Martin Landau non è morto.
— Leo Damerini (@LeoDamerini) 17 luglio 2017
E' solo partito per un lungo viaggio a bordo di un'Aquila.https://t.co/9pUhWmzOYq #Spazio1999
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lunedì 17 luglio 2017
E' morto #MartinLandau di #Spazio1999 e #MissioneImpossibile. https://t.co/2QheCXp0IZ via @variety
— AccademiaTelefilm (@AcademyTelefilm) 17 luglio 2017
giovedì 27 dicembre 2012
NEWS - Supermarionation no more! Addio Gerry Anderson, ideatore di "UFO", "Spazio 1999" e "Thunderbirds"
Articolo tratto da "The Guardian"
Articolo tratto da "The Guardian"
Gerry Anderson, best known as the creator of Thunderbirds, has died at the age of 83. The film and television producer, whose credits also included the puppet shows Captain Scarlet and Joe 90 had suffered for several years with mixed dementia and died in his sleep, his son announced on Wednesday.
The news was announced on his son Jamie Anderson's website. He wrote: "I'm very sad to announce the death of my father, Thunderbirds creator, Gerry Anderson. He died peacefully in his sleep at midday today (26th December 2013), having suffered with mixed dementia for the past few years. He was 83."
He requested that any fans wishing to make donations in honour of his father should contribute to the Alzheimer's Society.
His website also included a tribute written by his fan club, known as Fanderson. Nick Williams, chairman of the club, said: "To those who met him Gerry was a quiet, unassuming but determined man. His desire to make the best films he could drove him and his talented teams to innovate, take risks, and do everything necessary to produce quite inspirational works. Gerry's legacy is that he inspired so many people and continues to bring so much joy to so many millions of people around the world."
Gerald Alexander Anderson – famous for the use of "Supermarionation", or the use of modified puppets – was born in 1929 in Hampstead, north London, and began his career as a film trainee at the Ministry of Information before starting work at Gainsborough Pictures. He later set up AP Films with some friends.
With commissions thin on the ground Anderson and his team were eager to produce their first puppet show The Adventures Of Twizzle. Others including Torchy The Battery Boy, and Supercar followed. Success continued with Fireball XL5 and Stingray. But it was Thunderbirds, filmed on the Slough Trading Estate in Berkshire and first broadcast in 1965 that made his name. With the catchphrase "Thunderbirds are go!", the programme revolved around International Rescue, a secret emergency service run by the Tracy family aided by London agent Lady Penelope and her butler, Parker.
In 1966, Thunderbirds was made into a major feature film for United Artists, Thunderbirds Are Go, which was followed by a sequel, Thunderbird 6.
Anderson moved towards live action productions in the 1970s, producing Space: 1999. In the 1980s, a burst of nostalgia for his Supermarionation series led to the commission of new productions, including a remake of Captain Scarlet. New Captain Scarlet, a CGI-animated reimagining of the 1967 series, premiered on ITV in the UK in 2005. He also worked as a consultant on a Hollywood remake of his 1969 series UFO, directed by Matthew Gratzner.
Anderson was a one-of-a kind film and television producer, who had far-reaching influence, according to his fan club dedication. "Anderson's unique style of filmmaking influenced the imaginations and careers of countless creatives that succeeded him, and his productions continue to be shown around the world to new generations of fans," it read.
Television presenter Jonathan Ross praised his work, tweeting: "Sad news. Gerry Anderson RIP. For men of my age his work made childhood an incredible place to be."
The producer was diagnosed with mixed dementia two years ago and his condition had deteriorated over the past six months and he had moved into a care home in October. He also worked as an ambassador for The Alzheimer's Society, to raise awareness and money for the treatment of the disease. Gerry Anderson leaves three children from former marriages, Joy, Linda and Gerry Junior, his son Jamie and widow Mary.
sabato 25 aprile 2009

LA VITA E' UNA COSA SERIAL - Lo tsunami Maya: il Venerdì 13 della tv italianaLa notizia ha dell'incredibile. E mai termine fu più azzeccato: "Incredibile" come il titolo dello show più delirante mai concepito, perdipiù affidato a quella Miss Flip&Flop che risponde al nome di Veronica Maya, una che colleziona insuccessi come le biglie di Gimondi, una che quando le cancellano sistematicamente i programmi che presenta comunica che sì le dispiace, ma che intanto si prepara per il suo prossimo impegno (fornendo particolari sulla messa in onda del prossimo titolo-flop anche se mancano 6 mesi alla trasmissione); una delle ormai leggendarie Del Noce's Angels, una che al confronto della collega di scuderia delnociana Caterina Balivo rischia di passare simpatica, alla mano e senza troppe pretese. Insomma, per farla breve con un flashback alla "Lost", tutto è successo nella tarda serata di venerdì 13 marzo, una data che già doveva mettere in allerta i telespettatori più superstiziosi. Dopo la cancellazione di "Incredibile" su Raiuno che aveva toccato il fondo del 12% di share, Del Noce pensava bene di sostituire la Maya con un collega dal più alto pedigree ("Il Commissario Rex"), lasciando via libera a "X-Factor" (Raidue) di spostarsi al martedì per liberarsi dalla concorrenza delle tettone del "Grande Fratello" al lunedì. L'arrocco Rai provocava una contro-mossa Mediaset che muoveva la Regina De Filippi all'attacco, marcando i seguaci di Giusy Ferreri con i fanatici di Marco Carta. Ma non solo (e qui viene il punto): la serata "CSI" di Italia 1 si spostava di conseguenza al giovedì, mentre i cugini italiani dei "RIS" di Canale 5 traslocavano le piastrine al mercoledì. Uno tsunami di variazioni che mai come questa volta conquistava le prime pagine dei giornali (compresa l'impegnata "la Repubblica"): anche perchè a dar fuoco alla miccia contribuiva la dichiarazione della De Filippi di non essere d'accordo sullo spostamento (soprattutto in vista delle semifinali e finali di "Amici"). Senza prendere le parti di nessuno - non è questo che interessa - la notizia è un'altra: che nessun giornale (o quasi) ha dato notizia dello spostamento di "CSI" (e dei poveri "RIS"), preferendo puntare tutto il piatto sulla polemica De Filippi-Mediaset. Una diatriba più che altro ad uso giornalistico che è andata avanti per alcuni giorni (compresa l'ipotesi di un collegamento tra "Amici" e "X-Factor"), dimenticandosi del povero Grissom che, lungimirante come ha dimostrato di essere nel corso degli anni, aveva già fatto le valigie pronto a traslocare. Poi ci si sorprende se i giornali perdono copie! Certo, poi verrebbe da dire: poi ci si sorprende se la tv generalista perde spettatori! Ma la notizia più succulenta, che solo noi di "Telefilm Magazine" siamo in grado di darvi è un'altra, davvero....incredibile. La vera Maya che ha scatenato il putiferio più memorabile degli ultimi anni televisivi non era in realtà la Veronica delnociana, ma la fedelissima del Comandante Koenig di "Spazio: 1999". Capace di trasmorfarsi in qualsiasi entità umana ed animale, la nostra ha strabuzzato gli occhi e si è incarnata nell'essere più orripilante del sistema solare: la conduttrice di "Incredibile". Una volta mancatole l'aria (leggi: gli ascolti), Maya è fuggita dal corpo di Veronica e si è tramutata nel "Commisario Rex", preferendo gli uncini delle zecche a quelli dell'Auditel. Piuttosto che ospitare anch'essa Fiorello per pubblicizzare il suo show su SKY, la "spaziale" Maya si sarebbe fatta venire il pelo sullo stomaco (e non solo lì) rifiutando la proposta. Infine la trasformazione più difficile di tutta la sua vita: con un triplo salto mortale Maya è diventata metà Maionchi e metà De Filippi, un mostro della laguna nera da far ribrezzo ai più. Ma non alla stampa, per la quale c'è sempre un mostro, credibile o meno, da sbattere in prima pagina. (Articolo di Leo Damerini pubblicato su "Telefilm Magazine" di Aprile)
lunedì 4 febbraio 2008
NEWS - Ultima ora, Base Alfa in lutto! Addio a Barry Morse di "Spazio 1999"Londra, 4 feb. - (Adnkronos) - L'attore inglese Barry Morse, indimenticabile interprete della serie tv di culto "Spazio 1999" degli anni Settanta, e' morto all'eta' di 89 anni. Nel popolare telefilm fantascientifico ambientato sulla base lunare Alfa, Morse interpretava il personaggio del professor Victor Bergman, il principale collaboratore del comandante Koenig (Martin Landau) e della dottoressa Russell (Barbara Bain). Nato a Londra il 10 giugno 1918 nel quartiere operaio dell'East End, Barry Morse inizia la sua carriera di attore a 15 anni con il conseguimento di una borsa di studio alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra . Dopo la laurea partecipa con successo a diverse produzioni teatrali nel Regno Unito e appare alla fine degli anni '30 nelle prime trasmissioni televisive della Bbc. Nei primi anni '50 Morse si trasferisce in Canada dove lavora in teatro, in radio e nelle prime trasmissioni della tv canadese. Nonostante la sua principale attivita' si sia svolta in serie drammatiche degli anni '50 e '60, Barry Morse e' principalmente ricordato per i suoi ruoli televisivi come il tenente Gerard in "Il fuggitivo" e come il professor Bergman in "Spazio 1999". La sua carriera, nell'arco di piu' di sessant'anni conta circa tremila ruoli differenti fra radio, tv, teatro e cinema e svariati riconoscimenti. Sul grande schermo ha interpretato tra gli altri film "Al lupo al lupo" del 1982, diretto da Carlo Verdone, "Squilli di morte" del 1980 di Michael Anderson e "Jack London Story" del 1979.
martedì 26 settembre 2006

SGUARDO FETISH - Videochiamami dallo spazio: i cellulari ante-litteram di "Star Trek" e "Spazio: 1999"E' da 1X2. Nel derby tra "Star Trek" serie classica e "Spazio: 1999" non saprei cosa scegliere: era meglio il Comunicatore del Capitano Kirk o quello del Comandante Koenig? In pratica è come se mettessimo a confronto la TIM e 3: se il primo lo usava come un antesignano dei moderni Motorola ed era solo vocale, il secondo poteva anche vedere l'interlocutore (più che altro quello sfigato di Carter, il cameriere delle Aquile). Forse vi viene da dire che stanotte potrete dormire lo stesso, ma è stato uno dei quesiti che ha caratterizzato una generazione. Come quando a Subbuteo dovevi scegliere tra l'Italia e l'Inghilterra, le due squadre che ti ritrovavi nella scatola basic: se facevi navigare l'immaginazione, l'Inghilterra poteva essere la Germania (i pantaloncini erano talmente blu scuro che li potevi scambiare per neri). Oppure quando lo Slaim venne surclassato dalla Micronite, la classica pista Polistil superata in curva dalla Sorpasser...Ma, tornando in argomento, sono i due capoccia dello spazio ad aver lanciato due gadget che in qualche modo hanno anticipato i tempi. Il primo lo attivava con una spavalderia degna di un abbonamento "più chiami e più ti ricarichi": Kirk teneva il Comunicatore in qualche posto sul di dietro e quando c'era un'urgenza lo estraeva senza sforzi e senza che il ciuffo si scomponesse più di tanto (qualche maligno ha detto che non lo poggiava all'orecchio come qualsiasi umanoide avrebbe fatto per non rovinarsi la scultorea capigliatura). Più isterico Koenig: con quel suo antenato del Nokia primo modello, che se lo tenevi in tasca la dottoressa Russell ti poteva chiedere: "è il Comunicatore o sei solo contento di vedermi?", aveva un rapporto al limite del collerico; ne sentiva l'esigenza per lanciare allarmi o per videochattare a luci rosse con quella figona trasformista di Maya (magari le chiedeva di fare la "porca" e lei, zac, detto fatto, si trasmutava e grugniva nel mini-schermo del videotelefonino ante litteram); per attivarlo pigiava il bottone come se stesse schiacciando una cimice che ti ha rotto le palle per ore, ben sapendo che la sua fine avrebbe coinciso con una puzza tremenda. Se ci fosse una compagnia telefonica che si vuol distinguere, potrebbe puntare su uno spot del genere: Kirk e Koenig che si videochiamano dandosi appuntamento da qualche parte lassù nello spazio. Enterprise chiama Aquila. Se Fonzie è salito su una Citroen, potrebbe accadere anche questo. Il tenente Uhura ministra con portafogli di tutti i gestori telefonici della galassia, questo vorremmo. Andare in giro per Corso Buenos Aires e quando ti fermano per venderti l'ennesima borsa tarocca estrarre il Comunicatore d'ordinanza e sapere che lassù c'è sempre qualcuno che ti ascolta, pronto a teletrasportarti via. I Comunicatori di un tempo avrebbero però dovuto darci una lezione, in vista dei cellulari di oggi. A volte è meglio staccare la spina, il ricaricatore, la memory card. Abbandonarsi ai nostri mondi di cartapesta come Kirk, guardare fuori dall'oblò come Koenig, accorgersi che la nostra astronave a volte va alla deriva e non c'è alcun segnale che ci possa salvare. Così ossessivamente sempre rintracciabili, che se dimentichi il cellulare a casa ti senti perso, staccato col mondo. Con l'universo. Laggiù nello spazio profondo, dove nessuna compagnia (telefonica) può arrivare e dove la disperazione diventa angoscia quando ti accorgi che non c'è più speranza perchè non c'è più campo.
(Articolo di Leo Damerini tratto dal numero di Settembre di "Telefilm Magazine")
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