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mercoledì 30 giugno 2010

NEWS - Dal Grande Fratello al Grande Sfracello. Parabola in ascesa di Pietro Taricone, attore senza paracadute
Pietro Taricone è partito dal basso. Da rasoterra. Dal "Grande Fratello" identificato con la tv-trash. Poi come una farfalla è diventato qualcosa di inaspettato: attore. Attore dichiarato. In realtà aveva già "recitato" nel GF: la parte del macho "se t'acchiappo te tronco", al pari dei colleghi del GF in Germania, Gran Bretagna, Spagna...secondo l'ormai nota sceneggiatura global del format.
Successivamente il miracolo: Muccino al cinema e, soprattutto, l'esordio in "Codice Rosso" (2006), dove era un pompiere più credibile di Alessandro Gassman (il "sorpasso" lo sottolineò pure Aldo Grasso). S'improvvisò attore senza tuta ignifuga, senza retaggi di buona dizione, senza la ricercatezza che talvolta rende "finti". Senza paracadute.
Ma è stato con "La Nuova Squadra" che Pietro è diventato più guerriero che mai, e non solo sul set. Quando ad una conferenza stampa di presentazione della nuova stagione si ribellò criticando la sceneggiatura di una serie che, benchè girata per le strade di Napoli, non prevedeva alcun riferimento all'emergenza spazzatura. Dichiarazioni che fecero sobbalzare il direttore di Raitre Ruffini che replicò che non era compito della fiction risolvere il problema e che spettava ai telegiornali parlarne. Fu in quel momento che Pietro spiccò il volo. Dalla spazzatura (trash) verso l'alto. Non il contrario.

mercoledì 18 marzo 2009

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

L'ESPRESSO
Maria in the Sky (with diamonds)
"Su Italia 1 e Raidue vanno in onda tutti telefilm che io ho gia' visto e stravisto su Sky. Se i telespettatori iniziano a comportarsi come me, la preoccupazione ci deve essere eccome!".
(Maria De Filippi, 13.02.2009)

D - LA REPUBBLICA DELLE DONNE
Un fantastico mondo, se c'è Alicia
"Messa così sembra una rubrica di Maurizio Milani. Invece è per dire che le passioni virtuali sono cose serie, e che a ripetere lo stesso concetto per Nicole Kidman o Charlize Theron sono capaci tutti. Invece Alicia Coppola. Nulla in comune con Francis Ford, è un'attrice di serie tv, livello medio-basso. La prima volta fu in un episodio di 'CSI', era l'assassina che uccideva per bere il sangue di cui aveva bisogno per una rara malattia. Poi un ruolo importante nella serie 'Jericho' passata su Raidue con scarse fortune - ma sono usciti da poco i dvd. Per noi fu folgorante la presenza in un solo episodio del bellissimo 'Huff', su Italia 1: la scena in cui sta quasi combinando con il mastodontico Oliver Platt è da antologia (sul più bello, la cena al ristorante di lusso, lui crolla di schianto, paga il conto e se ne va). Ha 40 anni, una bambina di 6, vive a Manhattan. Non vogliamo saperne di più. Ognuno sostituisca Alicia con un'altra scelta (vietate quelle famose, ripetiamo), sono passioni così, che alleviano l'esistenza".
(Antonio Dipollina, 31.01.2009)

IL GIORNALE
Er boccone dei Cesaroni
"Forse il segreto principale del perdurante successo de 'I Cesaroni' sta nell'aver fatto digerire quell'intonazione romanesca che in molte altre fiction gran parte del pubblico sopporta mal volentieri".
(Roberto Levi, 10.02.2009)

TV SORRISI E CANZONI
Lancio del...Pietro
"Ho chiesto io di uscire dalla 'Squadra', perchè non ero d'accordo con le scelte del direttore creativo: la serie era diventata troppo buonista: non faceva più per me".
(Pietro Taricone, 02.02.2009)

IL MATTINO
Salvate 'La Nuova Squadra'!
"E' folle pensare di cancellare 'La Nuova Squadra'. Questa fiction fa lavorare tanta gente di Napoli a Napoli. E' un esperimento unico di coproduzione tra Rai e privati (Grundy), è girata non in appalto ma solo con troupe interne Rai e in dieci anni ha permesso di costruire professionalità altissime".
(Rolando Ravello, 01.02.2009)

CORRIERE DELLA SERA
"30 Rock", il (terzo) calore del cult

"Il segreto di un programma comico tv consiste nello sprigionare il «terzo calore». Difficile spiegare cosa sia, anche perché il suo teorizzatore è un produttore di forni elettrici, dotati appunto di «terzo calore». Sta di fatto che quando al comando della Nbc, dove si produce lo show 'The Girlie Show' (Tgs), arriva Jack Donaghy (uno strepitoso Alec Baldwin) che è anche manager della General Electric (Ge), tutti sono costretti ad accettare questa teoria. '30 Rock' (indirizzo del Rockefeller Center di New York dove hanno sede gli studi televisivi della Nbc) è la storia di uno show chiamato inizialmente Tgs e che assomiglia molto al 'Saturday Night Live' (Snl). Alla guida del programma c’è Liz Lemon (la bravissima Tina Fey, autrice storica del Snl) costretta, per salvare Tgs e i suoi amici, ad accettare la teoria del «terzo calore» imposta dal marketing e che consisterebbe nell’arruolare dalla prima puntata una star della tv trash, un divo di colore che ha fama di essere cretino e psicopatico, tale Tracy Jordan (Tracy Morgan). Che però in video funziona, eccome. '30 Rock' è una delle più sottili e straordinarie prese in giro del mondo della tv. L’intelligenza più sofisticata (Tina Fey) si mette in discussione, confrontandosi con il «calore» della tv più popolare e dozzinale. In Italia, 30 Rock dovrebbe diventare un testo obbligatorio per le Università che si occupano di comunicazione e marketing, per master sulle sceneggiature, per autori comici televisivi, specie per quelli che si esercitano nel difficile compito di mettere in scena la tv sulla tv. Questa serie pluripremiata ha un solo difetto: è troppo raffinata. Molte battute sono intraducibili, molte situazioni sono riferite a circoli di New York. Persino la pezzatura, 25 minuti, non è da standard italiano. Eppure, anche nella traduzione, '30 Rock' resta un piccolo gioiello di intelligenza e di spirito".
(Aldo Grasso, 31.01.2009)

LA STAMPA
Telefilm italiani: la tragedia di un genere ridicolo
"Se Scorsese produce una serie su Lucky Luciano, Spielberg ha prodotto il telefilm 'Taken', Tom Hanks 'Big Love' sui mormoni poligami e i fratelli Scott la rivoluzione dei 'Numbers'. L'industria tv americana non ha tra i suoi difetti la paura dei delitti nazionali, della storia e del presente. E i finanziatori li trova. E noi? Commissari a volontà: il bello, il comico e il nevrotico occhieggiano in contemporanea sui nostri teleschermi. Molto amore, mamme che si sacrificano, balli in costume, i capitoli della Bibbia, la comica finale. Alla famiglia allargata si arriva, ma con l'obbligo di buttarla in commedia".
(Alessandra Comazzi, 02.02.2009)

lunedì 2 febbraio 2009

NEWS - Ce ne faremo una ragione. Taricone salta dalla "Squadra" che affonda...
(ANSA) - ROMA - ''Ho chiesto io di uscire da La Squadra perche' non ero d'accordo con le scelte del direttore creativo: la serie era diventata troppo buonista, non faceva piu' per me''. Pietro Taricone spiega cosi', in un'intervista esclusiva pubblicata nel numero di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola, le ragioni per cui lascera' la serie poliziesca nella quale interpretava il corrotto Vito Sorrentino. Prima di vedere su Raitre l'episodio con l'addio al suo personaggio, l'attore sara' al cinema, ad aprile, nel film a episodi ''Feisbum! ResisteRete?'' sul fenomeno Facebook. Ma l'ex ''guerriero'' della prima edizione del Grande Fratello non lascera' il mondo delle fiction di successo. Quasi certamente fara' ancora parte del cast di ''Tutti pazzi per amore 2'', dopo la partecipazione da ''guest star'' alla prima fortunata serie ancora in onda su Raiuno.

lunedì 10 marzo 2008

NEWS - Taricone for President! Al via "La Nuova Squadra" di Napoli, ma dei rifiuti non c'è traccia! L'ex guerriero del GF, tra gli interpreti, protesta saggiamente (!), ma l'ideatore della serie gli ribatte: "di immondizia se ne parla già troppo". E il Direttore di Raitre rintuzza: "di immondizia si occupano altri programmi". Ecco perchè non saremo mai come l'America dei telefilm...(sigh!)
(ANSA) - ROMA - Azione, ritmo serrato, nessun buonismo, il nuovo commissariato Spaccanapoli diretto da una donna del Nord, il vicequestore Paola Ricci (Lisa Galantini) e Pietro Taricone nel ruolo dell'ispettore della sezione dei Falchi, Vito Sorrentino: e' "La Nuova Squadra", la ormai storica lunga serie di Raitre (la lunga serialita' piu' lunga della tv italiana) che dopo otto anni si rinnova completamente, in onda per 22 serate, girate in alta definizione, da mercoledi' 12 marzo in prima serata su Raitre. Ma si potrebbe fare ancora di piu' per far vedere la realta' che ci circonda dice Pietro Taricone lanciando una sfida: ''siamo tra cumuli di immondizia e politici corrotti, perche' non usare la fiction, un prodotto innovativo come questo, in una rete che e' quella giusta, per raccontare questa realta'?''. ''Con la fiction - dice Taricone - bisogna osare in un senso o nell'altro: o farne puro e sano intrattenimento oppure usarla per raccontare cose che hanno un diretto effetto sulla realta', facendo arrivare anche al pubblico che non guarda la Gabanelli queste cose. E' un racconto che potrebbe avere degli effetti, per quelli che non vanno a votare, per i ragazzi che ci guardano''. ''Il racconto dei problemi di oggi - spiega il direttore di Raitre, Paolo Ruffini - lo facciamo con gli altri programmi. Con la fiction abbiamo un'altra dimensione. Dei rifiuti di Napoli abbiamo parlato ieri sera con l'inchiesta di Milena Gabanelli. Tutta Raitre ha la caratteristica di fare un intrattenimento che faccia pensare. Se ci ponessimo l'idea di raccontare i problemi di Napoli oggi in una fiction dovremmo farlo in modo diverso. Abbiamo pensato di rinnovare 'La Squadra' perche' ci sembrava e i dati ce lo confermano che ci fosse una stanchezza in quel racconto. Tutti i nostri programmi sono quotidianamente monitorati''. Francesco Nardella, di Rai Fiction, fa notare che ne "La nuova Squadra" vengono ''poste una serie di domande che riguardano la citta': il problema della contraffazione, dei consiglieri che parcheggiano in seconda fila'' e spostando la questione su una problematica piu' generale sottolinea che uno scrittore come ''Ermanno Rea e' arrivato a dire che la parola tolleranza a Napoli e' un disvalore''. ''Di immondizia se ne parla cosi' tanto che non serve parlarne ancora in una fiction. Vogliamo raccontare qualcosa di piu' profondo'' sottolinea lo sceneggiatore e ideatore della serie Claudio Corbucci. Ma Taricone insiste e dice: forse e' un'utopia ma ci vorrebbe il coraggio di osare con questo esperimento. Se dovesse succedere sarei felice di intraprendere questo percorso. Non ci prova nessuno, Fiorello ci ha provato dieci giorni fa a dire non ha andate a votare, e poi ha fatto marcia indietro''. E Taricone votera'? ''Questo - dice - e' un altro problema. Se non voti passi da un altra parte''. La nuova serie, prodotta da Rai Fiction, Grundy Italia e il Centro di Produzione Rai di Napoli, vede Rolando Ravello al suo esordio nella lunga serialita' nel ruolo di Sergio Vitale, capo della sezione dei Falchi, che adotta una strategia di contenimento del crimine, opposta ma capace di convivere con quella di attacco frontale alla delinquenza del vicequestore Ricci. Nel cast anche Ciro Esposito, Duccio Giordano e Tony Sperandeo. Cinque i registi: Cristiano Celeste, Luca Facchini, Gianni Leacche, Isabella Leoni e Donatella Maiorca. Ambientata nei vicoli del centro di Napoli, dove la criminalita' e' frammentata e piu' difficile da controllare, 'La nuova Squadra' entra nel cuore della citta' lasciando spazio al vissuto dei personaggi che ''sono piu' importanti delle storie'' dice Nardella. ''L'ispettore Sorrentino e' un sano confuso, sara' difficile non affezionarsi'' conclude Taricone.

lunedì 13 novembre 2006

NEWS - Al fuoco, al fuoco! Da giovedì parte "Codice Rosso", la prima serie tv sui pompieri italiani
(ANSA) - Roma, 13 nov - Spettacolare, ad alta tensione, ricca di effetti speciali, arriva la prima fiction sui vigili del fuoco, l'unica 'divisa' che mancava all'appello dopo tanti poliziotti, carabinieri e preti. 'Codice Rosso', sei puntate per cominciare (a primavera la seconda serie di 13 puntate ora in fase di scrittura), in onda il giovedi' in prima serata su Canale 5 racconta l'eroismo quotidiano di una squadra di pompieri. Al Mip di Cannes e' gia' stata venduta, prima ancora di sapere come andra' con gli ascolti, alla tv francese e ad un prezzo degno di una serie americana. E questo, ha osservato Guido Barbieri, direttore area diritti e produzioni della fiction Mediaset, e' certamente un bel segnale. A guidare la squadra c'e' Alessandro Gassman. Con lui Antonello Fassari, ex caposquadra e 'coscienza' del protagonista e un gruppo di giovani in cui spiccano il vincitore morale del primo "Grande Fratello", Pietro Taricone; Claudio Gioe', Silvio Laviano, Ilaria Spada. La regia e' di due giovani Monica Vullo e Riccardo Mosca, gli stessi che hanno portato al successo
'Distretto di polizia'. Prodotta da Cattleya, la fiction e' stata presentata oggi a Roma a Via Genova nel comando dei vigili del fuoco, mentre le riprese della caserma sono state tutte realizzate nella antica caserma della Stazione Ostiense, realizzata alla fine degli anni '20. "Non volevamo cadere nella retorica, ma al tempo stesso - ha proseguito Barbieri - intendevamo rappresentare i rischi quotidiani al servizio della popolazione di questi pompieri che lavorano con grande motivazione, senso del dovere, spirito di servizio e generosita', senza un congruo riscontro economico". Tra tante fiamme si fa largo in ogni puntata la storia privata di questo gruppo, vicende amorose o semplicemente di commedia (affidate soprattutto a Taricone) per alleggerire l'atmosfera. Emozione e non tensione era l'obiettivo. Non del tutto riuscito visto che il direttore centrale per l'emergenza, il capo operativo dei vigili in sostanza, l'ingegnere Alessio Pini ha diplomaticamente fatto capire che si e' un po' calcata la mano sugli effetti. "Il rischio e' il nostro mestiere, ma dobbiamo avvertire le nostre famiglie che su Canale 5 vedranno una fiction - ha detto Pini, che era il capo della squadra che spense l'incendio del teatro La Fenice a Venezia - non vorrei si spaventassero. Le situazioni sono spettacolarizzate - aggiunge dopo l'incontro ufficiale - il frastuono che si sente nella fiction noi non lo viviamo. L'approccio al nostro lavoro avviene in sicurezza e tutti noi abbiamo elevata professionalita' per gestire gli interventi". No comment alla domanda se 'Codice rosso' sia fedele alla realta'. Questo nulla toglie alla produzione, durata piu' del solito, 30 settimane per 6 serate, e con un budget notevole, 9 milioni di euro con grande uso di effetti speciali durante il set e nella post produzione. Gli attori hanno fatto un corso di addestramento nella scuola di Montelibretti e hanno avuto l'affiancamento, anche durante certe scene, di veri pompieri. Le attrezzature "erano vere, pesanti - racconta Gassman - con situazioni al limite della nostra capacita' fisica. D'accordo, le fiamme erano ammaestrate, ma noi ci siamo sforzati di rendere credibile ogni cosa". Il progetto di 'Codice Rosso' ha avuto una lunga gestazione, l'idea e' antecedente alla tragedia dell'11 settembre, ha raccontato Maurizio Tini di Cattleya, e quella che va in onda e' la terza versione. il collegamento con i valorosi pompieri di New York ci sara' comunque: sabato a Roma, con Alessandro Gassman a dare il calcio d'inizio, ci sara' un quadrangolare di calcio a scopo benefico, in cui si affronteranno i vigili del fuoco di Roma con quelli di New York.

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