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mercoledì 7 agosto 2019

NEWS - Il trailer della 3° stagione di "Westworld" con i new entry Aaron Paul e Vincent Cassel!
Nuovi e inquietanti scenari e nuovi, straordinari ingressi nel cast per la terza stagione di "Westworld", la serie firmata HBO che arriverà in esclusiva per l’Italia su Sky nel 2020. Creata da Jonathan Nolan e Lisa Joy e prodotta – fra gli altri – da J. J. Abrams, la nuova stagione si svela per la prima volta nell’affascinante, enigmatico e per certi versi spiazzante trailer ufficiale. I nuovi episodi vedranno nel cast due new entry di altissimo livello, Aaron Paul nei panni di Caleb, un operaio che avrà una grande influenza su Dolores (Evan Rachel Wood), e Vincent Cassel nei panni di un nuovo villain.

venerdì 29 giugno 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Aiuto, siamo tutti sceneggiatori di serie tv (per la gioia degli showrunner). Il fanatismo seriale tra spoiler, teorie fantasiose spesso azzeccate, commenti accademici, recap e "Rickrolling"
"La domanda "Chi ha ucciso Laura Palmer?" riuscì a intrattenere gli spettatori per 17 episodi e sette mesi (cominciavano gli anni 90). La domanda "Chi ha sparato a J. R.?" li aveva in precedenza intrattenuti per 5 episodi e otto mesi (cominciavano gli anni 80). Gli spettatori italiani vivevano in un mondo tutto loro: negli Stati Uniti avevano già sparato a J. R. e noi mai avevamo visto il cattivo con il cappello texano e il ranch di Dallas. Esercizio pratico: calcoli il candidato quante ere televisive sono trascorse, facendo il confronto con la cagnara scoppiata quando all'inizio degli anni 10 si seppe - con largo anticipo - che Matthew di "Downton Abbey" moriva in un incidente proprio la notte di Natale (l'attore Dan Stevens preferiva Broadway e mollò la serie). Il prossimo traguardo (leggi: il prossimo traguardo finora conosciuto) è un fake di Jonathan Nolan e Lisa Joy, showrunner di "Westworld": la serie che quanto a complicanze e ribaltamenti fa sembrare "Lost" un racconto lineare. Una fake news creata ad arte, perché tale finora era il loro regno (prima di attaccare i lamenti per le ricadute nel reale, fate mente locale sul fatto che nel 1938 Orson Welles finse alla radio che i marziani erano sbarcati sulla terra e molti credettero alla notizia). Jonathan Nolan e Lisa Joy non hanno mai davvero pensato di riunire in un video di mezz'ora tutti i colpi di scena di "Westworld" seconda stagione. Allo scopo di placare i fanatici che dopo ogni puntata cercano di immaginare "come andrà a finire", mettendo la parola fine a una pratica che sui social mischia spoiler e fantasiose teorie. Anche sulla mania dei "recap" - minuziosi riassunti per chi ha perso la puntata, che in realtà servono a chi la puntata non l'ha affatto persa, ma come i maniaci (o i bambini) non si stanca di ascoltare sempre la stessa storia - ci sarebbe qualcosa da dire. Credevamo che l'ossessione per il commento fosse un'attività per noiosi accademici. Scopriamo che nell'èra della velocità e della distrazione ha insospettabili adepti. Motiva il fake (oltre a un giochetto che si chiama "Rickrolling" e consiste nel promettere video imperdibili, reindirizzando su un video musicale di Rick Astley datato 1987) la disperazione degli sceneggiatori. "Voi a scrivere siete tanti, e io a leggere sono solo" lamentava Massimo Troisi. "Noi a inventare trame siamo pochi, e voi a smontarle e anticiparle siete migliaia e migliaia" è il lamento degli showrunner, nell'era della sovrabbondanza televisiva. Matt Zoller Seitz sul New York Magazine - un fantastico numero tutto sulla tv- ricorda che la prima stagione di "Westworld" fu cambiata in corsa, i fan avevano azzeccato troppi dettagli guastando la sorpresa. Quando i fan scoprirono a metà stagione che in "Mr Robot" c'era un tocco di "Fight Club" (tanto per non fare altri spoiler) lo showrunner Sam Esmail lasciò la storia tale e quale. Una soluzione al "siamo-tuttisceneggiatori" ci sarebbe: mettere a fuoco meglio i personaggi e non puntare tutto sui colpi di scena". (Mariarosa Mancuso)

lunedì 30 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

IL FOGLIO
Se quella serie ritrovata di Fassbinder ricorda "Westworld" e "The Handmaid's Tale"
"Viene voglia di porre un argine ai drammi che stanno per abbattersi sullo spettatore seriale. Questa settimana su Hbo - per noi su Sky Atlantic, in contemporanea o in leggera differita, doppiati o sottotitolati, così si conquista il pubblico abituato al fai da te - è cominciata la seconda stagione di "Westworld", showrunner Jonathan Nolan e Lisa Joy. Ambientazione: un parco giochi per adulti, popolato di androidi da violentare e uccidere. Sennonché gli androidi son sempre a rischio di coscienza, o di qualcosa che alla coscienza somiglia (seguono complicazioni). Questa settimana su Hulu - per noi su TimVision, a 24 ore di distanza dalla messa in onda americana - comincia la seconda stagione di "The Handmaid's Tale", showrunner Bruce Miller. Ambientazione: Gilead, il regime teocratico dove non nascono quasi più bambini, e le poche donne fertili sono schiave e ridotte a fattrici. La stagione non era prevista nel romanzo di Margaret Atwood Il racconto dell'ancella, ma la scrittrice ha supervisionato gli orrori, ora estesi alle colonie. Sono state consultate l'Onu e le organizzazioni umanitarie, per evitare che una serie femminista scivolasse nel torture porn. Pare strano imbattersi, cercando un raggio di sole e un filo di speranza, in una serie girata da Rainer Werner Fassbinder per la Wdr, WestDeutscherRundschau. Il regista aveva appena girato "Le lacrime amare di Petra von Kant": la più amara delle storie lesbiche che sia mai capitato di vedere. Nulla lasciava immaginare una serie familiare e tutto sommato tranquilla come "Acht Stunden sind kein Tag", "Otto ore non fanno un giorno". Girato nel 1972, fu un grande successo popolare. Ma a differenza di "Berlin Alexanderplatz" - altre 14 puntate per la televisione dal romanzo di Alfred Döblin - usci presto dal radar dei critici. Restaurata, la serie si trova in Dvd. Le famiglie raccontate da Rainer Werner Fassbinder sono solitamente un nido di vipere. In "Martha" un marito salta addosso alla moglie che si è appena scottata al sole. In "Il diritto del più forte" l'amore con un giostraio finisce quando il giostraio portato in società non sa da come cavarsela con i cannoncini alla crema (abbiamo scelto apposta le torture più Tight). La famiglia di Colonia fa eccezione. Ci sarebbero gli estremi per un dramma, ma la sceneggiatura vira subito verso la commedia. L'operaio specializzato Jochen corteggia e poi sposa Marion, la segretaria con i ricciolini biondi (lavora in un giornale, quando ancora i piccoli annunci venivano telefonati e battuti a macchina). I mobili di casa, le tende, i completi con i pantaloni appena un po' svasati, oggi fanno l'effetto di un film in costume: sessant'anni sono più che sufficienti per finire in un museo del modernariato. La più simpatica è la nonna, che porta i cappellini a fiori e rimorchia ai giardinetti. La sorella di Jochen ha sposato un uomo ricco che la tratta male, ma anche qui la situazione non precipita. Troverà un altro che la merita e la farà felice. Dopo "Otto ore non sono un giorno", l'infaticabile Fassbinder- una quarantina tra film, testi teatrali, progetti per la tv in appena 37 anni di vita, è morto nel 1982 - girö il fantascientifico "Welt am Draht". Tratto da un romanzo del 1964 intitolato "Simulacron 3", "L'uomo sul filo" racconta un mondo virtuale fabbricato al computer. Gli abitanti non sanno di esserlo, naturalmente. Visto oggi, oltre a qualche ridimentale somiglianza con "Westworld", si godono gli ambienti. Dovrebbero essere futuri, e restano fatalmente anni 70". (Mariarosa Mancuso)

giovedì 20 ottobre 2016

NEWS - Clamoroso al Cibali! Allo studio un progetto per il crossover tra "Westworld" e "Game Of Thrones"!

News tratta da "Entertainment Weekly"
Could Westworld crossover with Game of Thrones?
It’s an idea that fans have been suggesting online ever since HBO’s new sci-fi thriller premiered. The 1973 Westworld movie featured not just an android-filled Old West theme park like in the series, but also a Roman World and – most pertinently – a Medieval World.
So here’s the pitch: What if instead of eventually introducing a Medieval World into the show, there was a Westeros World filled with android hosts modeled after Game of Thrones? It’s like how Universal has its Wizarding World of Harry Potter park and Disney is creating a section of its park based on Star Wars, except with all the interactive sex and violence that Westworld offers its hedonistic guests. Then HBO could even resurrect popular dead characters such as Khal Drogo and Ned Stark.
Well, fans aren’t the only ones who have had this idea. It actually occurred to Thrones author George R.R. Martin even before Westworld premiered. In fact, the author mentioned it to the Westworld showrunners Jonathan Nolan and Lisa Joy over dinner weeks a couple months ago, and we recently followed up to get their reaction.
“We love George and our daughter’s first trip anywhere in the world was out to Santa Fe for a screening of The Prestige at his theater, the Jean Cocteau,” Nolan says. “He’s a lovely guy and a stunning writer and it’s flattering he would encourage a crossover. We should be so lucky.”
Joy noted they have one issue with the premise, however. “I need to be believe that dragons are real,” she says. “I want them be a real thing. So as much as I love George, I can’t lose that for myself!”
Of course, there are all sorts of other, higher hurdles – creative, logistical and legal – that would make a crossover highly unlikely to ever happen. But at least the showrunners haven’t ruled out that other genetic archetypal lands such as Roman World will eventually be introduced in the series. “We’ve got an awful lot of material to cover just with Westworld, but you want to stay tuned…” Nolan says.
In the meantime, more good ratings news for Westworld: The series premiere has climbed to 12 million viewers including streaming, On Demand and DVR. That’s higher than the first season of Thrones or True Detective. The third episode premiered Sunday to 2.1 million viewers at 9 p.m., setting a new high for a debut airing of the series. This weekend, however, Westworld will go head-to-head against The Walking Dead premiere, so its Sunday night numbers are likely to take a hit.

mercoledì 5 ottobre 2016

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
Con "Westworld" la tecnologia si ribella all'uomo creatore
"Per onestà dichiaro che la fantascienza non è un santo del mio paradiso televisivo e cinematografico e che non ho visto Westworld (Il mondo dei robot), il film del 1972 scritto e diretto da Michael Crichton da cui è tratta la serie omonima HBO. Per questo, forse, ho faticato a entrare dentro i meccanismi narrativi del primo episodio firmato da Jonathan Nolan e prodotto da J.J. Abrams (Sky Atlantic, lunedì, 21.15). Descritta come «un'oscura odissea sull'alba della coscienza artificiale e sul futuro del peccato» (che il peccato abbia un futuro è abbastanza scontato), Westworld racconta di un parco a tema abitato da robot: in alto ci sono ricchi clienti desiderosi di giocare con il futuro (un futuro che indossa abiti del passato), in basso invece agiscono robot progettati per interpretare una parte in una sorta di film western ambientato nella Monument Valley, lo scenario ideale dei film di John Ford. L'aspetto più interessante della serie è la sua struttura circolare, dove gli eventi si ripetono cambiando ogni volta trama quasi a sottolineare la ribellione della tecnologia nei confronti dell'uomo creatore. Nelle intenzioni dei burattinai (tra cui un bravissimo Anthony Hopkins), i burattini del western (ricordiamo i due protagonisti: Evan Rachel Wood e James Marsden) sono creature sottratte al gioco dell'evoluzionismo. Solo alcuni bug impediscono loro la perfezione. II tema «filosofico» di fondo risiede proprio nel contrasto tra i gestori di questo strano parco divertimenti: da una parte, quelli che pensano solo al successo economico, a incrementare il «gioco», dall'altra quelli che sono stati presi dal desiderio folle della perfezione e sognano una nuova razza «umana» slegata dai meccanismi degli stadi evolutivi, della selezione naturale (una specie di creazionismo scientifico, di disegno intelligente). Ancora una volta, dietro un impianto razionalistico si cela un'inquietudine di natura religiosa". (Aldo Grasso, 05.10.2016)
LA REPUBBLICA
"Westworld", il fascino del non capirci nulla
"Stanchi del GFVip? La soluzione è Westworld, la cosa più ardita in tv, la nuova serie Hbo che Sky Atlantic manda in contemporanea con gli Usa ( il lunedì sera gli episodi con sottotitoli, una settimana dopo quelli doppiati). Siamo all'incrocio tra Blade Runner, Truman Show e Jurassic Park — sono tempi di nuove serie che citano a mani basse il passato. Gruppo di autori efferati e tecnici di prim'ordine (il capo è Anthony Hopkins) allestiscono un parco a tema ambientato nel West. Ci vanno tipi molto solventi a cercare avventure: nel parco i cowboy e gli altri sono robot, continuamente riprogrammati per le esigenze. Succede di tutto, non si capisce nulla — o quasi. Ma è di fascino assurdo, con nomi come JJ Abrams e Jonathan Nolan in costruzione e, va da sé, Michael Crichton autore in origine. O è una cosa di assoluto futuro e niente sarà più come prima, oppure andrà in un altro modo, ma sarà stato eccitante lo stesso". (Antonio Dipollina, 05.10.2016)

lunedì 12 settembre 2016

NEWS - Una promessa o una minaccia? "Westworld" programmata per durare 5 anni...nel futuro!

News tratta da "Uproxx"
After a series of delays attributed largely to the production’s complex nature, HBO’s forthcoming television adaptation of the 1973 film Westworld is almost here. It’s one of the fall TV season’s most promising new shows, and if showrunners Jonathan Nolan and Lisa Joy can deliver, then it might be quite good. Maybe even Game of Thrones-good — an accomplishment HBO wouldn’t mind at all. And if Nolan and Joy’s recently revealed long-term plan for Westworld is any indication, that’s exactly what HBO wants.
Yes, Westworld‘s initial run consists of only 10 episodes, yet it seems plans have been drawn for at least five seasons. And as actor James Marsden explained to Entertainment Weekly, that’s just how the producers “operate”:
“[The delay] wasn’t about getting the first 10 done, it was about mapping out what the next five or six years are going to be… We wanted everything in line so that when the very last episode airs and we have our show finale, five or seven years down the line, we knew how it was going to end the first season — that’s the way Jonah and [executive producer J.J. Abrams] operate. They’re making sure all the ducks are in the row.”
That’s not to say that if HBO picks up Westworld for additional seasons, the show will simply “have a story that repeated itself” every year. As Nolan put it:
“We didn’t want the Fantasy Island version of this [where new guests arrive at the park every season]. We wanted a big story. We wanted the story of the origin of a new species and how that would play out in its complexity”
Until the series premiere Sunday, Oct. 2 at 9 p.m. ET on HBO, just imagine how maniacally happy Law & Order creator Dick Wolf is right now. The Westworld: Fantasy Island and Fantasy Island: Westworld spin-offs have potential.

mercoledì 23 luglio 2014

NEWS - Anche Hopkins passa dall'altra parte: sarà il protagonista di "Westworld" (reboot del già cult "Il mondo dei robot") della coppia Abrams-Nolan


News tratta da "Entertainment Weekly"
Another Oscar winner is coming to HBO: Anthony Hopkins has been cast in the cable drama’s TV reboot of the sci-fi classic Westworld.
The casting will mark the first potential regular TV gig for the acclaimed Silence of the Lambs and Thor actor, and continues the trend of Academy Award winners taking small-screen roles. He will be joined in the project by actress Evan Rachel Wood (Once and Again, True Blood).
No, Hopkins is not playing “the Yul Brynner role.” But the descriptions for both his character and Wood’s shed some insight into the secretive project’s storyline.
The 1973 version of Westworldfrom techno-thriller author Michael Crichton—was about a futuristic theme park populated with robot characters who malfunctioned and attacked the guests. (Later, Crichton would use a similar plot for his bestselling novel Jurassic Park.) In the HBO pilot, Hopkins will play Dr. Robert Ford, described as “the brilliant, taciturn and complicated Creative Director, Chief Programmer and Chairman of the Board of Westworld; Ford has an uncompromising creative vision for the park—and unorthodox methods of achieving it.” Wood plays Dolores Abernathy, “provincial, beautiful and kind. Dolores is the quintessential farm girl of the frontier West—who is about to discover that her entire idyllic existence is an elaborately constructed lie.” Wood’s character description suggests that she’s an android, and that Westworld’s robots will be similar to those in Blade Runner or the Battlestar Galactica reboot—convincingly humanoid and sometimes unaware of their own artificiality.
Right now, Westworld is just at the pilot-order stage. But with Hopkins on board and a high-powered team behind the camera (executive producers J.J. Abrams, Jerry Weintraub, Bryan Burk, and producer-director Jonathan Nolan), the project has strong odds for a full series pickup.

sabato 31 agosto 2013

TWITTER-JAM - Le migliori twittate seriali della settimana
 

mercoledì 2 maggio 2012

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti sui telefilm tratti dai giornali italiani e stranieri

CORRIERE DELLA SERA
"Person of Interest", serie ad incastro di Abrams
"Quando il produttore J. J. Abrams mette il suo nome su un nuovo telefilm, l'attesa è sempre alta. Soprattutto poi se a lavorare con lui ci sono uno sceneggiatore come Jonathan Nolan (che con il fratello regista Christopher ha lavorato a Memento e alla livida saga di Batman nei diversi episodi de Il cavaliere oscuro) e un attore come Michael Emerson, l'imperscrutabile Ben Linus di «Lost». La curiosità per la nuova serie che li vede protagonisti, «Person of interest», era dunque tanta (prima puntata, venerdì ore 21.15 su Premium Crime e in chiaro su Italia 2). Bisogna subito dire che la trama è piuttosto intricata, tanto che lo stesso Abrams ha definito la serie «molto cerebrale». John Reese (Jim Caviezel) vive da senzatetto a New York ma in realtà è un ex agente della CIA, che però tutti credono morto. Sta per toccare il fondo quando lo avvicina Harold Finch, un enigmatico magnate incaricato dal governo USA, dopo l'11 Settembre, di progettare un sofisticato sistema di sorveglianza, la Macchina, capace di intercettare qualsiasi comunicazione audio e riprendere qualunque evento. Nelle maglie della Macchina finiscono i terroristi ma soprattutto criminali comuni, irrilevanti per l' antiterrorismo e il sistema è in grado di segnalare in anticipo i nomi delle persone sospette, le «persons of interest» del titolo. Nessuno può sapere se saranno vittime o delinquenti, né quale reato commetteranno: compito di Reese e Finch è allora quello di sorvegliarle e prevenire il verificarsi del crimine. La serie è interessante proprio per questa sua struttura a incastro, marchio di fabbrica di Abrams, ma soprattutto perché prova a dare forma narrativa ad alcune ossessioni che hanno segnato profondamente l'America dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, come la videosorveglianza e la necessità di rinunciare ad alcuni spazi di privacy e libertà per garantire la sicurezza comune".
(Aldo Grasso, 29.04.2012)

venerdì 27 aprile 2012


NEWS - Siamo tutti spiati! Da stasera "Person of Interest" (free su Italia 2 il pilot)
Nello slang delle forze dell’ordine person of interest è un soggetto sotto indagine ma senza prove sufficienti ad arrestarlo. Immaginate ora che ogni singolo cittadino venga considerato person of interest. Immaginate che una macchina, sulla base del puro sospetto, possa prevenire attentati terroristici e crimini violenti. E che la lotta al crimine si possa combattere anche su Twitter e Facebook, controllando tutto e tutti.Sareste disposti a rinunciare alla libertà personale per “un mondo migliore”? Person of Interest”, serie evento ideata da J.J. Abrams e da Jonathan Nolan, approda in anteprima assoluta su Premium Crime (Mediaset Premium) dal 27 aprile in prima serata. L’eco della tragedia dell’11 settembre 2001, contaminata da visioni futuristiche orwelliane, contraddistingue una delle serie più intriganti della stagione. 
Mediaset per l’occasione trasmette la puntata pilota di "Person of interest" anche in chiaro sul canale Mediaset Italia 2 in contemporanea a Premium Crime il 27 aprile (ore 21.15).
Su Premium Crime, oltre al pilot, il 27 aprile andrà in onda anche la seconda puntata, e dalla settimana successiva il resto della serie (due puntate ogni venerdì).

La serie in America ha sfiorato i 16 milioni di spettatori e la CBS ha già programmato la seconda stagione.
Mr. Finch (Michael Emerson - già protagonista di Lost), è un eccentrico milionario esperto di informatica. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York ha messo a punto un sofisticato software che permette di prevenire crimini non ancora accaduti. La macchina però non offre tutte le risposte: individua solamente il codice di previdenza sociale del sospettato. Nessun altro dettaglio, nessuna prova di colpevolezza. Privati cittadini diventano così dei “sorvegliati speciali”, person of Interest appunto, controllati attraverso telecamere, pc, cellulari, carte di credito. Ma questo è illegale e nessuna agenzia federale può avallare il progetto. Finch decide quindi di ingaggiare Reese (James Caviezel - La passione di Cristo, The Prisoner), un ex agente della CIA creduto morto, per cercare di fermare i futuri criminali.
Il tema della prevenzione del crimine era già stato toccato nel 2002 nel film di Steven Spielberg Minority Report. “Person of Interest”, però, è meno fantascientifico e, come ha dichiarato Michael Emerson al Comic Com di luglio a San Diego, «la serie è scientificamente basata su fatti reali perché tutte queste tecnologie esistono e sono sul mercato». Il tema della prevenzione del crimine “ad ogni costo” è stato rilanciato negli USA dall’ossessione per la sicurezza post 11 settembre 2001. A riprova dell’attualità degli argomenti trattati dalla serie, nel 15esimo episodio appare - in immagini d’archivio - il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Su “Person of Interest” J.J. Abrams, ha dichiarato: «Con la tecnologia non solo puoi essere rintracciato, ma le tue mosse possono essere anticipate. La cosa che mi piace della serie è che è molto celebrale ma non impenetrabile. È buona televisione».
Il critico televisivo di "Entertainment Weekly", Ken Tucker, ha scritto: «Già dall’episodio-pilota, 'Person of Interest' è un cult (…) La serie viaggia nella zona grigia di una morale spesso ambigua e ambivalente, una scommessa non facile per attrarre l'audience a tutti i costi, ma di indubbio valore qualitativo ».

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