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venerdì 10 novembre 2017

NEWS - Clamoroso al Cibali! Disney scippa tutte le serie Marvel a Netflix per il suo debutto in streaming (dal 2019)
News tratta da Slashfilm.com
If you enjoy watching Marvel shows on Netflix, you might want to sit down for this: in the future, new Marvel shows will air on Disney’s in-development streaming service, leaving Netflix in the dust. This is all part of a larger plan Disney has to compete with Netflix, which included their as-of-now dead deal to purchase a large chunk of 21st Century Fox. The bottom line: the era of Marvel Netflix shows is nearing an end. When Disney revealed they were planning on creating a new streaming service of their own, it seemed almost a given that they would start producing their own original content for it – which they later confirmed they would indeed be doing. But what about Disney produced content that already exists on other streaming services? Namely, the Marvel shows that are so popular on Netflix? It looks like Marvel’s Netflix days are numbered. A report in the Wall Street Journal confirms that future Marvel shows will play exclusively on Disney’s streaming service. There’s no word yet if the current Marvel Netflix shows – Daredevil, Luke Cage, Iron Fist, Jessica Jones, The Defenders and the upcoming The Punisher – would make the jump from Netflix to Disney’s service, but at this point I wouldn’t be surprised if that happened.
The WSJ story also confirms that Disney’s as-of-now stalled plan to buy a large chunk of 21st Century Fox was tied directly to their goals of trying to compete with Netflix. “[W]e’ve turned our attention to the one platform seeing growth challenges,” Disney Chief Strategy Officer Kevin Mayer says in the article. “That’s the television platform.” The Fox deal would’ve given Disney control of a large portion of Fox’s TV shows, which Disney would’ve then presumably moved over to their upcoming streaming service. Mayer also says to think of the Disney streaming service “not an anti-Netflix move, but a pro-Disney move.” Disney is clearly determined to come out ahead here, but the transition isn’t going to be cheap or easy. In addition to having future Marvel shows premiere on their streaming service, Disney is also planning to pull all of their movies currently on Netflix and bring them over to their own streaming platform. The WSJ states that this movie is going to end up costing Disney $300-million-plus a year, but Disney seems confident their gamble will pay off with fans making the jump over to their new service. Netflix, meanwhile, is continuing on their own quest for entertainment domination, with plans to spend at least $8 billion in creating original content for 2018. That’ll continue the head-start they already have on Disney, who plan to debut their streaming service in 2019.

venerdì 20 gennaio 2017

NEWS - Netflix, la resa dei conti: 93,8 milioni di abbonati nel mondo, utili pari a 186 milioni di dollari ma business in perdita fuori dagli Usa (maxi-investimento di 6 miliardi di dollari nel 2017)

Articolo tratto da "Italia Oggi"
Ciascuno dei 3.500 dipendenti di Netflix vale ricavi per quasi 2,4 milioni di euro all'anno. E anche in questa correlazione, che conferma il basso utilizzo di capitale umano (a Sky Italia, per esempio, ciascun dipendente vale 750 mila euro di ricavi all'anno), sta uno dei punti di forza dell'azienda americana di streaming online a pagamento che ha nel mondo, e non in una sola nazione, il suo mercato. Ha chiuso il 2016 con ricavi complessivi pari a 8,830 miliardi di dollari (8,324 mld di euro), 30,2% sul 2015, un risultato operativo di 379 milioni di dollari (24,2%) e utili pari a 186 milioni di dollari (175,3 min di euro). Complessivamente Netflix ha 93,8 milioni di abbonati nel mondo, di cui 49,4 milioni negli Usa (10,5% sul 2015) e 44,3 milioni negli altri paesi (47,6% sul 2015). A livello di ricavi, circa 5,1 miliardi di dollari (4,8 mld di euro) arrivano dagli abbonati Usa (il business è parecchio profittevole, con un primo margine positivo per 1,8 miliardi di dollari), circa 3,2 miliardi di dollari (3 miliardi di euro) dagli abbonati fuori dagli Stati Uniti (business ancora in perdita, con un primo margine di contribuzione negativo per 308 milioni di dollari), e 542 milioni di dollari dal noleggio e vendita di dvd (il business da cui Netflix è nata), anch'esso ancora molto profittevole (279 min di dollari di primo margine).

Nel 2017 il gruppo si prepara a un investimento monstre da 6 miliardi di dollari (5,65 mld di euro) nella produzione di nuovi contenuti, dopo i 4,7 mld di euro investiti nel 2016. E nel portfolio di Netflix ci sono serie come The Crown, Stranger Things, Luke Cage, Black Mirror, Gilmore girls, The OA, Trollhunters, oltre ai classici Orange is the new black, Narcos o House of cards, le cui riprese della quinta stagione inizieranno nel secondo trimestre 2017.
Quanto a investimenti in contenuti locali, il gruppo di streaming tv a pagamento ha appena siglato un accordo a lungo termine con la casa di produzione Red Chillies entertainment dell'attore indiano Shah Rukh Khan, considerato la più grande star mondiale del cinema e i cui film e produzioni, da qui in poi, saranno esclusive Netflix. Mai come ora la società fondata e presieduta da Reed Hastings è fiduciosa che, a dieci anni di distanza dal debutto nella tv in streaming a pagamento, sia proprio il consumo di video sul web il business del futuro in grado di soppiantare la classica tv lineare: «Amazon Prime Video di recente si è sviluppata molto, ricalcando sostanzialmente la nostra presenza nei mercati mondiali», spiegano da Netflix, «mentre il consumo di video è sempre maggiore, in termini di minuti, su YouTube e inizia a decollare pure su Facebook. La stessa Apple, in base ad alcune indiscrezioni, dovrebbe aggiungere i video ai suoi servizi musicali, mentre le tv satellitari, un po' in tutto il mondo, si stanno specializzando pure nel business della distribuzione multi-channel di video su Internet. Ci sono poi operatori nuovi come Molotov tv in Francia o Hulu che stanno realizzando una loro interfaccia nativa digitale per pacchetti legati invece ai network tv classici. I quali, peraltro, iniziano a privilegiare il web alla tv lineare per il debutto di serie o programmi. Per esempio la Cbs sta producendo la serie Star Trek esclusivamente per la sua piattaforma di video on demand in abbonamento, mentre la Bbc ha già annunciato alcune nuove stagioni di serie tv che saranno disponibili prima in streaming on demand e solo successivamente sulla tv lineare. Hbo, probabilmente, farà la stessa cosa»

venerdì 14 ottobre 2016

NEWS - Allarme Netflix! Disney, Apple e Amazon alla porta per acquisire la società (la politica di essere distributore-produttore di serie tv non regge...)

Articolo tratto da "Il Foglio"
In queste settimane nei consigli d’amministrazione della Silicon Valley uno dei temi più dibattuti è quello delle Merger & Acquisition. Non si è ancora spento il chiacchiericcio sul possibile acquirente dell’affannata Twitter – anche se i potenziali stanno tutti facendo un passo indietro – ed ecco che arriva sul tavolo un altro bocconcino prelibato, ovvero Netflix. Al contrario di Twitter, la società che opera nel campo del SVOD (Subscription Video On Demand) sta andando apparentemente bene: 80 milioni di utenti totali nel 2016 con una previsione di crescita a 100 milioni entro il 2018 nei 190 paesi in cui è presente. Inoltre la produzione di film e serie tv (da “House of Cards” fino alle ultime “Stranger Things” e “Narcos”) stanno riscuotendo successo di critica e pubblico. Il vero problema però è che il modello di business che Netflix ha deciso di intraprendere rischia di non essere sostenibile se supportato solo con le proprie risorse. Da qualche mese è piuttosto chiaro che la strada intrapresa dal fondatore e amministratore delegato Reed Hastings è quella di essere sia un distributore sia un produttore globale di contenuti online, tuttavia gli introiti che arrivano dalla crescita (rallentata) degli abbonamenti e dalle licenze d’uso degli altri network non sono sufficienti. C’è quindi bisogno di una società madre sufficientemente capitalizzata che possa sostenere economicamente lo sviluppo del business. Sul podio degli acquirenti ci sono Disney, Apple e Amazon e ognuna di queste società ha i mezzi, ma soprattutto degli ottimi motivi, per poter acquistare la public company di Los Gatos, California. Disney, innanzitutto. La multinazionale dell’intrattenimento è già in un certo senso partner di Netflix, avendole affidato la produzione e distribuzione di serie “Originals” di molti personaggi Marvel (marchio acquisito da Disney nel 2009) come “Daredevil” e l’ultimissimo “Luke Cage”. Inoltre nel cosiddetto Regno di Disney che contiene network (tra cui la sportiva ESPN) contenuti di ogni tipo (da Pixar al franchise Star Wars), parchi a tema e merchandising, un over-the-top come Netflix ci starebbe benissimo. Apple è alla disperata ricerca di un Ottche funzioni come “Netflix Killer” visto che la sua piattaforma iTunes per video è ormai poco efficiente. Cosa di meglio se non acquisire la stessa Netflix e replicare ciò che ha fatto sulla musica, ovvero acquistare Beats per 3 miliardi di dollari e rinominarla Apple Music? A differenza di Disney però, Netflix rappresenterebbe uno strumento di marketing per incrementare le vendite dei suoi device, quindi è evidente che il prezzo cui è disposta a pagare rischia di essere inferiore rispetto alle altre pretendenti. Infine c’è Amazon che a oggi risulta essere uno dei principali concorrenti di Netflix, anch’esso distributore e produttore di contenuti di intrattenimento tra cui “Transparent” “Mozart in the Jungle” e l’ultimo “Crisis in Six Scenes” di Woody Allen. E’ evidente che l’acquisto di Netflix renderebbe l’offerta di Jeff Bezos ancora più ricca e fortemente integrata (ma forse con qualche problemino con l’Antitrust). Insomma, gli interessi e le strategie sull’acquisto di Netflix sono molti: la società con la N rossa non potrà a lungo vivere solo con le proprie risorse, quindi prima o poi sarà costretta a vendersi al miglior offerente. Tutto sta capire a chi e soprattutto quando. Le recenti grosse acquisizioni societarie ci hanno spiegato che nelle fusioni & acquisizioni il time-to-market è fondamentale e le dichiarazioni d’intenti valgono ben poco – il caso Vivendi-Mediaset Premium è ancora davanti ai nostri occhi.

venerdì 30 settembre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA 
Arriva da oggi "Luke Cage", super-eroe super-iore di "Daredevil" e "Jessica Jones"
Dopo Daredevil, il vendicatore cieco di Hell's Kitchen, vigilante di notte e avvocato di giorno, e Jessica Jones, investigatrice a tempo perso, ex-eroina ora ritiratasi a vita privata, tocca a Luke Cage: eroe sì, ma per caso. La sua storia inizia in galera (lo scopriremo dopo le prime puntate, in flashback studiati e precisi) e finisce ad Harlem. Tra i due estremi, una serie infinita di sparatorie, inseguimenti, tensione e scazzottate. Action come si deve. E anche qualche effetto speciale che, rispetto a Daredevil e a Jessica Jones, funziona molto meglio. La nuova serie tv di Netflix, in arrivo oggi, è una delle più politiche: i protagonisti sono tutti neri; Luke Cage incarna la riscossa, l'onestà e la voglia di fare di una comunità intera. Picchia, ma solo perché costretto. Non vuole visibilità, ma alla fine cede: è la chiamata dell'eroe. Luke Cage, il primo supereroe nero della Marvel. Una rivoluzione. E uno (di quattro) dei Difensori. Protagonista assoluto è Mike Colter: nero, enorme, muscoloso. Ha esordito sul piccolo schermo nel 2002, nel primo episodio di E.R. Alle musiche ci sono AG Shaheed Muhammad e Adrian Younge: è importante ricordarli perché Luke Cage non è solo una serie recitata, ma anche - e in un certo senso soprattutto - musicata. Ogni episodio (e in totale sono tredici, ciascuno lungo circa cinquanta minuti) è intriso di note: pop, rap, classica, leggera, rock. Le scene hanno il loro ritmo; e dopo i momenti - che pure ci sono - di sospensione, si riprende a tutta velocità. Inspira ed espira. Stringi i denti. Picchia duro. Luke Cage è l'ennesima serie sui supereroi, che usa i superpoteri come pretesto; quelle che racconta, alla fine, sono persone qualunque: con problemi qualunque. Proprio come prescrive Stan Lee, padre- padrone della Casa delle Idee. C'è Harlem, più che New York. I grattacieli lasciano il posto alle case popolari. Mattoni rossi e strade asfaltate. I proiettili rimbalzano. Luke Cage è invulnerabile. Ma sotto una pelle così dura, si cela un'anima spezzata: è il destino dell'eroe. E dietro la serie, c'è l'uomo: in questo caso Cho Hodari Coker, che ha abbracciato totalmente il progetto e che l'ha riadattato - perfettamente - ai tempi e al piccolo schermo. Il risultato (male è una serie accattivante e appassionante, con una storia intensa, di un uomo contro tutti, e di un quartiere e di una comunità intera. L'attualità c'entra e non c'entra. C'è qualche richiamo, certo. Ma l'ossatura è finzione - pura, bellissima e fumettosa. Tredici episodi, solo tredici: è la nuova hit di Netflix; preparatevi al binge watching". (Gianmaria Tammaro)

martedì 10 marzo 2015

NEWS - Oh mio Dio(trie)! Arriva "Daredevil" di Netflix! (Poster+Maxi Trailer)
Check out the first official image of Charlie Cox from Netflix’s upcoming series Marvel’s Daredevil and brand new max trailer! Blinded as a young boy but imbued with extraordinary senses, Matt Murdock (Cox) fights against injustice by day as a lawyer, and by night as the Super Hero “Daredevil” in modern day Hell’s Kitchen, New York City. The show will be the the first of four epic live-action adventure series, including Marvel’s A.K.A. Jessica Jones, Marvel’s Iron Fist, and Marvel’s Luke Cage, all leading up to the teaming of the main characters in Marvel’s The Defenders. Marvel’s Daredevil. will premiere its thirteen one-hour episodes on April 10 on Netflix!

martedì 30 settembre 2014

NEWS - Altro che fuga dai talk-show, è fuga dalla tv (tradizionale)! Il "binge-watching" sta seppellendo i palinsesti a colpi di "mò mi vedo quello che voglio, quando e quanto voglio io"! Il caso Netflix docet (e forse fa un pò paura...)

Articolo di Lorenzo Soria per "La Stampa"
La seconda stagione di House of Cards ha avuto il suo debutto italiano martedì. E per i fan della serie è stato un episodio scioccante, che li ha lasciati col desiderio di arrivare al più presto a martedì prossimo e poi a quello dopo ancora, di sapere in quali perfide trame ci trasporterà Kevin Spacey nella sua interpretazione del cinico e perfido Frank Underwood, diventato ora vice presidente.  Negli Usa, la seconda stagione della serie è andata in onda invece alla mezzanotte del 14 febbraio, giorno di San Valentino. Una strana scelta di palinsesto per celebrare la festa degli innamorati. Ma oltre che il potere, Underwood ama a suo modo anche la moglie Claire, manipolatrice quanto lui e interpretata da Robin Wright. E poi Netflix, che ha prodotto la serie ed è uno dei protagonisti più interessanti della nuova televisione con 50 milioni di abbonati in oltre 50 paesi, quella notte non ha messo a disposizione solo il primo episodio. Ha reso possibile scaricare via streaming tutti e 13 gli episodi della seconda stagione e gran parte dei fan lo show se lo è visto così, divorandolo tutto in una volta. «Binge-watching», chiamano la nuova tendenza. O «Binge-viewing», una scorpacciata di tv da cui c’è chi ne esce ipnotizzato, chi stravolto e chi totalmente assuefatto e chiedendo di più.  Adattamento americano di una popolare serie della Bbc degli Anni ’90 ispirata all’omonimo best seller di un ex consigliere di Margaret Thatcher, Michael Dobbs, House of Cards ha tra i suoi produttori David Fincher, il regista di Seven e di The Social Network, che ha anche diretto alcuni episodi. Ed ha al suo centro Spacey, due Oscar (I soliti sospetti, American Beauty), che interpreta con gusto la parte del machiavellico personaggio di Underwood. 
«Netflix non ha inventato il binge-watching, il tutto è iniziato con i cofanetti di Dvd - precisa l’attore -. Ma siamo la prima serie che ha usato questo tipo di distribuzione. E Netflix è stato molto coraggioso nel fare questa scelta, che significa prestare attenzione a ciò che chiede il pubblico. La gente non vuole sintonizzarsi ogni martedì a una certa ora prestabilita, ma guardare gli show più amati come dove e quando gli fa comodo. Vuole avere controllo». 
Come con House of Cards, Netflix ha seguito lo stesso modello di distribuzione dei suoi altri show: ci sono state scorpacciate di Orange Is the New Black, di Hemlock Grove e lo stesso accadrà quando saranno pronte le nuove serie tv originali nate da un accordo con la Marvel: Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist e Luke Cage.
Ma con cofanetti di Dvd, scaricando via streaming o col video on demand così ormai fanno tutti. Tra gli show più popolari per chi si dà alle scorpacciate tv, ci sono Breaking Bad, Scandal, Game of Thrones, Downton Abbey. Ma c’è anche chi preferisce andare indietro nel tempo e qui spiccano I Soprano, Sex and the City, Six Feet Under, Veronica Mars e Friends. Ma perché show televisivi e non film? C’e chi fa anche le scorpacciate di cinema, ma a meno che non si tratti di saghe come Il padrino o Il Signore degli anelli, in due ore un film è finito. La televisione offre invece un universo nel quale ci si può immergere totalmente, con personaggi che restano lì, fedeli, ora dopo ora e dopo altre ore ancora. Un fenomeno che ha implicazioni anche sanitarie, con chi si occupa di salute pubblica che lancia l’allarme che rischiamo di diventare ancora più sedentari. Ma il «Binge-watching» continua inarrestabile, con studi che indicano che sta colpendo anche quelli che normalmente non seguono la televisione o non ne hanno il tempo.
Come Barack Obama, che fa un mestiere che la notte di San Valentino gli ha impedito di passare un’intera nottata davanti a un laptop a godersi con Michelle la nuova stagione di House of Cards. E che via Twitter ha implorato di non rivelargli la trama. «Non rovinatemelo», ha scritto.

mercoledì 27 agosto 2014

NEWS - Netflix diventa Marvel(lous)! Dopo la murata degli Emmy, una new wave di comics fatti tv a partire da "Daredevil" (più titoli pop da nerd e meno da intellettualoidi il nuovo diktat?)

News tratta da Uproxx.com
Here’s what we currently know about Netflix’s Marvel series: There are four of ‘em (Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist, and Luke Cage) leading into a team up (The Defenders), and one is currently shooting. But that doesn’t mean there aren’t the occasional updates, like from Netflix’s CCO Ted Sarandos.
Sarandos recently spoke to Empire, and while he didn’t give away any massive spoilers, he did drop a few hints. For example…
“Right now, the writers’ rooms are open and they’re looking at casting Jessica. If you sense some hesitation in my voice, that’s classic Marvel fashion. They like to keep that veil of secrecy. But Daredevil is already shooting, since that’s out first. Eventually the series will run very close together. You can then have a separate season where the characters will cross over.”
As for the tone of the shows, expect The Wire more than The Avengers:
“The series will not be afraid to go darker than the film did. What we love about this particular set of heroes is that they’re a little more down to Earth. Costume wise and also in that these are gritty crime stories, more in the streets than in the clouds.”
It seems that these series will overlap at least somewhat in how they’re released, which is good for those of us taking a sick day and binge-watching the whole thing. As for how they’ll work out, we won’t know for sure until May 2015, when Daredevil premieres.

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