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venerdì 30 settembre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA 
Arriva da oggi "Luke Cage", super-eroe super-iore di "Daredevil" e "Jessica Jones"
Dopo Daredevil, il vendicatore cieco di Hell's Kitchen, vigilante di notte e avvocato di giorno, e Jessica Jones, investigatrice a tempo perso, ex-eroina ora ritiratasi a vita privata, tocca a Luke Cage: eroe sì, ma per caso. La sua storia inizia in galera (lo scopriremo dopo le prime puntate, in flashback studiati e precisi) e finisce ad Harlem. Tra i due estremi, una serie infinita di sparatorie, inseguimenti, tensione e scazzottate. Action come si deve. E anche qualche effetto speciale che, rispetto a Daredevil e a Jessica Jones, funziona molto meglio. La nuova serie tv di Netflix, in arrivo oggi, è una delle più politiche: i protagonisti sono tutti neri; Luke Cage incarna la riscossa, l'onestà e la voglia di fare di una comunità intera. Picchia, ma solo perché costretto. Non vuole visibilità, ma alla fine cede: è la chiamata dell'eroe. Luke Cage, il primo supereroe nero della Marvel. Una rivoluzione. E uno (di quattro) dei Difensori. Protagonista assoluto è Mike Colter: nero, enorme, muscoloso. Ha esordito sul piccolo schermo nel 2002, nel primo episodio di E.R. Alle musiche ci sono AG Shaheed Muhammad e Adrian Younge: è importante ricordarli perché Luke Cage non è solo una serie recitata, ma anche - e in un certo senso soprattutto - musicata. Ogni episodio (e in totale sono tredici, ciascuno lungo circa cinquanta minuti) è intriso di note: pop, rap, classica, leggera, rock. Le scene hanno il loro ritmo; e dopo i momenti - che pure ci sono - di sospensione, si riprende a tutta velocità. Inspira ed espira. Stringi i denti. Picchia duro. Luke Cage è l'ennesima serie sui supereroi, che usa i superpoteri come pretesto; quelle che racconta, alla fine, sono persone qualunque: con problemi qualunque. Proprio come prescrive Stan Lee, padre- padrone della Casa delle Idee. C'è Harlem, più che New York. I grattacieli lasciano il posto alle case popolari. Mattoni rossi e strade asfaltate. I proiettili rimbalzano. Luke Cage è invulnerabile. Ma sotto una pelle così dura, si cela un'anima spezzata: è il destino dell'eroe. E dietro la serie, c'è l'uomo: in questo caso Cho Hodari Coker, che ha abbracciato totalmente il progetto e che l'ha riadattato - perfettamente - ai tempi e al piccolo schermo. Il risultato (male è una serie accattivante e appassionante, con una storia intensa, di un uomo contro tutti, e di un quartiere e di una comunità intera. L'attualità c'entra e non c'entra. C'è qualche richiamo, certo. Ma l'ossatura è finzione - pura, bellissima e fumettosa. Tredici episodi, solo tredici: è la nuova hit di Netflix; preparatevi al binge watching". (Gianmaria Tammaro)

1 commento:

nanni ha detto...

buona serie, girata molto bene, superiore alle ultime supereroiche, ma non capolavoro assoluto...secondo me

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