel corso di una settimana il polso della situazione nazionale ed internazionale dei telefilm, il genere televisivo più in ascesa degli ultimi anni (21.9% dell’intera programmazione generalista). Particolarmente apprezzate dal pubblico, a sorpresa, spiccano le anteprime esclusive di tre serie non americane: il serial erotico inglese “Secret Diary of a Call Girl”, l’israeliano politically uncorrect “Arab Labor” e lo spagnolo “Sin tetas no ay Paraiso”. Per gli Usa, tutto esaurito per la serie surreale alla Tim Burton “Pushing Daisies” (in onda su Joi) e per il già cult generazionale “Gossip Girl” (Mya). Proprio i divi di quest’ultima serie – Chace Crawford e Leighton Meester – hanno infiammato domenica la platea del festival, mentre il giorno precedente il bagno di folla era toccato ai “Cesaroni” Alessandra Mastronardi e Ludovico Fremont, a riprova che la serie di Canale 5 è il fenomeno seriale dell’anno anche all’ombra della Madonnina. Altro riconoscimento alla produzione italiana è stato quello nei confronti di “Boris” (Fox), presente con il cast al gran completo e scelta dagli organizzatori del Telefilm Festival quale unica serie italiana nel programma per via della sua originalità. Sempre seguitissimi gli incontri a tema, dal sesso sempre più esplicito nei telefilm moderni ai teen-cult da “Happy Days” ai giorni nostri, fino al connubio sempre più evidente tra musica e serie tv. E proprio la musica l’ha fatta da padrone nella centrale Piazzetta Liberty, presa d’assalto dai cittadini per le tre giornate nei concerti che hanno caratterizzato il centro di Milano: tra gli altri, quelli dei Baustelle, degli Statuto, della Rock Fm All Stars Band e della reunion dei Bee Hive. Ben 15 Università (5 in più dell’anno scorso) sono state accreditate al Workshop d’apertura che ha visto gli addetti ai lavori confrontarsi sul tema seriale nell’ottica della programmazione, della produzione e dei new media. Sala tutta esaurita anche alla Cattolica di Milano, dove Aldo Grasso ha presentato l’enciclopedia “La vita è un telefilm” (Garzanti) in compagnia di Linus. Molte conferme e qualche sorpresa emergono dai risultati del sondaggio lanciato da Tv Sorrisi e Canzoni in occasione del Telefilm Festival per decretare la serie più amata dell’anno: a trionfare ancora una volta è "Dr. House". Cosi come nel 2007, il burbero medico precede i sopravvissuti di "Lost" e i colleghi di "Grey’s Anatomy". "24", la serie più adrenalinica della tv sale rispetto allo scorso anno e raggiunge il 4 posto in classifica, mentre esce a sorpresa dalla top 20 "CSI - Scena del Crimine". Neanche il tempo di festeggiare la buona riuscita della sesta edizione del Telefilm Festival, che gli organizzatori stanno già pensando alla settima: in vista una celebrazione dei 20 anni del cult “Baywatch”, con l’idea di ricreare un’atmosfera balneare degna di Malibu a due passi dal Duomo. Magari con una Pamela Anderson a fare da madrina…

sabato 10 maggio 2008


TELEFILM FESTIVAL 2008 - Anche a Milano amano "I Cesaroni": folla in delirio per Mastronardi e Fremont. I Baustelle riempiono Piazzetta Liberty. Stasera Michelle Ryan ("Bionic Woman"), domani i divi di "Gossip Girl"
Folla in delirio al sesto Telefilm Festival di Milano per “I Cesaroni”, che evidentemente spopolano in tutta Italia, a vedere l’entusiasmo e il delirio stile Duran Duran dei tempi migliori che ha caratterizzato la loro ospitata alla kermesse milanese. Chiamati a partecipare ad un incontro sulle serie giovanilistiche moderato da Silvia Toffanin insieme a Federico Moccia, Ludovico Fremont e Alessandra Mastronardi sono stati subissati dalle domande del giovane pubblico, che per una volta ha dimenticato la passione per le serie americane.
Se Fremont ha confessato che per il suo personaggio ne “I Cesaroni” si ispira al Will Smith della serie “Willy, il principe di Bel Air”, Mastronardi non esclude sviluppi anche clamorosi nel telefilm più visto d’Italia, la cui forza è quella, a suo dire, di “raccontare la realtà, senza eccessi”.
Dopo il bagno di folla in sala, la coppia Fremont-Mastronardi è stata sommersa dai giovani e giovanissimi fans in cerca di un autografo, con le tipiche grida di delirio che li hanno accompagnati lungo il centrale Corso Vittorio Emanuele.
Folla in piazza – nella centralissima Piazza Liberty – anche per i Baustelle, il gruppo del momento che ha recentemente omaggiato “Colombo” con il loro ultimo singolo. Circa 1000 persone hanno assistito al concerto gratuito offerto dal Telefilm Festival.
Stasera si prevede un’altra ondata di pubblico per l’arrivo di Michelle Ryan, la nuova “Donna Bionica”, mentre domani è già stato d’allerta per l’appuntamento con i divi di “Gossip Girl”, già definito il nuovo cult generazionale dei blogger.

lunedì 28 aprile 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Oltre ai divi di "Gossip Girl", al VI Telefilm Festival anche le sirene di "H2O", i ragazzi de "I Cesaroni" e il cast al completo di "Boris"
Grande attesa a Milano per l'arrivo delle star dei telefilm più amati del momento che saranno ospiti alla 6a edizione del Telefilm Festival, la prima e unica manifestazione totalmente dedicata al mondo delle serie tv e dei suoi protagonisti, che si svolgerà dal 7 all'11 maggio presso l'Apollo spazioCinema . Nell'anno del debutto italiano di "Gossip Girl", il Telefilm Festival porta per la prima volta in Italia domenica 11 maggio alle ore 14.00 presso l'Apollo spazioCinema, Leighton Meester e Chace Crawford, i due interpreti della serie icona della blog- generation che ha incollato ai teleschermi milioni di spettatori in USA. Trasmessa in Italia su Mya (Mediaset Premium Gallery), "Gossip Girl" ruota intorno al blog di una misteriosa ragazza che svela le indiscrezioni più scandalose e compromettenti di un gruppo di giovani dell'elite wasp dell'Upper East Side di Manhattan. Dopo aver conquistato le copertine dei più importanti magazine americani, le protagoniste femminili della serie sono considerate a tutti gli effetti le vere eredi del quartetto di "Sex and the City": alla moda, trendy, sofisticate e snob quanto basta, il loro stile è un punto di riferimento non solo per le teenager di tutto il mondo, ma ha conquistato l'apprezzamento delle più prestigiose riviste di moda.

Dalla gioventù ricca e viziata di New York alle spiagge incantate dell'Australia: sabato 10 maggio alle ore 19.00, Cariba Heine e Phoebe Tonkin, le "sirene" di "H20" sbarcano a Milano per incontrare i tanti fan che su Italia 1 che seguono le avventure di Rikki e Cleo nella serie teen che ha affascinato l'Europa. Prodotto e girato interamente in Australia, "H20"; Just Add Water, racconta le vicende delle tre giovani sedicenni, Cleo, Rikki ed Emma che per uno strano prodigio ricevono il potere di trasformasi in sirene. Segue l'incontro la proiezione in anteprima di un episodio inedito della serie.

Ed è proprio allo straordinario fascino che i teen drama esercitano sul pubblico giovanile e non solo che è dedicato l'incontro "Telefilm, la voglia giovane" che si terrà all'Apollo sabato 10 maggio alle ore 14.00. Moderati da Silvia Toffanin, Chicco Sfondrini, l'autore storico di "Amici", Valeria Bilello, Lucilla Agosti, Elena Barolo, Michela Quattrociocche, l'interprete con Rauol Bova di "Scusa ma ti chiamo amore", e i giovani interpreti dei "Cesaroni" Alessandra Mastronardi, Ludovico Fremont e Matteo Branciamore, discuteranno con il pubblico del Telefilm Festival della passione del pubblico giovanile per le serie tv delle nuove e delle passate generazioni.

A seguire, sabato 10 maggio alle ore 17.00, una sferzata d'ironia sul palco dell'Apollo spazioCinema con l'irresistibile cast di "Boris 2°", la divertente serie tv prodotta da Fox Channles Italy che ricostruisce in chiave satirica le travagliate vicende di una troupe intenta a girare il sequel di una improbabile soap opera italiana. Insieme al critico tv di Repubblica Antonio Dipollina, gli interpreti di "Boris": Paolo Calabresi, Antonio Catania, Eugenia Costantini, Caterina Guzzanti, Francesco Pannofino, Karin Proia, Pietro Sermonti, e Alessandro Tiberi, nelle sale con Giovanna Mezzogiorno in "L'Amore non basta" e co-protagonista dell'imminente fiction di SKY "Quo Vadis Baby" tratta dall'omonimo film di Gabriele Salvatores. Gli attori di "Boris" intratterranno il pubblico del Telefilm Festival e offriranno in anteprima assoluta la visione del primo doppio episodio della seconda stagione, in onda su FOX dal 12 maggio.

mercoledì 9 aprile 2008


L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

XL
Chi ha ucciso quel marxista di Colombo?
"'Colombo' è un brano omaggio al tenente del telefilm omonimo. Mi piace Peter Falk per come rispondeva alle interviste. Ci leggevo questa sottile critica marxista dietro e mi piace pensare che i creatori ci abbiano voluto scientemente mettere questo germe. Era strano che la scena fosse sempre in questi ambienti ricchi e gli assassini benestanti, alcuni anche famosi: non uccidono mai per amore ma solo per potere e denaro. Poi arriva questo sfigato, questo 'underdog' vestito in quel modo fuori tempo, col pantalone sgualcito, la macchina che cade a pezzi, il cane con cui non comunica. Però li inchioda sempre e mi piaceva prenderlo come metafora del mondo occidentale moderno, così ho ipotizzato questo coro degli assassini di Colombo. Credo che in questo momento siamo un pò tutti assassini di Colombo e colpevoli di qualcosa".
(Francesco Bianconi dei Baustelle, Febbraio 2008)

CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE
Volevo essere Pamela Anderson

"Io mi sento bionda dentro. A 12 anni volevo essere bionda come Pamela Anderson, ero una fan di 'Baywatch'. Pregai la mia insegnante di canto (Cinzia, una pazza scatenata che aveva il culto dei capelli) di tingermi come Pamela. Lei, per paura di mamma, mi fece solo due ciocchettine platino davanti. Mia madre!!! Mi rispedì a calci (si fa per dire) dal parrucchiere. I capelli sono una componente molto turbolenta della mia vita...".
(Laura Chiatti, 21.02.2008)

LA STAMPA
"Crimini bianchi", alla larga da "Grey's" e "House"

"'Crimini bianchi' è una serie lontana anni luce dai 'Grey's Anatomy' o 'Dr. House', dove l'efficenza degli ospedali non viene mai messa in dubbio. Questa fiction denuncia una situazione di malasanità che è sotto gli occhi di tutti, ma nello stesso tempo plaude ai medici e agli infermieri preparati e capaci".
(Pietro Valsecchi, 21.02.2008)

IL MANIFESTO
Rex, un "bau" fuori dal coro

"Tempi lenti e frasi fatte ('se cerca di fare il furbo sparagli'), scene giustapposte, morale bene in vista, il cane Rex esegue il compito assegnato: mantenere, con il minimo sforzo, la media del 20% di share. Storie di ordinaria criminalità, senza affondare troppo il coltello nel sangue. Al contrario di certi cartoni animati, il pastore è l'immagine della bontà. Specialmente nel confronto con la nutrita compagnia di programmi finiti sotto la lente del Comitato di applicazione del Codice Tv e minori".
(Norma Rangeri, 21.02.2008)

TV SORRISI E CANZONI
"The OC", un addio perfetto

"Sono molto grata ai produttori e agli sceneggiatori di 'The OC', sono onorata di averne fatto parte. Gli ascolti si erano un pò abbassati. Nella storia eravamo arrivati a un buon punto per terminare, eravamo contenti di fermarci lì. E l'abbiamo fatto".
(Rachel Bilson, 01.03.2008)

LA REPUBBLICA
"I Cesaroni", serie 'piaciona' senza pretese
"Stando ai riscontri, tra i momenti felici per Mediaset in questo inizio d'anno bisogna citare soprattutto la seconda stagione de 'I Cesaroni', presentata come una sorta di successo epocale. A guardar bene, siamo dalle parti di un buon risultato per una serie molto piaciona che va su Canale 5 in una serata (quella del venerdì) in cui la concorrenza diretta di Raiuno non riesce a cavare un ragno dal buco. Però è difficile eccepire più di tanto di fronte alla farsa della famiglia allargata che distende i suoi mille meandri di trama sul filo dell'assenza di qualsivoglia pretesa. Il doppio binario rimane quello degli intrecci giovanili (figli, fidanzate, etc.) e di quelli dei grandi, che sono cresciuti per modo di dire".
(Antonio Dipollina, 19.02.2008)

IO DONNA
Sarah, una di noi

"La trasmissione preferita? I telefilm in genere".
(Sarah Felberbaum, 16.02.2008)

CORRIERE DELLA SERA
Sarah, un destino sui tacchi

"Ero una ragazza quasi povera. E come in 'Sex and the City' le scarpe con i tacchi a spillo sono state lo strumento per mutare l'andatura e il destino. Chi ama le scarpe è destinato a restare giovane, a trasmettere energia, ad aver voglia di camminare nel proprio 'viaggio'...".
(Sarah Jessica Parker, 28.02.2008)

martedì 8 aprile 2008

TELEFILM FESTIVAL 2008 - Telefilm Festival: ecco i 10 finalisti per il titolo di fanclub del cuore e teen star preferita! 10 giorni per votare...
Ecco a voi la lista attesissima dei finalisti dei due sondaggi indetti sul numero di marzo di TFM, “Vota il tuo fanclub del cuore” e “Vota la tua teen star telefilmica”.
Per 10 giorni, da oggi fino alle ore 13 del 14 aprile potete decretare i tre super-finalisti che si contenderanno il podio e che vedranno premiato il vincitore al TelefilmFestival. Vi ricordiamo che ogni email può esprimere una sola preferenza per tutto l'arco del sondaggio. Per votare basta inviare una mail all'indirizzo: vota@telefilmfestival.it. Per ulteriori informazioni e per richiedere i banner da uploadare potete contattarci allo stesso indirizzo, specificandolo nell'oggetto della mail.
L'altissimo numero di email ricevute anche da alcuni portali/forum telefilmici ha convinto il magazine ad indire una menzione speciale per la “Community più amata del web”, che verrà premiata durante le giornate della manifestazione in uno speciale evento che vedrà ancora una volta i fan protagonisti. Affrettatevi, allora, a votare fanclub e teen star nella short list che vi proponiamo in ordine rigorosamente alfabetico e non per numero di voti ricevuti finora.
I webmaster dei dieci siti finalisti riceveranno una mail dalla redazione con ulteriori dettagli. In caso di mancata ricezione si prega di comunicarlo tempestivamente via email.


Fan club
Bones Italia (http://www.i-bones.net/)
Casa Cesaroni (casacesaroni.forumfree.net)
Gilmore Girls Italia (gilmoregirlsweb.altervista.org)
Grey's Anatomy Italia (http://www.greysanatomyitalia.com/)
Happy Days Italia (http://www.happydaysitalia.net/)
Instant Star Italy (www.myspace.com/instantstaritaly)
weLost (http://www.welost.it/)
Supernatural Legend (www.theotherlife.net/supernatural)
Star Trek Italian Club (http://www.stic.it/)
X Files – Beyond the sea (http://www.beyondthesea.it/)

Teen star
Jensen Ackles
(Supernatural)
Kristen Bell (Veronica Mars)
Alexis Bledel (Una mamma per amica)
Sophia Bush (One Tree Hill)
Jason Dohring (Veronica Mars)
Alexz Johnson (Instant Star)
Scott Michael Foster (Greek)
Hayden Panettiere (Heroes)
Jared Padalecki (Supernatural)
Navi Rawat (Numb3rs)

martedì 11 marzo 2008

L’EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri A cura di: Leo “Grant” Damerini

IL GIORNALE
I reality messi da parte dai telefilm
"La stagione dei reality, che peraltro sono format internazionali e non specificatamente italiani, sta già tramontando per lasciare il passo alla narrazione, alle fiction e alle serie tv come 'Dr.House' e 'Grey's Anatomy'".
(Pierluigi Battista, 22.01.2008)

ANSA
Aò, semo internazionali!
"Prevengo subito la vostra domanda su perche' siamo venuti a Milano per presentare questa nuova serie dei 'Cesaroni'. Abbiamo voluto sottolineare che e' una fiction italiana, non solo romana. Per la terza serie andremo a Palermo. E' importante riuscire a superare questi campanilismi".
(Claudio Amendola, 30.01.2008)

IL RIFORMISTA
Chi ha sparato ai telefilm?
"Una vera e propria invasione, che però sta portando all'inflazione: i telefilm americani stanno dilagando nei palinsesti della nostra tv. Sarà perchè il Cinema in tv non rende più come prima, sarà perchè il calcio è quasi tutto a pagamento e il varietà è un genere fin troppo costoso. Sarà che la nostra fiction non è credibile, fin troppo all'amatriciana, buonista e conservatrice, ormai sempre più uguale a se stessa. Resta il fatto che il prime time è superaffollato da tantissimi telefilm. Sono tanti, tantissimi, scritti e diretti benissimo, ma...non sfondano. Solo pochi rapiscono il cuore dei telespettatori, come per esempio il 'Dr. House' (21% di share su Canale 5) o 'Grey's Anatomy' (13.4%) o ancora 'CSI' (11.5%). Gli altri titoli hanno portato alla rete che li ospitava ascolti sotto la media. Una crisi del genere che ha ragioni lontane: innanzitutto le storie che ci raccontano sono spesso diverse dalla nostra realtà italiana, dal sentire quotidiano, spaesato e spaventato. E poi le mayors americane propongono ormai storie dalle trame affascinanti ma complicatissime. Gli episodi sono aperti, non raccontano storie singole, ma fanno dei lunghi rimandi nelle puntate passate. E qual è l'appassionato che riesce a seguire tutto? Ecco perchè 'Lost', 'Heroes' e 'Desperate Housewives' ottengono risultati insoddisfacenti. In ultimo l'inflazione del genere investigativo. La nostra tv è stracolma di telefilm investigativi: commissari, poliziotti, investigatori, rangers, medium, profiler, squadre speciali, unità anticrimine, medici investigatori. Praticamente un quarto dei tv-movies sono investigativi. Della serie, chi ha sparato al telefilm?".
(Remo De Vincenzo, 01.02.2008)

GAZZETTA DELLO SPORT
Il Dante perduto
"Lo scettico sappia che la complessità del mondo creato da JJ Abrams e Damon Lindelof in 'Lost' ha rari precedenti nella storia letteraria. A noi viene in mente solo la Divina Commedia".
(Paolo Condò, 02.02.2008)

IL SOLE 24 ORE
Colombo, Socrate col trench

"Guardate il tenente Colombo e saprete che tipo era Socrate. Colombo ci affascina per la sua umanità e per il suo metodo. Il suo procedere indiretto, apparentemente sconclusionato, è un misto di ironia, empatia, intuizione, deduzione, e si condensa al termine di ogni episodio in un serrato ragionamento svolto con inaspettato rigore. L'assassino di solito è un professionista del cui mestiere, quasi sempre legato alla modalità del crimine, Colombo si accinge ad apprendere con umiltà i rudimenti. Anche in questo procede in maniera assai socratica. E' grazie al suo 'sapere di non sapere' che riuscirà a ricostruire l'omicidio, a dispetto della saccenteria e della supponenza (anzi, proprio grazie a quelle!) con cui il professionista risponde a domande apparentemente ingenue o secondarie, finendo per cadere nella trappola di un procedimento maieutico che lo porterà inconsapevolmente alle soglie della confessione".
(Armando Massarenti, 03.02.2008)

VANITY FAIR
"Californication", mai sentito nulla di simile

"Si potrebbe dire che 'Californication' crei l'inedita categoria 'caserma per intellettuali': però intorno c'è una storia (il tentativo del protagonista di riconquistare la moglie dopo il divorzio, prima che lei si risposi), ci sono anzi diverse storie, e soprattutto dei dialoghi formidabili ed esilaranti. E se pensate di aver sentito tutto, ormai, in tv: beh, non proprio tutto tutto".
(Luca Sofri, 06.02.2008)

venerdì 3 novembre 2006

NEWS - Il Moige scatenato contro i telefilm: oggi tocca a "CSI - Miami", giudicato troppo "crudo e cruento"
Il Moige - Movimento Italiano Genitori - si scaglia ancora una volta contro i telefilm. Oggi tocca a "CSI - Miami", giudicato troppo "crudo e violento". Nei mesi scorsi l'associazione di benpensanti aveva puntato l'indice, per i loro contenuti, su telefilm come "Smallville" e "Eddie il cane parlante" ("si perdono in un mare di doppi sensi e violenza"), "Will&Grace" ("volgare"), "Desperate Housewives" ("non apprezzata la scelta di trasmettere le repliche al pomeriggio"), "CSI" ("racapricciante"), "Paso adelante" ("diseducativo e ambiguo") e, addirittura, "I Cesaroni" ("scene indecorose"). Due giorni fa, lo stesso Moige è sceso in campo a difendere e approvare la costante presenza dei bambini piangenti all'interno del game-show di Raiuno "Affari Tuoi". Nella puntata del 31 ottobre, ad esempio, veniva costantemente inquadrata una bambina in lacrime, figlia del concorrente che vinceva poi 250.000 euro. Contrariamente alle proteste di altre associazioni (tra le altre quelle del Codacons, dell'Osservatorio dei Minori e dell'Unione Italiana dei Genitori), il Moige ha chiuso inaspettatamente un occhio (anzi, tutti e due). All'Ansa, in merito al via libera ai bambini piangenti dentro i pacchi, la presidentessa Elisabetta Scala difendeva così la sua opinione: "non rileviamo nella presenza dei bambini al programma di Raiuno ne' una violazione del codice di autoregolamentazione su tv e minori, ne' qualcosa incontrasto con il nostro decalogo per una corretto presenza dei minori in programmi tv. La commozione di genitore puo' colpire un bambino ma esattamente come accade all' interno della mura domestiche". Verrebbe la voglia di leggere quel benedetto codice di autoregolamentazione e capire come mai il Moige utilizzi due pesi e due misure. I pesi sul gobbo dei telefilm, le misure (caritatevoli) su evidenti perplessità in altri generi tv.
Se volete protestare contro il Moige, scrivete (in massa) a questo indirizzo: redazionemoige@genitori.it.

giovedì 2 novembre 2006

NEWS - Ma il Moige che televisione guarda? Attacca "Smallville" e "Will&Grace", ma considera lecito veder piangere una bambina ad "Affari Tuoi"!
Il Moige, Movimento Italiano Genitori, solitamente critico sui contenuti televisivi non adatti ai minori, ne ha combinata una clamorosa. Dopo aver puntato l'indice nei mesi scorsi, per i loro contenuti, su telefilm come "Smallville", "Will&Grace", "Desperate Housewives", "CSI", "Paso adelante" e, addirittura, "I Cesaroni", oggi difende e approva la presenza dei bambini che piangono all'interno del game-show di Raiuno "Affari Tuoi". Nella puntata di martedì scorso, infatti, veniva costantemente inquadrata una bambina, figlia del concorrente che ha poi vinto 250.000 euro, piangente a margine delle decisioni sui pacchi del padre. Inaspettatamente, il Moige ha chiuso un occhio (anzi, tutti e due). Si veda la notizia sull'Ansa sul via libera ai bambini piangenti dentro i pacchi.

(ANSA) - ROMA, 2 nov - Il Moige, il movimento dei genitori cattolici, ritiene "fuori luogo" una protesta per la presenza di bambini ad Affari tuoi. "Come associazione genitori - spiega Elisabetta Scala, interpellata sulle polemiche - non rileviamo nella presenza dei bambini al programma di Raiuno ne' una violazione del codice di autoregolamentazione su tv e minori, ne' qualcosa in contrasto con il nostro decalogo per una corretto presenza dei minori in programmi tv". Il perche' Scala lo spiega cosi': "Non c'e' niente che possa far sentire il minore in un ambiente non adatto alla sua eta', ne' gli vengono mai rivolte domande che lo possano mettere a disagio". E' chiaro, prosegue, Scala, "che la commozione di genitore puo' colpire un bambino ma esattamente come accade all' interno della mura domestiche". Non solo: per il Moige la migliore garanzia e' il conduttore del programma: "Insinna ha un modo di fare e di condurre il programma consono ad una visione familiare: anche i suoi commenti, come a fare una morale a fine programma, sono positivi perche' sdrammatizzano sia la vittoria che la sconfitta".

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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Il GIOCO DEI TELEFILM di Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, nei migliori negozi di giocattoli: un viaggio lungo 750 domande divise per epoche e difficoltà. Sfida i tuoi amici/parenti/partner/amanti e diventa Telefilm Master. Disegni originali by Silver. Regolamento di Luca Borsa. E' un gioco Ghenos Games. http://www.facebook.com/GiocoDeiTelefilm. https://twitter.com/GiocoTelefilm

Lick it or Leave it!

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