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domenica 27 aprile 2014

GOSSIP - Clamoroso al Cibalgay! Matt Bomer si è sposato col suo compagno già nel 2011!

Matt Bomer is his usual smoldering sexy self on the cover of Details magazine’s May 2014 issue, on newsstands April 25.
Here’s what the 36-year-old White Collar actor had to share with the mag:
On his secret marriage to partner Simon Halls in 2011: “I wouldn’t have a lot of the rights I have today if it wasn’t for people like Larry [Kramer].”
On his role in The Normal Heart by Ryan Murphy: “It’s rare that you get to be a part of something that, hopefully, has some significance socially or historically. And then to have a role that changes you? I think that’s the best you could hope for in this profession, and that was certainly the case here. I don’t think I’ll ever be the same as I was when I started the job.”
On who he’d like to work with: “I mean, I hate to even identify certain people, because I don’t want anyone to feel alienated. I want to work with anyone who’s passionate about telling a story. I obviously have a list of people I really love, but it’s a really long list. So I cant single anybody out. You know you don’t want to forget to say ‘Darren Aronofsky’ and then have him happen to see something here and be like, ‘Why didn’t the asshole say me?”. For more from Matt, visit Details.com.

martedì 25 febbraio 2014

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Matt da legare! Bomer di "White Collar" è al cinema con "Storia d'inverno" 
Matt Bomer di “White Collar” (la 4° stagione in prima tv free su Top Crime dal 3 marzo in prima serata; la 5° inedita su Fox ogni mercoledì in prima serata) è stato paparazzato nei giorni scorsi all’uscita di un hotel di Soho con il compagno Simon Halls. La coppia era nella Grande Mela per la prima del film “Winter’s Tale” (in Italia uscito a San Valentino col titolo “Storia d’inverno”), che vede Bomer protagonista al fianco di Colin Farrell, Will Smith e Russell Crowe. La storia, ai confini della realtà sulla falsariga di “Ghost”, racconta la morte di una principessa che ha la possibilità di tornare in vita tramite reincarnazione. Nel cast anche William Hurt, Jennifer Connelly, Lucy Griffiths, Scott Grimes e Eva Marie Saint.

lunedì 14 ottobre 2013

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Clamoroso al Cibali! Hunnam rifiuta "50 sfumature": Amell (ri)sfreccia in pole position? 
La scelta del protagonista maschile di “Cinquanta sfumature di grigio” si sta rivelando una saga più lunga di quella letteraria. Charlie Hunnam, prescelto tempo fa per interpretare Christian Grey, ha rifiutato qualche ora fa la parte per “sopraggiunte difficoltà con le riprese del serial ‘Sons of Anarchy’” che lo vede in prima fila nel cast. Secondo “Variety”, il passo indietro dell’attore potrebbe risiedere nella valanga di proteste del pubblico (e dei fans della serie tv) che non avevano apprezzato la scelta caduta su Hunnam.

A questo punto, a quanto rivela Qui Mediaset (www.quimediaset.it), i riflettori potrebbero tornare ad accendersi su Stephen Amell di “Arrow” (la seconda stagione inedita andrà in onda su Premium Action dal 22 ottobre). L’interprete della serie tv più vista nella stagione scorsa in Italia (oltre 3 milioni e mezzo di spettatori su Italia 1) è stato il primo nome comparire pubblicamente tra i candidati (lo ha ammesso egli stesso su Facebook). Secondo alcune voci, tra l’altro, Hunnam avrebbe declinato l’offerta all’improvviso per via di una sceneggiatura che prevedeva scene a tinte forti (non che in “Sons of Anarchy” l’attore si sia mai tirato indietro…). Amell vanta di suo, di contro, una spregiudicatezza altresì nelle scene di nudo già messa in mostra nella serie a sfondo omosessuale “Queer as Folk”.
Amell, attualmente sul set delle riprese della seconda stagione di “Arrow”, per vestire i panni di Christian Grey dovrebbe fare gli straordinari o lasciare maggior spazio, nel serial campione d’ascolti, al personaggio di Flash (interpretato da Grant Gustin), originariamente previsto per tre episodi e già in procinto di dar vita ad uno spin-off.
L’unica certezza del film tratto dal best-seller di E.L. James, atteso nelle sale ad agosto, resta al momento la protagonista femminile Dakota Johnson nei panni di Anastasia Steele. Sempre “Variety” stila una lista di candidati extra-Amell in cui compaiono tra gli altri Ian Somerhalder di “The Vampire Diaries”, Matt Bomer di “White Collar”, Alexander Skarsgard di "True Blood" e Theo James di “Golden Boy”.

venerdì 27 settembre 2013

PICCOLO GRANDE SCHERMO - Boom Bomer! L'interprete di "White Collar" sarà Montgomery Clift al cinema
Il bel Matt Bomer di "White Collar" (su Top Crime, ogni lunedì in prima serata), interpreterà il divo anni '50 Montgomery Clift al cinema: in "Monty Clift", pellicola prevista nel 2015 nelle sale americane, l'attore darà vita a uno dei volti più noti di Hollywood all'epoca delle riprese di "Un posto al sole", quando la leggenda volle che s'innamorò di Elisabeth Taylor (poco importano le voci postume sulla di lui presunta omosessualità...). Dopo il successo di "White Collar" (5 stagioni, ancora in produzione), in cui interpreta un mago della truffa che si trova a collaborare con l'FBI per sventare crimini e affini, il dichiarato omosessuale Bomer è lanciatissimo su grande schermo: quest'anno è atteso nella commedia scifi "Space Station 76", sorta di "Ritorno al futuro" ambientata negli anni '70 (con Liv Tyler e Patrick Wilson), mentre nel 2014 affiancherà Will Smith, Russell Crowe e Colin Farrell nel fantastico "A Winter's Tale". (Notizia tratta dalla Newsletter #60 di QuiMediaset)

sabato 3 marzo 2012

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!


A pochi giorni dalla terza season finale, a vincere il titolo di Stracult della settimana è White Collar, serie creata da Jeff Eastin, che unisce perfettamente il genere crime al dramedy, dando vita a un prodotto frizzante e mai noioso. Giunto ormai al termine della terza stagione, a differenza di altri show simili dal punto di vista di humour e meccaniche, non sembra per nulla risentire di flessione o stanchezza, come spesso invece accade.
Il merito di questo successo? Semplice! Da una sceneggiatura che riesce a rinnovarsi senza mai ripetersi, a una regia vivace e veloce che si appoggia a una cornice come New York e a una Manhattan mai così irresistibile. A ciò va aggiunta l’ottima caratterizzazione dei protagonisti: a partire da
Tiffany Thiessen (indimenticabile Kelly Kapowsky di Bayside School) e Willie “Mozzie”  Garson, che molti ricorderanno come Stanford in Sex and the City, fino alla coppia Peter Burke/Tim De Kay - Neal Caffrey/Matt Bomer -  perno fondamentale attorno a cui ruotano le vicende. Matt Bomer in particolare, con la sua aria da incorreggibile romantico, riesce a risultare simpatico nonostante interpreti un personaggio capace di cadere sempre in piedi anche quando forse non lo meriterebbe affatto. Bello e impossibile, ricco, intelligente e astuto… sarebbe davvero un uomo da sposare, se non fosse per il recente outing che ha spezzato i cuori di milioni di fan sparse per il mondo, oltre che il mio!

Una selezione dura e severa, un comportamento e una diligenza impeccabili, classe, lusso e stile: in Pan Am si guarda con estrema nostalgia, seguendo la moda di quel capolavoro intitolato Mad Men, all’America degli anni Sessanta e alle sue hostess indimenticabili che hanno fatto sognare milioni di viaggiatori del cielo. Creato da Jack Orma, autore e produttore di E.R., lo show è la fotografia nitida e precisa, seppur infarcita dell’elemento soap opera, di un divertente e verosimile spaccato dell’America degli Sessanta, tra storie d’amore ed emozioni ad alta quota. Le vite delle quattro hostess protagoniste (tra cui la bravissima Cristina Ricci) s’intrecciano con la Storia, nello specifico quella di una nazione che cerca di inseguire un sogno, tra mille ostacoli e difficoltà. Lo spunto è buono, il risultato discreto, ciò che manca, e si evince già all’inizio, è quella marcia in più e quella cura dei dettagli, punti di forza proprio di Mad Men, destinati a trasformare la serie in uno Stracult, e a relegarla invece negli Stracotti, a causa soprattutto dei bassi ascolti registrati sin dagli albori e di una critica che da subito gli ha messo i bastoni tra le ruote precludendole un futuro roseo.
Uno stracotto condizionato soprattutto dall’esito finale, questo è certo, ma che pur sempre, ahimè, stracotto rimane.
Anyway: thank you for flying with Pan Am.

martedì 6 dicembre 2011

NEWS - Ultima ora (via @telefilmcult): "Nikita" sposta i tacchi al 22 dicembre. Al suo posto dal 12 la seconda di "White Collar"
Spostamenti pre-natalizi in casa Mediaset. L'annunciata partenza di "Nikita" il 12 dicembre su Italia 1 è stata spostata al 22 dello stesso mese (sarà felice Babbo Natale!). Al suo posto, il 12, in seconda serata, toccherà alla seconda stagione, inedita in chiaro, di "White Collar". News dal Biscione anche per i fans di "Lie to me": Retequattro trasmetterà la seconda stagione in prima tv in chiaro dal 13 dicembre, in prima serata.

lunedì 28 novembre 2011


NEWS - Alza la bandiera, Jennifer! La nipote di Missoni tiene alto il nome dell'Italia nei telefilm Usa (e nessuno ne parla, a parte il Tg Telefilm)
Si chiama Jennifer Goldie Diamante e di cognome fa Missoni. Nomen omen, verrebbe da dire, visto che è la nipote dello stilista Ottavio Missoni. Tuttavia la ragazza nata e cresciuta a Varese e poi espatriata in America si è fatta largo con le proprie braccia e le sue lunghissime gambe. Fin da ragazzina ha dimostrato un interesse spasmodico per l'equitazione e il pattinaggio su ghiaccio, gareggiando in entrambe le attività a livello agonistico, mentre l'esercizio fisico delle lezioni di danza jazz ha modellato il suo corpo fino alla perfezione. Dopo un passato da modella - è stata tra l'altro testimonial per due anni del profumo di Missoni - ha iniziato a 17 anni una carriera d'attrice attualmente in piena ascesa: da "Law&Order" a "Damages", da "Army Wives" al remake di "Melrose Place", da "Medium" a "Fringe", fino a "Royal Pains", "Gossip Girl" e "White Collar", i molteplici cameo seriali di Jennifer stanno tenendo alta la bandiera italiana a Hollywood (altro che Elisabetta Canalis!). Per chi non lo sapesse, è l'attrice italiana più intervistata sui tappeti rossi che contano nelle ultime stagioni (dagli Emmy Awards ai Golden Globes). Nel 2012 sarà curioso vedere l'attrice di buonissima famiglia al cinema in "Inferno", il film biografico incentrato sulla figura della pornostar Linda Lovelace, la protagonista del cult "Gola profonda". Al suo fianco nella pellicola, ci saranno Malin Akerman (nella parte dell'attrice a luci rosse al centro della pellicola) e l'ex pornostar Sasha Grey. Ad aprire le porte di Hollywood alla bella Jennifer, però, oltre al fascino indiscusso, è stata anche la perfetta conoscenza della lingua inglese imparata insieme al francese presso la Scuola Europea di Varese. Chapeau!

lunedì 18 luglio 2011

NEWS - Ultima ora, "White collar" parte su Italia 1 in seconda serata (il 28 luglio) e dopo 2 settimane si sposta in prima (dall'11 agosto)
Ultima ora: "White collar" partirà giovedì 28 luglio su Italia 1 alle ore 22.00, ma dal 11 agosto prenderà il posto di "CSI" in prima serata. News sempre dal fronte Italia 1: in partenza anche "Trauma", da lunedì 1 agosto a mezzanotte.

lunedì 11 luglio 2011

NEWS - Da "Ringer" a Ian Somerhalder, dal flop delle serie in costume ("Game of thrones" a parte) al fenomeno di "House of Anubis", è on line il secondo appuntamento con il TG Telefilm

lunedì 15 febbraio 2010

L'EDICOLA DI LOU - Stralci e commenti dai giornali sui telefilm dai giornali italiani e stranieri

TV BLOG
Lavoro lost, lavoro ritrovato

“Stavo lavorando alla terza stagione di Alias quando Lloyd Braun (a capo della Abc tra il 2002 ed il 2004, ndr) mi chiese di scrivere un pilot su dei sopravvissuti ad un disastro aereo. Nel giro di una settimana ci fu il via libera alle riprese. Mi sono incontrato con Damon Lindelof lunedì, andammo subito d’accordo e preparammo una traccia con gli allora autori e produttori di ‘Alias’ Jesse Alexander e Jeff Pinkner. Sabato, Lloyd ci diede l’ok. Fu uno sforzo assurdo, ed 11 settimane e mezzo dopo avevamo realizzato l’episodio pilota. Durante una delle prime riunioni, ricevetti una chiamata da Steven Spielberg, Tom Cruise e Paula Wagner (patner nelle produzioni di Cruise, ndr.). Dissi ‘Cosa?!?’ Non aveva senso. Mi sembrava di essere in una puntata di ‘Punk’d’. Mi chiesero se avessi voluto scrivere ‘La guerra dei mondi’. Conoscevo Spielberg da qualche anno, ma ogni volta che lo incontravo era come un’esperienza extracorporale, e vederlo seduto su un divano insieme a Cruise lo rendeva più assurdo. Fu un bell’incontro, io Tom ci trovammo subito, ed alla fine il mio assistente gli regalo le prime due stagioni di ‘Alias’. Non ho potuto fare ‘La guerra dei mondi’ perché stavo girando il pilot di ‘Lost’. Mi sentivo come se stessi ammazzando la mia carriera: stavo lavorando ad un pilot di cui non avevo neanche una sceneggiatura, mentre avrei potuto essere con Spielberg e Cruise. Stavamo girando l’ultima scena del pilot, che per noi era quella in cui i naufraghi sentono la trasmissione della Rousseau e Charlie dice “Ragazzi, dove siamo?”. Si stava facendo buio ed avevamo perso la luce, e dovemmo interrompere le riprese. Non potevo sentirmi più frustato quando il mio assistente mi disse ‘J.J., c’è Tom Cruise al telefono’, Mi girai verso gli altri e dissi ‘Scusate. Tom Cruise mi chiama!’. Pare che avesse visto le prime due stagioni di ‘Alias’ e che ne fosse rimasto entusiasta, e mi voleva vedere una volta che fossi tornato a Los Angeles. In quel periodo stava lavorando alla realizzazione di ‘Mission: Impossibile: 3’ e pensavo volesse vedermi per propormi qualcosa, ma non fu così. Mi invitò ad un concerto, ma non potei andare, allora mi chiese di rivederlo. Sembrava volesse chiedermi un appuntamento. Così lo invitai alla mia festa di compleanno, e diventammo amici. Un giorno mi chiamò il mio agente e mi chiese ‘Sei a conoscenza delle voci che girano?’ ed io ‘Quali voci?’ ‘Tom vuole che tu sia il regista di ‘Mission: Impossible 3’. Non aveva senso…”.
(J.J. Abrams, 30.12.2009)

CORRIERE DELLA SERA
Fenomeno "Glee", magico e surreale
"«Glee» è davvero una cosa speciale. Merita di essere seguita. A Natale, Fox (canale 110 di Sky) ha proposto l'episodio pilota della serie diretta da Ryan Murphy. «Glee» è ambientato alla McKinley High School di Lima, Ohio, dove tutto ruota attorno ai giocatori di football e alle cheerleader. Una situazione che non piace all' insegnante di spagnolo Will Schuester (Matthew Morrison) che vuole riportare in auge il Glee Club, un' attività extrascolastica dove si studia canto, ballo e musica, discipline che alla McKinley vengono considerate da sfigati. Tramite un espediente illecito, Schuester obbligherà il quarterback della squadra Finn Hudson (Cory Monteith) a entrare nel Glee Club, assieme alle cantanti Rachel Berry (Lea Michele) e Mercedes Jones (Amber Riley), al soprano Kurt Hummel (Chris Colfer), al chitarrista sulla sedia a rotelle Artie Abrams (Kevin McHale) e alla balbuziente Tina Cohen-Chang (Jenna Ushkovitz). «Glee» ha preso «High school musical» e l' ha trasformato in una storia per adulti, non rinunciando ai «problemi» tipici del liceo (la coscienza di sé, la droga, le incertezze sessuali, etc), ma aggiungendovi un aspetto surreale e magico, lontano dalla quotidianità. La trama è poco realista, come fosse il racconto di un ragazzo che ascolta un iPod «on shuffle» e interiorizza le canzoni legandole per «temi». Per questo i dialoghi sono molto serrati, da musical, costruiti sui cliché della teen comedy e possono anche permettersi il gusto di prendere in giro le questioni razziali o altri temi scottanti, sfuggendo alle regole del politicamente corretto. «Glee» significa «sensazione di gioia», «entusiasmo immotivato», «cieco ottimismo», «abbandono» (proprio quello che manca alle scuole italiane)".
(Aldo Grasso, 27.12.2009)

TV SORRISI E CANZONI
“Kings”, originalità trasposta

“7+ all’originalità del telefilm ‘Kings’ di Joi: la storia del re Davide trasposta ai giorni nostri intrecciando notazioni realistiche e clima da favola, immagini accurate e facce nuove”.
(Mirella Poggialini, 22.12.2009)

IL SOLE 24 ORE
La tv che cambia

“Nel 2009 i possessori di decoder per il digitale terrestre hanno superato quelli con decoder per la tv satellitare, sia free sia pay. Secondo Auditel oggi sono 10,7 milioni le famiglie in grado di sintonizzarsi sul digitale terrestre; 4,5 milioni gli abbonati alla tv satellitare 2,2 milioni le famiglie con parabola satellitare senza abbonamento pay”.
(Francesco Siliato, 04.01.2010)

PRIMA COMUNICAZIONE
Tecniche di programmazione

“Per le serie americane, decidiamo caso per caso se trasmetterle prima sulla pay o sulla free, in base a valutazioni sui risultati, il target, il formato, la disponibilità del prodotto, ma teniamo anche conto di aspetti più generali tipo l’andamento della stagione. Se poi una serie è irrinunciabile per una rete, penso a ‘Dr. House’ per Canale 5, non si discute nemmeno. Insomma, non c’è una regola fissa, cerchiamo di trovare un equilibrio tra le esigenze di tutti”.
(Federico Di Chio, Direttore Mediaset Premium, dicembre 2009)

VARIETY
Il clone che soffia sul…collar

“Non c’è più nulla di nuovo sotto il sole. ’White Collar’ ricicla fin troppo ‘It takes a thief’ (n.d.r.: ‘Operazione Ladro’), accentuando il taglio high-tech e puntando sull’alchimia perfetta tra Matt Bomer e Tim DeKay”.
(Brian Lowry, 19.12.2009)

IL GIORNALE
E’ l’ora dei Psycho-serial
“Nulla è più misterioso ed affascinante della mente umana. Sarà che quasi ogni giorno si ha notizia di qualche scoperta nel campo delle nueroscienze. Sarà che il ricorso alla psicoterapia è sempre più diffuso. Sarà che qualche concetto base della disciplina inventata da Freud (‘complesso di Edipo’, ‘rimozione’, ‘proiezione’) è ormai entrato nella cultura popolare. Fatto sta che in tv proliferano le serie basate sulla psicologia. ‘The Mentalist”, ‘Psych’, ‘Mental’, ‘Lie to me’, ‘In Treatment’ e adesso ‘Nurse Jackie’…”.
(Vincenzo Pricolo, 11.01.2010)

"Il trivial game + divertente dell'anno" (Lucca Comics)

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